ilTorinese

Comitato Pellerina: Edificare qui è consumo di suolo e rischio idrogeologico”

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il Parco della Pellerina è stato preferito alle altre zone candidate vedendosi attribuito un punteggio sulla base di requisiti che oggi è chiaro non ha mai posseduto.

Edificare in questa zona del parco costituisce consumo di suolo ed esposizione a rischio idrogeologico.

Le associazioni e i comitati che si sono mobilitati a difesa della Pellerina, su cui si vuole far atterrare un ospedale tramite un finanziamento dell’INAIL, dopo aver espresso attraverso documenti, assemblee pubbliche e azioni informative le fondate ragioni della loro contrarietà a questa collocazione su terreno permeabile e cruciale per quella zona, hanno inviato all’Ente finanziatore una lettera aperta in cui ribadiscono, con particolare enfasi le criticità relative agli aspetti idrogeologici e le conseguenze della ristrettezza dello spazio.

Ciononostante l’ASL Città di Torino – nella qualità di stazione appaltante- il 14 novembre 2025 ha concluso positivamente la Conferenza di Servizi decisoria relativa all’intervento di realizzazione del Nuovo Ospedale dell’ASL Città di Torino, acquisite le prescrizioni contenute nei pareri formulati nell’ambito della stessa dagli Enti e Amministrazioni coinvolti.

Il 13 dicembre 2022 la Direzione Centrale Patrimonio dell’INAIL, in una lettera al Consiglio di Amministrazione, spiegava come la scelta dell’Istituto di indirizzare gli investimenti verso l’edilizia sanitaria fosse legata al carattere sociale ed ambientale che la connota.

Ma, verificata e validata la progettazione degli enti locali, l’Istituto dovrebbe appaltare l’opera solo laddove il progetto risponda ai requisiti di sostenibilità previsti dalle leggi in vigore.

Riprendiamo alcuni passaggi della lettera:

Inadeguatezza del luogo

Relativamente ai Criteri ambientali minimi (CAM) per l’edilizia, sia il D.M. del 23 giugno 2022 sia il D.M. 24 novembre 2025 – in vigore dal 2 febbraio 2026 – prevedono che la superficie totale permeabile non sia inferiore al 60% della superficie territoriale di progetto, mentre secondo la Relazione CAM allegata al Piano di fattibilità

“La ridotta superficie di intervento non consente la piena osservanza della percentuale di suolo permeabile, considerando che una parte della stessa è occupata dalle infrastrutture e dalle centrali tecnologiche necessarie al corretto funzionamento dell’ospedale, nonché la necessità di un doppio accesso sia su Corso Appio Claudio che su Corso Regina Margherita per le ambulanze in caso di inondazione e di impossibilità ad utilizzare l’accesso da Corso Regina Margherita.

Inoltre, non è possibile una espansione dell’area, né verso i corsi esistenti né verso il parco della Pellerina considerando il dislivello su quel lato.”


Inadeguatezza dello spazio

Costretto su una superficie ristretta e nonostante i suoi 8 livelli (di cui uno in semi interrato) , l’ospedale su 6 torri non avrà al suo interno servizi di cucina, farmacia, servizio di emotrasfusione che saranno, quindi, esternalizzati; né vi compaiono aule e biblioteche, nonostante ambisca ad essere Polo Universitario per le Malattie Infettive.

Quest’operazione -che ha richiesto deroghe di ordine normativo – regolamentare per essere imposta- appare dunque sbagliata sotto ogni profilo: espone a rischi ambientali annunciati, ha carenze strutturali e non è chiaro in quale quadro dei bisogni socio-sanitari territoriali si collochi.

E’ quindi fortemente auspicabile che l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro dovrà compiere opportune verifiche per validare il progetto di cui si è trattato fino a qui, prima di concedere il finanziamento senza il quale la sua realizzazione è impossibile.

