ilTorinese

Sospesa la licenza di un bar a Grugliasco


Il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha sospeso per 10 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di un esercizio pubblico sito a Grugliasco.
 
Il provvedimento è stato emesso a seguito dei numerosi servizi di controllo del territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati di genere effettuati dalle Forze dell’Ordine, nonché da una segnalazione ricevuta da parte del Comando Stazione Carabinieri di Grugliasco.
All’interno del locale, è stata riscontrata l’abituale presenza di diversi avventori con precedenti penali e di polizia per reati contro la persona, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, contro l’ordine pubblico, contro l’amministrazione della giustizia e contro la fede pubblica in materia di stupefacenti, nonché per violazioni al codice della strada.
Da successivi accertamenti è inoltre emerso che, già nello scorso mese di dicembre, l’esercizio commerciale era stato destinatario di un analogo provvedimento di sospensione.
Il Questore di Torino, ritenendo che il bar rappresenti un pericolo costante ed imminente per l’ordinata convivenza dei consociati essendo divenuto verosimilmente punto di aggregazione e base logistica per soggetti dediti ad attività illecite, generando un pericolo attuale e concreto per la collettività, ha disposto la sospensione della licenza, con contestuale e immediata chiusura dell’attività per 10 giorni.

Cooperazione e sviluppo, a Torino la delegazione del Vietnam

Si è tenuto  a Torino, nella cornice della sala Congregazioni di Palazzo Civico, un incontro istituzionale tra il sindaco Stefano Lo Russo e una delegazione della Repubblica Socialista del Vietnam, guidata dall’ambasciatrice Nguyen Phuong Anh. All’incontro hanno preso parte figure chiave delle relazioni bilaterali tra il territorio torinese e il Paese asiatico, tra cui Thu Ha Nguyen, consigliera dell’Ambasciata, Dan Le Tran terza segretaria dell’Ambasciata, Sandra Scagliotti, console onorario del Vietnam per Piemonte e Liguria) e Fulvio Albano, presidente della Camera di Commercio Italia-Vietnam.

Il colloquio ha avuto come focus il rafforzamento dei legami storici, economici e culturali che uniscono la Città di Torino al Vietnam. Il capoluogo piemontese vanta infatti una rete istituzionale radicata e unica a livello nazionale, grazie alla presenza del Consolato Onorario, del Centro Studi Vietnamiti e della Camera di Commercio Mista Italia-Vietnam (CCIV), istituzione nata nel 1996 e riconosciuta ufficialmente nel 2000 per supportare attivamente l’interscambio e la sinergia tra le imprese italiane e vietnamite.

Questo appuntamento segna un ulteriore passo avanti nel consolidamento dei rapporti internazionali della città, dando continuità alla missione istituzionale che nel settembre 2024 ha visto il Sindaco Lo Russo partecipare a Ho Chi Minh City al Friendship Dialogue e al Forum Economico, stringendo collaborazioni strategiche sui temi dell’innovazione industriale e dello sviluppo sostenibile.

TorinoClick

La “notte bianca” a “San Filippo Neri”

A Torino, ci sarà anche la storica “Chiesa” di via Maria Vittoria tra i luoghi di culto partecipanti alla “Lunga Notte delle Chiese”

Venerdì 5 ( 20/24) e sabato 6 giugno (10/12 e 14/19)

Chissà?! Non tutti forse lo sapevano, ma anche i “luoghi di culto” in Italia hanno la loro “notte bianca”. La “Lunga Notte delle Chiese”. L’evento nato nel 2016 a Belluno da un’idea dell’Associazione “BellunoLaNotte” (presidente Stefano Casiraghi) – ispirandosi al “format” di successo austriaco e altoatesino “Lange Nacht der Kirchen” che, da molti anni unisce centinaia di edifici di culto aperti simultaneamente – si proponeva, undici anni fa e si propone a tutt’ oggi, di “far vivere le Chiese in modo inedito, attraverso musica, arte, visite guidate, letture e teatro, al fine di avvicinare maggiormente ai luoghi sacri, l’intera Comunità”. Aperta a “credenti” e a “non credenti” e passata da evento a carattere locale ad “appuntamento nazionale”(che oggi coinvolge centinaia di Chiese ed oltre un centinaio di Diocesi in Italia), l’iniziativa ha ottenuto anche il sostegno del “Dicastero per la Cultura e l’Educazione” del Vaticano” e del “Ministero della Cultura”. Orbene, giunta alla sua 11^ edizione, la “Lunga Notte delle Chiese” si celebrerà quest’anno venerdì 5 giugno e a parteciparvi, per la prima volta a Torino, sarà anche la Chiesa “più grande” della Città, ovvero la “Chiesa di San Filippo Neri”, in via Maria Vittoria, al civico 5. Sarà un “evento ecumenico”, sottolineano gli organizzatori, incentrato quest’anno sul tema #HOME – Francesco va’ e ripara la mia casa”, tema scelto in stretta connessione con le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e che richiama direttamente l’esperienza del “Poverello d’Assisi”, con il celebre invito da lui ricevuto nel 1205, davanti al crocifisso (icona bizantina) della chiesetta di “San Damiano”, oggi custodito nel “Protomonastero di Santa Chiara”. Invito ruotante intorno a una parola semplice e inequivocabile: “HOME”. E invito che segna l’inizio della conversione di San Francesco, il quale ben presto comprende che quella “casa” non è una “semplice casa”, ma un luogo molto più grande: è la Chiesa, l’umanità, il mondo intero. Un appello che oggi assume un enorme valore sociale e culturale: “prendersi cura della comunità, contrastare la solitudine, ricostruire legami e senso di appartenenza”. Ma si presta anche a essere interpretato “come stimolo alla conservazione, alla tutela e al rinnovo del patrimonio artistico ecclesiastico”.

