CRONACA- Pagina 234

Riccardo Larini alla Casa della Madia

Domenica 26 ottobre è stato di nuovo ospite alla Casa della Madia, Riccardo Larini esperto nel campo dell’intelligenza artificiale applicata all’istruzione. Tema della giornata è stato l’utilizzo delle nuove tecnologie e, in particolare, dell’intelligenza artificiale sia in ambito quotidiano che educativo.

Il titolo dell’evento “Luci ed Ombre dell’innovazione tecnologica” fa riferimento proprio agli aspetti positivi e negativi che possono derivare dall’utilizzo di questi
strumenti che, se usati nella maniera opportuna, possono anche migliorare le nostre vite.

Di fronte e un pubblico particolarmente interessato e preparato, Larini ha mostrato come l’innovazione tecnologica rappresenta sicuramente uno degli aspetti più trasformativi della società contemporanea ma, allo stesso tempo, non possiamo considerarla completamente neutrale: ogni nuovo strumento tecnologico influenza le nostre vite in base all’utilizzo che ne facciamo, basti pensare ad Internet che ha reso possibile connettere le persone in tutto il mondo e diffondere le informazioni con una velocità senza precedenti ma, allo stesso tempo, ha aperto la strada a fenomeni di disinformazione e di polarizzazione.

Larini ha portato la riflessione sul concetto di “progresso ambiguo”, che vede il coesistere e l’intrecciarsi di benefici e rischi di questi strumenti, rendendo difficile valutare le conseguenze sociali, economiche ed etiche di ogni innovazione.

Tra i principali vantaggi dell’innovazione tecnologica, vi è sicuramente l’aumento dell’efficienza produttiva, un accesso più rapido alle informazioni e il miglioramento della qualità della vita: ad esempio, in ambito medico, l’uso dell’intelligenza artificiale consente di fare diagnosi più precise, mentre nel settore educativo le nuove tecnologie ci permettono di personalizzare l’apprendimento e supportare gli insegnanti nel lavoro di tutti i giorni.

Tuttavia, quelli che vediamo come dei benefici, non sono automatici ma dipendono dalle scelte consapevoli che fanno gli utenti e i decisori politici. Per questo, le nuove tecnologie sono come due facce della stessa medaglia e dipende dall’uomo la scelta di quale di queste mostrare.

Accanto ai vantaggi, emergono infatti numerose sfide e altrettanti rischi. Tra i problemi principali constatiamo la disuguaglianza digitale, che esclude da opportunità educative e lavorative coloro che non hanno la possibilità di accedere ad Internet e agli strumenti tecnologici.

Inoltre, l’automazione del lavoro e l’intelligenza artificiale comportano la possibile perdita di manodopera, rendendo necessarie delle politiche di riqualificazione professionale. Tra gli altri rischi possiamo elencare quelli riguardanti la nostra privacy, poiché la raccolta massiva di dati personali può portare a profilazioni e controlli sociali. Infine, l’uso eccessivo di dispositivi digitali può avere un impatto negativo anche sulle relazioni sociali, rendendo sempre più scarsa la qualità delle interazioni tra le persone.

Per questi motivi, Larini ha sottolineato come l’idea che la tecnologia possa risolvere da sola i problemi sia una mera illusione: infatti, diventa indispensabile assumere un approccio consapevole e responsabile da parte della collettività affinché questi strumenti possano concretamente aiutarci, anziché arrecare ulteriori problemi.

La tecnologia è realmente uno strumento molto potente ed efficace, ma il suo impatto dipende dal modo in cui la società sceglie di utilizzarlo. Innovare, infatti, significa assumersi delle responsabilità ed è fondamentale promuovere un dialogo continuo tra sviluppatori, legislatori e cittadini, affinché vengano valutate attentamente le implicazioni etiche e sociali di ogni nuova soluzione tecnologica. Solo in questo modo, l’innovazione può diventare un motore di progresso sostenibile per tutti, al servizio del bene comune e del miglioramento della nostra società.

Fr. Goffredo ha concluso la giornata ringraziando Riccardo Larini per la capacità di dare chiavi di lettura chiare ed essenziali che consentono di conoscere un fenomeno decisivo al quale accostarsi senza ideologie e ingenuità.

