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Il PD nelle sabbie mobili dell’alleanza coi 5 Stelle, il caso Torino 2027

 

In vista delle elezioni comunali del 2027, a Torino il Partito Democratico si ritrova di nuovo a navigare in acque torbide, stretto tra l’esigenza di costruire un’alleanza larga e la crescente difficoltà nel gestire il rapporto con il Movimento 5 Stelle. L’esperienza dell’ultimo mandato, segnata da una convivenza spesso tesa in Consiglio comunale e da compromessi poco comprensibili agli occhi dei cittadini, sembra aver lasciato più ombre che luci.

Il problema non è solo politico, ma identitario. A Torino, storica roccaforte del centrosinistra, il PD ha progressivamente perso centralità, incapace di proporre una visione riconoscibile della città. Invece di rilanciare il proprio profilo, ha inseguito logiche di alleanza spesso percepite come meri accordi di vertice, poco radicati nel territorio e ancor meno nel tessuto civico torinese. Il risultato? Un elettorato disorientato, una base militante demotivata e un crescente spazio per liste civiche alternative.

Il Movimento 5 Stelle, da parte sua, continua a muoversi in modo ambivalente: partecipa al gioco delle alleanze ma mantiene un atteggiamento da opposizione interna, criticando le scelte dell’amministrazione quando non ne è protagonista, alimentando confusione tra gli elettori.

Nel frattempo, sul territorio iniziano a emergere nuove realtà civiche, spesso guidate da figure radicate nel tessuto sociale, che parlano con maggiore chiarezza di temi concreti: mobilità sostenibile, casa, inclusione, tutela degli animali, politiche giovanili. Realtà che intercettano il malcontento di una cittadinanza stanca delle solite logiche di partito e desiderosa di partecipazione autentica.

La vera sfida per il PD torinese, dunque, non è solo quella di vincere le elezioni, ma di decidere chi vuole essere: un partito che si appiattisce su alleanze tattiche, o un soggetto politico capace di ricostruire una visione di città e aggregare forze civiche vere, non solo cartelli elettorali. Continuare a restare nelle sabbie mobili dell’ambiguità rischia di costare caro, non solo in termini elettorali, ma di credibilità.

ENZO GRASSANO

Domenica al museo: 1 e 2 giugno gratis

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Domenica 1 giugno, in occasione di “Domenica al museo”, e lunedì 2 giugno 2025, Festa della Repubblica Italiana, i Musei Reali di Torino rimarranno aperti, dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle ore 18), con ingresso gratuito.

 

Un’ottima opportunità che l’istituzione torinese offre al pubblico per ammirare, oltre alle collezioni permanenti, la ricca offerta culturale dei Musei Reali, che propone la mostra Asa Nisi Masa di Giuseppe Maraniello (Napoli, 1945), uno dei protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni, allestita fino al 16 settembre nei Giardini Reali e al primo piano della Galleria Sabauda. L’esposizione, promossa dai Musei Reali Torino, realizzata con Nicola Loi – Studio Copernico e curata da Francesco Tedeschi, presenta una serie di 14 opere scultoree e ambientali che dialogano con gli spazi storici e monumentali.

 

Con le suggestioni delle opere di Giuseppe Maraniello sarà possibile ammirare il Giardino di Levante, riaperto al pubblico dopo i lavori di restauro finanziati con fondi PNRR, che accoglie la statua in marmo con l’allegoria della Primavera, copia fedele della scultura di Simone Martinez realizzata tra il 1740 e il 1753, ricollocata a contorno della splendida Fontana dei Tritoni, nuovamente in funzione.

 

Nelle Sale Chiablese prosegue, fino al 27 luglio, la rassegna “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, natura, seduzione” (ingresso a pagamento), un viaggio attraverso le diverse forme di rappresentazione della bellezza nel corso dei secoli, tra Rinascimento e primo Novecento.

Prodotta dai Musei Reali di Torino con Arthemisia e curata da Annamaria Bava, l’esposizione presenta oltre 100 opere tra dipinti, disegni, sculture antiche e oggetti d’arte provenienti dai Musei Reali di Torino, dalle Gallerie degli Uffizi e da molte altre prestigiose istituzioni, con magnifiche statue e bassorilievi archeologici di età romana, passando da Botticelli e Lorenzo di Credi, di cui vengono messi a confronto due straordinari capolavori. Il percorso prosegue con opere rinascimentali, in un excursus per temi che tocca il mito, il fascino dell’antico, la natura e l’universo femminile, fino ad arrivare all’inizio del Novecento con la seduzione delle opere di Alphonse Mucha, maestro dell’Art Nouveau. Tra i capolavori si segnalano la Venere di Botticelli della Galleria Sabauda e la Giovane donna con l’unicorno di Luca Longhi da Castel Sant’Angelo.

