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Album fotografico di viaggio: le migliori mete italiane dove fissare i propri ricordi

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C’è qualcosa di profondamente autentico nel desiderio di immortalare un viaggio; non solo per il gusto estetico di un’immagine ben composta, ma per il bisogno – spesso silenzioso – di fermare il tempo.

Ogni foto racconta una storia: il riflesso della luce sul mare, lo sguardo stupito di un bambino davanti a un tramonto, una mano che sfiora un antico portale in pietra.

Per questo motivo, affidarsi a chi conosce l’arte dello scatto è fondamentale quando si vuole conservare la bellezza vissuta lungo il percorso: chi ha avuto modo di collaborare con un fotografo nella città di Torino, ad esempio, sa quanto uno sguardo esperto possa trasformare un’istantanea in un ricordo eterno, ricco di profondità e significato.

E chi non ama Torino anche come città di destinazione?

Scopriamo insieme i luoghi Italiani più amati dai turisti o dai visitatori nostrani, a partire dalla nostra meravigliosa Torino.

Torino: fascino, divertimento e storia

Torino è una città che sa sorprendere con la sua eleganza composta, i suoi contrasti armoniosi tra antico e moderno, la sua atmosfera europea ma dal cuore profondamente italiano.

Capitale sabauda, culla dell’unità d’Italia e oggi anche città dinamica e creativa, Torino è una destinazione perfetta non solo per chi la visita da turista, ma anche per chi vuole raccontarsi attraverso fotografie che parlano di stile, personalità e autenticità.

Con i suoi portici infiniti, le piazze scenografiche come Piazza Castello e Piazza San Carlo, le viste panoramiche dalla collina o dal Monte dei Cappuccini, ogni scorcio della città è un set naturale per scatti irripetibili.

Ma non mancano zone più moderne e di design, come il quartiere del Lingotto o il nuovo skyline con grattacieli firmati da architetti internazionali, ideali per chi desidera trasmettere un’immagine più contemporanea.

Per i professionisti, per chi gestisce una pagina web, un blog personale o i canali social del proprio brand, Torino è la città ideale in cui ambientare un servizio fotografico curato, credibile e originale per parlare di una città italiana particolarmente amata.

Farsi fotografare tra i cortili nascosti, nei caffè storici o tra le installazioni di arte pubblica significa comunicare un’identità visiva che unisce sobrietà, fascino e cultura: è la scelta perfetta per chi vuole differenziarsi con uno stile riconoscibile, evitando le ambientazioni scontate o sovrautilizzate di altre città più “inflazionate”.

Inoltre, la luce di Torino, così particolare in ogni stagione, regala tonalità morbide e raffinate che esaltano ogni soggetto e ogni dettaglio.

E poi c’è la componente emotiva: chi ama Torino, la sceglie anche per raccontare qualcosa di sé, perché ogni scatto può diventare anche un ricordo, un frammento di storia personale che si intreccia con la bellezza di una città piena di carattere.

Insomma, se vuoi che il tuo ritratto o la tua immagine professionale parli davvero di te, Torino potrebbe essere proprio lo sfondo che cercavi.

La costiera amalfitana: un mosaico di colori e luce

Se esiste un luogo in Italia dove il colore è protagonista assoluto, quello è la Costiera Amalfitana; ogni curva della strada panoramica regala scorci impareggiabili: il blu profondo del Tirreno si fonde con le tinte pastello delle case aggrappate alla roccia, mentre la luce del sole, nelle ore dorate, crea giochi d’ombra e bagliori spettacolari.

È impossibile attraversare Amalfi, Ravello o Positano senza sentire il bisogno di catturare la bellezza che esplode ovunque: dai vicoli fioriti alle terrazze che sembrano sospese tra cielo e mare.

