ilTorinese

All’ospedale Regina Margherita “Caschi d’arte per il cuore”

Presso l’ospedale infantile Regina Margherita, si è svolto l’evento “Caschi d’arte per il cuore”, in collaborazione con E20 Motors Srl EMG Eventi e l’associazione Bambini cardiopatici di Torino, finalizzato a unire arte, sport, solidarietà per i bambini ospedalizzati. Il progetto consiste nella personalizzazione dei caschi e dei piloti con disegni liberi effettuati dai bambini ricoverati. Tutti i disegni destinati ai piloti verranno esaminati e selezionati da una commissione per personalizzare i caschi che i piloti indosseranno durante le gare ufficiali. I caschi così realizzati potranno poi essere esposti in mostre speciali presso ospedali, musei, circuiti motociclistici.

Inoltre potrà essere organizzata un’asta benefica in cui i caschi realizzati potranno essere venduti per raccogliere fondi a sostegno di nuove iniziative benefiche. Erano presenti i piloti Alessio Reboa, Alberto Surra, Luca Pedersoli, Alberto Butti, Josephine Bruno, Mattia Sorrenti, Arianna Barale, Max De Simone, Davide Conte, Alessio, Finello, Andrea Sorrenti e Domenico Nocerà.

Gian Giacomo Della Porta

Sfruttamento lavorativo, Calderoni e Rossi (PD): “Piemonte sulle spalle dei territori”

“Servono certezze e risorse strutturali”

Durante la riunione  della Commissione Legalità del Consiglio Regionale presieduta da Domenico Rossi, il Consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni è intervenuto sul tema dello sfruttamento lavorativocon particolare riferimento alla condizione dei lavoratori stagionali stranieri impiegati nel settore agricolo piemontese.

«Dalla relazione puntuale e dettagliata dei funzionari regionali e di Ires Piemonte – ha dichiarato Calderoni – è emerso chiaramente che, anche nella nostra regione, il fenomeno dello sfruttamento è pervasivo. Le risposte messe in campo, pur generose, sono spesso costruite artigianalmente, frutto di progettualità eterogenee che non nascono con l’obiettivo specifico del contrasto allo sfruttamento, ma che vengono adattate per rispondere alle conseguenti emergenze sociali e che non hanno garanzia di continuità, non sono strutturali».

«Nonostante il presidente Cirio in più occasioni abbia parlato di un “modello Piemonte” – ha aggiunto Rossi – in realtà siamo di fronte a una buona pratica costruita sulle spalle di soggetti di buona volontà e su quelle di comuni e terzo settore. Sarebbe utile lavorare per creare davvero un sistema strutturato, ma per farlo servono risorse dedicate e la volontà di uscire dall’ambiguità distinguendo il tema del lavoro dalla questione ben più ampia e complessa dei flussi migratori».

Calderoni ha quindi posto due domande all’assessore e al Presidente della Regione:

  1. Quali garanzie finanziarie ci sono per il futuro delle buone praticheoggi attive in Piemonte?

    2.        Il Presidente Cirio, se davvero considera queste sperimentazioni un modello, intende proporle al Governo come standard minimo di ospitalità temporanea per i lavoratori stagionali stranieri?

    «Non possiamo più affidarci solo alla generosità dei territori. Se il Piemonte vuole essere un modello, servono risorse certe, norme chiare e un’assunzione di responsabilità politica a tutti i livelli» hanno concluso Calderoni Rossi.

Una Big Bench al Parco Europa, mozione in Comune

Promuovere l’installazione di una panchina gigante (“Big Bench”) al Parco Europa. È quanto chiede una mozione (prima firmataria: Maria Grazia Grippo – PD) approvata il 26 maggio 2025 dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità (29 voti favorevoli su 29 consigliere e consiglieri presenti).

Come ha spiegato in aula la proponente, nel 2010 in Piemonte è partito il Big Bench Community Project, nato da un designer statunitense, e inteso come esperienza collettiva, da realizzare grazie a fondi o manodopera volontaria, senza fondi pubblici.

Oggi sono oltre 400 le panchine giganti in Italia e all’estero – ha precisato la prima firmataria – che hanno un forte richiamo internazionale e sono in grado di incentivare un turismo di qualità, attento alle bellezze del paesaggio.

L’installazione di una Big Bench al Parco Europa recentemente oggetto di interventi da parte di volontarie e volontarie – ha affermato Maria Grazia Grippo – potrebbe valorizzare il panorama della collina torinese, riqualificando lo spazio e incentivando il turismo con un approccio innovativo.

Torino, 26 maggio 2025

Contrasto alla morosità e prevenzione  dell’evasione dei tributi locali

 

Con questo obiettivo la giunta comunale su proposta dell’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli, ha approvato le linee guida per alcune di misure di contrasto.

