ilTorinese

Furto di arma da fuoco: chiedono denaro per restituirla

Nei giorni scorsi una giovane coppia, rientrata da un periodo di ferie, ha scoperto di essere stata vittima di un furto in abitazione. Tra i beni sottratti, vi era una cassaforte contenente una pistola regolarmente detenuta e 50 cartucce.

Il giorno seguente, la coppia riceveva una telefonata da un familiare della donna che si proponeva di “aiutarli” a riottenere l’arma, ponendo, però, in cambio delle condizioni: l’uomo della coppia avrebbe dovuto lasciare l’abitazione della compagna, realizzare un video che scagionasse il familiare autore della “mediazione” da ogni responsabilità e consegnare anche una “mancia”.

 

Nonostante il forte turbamento e la comprensibile paura, i due cittadini hanno avuto il buon senso e il coraggio di rivolgersi subito alla Polizia di Stato, riponendo negli agenti piena fiducia. È proprio grazie a questa fiducia che la Squadra Mobile della Questura di Biella, sinergicamente con la Procura della Repubblica, ha potuto avviare un piano operativo che ha permesso di incastrare i malfattori.

 

La coppia, con il costante supporto degli operatori e sotto la loro guida, ha accettato l’appuntamento per lo scambio. Per garantire la sicurezza delle persone offese, l’incontro è avvenuto in un luogo pubblico e con l’uso di alcuni accorgimenti, quali l’impiego di banconote tracciate e di dispositivi di registrazione audio che tenevano i giovani e gli operatori di Polizia costantemente in contatto.

 

Dopo che la coppia ha assecondato ogni richiesta del malfattore, lo stesso gli ha finalmente restituito l’arma per poi tentare la fuga.

 

A quel punto, gli investigatori, che avevano seguito ogni fase dell’operazione senza mai esporsi, sono riusciti a fermare il responsabile e il suo complice. I due soggetti, su disposizione del magistrato di turno della Procura di Biella, sono stati arrestati per estorsione e porto abusivo di arma da fuoco e denunciati per furto in abitazione.

 

L’operazione rappresenta un esempio di come la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine sia fondamentale per la tutela della legalità.  La fiducia dei due cittadini riposta della Polizia di Stato non è stata tradita ed, anzi, ha permesso loro di avere la meglio.

(Questura di Biella)

Mondiali Juniores: Lucia Tassinario 25^ nei 100 farfalla

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Un  violento antisemitismo che riaffiora dal passato – Ungaretti fascista  e il mancato Nobel – La notizia e la malattia – Lettere

Un  violento antisemitismo che riaffiora dal passato
Salvo Umberto Terracini e pochi altri, i comunisti sono sempre stati anti israeliani.  Il loro antisionismo diventava spesso  anche antisemitismo. Il sionismo ha avuto  prevalentemente  una matrice socialista non marxista e questo aspetto socialdemocratico era un’altra delle fobie dei comunisti che  ad un certo punto odiarono Craxi più di Almirante. Vedo che si sta riscoprendo persino l’adesione di gran parte degli ebrei italiani  al fascismo, al fine di denigrarli, dimenticando volutamente  le leggi razziali del 1938, la deportazione in Germania e il loro sterminio. Magari torneremo anche a dover leggere pagine negazioniste o forme di esaltazione del Gran Mufti’ di Gerusalemme  che fu alleato di Hitler nella caccia agli Ebrei. Il clima odierno prevalente  è quello di un antisemitismo che divampa in Italia e in Europa in modo sempre più virulento e colpisce gli ebrei, come ha denunciato il presidente della comunità ebraica  di Milano.
L’attacco del 7 ottobre è stato dimenticato. Io non sostengo Netanyahu da cui anzi dissento, ma non posso per altri versi  sostenere in modo acritico la Palestina che come Stato non esiste e quindi non può essere riconosciuto. I primi a diffidare dei Palestinesi sono i Paesi arabi confinanti con quell’area maledetta. Chi scrive ha sempre diffidato dalla politica filoaraba di molti governi Italiani, citata oggi  come esemplare da chi avversò quei governi. La stessa Lega araba ha diffidato Hamas a non insistere con le sue imprese terroristiche. In molti post comunisti è riaffiorato l’antisemitismo della loro giovinezza in nome del quale Stalin uccise e deportò milioni di ebrei, seguendo e inasprendo la logica antisemita dell’ impero degli Zar. Anche Putin, il nuovo zar post – sovietico è antisemita. Circolano pure in Italia eleganti magliette con la controversa bandiera della Palestina esibite  snobisticamente anche al mare e un po’ dappertutto come una specie di divisa. L’episodio più folle mi è sembrato quello di un medico e di un’infermiera che gettano farmaci israeliani. Secondo gli autori, che si sono anche filmati,  il loro sarebbe “un gesto simbolico per la pace”. L’atto non merita un commento.

