Proseguono i lavori di rinforzo strutturale e di risanamento conservativo del sottopasso Lingotto che prevedono, fino al loro completamento, la chiusura alternata delle due semicarreggiate per consentire, da una parte, l’avanzamento dei cantieri e, dall’altra, di ridurre almeno parzialmente il disagio per chi si muove in quel tratto di città.Dal 1 giugno, nell’ambito del terzo lotto di interventi, verranno avviati anche i lavori di rinforzo strutturale dell’impalcato di via Ventimiglia e delle gallerie verso corso Unità d’Italia, dopo i lavori già avviati sugli impalcati di via Nizza e di via Genova.
I cantieri attivi all’interno del sottopasso derivano dai vari finanziamenti disponibili a bilancio di anno in anno e che conseguentemente impongono tempistiche differenziate: nonostante tali sfasamenti temporali si sta comunque cercando di impostare l’organizzazione dei cantieri in modo da ridurre, per quanto possibile, i disagi al traffico.
Tenuto conto dell’attuale cantierizzazione, per consentire sia l’esecuzione dei nuovi lavori previsti al di sotto di via Ventimiglia, sia l’anticipo dei lavori previsti sullo svincolo nord di via Nizza, il transito nel sottopasso continuerà a essere possibile solo in direzione corso Unità d’Italia (semicarreggiata Sud), mentre proseguirà, sino al 4 settembre, la chiusura della semicarreggiata Nord.
E’ un dato di fatto. Se si parla di “migrazioni”, l’opinione pubblica fa immediato riferimento all’Africa e alle rotte del Mediterraneo, sottovalutando o mettendo in secondo piano il fatto (pur visibilmente concreto) che anche dall’Asia molte sono le persone che affrontano quotidianamente viaggi via terra e via mare per l’Europa. Dall’Asia e dal Pakistan, in particolare. Secondo il report finale del progetto “PARIM” (2021), realizzato dall’“International Centre for Migration Policy Development (ICMPD)”, ogni anno migliaia di giovani pakistani, soprattutto uomini, entrano in Europa irregolarmente rendendo il Pakistan uno dei principali paesi d’origine per gli ingressi irregolari in Europa. Tra il 2017 e il 2020 sono stati individuati 21.405 pakistani entrati irregolarmente nei Paesi europei. Nel 2020 i cittadini del Pakistan sono risultati al primo posto tra i richiedenti asilo in Italia con 5.515 domande presentate. Un’analoga posizione è stata confermata, con 2042 richieste, anche nei primi quattro mesi del 2021.