ilTorinese

Pd: a rischio filiera dei formaggi a latte crudo

La filiera dei formaggi a latte crudo, eccellenza del Piemonte e simbolo della nostra cultura alimentare, rischia oggi seriamente l’estinzione.

In un contesto già fragile e complesso per le produzioni tradizionali e di qualità, l’allarme è stato lanciato con forza da allevatori, casari, amministratori locali e rappresentanti delle comunità montane e rurali, preoccupati per gli effetti che le nuove disposizioni ministeriali potrebbero avere sulla sopravvivenza stessa di un comparto che rappresenta una parte fondamentale dell’economia agroalimentare piemontese e italiana.

 

Il Piemonte vanta una lunga tradizione casearia, fondata su pratiche secolari che uniscono qualità produttiva, cultura, identità e presidio del territorio. Queste produzioni rischiano oggi di scomparire sotto il peso di normative che, pur perseguendo l’obiettivo legittimo della sicurezza alimentare, finiscono, nei fatti, per rendere pressoché impossibile la prosecuzione della produzione a latte crudo.

 

Le nuove linee guida del Ministero della Salute prevedono misure di controllo estremamente rigide e difficilmente applicabili, soprattutto per i piccoli produttori: controlli frequenti in allevamento, analisi microbiologiche costose e complesse, responsabilità scaricate integralmente sugli operatori, senza tenere conto delle specificità di un comparto che, proprio grazie alla lavorazione artigianale e non standardizzata, garantisce biodiversità e qualità riconosciute in tutto il mondo.

 

Come più volte evidenziato dagli operatori del settore, l’impatto di queste norme rischia di tradursi in un vero e proprio blocco della produzione a latte crudo, con effetti devastanti su intere filiere, in particolare montane e rurali, che oggi rappresentano un presidio sociale ed economico insostituibile. In gioco non c’è soltanto la sopravvivenza di alcune aziende, ma il futuro di interi territori, delle comunità alpine e rurali, del lavoro di tanti giovani allevatori che hanno scelto di restare e investire nelle aree interne.

 

La filiera del latte crudo non è soltanto un settore economico: rappresenta un cuore pulsante del Made in Piemonte, un elemento distintivo che unisce qualità, storia, rispetto dell’ambiente e presidio del territorio. Difendere queste produzioni significa tutelare un patrimonio collettivo che garantisce identità alle nostre montagne e alle nostre campagne, economia circolare alle nostre comunità e un futuro sostenibile a tanti giovani agricoltori che hanno scelto di restare.

 

Non si tratta di sottovalutare i rischi sanitari, ma di trovare un equilibrio ragionevole tra sicurezza alimentare e tutela delle tradizioni alimentari, che costituiscono un patrimonio riconosciuto dall’Europa e dal mondo. Serve un approccio realistico e proporzionato, che tuteli i consumatori ma non costringa i produttori a chiudere bottega. La tutela della salute pubblica e quella delle economie montane e rurali devono camminare insieme.

 

A fronte di questa situazione, il Gruppo del Partito Democratico in Regione Piemonte ha predisposto un Ordine del giorno che impegna la Giunta a intervenire con decisione per tutelare la filiera dei formaggi a latte crudo. Confidiamo che su questo tema si possa trovare una larga convergenza anche tra i diversi settori della maggioranza, perché la sensibilità su questi temi è fortissima tra le aziende e gli operatori della filiera, che chiedono risposte concrete e immediate.

 

Il rischio estinzione per i formaggi a latte crudo è anche il rischio di una desertificazione produttiva, culturale e sociale delle nostre montagne e campagne.

Non possiamo permettercelo.

 

Mauro Calderoni

Domenico Ravetti

Fabio Isnardi

Consiglieri regionali del PD Piemonte

Politecnico, Jana Mahmoud vince borsa di studio “Amazon Women in Innovation” 

Da meno di un anno si è trasferita in Italia alla ricerca di una formazione scientifica, studia e comunica in inglese e sogna un futuro stabile nel settore tecnologico.

