L’iniziativa sarà presentata anche a Torino
RAFFORZARE IL TURISMO NELLE VALLI ALPINE EUROPEE, IL PROGETTO REALIZZATO DA LONELY PLANET CON UNCEM

RAFFORZARE IL TURISMO NELLE VALLI ALPINE EUROPEE, IL PROGETTO REALIZZATO DA LONELY PLANET CON UNCEM

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Sabato 6 settembre 2025, per il Read a Book Day, l’evento internazionale che celebra e incoraggia la lettura, torna “il Giardino dei Poeti” nell’ambito della rassegna Estate Reale 2025 – Una sera al museo, organizzato dai Musei Reali di Torino con l’associazione Liberipensatori Paul Valery, la direzione artistica di Stefania Rosso e l’ensemble musicale AmbosMundos, guidato da Matteo Castellan insieme a Veronica Perego e Cécile Delzant, nel quale attori e attrici animano i Giardini Reali con performance di poesia, reading poetici e musica dal vivo.
Dalle 19.45 alle 22.45 nello spazio del Giardino Ducale i performer accompagneranno il pubblico con un “menù poetico” dedicato a ciascun partecipante: più di 20 interpreti saranno a disposizione del pubblico che sceglierà direttamente, secondo il proprio gusto e ispirazione, poesie e monologhi, dedicandosi un momento unico, bello e speciale in una cornice altrettanto unica e magica. Il tutto accompagnato dalle note dell’ensemble AmbosMundos.
Il Giardino dei Poeti è parte integrante di Estate Reale 2025, la rassegna culturale dei Musei Reali di Torino che trasforma il patrimonio storico del centro cittadino in un palcoscenico d’eccezione. Musica, teatro, poesia e arti performative si intrecciano in oltre venti appuntamenti serali e diurni, all’interno di alcuni dei luoghi più affascinanti del complesso museale, dal Teatro Romano ai Giardini Reali. Natura, stagioni e musica sono i temi chiave dell’edizione 2025, che esplora il dialogo tra le arti e il tempo, tra passato e presente e che festeggia la riapertura al pubblico del Giardino di Levante.
La musica di AmbosMundos, in una scaletta di brani originali e di grandi autori, è una peculiare sintesi tra world music e linguaggio jazz. Un suggestivo viaggio tra i suoni del mondo che è l’accompagnamento perfetto per un dialogo segreto, intimo e unico tra note, versi e pubblico.
Durante l’iniziativa “Il Giardino dei Poeti”, uno speciale percorso museale comprenderà la visita alla Biblioteca Reale e alla Galleria Sabauda, aperte dalle 19.45 alle 23.30 (con ultimo ingresso alle ore 22.45); si potrà accedere all’evento nei Giardini Reali e partecipare alla visita libera con un biglietto speciale dal costo di 5 euro. La Caffetteria Reale resterà aperta per tutta la serata con una speciale selezione di cocktail dedicata all’Estate Reale 2025 (per prenotare un “Aperitivo Reale” da € 15.00, scrivere a eventi@caffetteriareale.it). Info: mr-to.eventi@cultura.gov.it Biglietteria in sede la sera stessa oppure online al seguente link: https://www.ticketone.it/event/musei-reali-estate-reale-musei-reali-di-torino-20186471/
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AGENDA APPUNTAMENTI FONDAZIONE TORINO MUSEI
5-11 settembre 2025
VENERDI 5 SETTEMBRE
Venerdì 5 settembre dalle ore 18
MOSTRE D’ARTE TRA ITALIA E GIAPPONE NEGLI ANNI VENTI. IL CASO DI ETTORE VIOLA
MAO – Conferenza a cura di Motoaki Ishii, Università delle Arti di Osaka
Introduce Stefano Turina, Università degli Studi di Torino
In collaborazione con CeSAO – Centro Studi sull’Asia Orientale
Nel 1923 l’ambasciatore del Regno d’Italia a Tokyo, Giacomo De Martino, ebbe l’idea di organizzare una mostra d’arte italiana nella capitale del Giappone che però venne sopressa due volte: la prima a causa del Grande Terremoto del Kanto avvenuto lo stesso anno e la seconda per l’opposizione dell’importante critico d’arte Ugo Ojetti. Bisognerà aspettare il 1928 per vedere sbarcare la prima mostra d’arte italiana contemporanea a Tokyo grazie al deputato e militare Ettore Viola. Lo stesso Viola collaborò in seguito alla realizzazione della celebre mostra d’arte giapponese a Roma nel 1930. La conferenza indagherà le travagliate vicende dell’organizzazione della prima mostra d’arte italiana in Giappone grazie a Ettore Viola, e dell’importante mostra d’arte giapponese giunta poi in Italia.
Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti disponibili.
Nato a Maebashi, Gumma, Giappone, il Prof. ISHII Motoaki si è laureato in Legge presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università statale di Tokyo, poi in Lingua e Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere della medesima università. Cambiando l’indirizzo a Storia dell’Arte, ha conseguito il titolo di Master e il Ph. D. nel 1997 alla Graduate School dell’Università di Tokyo. Nel frattempo si è recato in Italia grazie a una borsa di studio del Governo Italiano ottenendo nel 2001 il Ph. D. alla Scuola Normale Superiore di Pisa con la tesi dal titolo “Venezia e il Giappone – studi sugli scambi culturali nella seconda metà dell’Ottocento”. Attualmente il professore ordinario all’Università delle Arti di Osaka, il prof. Ishii ha tenuto un corso sulla storia degli scambi culturali tra l’Italia e il Giappone al Corso di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale e Arti visive, spettacolo e design dell’Asia Orientale dell’Università degli Studi di Milano nel 2019.
Venerdì 5 settembre dalle ore 18.30
S.O.N.O.G.E.O.M.E.T.R.I.A. Un’azione condivisa tra scultura e suono, sguardo e corpo.
FINISSAGE MOSTRA ALICE CATTANEO. DOVE LO SPAZIO CHIAMA IL SEGNO
GAM – Performance musicale
Intervento sonoro di Alice Cattaneo, Chiara Lee e freddie Murphy
Performer: Camilla Soave
All’interno della mostra dedicata al lavoro di Alice Cattaneo, Dove lo spazio chiama il segno, S.O.N.O.G.E.O.M.E.T.R.I.A. è un intervento site-specific a sei mani (e molti speaker) che mette in dialogo le sculture dell’artista con una tessitura sonora, composta da gesti, materiali e frammenti d’ambiente.
Nessuna messa in scena, nessuna interpretazione: piuttosto un attraversamento diretto e spaziale, materico e organico.
Una performer, corpo consapevole, interagisce con le opere tramite una serie di azioni minime: attivazioni sonore che si espandono nello spazio attraverso dieci casse Bluetooth, ognuna depositaria di un suono-ombra. Sono i suoni delle opere stesse, raccolti e registrati — lo spostamento, la caduta, il trascinamento, la frizione con il suolo — e poi lavorati per essere reimmessi nello spazio come eco materiche. Una forma di campionamento ambientale che si fa geografia, archivio, presenza.
Durante l’intervento, il suono si dispone nello spazio, si sedimenta, si sovrascrive negli interstizi dell’ambiente. L’interfono — come gesto finale e intrusivo — interrompe e ridefinisce il paesaggio acustico, mentre la performer raccoglie e riposiziona le casse in un nuovo assetto.
Il giardino che ne emerge, o foresta sonora, diventa un’ulteriore opera, effimera ma concreta, in cui tutto si stratifica e si tiene: corpo, gesto, materia, voce degli oggetti.
L’installazione rimarrà visitabile fino al 7 settembre.
Info: gamtorino.it
SABATO 6 SETTEMBRE
Sabato 6 settembre ore 12-16
FINISSAGE MOSTRA HAORI
MAO – presentazione catalogo, rinfresco e proiezione
La giornata di sabato si apre con la presentazione del catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale. Il catalogo si sviluppa seguendo passo dopo passo il percorso espositivo e le sue sezioni tematiche, proponendo approfondimenti critici che offrono chiavi di lettura storiche, artistiche e culturali, con particolare attenzione alla complessità iconografica degli abiti esposti e al contesto in cui furono creati e indossati. Ampio spazio è dedicato alle opere degli artisti contemporanei invitati: Kimsooja Royce Ng, Yasujirō Ozu, Tobias Rehberger e Wang Tuo.
Il volume include inoltre saggi inediti a cura di Lydia Manavello, Silvia Vesco e Anna Musini, che approfondiscono temi quali l’estetica maschile nell’abbigliamento giapponese, le dinamiche storiche del periodo Taishō e Shōwa, e il ruolo della moda come veicolo di propaganda, identità e trasformazione culturale.