Non ci rimane che sperare che lo scopo di investimento cui è destinato tale finanziamento, induca qualche maggiore riflessione sui pericoli connaturati al progetto

 

                     

Comitato Salviamo la Pellerina

AssembleaPellerina, No ospedale nel Parco  

Torino è in perfetto equilibrio tra passato e futuro

Guido Curto racconta la sua città e le sue passioni

Guido Curto, nato a Torino nel 1955, figlio del famoso egittologo Silvio Curto, ha costruito la sua carriera unendo la passione per l’arte e la vocazione per l’istruzione. Dopo gli studi classici presso i Salesiani di Valsalice e la laurea in Lettere, ha iniziato il suo percorso lavorativo come docente di storia dell’arte al Liceo d’Azeglio, vincendo poi il concorso nazionale per diventare professore di prima fascia all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, fino a guidare come direttore per due mandati l’Accademia Albertina di Torino, ampliandone l’offerta formativa e modernizzandone tutti i corsi. Critico d’arte e curatore di celebri mostre, tra cui alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo quella dedicata a Carol Rama, è stato poi Direttore di Palazzo Madama e della Reggia di Venaria, valorizzando sia l’arte antica che quella contemporanea. Oggi, in Fondazione CRT come Consigliere d’Indirizzo, continua a seguire con attenzione il settore artistico culturale, con uno sguardo attento sia al passato che al futuro e alla necessaria innovazione. 

Quali sono le passioni di Guido Curto?

Oltre all’arte e all’insegnamento, una delle mie grandi passioni è sempre stata la natura. Mi piace fare lunghe camminate e praticare sport: da giovane trascorrevo ore sul Po, dedicandomi al canottaggio e lasciandomi incantare dai suoi bellissimi scorci paesaggistici. Anche montagna ha avuto un posto speciale nel mio cuore, mi piace sciare con i figli e camminare godendo della pace e della bellezza dei sentieri alpini. Amo moltissimo anche il mare, in particolare quello di Sardegna, ma anche quello del Brasile, dal fascino intenso e ancora incontaminato.

La famiglia?

La mia vita è profondamente segnata dall’amore per la mia famiglia: 20 anni fa mi sono sposato con una bellissima ragazza brasiliana che era venuta a completare i suoi studi a Torino, e abbiamo avuto due figli maschi: loro tre rappresentano la parte più preziosa di tutta la mia esistenza.

Come è la sua Torino?

Torino è una città meravigliosa, capace di raggiungere grandi traguardi, ma spesso non sempre in grado di valorizzarli. Non è una città “magica”, bensì razionale e cartesiana, rigorosa e ordinata fin dal suo impianto urbanistico, con un fascino che nasce dall’equilibrio tra l’area edificata, con tanti capolavori del Barocco piemontese, e lo splendido paesaggio circostante. Il centro storico, con il suo tracciato viario che richiama ancor oggi l’antico castrum romano, si integra perfettamente con il Po, le colline e le Alpi tutt’intorno, regalandoci panorami unici. Torino è bella per la sua stessa posizione geografica: a pochi chilometri si trovano il Mar Ligure, la Costa Azzurra e le montagne. Con Torino ho un rapporto di affetto e critica, ma resta per me una città unica e insostituibile.

 

Quale è la prima cosa che farebbe se avesse in mano Torino per un giorno?

La ripulirei a fondo.  È troppo sporca, soprattutto per colpa di noi che l’abitiamo, non certo per gli addetti alla nettezza urbana che lavorano tanto e bene, e a tutti loro va il mio grazie e un plauso. Da critico d’arte, sono anche assai critico nei confronti delle tante scritte che oggi purtroppo deturpano molti edifici storici di questa bellissima città.

 

E se dovesse esportare tre cose di Torino all’estero cosa porterebbe?

 

Il Barocco piemontese, il Museo Egizio e il modello etico-politico nostri dei nostri tre santi sociali: Don Bosco, Cafasso e Cottolengo. Ma anche altre cose, come la regalità che le deriva dall’esser stata la prima Capitale d’Italia, e più di recente capitale dell’arte contemporanea, dell’aerospazio, con due eccellenze formative come Università e il Politecnico; così la nostra Torino e’ in perfetto equilibrio tra il passato e il futuro.

 

 Maria La Barbera

La Pinacoteca Agnelli ha annunciato la programmazione 2026

Dal 30 aprile al 13 settembre prossimi la Pinacoteca Agnelli ospiterà una mostra retrospettiva dedicata all’artista Walter Pfeiffer, nativo di Beggingen nel 1946 e residente attualmente a Zurigo. Questa esposizione ripercorrerà la sua prolifica carriera di fotografo pioniere, capace di ridefinire la bellezza e lo stile e trasformare l’ordinario in glamour. La mostra presenterà serie iconiche e immagini inedite dei suoi soggetti, dal nudo al paesaggio, dalla natura morta al corpo performante, testimoniando il suo sguardo intimo e pop tra vita, moda e desiderio.

