ilTorinese

I grandi suoni di fine Primavera. Appuntamento alla Reggia di Venaria

La  grande musica internazionale di “Late Spring Music Festival”

Dal 30 maggio al 2 giugno

Venaria Reale (Torino)

Torneranno a volteggiare e a riecheggiare nell’aria, fra le suggestive “Sala di Diana” e la “Cappella di Sant’Uberto”, attraversando, lievi ma imponenti, i grandiosi “Giardini”, la maestosa “Galleria Grande” e gli spazi esterni del “Castello della Mandria”, le sontuose note di “Late Spring Music Festival”, l’innovativo progetto musicale di “fine primavera” ideato per dare voce e suoni (attraverso epoche e stili che dal Seicento arrivano, passando per i grandi del Classicismo e del periodo Romantico, alla musica contemporanea) agli imponenti e straordinari spazi barocchi della Residenza sabauda, “Patrimonio UNESCO dell’Umanità” dal 1997. Giunta alla sua terza edizione, la rassegna, ideata dal “Consorzio delle Residenze Reali Sabaude” e dall’artista in residence, il torinese Claudio Pasceri – tra i più apprezzati violoncellisti italiani e già direttore artistico di Festival prestigiosi – propone, da venerdì 30 maggio a lunedì 2 giugno, un programma musicale particolarmente intenso e sfaccettato in giornate che vedranno il susseguirsi di concerti, approfondimenti, momenti di incontro fino ad appuntamenti dedicati ai più piccoli: dai “matinée-concerto” agli “incontri del pomeriggio”, che offriranno percorsi creativi al pubblico, fino a “I Suoni della Sera”, (concerti dalla durata più significativa e dal programma più articolato), con artisti di prestigio internazionale che si esibiranno nei luoghi più iconici del complesso venariese.

“Una pacifica invasione in musica”, questa terza edizione del Festival “è stata ideata – sottolineano gli organizzatori – con l’intento di porre al centro il rapporto tra cittadino e collettività, tra espressione individuale e consapevolezza sociale, contribuendo all’inclusività di un luogo straordinario e sorprendente qual è la ‘Reggia di Venaria’”. Nell’arco delle programmate quattro giornate, la “grande musica” prenderà quindi a braccetto il pubblico più vario, più o meno musicalmente erudito e appassionato, nonché donne e uomini di ogni età: i bambini delle scuole elementari del territorio saranno protagonisti dell’opera “Twice Upon” di Luciano Berio, in occasione del centenario della nascita del Maestro e in una straordinaria prima esecuzione italiana; la pianista concertista veneta Gloria Campaner proporrà, con la sua narrazione musicale, una “palestra di emozioni” aperta a tutti; l’orchestra della “Filarmonica TRT- Teatro Regio Torino”, oltre all’esibizione concertistica, si presterà a far scoprire l’organismo “orchestra” ai bambini presenti in Reggia con i propri genitori, attraverso l’ormai collaudato format “La Voce degli strumenti” per finire con gli “ensemble” di musicisti amatori, selezionati attraverso il bando “La Repubblica della Musica”, che avranno l’occasione di esibirsi pubblicamente nel giorno della “Festa della Repubblica”lunedì 2 giugno, interpretando le  pagine di musica che più li appassionano e li ispirano.

Numerosi saranno, anche quest’anno, gli ospiti di prestigio e di diverse provenienze. Dalla Finlandia giungono il pianista Olli Mustonen ed il “Meta4 Quartet”, dalla Svizzera il raffinatissimo sassofonista Marcus Weiss, mentre tedesche sono le straordinarie Antje Weithaas e Danusha Waskiewicz, francese il virtuoso del violoncello Romain Garioud, bulgara la violinista Yana Deshkova ed estone Jone Kaliunaite. Tra gli artisti italiani, figurano nomi di primo piano come quelli del violoncellista Enrico Bronzi, della pianista Gloria Campaner e del direttore d’orchestra Francesco Bossaglia. Italiano, anche il compositore Matteo Franceschini – già “Leone d’argento” alla Biennale di Venezia nel 2019 e autore delle musiche del film “Vermiglio”, candidato agli Oscar 2024 – che, come già nelle precedenti edizioni del Festival, ha scritto un brano su commissione della “Reggia” che vedrà sabato 31 maggio la prima esecuzione assoluta.

