ilTorinese

L’estate di casa Gianduja: Spettacoli, burattini, musica e magia nel cuore di Torino

Luglio e Agosto 2025

Casa Gianduja, Via Pettinati 10. Torino

Da un ex circolo ricreativo abbandonato nasce uno dei poli culturali più vivaci dell’estate torinese: Casa Gianduja, sede del Museo Teatro delle Marionette e dei Burattini, è pronta ad accogliere il pubblico con un cartellone estivo ricco di spettacoli, musica, laboratori e intrattenimento per tutte le età.

 

Fino al 15 agosto, questo spazio si anima con un programma accessibile e coinvolgente, pensato per famiglie, bambini, giovani e adulti.

Il calendario si articola in tre appuntamenti settimanali, ciascuno con una propria identità, per offrire al pubblico un’estate di cultura e divertimento all’aria aperta.

VENERDI’: IL CABARET CHE TI FA RIDERE… E POI PAGARE (SE TI È PIACIUTO!)

Ogni mercoledì sera, l’arena estiva ospita una rassegna di cabaret dal vivo curata da Mauro Villata, volto storico di Colorado Cafè. L’ingresso è gratuito, ma il pubblico potrà lasciare un contributo simbolico di 5 euro… solo se si sarà davvero divertito: è la formula “pay what you laugh”.

 

Un umorismo diretto e mai banale, con alcuni tra i comici più frizzanti della scena italiana:

25 luglio – Enrico Luparia – Attore, showman e artista di circo
1 agosto – Gabriele Rigo – Illusionista giovane e brillante, tra magia e risate

 

SABATO SERA: “ARTE VARIA” – SPETTACOLI CHE INCANTANO

I sabati di Casa Gianduja celebrano il teatro popolare in tutte le sue forme: musica, varietà, magia, danza e marionette, con spettacoli serali pensati per stare insieme e condividere emozioni. La rassegna “Arte Varia” rende omaggio allo spirito delle serate di una volta, tra leggerezza, qualità e sorpresa.

 

In programma:

19 luglio – Fantastico Show – Illusionismo con Beppe Brondino e Madame Zora
26 luglio – Gran varietà – Marionette e comicità in stile café-chantant con le marionette di Augusto Grilli
2 agosto – Serata danzante con DJ – Speciale anni ’70, ’80 e ’90
9 agosto – Arie d’operetta – Grandi melodie della tradizione italiana con le marionette di Augusto Grilli
14 agosto – Anguriata e serata danzante con DJ

Biglietti: intero 10€, ridotto 8€, gratuito over 65.

 

DOMENICA: I BURATTINI DEI BAMBINI (E DEGLI ADULTI CHE SANNO ANCORA SOGNARE)

Le domeniche sono dedicate ai più piccoli (e a chi ha ancora voglia di meravigliarsi). Si parte alle 17 con un laboratorio creativo, seguito alle 18 da uno spettacolo di burattini firmato dai migliori burattinai italiani. Un’occasione unica per avvicinarsi al teatro di figura attraverso gioco, fantasia e narrazione.

 

Ingresso: 8 euro – Gratuito fino a 3 anni

20 luglio – Farse meneghine – Valerio Saccà (MI)
27 luglio – Testacce di legno e gran bastonate – Riccardo Pazzaglia (BO)
3 agosto – Gianduja senza paura – Marco Grilli (TO)
10 agosto – Il castello degli spaventi – Miro Strinati (CE)
15 agosto – Ferragosto speciale – Anguriata e spettacolo con Il Cerchiotondo (LC)

 

Ingresso posto unico 8€, gratuito fino a 3 anni.

 

Possessori tessera ARCI prezzo ridotto.

 

https://marionettegrilli.it/casagianduja/

INFORMAZIONI

Casa Gianduja, Via Pettinati 10, Torino

Info: +39 334 261 7947

www.fondazionemarionettegrilli.it

La grande estate dell’artigianato valdostano

L’estate ad Aosta si illumina anche con l’artigianato: tradizione, innovazione e creatività nel cuore della città

L’artigianato valdostano non si ferma mai. Tra luglio e agosto, il centro storico di Aosta si trasforma in un vivace crocevia di tradizione e innovazione: un viaggio affascinante tra saperi antichi, abilità tramandate e nuove visioni, dove la creatività incontra la cultura in un continuo dialogo tra passato e futuro.