IRENE CANE

Creare relazioni: parla il vescovo Derio Olivero

IL TORINESE WEB TV

CREARE RELAZIONI. Il vescovo Derio Olivero a S. Agnese. Riflessioni e commenti attraverso l’arte. “Sant’Agnese compie cent’anni e credo che questo compleanno è un buon modo per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per creare questa comunità e chi l’ha portata avanti per 100 anni”. Perché dobbiamo impegnarci per capire che cosa vuole dirci un artista? Noi dobbiamo lavorare per capire cosa dice un artista perché ha delle cose così importanti da dire che non potrebbero dire altri. Certe opere d’arte, se le guardi così in modo superficiale, sono banali. Se le lasci parlare diventano simboli, diventano opere che aprono prospettive diverse e noi, nella vita, non abbiamo bisogno di certezze, ma di prospettive. Quindi noi dobbiamo ascoltare? Sì guardare l’opera d’arte non è tanto trovare chissà quali informazioni, ma soprattutto un esercizio di ascolto. E’ un esercizio di uno sguardo e un ascolto. Come viene intesa, oggi, la condivisione? Ma qual è la vera condivisione? La condivisione non è semplicemente l’espansione di sé ma il dono di sé . Noi siamo convinti che invece la condivisione sia espandere se stessi, e cioè mostrare il meglio di sé o far vedere che ci siamo. Condividere non vuol dire che io mi faccio la foto con il Colosseo dietro e io sono davanti e sono più importante del Colosseo. Forse oggi abbiamo sostituito la parola Dio con la parola mio? Sì, diciamo che perlomeno abbiamo svuotato Dio. Cioè Dio, in questo nostro contesto, è diventato uno degli esseri più inutili e siccome Dio è evaporato (si dice così in termini culturali) bisogna aggrapparsi a qualcos’altro e la prima cosa che uno trova è se stesso e quindi ci aggrappiamo a noi stessi. Se evapora Dio resto solo “io”, ma l’io è molto solo.

Francesco Valente

Guarda l’intervista:

Come nacque davvero la grande Manifestazione SITAV di Piazza Castello 

Si avvicina l’anniversario: era il 10 novembre 2018: quasi 40.000 persone dissero NO alla DECRESCITA