Da non perdere, infine, i “Racconti attorno alla Musica”, momenti di incontro pomeridiani, tenuti da voci di assoluto valore del mondo musicale, ma non solo. Tra questi, il direttore d’orchestra Marco Angius, i direttori artistici della “Filarmonica Romana” e di “ARTONOV” di Bruxelles, Domenico Turi e Vincenzo Casale affiancati dall’antropologo Daniele Luzzo.

Per info su programma dettagliato e biglietti: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

g.m.

Nelle foto: “I suoni della Reggia”, ph. Valentina Vannicola; Claudio Pasceri, Pavel Beliaev, Andrey Pushkarev in concerto, ph. Luigi De Palma; “Filarmonica TRT”; Antje Weithaas, cr. Marco Borggreve

Crisi Lear: 357 lavoratori coinvolti nelle politiche attive 

Prosegue con risultati significativi il percorso di politiche attive del lavoro avviato dalla Regione Piemonte nell’ambito della crisi che ha coinvolto lo stabilimento Lear. A fronte di 385 lavoratori interessati dalla cassa integrazione per area di crisi industriale complessa, autorizzata a partire dal 29 dicembre 2024 per 12 mesi, ben 357 lavoratori sono già stati presi in carico e inseriti nei percorsi di riqualificazione e ricollocazione previsti dal programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori).
L’intervento è stato avviato con la sottoscrizione di un accordo tra Regione e parti sociali, che ha dato il via a un piano di accompagnamento personalizzato, a partire da colloqui individuali e attività di skill gap analysis, con l’obiettivo di identificare i fabbisogni formativi specifici e avviare percorsi mirati di aggiornamento e valorizzazione delle competenze.
Grazie al lavoro sinergico con i sindacati, i Centri per l’Impiego e l’UCRI, è stato possibile rilevare fabbisogni formativi per 357 lavoratori, che sono già stati suddivisi in gruppi classe. È in corso la definizione degli abbinamenti con le agenzie formative, per consentire l’avvio concreto dei corsi nelle prossime settimane.
“Davanti a ogni crisi industriale, la Regione Piemonte sceglie di non arrendersi ma di mettere in campo strumenti concreti per accompagnare i lavoratori verso nuove opportunità occupazionali. I numeri dimostrano la bontà del percorso avviato su Lear, che oggi vede coinvolti nei percorsi di politica attiva 357 lavoratori su 385. Riqualificare le competenze e offrire strumenti efficaci per la ricollocazione è la migliore risposta che possiamo dare alle persone e al territorio” ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte. “Allo stesso tempo non smettiamo di perseguire l’obiettivo principale, che rimane la continuità occupazionale che solo la continuità produttiva è in grado di garantire. L’arrivo del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ci apre la possibilità di una nuova finestra di dialogo con l’azienda leader nel settore automotive in Italia. Di certo ci aspettiamo dalla Lear una decisa azione a supporto dei lavoratori e delle loro famiglie ” ha concluso Chiorino.
La Regione continuerà a seguire con attenzione ogni singola situazione, per garantire a tutti la possibilità di accedere a un percorso di supporto e rilancio professionale.
cs

Accordo del Politecnico in Uzbekistan

Ieri, in occasione del bilaterale governativo tra Uzbekistan e Italia, alla presenza della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, il Politecnico di Torino ha firmato un accordo con il Ministro dell’Istruzione Superiore, delle Scienze e dell’Innovazione della Repubblica dell’Uzbekistan, Kongratbay Sharipov. L’intesa prevede il supporto alla definizione di una strategia nazionale per guidare la transizione energetica, con un’attenzione particolare allo sviluppo della produzione di idrogeno “verde” in Uzbekistan.

L’iniziativa mira a rafforzare la cooperazione scientifica tra i due Paesi, esplorando come le innovazioni sull’idrogeno possano sostenere la transizione verde e favorire collaborazioni industriali orientate all’economia circolare. In questo contesto il Politecnico di Torino e la Turin Polytechnic University in Tashkent collaborano a un programma congiunto sulla catena del valore dell’idrogeno verde. “La transizione energetica ricopre un ruolo centrale nei nostri Campus e hub internazionali e ci permette, lavorando a stretto contatto col sistema industriale, di ampliare la nostra offerta didattica e di ricerca presso il campus di Tashkent, in particolare sui temi energia e ambiente”, commenta il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati.