Una fotografia scattata qui non racconta solo un paesaggio: racconta la lentezza del Sud, il profumo del limone che si mescola alla salsedine, il calore dei sorrisi locali. L’album fotografico che nasce da un viaggio in Costiera diventa, con facilità, un diario visivo di emozioni luminose, in cui anche i dettagli più semplici – una barca in lontananza, un caffè sorseggiato a mezzogiorno – assumono un valore simbolico e duraturo.

Le Dolomiti: il silenzio che parla attraverso i paesaggi

Dall’esplosione dei colori campani, ci si può spostare verso la solennità delle Dolomiti, dove le emozioni si esprimono attraverso l’ampiezza degli spazi e l’armonia tra natura e tempo; le montagne non chiedono di essere fotografate: impongono il desiderio di essere ricordate.

I loro profili netti, le cime innevate, i riflessi nei laghi alpini sembrano creati apposta per essere impressi su carta, sfogliati lentamente nelle stagioni della nostalgia.

Passeggiare nei pressi del Lago di Braies al mattino presto, quando la foschia abbraccia ancora l’acqua immobile, è un’esperienza visiva che rimane nel cuore; qui le fotografie parlano di quiete, di connessione profonda con l’ambiente, di una bellezza austera e perfetta: inserire le Dolomiti nel proprio album significa scegliere di fissare un equilibrio raro, quello tra uomo e natura, reso eterno da uno scatto ben calibrato, dove anche il silenzio diventa visibile.

Firenze e la Toscana: quando arte e paesaggio si intrecciano

Ci sono viaggi che sono pellegrinaggi culturali, e Firenze ne è forse l’archetipo: ogni angolo della città offre ispirazione; ogni scorcio, ogni finestra, ogni cupola è l’inizio di una narrazione. Ma non c’è solo l’arte nei musei; c’è l’arte quotidiana della luce, del marmo che riflette il sole al tramonto, dei tetti rossi visti dall’alto di Piazzale Michelangelo.

Fotografare Firenze non significa solo inquadrare il Duomo, ma raccontare un mondo fatto di gesti, prospettive, luci morbide e ombre calde.

Poi c’è la campagna toscana: le colline che ondeggiano come seta stesa al sole, i cipressi che si stagliano dritti e solenni, i borghi come Montepulciano o San Gimignano che sembrano dipinti; in ogni foto scattata qui, il tempo sembra rallentare, e la mano che tiene la macchina fotografica diventa testimone di una grazia semplice, profonda, che accompagna i ricordi con naturalezza e forza emotiva.

Sicilia: il contrasto che accende i ricordi

Infine, non si può parlare di mete memorabili senza citare la Sicilia; terra di contrasti forti, dove il sole picchia sulle pietre antiche e i mercati esplodono di voci, profumi e colori. Fotografare la Sicilia è come fissare una scena teatrale: ogni cosa è più intensa, ogni emozione è amplificata, ogni colore vibra.

Da Palermo a Siracusa, dalla Valle dei Templi all’Etna, ogni luogo racconta una storia densa, stratificata, che prende forma attraverso la fotografia come una sorta di affresco moderno.

In Sicilia le fotografie non si dimenticano: rimangono stampate anche nella mente; i volti, le architetture arabe, le chiese barocche, le spiagge dorate: tutto si presta a diventare parte di un album che non è solo personale, ma quasi universale, perché riesce a raccontare il cuore stesso dell’Italia, nella sua forma più intensa e affascinante.

L’album: il racconto tangibile di chi, e dove, siamo stati

Costruire un album fotografico di viaggio non è un gesto banale: ogni immagine, ogni sfumatura, ogni luce catturata ha il potere di riportarci in un luogo, in un tempo, in una sensazione. Le mete italiane offrono paesaggi così diversi, eppure così intimamente connessi tra loro, che l’album può trasformarsi in una narrazione fluida e ricca di contrasti così armonici da risultare naturali, unici, senza alcun difetto.