Merita invece solidarietà Tommaso Cerno (nella foto di copertina), direttore del “Tempo”, letteralmente aggredito e minacciato di morte  da  gruppi anarchici  per le inchieste giornalistiche sulla contiguità tra ambienti politici italiani ed estremisti arabi. C’è da sperare che a Cerno giungano tutte le più alte solidarietà a tutela della libertà di stampa minacciata. E’ scontato il sostegno della presidente del Consiglio e di alcuni governatori del Centro – destra. Va riconosciuta la solidarietà  a Cerno di Giuseppe Conte, non così scontata. Ma non basta, perché essere solidali con chi è stato minacciato di morte è un dovere da parte di tutti coloro che rifiutano la violenza. Difendere la libertà di pensiero e di stampa è un dovere elementare di tutti. C’è da augurarsi che la campagna di odio non abbia cancellato  anche  la tolleranza volterriana di chi non condivide le idee altrui. Voltaire diceva di voler lottare fino alla morte per difenderle.
Oggi la faziosità è tale che l’idea di Voltaire appartiene ad un passato remoto.  Per altri versi lo stesso filosofo e polemista francese era, a sua volta, un intollerante. Ciò non giustifica chi, di fronte alle minacce contro Cerno e i giornalisti del “ Tempo”, volta gli occhi da un’altra parte, fingendo di non capire. Ma ci sono anche gli estremisti filo-palestinesi, i fondamentalisti  professionali che da sempre  stanno dalla parte dei violenti. E sono orgogliosi della loro faziosità manichea contro la democrazia liberale e l’Occidente.
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Ungaretti fascista  e il mancato Nobel
Giuseppe Ungaretti fu fascista e amico di Mussolini che conobbe durante la I Guerra Mondiale. La sua prima raccolta di poesie divenuta poi “L’allegria “venne dedicata al futuro Duce di cui si dichiarò “fieramente” sostenitore. Venne nominato Accademico d’Italia e poi chiamato nel 1942  “per chiara fama” , quindi senza superare concorsi, ad insegnare Letteratura italiana  alla “Sapienza” di Roma. Non ci sono documenti che attestino una sua laurea neppure all’estero: a Parigi consegui’ un diploma biennale Dopo la caduta del regime tolse la dedica a Mussolini alla sua raccolta poetica e fece il pesce in barile.
Croce chiese che venisse riconsiderata la sua posizione universitaria. Venne difeso dal neo- comunista ex crociano  Natalino Sapegno, da Carlo Bo ed altri e venne reintegrato in cattedra. Fu  anche difeso da  Giuseppe De Robertis ,studioso delle “varianti ungarettiane” (che ignoro’ la cancellazione della dedica  e la premessa rimaneggiata) il quale aveva ricoperto la cattedra di Attilio Momigliano, cacciato per motivi razziali. Ungaretti, togliendo la dedica e cambiando la  compromettente premessa, passò indenne nella bufera del dopoguerra. Ma la cosa non passò inosservata alla Giuria del Nobel dove tentò parecchie candidarsi all’ambito e lucroso riconoscimento. Ebbe immeritatamente il Nobel Salvatore  Quasimodo piccolo poeta del secondo Ermetismo, mentre il poeta ermetico per eccellenza, Ungaretti, almeno in una parte della sua produzione,  rimase a bocca asciutta. Ebbe invece  il Nobel il più grande poeta italiano del ‘900 Eugenio Montale, ma lo ebbe scandalosamente anche il guitto Dario Fo, contiguo all’estremismo  rosso. Tutto sommato, se lo ebbe Fo, l’avrebbe dovuto ottenere Ungaretti che si allineò al fascismo come la maggioranza degli intellettuali. Andrebbe inoltre ricordato che Fo andò volontario nella  X Mas della Repubblica sociale italiana, niente al confronto di una dedica in un libro di poesia.
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La notizia e la malattia
Ho letto del ricovero in un ospedale di un alto prelato con nome e cognome per insufficienza respiratoria. La notizia si completa, facendo sapere anche  le gravi condizioni dell’illustre degente.