Si avvicina il settimo anniversario della grande Manifestazione SITAV di piazza Castello. Il 10 novembre 2018 quasi 40.000 persone dissero NO alla DECRESCITA proposta dai grillini e dissero SÌ alla CRESCITA con la costruzione della TAV l’opera che, 160 anni dopo il primo Traforo voluto da Cavour, rimetterà Torino al centro della rete degli scambi commerciali e turistici d’Europa  con possibilità sì collegamento sino alla Cina. Giachino che essendo stato al governo capiva bene il significato dell’accordo di governo tra la Lega e i cinque stelle, già il 14 Giugno 2018 lanciava la raccolta firme in una conferenza stampa cui parteciparono Francesco Forte e Fabrizio Comba. Dopo la caduta del Ponte Morandi tra alcuni amici tra cui Piermario Cornaglia, Angelo Pramaggiore e Giorgio Marsiaj era già circolata l’ipotesi di organizzare una Marcia dei 40.000 (vedi Lo Spiffero) ma la intenzione della Sindaca Appendino di far votare in Consiglio Comunale un ordine del giorno Torino Città No Tav preoccupò molto la Città e la Petizione di GIACHINO giunse la mattina del 29 ottobre a raccogliere 8.000 adesioni. Dopo il NO del Consiglio Comunale alla TAV voluto dalla Sindaca Appendino la petizione online SiTAV lanciata dall’ex Sottosegretario ai trasporti Mino GIACHINO cresceva al ritmo di diecimila firme al giorno. Il primo scontro tra i NoTav e i SITAV si tenne sotto i portici del Comune prima che iniziasse il Consiglio e i Notav gridavano “GIACHINO via da Torino”.  Il dibattito in Consiglio fu acceso e a un certo punto l’opposizione con Piero Fassino e Roberto Rosso abbandono’ l’aula.
Così il giorno dopo il Consiglio Comunale in una intervista a Lodovico POLETTO de La Stampa Giachino con oltre 25000 firme disse che voleva organizzare una ManifestaIone con gli industriali e senza bandiere di partito (La stampa 31.10.2018). Nel pomeriggio del 31.10 Lodovico Poletto suggerì a Giachino di coinvolgere anche le Madamin. Nel frattempo  Giachino aveva concordato un incontro riservato con Gherzi e Gallina della Unione Industriali di Torino . Incontro al quale  Giachino invito’ le Madamin che intervennero con Giovanna Giordano e Patrizia Ghiazza. In quell’incontro Giachino che aveva ricevuto la notizia che i partiti volessero organizzare una manifestazione il 17 No vembre propose di organizzare la Manifestazione senza bandiere di partito il lsabato 10 novembre.
Tanto è vero che martedì 6 Novembre in un simpatico articolo sulla cronaca de La Stampa Mattia Feltri riferiva, a modo suo, la pressione del Commissario di FI Zangrillo affinché la manifestazione non fosse organizzata da Giachino ma bensì dai partiti.
Giachino dopo aver avvertito la Questura nella giornata di venerdì 2, lunedì mattina firmava in Questura la richiesta della Manifestazione a nome della Associaziine SILAVORO. Inizialmente il Comune cercò di intralciare la manifestazione in piazza Castello ma fu decisivo l’intervento del Prefetto così Giovedì 8 novembre in una affollata Conferenza stampa  Giachino e le Madamin presentavano la Manifestazione ai giornali.
Sabato 10 la grande sorpresa di una piazza Castello stracolma. Una piazza pacifica che non insultava nessuno , con cartelloni che ricordavano Cavour. Quella mattina la Petizione SITAV su change.org raggiunse 60.000 firme di adesione. Davanti agli schemi televisivi c’erano tutti i leader nazionali . In piazza Castello c’erano i leader locali del partiti , da Guido Crosetto a Maria Stella Gelmini a Piero Fassino.
Nel pomeriggio Giachino ricevette le telefonate di complimenti di Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Il 6 dicembre mentre a Palazzo Chigi il Premier Conte con Di Maio e Toninelli confermava alla delegazione delle Associazioni imprenditoriali l’orientamento negativo del governo, nel pomeriggio dello stesso giorno al Viminale Salvini riceveva Giachino accompagnato dal consigliere comunale Ricca e iniziò l’incontro chiedendo a Giachino :
“Perché è così importante per Voi torinesi la TAV?” E  Giachino  rispose :”Matteo se la linea passa dalla Liguria come proponeva il Vicesindaco grillino o sopra le Alpi , TORINO sarà tagliata fuori dallo sviluppo per cento anni.
SALVINI ebbe il grande merito di capire e fu così che il 7 agosto 2019 in Senato la Mozione NoTav dei cinque stelle venne bocciata a stragrande maggioranza. Per il Parlamento, l’unico organismo che rappresenta la volontà del popolo italiano, la TAV e’ un’opera nell’interesse nazionale. Giova ricordare cosa rispose Cavour, quando il Re gli sottolineava una folta opposizione al primo Tunnel del Frejus : “Maestà noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Dovrebbe essere la prima Lezione di Educazione civica o di Formazione politica.
Gli anni persi in particolare dai due Governi Conte e da altre incertezze o incompetenze l’opera ha avuto un forte aumento dei costi e entrerà in funzione solamente nel  2033/4. Mentre noi ne avremmo già bisogno oggi della TAV , del Terzo Valico e della Nuova Diga al porto di Genova m per aumentare la crescita della nostra economia e del lavoro.
Ora il grande augurio è che il Governo, attraverso il Commissario e il Prefetto, e la Regione facciano la loro parte coinvolgendo subito e con molta attenzione i Comuni della Valle interessati al cantiere del secolo perché i Sindaci della Valle non debbono mai sentirsi da soli a gestire un’opera così importante per il nostro futuro ma al contempo impattante nel territorio.
M.G.

Invecchiamento attivo, il bando regionale

È online sul sito della Regione Piemonte l’avviso pubblico 2025 per l’assegnazione di contributi per la realizzazione di interventi ed iniziative connessi all’attuazione del Piano per l’Invecchiamento attivo, che mette a disposizione 1 milione e 350 mila euro,

Comuni, Enti gestori delle funzioni socio assistenziali, del terzo settore e associativi diversi hanno tempo fino alle ore 12 del 18 novembre per presentare domanda di sostegno a progetti che mirano a prevenire la degenerazione fisica e psichica delle persone anziane attraverso il miglioramento della qualità della vita e l’incremento delle competenze.

“Il costante aumento delle risorse – rileva l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone – permetterà anche quest’anno di sostenere decine di progetti  per palestre di salute, senior housing, opportunità di apprendimento e di aggiornamento, promozione della salute attraverso l’adozione di stili di vita sani, partecipazione e impegno civico. Oltre ad azioni per favorire l’indipendenza e la sicurezza, la mobilità autonoma e la permanenza degli anziani nel proprio domicilio”.