Il programma oggetto dell’accordo firmato oggi include attività formative per sviluppare competenze avanzate e supportare la definizione di politiche energetiche e riforme regolatorie in Uzbekistan, con focalizzazione all’integrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale.

Elemento cardine è la progettazione e realizzazione di un impianto pilota per la produzione e l’uso dell’idrogeno nel trasporto pubblico, che sarà un vero e proprio “living lab”, utile non solo alla ricerca e all’innovazione, ma anche a far conoscere i vantaggi dell’idrogeno e a favorirne una maggiore comprensione e fiducia da parte dei cittadini.

NELLA FOTO: Il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati con il Ministro dell’Istruzione Superiore, delle Scienze e dell’Innovazione della Repubblica dell’Uzbekistan, Kongratbay Sharipov. Sullo sfondo la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Miromonovich Mirziyoyev

Volt, “Noi Siamo Qui”: Evento di Lancio della Scuola Politica

Il 31 maggio a Torino, presso la Cascina Roccafranca, prende il via la Scuola Politica
Europea con il primo incontro intitolato “Noi Siamo Qui”. La giornata offrirà un’occasione di
confronto su federalismo europeo e panafricanismo, analizzando la storia dell’integrazione
europea dal Manifesto di Ventotene ai Trattati di Lisbona, il funzionamento dell’Unione e le
sfide della costruzione incompleta della federazione. Interverranno il giornalista Oumar Barry
con un focus sul panafricanismo in West Africa, l’ex senatore e presidente della
commissione antimafia Giuseppe Lumia, insieme a Mercedes Bresso (Presidente
Movimento Europeo Piemonte), Stefano Rossi (Segretario MFE Torino), Anass Hanafi Dali
(presidente OIPI) e i rappresentanti di Volt all’Europarlamento, con spazio per domande e
dialogo con il pubblico.
L’incontro si svolgerà sabato 31 maggio dalle ore 09:15 alle 13:15 presso Cascina
Roccafranca, in via Edoardo Rubino 45, Torino, e si concluderà con un buffet conviviale.
L’evento è promosso da VoltThere International Foundation, in collaborazione con Volt
Europa, DoSomething!EU, ALDER, del Centro Einstein di Studi internazionali, del
Movimento Federalista Europeo, dell’osservatorio italiano di politica internazionale e con il
supporto di Global Shapers. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti gli interessati; in questa
occasione verranno anche aperte ufficialmente le iscrizioni al percorso formativo della
Scuola.

https://www.eventbrite.com/e/biglietti-scuola-politica-europea-leuropa-che-ho-leuropa-che-vo
rrei-1369461158189?utm-campaign=social&utm-content=attendeeshare&utm-medium=disco
very&utm-term=listing&utm-source=cp&aff=ebdsshcopyurl

Chiusa di San Michele rende omaggio ai sindaci della Liberazione

Lunedì 2 giugno, Festa della Repubblica, nella sala del Consiglio Comunale di Chiusa di San Michele nel salone polivalente di via General Cantore 14,alle ore 14,30, con una breve cerimonia il comune celebrerà ancora il 25 Aprile 1945 e renderà omaggio a tutti i Sindaci dalla Liberazione a oggi, per ringraziare loro o i loro familiari, quali sentinelle della riconquistata democrazia e della Costituzione Repubblicana. Riccardo Cantore, Sindaco, consegnerà una targa in ricordo di Riccardo Cantore, Primo Sindaco della Liberazione e poi Sindaco dal 1970 al 1982.

Sanità, Schael (Città della Salute): “Investire sul personale e su nuove modalità di assistenza”

Il futuro della sanità passa attraverso l’innovazione, la formazione continua e un nuovo approccio all’assistenza. È il messaggio lanciato da Thomas Schael, commissario della Città della Salute e della Scienza di Torino, intervenuto all’evento Grandi Ospedali, organizzato da Koncept e in corso presso l’Industrial Village di Iveco Group.