Lanciato nel 2018, il progetto dedicato alle studentesse di discipline STEM ha coinvolto finora 33 giovani meritevoli, ciascuna premiata con una borsa di studio della durata di 3 anni, del valore di €6.000 all’anno.

 

 È Jana Ehab Mohamed Salaheldin Mahmoud, studentessa del corso di Laurea in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, la vincitrice della settima edizione di “Amazon Women in Innovation”, la borsa di studio promossa e finanziata da Amazon per aiutare le giovani studentesse di discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) a inserirsi nel settore dell’economia digitale, dell’innovazione e della tecnologia.

La giovane meritevole – insieme alle vincitrici degli altri sei Atenei italiani coinvolti nell’iniziativa di Amazon – usufruirà di un finanziamento di 6.000 per l’anno accademico 2024/25, con possibilità di rinnovo nei successivi due anni, insieme all’opportunità di disporre di una mentor Amazon, una manager dell’azienda con cui confrontarsi per sviluppare competenze utili per il proprio futuro percorso professionale: dalle tecniche per creare un curriculum efficace, ai consigli per affrontare un colloquio di lavoro.

Chi è la vincitrice di “Amazon Women in Innovation” per il Politecnico di Torino

Jana Ehab Mohamed Salaheldin Mahmoud ha 19 anni ed è nata ad Alessandria d’Egitto. Si è trasferita a Torino meno di un anno fa per studiare Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, seguendo le orme del fratello maggiore. In Egitto ha frequentato il liceo scientifico, dove ha iniziato ad appassionarsi alle materie STEM, trovandole affini al suo modo di pensare. In Italia studia in inglese e vive con il fratello, senza aver riscontrato particolari difficoltà nel percorso accademico. Ha scelto di intraprendere questa strada con l’obiettivo di acquisire competenze solide e costruire un futuro professionale stabile. Ha scoperto l’opportunità della borsa di studio tramite una comunicazione dell’università e ha deciso di candidarsi. La vittoria, inaspettata, rappresenta per lei un’opportunità concreta per rafforzare il proprio percorso e introdursi nel mondo del lavoro già durante la formazione universitaria.

Sono arrivata in Italia da meno di un anno per studiare Ingegneria Informatica. È una disciplina che sento mia da sempre: mi viene naturale. Quando ho ricevuto la comunicazione da parte del Politecnico di Torino sull’esistenza della borsa di studio Amazon Women in Innovation non mi aspettavo nulla, ma ho voluto provarci. Essere selezionata è stata una sorpresa bellissima. Voglio usare questo supporto per continuare a formarmi, migliorare il mio curriculum e magari trovare uno stage già dal prossimo anno”, racconta in inglese Jana. “Alle ragazze dico di non lasciarsi frenare dai numeri: in Egitto e in molti altri Paesi il rapporto donne/uomini non è pari, ma è proprio rompendo questi schemi che si possono cambiare le cose. Vorrei che aziende e istituzioni continuassero a impegnarsi per rendere più accessibile questo percorso alle donne, senza focalizzarsi solo sulle percentuali: dobbiamo guardare avanti, non indietro”.

Con Amazon Women in Innovation vogliamo sostenere il talento femminile nelle discipline STEM, contribuendo concretamente a ridurre il divario di genere nella tecnologia e nell’innovazione. Crediamo che fornire opportunità concrete e strumenti pratici, come borse di studio e mentorship, sia fondamentale per guidare le nuove generazioni verso un futuro professionale in cui le loro competenze, idee e passioni possano fiorire”, ha detto Rita Malavasi, Responsabile Relazioni Istituzionali di Amazon.it. “È particolarmente gratificante vedere le nostre laureate non solo avere successo professionale, ma diventare loro stesse promotrici, ispirando la prossima generazione di leader tecnologiche in Italia”.