 

Contestualmente, nel nuovo Spazio Leonardo, al primo piano della Galleria Sabauda, è esposto lo splendido Volto di fanciulla, disegno autografo di Leonardo da Vinci realizzato tra il 1478 e il 1485 circa, proveniente dalla Biblioteca Reale. Lo Spazio Leonardo è un innovativo allestimento multimediale permanente per raccontare e valorizzare la raccolta dei disegni del maestro conservata nella Biblioteca Reale che, per ragioni di tutela, non può essere esposta con continuità; tra gli apparati informativi, un touch screen per sfogliare integralmente il Codice sul volo. Il prezioso foglio è esposto entro una teca blindata e climatizzata all’interno di uno scrigno, rivestito con materiale specchiante, sul quale si riflettono scritture e disegni di Leonardo che rivestono le pareti.

 

 

Musei Reali di Torino (Piazzetta Reale, 1)

 

Orari: dal giovedì al martedì, 9.00-19.00; chiuso il mercoledì

 

Domenica 1 e lunedì 2 giugno 2025, ingresso gratuito da ritirare presso la biglietteria dei Musei Reali (NO ONLINE)

 

Lo Spazio Leonardo è visitabile con il biglietto dei Musei Reali

 

Ingresso a pagamento per la mostra Da Botticelli a MuchaBellezza, natura, seduzione https://www.ticket.it/mostre/evento/da-botticelli-a-mucha.aspx

 

Informazioni: https://museireali.beniculturali.it/

 

Al Quirinale ideatori e organizzatori del Festival Economia

Al Quirinale, questa mattina, gli ideatori e organizzatori del Festival Internazionale dell’Economia 2025, Tito Boeri, direttore scientifico, Giuseppe Laterza, presidente della casa editrice Laterza, Giorgio Barba Navaretti, presidente del Collegio Carlo Alberto di Torino, Pietro Garibaldi, coordinatore del Torino Local Committee (TOLC), e Innocenzo Cipolletta, Coordinatore editoriale del Festival, hanno presentato il programma della prossima edizione del Festival al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La manifestazione, in programma a Torino dal 30 maggio al 2 giugno, avrà come tema centrale “Le nuove generazioni del mondo“, con un focus sulle sfide globali che i giovani sono chiamati ad affrontare: lavoro, istruzionesalute mentale e partecipazione alla vita sociale.

Il Presidente ha espresso forte apprezzamento per il lavoro di divulgazione dell’economia svolto dal Festival e per la capacità di creare intorno ai temi del Festival una comunità della conoscenza, in particolare il Presidente ha rilevato l’importanza del tema scelto per l’edizione di quest’anno sia in relazione alla questione demografica e della natalità sia riguardo al disorientamento dei giovani sulle prospettive future della nostra società.

«Proprio per questo» ha rilevato il Presidente «abbiamo enorme bisogno di occasione di ascolto dei giovani, in cui le precedenti generazioni non vogliano trasmettere un modello precostituito ma semmai fornire ai giovani gli strumenti per costruire il loro modello di società e di economia».

PNRR Giustizia: “12mila precari a rischio”

LETTERA AL GIORNALE

Caro direttore,

scrivo in qualità di rappresentante sindacale in servizio presso la Corte di Appello di Torino, per portare alla vostra attenzione una vicenda drammatica che riguarda i circa 12.000 lavoratori precari assunti per l’attuazione del PNRR Giustizia, di cui faccio parte. Si tratta di professionisti –    tecnici, amministrativi, esperti afferenti al c.d. “Ufficio Per il Processo” –   che hanno garantito finora l’attuazione di riforme e investimenti strategici per il Paese e che, malgrado ciò, a giugno 2026rischiano di trovarsi senza lavoro. 