Scegliere di fotografare le proprio mete affidandosi a un occhio esperto – significa voler conservare più di una semplice immagine: significa voler tornare, ogni volta che si sfoglia quella pagina, a un momento preciso di pienezza, dove ogni dettaglio conta, ogni espressione vale, ogni colore racconta; perché un viaggio, quando viene ricordato con profondità, diventa eterno.

Check-up dentale fai-da-te o da un professionista? Come capire quando è il momento di andare dal dentista

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Molti di noi tendono a sottovalutare i segnali del corpo, soprattutto quando si tratta della salute orale; eppure, la bocca parla, lancia messaggi continui, anche quando non provoca dolore: riconoscere questi segnali è il primo passo per prendersi cura davvero del proprio sorriso e, soprattutto, per prevenire complicazioni che richiederebbero interventi più complessi e invasivi.

In alcune città dove la cultura della prevenzione è fortemente radicata, come nel caso di chi si rivolge regolarmente a uno studio dentistico nella città di Torino, si registra una minore incidenza di problemi gravi, proprio grazie a una maggiore attenzione ai segnali iniziali.

Ma come possiamo fare, nel nostro quotidiano, a comprendere se è arrivato il momento di rivolgersi a un professionista proprio nella nostra città?

Quando la bocca “sussurra”: cambiamenti silenziosi ma importanti

Il check-up fai-da-te non sostituisce una visita dentistica, ma può aiutarci a diventare più consapevoli per poi recarci da un professionista; alcuni cambiamenti, seppur lievi, meritano attenzione.

Ad esempio, una variazione improvvisa del colore delle gengive – che da rosa chiaro diventano più scure, gonfie o arrossate – può indicare un’infiammazione in atto.

Anche una maggiore sensibilità al caldo o al freddo, se persistente, non è da ignorare: potrebbe essere il segnale di un iniziale processo di erosione dello smalto o di un’infiammazione del nervo dentale; se mangiando un gelato o bevendo una bevanda ghiacciata, la sensazione di freddo nella bocca diventa così insostenibile da portarci a evitare del tutto alcuni cibi che prima ci erano innocui, vuol dire che c’è un problema.

Ci sono poi quei momenti in cui, lavando i denti, si nota una leggera perdita di sangue: troppo spesso viene attribuita a una passata troppo energica dello spazzolino; in realtà, può essere il primo indizio di una gengivite o di una parodontite in fase iniziale.

Anche la presenza di alito cattivo ricorrente, che non sparisce con una corretta igiene orale, è un campanello d’allarme da non sottovalutare: spesso è spia di una proliferazione batterica o di infezioni.

Denti che “scricchiolano”: i segnali funzionali da intercettare

Oltre ai segnali visivi, esistono segnali funzionali altrettanto rilevanti. Ad esempio, se la masticazione diventa meno fluida; se si percepisce un leggero fastidio alla mandibola durante i pasti; o se si inizia a sentire una tensione che si irradia verso le tempie o il collo: tutto ciò potrebbe indicare un problema legato all’occlusione o al digrignamento notturno.

È importante prestare attenzione anche al semplice rumore che la bocca produce durante i movimenti: un piccolo “clic” che prima non c’era, o una sensazione di blocco quando si apre troppo la bocca, potrebbero essere sintomi di un’infiammazione dell’articolazione temporo-mandibolare.

Un altro aspetto spesso trascurato è l’accorciamento dei denti anteriori, che può avvenire lentamente nel tempo e passare inosservato a occhio nudo; questo fenomeno, spesso dovuto al bruxismo, si accompagna talvolta a un dolore muscolare al risveglio, o a un’insolita stanchezza della mascella.

Intervenire precocemente significa evitare danni permanenti allo smalto e alla struttura dentale.

Controllare i denti da soli: tra buonsenso e consapevolezza

L’attività (che dovrebbe essere regolare) di controllare i denti da soli non richiede strumenti complessi; serve solo un po’ di attenzione e uno specchio ben illuminato: osservare il colore della lingua, l’uniformità del palato, la presenza di afte o macchie strane può aiutare a individuare segnali precoci di infezioni o di carenze nutrizionali.