Amazon Women in Innovation”: dal 2018 a oggi

Dal 2018, allo scopo di supportare e incentivare le giovani studentesse universitarie appassionate di materie scientifiche, Amazon assegna la borsa di studio “Amazon Women in Innovation”. Il progetto si inserisce nel programma Amazon nella Comunità come supporto alla crescita delle nuove generazioni nel mondo digitale, e oggi coinvolge sette Atenei italiani: assieme al Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Con le premiazioni annunciate oggi, dall’anno del suo lancio, l’iniziativa ha premiato finora 33 giovani meritevoli attraverso l’erogazione di altrettante borse di studio e di un percorso di mentorship con una manager di Amazon: incontri dedicati a sviluppare le competenze del futuro.

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Amazon
Amazon è guidata da quattro principi: ossessione per il cliente piuttosto che attenzione verso la concorrenza, passione per l’innovazione, impegno per l’eccellenza operativa e visione a lungo termine. Amazon punta ad essere l’azienda più attenta al cliente al mondo, il miglior datore di lavoro al mondo e il luogo di lavoro più sicuro al mondo. Le recensioni dei clienti, lo shopping 1-Click, le raccomandazioni personalizzate, Prime, Logistica di Amazon, AWS, Kindle Direct Publishing, Kindle, Career Choice, i tablet Fire, Fire TV, Amazon Echo, Alexa, la tecnologia Just Walk Out, Amazon Studios e il Climate Pledge sono alcune delle innovazioni introdotte da Amazon. Per maggiori informazioni, visitate il sito www.aboutamazon.it e seguite Amazon.it su Instagram, Facebook e Twitter.

Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino (www.polito.it) è stato fondato nel 1906 e trae origine dalla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri sorta nel 1859. È accreditata dai ranking internazionali come una delle principali università tecniche in Europa, con 38.800 studenti, il 22% dei quali internazionali, provenienti da 122 paesi.

Il Politecnico si propone come un centro di eccellenza per la formazione e ricerca in Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione con strette relazioni e collaborazioni con il sistema socio-economico.

È infatti una Research University a tutto tondo, dove formazione e ricerca si integrano e fanno sistema per fornire una risposta concreta alle esigenze dell’economia, del territorio e soprattutto degli studenti in un’ottica di forte internazionalizzazione delle attività didattiche, di ricerca e di trasferimento tecnologico, con collaborazioni con le migliori università e centri di ricerca nel mondo e accordi e contratti con i grandi gruppi industriali internazionali, ma anche con le aziende del territorio, dove si propone come punto di riferimento per l’innovazione.

Accademie in Valle, cultura e scenari

L’Associazione Musicante e il Comune di Chiusa di Pesio annunciano la 18ª edizione di Accademie in Valle, la rassegna musicale estiva sotto la direzione artistica di Angelo Vinai, che arricchisce il panorama culturale della Valle Pesio con eventi di qualità, ospitati in suggestive location del territorio. Sostenuta dalla Fondazione CRC, dalla Fondazione CRT e dalla BCC Pianfei e Rocca de’ Baldi, la rassegna propone tre appuntamenti che uniscono musica, cultura e scenari di grande fascino.

Sabato 26 luglio – Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura alla Certosa di Pesio

L’inaugurazione della rassegna si terrà sabato 26 luglio alle 21:15 nella straordinaria cornice della Certosa di Pesio. Protagonisti della serata due giganti della scena musicale internazionale: Paolo Fresu (tromba) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon).

Il concerto, tra gli eventi più attesi dell’anno, offrirà al pubblico un’esperienza sonora intensa e raffinata, frutto dell’incontro tra le sonorità liriche e l’intesa profonda del duo. Un viaggio musicale che dialoga con la bellezza architettonica e l’acustica naturale del monastero certosino.

Biglietti disponibili online: bit.ly/fresu-di-bonaventura
Ingresso gratuito per bambini fino a 4 anni, persone con disabilità e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)

Venerdì 1° agosto – Il flamenco di Garcia Lorca con il Gruppo Mediterranea

Il secondo appuntamento è in programma venerdì 1° agosto alle 21:15 in Piazza Oreglia con lo spettacolo “Il flamenco di Garcia Lorca”, portato in scena dal Gruppo Mediterranea.