Di qui il titolo scelto dalla Chiesa torinese di “San Filippo Neri” per l’iniziativa: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (“Nuovo Testamento”, versetto 5 del Capitolo 21° dell’“Apocalisse”). E, proprio sotto questo profilo, la “Lunga Notte delle Chiese” viene dunque a significare per un prezioso luogo di culto, splendido simbolo del “Barocco” torinese qual è “San Filippo” (costruita a partire dal 1675, ma progettata da Filippo Juvarra intorno agli Anni Trenta del Settecento, su un precedente progetto di Guarino Guarini) , non solo aprire le porte alla Comunità, ma anche “trasformare la partecipazione pubblica – spiegano gli organizzatori – in uno strumento di tutela e recupero di beni artistici di rara bellezza”.

Con i settanta metri della sua navata “San Filippo” (oggi, come detto, il più vasto edificio di culto di Torino) è stato, infatti, oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di restauro, che vieppiù hanno sottolineato la preziosità di un patrimonio artistico di enorme valore: oltre al recupero nelle volte delle “luminose cromie originali” di Juvarra, i restauri hanno interessato anche il celebre “Paliotto” (rivestimento artistico mobile dell’altare) di Pietro Piffetti, massimo esponente dell’ebanisteria settecentesca, e la grande pala “San Filippo Neri che raccomanda la città di Torino al Bambin Gesù” di Francesco Solimena.

La “Lunga Notte delle Chiese 2026” potrebbe diventare, pur anche, la “prima iniziativa pubblica di sensibilizzazione” per il restauro dello storico “Presepe” di “San Filippo”; trenta figure di grandi dimensioni, attribuite per tradizione alla Scuola del celebre scultore barocco genovese Anton Maria Maragliano, risalenti almeno in parte a fine Settecento. Molte delle figure realizzate in “cartapesta policroma” e “tessuti antichi” necessitano oggi di interventi conservativi per garantirne la futura salvaguardia. Durante l’evento saranno esposti al pubblico alcuni dei più significativi di questi beni: “Apparato effimero del Corpus Domini”, “Tappeto del Duca d’Aosta”, “Paliotto” del Piffetti, “Vesti liturgiche” del “Corpus Domini” (fine XVIII sec.), “Antepedium/Paliotto” del “Corpus Domini” (fine XVIII sec.).

L’ingresso alla Chiesa (venerdì 5, dalle 20 alle 24, e sabato 6 giugno, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19) è libero a tutti e la partecipazione ai numerosi eventi, alcuni ancora in via di definizione, è gratuita con prenotazione obbligatoria per le “visite guidate” sulla piattaforma “EventBrite”.

Per ulteriori info: “Chiesa di San Filippo Neri”, via Maria Vittoria 5, Torino; tel. 011/5063044 o www.sanfilippotorino.it

Gianni Milani

Nelle foto: “San Filippo Neri – Altare Maggiore”; Locandina dell’evento; Parte dello storico “Presepe”

Sciopero generale, ecco i possibili disagi

/

Per venerdì 29 maggio è stato indetto uno sciopero generale promosso dalla Confederazione Unitaria di Base insieme alle sigle Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit. La protesta interesserà sia il settore pubblico sia quello privato. Alla base della mobilitazione vi sono diverse richieste avanzate dai sindacati, che denunciano stipendi sempre più insufficienti, scarse condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, il progressivo ridimensionamento del welfare e l’utilizzo di risorse pubbliche destinate al riarmo e al sostegno delle operazioni militari a Gaza.

L’astensione dal lavoro coinvolgerà il personale del Gruppo FS, di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, oltre ai dipendenti delle aziende di trasporto locale.