Schianto tra auto e moto: muore un uomo

Tragico incidente a Oulx dove, in corso Torino, in uno scontro tra una Volkswagen Touran e uno scooter e’ morto un uomo  di 74 anni residente nel paese. La vittima è morta all’ospedale di Susa. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica del sinistro.

“Urgency Toolkit” al Circolo del Design

La presentazione del “Progetto” che “facilita la costruzione collettiva di nuove norme per la  vita delle comunità”

Dal 29 ottobre al 2 novembre

Appartiene alla cosiddetta “generazione Zeta” di designer, Alessandra Pandolfi. Riminese, classe 2000, formazione a San Marino e poi alla “Design Academy Eindhoven” (Paesi Bassi del Sud e patria della Philips), Alessandra si colloca fra quei designer che non progettano oggetti “ma processi, metodologie e situazioni”. O meglio, di quei professionisti del design il cui percorso inizialmente muove sì dalla grafica, per approdare poi al “design come strumento politico e collettivo”. Ne è lampante prova il Progetto da lei presentato, con il titolo già ben chiaro di “Urgency Toolkit” (“Kit di strumenti per l’urgenza”) al “Circolo del Design” di Torino e che negli spazi  delle antiche Scuderie del settecentesco “Palazzo Costa Carrù della Trinità” in via San Francesco da Paola, permarrà per tutta la “Torino Art Week”da mercoledì 29 ottobre a domenica 2 novembre. L’opera rappresenta anche l’ultimo capitolo dell’edizione 2025 di “Earthrise – Design for a Living Planet”, evento dedicato dal “Circolo del Design” alla relazione fra design e sostenibilità.

“Come possono – dicono gli organizzatori – gli abitanti di un condominio prendere decisioni insieme, tenendo in considerazione le opinioni di tutti? E se un gruppo di vicini di quartiere volesse risolvere un problema comune, come la gestione di uno spazio pubblico, partendo dal dialogo e non dal conflitto? Cosa succede quando una comunità decide di scrivere le proprie regole in autonomia, invece di aspettare che arrivino dall’alto?”.

 

Proprio da queste domande nasce “Urgency Toolkit”, il progetto della Pandolfi, esito del “programma di residenza” che ha portato la designer romagnola, con base a Eindhoven, a trascorrere due mesi a Torino. Progetto che ha preso forma in stretta collaborazione con la“Casa del Quartiere” di “San Salvario” (via Oddino Morgari, 14), spazio aperto multiculturale, laboratorio per la progettazione e la realizzazione di attività sociali e culturali che coinvolgono associazioni, cittadini, operatori artistici e culturali: contesto nel quale la designer ha calato la propria ricerca e ha condotto la sperimentazione verso la creazione del suo “Urgency Toolkit”, teso ad esplorare la possibilità di invertire la direzione “top-down” tipica delle leggi e dei decreti, proponendo “un processo partecipato in cui le comunità diventano protagoniste dell’elaborazione di ‘decreti di comunità’ fondati su urgenze reali, emerse dal basso”. Pensato come “modello replicabile” e “adattabile a diversi contesti”, il “toolkit” viene attivato attraverso l’interazione tra persone, trasformando i momenti di ascolto diffuso in esperienze collettive e azioni condivise, utilizzando materiali “leggeri e accessibili”, con l’obiettivo di unire “sostenibilità ambientale” e “trasformazione civica”. Il programma di residenza articolato in due mesi in cui il “Circolo del Design” ha coinvolto Alessandra Pandolfi, l’ha portata a fare la conoscenza di diverse realtà culturali del territorio come il “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” e il “Museo Diffuso della Resistenza”, incontrando pur anche “mentori” come Michael Kaethler, “design sociologist”Irene Angenica, “curatrice indipendente” e “mediatrice culturale”, e Rebecca Moccia, “artista transdisciplinare”, che hanno contribuito con i loro stimoli ad arricchire e definire il progetto di Alessandra.

L’installazione, realizzata in collaborazione con il “designer” Pier Giuseppe Giorcelli, inaugura mercoledì 29 ottobre, alle 19, e resterà aperta al pubblico e visitabile gratuitamente dal 30 ottobre al 2 novembre, dalle ore 11 alle 19.

Sabato 1° novembre alle ore 11 si terrà una “colazione” aperta al pubblico in cui la Pandolfi racconterà lo sviluppo del progetto.

