Un bimbo di sette anni è scivolato, ha battuto la testa ed è stato ricoverato al Regina Margherita di Torino. L’incidente è avvenuto a Piovera nell’Alessandrino. Il piccolo è stato trasferito con l’elisoccorso in codice rosso.
Scarseggia l’erba in montagna e per le mucche la situazione inizia a farsi critica. Il gran caldo di fine giugno e inizio luglio insieme alle giornate di vento fanno sentire ora i loro effetti sui pascoli delle valli torinesi. Le erbe montane sono fiorite e poi maturate con largo anticipo mentre i margari salivano negli alpeggi. E mentre pascolavano le mandrie alle quote di inizio stagione, in alto l’erba già ingialliva. Il risultato è che ad appena metà stagione manca già l’alimentazione naturale per gli animali e sicuramente mancherà il pascolo di settembre per mancanza di rigenerazione.
«Il caldo anomalo di inizio estate – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – ha sottratto riserve alimentari agli alpeggi che ora si trovano in difficoltà. Un problema che ripropone l’importanza di riaprire la fitta rete irrigua alpina, oggi completamente abbandonata, fatta di piccole canalizzazioni con le prese nei torrenti che un tempo irrigavano in modo capillare i pascoli».
Ma questo ennesimo problema per l’allevamento alpino ci ricorda quanto siano urgenti politiche per l’agricoltura montana.
L’economia d’alpeggio rappresenta una quota importante dell’economia agricola del Torinese.
Nelle valli pascolano oltre 35mila bovini, distribuiti in 420 alpeggi provenienti da 789 allevamenti di pianura. A questi si aggiungono gli oltre 44mila ovini e distribuiti in 200 alpeggi.
Nelle vallate piemontesi i bovini sono oltre 96mila mentre gli ovicaprini superano quota 105mila.
Gli addetti alla pastorizia d’alpeggio sono circa 3.000 in provincia di Torino.
La produzione di formaggi e burro pregiati vale circa 7 milioni.
Delle 35mila mucche che trascorrono i classici 100 giorni estivi in alpeggio circa la metà sono bovini da carne dove prevale la pregiata razza piemontese. L’altra metà è composta da bovine da latte che, in una stagione in alpeggio, producono oltre 11 milioni di litri di latte che, nei circa 200 caseifici d’alpeggio autorizzati vengono trasformati in oltre 80mila forme di formaggio stagionato, dove primeggia la profumata Toma (la più celebrata è quella di Lanzo) seguita dal Plaisentif, il formaggio delle violette, dal Cevrin, dal Blu erborinato (per citare i più ricercati). A questi vanno aggiunti gli oltre 200mila panetti da mezzo Kg di prelibato burro ricco di vitamina A, vitamina E, flavonoidi.
«L’economia d’alpeggio vede una presenza importante di giovani che seguono le orme dei genitori nella passione dell’allevamento e del pascolo. Giovani che sono pronti ad abbracciare questo lavoro con una visione innovativa fatta di servizi per il turismo, per la coesione sociale del territorio, di manutenzione ambientale. Ma ricordiamo che la pastorizia montana ha bisogno di sostegni per non rischiare l’abbandono degli alpeggi. Non possiamo immaginare le conseguenze di un’eliminazione dei premi europei PAC che rischiano di essere cancellati dalla Commissione europea che cerca soldi per il riarmo. Ai margari va affidata la manutenzione del territorio montano così come va promossa la filiera del latte con campagne di promozione sul valore nutrizionale delle proteine animali e dei prodotti ottenuti dal pascolo delle erbe di alta montagna. Inoltre va promosso il soggiorno in agriturismo d’alpeggio e l’acquisto dalla vendita diretta dai pastori. Ma in generale serve un’attenzione forte verso l’agricoltura alpina e promuovere le spinte all’innovazione. Se dovesse sparire alle nostre montagne rimarrebbero soltanto il dissesto, lo spopolamento, l’impoverimento economico».