Si parte sabato 19 luglio con la 72ª Mostra Concorso: un appuntamento atteso, in piazza Chanoux, che ogni anno celebra le eccellenze dell’artigianato valdostano. Nata nel 1952 come competizione riservata agli scultori, oggi la Mostra abbraccia un’ampia varietà di settori: intaglio, tornitura, oggetti agricoli, tessitura, lavorazione del cuoio, ferro battuto, costumi, mobili e calzature tipiche. Ogni categoria è ispirata da un tema, su cui gli artigiani si cimentano dopo un attento lavoro di ricerca. Non mancano i manufatti denominati “ARTernativi”, frutto di linguaggi più contemporanei che, pur restando legati all’artigianato, superano le tecniche tradizionali.

Accanto alla Mostra, nelle stesse giornate, torna anche il Foire Festival, rassegna musicale che animerà le serate estive con le voci più suggestive del panorama corale valdostano e alcune speciali anteprime di eventi culturali.

Dal 31 luglio al 3 agosto, piazza Chanoux ospita anche l’Atelier des Métiers, espressione autentica del “saper fare” valdostano: un’esposizione che accoglie gli artigiani professionisti per offrire al pubblico manufatti unici, nati da passione, tecnica e inventiva. Qui, ogni stand racconta una storia, ogni pezzo in mostra è il risultato di un percorso di dedizione e maestria.

A portare una ventata di freschezza e sperimentazione ci pensa ORSOFF – il Fuori-Fiera, in programma dal 31 luglio al 3 agosto: 26 artisti e artigiani – provenienti dalla Valle d’Aosta, da altre regioni italiane e dalla Francia – metteranno in scena un laboratorio a cielo aperto, dove tradizione e innovazione si fondono. I materiali tipici dell’artigianato valdostano vengono riletti attraverso nuovi linguaggi artistici e approcci culturali differenti, offrendo al pubblico un percorso alternativo e stimolante. Gli oggetti sono in vendita e potranno essere acquistati.

 

In questa bella cornice, il 2 di agosto ogni angolo della città diventa palcoscenico per celebrare un patrimonio vivo e in continua evoluzione: con la 56Foire d’été, uno spaccato della millenaria Fiera di Sant’Orso, circa 400 artigiani invadono le strade della città raccontando a chi accorre dalla valle, o anche da fuori, una storia antica, fatta di sgorbie, scalpelli, mazzuoli, pialle, i cui suoni ci proiettano già, al solo ascolto, nella fine dimensione del lavoro manuale. Ma la Foire non è solo scultura: accanto al legno o al ferro infuocato, plasmati da sapienti mani, trovano spazio anche manufatti più artistici e meno tradizionali, di vetro, ceramica, rame, oro e argento. Si può godere anche di buon cibo, musica tradizionale, danze e spettacoli.

Un’estate a misura di artigiano, dove il passato incontra il futuro e ogni visitatore può sentirsi parte di un racconto collettivo fatto di bellezza, manualità e identità.

 

Per ulteriori informazioni: lasaintours.it

Treni, revocato sciopero dalle ore 3 del 20 alle ore 2 del 21 luglio

Aggiornamento: lo sciopero è stato revocato

La Segreteria regionale Piemonte e Valle D’Aosta dell’Organizzazione sindacale Orsa ha proclamato uno sciopero di 23 ore del personale mobile della Direzione Business Regionale di Piemonte e Valle D’Aosta di Trenitalia dalle ore 3.00 di domenica 20 alle ore 2.00 di lunedì 21 luglio 2025.

“FALLO”… Sì sì, proprio in quel senso! Embé…?

Dalle maioliche del Cinquecento alle trasgressive opere “erotiche” di Carol Rama, un “fil rouge” espositivo al torinese Museo “Accorsi – Ometto”