Un trio d’eccezione composto da Andrea Candeli (chitarra), Corrado Ponchiroli (voce, ballo e percussioni) e Chiara Guerra (ballo e palmas), guiderà il pubblico in un percorso che intreccia musica, danza e poesia, tra brani tradizionali come Zorongo Gitano, La Tarara, Sevillana e le celebri composizioni di Manuel De Falla.

Ingresso libero e gratuito

Venerdì 8 agosto – Brava! Omaggio a Mina con Elena Giardina & Extras

La rassegna si chiude venerdì 8 agosto alle 21:15 in Via Roma con Brava!, uno spettacolo-tributo alla grande Mina, interpretato dalla cantante Elena Giardina e dalla band Extras.

Musica dal vivo, racconti, video e aneddoti ripercorreranno la carriera della leggendaria artista italiana, con una scaletta che include successi senza tempo come Le mille bolle blu, Se telefonando, oltre a celebri duetti con Lucio Battisti e Adriano Celentano. Un evento coinvolgente e nostalgico, con arrangiamenti originali e musicisti di grande esperienza.

Ingresso libero e gratuito

Un ‘corridoio’ all’interno della ZTL

Un ‘corridoio’ all’interno della ZTL lungo l’asse via Rossini – via Accademia Albertina è stato aperto da ieri mattina per consentire il transito (di solo attraversamento) ai veicoli privati tra corso San Maurizio e corso Vittorio Emanuele, in entrambe le direzioni.

La misura, con lo spegnimento dei varchi di controllo agli ingressi, è stata decisa per mitigare gli effetti sul traffico indotti dalla chiusura del viale centrale di Corso Vittorio Emanuele, tra corso Massimo D’Azeglio e corso Cairoli, dove fino a fine agosto sono in programma i lavori di Gtt per il completo rinnovo dello scambio, della curva e del binario in corrispondenza dell’incrocio.

L’andamento del traffico sarà continuamente monitorato per valutare l’attivazione di eventuali ulteriori azioni compensative che si rendessero necessarie.

TORINO CLICK

Strategie politiche da Trump, a Salvini, a De Luca

Avevo capito bene: probabile accordo tra il Governatore De Luca e i cinquestelle. Il candidato a Presidente in Campania sarà, probabilmente, Fico ex Presidente della Camera. PD direi fottuto.
Dopo la sconfitta del referendum proprio questa non ci voleva per la Schlein. Lei continua a fidarsi di Boccia, uomo disponibile per ogni stagione. Ma non siamo provinciali.
In fondo è una piccola notizia di fronte  ai drammi che si stanno consumando in giro per il mondo. Quelli di destra sono stati accontentati. Avevano sostenuto che i dazi erano una grande occasione per la nostra economia. Lo dicevano quando Trump imponeva i dazi al 10%. Ora sono al 30% e saranno felicissimi. Pazzesco. Trump sarà sconsolante ma sono ancora più sconsolanti i possibili interlocutori come l’Europa che non conta proprio niente. Putin lo ha mandato a stendere e lui punterà all’accordo con la Cina che sui dazi lo ha ” fanculizzato “. Scommetto 1 contro 100 che anche ciò fallirà. Stupidamente  e in solitaria sostenevo che dovevamo volgere lo sguardo verso la Via della seta.  Tante cose sono andate non per il verso giusto.  Difatto non si è mai profeti in patria. Probabilmente ne beneficeranno  i produttori di armi. E nel nostro Paese altri disoccupati. Complimenti Meloni che Trump ti ha ascoltato. Ma poi, diciamocela tutta: criticare la Meloni è come sparare sulla croce rossa. Dunque?
Aumento del caos dove qualcuno ci guadagnerà e tanti ci  perderanno. Dettaglio: tra le persone che ulteriormente si arricchiranno c’è il Presidente Usa.
E tra le persone che diventeranno ancora più povere tanti cittadini che saranno stati molti tra i suoi elettori e sostenitori. La legge del contrappasso ha colpito un’altra volta. Intanto in Ucraina e Palestina la situazione continua a peggiorare. A Torino i Bonacciniani masticano amaro. Non sopportano più la segretaria del PD. Cose che capitano quando si è data  a tutti la possibilità di votare in un partito che non è il loro. Concludendo: Salvini gracchia ed il povero Tajani è certo che dovrà fare spazio a PierSilvio Berlusconi.
Forza Italia non è solo stata fondata da Berlusconi. Forza Italia è la famiglia Berlusconi.
Dunque?  Le cose peggiorano di giorno in giorno.
PATRIZIO TOSETTO