Secondo quanto comunicato dal Ministero dei Trasporti, nel comparto aereo lo sciopero iniziato alla mezzanotte del 29 maggio terminerà alle 23.59 della stessa giornata. Per il settore ferroviario, invece, l’agitazione scatterà alle 21 di giovedì 28 maggio e durerà fino alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti marittimi con le isole minori saranno sospesi per l’intera giornata di venerdì, mentre quelli verso le isole maggiori si fermeranno a partire da un’ora prima delle partenze previste il 29 maggio. Sulle autostrade, infine, lo stop inizierà alle 22 del 28 maggio e proseguirà per 24 ore.

Nel settore sanitario saranno comunque garantite le prestazioni urgenti e i servizi essenziali previsti dalla normativa vigente. Anche i Vigili del Fuoco aderiranno alla protesta con uno sciopero di quattro ore, dalle 9 alle 13, per il personale turnista.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, Trenitalia ha comunicato che tra le 21 del 28 maggio e le 21 del 29 maggio potranno verificarsi cancellazioni o modifiche dei collegamenti a causa dello sciopero nazionale che coinvolge il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. L’elenco dei treni garantiti per le tratte a media e lunga percorrenza è disponibile sui canali ufficiali dell’azienda.

Per il trasporto regionale di Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper saranno assicurati i servizi minimi nelle fasce orarie di garanzia previste nei giorni feriali, cioè dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Anche Italo ha pubblicato la lista dei collegamenti confermati durante la giornata di sciopero.

Sono previsti possibili disagi anche per il trasporto pubblico locale e gli aeroporti.

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

/

A cura di Elio Rabbione

 

A cena con il dittatore – Commedia. Regia di Manoel Gomez Perira, con  Mario Casas, Oscar Lasarte e Nora Hernandez. Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antòn si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederaciòn Nacional del Trabajo). Durata 106 minuti. (Nazionale sala 4)

 

 

 

Amarga Navidad – Commedia drammatica. Regia di Pedro Almodòvar, con Barbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sànchez Gijòn e Rossy De Palma. Due storie si alternano. La prima ha per protagonista Elsa, una ragazza di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raùl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raùl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raùl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. In concorso a Cannes. Scrive Alessandra Levantesi Kezich nelle colonne della Stampa: “Il film si configura come una esplorazione dell’ambiguità del rapporto (vampirizzazione o sublimazione?) fra vita e arte e nella spietata autoanalisi di una crisi di ispirazione che è anche crisi esistenziale: l’universo formale è quello di sempre, ma solo quando la cantante Amaia intona la struggente ranchera di Vargas “Las simples cosas” avvertiamo il battito del cuore di Pedro”. Scrive Paolo Mereghetti in quelle del Corsera: “Almodòvar si mette in gioco apertamente con una sincerità che sfiora l’autolesionismo. Raùl è lui, la sua difficoltà di fare i conti con il dolore, la depressione, l’età. Ogni tanto ci regala piccoli sprazzi di personalissima verità ma su tutto commuove l’ostinazione e la determinazione con cui solo il cinema sembra capace di aiutare a fare i conti con la realtà, per lui e per noi”. Durata 111 minuti. (Centrale V.O., Classico V.O., Eliseo Grande, Nazionale sala 1 anche V.O., Reposi sala 5, Uci Lingotto)

 

 

 

L’amore che rimane – Drammatico. Regia di Hlynur Palmason. Anna e Magnus si stanno separando: è un processo graduale, che la coppia porta avanti ttascorrendo ancora del tempo insieme ai tre figli, in escursioni o in cene a casa. Mentre l’unità familiare si sta sfaldando, Anna si concentra sul suo lavoro di artista, anche se i riconoscimenti tardano ad arrivare; il marito invece lavora su un peschereccio ed è quasi sempre in mare aperto. Quando i genitori non ci sono, i figli si dedicano a passatempi curiosi: in particolare i due gemelli, che tendono a creare giochi bizzarri e talora pericolosi per la loro incolumità. Durata 109 minuti. (Greenwich Village anche V.O.)

 

 

 

Backrooms – Fantascienza, horror. Regia di Kane Parsons, con Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor. Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entrerai nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi… Durata 90 minuti. (Massaua, Fratelli Marx, Ideal anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

 

 