Il catalogo intende essere anche un dispositivo di lettura trasversale, che consente di cogliere le interconnessioni tra passato e presente, tra patrimonio materiale e riflessione artistica contemporanea. Un invito a proseguire idealmente il viaggio iniziato in mostra, alla scoperta di un Giappone più complesso e stratificato di quanto spesso le narrazioni canoniche lascino immaginare.
Al termine della presentazione, sarà offerto un light lunch a tutti i partecipanti, un momento di convivialità per favorire il dialogo tra esperti, appassionati e visitatori.
Nel pomeriggio, alle ore 14, il programma prosegue con la proiezione del film Inizio d’estate (1951), capolavoro di Yasujirō Ozu che, attraverso la sua poetica delicata e profonda, offre uno sguardo intimo sulla società giapponese dell’epoca.
L’ingresso è gratuito previa prenotazione al link.
DOMENICA 7 SETTEMBRE
Domenica 7 settembre
CHIUDONO LE MOSTRE ALLA GAM
FAUSTO MELOTTI. LASCIATEMI DIVERTIRE!
ALICE CATTANEO. DOVE LO SPAZIO CHIAMA IL SEGNO
GIOSETTA FIORONI
Info: gamtorino.it
Domenica 7 settembre
AL MAO CHIUDONO LA MOSTRE
HAORI. Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone
ADAPTED SCENERIES
PAESAGGI DA SOGNO. Le 53 stazioni della Tokaido
Info: maotorino.it
Domenica 7 settembre ore 15
PROIEZIONE VIAGGIO A TOKYO (1953) DI YASUJIRŌ OZU
MAO – proiezione film in occasione del finissage della mostra Haori
Domenica 7 settembre alle ore 15 il MAO propone la proiezione del maggiore capolavoro di Ozu, Viaggio a Tokyo (1953). Il film, unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi film della storia del cinema di tutti i tempi, esplora con straordinaria sensibilità i mutamenti della società giapponese nel secondo dopoguerra, dialogando idealmente con i temi di trasformazione culturale e sociale evocati dalla collezione di abiti in mostra ma, al contempo, evocando emozioni universali.
L’ingresso è gratuito previa prenotazione al link.
LUNEDI 8 SETTEMBRE
Da lunedì 8 a giovedì 11 settembre
FUTURES LITERACY / CAPTURING THE INTANGIBLE
GAM – Workshop
Negli spazi della GAM si svolge il workshop condotto da Caterina Tiazzoldi, architetta e artista di fama internazionale. L’iniziativa è rivolta in particolare agli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, al Politecnico di Torino ed altri cittadini. Rappresenta un’opportunità formativa di alto livello per riflettere, creare e dialogare intorno al tema dei futuri urbani. Il laboratorio esplorerà, attraverso il quadro concettuale dell’UNESCO Futures Architecture Literacy e il Progetto Europeo Dialog City (https://dialogcity.eu/), come lo spazio pubblico possa diventare luogo di socializzazione e visione condivisa, utilizzando strumenti digitali, materiali riciclati e pratiche collaborative.
Info e prenotazioni: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it e sul sito
MERCOLEDI 10 SETTEMBRE
Mercoledì 10 settembre
PROIEZIONE A THOUSAND DREAMING PLATEAUS DI DABAL KIM
MAO – dal 10 al 20 settembre – proiezione in loop
Il MAO, in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Corea, propone la proiezione del film A Thousand Dreaming Plateaus, cinepoema di 14 minuti senza dialoghi che attraversa tre luoghi simbolici della Corea del Sud: dall’antico altare imperiale di Hwangudan a un’isola immaginaria dove acqua e terra si fondono. Privo di una narrazione lineare, il film si configura come uno scavo poetico del tempo, sulle tracce di riti dimenticati e paesaggi in continua trasformazione.
Attraverso performance scultoree e gesti rituali, l’opera esplora le intersezioni fluide tra memoria, corpo e territorio, trasportando lo spettatore in un regno ipnotico e sensoriale. Il titolo evoca una molteplicità di significati stratificati: “mille” indica infinite variazioni, “sognare” è un viaggio tra memoria e realtà, mentre “altopiani” allude a paesaggi contemplativi in cui storia e natura si riscrivono costantemente.