Dal 30 aprile al 13 settembre prossimo il progetto “Beyond the Collection”  metterà in dialogo quattro capolavori di Modigliani ( Livorno 1888- Parigi 1920), invitando il pubblico a scoprirli da prospettive nuove, anche grazie alle rivelazioni emerse dalle più recenti ricerche scientifiche.

Dal 30 aprile 2026 la Pista 500, il progetto artistico di Pinacoteca Agnelli sull’iconica pista di collaudo delle automobili FIAT, si arricchirà di nuove installazioni site-specific di Nathalie Du Pasquier e Peter Fischli.

Le opere riattiveranno gli spazi della Pista e della Rampa attraverso dialoghi inaspettati con l’architettura dell’edificio e le sue implicazioni. Nathalie Du Pasquier, nata a Bordeaux nel 1957, ma oggi attiva a Milano, presenterà una nuova installazione per gli spazi all’aperto della Pista 500. L’intervento, estendendosi per tutta la lunghezza del Lingotto, attiverà l’architettura dell’edificio,  fondendo forma, colore e paesaggio. Nella rampa ellittica dell’ex fabbrica FIAT, Peter Fischli, originario di Zurigo, metterà in relazione lo spazio architettonico con i meccanismi ripetuti dell’esperienza, tra viaggio, percezione, scoperta e meraviglia.

Dal 30 ottobre prossimo verrà dedicata una mostra ad Alberto Savigno (Atene 1891- Roma 1952), che sarà protagonista di una grande retrospettiva che metterà in luce il suo contributo rivoluzionari all’arte del Novecento e la sua autorità nel dibattito contemporaneo sulla pittura. La mostra presenterà Alberto Savigno come un autore classico, un uomo rinascimentale, un intellettuale postmoderno e allo stesso tempo un artista del futuro. Per la mostra “Beyond the Collection”, dal 30 aprile prossimo, sarà protagonista l’artista Chris Ofli, nato a Manchester nel 1968 e attualmente attivo a Port of Spain, Trinidad e Tobago, che presenterà una serie di opere in dialogo con la Collezione Permanente della Pinacoteca. Nei suoi dipinti e disegni Ofli fonde esperienze personali, diversi riferimenti culturali e personaggi Mitici e storici in composizioni vibranti, che appongono astrazione e figurazione.  “Beyond the Collection” è il progetto della Pinacoteca Agnelli che dal 2022 si propone di riattivare la collezione permanente del museo, attraverso il coinvolgimento di artiste e artisti contemporanei e la collaborazione con prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, alcune opere della Collezione diventano il punto focale di nuovi allestimenti e nuove narrazioni, capaci di rileggere il patrimonio storico attraverso le tematiche della contemporaneità.

Sulla Pista 500, dal 30 ottobre prossimo, comparirà una nuova installazione di Iris Tougliatou, nata ad Atene nelm1981, dove vive e lavora, dove mette in discussione il formato del billboard sulla Pista 500, riflettendo sul Lingotto, in quanto sito, e sulla FIAT quale fonte di ricerca. Tougliatou è la vincitrice dell’edizione 2025 del premio Pista 500, in collaborazione con Artissima. La Pista 500 è un progetto artistico nato nel 2022 su progetto della Pinacoteca Agnelli. Storico circuito di collaudo delle automobili FIAT sul tetto del Lingotto, è oggi una passeggiata panoramica nell’arte, un parco sospeso a 28 metri d’altezza, con più di 40 mila specie autoctone, che si arricchisce regolarmente di nuove installazioni ideate specificamente da artisti e artiste internazionali, in dialogo con architettura e paesaggio.

Le mostre di primavera e estate, dal 30 aprile 2026, avranno in anteprima stampa il 29 aprile .