Le città di pianura – Commedia. Regia di Francesco Sossai, con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Andrea Pennacchi e Roberto Citran. Due spiantati cinquantenni sono ossessionati di bere l’ultimo bicchiere. Una sera incontrano un ragazzo, Giulio, timido studente di architettura (Scotti, protagonista di “È stata la mano di Dio” di Sorrentino) e il modo di vedere il mondo e l’amore all’improvviso si trasforma pian piano mentre i tre girano tra i locali del Veneto. Un film e una storia che faticano nella prima mezz’ora a ingranare ma che poi fanno pensare e rallegrano, e di questi film ce ne fosse: mai banali, un occhio fermo ad un territorio (e chiamiamola terra!), un’amicizia e un’educazione sentimentale e di vita intera, un richiamo ai “Vitelloni” felliniani e alle loro notti vuote, un film di piccoli affettuosi ritratti che rimangono nella memoria. Un film che ha sbaragliato molti per aggiudicarsi otto David di Donatello, non certo ultimi miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista. Da vedere e da rivedere. Durata 100 minuti. (Eliseo, Massimo sala Cabiria)

 

 

 

Il diavolo veste Prada 2 – Commedia. Regia di David Frankel, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci e con Kenneth Branagh. Dolce&Gabbana con Donatella Versace e Lady Gaga coinvolti nell’operazione. A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andrea, Emily e Nigel, i quattro attori tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno datato 2006 che ha segnato una generazione. Andrea torna nella prestigiosa rivista di moda dopo vent’anni, ritrovando una Miranda se possibile ancor più cinica e cattiva, che vede attorno a sé un mondo del tutto cambiato. La carta stampata ha forse fatto il suo tempo, è il web ad aver impugnato il bastone del comando, difficile continuare a essere tanto bravi da anticipare quel che piacerà alla gente. Emily ha catturato un fidanzato che non le fa che gli occhi dolci, lavora per Dior, ma non è certo di quelle donne che amano arrendersi. E se in tempo di crisi il trio si riformasse, non esclusa l’anima prorompente di Nigel? Durata 109 minuti. (Massaua, Eliseo, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 2, Romano anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

 

 

 

Don’t let the sun – Drammatico. Regia di Jacqueline Zünd. In un mondo futuro il caldo non dà tregua e costringe l’umanità a vivere di notte e stare ritirata di giorno. In una grande città di mare, la giovane madre Cleo, preoccupata per la solitudine della figlia Nika, si affida a una agenzia per chiedere che la ragazzina abbia un padre. Viene così chiamato l’impiegato più bravo di tutti, Jonah, abituato a offrire produzione e conforto agli sconosciuti. Durata 100 minuti. (Centrale V.O.)

 

 

 

Hen – Storia di una gallina – Avventura, dramma. Regia di Pàlfi György. L’autore della indimenticata “Taxidermia” (Cannes, 2006) racconta la storia di una gallina, a partire dall’uovo che viene deposto. E adotta il punto di vista del volatile con un effetto spiazzante, inquietante e postumano. Perché la gallina – che è ostinata, resiliente, determinata a crescere i propri cuccioli e a conservare la propria libertà – oltre ad altri animali (una volpe, un topo, un verme, un falco, un cane, dei dinosauri in un documentario televisivo), incrocia inevitabilmente anche gli uomini, la loro violenza, le loro tragedie e ingiustizie, grandi e piccole: a volte come ignara testimone, a volte come elemento involontariamente scatenante. Durata 96 minuti. (Centrale, Eliseo)

 

 

 

Kill Bill: the Whole Bloody Affair – Crime, azione. Regia di Quentin Tarantino, con Uma Thurman, Dacvid Carradine, Lucy Liu, Michael Madsen e Daryl Hannah. La Sposa (Thurman) è un ex killer prezzolata, la migliore in circolazione. Dopo un agguato ordinato dal suo ex mentore ed amante Bill e perpetrato dalla squadra di assassini di cui faceva parte lei stessa, la Sposa rimane in coma per quattro lunghi anni e perde la bambina che aveva in grembo. Quando si risveglia all’improvviso, decide di vendicarsi di tutte le persone che le hanno rovinato la vita, lasciando per ultimo l’odiato e amato Bill. Durata 280 minuti. (Cine Teatro Baretti, Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx, Ideal, Lux, Massimo V.O., The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Michael – Musicale, drammatico. Regia di Antoine Fuqua, con Jaafar Jackson. Il film racconta la vita di Michael Jackson oltre la musica, tracciando il suo viaggio dalla scoperta del suo straordinario talento come protagonista dei Jackson Five, all’artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato un’incessante ricerca per diventare il più grande intrattenitore del mondo. Evidenziando sia la sua vita fuori dal palco che alcune delle performance più iconiche degli inizi della sua carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia. Durata 127 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

 

 

 

 

Nel tepore del ballo – Drammatico. Regia di Pupi Avati, con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma e Raoul Bova. Gianni Riccio è ora un applauditissimo conduttore televisivo, ma la sua infanzia è stata segnata dalla perdita di entrambi i genitori, in due diverse circostanze. Si ritrova però a essere coinvolto in un crack finanziario, venendo prelevato e rinviato a processo: ma forse il nuovo incontro con un antico amore gli darà la forza di ricominciare. Durata 92 minuti. (Romano sala 1)