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
GIOVEDI 11 SETTEMBRE
Giovedì 11 settembre ore 18:00
RICCARDO VENTURI
Giardini di carta. L’erbario dalla botanica alle arti visive
GAM – conferenza del ciclo RISONANZE – Primo ciclo di Conferenze tra Arte e Filosofia
Tra giugno 2025 e marzo 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone. Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.
Quarto appuntamento:
RICCARDO VENTURI
Giardini di carta. L’erbario dalla botanica alle arti visive
Curioso è il destino dell’erbario: nato come strumento scientifico nelle mani della botanica per raccogliere, classificare e illustrare specimen vegetali, come farmacopea o elenco di farmaci, non ha cessato di affascinare filosofi, scrittori e artisti. Senza ricusare la sua origine scientifica, l’erbario è così diventato un giardino di carta, un dispositivo verbo-visivo o un iconotesto poetico da cui si sprigiona la potenza delle immagini, la capacità di cogliere il dettaglio, di salvare l’effimero dall’oblio. Malgrado il carattere mortifero delle piante seccate e spillate sulla pagina, l’erbario è stato percepito come un eden in miniatura se non come un vero e proprio oggetto magico, una rêverie capace di riconnetterci e non alienarci al mondo vivente. Radicato nella tradizione naturalista, non mancano infine tentativi di realizzare erbari della vita quotidiana e urbana, a partire dal flâneur – quel “botanico del marciapiede” impegnato a erborare sull’asfalto, secondo la visione di Baudelaire e Walter Benjamin – e fino all’ecologia ferroviaria. Con questo intervento mi propongo di rivenire sulla parabola e sul destino degli erbari, dalla botanica alle arti visive.
Costo per ogni conferenza: 6€
Abbonamento per le 6 conferenze: 27,96 € comprensivo del diritto di prevendita
Acquisto solo online a questo link: https://www.gamtorino.it/it/evento/riccardo-venturi-giardini-di-carta-lerbario-dalla-botanica-alle-arti-visive/
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO a cura di Cooperativa Sociale Mirafiori. Per informazioni e prenotazioni: 011.52.11.788 – prenotazioniftm@arteintorino.com |
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/gam.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/mao.html
https://www.arteintorino.com/visite-guidate/palazzo-madama.html
Per la rassegna Forte di Bard Incontri, sabato 30 agosto 2025, alle ore 16.15, è in programma la conferenza sul tema L’Impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump. Firme prestigiose del giornalismo e della ricerca a confronto sulle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo.
In collaborazione con la rivista online Le Grand Continent.
Il primo panel, “Effetto Trump: gli Stati Uniti tra caos e impero”, vedrà confrontarsi Alessandro Aresu, Oliviero Bergamini, Giovanni Borgognone e Lou Fritel, moderati dalla giornalista Maria Tadeo. L’attenzione sarà rivolta al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle implicazioni globali del suo secondo mandato, tra politica interna, relazioni internazionali e il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.
Il secondo panel, “La geopolitica di Dio: la Chiesa di Leone XIV nel mondo di Cirillo e J. D. Vance”, riunirà voci di primo piano come Delphine Allaire, Virginie Larousse, Alberto Melloni e Olivier Roy. Il dibattito affronterà il ruolo delle religioni nello scenario geopolitico attuale, dall’America evangelica alla Russia ortodossa, passando dalle strategie vaticane.
Infine, “Si può fare? L’Europa e la ricerca dell’autonomia perduta” metterà a confronto Marc Semo, Marc Lazar e Alessandra Sardoni, sotto la guida di Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent. Un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi autonomia strategica europea: un’aspirazione retorica o un obiettivo politico concreto?
Per conoscere il programma clicca qui
Sarà un compleanno speciale quello che Film Commission Torino Piemonte si appresta a festeggiare a Venezia: un quarto di secolo a sostegno delle produzioni cinematografiche e audiovisive, della creatività e della forza produttiva della regione.
Questo anniversario coincide con un traguardo prestigioso: il film scelto per l’apertura dell’82a edizione, La Grazia, l’atteso lungometraggio scritto e diretto dal premio Oscar Paolo Sorrentino, è stato infatti girato a Torino con il sostegno della Fondazione e sarà presentato in Concorso in anteprima mondiale domani, mercoledì 27 agosto.
Un risultato che conferma Torino e il Piemonte come set e laboratorio creativo di primo piano, capaci di attrarre grandi autori e nuove produzioni riconosciute anche a livello internazionale.