Pinacoteca Agnelli – via Nizza 262/103, Torino

www.pinacoteca-agnelli.it

Orari e biglietti: da martedì a  domenica, fino al 31 marzo, dalle 10 alle 18/ a partire dal 1⁰ febbraio tutti i venerdì dalle 10 alle 20

Mara Martellotta

Treni Piemonte-Liguria: modifiche alla circolazione

 Proseguono gli interventi di realizzazione del Progetto Unico Terzo Valico/Nodo di Genova con la demolizione di due cavalcavia in località Barbellotta (Novi Ligure).

Programmati anche interventi di manutenzione straordinaria nella stazione di Genova Piazza Principe nel fine settimana dal 6 al 9 febbraio.

La demolizione dei due cavalcaferrovia esistenti in frazione di Novi Ligure, tra Novi e Serravalle, si è resa necessaria per consentire la prosecuzione in sicurezza degli scavi sottostanti della nuova linea del Terzo Valico.

Al fine di assicurare la continuità dei collegamenti viabilistici nelle aree interessate dagli interventi, il progetto prevederà inoltre la realizzazione di tre piccoli rami di innesto alla viabilità esistente. Queste opere permetteranno di mantenere l’accessibilità e la funzionalità della viabilità locale.

Contestualmente sono previsti interventi di sostituzione di un complesso insieme di apparecchi di binario, che interessa i binari lato mare della stazione di Genova Piazza Principe in direzione ponente e che garantiranno i più elevati standard di sicurezza.

Per consentire le attività di cantiere, dalle 20.00 di venerdì 6 febbraio alle ore 6.00 di martedì 10 febbraio sarà interrotto il tratto ferroviario Novi Ligure – Arquata Scrivia, linea Genova-Torino e dalle ore 22.20 del 6 alle ore 6.15 del 9 febbraio saranno interrotti i binari, dall’11 al 15, della stazione di Genova Piazza Principe.

 

Programmate modifiche alla circolazione, in particolare:

  • treni a lunga percorrenza da Torino da Alessandria percorreranno l’itinerario alternativo via Tortona/Arquata con modifiche di orario; per i treni regionali:
  • treni regionali delle relazioni Torino – Novi Ligure – Genova, Genova – Milano C.le/Greco, Busalla/Arquata – Genova saranno limitati nel loro percorso, i treni Alessandria – Genova/Arquata saranno cancellati, modifiche di orario ai collegamenti Acqui Terme – Genova Brignole e nel nodo di Genova.

Insieme fermiamo la violenza, all’Anagrafe Centrale di Torino

Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 14.30, all’Anagrafe Centrale di Torino (Via della Consolata 23), saranno inaugurate l’installazione “Insieme fermiamo la violenza” e, a seguire, la mostra “Rosso Indelebile – Sentieri antiviolenza“, iniziative promosse da Artemixia APS ETS nell’ambito del progetto Rosso Indelebile.

L’installazione è ideata dall’artivista viandante Rosalba Castelli, che firma il concept dell’opera e cura la direzione artistica della mostra. Il progetto si inserisce in un percorso artistico, educativo e civile che coinvolge scuole, giovani generazioni, artistɜ contemporaneɜ, detenute della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, insieme a istituzioni, reti, associazioni e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere.
La scelta dell’Anagrafe Centrale di Torino – edificio che per oltre un secolo ha ospitato il manicomio femminile e che oggi è spazio della scrittura ufficiale dell’identità e dei diritti sui quali è necessario continuare a porre attenzione – conferisce alle iniziative un forte valore simbolico e civile.
La Città metropolitana di Torino sarà rappresentata da Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità.
Il progetto è sostenuto da Circoscrizione 1 della Città di Torino, Eppela – Sviluppo + Risorse, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, 8×1000 della Chiesa Valdese e Aubay Italia, con il patrocinio di Città di Torino, Città metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Circoscrizioni 1, 4 e 7 e Regione Autonoma della Sardegna, e con il coinvolgimento di Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri – Giaveno, scuole, reti associative e realtà attive nel contrasto alla violenza di genere.

