Mentre le cinque frese che scaveranno il tunnel di base verso Salbertrand, Chiomonte, Susa, Bussoleno sono pronte ad entrare in funzione, le piccole e medie imprese che stanno procedendo all’esecuzione dei lavori sono state oggetto, negli ultimi mesi, di ripetuti atti vandalici singoli.
I danni ricadono sull’intera valle più che su un’opera, la Tav, che oggi, grazie agli stessi amministratori locali, è frutto di un progetto migliorato nel corso del tempo.
Intanto oggi si inaugura la seconda canna dell’autostrada, in attesa che la nuova linea consenta di ridurre il traffico e il grave impatto ambientale causato dal trasposto su gomma.
La violenza contro le forze dell’ordine che eseguono il loro lavoro di presidio ai cantieri e garantiscono la sicurezza, e alle quali esprimiamo la nostra solidarietà, i blocchi sull’autostrada che, di fatto, impediscono la libera circolazione di chi proprio in Valle ha scelto di trascorrere il proprio tempo vacanziero, muovendo l’economia sono incomprensibili e inaccettabili.
Ribadiamo, ancora una volta, che abbiamo bisogno di infrastrutture moderne e di collegamenti sempre più rapidi, ecologici e sostenibili: la Tav è un’opera irrinunciabile e deve essere portata a compimento. Si è già perso troppo tempo!
Nadia CONTICELLI – Vicepresidente Commissione Trasporti del Consiglio regionale
Laura POMPEO – Consigliera regionale del Partito Democratico




Mi chiamo Benedetta, al momento mi occupo di tutela e valorizzazione del paesaggio e nel tempo libero mi dedico a un piccolo progetto di scrittura, #ildiariodipoe. A sei anni ho scritto la mia prima poesia e da allora non ho mai smesso; durante il liceo ho scritto soprattutto della potenza delle emozioni che, come adolescente impegnata nella “faticosa ricerca del significato”, vivevo quotidianamente. Oggi rifletto intorno alla semplicità della vita e, da antropologa specializzata nell’analisi della relazione tra comunità umane e ambiente, indago la precaria condizione dell’antropocentrismo, messo in discussione dai cambiamenti climatici. Credo nel ruolo della poesia come prezioso strumento di impegno civile e presa di coscienza della necessità di un cambiamento del nostro stile di vita.


Credo che sia necessario avviare una riflessione storica sul colonialismo italiano in Africa che non sia succubo delle grossolane pagine di Angelo del Boca. A 90 dall’inizio della guerra d’Etiopia (1935 ) Annamaria Guadagni sul “Foglio“ dedica un ampio articolo al colonialismo italiano in Africa iniziato nel 1882 con l’acquisizione della baia di Assab. Nell’articolo vengono ripercorse le “nefandezze“ e le “atrocità coloniali italiane”, rimettendo, in modo solo apparentemente sorprendente in circolazione le cose scritte con livore anti- italiano da un non storico come Angelo del Boca. Quindi viene evidenziato, come è giusto che sia, l’uso dei gas da parte del viceré di Etiopia Rodolfo Graziani e viene persino esaltato il comunista Ilio Barontini, definito “leggendario antifascista”, mandato da Mosca ad addestrare partigiani in Etiopia e organizzare un governo provvisorio riconosciuto dall’imperatore etiope in esilio. Viene invece ignorato il massacro di soldati italiani ad Adua del 1896 dopo la sfortunata ed improvvida campagna d’Africa, voluta da Crispi, che creò in Italia grande scalpore e un ricordo destinato a restare nei decenni, sul quale fece leva 40 anni dopo Mussolini per giustificare a suo modo l’aggressione all’Etiopia come sostennero le maggiori potenze coloniali a Ginevra che condannò l’Italia alle “inique sanzioni“, come venne detto allora.