Anche la consistenza della saliva è un indicatore importante: una bocca costantemente secca può essere sintomo di problemi sistemici, oppure dell’effetto collaterale di alcuni farmaci, come gli antidepressivi o gli antipertensivi.

Il segreto è trasformare il gesto quotidiano dell’igiene orale in un momento di ascolto: mentre si spazzolano i denti, ci si può soffermare sul sentire se ogni angolo è davvero accessibile; se ci sono zone che provocano fastidio; se lo spazzolino si presenta insolitamente scolorito dopo pochi giorni d’uso, segno di un’acidità eccessiva nella bocca.

Questi piccoli dettagli, che per molti passano inosservati, possono diventare preziosi alleati nella prevenzione e nel mantenimento del benessere dentale.

Il momento giusto per una visita: non aspettare il dolore

Mettiamoci nell’ottica giusta, perché il dolore è già un segnale tardivo: quando arriva, spesso il problema è già in fase avanzata; per questo, il consiglio di ogni dentista resta quello di effettuare almeno due visite all’anno. Ma anche fuori da questa cadenza standard, il corpo può inviare segnali sufficienti a farci capire che è il momento di intervenire.

Una visita di controllo, oggi, è un’operazione rapida, indolore e spesso risolutiva; inoltre, le tecnologie moderne permettono diagnosi precise anche in pochi minuti: dalle radiografie digitali all’uso delle telecamere intraorali, tutto è pensato per offrire un servizio su misura e tempestivo.

Non bisogna mai sottovalutare il ruolo della prevenzione nei bambini, negli adolescenti e negli anziani: ogni fascia d’età ha le sue vulnerabilità e i suoi bisogni specifici.

Per questo, molte cliniche oggi propongono check-up differenziati, con programmi di mantenimento personalizzati. Far entrare la visita dentistica nella routine annuale fin dalla giovane età, significa abituarsi a considerare la bocca non solo come uno strumento funzionale, ma come una parte viva, preziosa e degna di attenzione continua.

Prendersi cura di sé parte anche dalla bocca

Un sorriso sano non è soltanto una questione estetica; è un riflesso di equilibrio, benessere e cura personale; il check-up dentale fai-da-te non deve sostituire l’occhio esperto del professionista, ma può diventare un prezioso esercizio di consapevolezza quotidiana per poi sottoporsi ad una visita specialistica.

Sapere cosa osservare, come ascoltare il proprio corpo, quando fermarsi e chiedere aiuto, rappresenta una forma di responsabilità verso sé stessi.

A volte, basta una semplice visita per fugare dubbi, evitare fastidi futuri o correggere abitudini dannose; altre volte, è proprio grazie all’ascolto attento dei segnali più discreti che si riesce a intervenire tempestivamente. In ogni caso, non bisogna mai dimenticare che la salute della bocca parla di noi, delle nostre scelte (alimentari e abitudinarie) e della nostra capacità di prenderci cura di ciò che, giorno dopo giorno, ci permette di parlare, sorridere e vivere meglio.

R Estate al Parco Porporati, ogni sera a tempo di musica

A Grugliasco dal 17 giugno al 9 agosto prossimo riprenderà il via una nuova edizione, la terza di “R Estate al Parco Porporati”, cui torneranno musica, live relax e divertimento.

L’estate 2025 si rivelerà  in una veste rinnovata di luci e colori e prevede una programmazione  che si estende fino alla seconda settimana di agosto per accompagnare i grugliaschesi, e non solo, nelle calde serate cittadine.

Il Parco,  già cuore pulsante cittadino riconosciuto come luogo dove trascorrere il tempo libero, ritorna ad essere per 54 giorni no stop la cornice ideale per chi resta, dove vivere day and night le calde giornate estive.