Servizio civile Torino–Nizza  tra le due Città metropolitane

La Città metropolitana di Torino ha accolto Daoud Hussain e Nathan Couderc, i due nuovi volontari del servizio civile transfrontaliero Italia–Francia, progetto sperimentale promosso dalla Città metropolitana di Torino, realizzato in collaborazione con l’associazione Parcours le monde Sud Est e la Métropole Nice Côte d’Azur.
Il progetto di servizio civile transfrontaliero Torino–Nizza nasce con l’obiettivo di promuovere la coesione europea, la mobilità giovanile e lo scambio di competenze, inserendosi nel quadro della cooperazione bilaterale tra Italia e Francia.
La Direzione Istruzione e Sviluppo Sociale della Città metropolitana di Torino, tramite l’operato dell’Ufficio Servizio Civile, ha progettato e sostenuto lo scambio dei giovani lungo l’intero arco di sviluppo del progetto, accompagnandone l’evoluzione in tutte le sue fasi.
L’iniziativa è sostenuta da un accordo di rete tra la Città metropolitana di Torino e Parcours le monde Sud Est e prevede missioni di sei mesi, con attività svolte alternativamente tra Nizza e Torino.
Attualmente, i due giovani francesi sono impegnati in attività di servizio civile presso gli uffici di Pubblica Tutela e presso Europe Direct Torino, affiancando il personale dell’Ente fino al mese di giugno 2026.
“Accogliere volontari francesi a Torino significa dare continuità a un’esperienza concreta di cooperazione europea che mette al centro i giovani, il volontariato e la costruzione quotidiana di un’Europa più vicina ai territori e alle persone – commenta la consigliera metropolitana delegata alle politiche di parità Rossana Schillaci – Il servizio civile transfrontaliero rappresenta un’importante opportunità di crescita personale e professionale per i giovani coinvolti e un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale tra enti locali italiani e francesi, capace di tradurre i principi europei in esperienze concrete di scambio, formazione e cittadinanza attiva” conclude la consigliera di Città metropolitana di Torino.
Nei mesi scorsi il progetto aveva già visto protagonisti due giovani italiani: Matilde De Petris, partita per Nizza ad aprile, e Gabriele Marenchino, partito a maggio. Entrambi hanno svolto sei mesi di servizio civile nella città della Costa Azzurra, contribuendo alle attività del Centro Europe Direct di Nizza e della Métropole Nice Côte d’Azur su temi quali cittadinanza europea, coesione sociale, inclusione e lotta alle discriminazioni.

“Mi ritorna in mente”, Giordano e Paragone politicamente scorretti

Martedì 27 gennaio, alle ore 21, al teatro Gioiello Mario Giordano, giornalista ed ex politico di Varese, e Gianluigi Paragone, conduttore di Fuori dal coro, programma televisivo in da su Rete4 da quasi 8 anni, saranno per la prima volta insieme in uno spettacolo teatrale per parlare “contro il politicamente corretto e contro il modernamente corrotto”. Sono diretti da Rinaldo Gaspari, in uno spettacolo fatto di ricordi e monologhi serrati e inserti musicali in cui l’identità e l’insegnamento dei nonni acquistano una nuova vitalità in contrasto con chi parla di fluidità sessuale, contaminazioni religiose e culturali. Giordano e Paragone condurranno insieme la serata per denunciare chi sta spostando gli interessi verso la finanza, a scapito dell’economia reale (i megaprofitti realizzati tagliando posti di lavoro), punteranno il dito contro chi ha snaturato la sanità, diventata un centro di interesse senza più il malato al centro. Punteranno l’indice contro chi vuole convincerci che il cibo italiano valga quanto quello sintetico. Lo spettacolo inizierà a partire dai ricordi, da quel “Mi ritorna in mente”, quando si aveva la percezione che il mondo fosse più semplice da vivere, con all’orizzonte l’arrivo di internet e nuove tecnologie, vissute come una speranza.

Teatro Gioiello – via Cristoforo Colombo 31, Torino – telefono: 011 5805768

Mara Martellotta

Torino, prevenzione cardio-cerebrovascolare con screening gratuiti

Il tuo cuore nelle tue mani 

 

  • Screening gratuiti in Piazza Solferino martedì 27 gennaio dalle 9:00 alle 16:30. Si potranno effettuare elettrocardiogramma (ECG), controllo della pressione arteriosa, test lipidico, misurazione della glicemia e della circonferenza vita.
  • Una survey europea realizzata da Daiichi Sankyo Europe evidenzia forti carenze informative sui sintomi delle malattie cardiovascolari e sugli stili di vita corretti da adottare1.
  • In Italia, oltre il 20% dei pazienti dichiara di non sentirsi sufficientemente informato sui sintomi: solo il 17% ha richiesto assistenza medica immediatamente dopo la loro insorgenza, mentre il 24% ha dichiarato di non aver mai consultato medico per sintomi di natura cardiovascolare1.
  • Con oltre 217.000 decessi nel 2021 (pari al 30,8% del totale), le malattie del sistema circolatorio si confermano la prima causa di morte in Italia2.