 

 

 

No Good Men – Commedia. Regia di e con Shahrbanoo Sadat. Naru è l’unica opewratrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Testarda, determinata, madre di un bambino piccolo con un marito fedigrafo da cui si è allontanata, subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani, Naru non si fa imporre nulla da nessuno ed è pronta a dire la sua in ogni momento, tanto che si scontrerà persino con il noto giornalista d’inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Durata 103 minuti. (Romano)

 

 

 

Il silenzio degli altri Drammatico. Regia di Eva Libertad, con Miriam Garlo e Álvaro Cervantes. Angela, una donna sorda, aspetta un figlio dal suo partner Héctor, che ha al contrario un normale udito. L’arrivo della bambina sconvolge la loro relazione, costringendo Angela ad affrontare le sfide dal crescere sua figlia in un mondo che non è fatto per madri come lei. Durata 99 minuti. (Nazionale sala 2)

 

 

 

Star Wars – The Mandalorian and Grogu – Avventura. Regia di Jon Favreau, con Pedro Pascal e Sigourney Weaver. Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell’Impero rifugiatisi sull’orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c’è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell’anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio di un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell’impresa, al mandaloriano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell’Impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt? Durata 132 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

 

 

 

 

Le tigri di Mompracem – Thriller. Regia di Alberto Rodriguez, con Antonio de la Torre e Barbara Lennie. Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva, nel sud della Spagna, e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Soprannominato “La tigre”, lui è il membro più esperto di una squadra di sub che manutiene le enormi petrolifere attaccate in porto; lei, invece, vittima da bambina di un incidente in acqua che le ha compromesso l’udito, non può immergersi oltre una certa profondità e progetta di andare a lavorare in una riserva marina sull’Atlantico. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita. Durata 109 minuti. (Greenwich Village)

 

 

 

Tuner – L’accordatore – Drammatico. Regia di Daniel Roher, con Leo Woodall, Dustin Hoffman e Jean Reno. Niki, ex bambino prodigio di pianoforte, ha un udito assoluto capace di cogliere ogni più piccola vibrazione. Una ipersensibilità che gli impedisce di divenire pianista, e lo costringe a inventarsi un futuro come accordatore di pianoforti: la sua vita muterà del tutto quando qualcuno vorrà impiegare questa sua dote in un gioco pericoloso. Durata 109 minuti. Massaua, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

 

 

 

Yellows Letters – Drammatico. Regia di Ilker Çatak. Durata 127 minuti. A tre anni dall’apprezzato “La sala professori”, Çatak narra dell’accademico Aziz e dell’attrice Derya che perdono il loro lavoro per la messa in scena di uno spettacolo palesemente avverso al regime. Saranno costretti a trasferirsi a Istanbul, nel tentativo di dare un nuovo aspetto al loro stile di vita e nel confronto con il compromesso che inevitabilmente verrà a proporsi tra il loro impegno politico e la sopravvivenza di ogni giorno. Orso d’oro alla Berlinale. Durata 128 minuti. (Nazionale sala 4)

 

Incendio nella notte: distrutto il deposito attrezzi di una cascina

Attrezzature da lavoro avvolte dalle fiamme nella notte in una cascina ad Alpignano. L’area adibita a deposito è andata distrutta. L’allarme è scattato verso le 23.30 in via Garibaldi. Diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute, hanno spento l’incendio e messo in sicurezza l’abitazione adiacente; l’intervento si è concluso intorno all’una. Sul posto anche personale sanitario e carabinieri. Le cause sono in corso di accertamento.

VI.G

Reggia di Venaria, di scena Late Spring Music Festival

Nella splendida cornice  sabauda la grande musica internazionale per la quarta edizione del Festival di “tarda primavera”

Dal 30 maggio al 2 giugno

Venaria Reale (Torino)

Per quattro giorni, da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno, gli imponenti spazi della “Reggia di Venaria” – fra i capolavori del “Barocco” mondiale e oggi parte del “Patrimonio UNESCO” – sarà felicemente inondata da un’armonica invasione di voci, suoni e meravigliose melodie con l’ospitata della quarta edizione del “Late Spring Music Festival” (“Festival Musicale di tarda primavera”), l’innovativo “progetto musicale” concepito in chiave di “Italian Royal Experience” e ideato, come sempre, dal “Consorzio delle Residenze Reali Sabaude”. Per l’edizione 2026, la “direzione artistica e creativa” è stata affidata a Danusha Waskiewicz, apprezzatissima “violista” tedesca (allieva della grande Tabea Zimmermann e oggi docente del “Biennio di Viola” presso la “Scuola di Musica” di Fiesole e presso la Scuola Internazionale di Musica “Avos Project” di Roma) che, a soli 25 anni, è entrata a fare parte dei “Berliner Philharmoniker” – per diventare “prima viola” due anni dopo – e che per molti anni ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado nell’“Orchestra del Festival di Lucerna”.