Il progetto, ideato e realizzato da Bis Eventi in collaborazione con la Città di Grugliasco e Società Le Serre, prevede, infatti,  dal 17 giugno fino al 9 agosto, un  ricco calendario di eventi e momenti di intrattenimento a ingresso gratuito, con apertura alle  11 del mattino fino a chiusura.

L’ambientazione naturale del parco resta la protagonista assoluta, l’allestimento del Garden of Lights con sedute e tavoli in legno renderà accogliente l’atmosfera, riscaldata da filari di luce a creare un bosco incantato, che si illuminerà al calar del sole, “ accendendo il parco”, per vivere una serata di musica, food e divertimento.

Durante il giorno sarà possibile concedersi attimi di relax al Solarium, lo spazio allestito con sedie sdraio utilizzabili sempre gratuitamente dalle 11 alle 18. Confermata anche l’area picnic in cui gustare un pranzo, una merenda o leggere uno dei libri della piccola biblioteca allestita nel parco.

Uno spazio book che vuole avvicinarsi di più al target kids, mettendo a disposizione una serie di letture  e storie tra le più amate di tutti i tempi, oltre che un’offerta di giochi da tavolo tradizionali,  gli intramontabili giochi in scatola Evergreen, per stimolare i più piccoli in sfide familiari.

La musica serale sarà affidata al djset resident di Dj Lil’Cut aka Taglierino, con selezioni di Black Music, un sound di sottofondo per tutti coloro che decideranno  di trascorrere al parco l’orario dell’aperitivo e un dopo cena in un’atmosfera di convivialità e socialità.

Il palco, integrato nel contesto del parco, si accenderà ogni sera con un sound differente. Il programma musicale di R Estate al Parco, curato in collaborazione  con SOULFOOD MUSIC FACTORY, promette un’esperienza di alta qualità,  spaziando dal rock al pop, dai cantautori italiani al sound, all’RnB internazionale, valorizzando artisti del panorama internazionale e non solo.

Tra gli artisti di punta spicca l’organista torinese Alberto Marsico, che vanta un’attività concertistica che si estende a tutti e cinque i continenti,  con esibizioni a Los Angeles, Shangai, Tokyo, Berlino e Mosca e uno dei massimi specialisti europei dell’organo Hammond.

Il palco accoglierà anche Sergio ‘Moses’ Moschetto, un artista di assoluto pregio nel panorama musicale italiano,  noto per il suo secondo posto al Festival di Sanremo  nel 2001 e per il Premio per la Critica. La sua straordinaria voce lo ha portato a interpretare il ruolo di Mosè nel celebre musical “I dieci comandamenti”, con esibizioni in Italia, a Parigi,  in Giappone, in Corea e a duettare con icone internazionali come Quincy Jones e Lenny Kravitz.

Tra le formazioni più  innovative  I KoriShanti, cofondati dal cantautore torinese Cico Moreno, che offriranno  un originale caleidoscopio di suoni, unendo le sonorità etno folk di Oriente e Occidente con blues, rock e psichedelia, frutto di una costante ricerca di contaminazione.

Il valore artistico è ulteriormente arricchito dalla presenza di Borgatta’s Factory, un collettivo di creazioni multimediali  composto da Alberto e Luca Borgatta e accompagnato dall’arrangiatore Silvano Borgatta.

La rassegna include anche la Ciposugar Band,  che propone un tributo fedelissimo a Zucchero Fornaciari.

I lunedì sera sono programmati appuntamenti con il Music Flow, che non racconta la musica, ma fa parlare i dischi, i venerdì sera sono previsti dei ‘Music party’, con intrattenimento  in stile radiofonico con Toradio Park.

I chioschi del parco saranno aperti dalle 11 con un’offerta “dolce e salata” per tutti, grandi e piccoli fruitori del parco, mentre dalle 18.30 sarà attivo il Dehor del Garden, per trascorrere la serata gustando l’aperitivo al tagliere, le ricche e variegate proposte food, sorseggiando un fresco drink.

