L’INTERVISTA
Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e della Venerabile Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo.
In quell’occasione il giornalista Andrea Carnino ha intervistato per Il Torinese.it il Conte Corrado Falletti di Villafalletto.
AC: Conte mi parli del suo legame con Villafalletto
Io sono legato a Villafalletto da quando sono nato. Mio padre il Conte Paolo Sismondo era figlio del Conte Corrado e di Ippolita Frigerio, esponente di un’illustre famiglia nobile del Cuneese con proprietà a Centallo. Ho trascorso ogni estate nel nostro palazzo di Villafalletto, dove mia nonna Ippolita detta “nonna Ippa” dimorava da giugno fino alla fine di settembre, radunando tutti i figli. Mio padre era il primogenito. Insieme agli zii e ai numerosi cugini ho trascorso qui periodi piacevoli di riposo. Dopo la morte quattro anni fa di mio padre io e mio fratello Francesco, insieme ai cugini e a mia zia Elena, vedova dell’Ambasciatore Francesco Mezzalama, ci impegniamo a preservare il palazzo di famiglia, ubicato nel centro del paese. Abbiamo un forte legame anche con la comunità che ci fa sentire come fossimo residenti (la Famiglia Falletti vive a Roma). Per me Villafalletto è vita e memoria. Ci vengo soprattutto d’estate, anche se mi è capitato di venire d’inverno e di ammirare questo suggestivo paesaggio tinto di bianco.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la famiglia trascorse qui l’inverno, riscaldandosi con i camini e le stufe a cherosene. Oggi abbiamo alcune sale del palazzo riscaldate a metano, quindi è capitato che siamo venuti durante la stagione fredda, anche se dimorare nell’edificio d’inverno è complicato perché non tutte le stanze sono riscaldate.
Io sono il primogenito, ma essendomi sposato tardi non ho figli, quindi i Falletti di Villafalletto continueranno grazie ai figli di mio fratello Francesco, il primogenito Riccardo e il secondogenito Goffredo.
AC: Anche voi Falletti di Villafalletto avete avuto un personaggio che ha compiuto numerose opere di bene?
Certamente, ci fu Pio Carlo Falletti (1848-1933), che era figlio del Conte Francesco Giuseppe e di Maria Petronilla Fossati. Considerato come uno dei più grandi storici d’Italia del suo tempo, lasciò molto denaro ai poveri di Villafalletto e cascine e terra all’ospedale. Davanti alla scuola elementare c’è il monumento a lui dedicato.
E’ indubbiamente un modello e in futuro spero anch’io di contribuire affinché Villafalletto si sviluppi e possa continuare a mantenere quello spirito di accoglienza e laboriosità e il suo straordinario rispetto della natura. Il legame con il territorio è amore, donazione, presenza e accoglienza.
AC: molte opere pubbliche sono legate alla sua famiglia?
La ringrazio per questa domanda perché mi è occasione di ricordare che l’acquedotto e l’impianto di irrigazione sono stati opera di mio nonno Corrado, che è stato Podestà di Villafalletto e Commissario del Consorzio Agrario di Cuneo. Purtroppo, non ho avuto la fortuna di conoscerlo.
AC: ieri avete celebrato i sessant’anni dall’ordinazione di suo zio Padre Cesare Falletti
Ieri è stato un momento emozionante. I sessant’anni di Messe di Padre Cesare hanno rappresentato la mia vita. Quando ci fu la sua ordinazione a Villafalletto il 3 settembre 1966 io avevo sei mesi ed ero presente con mamma e papà. Le sue preghiere hanno accompagnato la mia vita e lui pregherà per noi per l’eternità. Grazie a lui ieri la famiglia si è riunita, eravamo in 24 in casa, è stata una giornata molto piacevole.
ANDREA CARNINO
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