Anche quest’anno il “Festival” proporrà numerosi appuntamenti all’insegna della grande musica ambientata negli spazi interni e nei Giardini della “Versailles d’Italia”, a cui il pubblico sarà invitato a partecipare direttamente – con orecchie, occhi e cuore! – per vivere magiche esperienze ed emozioni dalle prime ore del mattino fino a tarda sera.  Protagonisti artisti di prestigio internazionale, impegnati non solo a suonare “in proprio”, ma anche a coinvolgere il pubblico, per quanto possibile, nel realizzare musica e vivere “un’esperienza partecipativa ed entusiasmante”. Coinvolgimento e condivisione che caratterizzeranno anche i vari, previsti, “momenti laboratoriali” proposti ai bambini e alle loro famiglie, al mattino e al pomeriggio, con “workshop” creativi e di movimento ritmico.

Il Programma

Il via, sabato 30 maggioalle 19,30, con il primo spettacolo musicale serale nella “Sala di Diana”. Protagonisti Danusha Waskiewicz e il pianista pesarese Paolo Marzocchi, con il coinvolgimento del pubblico.

Domenica 31 maggio e lunedì 1° giugno sono in programma “momenti musicali” mattutini alle ore 10, “prove aperte” e due “attività laboratoriali”: il “Laboratory custom-made instruments”, laboratorio di liuteria con materiali riciclati per bambini e genitori – con presentazione nel pomeriggio degli strumenti realizzati – e la “Class for Movements”, avvicinamento attivo alla musica con riferimento al famoso “Metodo di Orff” (noto come “Orff-Schulwerk”), per bambini dagli 8 anni, ideato dal compositore Carl Orff negli anni ’20 e che si prefigge di insegnare la musica “attraverso l’esperienza pratica e creativa, piuttosto che tramite lo studio teorico”.

L’esperienza serale ha inizio alle 19,30 con esibizioni in “Sala di Diana” e – novità di quest’anno – prosegue alle 22 con “Musica al Chiaro di Luna”: due esibizioni notturne alla luce del plenilunio nell’affascinante contesto del “Giardino delle Rose”.

In occasione dell’ultima giornata della manifestazione, il 2 giugno“Festa della Repubblica”, gli spazi della Reggia – sale barocche, cortili e giardini – risuoneranno contemporaneamente. Alcuni “ensemble” di musicisti amatori, selezionati attraverso il bando “La Repubblica della Musica”, avranno l’occasione di esibirsi pubblicamente nel contesto del “Late Spring Music Festival”. Che si chiuderà con lo spettacolo serale finale delle ore 18, con l’esibizione dell’“Orchestra della Venaria” creatasi appositamente per il “Festival”, composta da amatori e studenti internazionali, che suonano senza direttore insieme con musicisti professionisti e con la partecipazione, sempre, del pubblico.

Per ulteriori info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marcus Weiss, Ismf, 2025 (Ph. Luigi De Palma); Danusha Waskiewicz, Ismf, 2025; Filarmonica trt, Ismf, 2025

L’Arazzo di Bayeux torna a Londra, i legami con il Piemonte

Ci sono alcuni legami indiretti tra il famoso Arazzo di Bayeux dell’XI secolo e il Piemonte anche se non esiste un collegamento diretto e documentato. Qualche punto di contatto si può però trovare. Perché ne parliamo? Intanto perché è un’opera storica e grandiosa, 70 metri di ricamo di lana su lino che narrano la conquista dell’Inghilterra da parte del Duca normanno Guglielmo il Conquistatore nel 1066, la celebre battaglia di Hastings contro il re inglese Harold, una delle pagine più importanti della storia inglese. Cinquantotto scene, oltre 600 personaggi, una trentina di imbarcazioni e più di 200 cavalli, scene di guerra e cerimonie di corte, con abbigliamenti e costumi dell’epoca. È attualmente custodito in un luogo segreto della città normanna perché la sua vera sede, il Museo locale, è chiuso per lavori di ristrutturazione.
Ma la notizia è un’altra: dopo quasi 1000 anni il Bayeux Tapestry torna nel Regno Unito, al British Museum, per una mostra eccezionale, visitabile da settembre 2026 a luglio 2027. E si potrà vedere come finora non si è mai visto, disteso per intero, in posizione orizzontale, in una vetrina appositamente progettata. Ma c’è anche una domanda che inquieta storici dell’arte e servizi segreti…riuscirà ad attraversare il Canale della Manica e uscirne indenne? Già nel 2021 alcuni scienziati avevano segnalato lo stato di fragilità dell’opera, ritenuta troppo delicata per essere trasferita. Un danno non sarebbe riparabile. Per la preziosa tappezzeria medievale (forse rivestiva le pareti del refettorio di un monastero) è stata stipulata una folle assicurazione di 800 milioni di sterline, poco più di 900 milioni di euro. Quell’opera d’arte, forse realizzata a Canterbury, resta un oggetto di pregevolezza inestimabile che racconta l’XI secolo. Nel secolo successivo i Normanni ebbero rapporti molto stretti con i Savoia che poi avrebbero governato il Piemonte. La dinastia dei Savoia faceva parte della stessa rete aristocratica europea che comprendeva anche i Normanni che transitavano spesso per i valichi alpini e visitavano l’abbazia della Sacra di San Michele. L’arazzo onora la cavalleria feudale con cavalieri, cavalli, armi e stendardi, una cultura cavalleresca medievale che si diffuse presto anche nell’area piemontese.                                           Filippo Re
nelle fotografie l’Arazzo nel Museo di Bayeux e scene della battaglia di Hastings (1066)