“Voci dal Bosco” a Chiusa Pesio

Si fa spettacolo e laboratorio teatrale immersi nella natura, parte viva del racconto scenico

Domenica 20 luglio, dalle 17,30

Chiusa Pesio (Cuneo)

Palcoscenico e posti a sedere? Tutto lì. Nel “bosco”. Fra piante secolari e l’erba del prato. Perché è da lì, dal bosco, che tutto nasce e prende forma. Gesti, narrazione, emozioni, sogni, fantasia, immaginazione. Il bosco è, ad un tempo, pagina narrata e pagina narrante. Il bosco è lui stesso attore. E lo é da sempre. La prova? Eccola! Ben bene servita, la prossima domenica 20 luglio, a partire dalle 17,30, presso il “Bosco de le Moie”, all’interno dell’azienda agricola “Lungaserra – La Terra dei Muli”, a Chiusa Pesio (all’ingresso dell’omonima Valle che, in altitudine va 575 metri del capoluogo fino agli oltre 2600 delle cime più alte), dov’è in programma “Voci dal bosco”, spettacolo, ma anche “laboratorio” teatrale di e con Elena Borgna, antropologa regista attrice e “teatrautrice”, come lei stessa ama definirsi.

L’iniziativa, adatta alle famiglie e aperta a tutte le età, è il primo appuntamento pubblico del progetto “Alberi Maestri”, della “Società Cooperativa Sociale Etic.a” (impegnata in attività per il “Sociale”), nato nel 2025 grazie al contributo della “Fondazione CRC” e in collaborazione con la cuneese “Noau officina culturale”.

Per partecipare all’evento è richiesta la prenotazione, scrivendo a coopsocetic.a@gmail.com o chiamando il numero 333/7460163 (Daniela).

L’ingresso è ad offerta libera.

 “Lo spettacolo – sottolineano gli organizzatori – vuole essere un viaggio comico e poetico nella dimensione vegetale, un tentativo immersivo di sintonizzazione inter-specie. Lo ‘spirito del bosco’ si manifesta all’assemblea dei viventi, gli alberi prendono la parola per deliberare sul destino dell’umanità e partecipare alla creazione di mondi: punti di vista che si incontrano, si scontrano, si fraintendono e si trasformano. In un gioco di metamorfosi successiva l’attrice si fa così portavoce di relazioni, racconti, miti e leggende che legano da sempre gli uomini, le piante, i funghi e tutti i piccoli esseri brulicanti”.

Spettacolo e “laboratorio” teatrale, si diceva. Al termine del primo, infatti, il pubblico potrà prendere parte ad un “laboratorio” scenico guidato dalla stessa Elena Borgna che cercherà di portarvi ad una piena sintonizzazione con le molteplici specie vegetali del bosco, dove, alle 20, sarà di scena la “musica” con il Trio acustico “Rhythm Travellers” e, nel contempo, ci si potrà rifocillare con un “aperitivo vegetariano” curato da “Atelier Mal’Erba” e ammirare le opere in argilla dell’artista cubano Orlando Quinones.