TORINO TRA LE RIGHE

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In auto contro albero, donna incastrata nel veicolo
I vigili del fuoco e il 118 sono intervenuti per un incidente autonomo avvenuto a Pralungo nel Biellese. Una donna alla guida di una Lancia Y è andata a sbattere contro un albero ed è rimasta incastrata dentro l’abitacolo. Dopo essere stata liberata è stata elitrasportata in ospedale a Novara. Sul posto anche i i carabinieri per i rilievi.
Lo specchio delle stelle
23 agosto, ore 21.15chio delle stelle
IN COLLABORAZIONE CON IL MUSEO EGIZIO
Ospiti:
– Enrico Ferraris (egittologo e curatore del Museo Egizio)
– Marco Brusa (fisico e divulgatore scientifico di Infini.to)
Cosa vediamo davvero quando guardiamo il cielo?
Le stelle brillano identiche per tutti, ma le costellazioni che vi leggiamo – i racconti, le mappe, i significati – cambiano da cultura a cultura, da epoca a epoca. Il firmamento, a ben guardare, è uno specchio: un paesaggio culturale in cui ogni civiltà ha proiettato la propria visione del mondo, i propri miti, bisogni, poteri e speranze.
Sotto la cupola del planetario, esploreremo il cielo come lo hanno raccontato gli antichi egizi e come lo hanno interpretato altre civiltà: dai miti eroici della Grecia all’ordine celeste della Cina imperiale, fino alla visione matematica dell’astronomia islamica.
Attraverso immagini, narrazioni e proiezioni astronomiche, il talk mette in dialogo scienza, storia e antropologia per mostrare come il cielo sia sempre stato una costruzione culturale, oltre che uno spazio fisico. Anche oggi, nell’epoca dei satelliti e dei telescopi spaziali, guardare il cielo significa interrogarsi su ciò che siamo e su come ci raccontiamo.
A seguire spettacolo in Planetario “Il cielo degli egizi”.
Durante l’evento sarà possibile visitare le postazioni interattive del museo, usufruendo dell’audioguida gratuita dal proprio smartphone.
La partecipazione al talk è gratuita possedendo il biglietto di ingresso al Museo.
Biglietti disponibili qui: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-astrotalk-torino
Sarà attivo anche un servizio bar/ristorazione per i visitatori del Museo.
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Il Piemonte si presenta unito davanti al Governo nella vertenza per il futuro degli impianti regionali di Acciaierie d’Italia. Regione, sindaci dei territori coinvolti, rappresentanti sindacali e RSU hanno inviato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – atteso domani a un nuovo tavolo nazionale sul destino dell’ex Ilva – un documento condiviso che riassume le priorità emerse nel tavolo regionale del 4 agosto a Novi Ligure.
Il testo sottolinea la centralità strategica degli stabilimenti di Racconigi, Novi Ligure e Sanac di Gattinara per l’economia piemontese e nazionale, chiedendo al Governo di garantire il mantenimento di livelli produttivi e occupazionali, accompagnato da investimenti per la sostenibilità e l’ammodernamento degli impianti. La Regione, pur apprezzando l’attenzione già mostrata dall’esecutivo, ha voluto dare un segnale concreto di compattezza istituzionale su una partita considerata decisiva per il territorio.
Nel documento si ricorda che il comparto siderurgico non è “un’azienda qualsiasi”, ma un asset strategico per l’interesse nazionale, il cui futuro è legato alle scelte che verranno prese a livello centrale, in particolare sul sito di Taranto. Da qui la volontà del Piemonte di adottare un approccio unitario e sistemico, valutando ogni intervento in base alle ricadute sull’intero sistema produttivo e occupazionale italiano. L’apertura a nuovi investimenti, inclusi quelli per la decarbonizzazione, viene ribadita a condizione che siano coerenti con la strategia complessiva di ex Ilva e salvaguardino i posti di lavoro in regione.