«Il Parco della Salute e della Scienza di Torino è una visione del futuro della sanità, perché la medicina è sempre più tecnologia e innovazione: dobbiamo investire sull’aggiornamento del personale e su un nuovo modo di fare assistenza, dalla chirurgia robotica ai farmaci personalizzati, oltre ai software che diventano terapia certificata», ha affermato Schael, sottolineando l’importanza di coniugare competenze umane e strumenti tecnologici avanzati per rispondere alle nuove sfide cliniche.

Il Parco, ha proseguito, sarà un luogo in cui si integrano scienza, cura e benessere. «Il Parco, come dice il nome, sarà anche green, un luogo rilassante dove scienza e assistenza si fondono: è un progetto che darà un impulso concreto alla sanità del futuro – spiega Schael –. Qui sorgerà la nuova Scuola di Medicina insieme al più grande ospedale del Piemonte, con 1.050 posti letto: una struttura più piccola rispetto all’attuale plesso che unisce sei ospedali, ma con un nuovo ruolo e nuove funzioni».

Un modello innovativo che guarda al futuro, anche se ancora non formalizzato a livello normativo. «Noi lo definiamo un DEA di terzo livello – continua Schael – un modello che oggi non è previsto formalmente ma che esiste nei fatti in alcune grandi realtà universitarie italiane come la Città della Salute di Torino, Careggi di Firenze, Niguarda di Milano, Padova o il Federico II di Napoli: sono ospedali in cui convivono tutte le competenze necessarie per affrontare la massima complessità clinica».

Con un esempio concreto, Schael evidenzia il valore dell’integrazione tra tecnologia e capitale umano: «Prendiamo come esempio i trapianti: non basta saperli fare, serve un’infrastruttura tecnologica e una rete di professionisti capace di sostenere l’intero percorso. Questo – conclude il commissario della Città della Salute e della Scienza di Torino – è ciò che rende un ospedale davvero ‘grande’, e questo è il futuro verso cui stiamo andando».

Femminicidio Grugliasco, un’altra vita spezzata

Caro direttore,

con profondo dolore e sconcerto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani apprende la notizia del tragico femminicidio avvenuto a Grugliasco, in provincia di Torino, dove Fernanda Di Nuzzo, maestra d’asilo di 61 anni, è stata brutalmente uccisa dal marito, Pasquale Piersanti, sotto gli occhi della figlia di 24 anni.

Un altro nome si aggiunge alla lunga, intollerabile lista di donne uccise per mano di chi avrebbe dovuto proteggerle e amarle. Un’altra vita spezzata, un’altra famiglia distrutta, un’altra giovane costretta ad assistere all’orrore della violenza più estrema, all’interno delle mura domestiche. Le modalità dell’aggressione – i fendenti all’addome, il disperato tentativo di fuga, l’arrivo in ospedale in condizioni disperate – raccontano un dolore che nessuna comunità può ignorare.

Fernanda era un’insegnante, una donna che ha dedicato la sua vita ai bambini, alla cura dell’infanzia, alla formazione delle nuove generazioni. Il suo assassinio interpella in modo diretto il mondo della scuola, che non può restare spettatore silenzioso. Anzi, deve farsi protagonista attiva di una rivoluzione culturale che affondi le radici nell’educazione al rispetto, all’uguaglianza di genere, alla consapevolezza emotiva.

Facciamo un appello forte e deciso al mondo dell’istruzione: la lotta alla violenza di genere deve entrare stabilmente nei curricoli scolastici, attraverso percorsi strutturati, continui e interdisciplinari. Non bastano le giornate simboliche. È necessario formare gli studenti, fin dalla scuola dell’infanzia, a riconoscere i segnali della prevaricazione, del possesso, dell’annullamento dell’altro. Serve costruire una cultura nuova, in cui maschi e femmine crescano insieme nel riconoscimento reciproco, nella gestione non violenta del conflitto, nella parità sostanziale dei diritti.