Fino al 14 settembre

“Fallo”. Ma no, non in quel senso. Non nel senso di “Fallo” come “voce del verbo fare, imperativo presente, seconda persona singolare”. Che avete capito? “Fallo”, proprio nel senso di cui non osavate, forse, far menzione parlando di un’esposizione d’arte. Eppure, sapete bene di quanti “falli” hanno perfino abusato secoli e secoli di storia dell’arte? Allora, per i più “lenti”, ve lo spiego, che fa più fine, con le parole – vangelo della “Treccani”“In anatomia comparata (più spesso nella forma lat. scient. ‘phallus’) trattasi dell’organo copulatore, o pene, dei vertebrati e tipico dei mammiferi. Nell’embriologia di questi ultimi, si dà il nome di ‘fallo’ a una sporgenza del tubercolo genitale che, nel maschio, dà origine al pene e, nella femmina, alla clitoride”. Tutto chiaro? E nessun bigotto stupore, se proprio con tale accezione (ripeto: “fallo” uguale a “pene”), Luca Mana, direttore della “Fondazione Accorsi-Ometto”, ha inteso presentare nei giorni scorsi la rara coppa in maiolica, precoce esempio di istoriato faentino del terzo decennio del XVI secolo, acquistata dal “Museo” di via Po, in un incontro dal titolo, per l’appunto benevolmente provocatorio, di “Fallo”.

Quale il soggetto?  Al centro della maiolica è raffigurata una giovane donna seduta, intenta a maneggiare dei “falli”. In prossimità del volto e della nuca, ne appaiono altri due, sotto forma di elementi onirici e anche sulla tesa sono dipinte, con buona maestria, quattro coppie di “falli” inseriti “araldicamente” in una elegante decorazione floreale. Acquisto compiuto oggi non a caso. La “coppa”, infatti ben s’inserisce nel percorso espositivo della mostra – “CAROL RAMA. Geniale sregolatezza” – dedicata, fino a lunedì 14 settembre e sotto la curatela di Francesco Poli e Luca Motto, alla figura e all’arte trasgressiva (pienamente “consacrata” solo in tarda età) della “nostra” Carol Rama, a celebrazione proprio dei dieci anni dalla sua scomparsa (Torino, 1918– 2015). E ben sappiamo quanto alla base dell’arte di Carol fosse sempre ben presente una sorta di “macabro, masochistico erotismo” (frutto dei non pochi eventi traumatici legati, soprattutto, alla sua adolescenza) espresso, attraverso segni e colori d’impronta fortemente simbolica ed espressionista, in “serpenti” o “lingue biforcute”“falli” o “simboli fallici”“teatrini di piedi” che dire “strani” è dir poco e “scene di masturbazione femminile” così come oggetti evocativi quali macabre “dentiere” spesso associate a “corpi mutilati” costretti in letti di contenzione o su sedie a rotelle. Su questa linea, va dunque inteso l’acquisto della “coppa” faentina, a perfetta e “didattica” riflessione anche sulla retrospettiva dedicata a Carol Rama. Sottolinea infatti Luca Mana“La produzione cinquecentesca di maioliche a soggetto erotico non è così insolita e piuttosto diffusa negli ambienti colti. Lo dimostrano la riscoperta della ‘letteratura erotica classica’ e la libera circolazione di ‘sonetti’ e di ‘romanzi’ a contenuto sessuale. La recente acquisizione di questa ‘coppa’, insieme ad altri due oggetti del Cinquecento entrati a far parte delle Collezioni (una seconda ‘coppa in maiolica’ e un ‘cofanetto’ in legno, pastiglia e foglia d’oro), intende colmare un vuoto all’interno delle raccolte museali. L’obiettivo è quello di far conoscere il nostro Museo, non più solo a livello locale, ma nazionale, puntando sul Rinascimento e sul primo Novecento, due periodi cardine della storia culturale e figurativa italiana”. Dove non mancano per altro, ai tempi della “coppa” in questione, altri esempi di curiosa “arte erotica” che vanno, sottolinea ancora Mana, dalla “medaglia con il ritratto di Pietro Aretino, sul recto, e sul verso una testa disseminata di ‘falli’” alla “Testa de cazzi” (sic! la più famosa della storia) di Francesco Urbini, fino al disegno “con testa all’antica composta da falli” attribuita al manierista Francesco Salviati. Ma già, in tal senso, perfino “l’oscuro Medioevo aveva un lato giocoso e godereccio”: a darne prova lo storico Alessandro Barbero, nel suo godibilissimo “La voglia dei cazzi (sic!) e altri fabliaux medievali” (“Edizioni “Effedì”), libro in cui lo scrittore torinese propone una ventina di racconti “a tema”, tratti da poemetti francesi duecenteschi. E di Barbero dobbiamo ben fidarci!