L’appuntamento, come detto, si tiene all’interno de “La Terra dei Muli” (una fattoria didattica, guidata da Luciano Ellena, mastro mulattiere, e Daniela Turco, arte terapista, operatrice di “pet therapy” e guida turistica) dove i muli e gli asini vengono allevati e impiegati durante l’anno in “trekking someggiati” per il rifornimento dei numerosi rifugi della zona o per “attività di formazione” e dove nel 2024, grazie ai contributi di “Fondazione CRC”, nell’ambito dei bandi “Percorsi di sostenibilità” ed “Impegnati nei diritti”, la Cooperativa “Etic.a” ha iniziato un percorso di bonifica e di ripristino del cosiddetto “Bosco de le Moie”, per “ridare alla collettività un luogo immerso nella natura dove vivere esperienze di benessere fisico e mentale”. Per “staccare la spina” da routines quotidiane defaticanti e logoranti consigliere ai passi benefici (?) cui si affidano ripetitivamente le nostre comuni giornate.

g.m.

Nelle foto: Elena Borgna in scene dallo spettacolo “Voci da Bosco” (credits Davide Commandù)

Borse studio Edisu: Pd attende parere studenti e rettori

 “VIGILEREMO PERCHE’ SIANO COPERTE AL 100%”

In VI Commissione del Consiglio regionale è stata esaminata la proposta di deliberazione contenente “Criteri generali per l’attivazione, da parte dell’EDISU Piemonte, dei bandi di concorso relativi all’erogazione delle borse di studio e altri servizi l’a.a. 2025/2026”.

Il Gruppo del Partito Democratico non ha espresso parere sul testo presentato perché, pur comprendendo la necessità di procedere all’approvazione in tempi stretti affinché le borse vengano pagate secondo le scadenze previste, preferisce attendere l’acquisizione dei pareri di Coreco (conferenza rettori) e dei rappresentanti degli studenti.

Il Partito Democratico vigilerà affinché le risorse poste a Bilancio per il prossimo anno accademico siano sufficienti per consentire la copertura al 100% degli aventi diritto. Del resto l’Assessore Chiorino ha ribadito in Commissione che raggiungere questo obiettivo è nelle sue intenzioni. Staremo a vedere!

I Consiglieri regionali del Gruppo del Partito Democratico

Esami digitali in sicurezza al Dipartimento di Management “Valter Cantino”

 UniTo: completata con successo la sperimentazione in modalità BYOD e CLB con Safe Exam Browser e configurazioni avanzate su Moodle e Wi-Fi UniTo.

Si è conclusa con esito positivo la seconda fase della sperimentazione delle sessioni d’esame in formato digitale per i corsi di Accounting del Corso di Laurea in Economia Aziendale del Dipartimento di Management dell’Università di Torino.

Le prove si sono svolte interamente con utilizzo del device personale dello studente, la connessione Wi-Fi d’Ateneo e il software Safe Exam Browser (SEB), integrato nel quiz su Moodle. In parallelo, per coloro che erano sprovvisti di un dispositivo personale, è stata offerta la possibilità di sostenere l’esame nei laboratori informatici della Scuola, utilizzando i Thin Client con gli stessi parametri di sicurezza e piattaforma e-learning Moodle.

L’iniziativa ha coinvolto centinaia di studenti ed è stata progettata con l’obiettivo di garantire massima sicurezza, trasparenza e affidabilità nello svolgimento delle prove scritte. L’utilizzo di SEB ha consentito di bloccare ogni funzione estranea all’ambiente d’esame, assicurando condizioni omogenee e prevenendo qualsiasi forma di irregolarità. “L’esperienza rappresenta un modello replicabile anche per altri insegnamenti ed un ulteriore passo verso un’università più innovativa, attenta all’integrità accademica e all’evoluzione digitale della didattica”, ha dichiarato Paola De Vincentiis, Direttrice del Dipartimento di Management.

Grande soddisfazione è espressa anche dalla Presidente del Corso di Laurea in Economia Aziendale, che ogni anno accoglie circa mille matricole e garantisce il pieno interesse da parte delle aziende del territorio e internazionali per i laureati.