FTCP porta inoltre a Venezia 82. altri tre progetti, un lungometraggio, un documentario e un cortometraggio, realizzati sul territorio grazie ai propri fondi e servizi.
Il furto più clamoroso è quello della notte tra il 24 e il 25 agosto 2025 quando Torino è stata teatro di un fatto clamoroso: durante la Vuelta al Piemonte, alcuni ladri hanno scassinato il furgone della squadra Visma–Lease a Bike e portato via quindici biciclette professionali del valore complessivo di circa quattrocentomila euro, tra cui quelle destinate al campione Jonas Vingegaard. Alcuni mezzi sono stati ritrovati poco dopo in un campo, ma l’episodio ha suscitato grande scalpore perché ha colpito uno degli eventi ciclistici più importanti d’Europa. Come se non bastasse, ha fatto scalpore anche il concomitante furto della bicicletta dello scrittore Bruno Gambarotta. In realtà però chi vive a Torino sa bene che il furto delle bici non è un fatto isolato legato alla corsa spagnola e non riguarda solo le bici di pregio dei ciclisti professionisti: in città spariscono ogni anno migliaia di mezzi, ad esempio nel 2022 le denunce ufficiali sono state oltre mille, cioè una media di tre biciclette sottratte al giorno, senza contare tutti i casi non segnalati. In passato lo storico servizio di bike sharing ToBike oggi dismesso aveva subito danni enormi, con centinaia di biciclette rubate o vandalizzate nel giro di pochi anni, riducendo drasticamente la disponibilità per gli utenti. Alcune stime parlano di un terzo dei furti commessi da gruppi organizzati, che rivendono le bici attraverso reti parallele, spesso fuori città. Proprio per questo sono nati negli ultimi anni diversi gruppi Facebook e comunità online dove i cittadini pubblicano foto e segnalazioni nella speranza di ritrovare il proprio mezzo o di aiutare altri ciclisti: “Bici rubate a Torino” è uno dei più frequentati e grazie alla collaborazione tra iscritti non mancano casi in cui la bici sparita viene rintracciata e restituita al proprietario. Anche la Polizia Municipale è impegnata nel contrasto al fenomeno: in passato ha sperimentato progetti mirati come il nucleo “Ladri di biciclette”, formato da agenti dedicati al recupero dei mezzi rubati e al monitoraggio dei luoghi di ricettazione, e ancora oggi pubblica online le immagini delle bici sequestrate per facilitare il riconoscimento da parte dei cittadini. Il lavoro delle forze dell’ordine è costante, ma si scontra con difficoltà pratiche e burocratiche: spesso chi subisce un furto deve rivolgersi a più uffici per presentare denuncia e i tempi del recupero sono lunghi, mentre i ladri hanno grande rapidità nello spostare e rivendere i mezzi. In questo quadro Torino appare come una città che vive quotidianamente il problema dei furti di biciclette, con numeri elevati e un fenomeno che non accenna a diminuire. L’episodio della Vuelta ha acceso i riflettori sul tema a livello internazionale, ma per i torinesi rappresenta solo l’ennesima conferma di una situazione che da anni penalizza chi sceglie le due ruote come mezzo di trasporto.
Quanto sta accadendo in Rai oggi era inimmaginabile nella Rai del Pentapartito e del Manuale Cencelli.
Ci fa senza dubbio rimpiangere la Prima Repubblica, i suoi riti, il buonsenso dei suoi politici, il senso del ridicolo che ieri c’era e oggi non c’è’ più…
Leggi l’articolo di Monica Macchioni su ilgraffio.net:
Rai, Sangiuliano e il codice etico. Grazie a Bonelli e De Cristoforo il re è’ nudo
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L’arrivo dell’estate porta con sé il desiderio di staccare la spina, rilassarsi e partire per qualche giorno – o qualche settimana – lontano da casa, ma è anche vero che, purtroppo, capita di salire in macchina o direttamente sull’aereo e sentire quel fastidioso tarlo nella testa: ho spento la caldaia? Il frigo prenderà odore? Il condizionatore funzionerà ancora al mio ritorno?
È proprio a causa di questi pensieri che si comprende l’importanza della manutenzione preventiva; una buona prassi che consente non solo di evitare guasti improvvisi, ma anche di partire serenamente, sapendo che tutto in casa è sotto controllo: rivolgersi con anticipo a un servizio di assistenza per la riparazione di elettrodomestici a Torino può fare la differenza tra una vacanza tranquilla e un ritorno rovinato da brutte sorprese.