La privacy è gravemente violata, ma soprattutto nessuno ha pensato alla possibilità che il degente possa leggere la notizia che lo riguardi. Mi pare un giornalismo che non  sa rispettare i malati e gli effetti che anche poche righe possono determinare sulle persone.
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Lettere scrivere a quaglieni@gmail.com 
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Il futuro dei monarchici
Ho letto  in un suo articolo della sua sorpresa in merito al fatto storico che il principe Emanuele Filiberto  di Savoia ha posto fine alla diatriba dinastica con i cugini Aosta e ha fatto passare dalla sua il grande storico  e senatore prof.  Mola che è presidente della Consulta dei Senatori del Regno d’Italia che dichiarò addirittura la illegalità della discendenza del ramo legittimo  dei Savoia per il matrimonio di suo padre  Vittorio Emanuele IV che fu massone  e amico di Gelli come il grande Storico di Torre San Giorgio. È un bell’esordio anche in Piemonte ad un convegno a   Racconigi e a un pranzo a Piea. A ranghi riuniti i monarchici sapranno tornare ad essere decisivi per il futuro dell’Italia. Giuseppe Cuzzolin
Pubblico la Sua lettera perché cerco di dare spazio a tutte le opinioni anche a quelle  che altrove non troverebbero accoglienza. La Sua lettera mi ricorda molto l’operetta, un genere decaduto da tempo. Io mi ero limitato a segnalare un convegno su Umberto II a cui come relatori c’erano il principe e il prof. Mola, sostenitore  dei Duchi d’Aosta e autore di un documento in cui veniva dichiarato decaduto Vittorio Emanuele a causa del suo matrimonio. Adesso lei mi da’ una lettura dei fatti che non sapevo. Sarà così? Il futuro di questo disgraziato paese  comunque non dipende, per nostra fortuna, dalle novità che Lei ci racconta  quasi come un cortigiano devoto, miracolosamente   sopravvissuto alla fine del secolo scorso.
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I vaccini
Il ministro della Sanità  Schillaci ha azzerato la commissione sul Covid  da lui stesso creata perché composta anche da novax. È un atto di faziosità assurda che nega il pluralismo. Francesca di Nola
Io concordo con il ministro che ha ,sia pure tardivamente, escluso i novax che sono quelli che hanno remato contro il Paese in balia della tragedia pandemica in nome di una falsa  libertà che in effetti è licenza irresponsabile. Sono d’accordo su una commissione che valuti con equità  l’operato di Conte e Speranza e soprattutto dei loro più stretti collaboratori, persone  queste ultime, non proprio esemplari. A discolpa di Conte e di Speranza c’è il fatto incontestabile che si trovarono repentinamente di fronte ad una realtà totalmente nuova, anche se l’Italia avrebbe dovuto aggiornare il piano anti pandemico che rimase per anni lettera morta. Ci sono i soliti fessi che approfittano della confusione per chiedere la non obbligatorietà dei vaccini, dimostrando una superficialità infantile. I vaccini  – va ribadito – devono restare obbligatori. Altrimenti cadiamo nel baratro di un nuovo Medio Evo.
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Casa Pound
Secondo il ministro Giuli Casa Pound non deve essere sgombrata. Se vera è un’affermazione gravissima che dimostrerebbe la  sudditanza del governo verso l’estrema destra extra-parlamentare
Vincenzo Vittorelli
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Concordo con Lei. Nel mio articolo, in cui plaudo allo sgombero del Leoncavallo, ho scritto che adesso tocca a tutti i centri sociali che occupano abusivamente locali abusivi, in primis casa Pound che occupa locali del Comune  di Roma. Mi domando perché Gualtieri sia stato inerte, come la sindaca grillina. Ogni acquiescenza verso gli estremisti di destra e di sinistra sarebbe  anche un gravissimo errore politico da parte del Governo, direi che sarebbe  anche un regalo alle opposizioni, offerto su un vassoio d’argento.