L’esperienza è stata estremamente positiva: gli studenti si sono dimostrati collaborativi e il sistema ha funzionato senza criticità. Questo conferma la solidità delle soluzioni adottate, che garantiscono anche inclusività e oggettività nello svolgimento della prova e apre la strada a una digitalizzazione sostenibile delle prove valutative”, afferma Simona Alfiero, Presidente del Corso di Laurea.

La fase di implementazione è stata preceduta da una comunicazione chiara, dall’elaborazione di guide operative e dallo svolgimento di simulazioni durante il periodo didattico, per consentire a studentesse e studenti di affrontare l’esame con sicurezza e consapevolezza.

Il progetto ha beneficiato dell’assistenza della Direzione Sistemi Informativi, Portale, E-learning di Ateneo e del team E-learning della Scuola di Management ed Economia che hanno assicurato l’infrastruttura tecnica ed i servizi a supporto per il regolare svolgimento delle prove d’esame.

Per informazioni
Dipartimento di Management “Valter Cantino” – Università degli Studi di Torino

 

Nome di battaglia, Camelia

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Lucia si faceva chiamare Camelia. Per quale ragione avesse scelto quel nome di battaglia era un mistero. Gianpiero, il Bruno, sosteneva derivasse dalla passione per le piante che il padre coltivava nel parco della Villa delle Rose, dove svolgeva la mansione di giardiniere per i marchesi d’Angera. Mario, il Milanese, accennava ad una storia ben diversa, riferita in confidenza da Giacinta, la miglior amica di Lucia. “Nel linguaggio dei fiori – raccontò – la camelia è sinonimo di bellezza e devozione eterna tra gli innamorati. Ma in questo caso l’amore è finito in tragedia quando Martino, il promesso sposo di Lucia, uscito in barca per pescare, era annegato durante un’improvvisa burrasca che l’aveva colto quand’era al largo di Stresa”. E forse quella era la ragione della malinconia che rivela il suo sguardo triste. Parlava poco, Camelia.

Al peso che portava nell’anima per quella disgrazia si era aggiunto quello del padre che era stato deportato in Germania con un gruppo di altre persone, durante una retata delle SS. L’episodio, con le sue drammatiche conseguenze, era avvenuto sulla sponda magra del Verbano, a Sesto Calende, nei pressi della Savoia-Marchetti, l’azienda aeronautica che da poco aveva cambiato come in SIAI Marchetti. La villa dei marchesi d’Angera si trovava da quelle parti e il giardiniere venne arrestato insieme a un gruppo di operai accusati di aver sabotato gli aerei destinati alla Regia Aeronautica. Una dannatissima disgrazia per lui, di cui non si seppe più nulla, e anche per la ragazza che, orfana di madre morta nel darle la luce, era rimasta sola e senza parenti prossimi, se si escludeva un anziano cugino della madre che viveva a Saronno. Così Lucia prese la sua decisione. Contattati i partigiani della banda del Mottarone, si unì a loro con quel nome – Camelia – che crucchi e camicie nere impararono ben presto a temere. La notte profumava d’erba tagliata. Merico, nell’alpeggio più a est di Vidabbia, si era dato da fare con il taglio maggengo, per ottenere il foraggio più ricco di graminacee per le sue due vacche. Benedetto uomo! Grazie a quel latte, che generosamente ci forniva insieme ad un poco di farina gialla, si riusciva a calmare i brontolii della fame che salivano cupi dai nostri stomaci spesso vuoti. Rannicchiato dietro a un masso erratico, ricoperto di una patina verdastra di muschi e licheni, guardai su verso il crinale, oltre la chioma degli ultimi alberi. La luna, tonda e bianca come latte appena munto, segnava il profilo del monte Zughero. Poi, volgendo lo sguardo verso il lago, vidi che la luna riverberava quella sua luce sulla superficie dell’acqua, accarezzandola. Una larga fascia d’argento si stendeva tra le due sponde, da Baveno a Pallanza. Le isole Borromee parevano macchie scure e buie, annegate in quella luce. Le rive erano anch’esse tenebrose, con le poche luci soffocate dal coprifuoco. Pensai a chi era giù, nei paesi. Dormivano, dietro quelle persiane chiuse? O erano ancora svegli, tormentati dall’insonnia in quei tempi tristi e duri? E se dormivano, com’era il loro sonno? Sereno o agitato? Sognavano o il loro riposo era ghermito dagli incubi? Chissà. Io, intanto, qui di vedetta con gli occhi che tentavano di chiudersi per la stanchezza e la testa pesante, pensavo a come sarebbe stato il giorno in cui avremmo finalmente raggiunto la libertà, posando il fucile, tornando a casa. Ci saremmo arrivati, a quel giorno? E quando? E chi, di noi? Non certamente Maurizio, l’amico più caro di Camelia. Dinamite, così aveva scelto di farsi chiamare, era morto in quella maledetta, gelida alba sulle balze del monte Camoscio. Non era rientrato al comando. Attendemmo a lungo e poi mandammo alcuni uomini a pattugliare il bosco delle querce verso la cava di granito. Lo trovammo io e Pernod, all’indomani, morto. Era duro, rigido, con la pelle diafana per il freddo. Una smorfia in volto che pareva quasi un mezzo sorriso e la camicia lacera, strappata sul petto dalla raffica di mitra che l’aveva falciato. Accanto al suo, il corpo di Rolando. Aveva solo sedici anni e, con il suo moschetto, quasi più grande di lui, l’aveva accompagnato in quella che era stata la loro ultima missione. Camelia era distrutta dal dolore ma quando si riprese disse che l’avrebbero pagata quei delinquenti in camicia nera e i loro alleati tedeschi. Era il 24 dicembre, la vigilia di Natale del 1943. Una festa triste, dove nessuno ebbe voglia di aprir bocca. Solo Marcello, che aveva studiato in seminario, mormoro una breve preghiera: “L’eterno riposo dona a loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen”.