Mara   Martellotta

Investito e ucciso da camion lasciato senza freno a mano

L’incidente è avvenuto a Bruino, nel Torinese. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo è stato travolto da un camion che potrebbe essere stato lasciato senza freno a mano, forse proprio dalla vittima. Sul luogo  sono intervenuti i sanitari con l’elisoccorso, ma purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

A supporto delle operazioni sono giunti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Grugliasco Allamano, che hanno provveduto a estrarre il corpo da sotto il mezzo pesante. Presenti anche i carabinieri della stazione di Piossasco, incaricati dei rilievi e gli agenti della polizia locale. La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire i soccorsi e mettere in sicurezza l’area.

La Torino City Marathon 2025 entra nelle “silver”

TORINO – La Torino City Marathon dà i numeri. E sono numeri importanti. L’edizione 2025, che si correrà domenica 23 novembre sulle distanze della maratona e della mezza maratona, cresce in modo costante e significativo.

A crescere, in quanto a partecipanti, sono entrambi gli appuntamenti agonistici, che hanno da sempre contraddistinto la manifestazione: la Torino City Marathon (42,195 km) e la Torino City Half Marathon (21,097 km).

La maratona conta già circa 2.000 iscritti, la mezza maratona 1.000, con una percentuale rilevante anche di stranieri. Un “traguardo volante”, quando mancano cinque mesi dall’evento, che proietta la manifestazione verso un risultato ancora migliore di quello fatto registrare lo scorso anno.

Nel 2024 è cresciuta dell’82%, rispetto al 2023, posizionandosi come quinta maratona d’Italia per numero di iscritti e dietro soltanto a Roma, Firenze, Milano e Venezia.

La Torino City Marathon diventa “Silver”
I chilometri della Torino City Marathon diventano d’argento. Nella classificazione della Fidal (Federazione Italiana Atletica Leggera) la 42,195 km torinese ha guadagnato il titolo di Silver. Un’altra conferma di quanto la manifestazione sia cresciuta nell’ultimo anno. Il riconoscimento “Gold”, “Silver” o “Bronze” si basa infatti sul soddisfacimento di precisi parametri che tengono conto sia della qualità agonistica sia di quella organizzativa.

«Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto negli ultimi anni – dichiara Luca Vergnano del comitato organizzatore della Torino City Marathon –. Leggere i complimenti da parte dei maratoneti, complimenti che poi si stanno traducendo in nuove iscrizioni per l’edizione 2025, ed essere entrati, anche grazie a loro, tra le maratone “silver” è uno sprone a fare sempre meglio. Siamo come tutti i runner: vogliamo ogni volta stabilire un nuovo personal best.»

Le parole dell’Assessore Domenico Carretta
Anche quest’anno il comitato organizzatore della Torino City Marathon sta lavorando in perfetta sintonia e in modo proficuo con la Città di Torino, che riconosce la manifestazione come uno dei suoi fiori all’occhiello«Torino sta costruendo la sua immagine turistica puntando su asset strategici come l’enogastronomia, l’arte, la cultura e lo sport – afferma l’Assessore allo Sport, Grandi Eventi e Turismo Domenico Carretta –. E all’interno di questa narrazione che stiamo mettendo in campo la Torino City Marathon è sicuramente un elemento di forza. Ci fa chiudere l’anno in bellezza, e quest’anno più che mai visto il perfetto stato di salute della manifestazione, che nel 2024 è cresciuta in modo esponenziale – dell’82% rispetto alla precedente edizione -. Perché venire a Torino in quel periodo? Mi vengono in mente moltissimi motivi oltre la maratona ovviamente: dall’arte al tennis, alla nostra tradizione enogastronomica. Perdetevi per le strade e le piazze della nostra città gustando anche qualche piatto tipico o uno dei nostri caffè o, ancora, visitando i nostri musei. Ne varrà la pena.»

