ilTorinese

Produttori di canapa in audizione a Palazzo Lascaris

 

“Agricoltori e commercianti che trattano la canapa industriale avvertono un profondo stato di crisi, in seguito all’approvazione dell’articolo 18 del Decreto sicurezza che introduce il divieto di tutte le attività legate ai fiori di canapa. Noi produciamo e commercializziamo canapa che non ha effetti psicotropi, chiediamo un tavolo di lavoro per individuare norme transitorie e avere ristori per le nostre imprese”.
Così i numerosi rappresentanti degli imprenditori del settore canapa industriale in Piemonte (per uso alimentare, cosmetico, tessile, edilizio, industriale) hanno illustrato ai membri delle Commissioni Ambiente e Agricoltura – riunite in seduta congiunta con la presidenza di Sergio Bartoli (nella foto) – le loro difficoltà in seguito all’approvazione del Decreto sicurezza.


Sono intervenuti: Gabriele Carenini, Luigi Andreis, Matteo Castelli (Cia), Federica Baravalle e Luciano Bosco (Assocanapa), Raffaele Desiante, Sandra D’Alessio, Marco Bernardin (Imprenditori Canapa Italia), Giuseppe Croce (Federcanapa), Vincenzo Guarnieri (Canapa Sativa Italia), Stefania Farsella(Associazione negozianti italiani canapa), Virginia Avallone, Andrea Bartoli, Francesco Scopelliti, Giuseppe Di Giovanni, Luca Bertetti (Canavese Canapa).

Fino agli anni ’50 del secolo scorso l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa industriale e il Piemonte, in particolare Carmagnola, era uno dei migliori produttori dal punto di vista qualitativo, in particolare per la realizzazione di cordami. Oggi il settore occupa 1200 lavoratori in Piemonte e ha un indotto di circa 25 milioni di euro.

Per porre domande agli auditi sono intervenuti i consiglieri: Sarah Di Sabato (M5s), Vittoria Nallo(Sue), Valentina Cera (Avs), Roberto Ravello (FdI), Alberto Unia (M5s).

Crocetta, il cuore residenziale di Torino. Parla Massimiliano Valdini, agente Gabetti: “Un quartiere che continua a crescere”

Eleganza, vivibilità e solidità del mercato immobiliare: la Crocetta continua a confermarsi tra le zone più prestigiose e richieste di Torino. Ma qual è oggi lo stato di salute del mercato in questo quartiere storico? Quali sono i trend, chi compra, chi vende e con quali aspettative?

Per fare il punto, ci siamo adati a una voce autorevole: Massimiliano Valdini, titolare dell’agenzia Gabetti Crocetta e profondo conoscitore del tessuto urbano torinese. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore, Valdini ore un’analisi chiara e dettagliata della situazione, arricchita da dati concreti, osservazioni sul campo e consigli utili per chi vuole investire o vendere casa in Crocetta.

Le opinioni espresse nell’intervista riflettono la visione professionale e personale dell’intervistato e non necessariamente la posizione uciale del marchio Gabetti a livello nazionale.

Perché Crocetta è considerata una delle zone più ambite di Torino?

Massimiliano Valdini – “La Crocetta è da sempre un quartiere d’élite. A renderla così attrattiva sono diversi fattori: l’architettura elegante, i viali alberati, la presenza di una vivace zona pedonale e del rinomato mercato rionale. Inoltre, la vicinanza al centro, la sicurezza percepita, la qualità dei servizi scolastici e la prossimità al Politecnico la rendono una scelta privilegiata sia per famiglie che per investitori.”

Qual è l’attuale andamento del mercato immobiliare in zona?

Valdini – “È un mercato dinamico e reattivo. Gli immobili ben posizionati e correttamente valutati si vendono in tempi molto brevi. La domanda resta alta, soprattutto per le soluzioni di pregio.”

Chi sono oggi gli acquirenti in Crocetta?

Valdini – “La clientela è composta principalmente da famiglie, liberi professionisti e investitori. Negli ultimi tempi, abbiamo registrato un ritorno deciso di quest’ultimi, interessati all’acquisto per poi attare, soprattutto a studenti universitari, vista la vicinanza con il Politecnico.”