Una semplice verifica dei principali apparecchi domestici, un controllo dei consumi, e magari anche un’occhiata al sistema idrico di doccia e lavandini, possono davvero fare la differenza, e non serve essere degli esperti: con un po’ di organizzazione, buonsenso e qualche consiglio mirato si può evitare di tornare dalle ferie e trovare casa in tilt.
È innegabile il fatto che gli elettrodomestici ci semplifichino la vita ogni giorno, ciononostante spesso li diamo per scontati, fino a quando non smettono di funzionare, e se ciò accadesse proprio durante una nostra assenza? Il rischio non è solo quello di un malfunzionamento al rientro, ma anche di potenziali danni collaterali: un freezer che si spegne può far marcire tutto il cibo al suo interno, o una lavastoviglie che perde può causare infiltrazioni, muffe, o addirittura allagamenti.
Ecco perché è fondamentale eseguire dei controlli mirati prima di chiudere la porta di casa per andare in vacanza. In particolare, vale la pena: spegnere completamente lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici; svuotare il frigorifero se si sta via per più di una settimana; scollegare i piccoli elettrodomestici che potrebbero surriscaldarsi o rimanere in standby inutilmente.
Raccomandiamo, inoltre, controllare lo stato dei cavi, delle prese elettriche e – dove possibile – attivare anche un salvavita automatico per proteggere l’impianto da sbalzi di tensione estivi, spesso causati dai temporali improvvisi: non è necessario cambiare gli elettrodomestici con modelli più recenti, bensì è molto più sensato dedicare un pomeriggio a questa “piccola revisione domestica”, che può rivelarsi preziosissima nel lungo periodo.
Quando pensiamo alla manutenzione domestica, la mente corre subito a cose come tenere le finestre chiuse, avere porte blindate e al massimo ai sistemi di allarme, ma ciò che fa davvero la differenza è quello che non si vede: l’impianto idraulico e quello elettrico.
Le perdite d’acqua, anche piccole, possono causare danni ingenti se trascurate per giorni, appunto quelle settimane in cui siamo in vacanza, dunque prima di partire è buona norma chiudere bene il rubinetto centrale dell’acqua per evitare qualsiasi rischio. Un rubinetto che gocciola può trasformarsi in una vera emergenza in nostra assenza; lo stesso vale per scarichi otturati o tubature vecchie che cedono con le alte temperature.
Per quanto riguarda l’impianto elettrico, oltre a scollegare gli apparecchi non necessari, è utile verificare che non ci siano fili scoperti o prese danneggiate; un breve blackout estivo potrebbe generare un cortocircuito in un punto debole dell’impianto, compromettendo la sicurezza generale di tutta la casa.
Proprio per questi casi esistono piccoli dispositivi, come i timer intelligenti o i relè smart, che permettono anche di simulare la presenza in casa con l’accensione programmata delle luci: non sono essenziali, ma possono essere utili per tenere sotto controllo l’abitazione anche da lontano, soprattutto nei periodi in cui il rischio furti è più elevato.
Il condizionatore è uno dei primi dispositivi che si accendiamo in estate e spesso uno degli ultimi a cui si pensiamo prima di partire, ma lasciare acceso o non controllato un sistema di climatizzazione per diversi giorni può essere non solo uno spreco energetico, ma anche un rischio per la salute dell’apparecchio stesso.
Dunque prima delle ferie è bene pulire i filtri, controllare che lo scarico della condensa funzioni correttamente e spegnere del tutto l’unità; lasciare il sistema in modalità automatica potrebbe attivarlo in nostra assenza, consumando tantissima energia inutilmente e mettendo sotto stress il motore.
Lo stesso discorso vale per deumidificatori, ventilatori e purificatori d’aria: la loro funzione non è necessaria in assenza di persone in casa e lasciarli in funzione non ha alcun vantaggio; inoltre, staccare completamente la corrente da questi apparecchi protegge anche da eventuali sbalzi elettrici o incendi dovuti a malfunzionamenti interni.
Premurarsi di fare manutenzione non significa solo prevenire problemi durante l’assenza; significa anche preparare al meglio la propria casa per il nostro ritorno, perché nessuno ama tornare da un viaggio e dover affrontare frigoriferi maleodoranti, ambienti caldi e irrespirabili, o peggio ancora, situazioni di emergenza.