Merlo: Centro, Calenda lo nobilita, Renzi lo ridicolizza

“Storicamente in Italia il Centro non si è mai nascosto in una ‘tenda’, come pensa e auspica l’ex
comunista Goffredo Bettini all’interno del ‘campo largo’. E Calenda ha ragione, per coerenza ed
onestà intellettuale, nel sostenere che il Centro e una politica di centro non saranno mai compatibili con il populismo di Conte e l’estremismo
massimalista ed ideologico dei vari Fratoianni e Bonelli. Chi propone alleanze rapide ed opportunistiche con questi partiti, come fa il
capo di Italia Viva, lavora solo e soltanto per dissolvere e ridicolizzare scientificamente tutto ciò
che è riconducibile al progetto, alla cultura e ad una politica centrista, riformista e democratica.
Per queste ragioni, e in vista delle ormai prossime elezioni regionali, la posizione di Calenda oltre
ad essere coerente è anche carica di significati politici, culturali e, soprattutto, programmatici”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’.

Al Planetario di Torino cinema sotto le stelle con proiezioni all’aperto in questa estate 2025

Il fascino di una proiezione cinematografica sotto un cielo di stelle nel verde della collina torinese.
Ogni venerdì dal 22 agosto al 12 settembre prossimo torna la rassegna “Cinema sotto le stelle” all’Infini.to Planetario di Torino, un’iniziativa che abbina la magia del grande schermo alla suggestione di un ambiente immerso nel verde della collina torinese, affacciata su di un cielo che diventa parte integrante del film proiettato.
Nel corso degli appuntamenti sarà possibile visitare dalle 19.15, a ingresso libero, il Museo Interattivo e, all’interno del Planetario, vedere uno spettacolo digitale e assistere gratuitamente ad una proiezione cinematografica all’aperto. In caso di  maltempo il film, che inizierà  alle 21.15, verrà proiettato all’interno della Sala Planetario.
I titoli in programma per Cinema sotto le stelle 2025, dopo “Alien pianeta Terra” del 22 agosto, saranno venerdì 29 agosto il film di animazione “Lightyear. La vera storia di Buzz”, venerdì 5 settembre “I guardiani della Galassia” di James Gunn e il 12 settembre ”Asteroid City” di Wes Anderson.

Mara Martellotta

Serie A al via: subito sorprese

 

Milan ko con la Cremonese, Napoli parte forte, Roma cinica. Domenica debutta la Juventus, lunedì big match Inter-Torino

È iniziata la nuova stagione di Serie A con le prime quattro partite che hanno già regalato emozioni e colpi di scena.
Il risultato più sorprendente arriva da San Siro, dove il Milan cade in casa contro la Cremonese per 2-1, un esordio amaro che scuote subito l’ambiente rossonero. Vittoria di misura invece per la Roma, che batte il Bologna 1-0 grazie a una prova concreta, mentre a Marassi Genoa e Lecce si dividono la posta con uno 0-0 senza grandi emozioni.
Parte invece con il piede giusto il Napoli campione d’Italia: gli azzurri si impongono per 2-0 sul campo del Sassuolo, confermando ambizioni e qualità già alla prima uscita.
Il programma prosegue domenica 24 agosto alle ore 20.45 con l’atteso debutto della Juventus, che ospita il Parma allo Stadium. Chiuderà la giornata il posticipo di lunedì 25 agosto, sempre alle 20.45, con la sfida di San Siro tra Inter e Torino, primo vero banco di prova per entrambe.