Nello specifico, la Città di Torino, nell’ambito di quanto previsto da una norma nazionale, l’articolo15-ter del DL 34 del 30 aprile 2019, potrà collegare il rilascio, il rinnovo e la permanenza in esercizio di licenze, autorizzazioni, concessioni e SCIA (segnalazioni certificate di inizio attività) per attività commerciali e produttive alla regolarità del pagamento dei tributi locali Imu e Tari.

La norma servirà ad evitare la concorrenza sleale tra operatori economici causata dall’omesso pagamento dei tributi oltre a contribuire al recupero della morosità che grava sul bilancio comunale.

La soglia del debito che determinerà l’irregolarità tributaria e quindi la “sanzione” della sospensione della licenza, così come le procedure per i piani di rientro del debito saranno stabiliti, di anno in anno, da una successiva deliberazione della Giunta Comunale, tenendo conto del contesto economico e sociale della Città in rapporto all’aumentare complessivo degli importi inevasi.

La delibera approvata oggi dalla giunta sarà sottoposta all’approvazione del consiglio comunale nelle prossime sedute.

La Camminata delle Cinque Chiese

Ritorna finalmente, dopo qualche anno di assenza, con la sua ottava edizione, la Camminata delle Cinque Chiese. Una passeggiata non competitiva con pranzo finale organizzata da APS Circolo di Pozzengo Monferrato e guidata da Cammini DiVini di Augusto Cavallo. Un’occasione eccezionale per conoscere la bellezza del nostro paese, fatta dimuna combinazione unica di natura, storia, spiritualità, arte e buona cucina. Il ritrovo è il 2 giugno presso il Circolo di Pozzengo APS a partire dalle ore 9 per le iscrizioni e partenza alle 9.30.

Il percorso è di quasi 9 km, con un dislivello di 250 metri. Il tracciato del sentiero è segnalatomi frecce di colore arancio e porterà il partecipante a visitare le chiese della frazione di Pozzengo, con pausa a metà percorso per un breve ristoro in prossimità della chiesa di San Bernardo. A seguire si proseguirà verso la Chiesa della Madonna del Carmine. Quindi si andrà in discesa, entrando in aperta campagna, per poi risalire verso il Santuario di San Gottardo per una seconda tappa. Si scenderà verso i coltivi di fondo valle e proseguendo verso uno stretto sentiero in salita che condurrà verso la Chiesa di San Bernardo, in frazione Osta. Da qui inizierà la discesa che, attraversando il centro di Pozzengo, condurrà alla chiesa di San Rocco e alla chiesa parrocchiale di San Bonogno, prima dell’ultimo breve tratto in discesa che riporterà al punto di partenza, chiudendo il giro ad anello.

Al termine del giro è previsto un pranzo presso il Circolo di Pozzengo, che proporrà un menù di prodotti locali. La quota di partecipazione è alla camminata è di 5 euro, pranzo 20 euro

Augusto: 339 4188277 – augusto.augusto.c@gmail.com

Mara Martellotta

Berzano ricorda Nino Defilippis, il “Cit” delle due ruote

Nel bar della piazzetta, a Berzano San Pietro, nell’astigiano, si segue il Giro d’Italia in televisione. Sono gli ultimi giorni della corsa rosa, i girini scalano le montagne, si avvicina la conclusiva e forse decisiva tappa di Sestriere, l’ultima fatica. Si commenta ad alta voce, come si fa nei bar, e qualcuno ricorda un certo Nino Defilippis, uno dei più grandi campioni italiani di ciclismo degli anni Cinquanta-Sessanta, che gli amanti del ciclismo non scordano sicuramente, soprattutto qui nella piccola Berzano, 414 residenti, sulle prime colline del Monferrato astigiano, tra Albugnano e Casalborgone, dove il “Cit” delle due ruote, “piccolo” in dialetto piemontese, veniva a trovare sua mamma, Maria Ferraris. Corse con Coppi, Bartali, Bobet, Anquetil, Koblet, Magni, Balmamion, Motta, Zilioli, con una straordinaria forza che gli permise di vincere nove tappe al Giro, sette tappe al Tour, due alla Vuelta spagnola, ha indossato sette volte la maglia rosa, un Giro di Lombardia, due titoli nazionali e l’argento ai campionati mondiali di Berna nel 1961.
La più giovane maglia rosa del Giro d’Italia. Tutt’altro che piccolo ed esile! Era un passista veloce e, pur non essendo uno scalatore, nel ’56 riuscì a vincere la classifica scalatori alla Vuelta di Spagna. Andava forte su tutti i terreni. Padre pugliese, madre astigiana, berzanese, Defilippis nacque a Torino nel ’32, abitava in via Palazzo di Città, in pieno centro, ma era molto legato a Berzano San Pietro in quanto paese della madre e dei nonni. I genitori erano proprietari di un pastificio, diventato famoso, e Nino, nonostante una grande passione per il calcio, era un super tifoso del Torino, scelse il ciclismo. Non solo ciclista su strada, come pistard partecipò alla Sei giorni di Milano nel 1961, 1962 e ’64, piazzandosi nono e settimo. Si ritirò dalle gare nel 1964 e divenne commissario tecnico della nazionale ai campionati del mondo del 1973, quando vinse Felice Gimondi, e a quelli dell’anno successivo. Lasciato il ciclismo diventò imprenditore nel settore dell’indotto auto ma in seguito tornò al grande vecchio amore di famiglia, lo storico pastificio Defilippis.
Il grande Nino si è spento il 13 luglio 2010 all’età di 78 anni. Berzano San Pietro lo ricorda con un piazzale inaugurato di recente davanti al cimitero dove è sepolto accanto a sua mamma. È il piazzale Nino Defilippis in omaggio al “Cit” delle due ruote. All’esterno del “bar dei girini” una grande fotografia in bianco e nero immortala il campione sulla mitica Bianchi vincere nel 1956 la tappa del Tour Gap-Torino in uno Stadio Comunale pieno di gente, davanti al suo pubblico. Campione di un ciclismo d’altri tempi.
 Filippo Re