Il contributo di noi lavoratori dell’Ufficio per il Processo è stato, e continua a essere, determinante per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR concordati con l’Unione Europea, in particolare l’abbattimento dell’arretrato e il rafforzamento del sistema giudiziario. Altrettanto fondamentale è il supporto fornito quotidianamente agli uffici giudiziari nella redazione di atti e provvedimenti giurisdizionali, tanto che in più occasioni pubbliche gli stessi magistrati hanno riconosciuto la nostra imprescindibilità. 

Nonostante tutto ciò, il Ministero della Giustizia ha assunto l’impegno di stabilizzare – non si comprende peraltro se con la conservazione delle stesse, qualificate, mansioni – appena 6.000 unità: la metà. Nessuna garanzia per gli altri, malgrado anni di servizio pubblico, competenze maturate e un investimento importante in formazione. 

A rendere la situazione ancora più paradossale, il recente annuncio del Ministero: la richiesta di autorizzazione per un concorso per 2.800 cancellieri esperti, cui non stanno seguendo rassicurazioni circa una quota riservata al personale già in servizio. Una scelta che rischia di svilire migliaia di professionisti che hanno garantito il funzionamento della giustizia in questi anni. 

Vi chiedo con forza di dar voce a questa vicenda, di offrirci uno spazio, una cassa di risonanza, un sostegno reale. Sebbene, infatti, del tema abbiano già parlato numerose testate giornalistiche e televisioni, è indispensabile insistere, perché l’opinione pubblica prenda consapevolezza del problema. Non si tratta soltanto della nostra categoria, ma di garantire a tutti i cittadini una giustizia degna di questo nome. Oggi più che mai noi lavoratori precari del PNRR Giustizia abbiamo bisogno di essere ascoltati, perché il Ministero della Giustizia ci sta lasciando soli. 

Lucrezia Paternoster Meini

SIAP: “Emergenza alloggi per la Polizia di Stato”

“RIATTIVARE LE COMMISSIONI PROVINCIALI”

La mobilità del personale della P. di S. comporta l’assegnazione al termine del corso di formazione professionale a sedi di servizio lontane da quelle di residenza o nascita, con conseguenti enormi difficoltà ad affrontare gli ingenti costi di affitto di un immobile.

Per la nostra provincia è emblematico il caso di Bardonecchia, privo di soluzioni abitative anche temporanee, in cui da anni il Dipartimento della P.S. non riesce ad inviare i vincitori del concorso interno da Vice Sovrintendente in quanto rinunciatari perché impossibilitati a sostenere i costi derivanti dal trasferimento.

E’ allora necessario affrontare politicamente la questione per sostenere donne e uomini in divisa impegnati a garantire la sicurezza della collettività.

Bisogna agire su più fronti possibili, ad esempio da un lato si deve ipotizzare l’utilizzo del patrimonio dell’INPS considerando il possesso, su tutto il territorio nazionale, di quasi 24mila unità immobiliari, di cui circa 16 mila, cioè il 62,7% inutilizzato con una perdita di quasi 60 mila euro annui.

Dall’altro, utilizzando gli strumenti già previsti dalla Legge ed è per quello che in data odierna abbiamo trasmesso formale comunicazione al Prefetto di Torino, finalizzata alla riattivazione delle Commissioni provinciali speciali per gli alloggi destinati alle Forze dell’Ordine, previste dal D.P.R. 1406/1954 e regolate dal D.M. 1° giugno 1984.

Commissioni che hanno il compito in trasparenza ed equità di fornire un quadro aggiornato della disponibilità e delle modalità di assegnazione degli alloggi in favore delle Forze dell’Ordine.

Continueremo a vigilare sul tema, promuovendo ogni iniziativa utile a tutelare il diritto a un alloggio dignitoso per il personale, soprattutto in territori come il nostro dove la pressione del mercato immobiliare rende ancora più critica la situazione.