E sul fronte dei venditori?

Valdini – “Spesso si tratta di eredi o persone che cambiano abitazione, magari per motivi familiari o professionali. Si tratta generalmente di un pubblico maturo, molto attento al reale valore di mercato dell’immobile.”

Che prospettive intravede per i prossimi mesi?

Valdini – “Positive. La Crocetta manterrà la sua attrattività grazie alla qualità della vita che ore e alla stabilità del suo mercato. È una zona che continua a essere percepita come un investimento sicuro.”

Quali consigli darebbe a chi vuole acquistare casa nel quartiere?

Valdini – “Il consiglio principale è muoversi con tempestività. Gli immobili più interessanti non rimangono a lungo sul mercato. Per questo è fondamentale adarsi a un professionista esperto del territorio, in grado di guidare l’acquirente con competenza e rapidità nelle scelte migliori.”

Come si vive a Torino e in Piemonte: consigli su dove abitare

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Come si vive a Torino e Piemonte? Vediamo come rispondere bene a questo quesito!

Capoluogo della regione Piemonte, Torino è una delle città più affascinanti del Nord Italia, situata in una posizione strategica ai piedi delle Alpi.

Elegante e ricca di storia, è nota per il suo straordinario patrimonio artistico e culturale, per la sua architettura raffinata e per essere sede di importanti aziende, università e centri di ricerca.

Abitare a Torino significa vivere in una città dinamica, ben collegata, a misura d’uomo e capace di offrire opportunità sia a studenti e lavoratori, sia a chi desidera godersi la pensione in un contesto tranquillo e stimolante.

Ma come si vive a Torino e in Piemonte?

La qualità della vita è elevata, i servizi pubblici sono diffusi ed efficienti, e non mancano aree verdi, piste ciclabili e spazi per il tempo libero.

Accanto al capoluogo, il Piemonte vanta una rete di città e borghi incantevoli dove vivere bene è ancora possibile, con un ottimo rapporto tra qualità e costo della vita.

Dove vivere in provincia di Torino

Tra i luoghi ideali dove vivere in provincia di Torino, spiccano cittadine come Chieri, tranquilla ma ben servita, e Pinerolo, ricca di storia e vicina alle valli alpine. Queste zone sono particolarmente apprezzate anche da chi cerca dove vivere da pensionato: aree sicure, immerse nella natura e con un costo della vita più contenuto rispetto ad altre regioni italiane.

Pensiamo ad esempio a Cuneo, con i suoi paesaggi montani e il centro storico elegante, una città dove qualità della vita e attenzione al dettaglio si riflettono anche nelle abitazioni, spesso ristrutturate con materiali moderni e infissi a Cuneo di ultima generazione, ideali per garantire isolamento e risparmio energetico.

Oppure ad Asti, patria dello spumante e di una vivace vita culturale, o ancora ad Alba, cuore delle Langhe, famosa per il tartufo e i grandi vini.

Vivere a Torino e in Piemonte: Costo della vita gestibile

Vivere a Torino e in Piemonte rappresenta una scelta intelligente per chi cerca un buon equilibrio tra qualità della vita e costi sostenibili. Rispetto ad altre grandi città italiane come Roma o Milano, Torino offre spese più contenute, soprattutto in ambito abitativo, rendendola uno dei posti dove andare a vivere più interessanti del Nord Italia.

Il mercato degli affitti a Torino varia in base alla zona: vivere in centro ha un prezzo più elevato, mentre quartieri periferici o semi-centrali permettono di risparmiare. In media, un monolocale può costare tra i 500 e gli 800 euro al mese, mentre per un trilocale si va dai 1.000 ai 1.400 euro, a seconda della posizione e delle caratteristiche dell’immobile.

Naturalmente, anche Torino risente dell’attuale aumento del costo della vita e dell’energia, ma resta comunque una città accessibile per chi desidera abitare a Torino senza rinunciare ai servizi.

Lo stesso vale per le città più piccole e i borghi della regione, ideali dove vivere da pensionato in tranquillità e con una spesa ancora più contenuta.

Il Piemonte, infatti, offre un’ampia gamma di case in Piemonte adatte a ogni profilo: dai giovani lavoratori alle famiglie, fino ai senior in cerca di contesti rilassanti.

