Fine vita, parte la raccolta firme in Piemonte

PER LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE “LIBERI SUBITO” SUL “SUICIDIO ASSISTITO”

Obiettivo: 8.000 firme entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale del Piemonte quanto già fatto in Toscana e Sardegna, anche alla luce del caso di Alan, già noto come “Alberto” il primo caso di morte volontaria assistita in Piemonte.

 

Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): “Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, Regione Piemonte ha il dovere di intervenire”

 

Dopo il mancato esame della proposta di legge depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi anche in Piemonte, dopo il Lazio, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 8.000 firme di cittadini e cittadine residenti in Piemonte entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente e tempestivamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;

  • uniformità sul territorio regionale;

  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

 

“Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Alan (già noto come ‘Alberto’ nella comunicazione legata al primo ricorso al suicidio medicalmente assistito in Piemonte) che proprio in Piemonte ha dovuto subire 8 mesi di condizioni di sofferenza insopportabili prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della ASL e del Servizio Sanitario Nazionale. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, il Consiglio regionale del Piemonte ha il dovere di intervenire”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni,

 

“Ripartiamo dalla stessa piazza e con lo stesso strumento di partecipazione utilizzato nella scorsa legislatura: l’iniziativa popolare e le firme dei cittadini per una legge giusta, indifferibile, in linea con il dettato costituzionale così come  quella che depositammo nel 2023.

Il Consiglio regionale del Piemonte avrà l’opportunità di prestare ascolto alle istanze dei cittadini piemontesi, recuperando quanto non ha voluto discutere nella scorsa legislatura.

Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali,  alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni piemontesi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare” Davide Di Mauro e Lidia Sessa (Coordinatori della Cellula Coscioni Torino)oggi durante la conferenza stampa di presentazione all’avvio della raccolta firme.

 

Nel 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte si era rifiutato di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni: i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Tale posizione è stata successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile. Alla luce di tale pronuncia, viene avviata una nuova iniziativa popolare volta a sollecitare il Consiglio regionale del Piemonte ad adottare misure analoghe a quelle già introdotte in Toscana e Sardegna, anch’esse promosse su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni.

 

Se il bosco diventa scuola per gli studenti del Piemonte

Tornano in Piemonte le giornate informative in bosco dedicate alle scuole, con un nuovo ciclo di 13 appuntamenti gratuiti organizzati da Ipla per conto della Regione Piemonte. L’iniziativa coinvolgerà complessivamente 520 studenti tra scuole primarie, secondarie di primo grado e istituti tecnici, in programma dal 23 aprile al 29 maggio.

Il calendario prevede cinque mezze giornate presso la sede torinese dell’Istituto e otto giornate intere tra le province di Torino e Cuneo, con tappe a Montà e in Valle Maira. Obiettivo: far conoscere il bosco non solo come ambiente naturale, ma anche come risorsa economica e ambito professionale.

Le attività si svolgeranno in aree forestali gestite attivamente, attraverso percorsi didattici progettati da Ipla in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, gli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e le imprese forestali iscritte all’Albo regionale.

Durante le giornate, gli studenti potranno osservare da vicino la struttura e la composizione dei boschi, assistere a dimostrazioni pratiche di abbattimento ed esbosco del legname e incontrare i professionisti del settore: boscaioli, dottori forestali, Carabinieri Forestali e operatori degli enti di gestione. Un’occasione concreta per scoprire le opportunità lavorative legate al mondo forestale, sempre più aperte anche alla partecipazione femminile.

I temi affrontati spazieranno dalla botanica al riconoscimento delle specie locali, dalla selvicoltura alla sicurezza nei cantieri forestali, fino agli utilizzi del legno — sia strutturali che energetici — e al ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici e nella gestione sostenibile del territorio.

«Portare i ragazzi nel bosco è il modo più diretto per avvicinarli al patrimonio forestale piemontese», sottolinea l’assessore regionale alla Montagna e alle Foreste, Marco Gallo. «I boschi non sono solo parte del paesaggio, ma vere infrastrutture verdi che producono valore, richiedono cura e offrono opportunità di lavoro. Vedere dal vivo le attività forestali aiuta a comprendere l’importanza di una gestione sostenibile».

