L’’ANPI torinese festeggia in musica l’ottantesimo anniversario delle due ricorrenze
Martedì 19 e venerdì 22 marzo
“80anni dalla e di Resistenza”: sotto questo titolo-slogan, l’“ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia” celebra a Torino l’ottantesimo compleanno arrivato proprio con l’arrivo del 2024. Anno importante per l’Associazione, costituita il 6 giugno del 1944 a Roma dal “CLN – Centro Italia” (sotto la Presidenza dei componenti del Comando Generale del “CVL – Corpo Volontari della Libertà”, da Cadorna a Parri, da Mattei a Stucchi e ad Argenton) mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. E quattro volte venti segna anche l’età della “Resistenza Partigiana” (8 settembre 1943 – 25 aprile 1945), in cui sono da individuarsi le origini stesse della “Repubblica Italiana”. Un duplice importante anniversario che, a Torino, “città medaglia d’oro” della “Resistenza”, nonché città che fu coraggiosa protagonista degli scioperi del marzo ’44, quando ben 70mila lavoratori scesero in piazza incrociando le braccia, sarà ricordato con due concerti richiamanti il “valore della Libertà” e che si terranno in questo mese di marzo.
Il primo appuntamento è in programma martedì 19 marzo, ore 20, presso la “Sala Fortino”, in Strada del Fortino 20. La serata, ad ingresso libero, ha come titolo “Canti Resistenti” e vedrà protagonisti “Mattia Martinengo e gli Psiconauti”, Anna Spray, “Il Quaderno Rosso” (gruppo nato con l’intento di reinterpretare canzoni di lotta e brani che negli anni hanno raccontato avvenimenti della storia del nostro paese) e la band degli Zyp, il cui sound è “frutto di una
commistione di sfoghi, speranze e dolcezza ed i cui testi rispondono all’urgenza di una gioventù consapevole e complessa, che guarda all’ambiente urbano in cui è immersa come ad una giungla in cui si sente tribù”.
Il secondo appuntamento è, invece, in programma per venerdì 22 marzo, ore 21, al “Teatro San Secondo”, in Via San Secondo 8, che ospiterà il concerto “Canzoni in libertà. Mille papaveri Rossi”, con protagonista il “NuvoleIncanto Quartet” (sempre a ingresso libero).
I due concerti sono realizzati con il sostegno del “Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte”. E, in proposito, commenta Daniele Valle, presidente del “Comitato” e vicepresidente del Consiglio Regionale: “Ogni anno cerchiamo di celebrare la ‘Festa della
Liberazione’ non solo con le tradizionali commemorazioni istituzionali e i momenti di approfondimento storico, ma promuovendo eventi che auspichiamo servano a coinvolgere le giovani generazioni e a ricordare loro che 80 anni fa, ragazzi e ragazze della loro età diedero la vita per consentire a noi, oggi, di vivere in un Paese democratico. Perché il 25 aprile è un momento di gioia e, al tempo stesso, occasione di riflessione sul nostro passato per non perdere la ‘Memoria’ di ciò che è stato e farne linfa del nostro impegno per un futuro libero, giusto e pacifico”. Sempre nel segno di quell’antifascismo che “deve essere inteso oggi – sottolinea, da parte sua, Nino Boeti, presidente dell’‘ANPI’ provinciale – come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, che nega la giustizia sociale, che discrimina i cittadini, che usa la violenza come strumento politico. Resistenza fu sacrificio, sofferenza, fame, freddo. Ma fu anche gioia. Quella di sentirsi in tanti dalla parte della giustizia e della Storia”.
Per info: tel. 011/2452976 o info@anpitorino.com
Gianni Milani
Nelle foto:
– Immagini guida degli appuntamenti musicali
– Daniele Valle
– Nino Boeti






Una volta in Italia esistevano i “romanzi gialli”, un genere letterario che, fra i lettori, è sempre andato alla grande e così chiamato, a partire dagli anni Trenta, per il colore della Collana (ricordate?) “I libri gialli” ideata da Lorenzo Montano e pubblicata dalla “Mondadori” dal 1929. Oggi, e ormai da anni, il “giallo” è stato soppiantato, in linea di massima, dal confratello “noir”, trascinandosi dietro pur tuttavia l’esercito di appassionati del classico genere poliziesco inventato nel 1824 dal londinese Wilkie Collins, considerato da Agatha Christie (altro mito assoluto) come il “padre del giallo moderno” dalle connotazioni più rigorose, più scientifiche e meno calato negli ingarbugli e nelle fragilità del sociale. Nel “giallo”, potremmo dire, l’indagine doveva sempre giungere, per sottile logica, ad una risoluzione. Certa, in ogni suo passaggio. Nel “noir”, tutto è meno definito. Sfumato. Da percepire. Il protagonista può anche essere il “cattivo” e i “crimini – s’è scritto – possono anche restare irrisolti”. Spiega bene uno fra i “magnifici” del “noir” contemporaneo, il partenopeo Maurizio De Giovanni, inventore del celebre commissario Ricciardi (quello che vede i fantasmi, per intenderci), per il quale scrivere un romanzo “noir” è come “andare a vela”. “Senti – racconta De Giovanni, in una recente intervista – il rumore del vento e del mare, stabilisci una direzione e scegli un porto d’arrivo, ma non puoi essere sicuro della strada che farai per arrivarci, né del tempo di navigazione che ci vorrà”. Piccole, ma nemmeno poi tanto, sfumature. Che, lo ripeto, non hanno soppiantato i piaceri indicibili procuratici negli anni dai vari commissari – investigatori (da Poirot a Auguste Dupin, da Sherlock Holmes al grande pacioso Maigret), e che di certo verranno ben bene illustrate nella tre giorni del “Master Noir 2024”, organizzato in collaborazione con le “Edizioni del Capricorno”, da venerdì 15 a domenica 17 marzo, dalla “Scuola di Noir – Distretto 011”, diretta dagli scrittori Massimo Tallone, docente di “scrittura creativa” (ultimo romanzo “L’agenzia matrimoniale”), e Giorgio Ballario, giornalista e autore dei sei volumi della “serie coloniale” del maggiore Morosini e di sei “noir” di ambientazione contemporanea.
Le lezioni, dedicate a “Le forme della suspense”, si terranno in presenza presso la sede di via Borgone 57, a Torino e online (costo: 250 euro più Iva).




