“Difesa prioritaria, un insulto a chi tutti i giorni la garantisce”
“L’irruzione e le azioni di protesta portate avanti da Extinction Rebellion all’Aerospace and Defence Meeting di Torino rappresentano l’ennesimo capitolo di una narrazione segnata da superficialità e totale distacco dai fatti concreti. Sarebbe opportuno che questi attivisti confrontassero le proprie convinzioni con la complessità di un mondo fatto di sicurezza e industria della difesa, capisaldi irrinunciabili della sovranità e della tutela della Nazione e non bersagli simbolici da colpire per propaganda.
Il comparto aerospaziale e della difesa costituisce un settore strategico per l’Italia, in quanto genera occupazione qualificata, alimenta innovazione tecnologica e garantisce protezione in un contesto geopolitico sempre più instabile. Opporsi a tutto questo con slogan qualunquisti e posizioni ideologiche non cambia la sostanza delle sfide globali. Il futuro non si costruisce con le loro proteste scomposte, ma con scelte responsabili, competenza e visione”.
Così in una nota Paola Ambrogio, Senatore piemontese di Fratelli d’Italia.
Certamente fra le firme più autorevoli del giornalismo italiano, Cazzullo, da oltre 35 anni racconta l’Italia e il mondo sulle colonne de “La Stampa” prima (dal 1888) e del “Corriere della Sera” poi, quotidiano di cui oggi è “vicedirettore ad personam” e responsabile della pagina delle “Lettere”. Con oltre trenta libri all’attivo e un palmarès di Premi veramente da “record”, oltre alla conduzione del programma “Una giornata particolare” su “La7”, Cazzullo (sua l’ultima intervista televisiva all’infinita Ornella Vanoni, andata in onda in esclusiva cinque giorni dopo il 21 novembre, giorno della sua scomparsa) è capace di trasformare la storia in “racconto vivo, avvicinandola a chi ascolta con chiarezza, rigore e passione civile”.
Ho sempre intrattenuto buoni rapporti con Luciano Violante e Piero Fassino e debbo dire che in tante occasioni ho condiviso ed apprezzato le loro posizioni. Anche oggi non posso non apprezzarli rispetto ad una classe politica inetta, incolta, demagogica e velleitaria al seguito di Landini. Luciano Violante ha assunto una posizione di ferma e inequivocabile condanna di Askatasuna e le prodezze manifestate nell’aggredire la “Stampa”. Altro che le mezze verità di molte donne piddine che sono in realtà profondamente antisemite ed assai sprovvedute perché imbevute di propaganda alla maniera del piccolo Fornaro divenuto uno storico attendibile. Violante ha dichiarato : “Pro Pal senza freni. Siamo all’eversione, ora misure forti. L’antisemitismo è dentro la storia dell’Europa. Quella minaccia contro i giornalisti echeggia slogan simili pronunciati dai terroristi. Chi ha ucciso Carlo Casalegno e Walter Tobagi ha messo in pratica proprio quella minaccia. L’unica cosa da non fare è trattare la vicenda come se fosse una ragazzata”. Ecco il politico di razza di sempre, non confrontabile con i nani odierni. Violante aveva ragione anche con Sogno che tentò, sia pure in modo ridicolo, il golpe bianco come lui stesso dichiarò prima di morire. Ma c’è anche Piero Fassino, ex ministro e ultimo segretario del PDS, che esce dal silenzio e va in Israele in commissione parlamentare per ristabilire i rapporti amichevoli tra Italia e Israele perché i governi vanno e vengono, gli Stati restano”.