“Urgency Toolkit” è l’ultimo di 8 progetti parte di “Earthrise 25 – Design for a Living Planet”, iniziativa del “Circolo del Design” (maggior sostenitore la “Fondazione Compagnia di San Paolo”) a cura di Vera Sacchetti e visitabile fino al 5 dicembre, che indaga il legame profondo (spesso invisibile) tra designe democrazia, al fine di rendere i nostri “sistemi di governance” più inclusivi, accessibili e condivisi.

“Per il secondo anno consecutivo – dichiara Sara Fortunati, direttrice del ‘Circolo del Design’ – attiviamo una residenza attraverso una ‘call’ internazionale, che ha registrato un’ampia partecipazione. Con questa iniziativa, il ‘Circolo’ conferma il proprio impegno nel sostenere i giovani talenti del design e nel promuovere e valorizzare percorsi di ricerca innovativi”.

 G.m.

 

Per info: “Circolo del Design”, via San Francesco da Paola 17, Torino; tel. 331/4321195 o www.circolodeldesign.it

 

Nelle foto: Alessandra Pandolfi e alcune “fasi” del Progetto “Urgency Toolkit”

“Fondazione Time2” … un orgoglio tutto torinese

Unica realtà italiana non istituzionale invitata a Vienna al meeting del “FRA”, Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali dell’uomo

Nata nel 2019, su iniziativa di Antonella e Manuela Lavazza, per affiancare (con un approccio centrato sull’idea di “empowerment”) persone con disabilità nel passaggio all’età adulta e nel costruire il proprio futuro su basi di uguaglianza e pari opportunità- attraverso attività educative, sportive ed inserimenti lavorativi – la torinese “Fondazione Time2” ha partecipato, nei giorni scorsi a Vienna con il suo Segretario Generale Samuele Pigoni, alla riunione di consultazione sulla “violenza” contro le persone con disabilità indetta dal “FRA”, l’“Agenzia” dell’UE istituita nel 2007 proprio per la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo.

“Fondazione Time2” (che vanta oggi due sedi, in montagna e in città, “Casa Mistral” a Oulx, in piazza Mistral 7, e “Open – Spazio aperto” in corso Stati Uniti 62/b a Torino) è stata l’unica “realtà italiana non istituzionale” invitata a prendere parte ai lavori del meeting, che ha riunito 30 esperti provenienti da 25 Paesi europei in occasione della presentazione del nuovo “FRA Report” dedicato alla violenza contro le persone con disabilità nelle istituzioni.

“Durante il confronto – sottolinea una nota stampa – sono state delineate raccomandazioni politiche e azioni concrete di prevenzione, protezione e risposta alla violenza, sottolineando l’importanza di rafforzare la partecipazione diretta delle persone con disabilità nei processi decisionali che le riguardano”.

Da parte sua, così ha dichiarato Pigoni“E’ stato un onore portare la voce e l’esperienza di ‘Fondazione Time2’ in un contesto europeo di così alto profilo. Il lavoro di ‘self advocacy’, grazie al quale le persone con disabilità rappresentano se stesse e partecipano attivamente alla vita pubblica, è stato riconosciuto come uno strumento fondamentale per prevenire ogni forma di abuso o segregazione. È in questa direzione che anche noi operiamo ogni giorno, promuovendo l’autodeterminazione come diritto, come leva di libertà e di autoprotezione”.

Pigoni ha inoltre evidenziato come l’Italia, presente al tavolo anche con il “Ministero per le Disabilità”, “stia facendo passi avanti significativi grazie alla recente legge di riforma che pone al centro il progetto di vita personalizzato e partecipato e istituisce la figura del ‘Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità’, un passo in linea con le raccomandazioni del ‘FRA’ e con l’obiettivo di un’Europa più giusta e inclusiva”.

E ha concluso: “Con la partecipazione al ‘Consultation Meeting’, ‘Fondazione Time2’ conferma il proprio impegno nel promuovere diritti e partecipazione, contribuendo al dibattito europeo per la tutela dell’autodeterminazione delle persone con disabilità”.

g.m.

Nelle foto: Fondazione Time2 – Casa Mistral, Samuele Pigoni

La droga era nascosta nella marmitta e nella ruota di scorta. Due arresti

Nella notte del 12 ottobre, un equipaggio della Polizia di Stato del Commissariato di Bardonecchia in servizio di controllo del territorio ha intercettato un furgone con targa italiana che procedeva, a pochi chilometri dal confine, a bassa velocità in direzione Francia.

Insospettiti dalla velocità insolitamente ridotta e dal comportamento apparso subito sfuggente dei due occupanti, risultati poi essere un italiano di origine calabrese ed un cittadino rumeno, gli operatori della Volante hanno deciso di procedere ad un controllo.