Il CNDDU chiede con forza:

– l’introduzione obbligatoria dell’educazione al rispetto e all’affettività in tutti gli ordini di scuola;

la presenza di almeno un docente della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche in ogni scuola di primo e secondo grado per il potenziamento della cultura della legalità;

– la formazione obbligatoria dei docenti sul contrasto alla violenza di genere;

– la costituzione di sportelli di ascolto permanenti negli istituti scolastici;

Rivolgiamo un appello anche alle istituzioni: la scuola va sostenuta con risorse, formazione, strumenti, perché possa svolgere fino in fondo il suo compito educativo e sociale. Ogni insegnante, ogni dirigente, ogni educatore deve sentirsi parte attiva di un’azione collettiva di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

Nel ricordo di Fernanda Di Nuzzo e di tutte le donne vittime di femminicidio, il nostro Coordinamento rinnova il proprio impegno affinché la scuola italiana diventi presidio permanente di diritti umani, giustizia, e rispetto della dignità di ogni persona.

Perché nessuna voce venga più soffocata. Perché ogni grido d’aiuto trovi ascolto, prima che sia troppo tardi.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

𝘼𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚, 𝙏𝙚𝙧𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙚 𝙎𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖: 𝙞𝙡 𝘾𝙖𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙡𝙪𝙨𝙤 𝙖𝙡 𝘾𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙍𝙞𝙣𝙖𝙨𝙘𝙞𝙩𝙖 𝙂𝙧𝙚𝙚𝙣

VIGNALE E BARTOLI: IL CANALE DEMANIALE DI CALUSO OPERA DI PREGIO ECONOMICO E TURISTICO PER L’ECONOMIA DEL CANAVESE.

AMBIENTE, TERRITORIO E SICUREZZA AL CENTRO DEL SOPRALLUOGO ISTITUZIONALE
Ieri pomeriggio, l’Assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione e al Patrimonio Gian Luca Vignale congiuntamente al Presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale Sergio Bartoli hanno effettuato un sopralluogo presso il Canale demaniale di Caluso, asse idrico e paesaggistico di fondamentale importanza per il Canavese.
Il Canale di Caluso è gestito da un Consorzio che comprende 18 comuni serviti dalle acque di questa opera idraulica risalente al 1550. La sua importanza non è legata esclusivamente alle funzioni irrigue per l’economia agricola del territorio canavesano perché conta 15 centrali idroelettriche in grado produrre circa 6 Megawatt.
Presenti anche il Sindaco di San Giorgio Canavese, Marco Baudino, il Vicesindaco Algostino Sergio, il Vicesindaco di Caluso Luca Chiaro, il Presidente Lodovico Actis Perinetto e la Direttrice Alessandra Conti del Consorzio del Canale Demaniale di Caluso.
È stato possibile visitare i tratti nel territorio di San Giorgio Canavese e le due storiche gallerie sotterranee “Bioleto” e “Fenoglio”, costruite nel 1764 per garantire il flusso continuo dell’acqua verso la Mandria di Chivasso. Compreso il percorso che costeggia le sponde realizzato grazie alla collaborazione tra i Comuni di San Giorgio Canavese e Agliè.
Nel corso del sopralluogo, sono state condotte anche verifiche tecniche utili a valutare interventi strutturali di messa in sicurezza e prevenzione rispetto ai danni provocati dalle recenti alluvioni, rafforzando così la resilienza del territorio e delle infrastrutture idriche esistenti.
La giornata si è conclusa presso la sede consortile a Caluso dove i funzionari dell’ente hanno potuto illustrare tutte le potenzialità di questa opera. Un grande esempio di ingegneria dei secoli passati, con un presente fragile che necessita manutenzione e attenzione, ma che possiede interessanti possibilità di sviluppo sia economico che turistico per il territorio.
«Investire sulla sicurezza e sulla fruibilità del Canale di Caluso significa rafforzare la coesione territoriale, tutelare l’ambiente e restituire ai cittadini un patrimonio naturale e storico di enorme valore – ha dichiarato il Consigliere Sergio Bartoli – Il Canale Demaniale di Caluso, che coinvolge ben 18 Comuni, si conferma oggi una risorsa idrica, agricola, culturale e ambientale di assoluto rilievo, da riscoprire e valorizzare attraverso una visione condivisa di sviluppo sostenibile e riconoscibilità territoriale».

«Il Canale demaniale di Caluso – spiega l’Assessore Vignale – insieme alle altre opere idrauliche di cui è ricco il territorio piemontese, oggi, ancor più rispetto al passato, rappresenta un potenziale volano di attrattività turistica, storica e culturale. In particolare, in Canavese, dove il patrimonio regionale possiede realtà come la diga di Mazzè, i Canali diventano ancora più centrali nell’economie dei territori locali.