Il progetto si avvale del manuale didattico “Alla scoperta della selvicoltura”, disponibile gratuitamente sul sito della Regione e distribuito alle scuole partecipanti.

Dal 2022 al 2025 l’iniziativa ha già coinvolto 72 classi, circa 1.600 studenti e 170 accompagnatori, interessando 25 comprensori scolastici in tutto il Piemonte. Un’esperienza che ha raccolto un alto livello di gradimento e numerose richieste di continuità da parte degli istituti.

Per aderire alla prossima edizione è possibile segnalare il proprio interesse scrivendo a formazione@ipla.org entro il 28 novembre 2026.

Domenica, a Prarostino, il trail del Faro

Si tratta della terza prova del Trofeo delle Valli, in programma domenica 26 aprile a Prarostino, la corsa podistica Trail del Faro  organizzata dall’associazione Sportiva Mente e patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino.  Il ritrovo dei partecipanti è  fissato alle 8.30 in piazza della Libertà in località San Bartolomeo. La partenza verrà  data alle 9.30 su un tracciato di 12 km con un dislivello positivo di 600 metri che valorizza i sentieri panoramici con vista sulla pianura del Pinerolese.

Possono partecipare alle prove del circuito del Trofeo delle Valli i tesserati alla UISP o alla FIDAL o i detentori della Run Card, nati sino al 2008 e ovviamente in possesso della certificazione medico-agonistica per l’atletica leggera. È  vietato l’uso dei bastoncini e l’accompagnamento dei cani al seguito. L’iscrizione costa 18 euro e deve avvenire tramite il portale Internet www.wedosport.net entro le ore 24 di giovedì 23 aprile, oppure sul posto fino a mezz’ora prima della partenza. Riceveranno premi in natura le prime cinque atlete e i primi cinque atleti della categoria e le prime cinque e i primi cinque over 50. Al termine pranzo gratuito per tutti i partecipanti.

Mara Martellotta

Dora – Vanchiglia, un arresto per violenza sessuale e rapina

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La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventenne gambiano, gravemente indiziato di violenza sessuale e rapina ai danni di una giovane donna.
I fatti risalgono a metà dicembre scorso, quando la vittima, rincasando da sola, dopo una serata con amici, veniva avvicinata nel quartiere Dora Vanchiglia da uno sconosciuto che le sbarrava la strada e, con atteggiamento insistente, le rivolgeva richieste a sfondo sessuale.
Al rifiuto della donna, l’uomo la aggrediva bloccandola e palpeggiandola con violenza. La vittima tentava di divincolarsi e iniziava a chiedere aiuto, ma l’aggressore, approfittando della situazione, le sottraeva il portafoglio e il telefono cellulare. Solo l’intervento di un passante, attirato dalle grida, costringeva il malvivente a darsi alla fuga.
Le indagini, immediatamente avviate dagli investigatori della Squadra Mobile di Torino, hanno consentito di individuare un uomo attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza di un esercizio commerciale ove lo stesso il giorno dopo aveva usato il bancomat della vittima. Determinante è stato anche il riconoscimento fotografico effettuato dalla ragazza.
Nella mattinata dell’8 aprile, l’uomo è stato rintracciato ed arrestato presso il luogo di lavoro, una cooperativa situata in provincia di Cuneo dove era impiegato da alcune settimane.
(foto archivio)

