Prima che la Polizia di Stato di Torino ne interrompesse le attività illecite, era diventata l’autoscuola di riferimento per tutto il nord Italia alla quale in tantissimi si rivolgevano per recuperare i punti decurtati dalla patente di guida senza frequentare i previsti corsi di recupero.
La platea dei finti frequentatori dei predetti corsi era quanto mai variegata, dagli autisti professionali ai manager, sino a comprendere anche una persona agli arresti domiciliari.
L’indagine, nata alla fine dell’anno scorso e condotta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Torino, si è svolta attraverso una meticolosa attività investigativa, sia mediante metodi tradizionali che grazie ad attività tecnica, al termine della quale si è appurato che decine di iscritti ai corsi di recupero punti patente ottenevano il reintegro degli stessi senza aver mai messo piede all’interno dell’autoscuola incriminata, i cui responsabili provvedevano personalmente a falsificare i registri presenza dei candidati.
Responsabilità in tal senso erano state confermate anche dall’esito di perquisizioni disposte dall’A.G. nel mese di febbraio di quest’anno. È stata dunque depositata una complessa informativa all’Autorità Giudiziaria di Torino, che emetteva un’ordinanza di custodia cautelare (obbligo di dimora) nei confronti del titolare e di una dipendente dell’autoscuola torinese in questione, poi eseguita dagli Agenti della Polizia Stradale.
La Polizia Stradale ribadisce l’importanza del rispetto delle regole e della correttezza nelle procedure di formazione dei conducenti, sottolineando che la sicurezza stradale passa anche attraverso una preparazione adeguata, senza espedienti che possono comportare rischi seri per la collettività, oltre a ricadere nell’illecito.


Ha un senso? Forse si’, anche se stupisce che la santa patrona sia stata dimenticata in un clima in cui invece la parità è la parola d’ordine. Dovrebbe valere anche la parità tra santi patroni, anche se oggettivamente la fama del poverello d’Assisi sembra costruita apposta per tutti i pauperisti e i filo arabi che risiedono nel Bel Paes. Sarebbe un errore banalizzare perché Francesco è stato davvero un grande. I libri recenti usciti su di lui non gli rendono giustizia perché ne fanno un “santino-immaginetta“ sulla scia di Papa Francesco. Miseria degli storici di oggi, dediti al conseguimento della loro sempre più ampia notorietà, anche ricorrendo a San Francesco. Uno dei biografi l’ho visto su Rai 3 saltellare tra banalità conformiste su Gaza e la presentazione del suo libro. Uno spettacolo fastidioso che mi ha portato a spegnere la tv dopo pochi minuti di ascolto.
LETTERE 


La Festa, arricchita da momenti dedicati alle auto e moto d’epoca, ai sapori locali e alle tradizioni popolari, è stata anche l’occasione per un confronto diretto sull’emergenza alluvione del 17 aprile, che ha duramente colpito il territorio.
Nel corso dell’incontro, il Consigliere Bartoli ha sottolineato l’urgenza di sbloccare i fondi e i progetti per la messa in sicurezza del rio e per completare le opere di somma urgenza ancora sospese.
Nel corso dell’evento, Bartoli ha avuto anche l’occasione di conoscere i Conti Antonielli d’Oulx, persone di grande gentilezza e sensibilità, che si sono rese disponibili ad accogliere in futuro una visita al Castello di Villar Dora.
“Il Castello è un luogo che racconta il valore del tempo e delle radici – ha concluso Bartoli –.