Ozegna: l’80% per “Trasparenza e Futuro – Pozzo Sindaco”

Bartoli il più votato tra tutti i candidati

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del Consigliere regionale già sindaco di Ozegna

Con il voto del 25 e 26 maggio, Ozegna ha scelto con forza, chiarezza e maturità.
L’80% dei consensi ottenuto dalla lista Trasparenza e Futuro – Pozzo Sindaco non è soltanto un risultato elettorale: è un messaggio inequivocabile, una dimostrazione collettiva di fiducia, coerenza e adesione a un progetto che ha saputo parlare con i fatti.

I cittadini hanno voluto premiare la serietà, la continuità e il lavoro svolto negli anni, affidando la guida del paese a Federico Pozzo, già vicesindaco per due mandati, oggi nuovo Sindaco eletto.

È una vittoria corale, ma anche un’affermazione netta di metodo: nessun proclama, nessuna illusione. Solo presenza costante, impegno quotidiano, ascolto autentico e proposte costruite sulla realtà.

Essere stato il candidato più votato tra tutti rappresenta per me un onore profondo e una responsabilità rinnovata, che affronto con gratitudine e rispetto.

Ringrazio ogni cittadino per la fiducia accordata. E rivolgo un pensiero sincero anche a chi ha scelto strade diverse: da oggi siamo tutti al servizio di Ozegna, senza distinzioni.

In qualità di Consigliere Regionale e Consigliere Comunale eletto, continuerò a mettermi al servizio della nostra comunità, in stretta sinergia con il nuovo Sindaco e con tutta la squadra, per costruire insieme il futuro che Ozegna merita.

Sergio Bartoli
Consigliere Regionale del Piemonte
Consigliere Comunale eletto – Lista “Trasparenza e Futuro – Pozzo Sindaco”

Perché Torino va male nella classifica della Qualità della vita

Fortissima delusione per gli innamorati  di Torino nel leggere la graduatoria sul Benessere di bimbi, giovani e anziani nelle Provincie  presentata al Festival della Economia di Trento. Solo 47a per gli Anziani, addirittura 90a per i Giovani, 51a per i Servizi alla infanzia. Come fanno i cattolici impegnati nel sociale a continuare ad appoggiare chi da questi risultati deludenti?
Non so dove vivano i commentatori paludati che scrivono sulla prima pagina dei quotidiani e che in TV attaccano il Governo. Dopo 32 anni di Sindaci che da oltre dieci anni sono Presidenti di provincia cosiddetti progressisti che parlano tanto di diritti i risultati sono pessimi. E qualcuno prepara una lista cosiddetta civica per aiutare l’attuale Sindaco a rivincere alle prossime elezioni. Sarà una lista formata e molto pubblicizzata per far rivincere il Sistema Torino anche se i suoi fondatori nel frattempo sono un po’ invecchiati.
Questo capita a chi guarda solo al Centro della Città e non si accorge che nella metà della Città che sta male si sta davvero male e così oggi per vedere la posizione di Torino nelle varie classifiche nazionali bisogna partire dalla metà in giù. Se il Medico non accerta la malattia è difficile che parta la cura. Se Torino non mette sul piatto le analisi vere sul suo stato di salute qualcuno continuerà a parlare delle magnifiche sorti progressive e magari i pochi votanti del centro gli consentiranno di vincere alle elezioni. La Città reale sta peggio di prima e così la festa per la sistemazione di via Po… stride al confronto con il Sindaco Peyron che negli anni 60  inaugurava Italia 61, il Palazzo Nervi e Torino Esposizioni , così nel 65 si inaugurava il traforo del  Bianco mentre oggi abbiamo il sottopasso di corso Giambone chiuso a metà da tre anni.  Mentre in Barriera, a Aurora o in Vanchiglia la sicurezza e il lavoro sono un optional.
Mino GIACHINO