Un consiglio utile è lasciare una finestra leggermente aperta con sistema di blocco antisfondamento o installare una ventola a basso consumo per evitare il ristagno dell’aria; se si ha un vicino fidato o un parente disponibile, chiedere una visita ogni tanto può essere utile per aerare le stanze e controllare che tutto sia in ordine.
Infine, è utile fare una checklist prima di partire: controllare l’impianto del gas, svuotare il cestino della spazzatura, spegnere router e modem se non si utilizzano dispositivi di smart home e lasciare l’ambiente ordinato. Piccole azioni che restituiscono una sensazione di pace una volta tornati, evitando lo stress di dover gestire problemi al rientro.
In un’epoca in cui tutto è veloce, connesso e tecnologico, il miglior modo per assicurarsi una vacanza davvero rilassante è proprio tornare alle basi: il controllo, la cura, la prevenzione.
Dedicare qualche ora alla manutenzione preventiva della casa prima di partire non è solo un gesto pratico, ma un atto di attenzione verso sé stessi e la propria serenità; significa partire con la testa libera, senza timori o rimorsi, sapendo che tutto è stato fatto per evitare imprevisti.
Una vacanza perfetta non inizia al check-in in aeroporto, ma a casa, quando ci si guarda intorno e si è certi che, qualsiasi cosa accada fuori, dentro le mura domestiche tutto è sotto controllo, e questo, oggi più che mai, è un lusso che vale la pena concedersi.
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Chiunque abbia assaporato almeno una volta la libertà che solo un mezzo a due ruote può offrire lo sa bene: non si tratta semplicemente di spostarsi, ma di vivere un’esperienza fatta di vento in faccia, curve dolci tra le colline, incontri inattesi e panorami che si aprono all’improvviso.
Soprattutto quando si decide di partire in Vespa in Piemonte, o con qualsiasi altro mezzo su due ruote, è fondamentale comprendere che la vera bellezza del viaggio risiede anche nella cura con cui ci si prepara a viverlo; perché un’avventura in sella, per essere davvero indimenticabile, richiede molto più che un pieno di benzina: servono preparazione, attenzione, e soprattutto uno spirito aperto alla scoperta.
Quando si affronta un itinerario in Vespa o in moto, specie in una regione dalle mille sfumature climatiche e morfologiche come il Piemonte, l’abbigliamento assume un’importanza inequivocabile; non basta una giacca qualunque, e nemmeno un paio di scarpe chiuse per sentirsi pronti. Serve qualcosa di più; serve una selezione di capi pensati per proteggere, adattarsi e accompagnare ogni chilometro.
Una giacca con protezioni integrate, meglio se traspirante e dotata di fodera removibile, è il primo alleato per affrontare le mattinate fresche di montagna e i pomeriggi caldi tra le colline delle Langhe; allo stesso modo, un buon pantalone da moto – anche qui con protezioni per ginocchia e fianchi – può fare la differenza tra un’escursione piacevole e una giornata passata a sistemare piccoli fastidi.
Non bisogna dimenticare i guanti: non solo per una questione di sicurezza, ma anche perché offrono una presa migliore sul manubrio e proteggono dal vento che, anche in estate, può diventare insistente, e infine, le scarpe: sempre meglio optare per un modello chiuso, con suola antiscivolo e buona aderenza, meglio ancora se resistente all’acqua, nel caso ci si imbatta in un acquazzone improvviso.
In Italia, il casco è obbligatorio per legge; ma ancor prima che un’imposizione normativa, dovrebbe essere vissuto come una scelta consapevole di tutela e benessere; scegliere un casco integrale o modulare significa proteggere sé stessi non solo in caso di incidente, ma anche da rumori, insetti, polvere e raggi UV.
Un casco ben ventilato, con visiera antigraffio e, se possibile, trattamento antiappannamento, è un compagno fedele per tutto il viaggio, e non solo: alcuni modelli permettono anche di inserire sistemi di comunicazione Bluetooth per restare in contatto con altri compagni di viaggio o per ascoltare una playlist pensata appositamente per accompagnare la strada.