“Aria, acqua, terra, fuoco” Il MIIT  celebra la Giornata della Terra

Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra “Aria, acqua, terra, fuoco”, dedicata ai quattro elementi e alla Giornata  Internazionale della Terra, indetta ogni anno dalle Nazioni Unite, che celebra questa ricorrenza un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. L’esposizione sarà aperta fino al 13 maggio prossimo. La celebrazione delle Nazioni Unite vuole coinvolgere più Nazioni possibili, e oggi ne prendono parte 193 Paesi. La Giornata della Terra nacque dalla pubblicazione, nel 1962, del libro “Manifesto ambientalista. Primavera silenziosa” della biologa statunitense Rachel Carson. In seguito, nel 1969, in una conferenza dell’UNESCO, a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace, che venne inizialmente celebrata il primo giorno di primavera, nell’emisfero settentrionale. Questa giornata di equilibrio della natura è stata sancita in una proclamazione sancita da McConnell e firmata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Nata il 4 ottobre 1969 come movimento universitario, per sottolineare la conservazione delle risorse naturali nel tempo, la Giormata della Terra è divenuto un avvenimento informativo e educativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, delle migliaia di piante e specie animali, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili: carbone, petrolio e gas naturali. Si insiste in soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi dell’attività dell’uomo. Queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come petrolio e gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come boschi umidi e la protezione di specie minacciate.

“Aria, acqua, terra, fuoco” è quindi un’esposizione internazionale dedicata all’eccellenza dell’arte, ai sentimenti e alle condizioni umane di cui l’arte da sempre si fa portavoce, alla sensibilità e all’amore, alla violenza e all’emancipazione, all’educazione, al rispetto, al vero e al sogno, alla fantasia, alla realtà e alla società contemporanea.

“Aria, acqua, terra, fuoco” – Museo MIIT – corso Cairoli 4, Torino – date: dal 22 aprile al 13 maggio 2026 – orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 – info: 011 8129776

Mara Martellotta

Torino–Milano: il design viaggia veloce (e cambia prospettiva)

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

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C’è un momento, durante ogni grande evento, in cui si capisce se si tratta solo di una vetrina o dell’inizio di qualcosa di più profondo. Con MiTo Design Connections, quel momento è arrivato. E non è un caso che parta da un luogo simbolico come Stazione di Torino Porta Susa: una soglia, un passaggio, un punto di connessione.

Il progetto nasce in parallelo al Salone del Mobile di Milano, e della cosiddetta “Design Week” , ed introduce una lettura nuova e strategica del territorio. Non più due città in competizione, ma un unico sistema integrato, dove Milano resta il palcoscenico internazionale e Torino si posiziona come spazio di approfondimento, ricerca e qualità abitativa.

Il cuore operativo di questa visione è la cosiddetta “Fast Track”: meno di 40 minuti tra Torino e Rho Fiera. Un tempo che, nel linguaggio immobiliare e urbano, equivale a dire una sola cosa: continuità. Non si tratta più di “andare” a Milano, ma di essere dentro un ecosistema esteso, dove le opportunità si moltiplicano e si distribuiscono.

L’adesione della Fondazione per l’architettura Torino non è un gesto formale, ma un segnale chiaro. Il protocollo siglato con Unione Industriali Torino apre a una visione più ampia: Torino come destinazione complementare, capace di offrire ciò che Milano, per natura, non può più garantire con la stessa intensità — spazio, respiro, qualità del vivere.

Ed è qui che il tema diventa interessante anche per chi, come noi, osserva il mercato immobiliare con uno sguardo progettuale.

Torino ha tutte le caratteristiche per intercettare una nuova domanda: professionisti del design, architetti, investitori e creativi che gravitano intorno alla Design Week ma cercano luoghi dove fermarsi, lavorare, progettare. Spazi più ampi, costi più sostenibili, contesti architettonici di valore. In una parola: possibilità.

Non è difficile immaginare sviluppi concreti.
Nuovi format abitativi ibridi, tra residenza e studio.
Soluzioni pensate per affitti brevi di fascia alta legati agli eventi.
Rigenerazioni urbane in quartieri che possono tornare ad attrarre un pubblico internazionale.

Torino, in questo scenario, smette di essere una “seconda scelta” e diventa una scelta consapevole.