Valutare bene zona, spese e qualità dell’immobile è il primo passo per vivere a Torino in modo sereno e sostenibile.

Trasferirsi e dove vivere in Piemonte: quali città considerare

Quando si prende in considerazione l’idea di trasferirsi, è fondamentale sapere dove vivere in Piemonte, valutando attentamente i quartieri e le città che meglio rispondono alle proprie esigenze.

Come si vive a Torino?

La capitale sabauda resta una delle mete preferite da expat, studenti e professionisti. Quartieri come Vanchiglia, Crocetta, Cenisia, Pozzo Strada e Lingotto offrono soluzioni diversificate per chi cerca un equilibrio tra qualità della vita, collegamenti e accessibilità economica.

Tuttavia, il Piemonte è una regione ricca di alternative valide anche al di fuori del capoluogo. Per chi desidera un contesto più tranquillo, ma ben collegato, Rivoli è tra i migliori posti dove andare a vivere in provincia: ricca di storia, con ottimi servizi e immersa nel verde.

Anche Moncalieri, a sud di Torino, è una delle località più richieste per vivere in Piemonte.

Il suo centro storico animato, la presenza di scuole, servizi e le case immerse nel verde ne fanno una meta ideale per famiglie e professionisti. Ben collegata alla città, offre ottime case in vendita in Piemonte in contesti tranquilli ma dinamici. Il mercato immobiliare include appartamenti moderni, ville indipendenti e soluzioni perfette anche per chi desidera acquistare casa con spazi ampi e vista panoramica.

Dal punto di vista immobiliare, Cuneo offre un’ampia disponibilità di case in Piemonte, con soluzioni che vanno dagli appartamenti in palazzi d’epoca nel centro cittadino, a ville indipendenti o rustici da ristrutturare nelle frazioni collinari. La qualità costruttiva degli edifici e il contesto naturale contribuiscono a rendere l’esperienza abitativa altamente soddisfacente, soprattutto per chi cerca un buon compromesso tra spazio, costi e benessere.

Per chi è interessato ad acquistare casa, Cuneo rappresenta una valida alternativa alle grandi città: il mercato immobiliare è più stabile e accessibile, e offre case in vendita in Piemonte con prezzi competitivi rispetto ad altri capoluoghi di provincia del Nord Italia.

Inoltre, la vicinanza con il confine francese, le stazioni sciistiche e la Riviera ligure la rendono anche una posizione strategica per chi ama viaggiare o godersi il tempo libero tra montagna e mare.

Vivere in Piemonte significa poter scegliere tra città dinamiche e centri più raccolti, senza rinunciare ai servizi, alla cultura e al buon vivere. Il consiglio è valutare attentamente ogni area in base al proprio stile di vita, al budget e agli obiettivi personali.

Spaccata con tombino in via Garibaldi

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di 33 anni per il tentato furto operato ai danni di un esercizio commerciale di via Garibaldi.

Personale del Comm.to di P.S. Centro, nell’ambito dei servizi dedicati alla prevenzione di furti e “spaccate”, ha individuato un uomo sospetto che camminava nottetempo sulla centralissima via Garibaldi.

L’uomo si fermava all’improvviso e, dopo aver prelevato da terra un tombino in metallo, colpiva con diversi colpi la vetrina di un negozio, procurandosi un varco sufficiente per entrare all’interno.

I poliziotti intervenivano immediatamente e bloccavano il 33enne che, nel frattempo, stava tentando di allontanarsi dal luogo con la cassa del negozio.

Da successivi accertamenti, l’uomo è risultato inottemperante ad un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno, dal comune di Torino, nonchè alla misura cautelare del divieto di dimora nella città metropolitana di Torino.

Gli operatori di polizia lo hanno arrestato per tentato furto aggravato. La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Cambio sulla panchina granata: Marco Baroni è ufficialmente il nuovo allenatore del Torino FC

Il tecnico fiorentino, 61 anni, ha firmato un contratto biennale con il club e assumerà la guida della prima squadra a partire dal 1° luglio. La decisione arriva dopo la separazione da Paolo Vanoli, esonerato dopo una sola stagione alla guida dei granata.