AOU Città della Salute: AI e robotica per una chirurgia  più sicura

/

Curare un tumore del retto non significa soltanto rimuovere una malattia. Significa operare in una delle aree più delicate del corpo umano, nel profondo del bacino, dove pochi millimetri possono fare la differenza tra un intervento efficace e una complicanza importante. Attorno al retto passano infatti strutture fondamentali per la funzione intestinale, urinaria e sessuale. Per questo, la chirurgia del tumore del retto richiede oggi non solo esperienza, ma anche strumenti sempre più precisi per pianificare ed eseguire l’intervento nel modo più sicuro possibile.

All’Ospedale Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, questa sfida è al centro di un programma di ricerca che unisce chirurgia, oncologia, radiologia, anatomia patologica, bioingegneria, robotica e intelligenza artificiale. Il lavoro si sviluppa in stretta connessione con il MITIC – Minimally Invasive Therapy and Innovation Centre, struttura dedicata allo sviluppo di tecnologie innovative per la chirurgia mini-invasiva, dell’Università di Torino e coordinata da Alberto Arezzo, chirurgo generale della struttura di Chirurgia 1U diretta da Mario Morino.

Al MITIC lavorano insieme chirurghi, giovani ricercatori e ingegneri con lunga esperienza nell’intelligenza artificiale, nella robotica chirurgica, nell’analisi delle immagini, nella simulazione e nella sensoristica applicata alla medicina. È proprio questa collaborazione quotidiana tra clinici e ingegneri a rappresentare uno degli elementi più originali del programma: i problemi che nascono in sala operatoria vengono trasformati in domande di ricerca, studiati in laboratorio e riportati poi verso la pratica clinica.

L’obiettivo è sviluppare una vera chirurgia di precisione per il tumore del retto. Precisione significa conoscere meglio il tumore prima dell’intervento, distinguere con maggiore accuratezza le lesioni benigne da quelle maligne, scegliere il trattamento più adatto al singolo paziente, individuare correttamente i margini di resezione e asportare i linfonodi quando necessario. Significa, soprattutto, aumentare la sicurezza: sicurezza chirurgica, perché si riduce il rischio di danneggiare strutture delicate, e sicurezza oncologica, perché l’intervento viene pianificato ed eseguito in modo più mirato.

Una delle prospettive più innovative è la creazione di un digital twin oncologico e chirurgico, cioè una rappresentazione digitale del paziente, del tumore e dell’intervento. Integrando dati clinici, radiologici, endoscopici, anatomopatologici, molecolari e intraoperatori, questo modello potrà aiutare i medici a scegliere il percorso più appropriato: trattamento locale o chirurgia radicale, terapia preoperatoria più o meno intensiva, preservazione dell’organo in casi selezionati, oppure intervento più mirato e sicuro.

Questa visione è al centro di importanti progetti finanziati dalla Commissione Europea. Il progetto Horizon Europe Classica studia l’uso dell’intelligenza artificiale e della fluorescenza per migliorare la diagnosi e la pianificazione chirurgica delle lesioni del colon-retto. Attraverso la somministrazione in vena di un tracciante fluorescente e l’impiego di sensori appositamente realizzati, il progetto valuta la diversa capacità di captazione della fluorescenza da parte di cellule benigne e maligne. L’obiettivo è classificare le lesioni con un’accuratezza molto elevata, vicina al 100%, aiutando il chirurgo a programmare resezioni più corrette ed evitare trattamenti non necessari o al contrario, insufficienti.