Enzo Grassano

Non lo fanno salire con la bici: insegue il tram e finge di essere investito

L’autista Gtt del tram 4 spiega che un uomo ha tentato  di salire a bordo con la bicicletta tra corso Regina e Ponte a Mosca. Ricevuto il rifiuto ha iniziato a inseguire il mezzo lungo corso Regina, fino a ponte Mosca. Ha lanciato contro il tram una bottiglia vuota, poi ha gettato a terra la bici simulando un investimento. Insomma, uno dei tanti “disagiati” con cui hanno a che fare, a loro rischio e pericolo,  i conducenti dei mezzi pubblici.

Ragazza muore lanciandosi dal balcone per una lite con il compagno

Si è probabilmente lasciata cadere volontariamente nel cortile interno di un palazzo di piazza Vittorio Veneto, a Torino. La ragazza di trent’anni, residente all’ultimo piano dell’edificio  dove  viveva con il fidanzato è morta. Il compagno stesso ha avvisato i soccorsi spiegando di non essere riuscito a fermare la giovane. Il gesto disperato della donna sarebbe nato dalla scoperta di una relazione del convivente con un’altra donna.

La Vuelta attraversa il Piemonte: ecco tutte le tappe

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E’ iniziata la “Salida Oficial” della Vuelta a España 2025: la partenza di una delle corse più prestigiose e impegnative del ciclismo mondiale avviene quest’anno dal Piemonte, che è il palcoscenico delle prime quattro tappe.

La Vuelta oggi in corso Casale, Foto Igino Macagno

Dopo quelle del Tour de France e del Giro d’Italia, il Piemonte diventa così l’unica regione italiana ad aver ospitato tutte e tre le partenze dei Grandi Giri. Un risultato di grande rilievo che ne conferma il ruolo quale polo internazionale dello sport e del turismo, capace di attrarre milioni di visitatori e spettatori, offrendo loro l’occasione di scoprire le bellezze e le eccellenze del territorio. Il percorso attraverserà le province di Torino, Biella, Vercelli, Novara e Cuneo, offrendo uno spettacolo unico fatto di paesaggi alpini, colline vitate, laghi e borghi storici. Ogni frazione della corsa per la conquista della maglia rossa è seguita mediamente da milioni di telespettatori in oltre 190 Paesi del mondo.

«Accogliere la Vuelta a España 25 e i suoi numerosi appuntamenti rappresenta un motivo di profondo orgoglio e un’occasione unica per mostrare le bellezze di Torino e del Piemonte sotto i riflettori internazionali – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo e Sport – La Vuelta è una vetrina prestigiosa per raccontare le nostre eccellenze, da quelle sportive a quelle artistiche, storiche, paesaggistiche ed enogastronomiche. Per la prima volta nella storia la corsa parte dall’Italia, e il fatto che inizi proprio dal Piemonte conferma una volta di più la capacità del nostro territorio di accogliere grandi eventi e di valorizzarsi con visione e passione. Sarà una festa aperta a tutti, gratuita e coinvolgente, dove cittadini e turisti potranno vivere un’esperienza autentica tra sport, musica, sapori e spettacolo: il ciclismo sarà il filo conduttore di un momento collettivo di orgoglio e condivisione».

«La Vuelta mostra ancora una volta il suo carattere internazionale con la grande partenza in Piemonte – commenta Javier Guillén, direttore de La Vuelta -. Siamo certi che questi primi giorni de La Vuelta 25 saranno una vera e propria festa. Da quando abbiamo annunciato la partenza ufficiale dal Piemonte, abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria e confidiamo che il pubblico piemontese riempirà di colore e allegria la corsa. Questa partenza rappresenta anche un’opportunità unica per rafforzare i legami tra Spagna e Italia attraverso lo sport e per permettere agli appassionati di scoprire tutto ciò che unisce le nostre culture attraverso la passione per il ciclismo».