Il ciclo di Vanoli si è concluso con un campionato altalenante, chiuso all’11ª posizione in classifica. Il bilancio finale – 10 vittorie, 14 pareggi e 14 sconfitte – non ha soddisfatto le aspettative della società, che ha deciso di voltare pagina per avviare un nuovo percorso tecnico.

Marco Baroni approda al Toro dopo l’esperienza sulla panchina della Lazio, dove ha sfiorato l’accesso alla Champions League

Enzo Grassano

Cremata per errore la persona sbagliata

I parenti erano andati in obitorio a Torino  per recuperare la salma e organizzare il funerale, ma hanno scoperto che il corpo del loro congiunto Vladimir non era più disponibile. C’era stato uno scambio di cadaveri, l’uomo era stato cremato per errore e le sue ceneri disperse. Il corpo di Vladimir Acristini era stato scambiato  con quello di un’altra persona il cui cadavere invece non era stato cremato. È così scattata una denuncia per l’incredibile vicenda.

Lavoro, in Piemonte saldo positivo nel primo trimestre 2025. Cresce l’occupazione stabile

I dati diffusi dall’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro confermano una dinamica positiva e solida per il Piemonte: nel primo trimestre del 2025 il saldo delle posizioni di lavoro dipendente è positivo per 2.087 unità, con una crescita congiunturale determinata in larga parte dall’aumento dei contratti a tempo indeterminato (+17.909 unità).

Un segnale importante che si inserisce nella continuità con il 2024, anno che si era chiuso con  un saldo positivo di 10.804 posizioni dipendenti. Anche il 2025, dunque, si apre nel segno della stabilità occupazionale e di un sistema economico che, nonostante le incertezze internazionali, mostra resilienza e attrattività.

“Sono numeri che parlano da soli – dichiara Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro – e che dimostrano quanto la strada intrapresa sia quella giusta: investimenti mirati, formazione professionale di qualità, incentivi al lavoro stabile, ascolto del territorio e centralità della persona stanno facendo la differenza. Il Piemonte cresce e lo fa nella direzione della stabilità e della qualità dell’occupazione”.

Tra i dati più rilevanti spicca quello relativo all’occupazione femminile, che risulta assolutamente dominante: su 2.087 nuove posizioni, ben 1.900 riguardano donne, mentre per gli uomini il saldo è di +187.

“È un risultato straordinario – evidenzia il vicepresidente – che dimostra quanto le nostre politiche abbiano inciso in modo concreto sull’inclusione lavorativa delle donne. I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: quando si creano le condizioni giuste – dalla formazione al welfare aziendale, dalla conciliazione vita-lavoro agli incentivi all’assunzione – il talento femminile trova spazio e contribuisce in modo determinante alla crescita del nostro sistema produttivo”.

Dal punto di vista territoriale, la crescita è trainata soprattutto dalla Città metropolitana di Torino (+1.835 unità) e dal novarese (+571 unità).

“In un periodo storico contraddistinto da forti cambiamenti e importanti sfide portiamo avanti azioni concrete, fondate su serietà, visione e risultati misurabili. È la politica dei fatti, quella che mette al centro il lavoro e la dignità della persona. Continueremo a seguirla con determinazione, perché crediamo che il lavoro non sia solo un diritto: è una forma di libertà e di riscatto sociale” conclude Chiorino.

Giornata Mondiale dell’Ambiente, Bartoli (Presidente V Commissione) “La tutela ambientale non è un’opzione”

“E’una responsabilità politica e morale”

“In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente – ha dichiarato Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Piemonte – sento il dovere di ribadire con forza un principio fondamentale: la tutela dell’ambiente non è un’opzione, ma una priorità politica, sociale e morale.”

“In Piemonte siamo impegnati ogni giorno – prosegue Bartoli – nella costruzione di un futuro che metta ambiente, salute e sviluppo sullo stesso piano, consapevoli che non può esserci progresso se non è sostenibile. Ogni scelta che compiamo, a livello istituzionale e personale, può contribuire a proteggere il nostro territorio, preservarne le risorse e migliorarne la vivibilità per le generazioni future.”