Roma, 22 Gennaio 2026 — Martedì 27 gennaio arriva a Torino “Il tuo cuore nelle tue mani”, una campagna itinerante di prevenzione cardio-cerebrovascolare promossa da Daiichi Sankyo Italia, che prevede una giornata di screening gratuiti in Piazza Solferino (9:00–16:30). L’iniziativa è promossa da Daiichi Sankyo in collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari (INRC), il patrocinio del Comune di Torino e di A.L.I.Ce. Italia ODV, Cittadinanzattiva, Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore (Conacuore ODV), FAND Associazione Italiana Diabetici ODVFeder-A.I.P.A. e Fondazione Italiana per il Cuore – ETS (FIPC).

Le malattie cardio-cerebrovascolari (CVD) restano la prima causa di mortalità nel mondo. “Il tuo cuore nelle tue mani” nasce per incoraggiare ogni cittadino a prendersi cura della propria salute cardiovascolare — informandosi, sottoponendosi a controlli di base e adottando comportamenti di prevenzione. La campagna intende ridurre il ritardo nella richiesta di assistenza, migliorare la conoscenza dei sintomi (anche nelle loro differenze tra i sessi) e favorire l’adesione ai percorsi terapeutici e di follow-up.

La campagna segue la pubblicazione del Policy Act “Salute cardiovascolare: un impegno comune per migliorare la prevenzione e l’aderenza terapeutica”, realizzato grazie alla collaborazione di Daiichi Sankyo Italia e redatto da un gruppo di lavoro misto composto da istituzioni, esperti sanitari, società scientifiche, associazioni civiche, fondazioni e organizzazioni di pazienti.
Solo nel 2021 le malattie del sistema circolatorio hanno causato oltre 217.000 decessi in Italia (pari al 30,8% del totale), confermandosi la prima causa di morte nel Paese2. La scarsa aderenza terapeutica grava sul Servizio Sanitario Nazionale per circa 2 miliardi di euro l’anno: migliorandola anche solo del 15% potrebbe ridurre significativamente il rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare, con un risparmio potenziale di oltre 300 milioni di euro l’anno3.

Durante la giornata sarà possibile effettuare gratuitamente i seguenti controlli:

  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Controllo della pressione arteriosa
  • Profilo lipidico
  • Controllo della glicemia
  • Misurazione della circonferenza vita

Operatori sanitari e volontari saranno presenti per fornire consulenze, materiale informativo semplificato e indicazioni su come rivolgersi ai servizi sanitari territoriali.

La campagna non si limita ai controlli ma intende anche sensibilizzare sull’importanza dell’aderenza terapeutica e della comunicazione medico-paziente. 

«Per sconfiggere le malattie cardiovascolari, l’aderenza terapeutica è fondamentale, ma essa non nasce dal nulla: è il frutto di un patto di fiducia che si attiva esclusivamente quando la comunicazione medico-paziente diventa il cuore della relazione di cura, quando s’instaura la cosiddetta alleanza terapeutica – sottolinea Emanuela Folco, Presidente Fondazione Italiana per il Cuore – ETS -. Ascolto reciproco ed empatia sono gli strumenti che trasformano una semplice prescrizione in una collaborazione attiva. La tappa torinese del progetto “Il tuo cuore nelle tue mani” ci ricorda quanto sia fondamentale promuovere tale consapevolezza nei cittadini: investire nella qualità del dialogo significa investire nella salute. Una buona comunicazione non si limita ad accompagnare il percorso di cura, ma ne costituisce il prerequisito, garantendo che il paziente segua le terapie e adotti stili di vita più sani con la giusta motivazione e costanza».

 

Questi concetti sono particolarmente validi per le persone a cui sono già stati diagnosticati una malattia cardiovascolare o il diabete.