C’è anche un aspetto più sottile, ma forse ancora più rilevante: il cambio di percezione. Per anni Milano ha rappresentato il dinamismo, Torino la solidità. Oggi queste due identità iniziano a dialogare, creando un equilibrio nuovo tra velocità e profondità, tra esposizione e contenuto.

Per chi lavora con gli spazi — che siano da vendere, progettare o trasformare — questo tipo di iniziative non è solo una notizia. È un segnale di direzione.

E come ogni segnale, va colto prima che diventi evidente a tutti.

A scuola con l’intelligenza artificiale

Rodolfo Galati, docente e formatore nel campo della didattica, pubblica nell’aprile 2026 il libro “Insegnare con l’IA: strategie, metodi e strumenti per la scuola”, dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito educativo.
Il volume si distingue per un approccio pratico: offre strumenti e metodologie per integrare l’IA nella didattica quotidiana, rivolgendosi a insegnanti e dirigenti scolastici. Al centro, l’idea che queste tecnologie debbano affiancare — e non sostituire — il ruolo del docente.
L’uscita arriva in un momento di forte cambiamento per la scuola, sempre più chiamata a confrontarsi con l’impatto delle nuove tecnologie. Il lavoro di Galati si propone così come una guida concreta per utilizzare l’IA in modo consapevole ed efficace.

Enzo Grassano

Infrastrutture, AI e sanità: i temi del “summit” di Liguria e Piemonte in Europa

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Si intensifica, anche a livello europeo, il rapporto tra Liguria e Piemonte. A Bruxelles si è svolta una giornata di incontri istituzionali per i presidenti delle due Regioni, Alberto Cirio e Marco Bucci. In mattinata hanno incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; nel pomeriggio, presso la Commissione europea, si sono confrontati con la commissaria per la Ricerca e l’Innovazione Ekaterina Zaharieva, il commissario per la Salute Olivér Várhelyi e il direttore generale della DG Connect Roberto Viola. La giornata si è conclusa con un incontro al wine bar Io sono Piemonte, alla presenza di circa 200 stakeholder, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni e rappresentanti di altre Regioni europee. Per il Piemonte era presente anche una delegazione del Consiglio regionale composta dai consiglieri Fabio Carosso, Federica Barbero, Gianna Pentenero e Domenico Rossi.

«Il confronto con i massimi vertici dell’Europa è per noi strategico e prezioso. Il Nord Ovest italiano oggi è il motore del Paese ed è una delle zone più dinamiche dell’Europa: per questo la collaborazione tra le nostre Regioni, in Europa e nel mondo, rappresenta la strategia corretta per rafforzare il nostro ruolo e il nostro coinvolgimento nei processi e nelle sfide del mondo globale – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Piemonte e Liguria consolidano negli atti un’alleanza naturale che nasce dalla vicinanza e dalla conformazione geografica dei territori che oggi vivono una sinergia e una connessione strategica grazie alle infrastrutture che si stanno realizzando e che pongono questa parte dell’Italia al centro dell’Europa grazie all’incrocio, proprio nel nostro territorio, tra i corridoi per il trasporto delle merci sugli assi nord – sud ed est-ovest e allo sviluppo della connessione tra i porti liguri e le aree retroportuali e logistiche del nostro Piemonte».
A proposito degli incontri il presidente Cirio aggiunge: «Durante l’incontro con la presidente Metsola abbiamo affrontato i tanti temi che coinvolgono le Regioni nel rapporto con l’Europa, a partire dalla transizione economica e energetica, la competitività dei nostri territori, lo sviluppo delle nostre comunità e delle nostre imprese. Negli incontri con i commissari abbiamo posto l’attenzione sull’innovazione tecnologica e sulla capacità che il Piemonte, e anche la Liguria, hanno nel settore dell’intelligenza artificiale. A Torino e in Piemonte abbiamo ottenuto la sede della Fondazione nazionale per l’intelligenza artificiale e stiamo già facendo un passo in più con la candidatura per diventare la prima città europea per la sperimentazione della guida autonoma che è già realtà negli Stati Uniti e che sta partendo in via sperimentale a Londra. Siamo in campo anche per applicare l’intelligenza artificiale alla telemedicina per rafforzare la sanità territoriale e permettere anche a chi vive nelle aree montane e interne di essere visitato a distanza e, solo in caso di necessità, raggiungere l’ospedale».

