Otto giovani francesi, sei uomini e due donne tra i 19 e i 28 anni, sono stati fermati a Parigi il 23 luglio, a due giorni dalla manifestazione No Tav in Valle di Susa, durante la quale erano rimasti feriti oltre cento appartenenti alle forze dell’ordine.
Secondo gli investigatori francesi, il gruppo avrebbe svolto esercitazioni nei tunnel abbandonati della Petite Ceinture, imparando a utilizzare petardi e a realizzare rudimentali dispositivi incendiari. Per l’accusa, quelle attività potrebbero essere state finalizzate alla protesta contro la Torino-Lione.
Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati fuochi d’artificio, petardi e altro materiale. I giovani sono ritenuti vicini al collettivo studentesco «Que la fac» e ad ambienti dell’ultrasinistra.
Sono accusati di associazione per delinquere e di detenzione e trasporto di materiale incendiario in forma organizzata, reati per i quali in Francia sono previste pene fino a 15 anni. La richiesta di custodia cautelare è stata respinta e il 12 agosto la decisione è stata confermata in appello.

Scolastica dell’editore Felice Paggi: un libro era venduto a due lire e, se era legato in tela con placca a oro, il prezzo saliva a tre. Sia questa serie che il successivo Minuzzolo anticiparono di fatto la nascita di Pinocchio. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l’infanzia Giornale per i bambini (praticamente l’archetipo dei periodici italiani per ragazzi) uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio con il titolo Storia di un burattino. Due anni dopo, raccolte in volume e arricchite dalle illustrazioni di Enrico Mozzanti, le vicende del burattino che voleva diventare un bambino in carne e ossa vennero pubblicate quasi in contemporanea con la sua nomina a direttore del periodico che ne aveva anticipato il testo. Carlo Lorenzini, ormai per tutti Collodi, morì a Firenze nel 1890 dove riposa nel cimitero delle Porte Sante. Pinocchio, nonostante abbia compiuto il suo 140° compleanno, è ben vivo e vegeto: pubblicato in 187 edizioni, tradotto in 260 lingue o dialetti, protagonista di film, cartoni animati e sceneggiati, riprodotto in mille maniere. In molti hanno provato a catalogarne significati e morali per spiegarne l’incredibile longevità e freschezza. Per Italo Calvino Pinocchio è stato l’unico vero protagonista picaresco della letteratura italiana, proposto in forma fantastica; le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate, a tratti drammatiche, rimandano alla letteratura di genere che ebbe origine in Spagna con Lazarillo de Tormes e il Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, l’opera che segnò la nascita del moderno romanzo europeo.




Si comprava italiano perché una 164 Alfa era il meglio sul mercato. Parola di chi la comprò e si trovò meglio che sulla BMW. Ma il dissidio con l’arrogante Romiti costrinse Ghidella a lasciare con stile il suo posto. Si ritirò senza polemiche. Con l’esclusione di Ghidella, la Fiat tornò in crisi e non bastò neppure Marchionne a salvarla. Poi il resto lo fece il cavaliere del lavoro Elkann.