La priorità resta la tutela dell’occupazione: ogni proposta industriale dovrà garantire continuità occupazionale in tempi certi, evitando la dispersione di competenze. «Questa vertenza si gioca sul piano nazionale, ma il Piemonte non sta a guardare – hanno dichiarato il presidente della Regione, Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino e l’assessore alla Logistica Enrico Bussalino –. Con questo documento unitario mandiamo un messaggio chiaro: difendere gli impianti del nostro territorio significa difendere un patrimonio industriale e occupazionale strategico per tutta l’Italia».
«Lavoratori, istituzioni e sindacati sono dalla stessa parte – hanno concluso Cirio, Chiorino e Bussalino –. Abbiamo voluto ribadirlo al Governo, che sta mostrando grande impegno nella risoluzione di una situazione difficile. Noi, come Regione Piemonte, siamo pronti a fare la nostra parte con politiche attive e formazione per accompagnare la transizione industriale senza perdere posti di lavoro».
Con questo impegno, la Regione Piemonte e le istituzioni locali confermano la piena disponibilità a collaborare con il Governo per mantenere sul territorio una realtà strategica, salvaguardando occupazione diretta, indotto e logistica legata agli impianti ex Ilva.
Si sono concluse le “NonnOlimpiadi” per tutte le residenze per anziani italiane gestite da Sereni Orizzonti, seconda in Italia per numero di posti letto nel settore del senior care: nei mesi di giugno e luglio 2025 le RSA italiane del Gruppo hanno organizzato due settimane di giochi “olimpici” per la Terza Età, interamente dedicate all’inclusività motoria e al divertimento degli ospiti.
A seguito del successo nell’anno 2024, Sereni Orizzonti ha rilanciato così il progetto fisio-educativo su scala nazionale, che ha coinvolto più di 6.000 ospiti nelle regioni in cui il Gruppo è presente. Nei mesi scorsi le RSA Sereni Orizzonti di Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Sardegna e Sicilia si sono animate di giochi e gare di psicomotricità volti a promuovere la socialità, le abilità fisiche e una sana competizione.
Le attività del programma psico-pedagogico sono il risultato del lavoro e della collaborazione tra animatori, educatori e fisioterapisti di ogni residenza. Primo fra gli obiettivi delle NonnOlimpiadi, automatizzare le capacità motorie residue di ciascun paziente: gli sport riadattati sono stati pensati per far acquisire maggiore sicurezza e autostima agli ospiti, ripristinando così la fiducia nei propri movimenti.
Nelle RSA Sereni Orizzonti torinesi “Soggiorno Mariuccia” di Volvera, e “Alberto Dalmasso” di Vinovo gli ospiti hanno partecipato ad attività motorie di vario tipo, dal bowling alla pallavolo con palla leggera, dal ping pong alla staffetta con le carrozzine. Non sono mancati i tiri con le palline da tennis ed il lancio del giavellotto. A Vinovo la giornata finale di giochi olimpionici ha visto la partecipazione speciale dei bambini dell’oratorio “Insieme in famiglia”, che hanno condiviso con i nonni alcuni momenti di sport e gioia.
Le animatrici delle residenze Maria Grazia e Gaby ci spiegano che: «gli anziani hanno riscoperto anche il loro spirito agonistico. L’intento è di promuovere il benessere degli ospiti della casa di riposo, lavorando sulla tolleranza alla frustrazione e sulle emozioni negative, ma anche nella creazione di momenti gioiosi e felici. Ogni struttura ha personalizzato la giornata: giochi diversi, all’interno o all’esterno in base al tempo, premiazioni speciali e piccoli buffet».
«Migliorare la qualità di vita degli ospiti affinché, seppur con capacità motorio-cognitive residue ridotte, possano sempre vivere al massimo delle proprie possibilità: è l’obiettivo di questo progetto nazionale, in cui si uniscono fisioterapia e attività di animazione. Ogni ospite è stato a suo modo vincitore, grazie alla motivazione e alla fiducia riacquisite nel proprio corpo» – ha dichiarato Mario Modolo, direttore generale di Sereni Orizzonti.
cs