“Questa giornata – conclude – non è solo una celebrazione simbolica, ma un richiamo alla responsabilità collettiva. L’ambiente non ha voce. Tocca a noi alzarla, con coraggio, visione e azioni concrete.”

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite nel 1972, è riconosciuta come uno dei principali strumenti di sensibilizzazione globale sulle tematiche ambientali. In tutto il mondo, governi, istituzioni e cittadini si mobilitano per rinnovare il proprio impegno nella difesa dell’ecosistema e nella promozione di uno sviluppo realmente sostenibile.

La stagione 2025-2026 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai tra grandi ritorni e giovani bacchette

Andrés Orozco-Estrada, direttore principale dell’OSN RAI, inaugurerà la stagione 2025-2026 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la Terza Sinfonia di Mahler. Per questa nuova stagione sono previsti i ritorni di Kirill Petrenko, del Direttore emerito Fabio Luisi, di Robert Treviño e Ottavio Dantone. Sul podio si alterneranno bacchette di prestigio come quelle di Juraj Valchua, Michele Mariotti, Alpesh Chauhan e Hannu Lintu. Tra i giovani direttori al debutto sul podio Rai figurano Diego Ceretta, Nicolò Umberto Foron e Emmanuel Tjeknavorian.

La stagione, che si sviluppa da ottobre a giugno prossimi, con ventidue concerti in doppia serata all’Auditorium Toscanini di Torino, inaugurerà il 9 e 10 ottobre con la Terza di Mahler affidata al direttore Andrés Orozco-Estrada. Un’imponente pagina del repertorio sinfonico del primo Novecento concepita dallo stesso Mahler come una cosmogonia in musica,  celebrativa della natura e dell’innalzamento della dimensione umana a quella spirituale.

Il concerto del 9 ottobre è proposto da Rai Cultura in diretta in prima serata su Rai 5 oltre cge su Radio 3. Il direttore principale dell’OSN Rai sarà sul palco in altre cinque occasioni: a fine ottobre dirigerà la Sinfonia n. 9 di Sostakovic, affiancandola a due pagine di Ravel. A gennaio proporrà brani di Berlioz e Respighi oltre al Concerto n.1 per violoncello e orchestra di Camille Saint-Saens. A febbraio sarà la volta della Sinfonia n. 1 di Brahms e del Concerto K 467 di Mozart. Ad aprile interpreterà la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov e il concerto in mi minore per violoncello e orchestra di Elgar. A maggio, infine, dirigerà la prima assoluta di ‘Cratere’ di Leonardo Marino e il Concerto K 482 di Mozart.

Atteso ritorno per Kirill Petrenko, che, per il suo ottavo Concerto con l’OSN Rai in programma Il 15 e 16 ottobre, propone la Sinfonia n. 2 di Beethoven, affiancandola alle Danze lachiane e alla Suite dal Mandarino Meraviglioso di Bartok.

Il direttore emerito Fabio Luisi salirà sul palco il 4 e 5 marzo proponendo il concerto in mi minore per violino e orchestra di Mendelssohn. Il 4e 5 giugno dirigerà l’ultimo concerto del cartellone interamente dedicato a Brahms.

Molto atteso anche il ritorno di Robert Treviño che, impegnato in quattro concerti tra dicembre e maggio, proporrà repertori di Bruckner, Brahms e Adams.

Tre i concerti in stagione per un’altra storico direttore, Ottavio Dantone, a cui è affidato il concerto di Natale del 23 dicembre e che salirà sul palco a gennaio con alcune pagine di Richard Strauss e a febbraio con Haydn e Beethoven.

La stagione Sinfonica 2025-2026 è quella dei grandi ritorni, trai quali figurano quelli di Valcua, Mariotti, Chauhan e Lintu, che proporranno grandi pagine di Stravinsky, Cajkovskij, Rachmaninov, Beethoven e Vivaldi. La stagione Sinfonica è  affiancata da gennaio a giugno 2026 da un’ampia scelta di concerti cameristici raccolti nel programma “Le domeniche dell’Auditorium”.

Gli abbonamenti alla stagione sinfonica 2025-2026 sono in vendita dal 10 giugno presso la biglietteria dell’Auditorium Rai, in piazza Rossaro, e online dall’8 luglio.