«L’incontro con gli stakeholder di questa sera è stato un momento fondamentale di ascolto e confronto, che conferma quanto sia importante fare sistema tra territori, istituzioni e mondo produttivo per affrontare insieme le sfide europee. In questo percorso, il rapporto sempre più stretto tra Liguria e Piemonte rappresenta un valore strategico: un’alleanza concreta tra regioni complementari che, anche a Bruxelles, si presentano unite per rafforzare il proprio ruolo e contribuire in modo più incisivo alle politiche europee. Politiche che sono state al centro del dialogo con i commissari europei – dichiara il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – Con la commissaria Zaharieva abbiamo discusso di come valorizzare le eccellenze che rendono la Liguria un territorio leader nella ricerca e nell’innovazione, capace di generare crescita economica, indotto e sviluppo industriale sul territorio. Abbiamo convenuto che la creazione di ecosistemi di innovazione possono generare occasioni per attrarre giovani e aumentare i posti di lavoro. Anche la Commissione Europea condivide l’importanza di rendere il territorio sempre a più alta qualità di vita, proprio come stiamo facendo in Liguria. Abbiamo portato all’attenzione della commissaria i risultati raggiunti dai nostri centri di ricerca, tra cui il CNR, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Genova, anche attraverso l’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, cofinanziato dal PNRR e in collaborazione con l’ecosistema piemontese NODES. Con il Commissario per la Salute Várhelyi abbiamo invece posto l’accento su alcune importanti politiche da portare avanti nella nostra Regione per quanto riguarda l’health care sui temi di sanità. In particolare, abbiamo messo in grande risalto l’importanza della prevenzione. Ho chiesto maggiore coinvolgimento delle autorità regionali nella politica europea sanitaria, anche attraverso un equo finanziamento, maggiore coordinamento e nuovi strumenti di supporto. Ci siamo soffermari sulla particolarità ligure: una regione tra le piu anziane d’Europa che rappresenta un caso emblematico per il prossimo futuro. Massima condivisione anche sull’approccio One Health: l’obiettivo è quello di combinare migliori stili di vita, con prevenzione e accesso equo e sostenibile ai farmaci. Infine, con il direttore generale Viola, abbiamo approfondito l’interesse della Regione per diverse iniziative coerenti con le priorità europee in materia di digitalizzazione e ricerca, con particolare attenzione all’economia del mare: dalle AI GigaFactories allo sviluppo di tecnologie nel settore subacqueo, in accordo con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), fino al Patto del Mediterraneo – in particolare al pilastro dedicato a economie più forti, sostenibili e integrate – e al polo tecnologico e informatico Digital for Development (D4D) Hub».

Il trio Caprioglio/Poggi/Fiordaliso, vecchie rivalità e la voglia di rimettersi in gioco

Le ragazze son tornate” di Diego Ruiz, repliche al Gioiello sino a domenica 26 aprile

Ecco, cominciamo nel nuovo millennio a parlare di “trasformazione” e non più di una terza età che si porta dietro un inevitabile invecchiamento. Nemmeno di nonne perennemente rassegnate davanti alla tivù. C’è voglia di rivincita e rinnovamento, c’è voglia di avventura, la donna (leggermente, per carità) agée ha voglia di rimettersi in gioco e far valere la propria indipendenza. In altre parole è d’obbligo gettarsi tutte le rughe dietro le spalle, magari anche riallacciare un’amicizia antica che un tempo è stata stravolta da bisticci sentimentali. Un cambiamento che suona come un vero e proprio comandamento. Ben lontane insomma le signore dal mettere sull’etichetta una data di scadenza. Diego Ruiz ha fotografato in maniera intelligente e divertita la situazione, scrivendo e dirigendo “Le ragazze son tornate”, “un manifesto della rinascita e dell’indipendenza”, (per qualcuno) grido di pericolo e di allarme conclamato da Debora Caprioglio, Daniela Poggi e Fiordaliso, titolo in scena al Gioiello da domani sino a domenica 26 aprile, a chiusura di una breve tournée che riprenderà sicuramente la stagione prossima.

