Nuovi impianti elettrici e idrici, una pavimentazione completamente rinnovata, interventi per migliorare l’accessibilità alle persone non vedenti, l’installazione di servizi igienici e un arredo urbano aggiornato con nuova segnaletica. Sono questi i principali lavori di riqualificazione che da lunedì 25 agosto, interessano il mercato di Santa Rita lungo corso Sebastopoli.
“Negli ultimi anni – sottolinea l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città ha avviato un piano strategico di riqualificazione dei mercati, con l’obiettivo di renderli più moderni, funzionali e accessibili, rafforzando al tempo stesso il loro ruolo di luoghi di incontro e socialità. Investire sui mercati significa investire sulla vita dei quartieri e sulla qualità dei servizi per i cittadini. L’intervento su Santa Rita è un passaggio fondamentale che renderà il mercato più inclusivo e confortevole, a beneficio sia degli operatori sia della comunità”.
I lavori si svilupperanno in due fasi e riguarderanno il tratto compreso tra corso Orbassano e via Tripoli. La prima fase, che si concluderà il 14 settembre, prevede la completa modernizzazione degli impianti e la posa della nuova pavimentazione, con la tracciatura delle postazioni per i commercianti. Per garantire continuità alle attività, i banchi coinvolti dal cantiere verranno temporaneamente spostati in aree adiacenti, così che il mercato resti sempre attivo e accessibile.
La seconda fase, con termine a metà ottobre, sarà dedicata soprattutto all’accessibilità e ai servizi: rifacimento degli attraversamenti pedonali, installazione di percorsi tattili e semafori acustici per i non vedenti, oltre alla realizzazione di nuovi servizi igienici.
Al termine dei lavori, l’area avrà un volto più moderno, funzionale e inclusivo, confermando il mercato di Santa Rita come uno dei principali poli commerciali e sociali della città.
L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione delle aree mercatali, che negli ultimi anni ha già interessato Porta Palazzo, Racconigi, Brunelleschi, Porpora e Madama Cristina, e che nei prossimi mesi vedrà l’avvio dei cantieri anche in piazza Benefica e al mercato coperto di via delle Verbene, nel quartiere Vallette.
Qualche sera fa ad Alassio di fronte ad una domanda del pubblico, ho improvvisato una risposta sugli intellettuali italiani e la loro storia. Qualche osservazione merita forse di essere ripresa. Per secoli dall’età delle Signorie in poi e anche in parte del Medio Evo (pensiamo alla scuola poetica attorno a Federico ll) se si esclude Dante, gli intellettuali italiani sono stati dei cortigiani destinati a servire un principe, fosse quello di Machiavelli o di altra signoria. Il grande Ariosto dovette porsi al servizio degli Estensi che non apprezzarono neppure la sua opera. Pochissimi furono vittime del potere come Bruno, Campanella, Galilei. Per trovare esempi di poeti che non si piegarono nella” genuflessioncella “come era tenuto a fare il Metastasio alla corte di Vienna , bisogna attenendere l’abate Parini fustigatore dei privilegi, gli illuministi milanesi e quelli napoletani. Anche Goldoni cittadino della Repubblica di Venezia andò alla corte francese. E poi l’aristocratico Alfieri che odiò “ le muse appigionate “e seppe tenere la schiena dritta. Ma è soprattutto da Foscolo che nasce una poesia civile capace di opporsi ai potenti fino alla scelta dell’esilio, come i piemontesi Baretti e Radicati di Passerano. Foscolo morì povero a Londra. Anche gli aristocratici Leopardi e Manzoni seppero non piegarsi mai al potere. Nell’800 ci furono tanti intellettuali e scrittori che furono patrioti e conobbero il carcere e l’esilio a partire da Francesco De Sanctis. Anche Carducci fu poeta libero, malgrado la nomina a senatore. Nell’800 incomincia ad insinuarsi anche nel mondo della cultura la Massoneria che non fu protagonista, come molti sostengono, del Risorgimento. Molti poeti e scrittori scelsero il sostegno della Massoneria. A determinare un cambiamento fu il graduale riconoscimento in Italia e all’estero dei diritti d’autore che li liberò dalle edizioni pirata delle loro opere.