Marco Travaglini

Poste, Progetto Polis: pergamena ai sindaci

Nell’ambito del progetto “Polis”, promosso da Poste Italiane con l’obiettivo di favorire la coesione sociale e territoriale dei piccoli comuni, 69 sindaci della provincia di Torino hanno ricevuto una pergamena celebrativa come simbolo di riconoscimento e gratitudine per la collaborazione mostrata durante la realizzazione degli interventi previsti dal progetto.

Il progetto “Polis” prevede la riqualificazione degli uffici postali dei comuni al di sotto dei 15mila abitanti con una serie di interventi che, oltre alla ristrutturazione completa delle sedi, comprendono nuovi dispositivi digitali, soluzioni per l’inclusione e l’accessibilità, infrastrutture di rete e soprattutto l’erogazione a sportello di una molteplicità di servizi della Pubblica Amministrazione.

Nei comuni della provincia di Torino dove Polis è stato realizzato, i cittadini possono già cogliere appieno il valore aggiunto della vera e propria trasformazione degli uffici postali completamente rinnovati, più efficienti, accoglienti, inclusivi e, grazie al primo step di ampliamento dell’offerta postale tradizionale, ottenere a sportello i certificati INPS, i documenti anagrafici, le pratiche giudiziarie.

I primi risultati sono evidenti: i cittadini possono accedere a una vasta gamma di servizi con tempi di attesa notevolmente ridotti, evitando spostamenti talvolta lunghi e difficoltosi soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Con il progetto “Polis”, che su Torino e provincia interesserà 268 uffici postali dei 287 comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, Poste Italiane dimostra di operare sul territorio non solo come società di servizi ma anche come presidio di fiducia e coesione nazionale.

In un contesto in cui in molte realtà periferiche si assiste a una progressiva riduzione dell’offerta dei servizi, Poste Italiane non solo mantiene la sua capillarità ma rafforza la propria presenza investendo nel futuro del territorio con progetti, interventi e iniziative concrete finalizzate a valorizzare le comunità meno densamente abitate per un’Italia più inclusiva, connessa e vicina ai bisogni di ogni cittadino e di ogni comunità.