«Per chi convive con aritmie cardiache, in particolare con la fibrillazione atriale, aderire con precisione alle terapie e alle indicazioni cliniche è fondamentale per prevenire complicanze anche molto gravi – spiega Nicola Merlin, Presidente di Feder-A.I.P.A. ODV . L’aderenza al trattamento nasce anche da una comunicazione efficace: il paziente deve poter capire cosa sta accadendo, perché è necessaria quella terapia, quali benefici può portare nel lungo periodo. Una comunicazione attenta, continua e trasparente permette al paziente di sentirsi accompagnato, rassicurato e realmente partecipe nel proprio percorso di salute, aumentando la motivazione a seguire le terapie in modo corretto».

«Le persone con diabete hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus. Questo rischio aumenta ulteriormente se l’ipercolesterolemia non è gestita adeguatamente – aggiunge Manuela Bertaggia, presidente FAND Associazione Italiana Diabetici -. In questo caso, si verifica l’associazione di due fattori di rischio che le persone con diabete devono assolutamente tenere sotto controllo. Ecco perché le campagne d’informazione e di prevenzione sono importanti e ci vedranno sempre attivamente coinvolti e partecipi».

Troppo spesso, però, la popolazione non è adeguatamente informata o segue comportamenti non suffragati dalla ricerca scientifica. Nell’aggiornamento delle Linee Guida per la gestione del paziente dislipidemico presentate al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2025, per esempio, si è chiarito che integratori e vitamine senza efficacia documentata nella riduzione del colesterolo LDL e senza prove di sicurezza/beneficio cardiovascolare non sono raccomandati.

La carenza di consapevolezza e informazione è evidenziata anche dai risultati della survey europea realizzata da Daiichi Sankyo Europe The 2025 European Heart Health Survey – Public Perceptions on Cardiovascular Care, condotta online tra il 25 marzo e il 14 aprile 2025 in Austria, Belgio, Germania, Italia, Portogallo e Spagna. Hanno partecipato complessivamente 3.674 pazienti e 4.906 cittadini1. Sono emersi risultati significativi che motivano la necessità di rafforzare prevenzione e informazione sul pubblico. Sono emersi risultati significativi che motivano la necessità di rafforzare prevenzione e informazione sul pubblico, in particolare:

  • Un terzo dei pazienti dichiara di aver vissuto un evento cardiaco o di essere stato classificato ad alto rischio cardiovascolare.
  • Tra il pubblico generale, i fattori legati allo stile di vita (attività fisica e alimentazione) sono percepiti come la principale barriera alla salute cardiovascolare.
  • Le donne risultano significativamente più propense degli uomini a considerare lo stress come ostacolo al mantenimento della salute cardiovascolare.
  • Il 53% dei pazienti non conosce le differenze di sintomatologia tra uomini e donne; la consapevolezza cala drasticamente con l’età (46% tra i <25 anni al 15% tra gli over 65).
  • Quasi il 50% del pubblico generale non riconosce differenze di genere nei sintomi; la maggioranza (53% degli uomini e 44% delle donne) ritiene che non esistano. Oltre un quarto dei pazienti afferma di non aver mai contattato un professionista sanitario nonostante la comparsa di sintomi cardiovascolari; tra le pazienti di sesso femminile, quasi il 40% attende oltre sei settimane dall’insorgenza dei sintomi prima di rivolgersi a un medico.
  • Il 17% dei pazienti dichiara di essere “poco familiare” con i sintomi delle malattie cardiovascolari, indicando la necessità di maggiore informazione ed educazione.

Per quanto riguarda la popolazione italiana, si rileva che:

  • Oltre il 20% dei pazienti italiani non si reputa particolarmente informato sui sintomi cardiovascolari. I più riconosciuti sono: dolore toracico 79%, affaticamento 73% e difficoltà respiratorie 72%, mentre dolore localizzato (31%) e nausea/vomito (29%) sono meno noti.
  • Solo il 17% ha cercato assistenza medica immediatamente dopo l’insorgenza dei sintomi; il gruppo più numeroso (26%) ha atteso alcuni giorni; il 24% ha dichiarato di non aver mai consultato un medico per sintomi cardiovascolari.
  • Il peso corporeo (80%) è percepito come il principale fattore di rischio, seguito dall’età (66%).
  • Il 60% dei pazienti ritiene che una comunicazione più efficace da parte del medico aiuterebbe maggiormente, e il 53% indica la necessità di informazioni più semplici e chiare