Nell’immediatezza, i poliziotti hanno rivenuto addosso all’italiano un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di cm. 20 con lama di 9 cm, accertando che lo stesso risultava sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g. presso un Commissariato di Roma.

Pertanto, hanno approfondito gli accertamenti estendendo la perquisizione al mezzo, notando che l’alloggiamento della ruota di scorta era stato munito di un inusuale rinforzo, smontando il quale hanno rintracciato 12 involucri risultati poi contenere cocaina per un peso complessivo pari a 14 kg.

A questo punto, sono state controllate tutte le componenti meccaniche del furgone, operazione che ha consentito di rinvenire ulteriori 13 involucri dello stesso tipo, custoditi all’interno della marmitta per un peso pari a oltre 15 kg, per un totale di 29 chilogrammi sequestrati.

I due sono stati quindi arrestati per il reato di possesso, in concorso, di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e condotti presso la Casa circondariale di Torino a disposizione dell’Autorità giudiziaria procedente.

Ragazzo aggredito con mazza da baseball: si cerca l’aggressore

Un giovane di 28 anni di Nole è stato aggredito a colpi di mazza da baseball da parte di un ragazzo appartenente probabilmente un gruppo giovanile del posto.
Il ferito è stato ricoverato all’ospedale di Ciriè, in condizioni non gravi. Proseguono le indagini per scoprire chi lo ha aggredito.

Certificazione di qualità per la Croce Giallo Azzurra

La pubblica assistenza ANPAS, Croce Giallo Azzurra Torino, ha rinnovato in data 25 ottobre 2025 la Certificazione del Sistema Qualità UNI EN ISO 9001:2015, confermando così il proprio impegno costante nel garantire elevati standard di efficienza e affidabilità nei servizi offerti alla cittadinanza. La Certificazione UNI EN ISO 9001:2015 definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità di un’organizzazione, ed è stata rinnovata al termine di un percorso di verifica condotto dalla società Certiquality Srl. L’audit ha interessato i principali ambiti professionali dell’associazione, dalla gestione amministrativa alla formazione di volontari e dipendenti, fino alla sicurezza e alla soddisfazione del personale, valutando numerosi parametri e indicatori.

L’esito positivo ha confermato l’efficacia e la solidità di un modello organizzativo della Croce Giallo Azzurra Torino, frutto di un lavoro di squadra ed un costante impegno verso un miglioramento continuo.

“Un altro passo avanti nella qualità – ha dichiarato Santo Bellantone, Presidente della Croce Giallo Azzurra di Torino -il 25 ottobre scorso si è svolto presso la nostra sede il primo audit di sorveglianza per il rinnovo della Certificazione del Sistema Qualità. La verifica, condotta da Certiquality, si è conclusa con esito positivo e ha permesso di tracciare le direzioni di crescita per il 2026. Questo risultato conferma il nostro impegno per un miglioramento continuo nel garantire servizi sempre più sicuri, organizzati ed efficienti per la comunità. Un ringraziamento va agli operatori e ai volontari che rendono possibile tutto questo, a Marco Grechi, responsabile qualità della Croce Bianca di Orbassano, per il supporto nel percorso di certificazione e ad Armando Gotta, responsabile del progetto qualità ANPAS Piemonte”.

“La vita della qualità continua – ha dichiarato Armando Gotta – oltre alla Croce Giallo Azzurra Torino, hanno ottenuto il rinnovo annuale della Certificazione anche la Croce Bianca di Orbassano, la Croce Verde di Villastellone, la Croce Verde di Mombercelli, la Croce Verde di Saluzzo e la Croce Bianca di Ceva. Altre associazioni ANPAS stanno completando il percorso per ottenere la loro prima certificazione, e quattro di esse la conseguiranno entro la fine dell’anno. Il progetto qualità ANPAS Piemonte accompagna e supporta le associazioni aderenti in tutte le fasi di implementazione e mantenimento del Sistema Qualità. Come ANPAS siamo consapevoli dell’importanza del rinnovo della Certificazione, che consolida il percorso di miglioramento riaffermando il valore della qualità certificata come strumento di crescita, trasparenza e fiducia”.

Oggi la Croce Giallo Azzurra Torino può contare su 78 volontari, di cui 28 donne, e svolge 1900 servizi all’anno, tra trasporti convenzionati con le aziende sanitarie locali, servizi d’istituto, emergenze 118 e assistenze sanitarie durante eventi e manifestazioni.

Mara Martellotta