Ruiz, nella sua nuova commedia, racconta di tre donne, di quelle stelle del mondo dello spettacolo che hanno certo avuto periodi migliori, che contro ogni legge trovano ancora un’idea che le possa accomunare e permettere di rientrare proprio in quel mondo non certo dalla porta di servizio. È chiaro che niente sarà facile, qualche ruggine continuerà a uscir fuori, qualche vecchio scheletro continuerà a infastidirle e la competizione che non abbandona mai – vogliamo tirar fuori qualche nome dai palcoscenici e dagli schermi dei giorni nostri? – rispunta a ogni più piccola occasione: ma insieme ci possiamo riprovare. E riuscire. Attraverso una buona dose di battute e gag, a cui concorrono Giorgia Guerra e Nicola Paduano, conosciamo Debora, donna e attrice di successo della commedia italiana, che poi il cinema l’ha abbandonata o lei ha abbandonato il cinema, che ha sempre vissuto in un mondo fatto di scintillanti lustrini ma con un irrefrenabile desiderio di essere presa sul serio e non più trattata come una superficiale icona pop; conosciamo Daniela, attrice sofisticata di lunga carriera, che interpreta una stimata icona del teatro piena di talento ma, per colpa di un carattere non proprio malleabile, capace di perdere tante occasioni nella sua carriera e adesso desiderosa di un riscatto che la riporti al successo; conosciamo Fiordaliso, ex cantante con una grande hit alle spalle ma con una carriera tutta al presente che è unicamente legata ai cooking show che l’hanno resa ricca e famosa: ma era quello che lei desiderava davvero?

Dovranno mettere da parte i rancori e zittire i pregiudizi di quanti le vorrebbero già fuori dai giochi, ipotizzare un efficace gioco di squadra anche facendo i conti ognuna con il proprio background, superare i lati negativi fatto un resoconto della propria vita, tirar fuori saggezza e disponibilità, costruendo autobiograficamente o no – una sovrapposizione attrice/interprete che il pubblico sarà spinto a cercare – una commedia frizzante e irriverente che non soltanto si diverte a prendere in giro il mondo tutto luci (e molte ombre) dello spettacolo ma spinge il publico a guardare dentro a una generazione che continua a sorprendere. “Quel che quasi mi ha commosso quando ho messo in scena lo spettacolo – confida Diego Ruiz al telefono – è la passione che le tre attrici ci hanno messo nella costruzione, tutta sorrisi e divertimento con qualche angolo di riflessione, dei loro personaggi, come l’essersi affidate completamente a me. Sono persone che conosco e che frequento nella vita, ho scritto il testo pensando a loro, avevo bisogno proprio di queste attrici e loro hanno accettato. Un ringraziamento in più a Debora Caprioglio che, dopo un paio di repliche iniziali, ho chiamato a sostituire Corinne Clery, impossibilitata a proseguire per motivi di salute: e lei eccola arrivare già con il primo atto memorizzato e dopo pochi giorni idem con il secondo, tanto da far sbalordire le colleghe per la professionalità e per la velocità con cui s’era messa a disposizione.” Ruiz ha scritto il testo sulle corde interpretative di ognuna, “a Fiordaliso, che pure ha già avuto occasioni interpretative ma che è essenzialmente una cantante, ho cercato di dare una sicurezza da confort zone, a Daniela Poggi che aveva visto una mia commedia e l’aveva gradita, chiedendomi a una prossima occasione di prenderla in considerazione, ebbene è lei che ho cercato immediatamente e lei mi ha subito detto di sì. Di tutte ho guardato alla personalità, al diverso passato, al loro desiderio di rimettersi in gioco a ogni occasione, con estremo divertimento per se stesse e per il pubblico che a ogni replica è sempre arrivato più numeroso ad applaudirle.”