La visiera, spesso sottovalutata, è in realtà essenziale: protegge gli occhi, migliora la visibilità e permette di affrontare tratti esposti al sole o al vento senza affaticare la vista; portarne una di ricambio o scegliere un modello con visiera interna parasole può essere un’ottima idea, soprattutto se si prevede di guidare nelle ore più luminose.
Una volta sistemato l’abbigliamento e il casco, è il momento di pensare a tutto ciò che può rendere il viaggio più fluido, sicuro e piacevole; anche in un viaggio che vuole mantenere uno spirito “leggero” e libero, una buona dotazione tecnica è fondamentale.
Un navigatore da moto o, in alternativa, un supporto impermeabile per smartphone con app GPS offline, diventa di fondamentale importanza per orientarsi tra le strade secondarie del Piemonte; dunque meglio evitare di affidarsi unicamente alla copertura internet, siccome alcune zone montane o più remote potrebbero non garantire segnale.
Un kit antiforatura, un mini compressore o una pompetta manuale, e un paio di cavi per la batteria sono piccoli oggetti che occupano poco spazio ma possono salvare un’intera giornata poiché non servono competenze da meccanico: basta sapere dove sono e come usarli in caso di emergenza.
Infine, una power bank per ricaricare il telefono, una piccola torcia a LED e magari un coltellino multiuso possono rivelarsi straordinariamente utili in decine di occasioni: da una pausa pranzo improvvisata a bordo strada a una piccola riparazione inaspettata.
Un aspetto spesso sottovalutato ma determinante nella riuscita di un viaggio in Vespa o in moto è la gestione del bagaglio: non si può portare tutto, ma ciò che si porta deve essere scelto con cura.
Una borsa da sella o uno zaino tecnico, con agganci sicuri e materiali impermeabili, è la base da cui partire, inoltre è importante distribuire il peso in modo uniforme per evitare squilibri in fase di guida: gli oggetti più pesanti andrebbero sistemati in basso e il più vicino possibile al centro del mezzo.
Abiti leggeri e facilmente lavabili, un cambio completo in caso di pernottamento di due giorni, e un capo “jolly” come una felpa tecnica o un pile, possono costituire un’ottima base.; portare con sé una mantella antipioggia compatta, infine, può salvare una giornata intera di viaggio.
Chi decide di viaggiare per più giorni potrebbe considerare anche l’uso di borselli da gamba o zaini con fascia toracica, comodi da indossare anche durante le soste e perfetti per custodire documenti, portafoglio, telefono e altri oggetti di uso frequente.
Prima di partire, è bene fare (o farsi fare) un controllo generale del mezzo: olio, freni, luci, pressione delle gomme, una piccola verifica preventiva può evitare spiacevoli inconvenienti, e anche un rapido check dell’assicurazione e dei documenti, da conservare sempre in una custodia impermeabile, è una buona prassi.
Se si è alle prime esperienze, conviene pianificare le tappe con cura o affidarsi a tour gestiti da professionisti: viaggiare con un gruppo capace di scegliere strade panoramiche ma sicure, evitare i tratti con troppo dislivello nei primi giorni, prevedere soste regolari per riposarsi e idratarsi.
Portare con sé una borraccia termica può essere un dettaglio intelligente, così come avere sempre a portata di mano una mappa cartacea della zona; il Piemonte, con i suoi saliscendi tra i vigneti delle Langhe, le curve dolci del Monferrato e i paesaggi aperti delle pianure vercellesi, è un territorio che invita a rallentare, a lasciarsi sorprendere, ma proprio per questo, occorre essere pronti a viverlo senza ansie né imprevisti, affiancati da figure con esperienza e che sappiano garantire la nostra sicurezza.
Viaggiare su due ruote, specialmente in una terra così variegata e accogliente come il Piemonte, è un’esperienza che lascia il segno; ma per viverla davvero a pieno, serve un’attrezzatura che unisca sicurezza, comodità e un pizzico di strategia.
Non è necessario avere l’attrezzatura più costosa o il mezzo più moderno: ciò che conta è la cura con cui si sceglie ogni dettaglio – dal casco alla giacca, dal navigatore al bagaglio fino alla compagnia con cui si parte – ogni elemento diventa parte integrante dell’avventura; e quando si rientra a casa, con le immagini di borghi sospesi nel tempo, i profumi delle colline e la sensazione del vento sulla pelle ancora impressi nei ricordi, si capisce che non si è semplicemente tornati, ma si è tornati diversi, con una storia da raccontare e già la voglia di ripartire.