Informazioni e iscrizioni: www.torinocitymarathon.it

Gtt assume 225 nuovi autisti con incentivi fino a 6500 euro

GTT ha lanciato un piano straordinario per l’assunzione di 225 nuovi autisti, un’iniziativa volta a rafforzare la stabilità operativa e la regolarità del servizio.

Questo progetto risponde alla crescente difficoltà, comune nel settore del trasporto pubblico locale, nel reperire personale qualificato e colma una carenza strutturale di organico anche legata al turn over dell’azienda.

Il piano, in linea con le direttive della Città, è pensato per garantire la copertura dei turni, migliorare le condizioni di lavoro e assicurare la piena operatività della flotta aziendale.

Sono previsti incentivi economici fino a 6.500 euro per i candidati senza patenti professionali, tra formazione e premi all’ingresso, e un incentivo di 3.500 euro per i candidati già in possesso di patente D e CQC, con il riconoscimento dell’anzianità pregressa ai fini retributivi. La RAL minima di ingresso è pari a circa 29.000 euro.

GTT sceglie un approccio basato su incentivi mirati e percorsi differenziati, superando le rigidità che hanno finora rallentato il ricambio generazionale nel settore. Il piano unisce politiche retributive incentivanti a una semplificazione dell’accesso alla professione, valorizzando le competenze già acquisite e accelerando l’ingresso in servizio del personale.

Come candidarsi

Le candidature devono essere inviate esclusivamente tramite il servizio di job posting presente nella sezione “Lavora con noi” del sito GTT:

https://www.gtt.to.it/cms/gtt/lavora-con-noi.

In questa pagina sono disponibili tutte le informazioni utili, i requisiti richiesti e le modalità di partecipazione ai bandi.

Lite tra giovani finisce a coltellate

Una lite tra due giovani è degenerata in un accoltellamento a Oleggio, nel Novarese. Entrambi i ragazzi, poco più che diciottenni e di origine marocchina, sono stati trasportati all’Ospedale Maggiore di Novara con ferite lievi: uno ha riportato una lesione a un polpaccio, l’altro contusioni in diverse parti del corpo.

L’episodio si è verificato in piazza Martiri. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, intervenuti sul posto, il diverbio — che potrebbe essere avvenuto tra parenti — sarebbe degenerato fino all’uso di coltelli. A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti, insospettiti alla vista del sangue. Sul luogo sono subito intervenute due ambulanze del 118.

Le indagini sono ancora in corso per chiarire le cause e la dinamica esatta dell’accaduto

Fermo fino al 22 luglio l’ascensore della Mole

Dal 16 giugno al 22 luglio 2025 l’Ascensore Panoramico della Mole Antonelliana sarà interessato dalla revisione venticinquennale, un intervento previsto dalla normativa per gli impianti di sollevamento. Durante questo periodo l’ascensore non sarà accessibile, ma la Mole resterà aperta e il Museo Nazionale del Cinema, ospitato al suo interno, continuerà a essere regolarmente visitabile.

In funzione dal 1999, l’ascensore è uno degli elementi più riconoscibili della Mole: la cabina in vetro compie una corsa verticale in un’unica campata, attraversando il vuoto centrale dell’edificio fino a quota 85 metri. Un tragitto che consente una visione continua dello spazio interno e offre, all’arrivo al “tempietto”, un affaccio panoramico sulla città.

L’impianto è seguito da un programma strutturato di manutenzione. Oltre alla revisione quinquennale prevista per legge, sono effettuate verifiche ordinarie con cadenza settimanale, mensile, trimestrale, semestrale e annuale. Ogni controllo mira a garantire l’affidabilità dell’impianto e la continuità del servizio.