Ciò detto, altra nota positiva, rivelata dal direttore Mana, è che nel frattempo, la retrospettiva di Carol Rama si è arricchita, per l’occasione, di altre quattro opere, provenienti da una prestigiosa Collezione privata parigina: di due acquerelli – “Teatrino n. 2” del 1937 e “Proibito” del 1944 – di un olio su tela – “Prostituta n. 6” (1947) – e di un ‘bricolage’ – “Senza titolo (1968)” – con i famosi “occhi di bambola” applicati su cartoncino nero. Opere sempre perfettamente in linea con l’innata “geniale sregolatezza” – si dice che nel ’45 la sua prima mostra a Torino sia stata sospesa per “offesa al pudore” – dell’artista con casa e studio (oggi “Museo”) in via Napione 15, a Torino. L’artista che apertamente dichiarava: “Non ho avuto maestri pittori, il senso del peccato è il mio maestro. Il peccato è una trasgressione del pensiero”.

Per info: Museo di Arti Decorative “Accorsi-Ometto”, via Po 55, Torino; tel. 011/837688 -3 o www.fondazioneaccorsiometto.it

Gianni Milani

Nelle foto: “Coppa con soggetto erotico”, Bottega faentina, maiolica, 1510 – 1520; Carol Rama “Proibito”, acquerello, tempera e matita colorata su carta, 1944; Carol Rama “Teatrino n. 2”, acquerello e matita colorata, 1937

“Fiori dentro l’anima”: quarto libro e primo romance di Arianna Frappini

Informazione promozionale

E’ un romance, anzitutto storia d’amore tra Ariel e e il suo corrispettivo maschile, l’orgoglioso ma dolce imprenditore Gabriele Temperelli, che cerca l’amore in grado di ammorbidire i suoi spigoli, ma parla anche di temi importanti come la disabilità, la libertà di scelta, il rispetto e la lotta ai pregiudizi. 

 

L’AUTRICE

Arianna Frappini è nata nel 1997 a Gualdo Tadino, piccola città tra le colline e le montagne dell’Umbria, in provincia di Perugia. Scrive da sempre, da quando ne ha memoria, e questa passione è cresciuta con lei, sviluppandosi lentamente e venendo coltivata, ma se non ci fosse quella scintilla che la collega ad altri mondi e alla dimensione meravigliosa in cui esistono i personaggi dei quali racconta le storie, niente di questo sarebbe possibile. Scrivere per lei è respirare: semplice, naturale, spontaneo, necessario.

E scrive per se stessa, poi se lo legge qualcun altro e arriva alla pubblicazione, ne è felice. Ha pubblicato varie poesie in raccolte collettive con altri autori all’interno di iniziative dell’Aletti Editore e una silloge personale, “Di una vita” nel 2013. Tuttavia, ha sempre sostenuto e ripetuto che la sua vera vocazione è quella di romanziera e allora sono usciti quattro libri: “L’ultimo dono prima di morire” (Albatros, 2020) e “L’eternità per ritrovarsi” (Albatros, 2023), due romanzi storici collegati tra loro, ambientati nel Cinquecento e nel Seicento, tra Spagna, Italia e Impero turco, “Il soldato che amava l’alba” (Zona, 2022) ispirato ai racconti del militare di suo padre e “Fiori dentro l’anima”, (Amazon, 2025), che è quello di cui parleremo oggi, primo romance contemporaneo e prima esperienza in self-publishing. Attualmente gestisce il blog personale “Oltre” in cui parla di libri e di musica e coltiva tutte le sue passioni: scrivere, leggere, ascoltare la musica (soprattutto quella di Ermal Meta), concerti inclusi ovviamente, e seguire il tennis (sta ancora festeggiando e si sta ancora emozionando per la vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon).

IL LIBRO

Fiori dentro l’anima” è il suo nuovo romanzo ed è uno dei libri a cui tiene di più e in cui ha messo più di sé. In effetti, le persone che lo hanno letto hanno sottolineato a più riprese la sincerità sentita di queste pagine. La protagonista è Ariel Serenelli, scrittrice, giardiniera, consulente floreale (a ogni fiore un significato, a ogni personalità il suo insieme di fiori), creatrice e sostenitrice dei giardini sensoriali (percorsi da fare a occhi bendati e a piedi nudi). È sincera, determinata, testarda, orgogliosa, dolce con chi vuole, molto selettiva e senza filtri e senza maschere, crede nell’amore, più per i suoi personaggi, ed è convinta che non faccia per lei, temendo che possa ostacolare la sua libertà spirituale. È anche ipovedente, come l’autrice, e vedono entrambe la disabilità come una possibilità e un dono, non come qualcosa verso la quale provare pietà.