Il Segretario Generale Provinciale Pietro Di Lorenzo – Siap Torino

Aumentano i casi di Hikikomori

NUMERI TRIPLICATI IN TRE ANNI
Hikikomori è un termine giapponese utilizzato per indicare l’isolamento e il ritiro sociale.
Il fenomeno, conosciuto in Giappone dagli anni ‘70, esordisce a causa delle restrittive regole sociali volte alla perfezione e all’imposizione di ruoli e carriere ben definiti.
Secondo le analisi del CNR-IRPPS (Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali), i casi di Hikikomori in Italia sono triplicati nel giro di tre anni, complici la pandemia da Covid-19 e la transizione digitale.
I ragazzi coinvolti nel fenomeno manifestano un ritiro sociale evidente, spesso non frequentano nemmeno la scuola dell’obbligo e faticano a uscire dalla porta della loro stanza, sempre chini sui loro dispositivi digitali.
I sintomi più manifesti sono l’ansia e la depressione, in alcuni casi con rischio suicidario.
I ragazzi hikikomori manifestano disinteresse nella cura di se stessi e prediligono la consumazione dei pasti all’interno delle mura della loro stanza.
L’incontro con amici virtuali, che popolano la rete, consente loro di interagire con un mondo fittizio ma controllabile e di sopperire al bisogno di relazioni sociali reali, tipico della loro età.
All’origine di questo fenomeno possiamo trovare situazioni di fallimento scolastico e sociale, un basso livello di autostima, delle aspettative troppo elevate da parte degli adulti, un utilizzo eccessivo della tecnologia e la presenza di episodi di bullismo o cyberbullismo.
I genitori dei ragazzi hikikomori faticano a gestire il disturbo dei loro figli, molto spesso sono anche impreparati davanti al riconoscimento dei segnali di allarme e non sanno come intervenire.
La terapia, solitamente, prende in carico sia i ragazzi che le loro famiglie, offrendo un intervento che possa lavorare non solo sul paziente, ma anche sul contesto in cui vive.
Accanto all’intervento dei professionisti specializzati, risultano indispensabili anche le attività di sensibilizzazione sul fenomeno, coinvolgendo così famiglie, scuole e, in senso più ampio, la società.
Dott.ssa Irene Cane, psicologa

Ennesimo campionato deludente per il Toro. Ma sono fiducioso: Cairo venderà

 

Si è chiuso l’ennesimo campionato amaro per il Torino FC. L’ennesima stagione di promesse non mantenute, di ambizioni disattese e di risultati che non rendono giustizia alla storia granata. Un’altra volta fuori dall’Europa, un’altra volta spettatori del calcio che conta.

La squadra ha mostrato sprazzi di gioco, qualche buona prestazione, ma è mancata la continuità, la fame, l’identità. Colpa dei giocatori? Dell’allenatore? In parte, sì. Ma il problema principale è sempre lo stesso da quasi vent’anni: la proprietà.

Urbano Cairo, ormai da troppo tempo alla guida del club, ha dimostrato ancora una volta di non avere la visione né la volontà di costruire un Torino ambizioso. La gestione è stata improntata al risparmio, alla mediocrità, al “tiriamo a campare”. E i tifosi, quelli veri, non ne possono più.

Eppure, nonostante tutto, io sono fiducioso. Qualcosa si sta muovendo. Le contestazioni crescono, l’ambiente è saturo, e perfino il presidente sembra meno saldo sulla sua poltrona. Credo — voglio credere — che questo sia l’ultimo atto della sua gestione. Che presto si farà da parte. Che venderà.

Perché il Toro merita di più. Merita una proprietà che lo ami davvero, che investa con intelligenza e passione, che sogni in grande. Merita rispetto, progettualità, orgoglio.

Cairo venderà. E sarà l’alba di una nuova era granata.

ENZO GRASSANO

Edilizia sostenibile in Piemonte, interviene la Regione: come riqualificare edifici e limitare il consumo di suolo

“Si restituisce centralità ai Comuni e si riattiva uno strumento atteso da molti amministratori locali e professionisti del settore”: l’assessore all’Urbanistica Marco Gallo commenta così l’approvazione in Consiglio regionale del disegno di legge che aggiorna e riattiva alcune disposizioni fondamentali per la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Viene in questo modo colmato il vuoto normativo creatosi dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittime alcune parti della l.r. 7/2022 con la riformulazione della l.r. 16/2018 consentendo il recupero di edifici o gruppi di edifici esistenti “premiando” le operazioni di rigenerazione edilizia o riqualificazione in alternativa all’espansione urbana.

“La modifica della legge 16/2018 va verso una direzione chiara: favorire la rigenerazione urbana, contenere il consumo di nuovo suolo, agevolare il recupero di aree edificate degradate e incentivare pratiche edilizie più sostenibili – precisa Gallo – Si tratta di un passo importante, che affianca il lavoro già avviato con Cresci Piemonte e con la riforma complessiva della normativa urbanistica regionale, su cui stiamo lavorando per fornire strumenti efficaci, chiari e condivisi”.