Elio Rabbione

Gaza. Alla Fondazione Merz “Il futuro ha un cuore antico”

“Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” è il titolo della mostra ospitata alla Fondazione Merz che si è inaugurata martedì 21 aprile e visitabile fino al 27 settembre. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Merz, il Museo Egizio di Torino e il MAH Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, reso possibile dall’assenso dello Stato di Palestina con il sostegno del CIPEG – Comité international pour l’Égyptologie (ICOM). La mostra si giova del patrocinio della Città di Torino ed è curata da un ricco comitato curatoriale composto, tra gli altri, da Beatrice Merz, Silvano Bertalot, Giulia Turconi della Fondazione Merz. Marc Olivier Wahler, Béatrice Blandin, Fadel Al Utol del MAH; Christian Greco, Federico Zaina e Divina Centore del Museo Egizio di Torino, e si avvale dell’apporto di un comitato scientifico composto da personalità di rilievo, tra le quali Paola Caridi, Jean Pierre Figliu, Jean Baptiste Humbert, Tomaso Montanari e Davide Quadrio.

La mostra “Gaza. Il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo” si può considerare una grande mostra internazionale che attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea restituisce la storia e la cultura di Gaza, crocevia millenario di commerci, cultura e credenze, sottraendo a una lettura esclusivamente contingente, e invitando il visitatore a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro. Il progetto mette in relazione un’ottantina di reperti archeologici del MAH su mandato dello Stato di Palestina e del Museo Egizio di Torino, dall’Età del Bronzo al periodo Ottomano, con le opere di artisti contemporanei, palestinesi e internazionali, quali Samaa e Mad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akmar Zaatari. L’allestimento è integrato da una serie di fotografie di Gaza concesse dall’Archivio dell’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale. I reperti in mostra, provenienti da Gaza, sono rappresentanti da una selezione della collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra, su mandato dello Stato di Palestina, e inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area.

La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche delle persone che li hanno vissuti, celebrati e identificati come parte della loro eredità culturale, e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. I  questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che conflitti bellici, e non solo, stanno causando in tutto il mondo. Tra gli obiettivi della mostra si evidenzia la necessità di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulle necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale, minacciato dalla guerra e dall’oblio, attraverso il dialogo tra reperti archeologici e arte contemporanea. Fin dall’Età del Bronzo, Gaza ha rappresentato un nodo strategico nelle relazioni fra Africa, Asia e Mediterraneo, luogo di scambio e incontro fra civiltà diverse. La città, punto di passaggio di ruote commerciali, religiose e culturali, ha conosciuto nel corso dei secoli una straordinaria stratificazione storica. Sono questi gli aspetti che l’esposizione vuole sottolineare. Il dialogo con la collezione del Museo Egizio di Torino contribuisce a evidenziare questa fitta rete di connessioni, inserendo Gaza in una geografia più ampia di relazioni e influenze reciproche, contribuendo a restituire la complessità di un territorio che ha svolto un ruolo centrale nel Mediterraneo.

Sono quattro le sezioni tematiche della mostra, la prima intitolata : “passato, presente e futuro in pericolo” sul tema della distruzione del patrimonio, non solo artistico. “Il ruolo di Gaza come ponte commerciale e culturale”, “la produzione del celebre vino di Gaza” e la “ricca rete di influenze reciproche con l’Antico Egitto e l’Antica Grecia” sono alla base delle successive sezioni.

Il progetto prevede un fitto calendario di appuntamenti, dagli incontri ai workshop, dalle performance alle presentazioni a workshop di cucina gazawi a momenti musicali e a una retrospettiva del regista Kamal Aljafari, al Museo Nazionale del Cinema. Questo calendario dimostra un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale internazionale e cittadina attenta e partecipe. Il 16 maggio, al Salone del Libro, verrà presentato “La storia di Gaza”, di Jean Pierre Figliu.

Mara Martellotta