Lungo le sponde, infatti, si possono sviluppare percorsi che permettono di visitare gli ambienti naturali e apprezzare bellezze artistiche e ingegneristiche legate ai Canali e alle comunità. Tutto questo deve avvenire nel pieno rispetto della funzione principale di queste opere idrauliche che è ovviamente quella economica di fornire l’acqua alle attività agricole e preservare la propria portata e capacità anche per la produzione idroelettrica. Lavoreremo per promuovere il nostro patrimonio e fare dei canali irrigui piemontesi un percorso che, collegato al grande progetto VENTO di percorso turistico sulle sponde del Po da Torino a Venezia, possa richiamare turismo e garantire ricadute economiche significative».

Tra natura e quota, Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane

Dopo il successo ottenuto al Trento Film Festival e l’avvio di un tour promozionale, arriva in anteprima regionale per il Piemonte, a Torino, il documentario “tra natura e quota – Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane”, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, prodotto da Cineblend in collaborazione con il Club Alpino Italiano CAI.

La proiezione è in programma lunedì 9 giugno alle 19 presso il Cinema Massimo di Torino, in concorso al 28esimo Festival Cinema Ambiente, alla presenza dei registi. Il documentario rappresenta un intenso viaggio visivo ed emotivo nel cuore delle Alpi Apuane, un territorio affascinante e impervio attraverso lo sguardo e l’esperienza di Giovanni Storti, noto attore italiano e grande appassionato di montagna. Con la sua consueta ironia e sensibilità, Storti accompagna lo spettatore in un percorso narrativo che affronta due tematiche di grande rilevanza e attualità, quali la tutela della biodiversità e la riduzione del rischio in ambiente montano. Nel corso del racconto si alternano le voci di esperti del territorio, Alessio Piccioli, Presidente della struttura operativa Sentieri e cartografie del CAI, Andrea Ribolini, dottore forestale e guida ambientale escursionistica, Elena Alberti biologa dell’orto botanico Pellegrini Ansaldi, Gionata Landi, guida alpina e tecnico del Soccorso Alpino, Alberto Grossi, esperto ambientale e Veronica Pierotti, Presidente della sezione CAI di Forte dei Marmi. Gli autori Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, con il supporto di Cineblend Srl e la piena collaborazione del Club Alpino Italiano, dopo aver registrato il pieno interesse del pubblico in occasione delle centinaia di proiezioni del documentario sulla tragedia della Marmolada e sul mondo del Soccorso Alpino, hanno ritenuto necessario ritornare a parlare di ambiente e sicurezza in montagna, questa volta con leggerezza e ironia. Si tratta di due temi che sono stati vissuti, invece, in modo drammatico nel precedente lavoro “Marmolada 03 – 07 – 22”. Riflettere sul mondo montano in evoluzione, per effetto dell’antropizzazione o l’innalzamento delle temperature, e capire che per frequentarlo è necessario aggiornare le proprie conoscenze e attrezzature, è un argomento cui bisognava dare risposta, e la persona che più di tutte poteva portare questi argomenti al vasto pubblico con ironia e spensieratezza era Giovanni Storti. Un’ occasione per scoprire con ironia un territorio selvaggio e riflettere sui problemi che ne minacciano la conservazione. Filo rosso di questa avventura è la biodiversità, concetto coniato nel 1988 dall’entomologo Edward Wilson: l’interconnessione magica fra individui di tutte le specie che, come ricorda lo stesso Storti: “può essere definita come la ricchezza di vita sul nostro pianeta”. Secondo fil rouge è la riduzione del rischio in montagna, qui introdotta grazie all’ironia del comico, con il giusto equilibrio tra leggerezza e profondità. L’obiettivo è aiutare il pubblico e prendere consapevolezza di questo delicato tema, soprattutto in un momento di grande mutamento per il territorio.

Tra le giornate di questo percorso, nella prima si sarò immersi nelle fragranze dell’Orto Botanico Pellegrini Ansaldi, per poi arrivare, nel pomeriggio, al rifugio Puliti. La seconda giornata è dedicata al Monte Nona, il terzo giorno alla mitica ferrata del Monte Procinto, la più antica d’Italia.

 

Mara Martellotta