L’assessore ci tiene anche a sottolineare che “con questa legge il Piemonte anticipa ancora una volta i tempi: in attesa che a livello nazionale venga approvata una riforma organica della rigenerazione urbana, si pone come esempio virtuoso per politiche urbanistiche attente all’ambiente e al futuro delle nostre comunità”.

Sono interessati dal provvedimento tutti gli edifici classificabili come vecchi od obsoleti, di scarsa qualità architettonica, non sicuri dal punto di vista sismico o energetico. Gli interventi dovranno favorire la sostenibilità ambientale, il miglioramento del tessuto urbano sotto il profilo sociale ed economico, la riduzione delle superfici impermeabilizzate, la demolizione selettiva dei manufatti edilizi, l’uso di manufatti o materiali da costruzione riciclati, e le azioni di bonifica ambientale. Inoltre, si rimette al centro l’autonomia dei Comuni, che potranno deliberare autonomamente per consentire il recupero delle strutture e diventare così uno strumento comunale sistematico dal concreto impatto sul tessuto urbano, specialmente nelle aree più periferiche.

cs

Giachino: “Una petizione per rilanciare Barriera di Milano”

Per rilanciare Torino occorre rilanciare le periferie dimenticate e impoverite come Barriera di Milano , Aurora, Mirafiori etc.etc. Mino GIACHINO che nel 2018 lanciò una petizione su change.org SITAV che secondo gli organi di polizia servì a portare in piazza Castello il  10 novembre 2018 decine di migliaia di persone , vuole ripetere in piccolo la stessa operazione per riportare la attenzione del Sindaco e delle Autorità politiche ed economiche su Barriera di Milano un quartiere che negli ultimi trent’anni è stato abbandonato dalle amministrazioni comunali e dove non passa giorno che vi siano liti, scontri, furti, rapine. Avvenimenti che non hanno risparmiato neanche le Parrocchie, ricordiamo quando a dicembre 2021 venne aggredito il Parroco della Madonna della Pace. GIACHINO però ed è il primo a farlo sostiene che Barriera non ha solo bisogno di più sicurezza ma ha bisogno che il Comune vi porti qualche iniziativa economica, come il nuovo Centro  per la Intelligenza Artificiale che il Governo Meloni ha attribuito a Torino con una dote economica. Il Centro per la IA darebbe immediatamente un’altra immagine a Barriera. Una immagine di futuro , di lavoro per giovani universitari , uno sbocco di lavoro importante, senza dimenticare le ricadute economiche nei bar, ristoranti e negozi della zona.
“La Petizione cui si può aderire facilmente sta già arrivando a cento firme me credo che se tutt’a Barriera la farà propria porterà il Comune a non fare solo promesse ma cose concrete”, commenta Giachino.

PETIZIONE su change.org

https://www.change.org/p/restituiamo-futuro-e-dignit%C3%A0-a-barriera-di-milano?recruiter=882862789&recruited_by_id=cb5e1b30-7198-11e8-85ff-79df81741f82&utm_source=share_petition&utm_campaign=starter_onboarding_share_personal&utm_medium=copylink&fbclid=IwQ0xDSwKhC1RleHRuA2FlbQIxMQABHqQjBmftY7Jg_9VdSZEW0eDhue9rC2fGMYw4LMzdzzcxeXg4gpacDTNM2YYx_aem_k9WHkZTqlyGJlQoqe1hMxw

Inviato da iPad di Bartolomeo

Campionato Italiano Assoluto Lifesaving, brilla Torino

Si conclude il Campionato Italiano Assoluto Lifesaving: tra le società in top 3 c’è la Sa-Fa 2000 Torino che è terza nella classifica dei team civili, quarta la posizione per i torinesi nella classifica generale!

Mattinata dedicata alle prove sprint, nei 50 Trasporto Manichino Pinne dall’acqua è terzo Davide Cremonini (GS Vigili del Fuoco – Salza) con il tempo di 25’’61.

Nei 50 Pinne è seconda Valentina Pasquino (RN Torino) con una prestazione da 18’’66, nel settore maschile c’è di nuovo Davide Cremonini (GS Vigili del Fuoco – Salza) sul podio conquistando il bronzo con una prova da 16’’46.