La revisione venticinquennale, più approfondita rispetto alle ordinarie, prevede:

  • il controllo di funi e altri componenti meccanici soggetti a usura;
  • il collaudo della navicella di emergenza situata sotto il piano 0, prevista come servizio di sicurezza supplementare in caso di emergenza;
  • la verifica dei gruppi di continuità (UPS), che mantengono attiva l’alimentazione in assenza di erogazione da rete principale.

L’intervento è svolto da GTT in coordinamento con il Comune di Torino e con gli enti di controllo, con l’obiettivo di assicurare la piena efficienza operativa dell’impianto e il rispetto delle normative tecniche. La riapertura al pubblico è prevista per mercoledì 23 luglio.

Dopo il referendum in difesa della Repubblica parlamentare

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Le riflessioni che ho scritto sul referendum e sul quorum da rispettare e non raggiunto sono state autorevolmente confermate sul “Corriere della sera” da Sabino Cassese, il principe dei costituzionalisti in un mondo di improvvisatori che interpretano e distorcono la Costituzione, non più la più bella del mondo, come vogliono, in misura del loro tornaconto politico e della loro ignoranza giuridica. Cassese evidenzia come i quesiti referendari siano stati considerati  talmente negativi da non meritare neppure la partecipazione al voto. E’ un’ipotesi che ha trovato conferma nel non voto. Il giurista inoltre riflette sulle ragioni che portarono i costituenti a scegliere il quorum per i referendum abrogativi ( in assenza di quorum una minoranza di votanti avrebbe potuto smentire la maggioranza parlamentare che aveva legiferato) , creando la regola della maggioranza degli aventi diritto al voto (il 50 % più 1) a tutela della fondatezza dello strumento referendario che non può essere posto in mano ai primi che capitano: la democrazia è una cosa seria e solo Mussolini parlava di <<ludi cartacei>> . Cassese inoltre ribadisce l’intangibilità del quorum che non può essere abbassato a piacimento dei demagoghi che hanno tentato di usare il referendum per scopi impropri come quello di abbattere il governo in carica. Ci sono tuttavia due riflessioni da aggiungere:  la necessità di aumentare il numero di 500mila firme per richiedere il referendum, un numero equo nel 1948, oggi nella società della comunicazione di massa e dei social assolutamente ridicolo. Ma l’assurdo è giunto quando si è consentita la raccolta per via informatica, mentre il voto continua a dover essere espresso di presenza. Quella raccolta si è rivelata una passeggiata  che non ha trovato conferma nel non voto degli italiani . Le spese sostenute per i referendum falliti andrebbero addebitati ai proponenti che nel caso di raggiungimento del quorum avrebbero avuto diritto ai rimborsi. Il  danno erariale appare evidente e gli unici ad avere diritto al rispetto sono i cittadini, non gli attivisti accorsi a votare.
Ma il referendum rivela un altro aspetto scandaloso: che votano all’estero dei finti italiani che non sono contribuenti in Italia e che hanno reciso ogni legame con la madre patria dove al massimo vengono a volte in vacanza. La legge sul voto degli italiani all’estero voluta dai missini si è rivelata sbagliata. Gli eletti in Parlamento all’estero non sono mai stati trasparenti, volendo usare un termine gentile nei loro confronti. Gente che non sa quasi nulla dell’Italia e non parla più neppure italiano non può avere diritto di votare né al referendum né alle elezioni politiche, decidendo sul futuro di un Paese che non è più il loro. E’ urgente abolire la legge Tremaglia sul voto all’estero che può inquinare l’esito elettorale. La democrazia va tutelata e il voto e il non voto sono cose serie. Questa visione anche etica ce la impongono i padri costituenti da De  Gasperi a Togliatti, da Croce ad Einaudi, da Lucifero a Covelli,da Scelba a Moro e tanti altri. Forse non potrebbe essere citato tra i padri veri Dossetti, che già allora voleva un costituzionalismo creativo che è riapparso oggi. La Repubblica parlamentare va difesa con intransigenza e cultura giuridica adeguata dagli  avvocati che si auto definiscono del popolo e dai loro amici.