Il penultimo convegno del mese di aprile all’ippodromo di Vinovo, sarà caratterizzato dalla presenza dei cavalli di Alessandro Gocciadoro, al via in quasi tutte le corse grandi chance, partendo dal clou del pomeriggio.
Con il numero 3 di avvio troviamo Fantom Jet, reduce dal quarto posto nel Derby dei quattro anni con Djuse Magnus in sediolo. Nell’occasione alle guide riavrà il suo preparatore alla ricerca del successo. Avversari Firmamento St e Fonzie Mabel.
Altro soggetto di grande potenzialità, anche se in periodo non florido, è Catman Di Celle al via nel premio Cripto dove ha tutti i motivi per tornare al successo nella sua regione di nascita, essendo allevato dall’Azienda Agricola di Celle a Trofarello.
Nel sotto clou il ruolo di favorito riguarderà Goodbye Kiss: tre corse, due vittorie consecutive fra le quali il rientro di inizio aprile a Roma. A contrastarlo anche per via dello scomodo numero 6 di partenza, Garonne in pole position con Pietro Gubellini e Geremia Jet con Marco Stefani.
Incognita invece per Goshen Jet alla prima uscita con il team di Noceto.
Nella g.d. di giornata favori per Evita Smorgon e Feedback. Un binomio ormai collaudato alla ricerca del terzo successo, dopo le ultime due belle affermazioni.
Come sempre attivo il Ristornate Hippobreak con menù fisso a 20 € compreso di acqua e caffè, più menù alla carta.
Inizio corse alle 14,30. Ingresso gratuito.
Foto Bruno Fasano
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La festa del 25 aprile non si è aperta bene a Torino perché i tafferugli hanno creato problemi alla manifestazione del 24 in piazza Castello. I centri sociali e i loro supporter hanno assalito il palco dal quale con i megafoni hanno fatto a modo loro una contro-manifestazione. E’ la prima volta che accadeva. Anche la presenza provocatoria di un consigliere comunale che si autodefinisce radicale, non ha giovato a calmare le acque agitate. Ma ciò che appare assolutamente fuori discussione è che la festa della Liberazione è stata connotata dalla intolleranza che tende a soffocare proprio la libertà conquistata 80 anni fa. Certo, i climi di guerra tendono a inasprire degli animi e fanno emergere un antisemitismo antico, mai rinnegato, anzi oggi più che mai orgogliosamente ostentato. Stamattina all’incontro sulla passeggiata Pannella si è vissuto invece ciò che dovrebbe accadere di norma alla festa del 25 aprile: un pluralismo di bandiere e di interventi anche di opposto significato in nome del libero pensiero. Questo è il vero modo di rivivere la Resistenza senza intenti egemonici superati dai tempi. Possibile che agli organizzatori dell’incontro in piazza Castello non sia mai venuto in mente di evitare sempre gli stessi oratori ufficiali ,reclutati sistematicamente da un’unica esclusiva area ideologica e politica? La ripetitività ha stancato e può anche far capire che ci sia qualcuno che non voglia solo ascoltare delle prediche, ma voglia anche far sentire la propria voce. Non giustifico certo la violenza dei centri sociali, ma diventa un fatto sempre più intollerabile, proprio nello spirito pluralistico del 25 aprile, che a celebrare la Messa cantata in piazza siano sempre gli stessi officianti. Io ho chiuso il mio intervento alla passeggiata Pannella con un “Viva l’Italia!” che certamente sarebbe stato improponibile in piazza Castello e che forse pochi hanno apprezzato alla passeggiata Pannella. Ma è il grido con cui sono morti sotto il fuoco fascista il Generale Perotti e gli eroi del Martinetto.
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