I carnet e i singoli concerti sono in vendita a partire dal 9 settembre prossimo.

Mara Martellotta

Nuovi fondi per le Rsa piemontesi

“Rsa: con il nuovo stanziamento individuato nel 2025 di 18 milioni sul Fondo sociale europeo si intende continuare a potenziare il sistema di supporto alle persone fragili”. Così ha risposto l’assessore Maurizio Marrone all’interrogazione a risposta immediata presentata da Alice Ravinale(Avs), sui criteri per l’erogazione dei 18 milioni promessi dalla Giunta regionale agli enti gestori di Rsa. Questo in riferimento all’annuncio della Giunta stessa a seguito dell’incontro che ha avuto con gli enti gestori il 22 maggio.

Secondo Ravinale “sarebbe paradossale, in assenza di criteri, aumentare i contributi agli enti gestori che non hanno avuto aumento dei costi del lavoro in quanto adottano contratti collettivi non rinnovati, a partire da Aiop e Aris, i cui contratti sono scaduti da 13 anni. Questi lavoratori e lavoratrici, il 22 maggio, hanno infatti dato vita ad uno sciopero nazionale al riguardo chiamato dai sindacati confederali.

“Con l’attuale invecchiamento della popolazione – ha affermato l’assessore – è fondamentale adeguare costantemente i servizi e il sistema di offerta affinché anziani non autosufficienti, disabili, con problemi di salute mentale e minori e dipendenze ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno.

Per questo motivo la Regione ha siglato in questi anni dei protocolli di collaborazione con le organizzazioni sindacali e con le associazioni di categoria dei presidi residenziali.

Sono anche state potenziate le risorse destinate alle Rsa: dai 268 milioni del 2018 si è aumentato fino a 322 milioni del 2024. Nell’ultimo anno lo stanziamento aggiuntivo per il sistema di assistenza residenziale è stato di oltre 36 milioni, passando da 576 milioni del 2023 a 612 del 2024.

Per chi è in attesa di valutazione e chi non rientra nei criteri di idoneità per la residenzialità, la Regione ha avviato Scelta Sociale: una misura con ulteriori 90 milioni che consente a 7mila famiglie di avere un assegno di 600 euro al mese per pagare l’assistenza a casa o in Rsa al di fuori dei regimi di convenzione. Queste famiglie prima non avevano alcun tipo di contributo.

Per continuare a potenziare il sistema di supporto alle persone fragili per il 2025, la Regione ha individuato appunto un nuovo stanziamento di 18 milioni di euro di cui 2 milioni destinati alla semi-residenzialità sul Fondo sociale europeo

Ai cittadini residenti in Piemonte e ricoverati in regime di convenzionamento con il Sistema sanitario regionale presso strutture socioassistenziali e sociosanitarie che abbiano proceduto a rinnovare i contratti del personale dipendente, sarà riconosciuto un contributo economico a titolo forfettario. Questa misura, denominata “Protezione sociale” volta a migliorare il servizio di cura e accudimento dei soggetti vulnerabili e in condizioni di svantaggio, promuovendo una maggiore sostenibilità e continuità dell’assistenza erogata.

Nei giorni scorsi si sono già svolti degli incontri con i rappresentanti dei gestori e con le organizzazioni sindacali dei lavoratori per approfondire la misura e altri ne verranno organizzati al fine di definire i dettagli della misura.

 

Nel corso del question time è stata data anche risposta alle interrogazioni a risposta immediata: 419 “Disservizi sulla linea Ferroviaria Torino_Milano e insufficiente implementazione dei collegamenti SFM”, presentata da Nadia Conticelli(Pd); 420 “Linea Ivrea Torino” di Alberto Avetta (Pd); 422 “Fondi e finanziamenti per garantire continuità ai servizi dedicati alla prevenzione e alla cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” di Domenico Rossi (Pd); 423 “Quando verrà versato il saldo del contributo regionale previsto per l’anno 2024 in favore della Fondazione Cavour?” di Sarah Disabato (M5s); 425 “Verifica livelli di rumorosità veicolare in Frazione Bettole di Tortona e richieste di mitigazione Acustica” di Pasquale Coluccio(M5s).

Ufficio stampa Crp