La presentazione delle squadre

Si è tenuta giovedì 21 agosto a Torino: sul palco allestito nella piazzetta Reale hanno sfilato le 22 squadre partecipanti per salutare il pubblico e i media mondiali.

La manifestazione è iniziata con una lezione collettiva di spinning ed è proseguita con un dj set. Il momento clou la presentazione dei corridori in divisa ufficiale. Ad arricchire la serata il celebre cantante spagnolo Antonio Orozco, che firma la colonna sonora ufficiale con il brano “Te estaba esperando.

La galleria fotografica

Il servizio video

LE TAPPE

Qui il video ufficiale

Il 23 agosto ha preso il via dalla Reggia di Venaria Reale la prima tappa della “Salida Oficial”, mentre il Km 0 era fissato al Motovelodromo di Torino, proprio davanti al monumento intitolato a Fausto Coppi. Poi l’Eporediese, Biella, il Vercellese, il Lago Maggiore per arrivare a Novara. Lunga 189 km, è prevalentemente pianeggiante e adatta ai velocisti.

Il 24 agosto la seconda tappa, lunga 160 km, parte da Alba e attraversa le dolci colline del Roero e del Cuneese per concludersi con la salita verso Limone Piemonte, a 1.881 metri di altitudine.

Il 25 agosto la terza tappa, 135 km da San Maurizio Canavese a Ceres con alcuni saliscendi, un Gran premio della montagna a Castelnuovo Nigra e un passaggio nelle Valli di Lanzo.

Il 26 agosto la quarta e ultima tappa, di 207 km, parte da Susa e dopo aver attraversato Exilles, Cesana e Claviere accompagna la corsa oltre le Alpi e propone altre montagne, affrontando per primo il Monginevro e poi entrare in Francia.

Da questo link è possibile scaricare il Libro de Ruta, il documento ufficiale che raccoglie tutte le informazioni operative e logistiche relative alla corsa: dettagli su ciascuna tappa, altimetrie e mappe, orari indicativi di passaggio, informazioni tecniche e organizzative.

In totale sono 136 le città e i paesi del Piemonte attraversati dalla corsa (l’elenco).

Il quartier generale al Grattacielo Piemonte

Il Grattacielo Piemonte è diventato il quartier generale ufficiale della corsa, accogliendo tutte le attività logistiche, operative, istituzionali e mediatiche legate alla “Salida Oficial”.

Dal 20 al 22 agosto ha ospitato riunioni tecniche, briefing operativi e incontri ufficiali. In un’unica sede si sono riuniti organizzatori spagnoli, referenti regionali, autorità locali, squadre partecipanti e operatori del settore. Sport, istituzioni e territorio hanno collaborato fianco a fianco per garantire il buon svolgimento della manifestazione.

Come hanno sottolineato il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni, “Il Grattacielo Piemonte è la casa di tutto i piemontesi e in questi giorni è diventato anche la casa della Vuelta 25. Trasformare il cuore istituzionale del nostro territorio nel quartier generale della corsa ciclistica spagnola più importante è stata una scelta che va oltre la logistica: un segnale chiaro dell’apertura del Piemonte all’Europa, alla collaborazione tra istituzioni, alla valorizzazione dello sport come strumento di promozione territoriale. Abbiamo voluto che l’intera macchina organizzativa trovasse spazio qui, per sottolineare quanto si crede in questo evento e nel suo potenziale. È un segnale concreto dell’impegno con cui stiamo lavorando per fare della nostra Regione un punto di riferimento per i grandi eventi.”

La macchina comunicativa della Vuelta si è concentrata nella Sala Trasparenza, uno spazio ampio e luminoso al piano terra che per l’occasione è diventata la Sala Stampa ufficiale. Fondamentale anche il Centro Servizi, struttura autonoma ma integrata, collegata alla torre principale che ha ospitato riunioni operative, conferenze tecniche e incontri istituzionali. Dotato di auditorium da 300 posti, sale eventi e spazi multifunzionali, il Centro Servizi ha gestito inoltre gli accrediti per squadre, stampa e staff tecnico, garantendo un’organizzazione conforme agli standard internazionali.