Un secondo progetto strategico è il progetto Erc Synergy Endotheranostics, finanziato dallo European Research Council, che mira a sviluppare tecnologie intelligenti per diagnosi, terapia e monitoraggio dei tumori gastrointestinali attraverso strumenti miniaturizzati, sensori, imaging avanzato e robotica endoluminale. Nel tumore del retto, questo significa immaginare strumenti capaci di raccogliere informazioni direttamente dall’interno dell’intestino, caratterizzare meglio la lesione, guidare il trattamento e monitorare nel tempo la risposta alle cure.

Il messaggio centrale è chiaro: tecnologia e intelligenza artificiale non sostituiscono il chirurgo. Lo aiutano a vedere meglio, misurare meglio, prevedere meglio e decidere meglio, soprattutto nei casi più difficili. La prospettiva non è una chirurgia automatica, ma una chirurgia più consapevole, controllata e soprattutto sicura, in cui l’esperienza del medico viene potenziata da strumenti capaci di ridurre l’incertezza nei momenti più delicati.

Con Classica, Endotheranostics e l’attività del MITIC, Torino si colloca in prima linea nella ricerca internazionale su intelligenza artificiale, robotica e chirurgia mini-invasiva. L’obiettivo è concreto: portare l’innovazione dal laboratorio alla sala operatoria, offrendo ai pazienti con tumore del retto cure sempre più precise, sicure e personalizzate.

“Voci dal carcere”: cultura e solidarietà ai giardini Anglesio

UNA GIORNATA PER FINANZIARE I LIBRI DELLA CASA CIRCONDARIALE

Sabato 13 giugno, dalle ore 15:00 alle 19:00, i Giardini Anglesio di Torino ospiteranno talk con autori, attività per bambini, musica dal vivo e una grande raccolta fondi per acquistare volumi nuovi destinati ai bracci maschile e femminile del carcere di Torino.

TORINO, 28 maggio 2026 – Una giornata aperta al quartiere e alla cittadinanza per accendere i riflessioni sulla realtà carceraria attraverso la cultura, l’incontro e un sostegno economico concreto. Sabato 13 giugno, dalle 15:00 alle 19:00, i Giardini Anglesio di Torino ospiteranno “Voci del Carcere”, un’iniziativa speciale ideata e promossa da Libraccio, che ha saputo fare rete con le principali realtà istituzionali e associative del territorio.

Al centro della manifestazione ci sarà una grande raccolta fondi finalizzata all’acquisto di libri nuovi, scelti accuratamente per rinnovare e aggiornare i cataloghi delle biblioteche della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno. L’iniziativa, coordinata in stretta collaborazione con il servizio delle Biblioteche Civiche (che gestisce i fondi del carcere), permetterà di comprare i volumi più adatti ed equamente ripartiti per dare pari centralità sia al braccio maschile sia a quello femminile della struttura. Libraccio darà il via alla maratona di solidarietà donando subito un primo fondo iniziale di 200 titoli, invitando i cittadini a contribuire economicamente durante l’evento per ampliare il più possibile questa dote.

Il programma del pomeriggio offrirà un ricco calendario di appuntamenti per ogni fascia d’età:

  • I Talk e la Cultura: Presentazioni di libri e momenti di riflessione a cui prenderanno parte autori, relatori ed esperti per raccontare e approfondire la complessa realtà del sistema carcerario.
  • Per i più piccoli: Una speciale Caccia al tesoro per bambini curata dall’associazione Circolarte (con in palio un buono libri Libraccio da 30€).
  • La Musica: L’accompagnamento musicale e l’energia travolgente della Strampalabanda, che si esibirà con la formula “a cappello”.

L’evento è il risultato di un’importante sinergia locale che vede la partecipazione dell’associazione Carlo Castelli (AVP), di Circolarte e del fitto partenariato attivo sul giardino e sul territorio di San Salvario: AGS per il territorio, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario, Alfiere Campoverde, Laqup APS e l’Associazione Commercianti di Via Madama Cristina.

“Crediamo fortemente che il valore della cultura debba superare ogni muro,” spiegano gli organizzatori. “Voci del Carcere nasce per unire la comunità intorno a un obiettivo comune. Attraverso le donazioni raccolte durante la giornata, potremo acquistare libri nuovi e aggiornati — dalla saggistica alla narrativa fino ai fumetti — rispondendo ai bisogni reali e concreti dei detenuti e delle detenute.”

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, a sostenere il progetto con una donazione e a vivere un pomeriggio di festa e impegno civile.

INFORMAZIONI UTILI:

  • Cosa: “Voci del Carcere” – Incontri, musica e raccolta fondi per i libri del carcere
  • Quando: Sabato 13 giugno, dalle ore 15:00 alle 19:00
  • Dove: Giardini Anglesio, Torino
  • Contatti per la stampa e informazioni: matteoparlascino@libraccio.it – 3756443678