Daiichi Sankyo e i partner invitano tutti i cittadini a partecipare alla giornata di screening in Piazza Solferino a Torino il 27 gennaio: un’opportunità per informarsi, controllare i principali parametri di rischio e ricevere consigli pratici su come prendersi cura del proprio cuore e di quello delle persone care.

cs

 

Circolo della Scherma Ramon Fonst, successo in Romania

Parte nel migliore dei modi il 2026 per il Circolo della Scherma Ramon
Fonst. A Bucarest, nei Campionati Nazionali della Romania, incetta di
medaglie: Luca JURAVLE vince per la seconda volta in carriera il titolo
U20, realizzando una prestigiosa doppietta dopo la vittoria in autunno
nella Coppa nazionale, e bissa il titolo vincendo anche la gara a
squadre. Nella categoria U17 arriva l’argento individuale per Robert
GHETU e quello a squadre U20 per la giovanissima Giulia Maria LEVRONE. A
Brescia, nella seconda prova nazionale di qualificazione, è ancora
Robert GHETU a centrare il risultato più prestigioso del fioretto
piemontese, piazzandosi al 6° posto su 220 partecipanti, sconfitto solo
dal vincitore frascatano Mancini per 15-10.

La chiusura di questo fine settimana di gare del Maestro del Circolo
torinese Paolo Cuccu:

_“Partiamo come abbiamo concluso lo scorso anno: vincendo medaglie
pesanti. Luca JURAVLE, classe 2007 dimostra la sua costante crescita
andando a vincere il titolo U20 a Bucarest, peccato che la
contemporaneità delle date gli abbia impedito di essere presente a
Brescia, e così per entrare ai Campionati Italiani dovrà affrontare un
lungo percorso di qualificazione che parte dalla prova regionale. Non
sarà così per Robert GHETU, che entra nella lista dei qualificati
diretti sia per i Cadetti che per i Giovani, e nella sua categoria si
propone come uno degli aspiranti al podio. Brava anche Giulia Maria
LEVRONE, classe 2012, in Italia è ancora U14 ma in Romania può già
disputare le gare con i più grandi. Nella gara degli U17 si è piazzata
all’11° posto individuale ed ha vinto la gara squadre, prendendo
l’argento anche in quella delle U20.”_

Il prossimo week and vedrà in pedana la Coppa del Mondo U20 in Tunisia,
ad Hammamet, con in pedana Luca JURAVLE e Robert GHETU, accompagnati dal
Maestro del Circolo Paolo Cuccu, poi ci sarà il Gran PRIX FIE di
Torino, lo “Slam della scherma”, con le qualificazioni del fioretto
maschile di venerdì 6 febbraio che vedranno ancora protagonista il
nostro Luca JURAVLE.

Il futuro di Torino Nord

Le grandi sfide urbanistiche, sociali e culturali che riguardano Barriera di Milano e la periferia Nord di Torino. Se ne parla mercoledì 28 gennaio alle ore 18.00 nella sede del Circolo Arci Risorgimento in via Poggio 16.

Il quartiere sarà perno di cambiamenti urbanistici e sociali, per questo la comunità che lo abita sente l’esigenza di confrontarsi riguardo alla vivibilità del quartiere, la qualità della vita, la sicurezza, la cura del territorio e dei servizi pubblici. Per questo abbiamo organizzato un incontro pubblico con
– l’assessora alla Transizione ecologica e digitale, politiche per l’ambiente, innovazione, mobilità e trasporti Chiara Foglietta
– ⁠la Segretaria del Pd della sesta Circoscrizione, Teresa Vercillo.
Modera, per il Circolo Banfo, Rosario Riggio.

Torino nord, e in particolare il territorio della Circoscrizione 6, é al centro di interventi importanti di trasformazione che ne cambieranno il volto, dalla  Linea 2 della metropolitana, alle Piscine Sempione e all’Area ex Gondrand, dalla Manifattura Tabacchi al progetto Aurora Barriera su corso Palermo.