
Ragazzini minorenni di età compresa tra 12 e 14 anni, che hanno anche devastato gli alloggi presi di mira in un condominio della cittadina turistica
Vi ricordate della notizia che avevamo dato lo scorso maggio, sui 19 appartamenti derubati in un colpo solo a Bardonecchia? Ebbene, i colpevoli dei furti sono cinque ragazzini minorenni di età compresa tra 12 e 14 anni, che hanno anche devastato gli alloggi presi di mira in un condominio della cittadina turistica. Ai carabinieri hanno detto di avere agito “solo per divertimento”. Tutta la refurtiva era ancora nelle mani dei piccoli vandali. I miliatri dell’Arma sono risaliti a loro partendo da un piede di porco rinvenuto in una delle case depredate. I cinque ladri sono stati denunciati alla procura dei minori e le famiglie derubate potranno rivalersi sui genitori.
Sono in corso i controlli della polizia ferroviaria nelle stazioni di Fossano e Savigliano, in provincia di Cuneo, sui treni della tratta Torino-Cuneo-Ventimiglia, con le scorte a bordo. Le persone controllate sono al momento una settantina, compresi una quarantina di stranieri e anche quattro minorenni. In corso approfondimenti sulle singole posizioni soggettive. La vigilanza è stata rafforzata dopo diversi episodi di furti e aggressioni.

E vi è chi guarda con sempre maggiore attenzione a modelli quali il Controllo del Vicinato come sistemi di desistenza passiva e di collaborazione con le forze dell’ordine. In quest’ottica si è recentemente costituito un gruppo spontaneo a Riva di Pinerolo

Il 26 giugno del 1983, il procuratore Bruno Caccia veniva assassinato dalla ‘ndrangheta. E il 26 giugno 2015, a dimostrazione di quanto il suo sacrificio non via stato dimenticato, la Commissione speciale antimafia e i capigruppo del Consiglio comunale di Torino lo hanno ricordato in seduta congiunta. Sono intervenuti la figli a del magistrato Paola Caccia e l’avvocato Fabio Repici, che sta seguendo il caso per la riapertura del processo e ha depositato una memoria il 17 giugno scorso. Fosca Nomis, presidente della Commissione ha dichiarato che “è tempo di riaprire il processo per fare definitivamente chiarezza su una delle pagine più buie della storia torinese e nazionale per svelare gli esecutori e svelare gli intrecci tra ‘ndrangheta, gioco d’azzardo ed economia su cui stava investigando Bruno Caccia”.