Sì, perché “Fiori dentro l’anima” è un romance, anzitutto storia d’amore tra Ariel e e il suo corrispettivo maschile, l’orgoglioso ma dolce imprenditore Gabriele Temperelli, che cerca l’amore in grado di ammorbidire i suoi spigoli, ma parla anche di temi importanti come la disabilità, la libertà di scelta, il rispetto e la lotta ai pregiudizi. A rendere questo libro davvero speciale e possibile non sono solo le discussioni anche divertenti tra i due protagonisti, non solo i loro caratteri forti che non possono far altro che scontrarsi e incontrarsi, non solo la convinzione che l’amore nasca dalle e nelle imperfezioni, ma le amiche. Ariel ha un gruppo di amiche che assomigliano più a sorelle: insieme a lei Amina, Mia e Serena. Sono inseparabili, capaci di esserci, protettive a volte anche troppo, però sono disposte a fidarsi delle altre, pure oltre le proprie convinzioni. Sono quella famiglia che si sceglie e costituiscono un modo per combattere i pregiudizi e conoscere: Ariel è ipovedente e vede la disabilità come una ricchezza e poi è una scrittrice e viene etichettata come strana, come tutti gli artisti; Amina è nata in Italia da genitori tunisini, si sente italiana e viene considerata da troppa gente una straniera senza diritti; Mia ama il sesso e i ragazzi e per la società è una poco di buono, mentre, se fosse un ragazzo, sarebbe ammirata; Serena è lesbica , perfettamente in linea con la sua natura e troppe persone la vedono come contronatura. Ariel, Amina, Mia e Serena esistono e meritano di essere viste e di non doversi nascondere.

 

Per acquistare Fiori dentro l’anima, copertina flessibile, Kindle e anche Kindle Unlimited:

https://amzn.eu/d/9PU5zGb

 

Per visitare il blog dell’autrice:

https://oltreblogdiariannafrappini.wordpress.com/

Forza Italia: no a proposta delibera per requisire case ai proprietari

LO RUSSO INIZI A REQUISIRE ASKATASUNA

«Chiediamo con forza il ritiro della proposta di delibera del Comune di Torino che prevede il diritto di requisire le case ai legittimi proprietari». Ad affermarlo il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino e Responsabile nazionale per gli Azzurri del Dipartimento Casa; Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino; Federica Scanderebech, capogruppo del partito in Sala Rossa e Domenico Garcea, vicepresidente vicario in Consiglio comunale a Torino.

«Il solo fatto che venga messa in discussione rappresenta un vero e proprio attentato al diritto alla proprietà privata, che non ammette sfumature. Un proprietario ha il sacrosanto diritto di decidere se affittare o usufruire dell’appartamento, come e a chi affittarlo, e a quanto locarlo. Non ci possono essere margini di ambiguità su questo. In un Paese civile, queste ovvietà non possono essere oggetto di interpretazioni. Comprendiamo che un’Amministrazione come quella di Lo Russo, che considera gli occupanti di Askatasuna come soggetto di diritti, abbia le idee confuse, ma qui siamo all’ABC. Così come non è pensabile aumentare l’Imu – peraltro la più alta d’Italia sulle seconde case – e la Tari, una tassa che dovrebbe essere basata sul consumo puntuale» – spiegano gli Azzurri.

«Anche solo immaginare una requisizione di una proprietà privata non adibita ad usi impropri è da film horror. Perché il Comune di Torino e il sindaco non requisiscono Askatasuna? Non siamo convinti che sia neppure utile censire gli immobili sfitti: chi pagherà i costi di questo lavoro, se poi – come è ovvio – non si potranno requisire? Si tratterebbe di una spesa indebita da Corte dei Conti. Il mercato delle locazioni lo crea appunto il mercato, non fantomatiche ronde punitive contro i proprietari. Se il Comune di Torino vuole davvero modificare il mercato, ha un’unica strada: quella di incentivare l’affitto alle fasce più deboli in modo più vantaggioso rispetto a quanto fatto finora. Deve guardare il mondo della casa dalla parte di chi ha faticato decenni per comprarla, a causa di una tassazione che proprio il Partito Democratico ha innalzato a livelli intollerabili. Oggi chi rinuncia ad affittare lo fa sempre più spesso per mancanza di garanzie di tornare in possesso dell’immobile, dovendo affrontare spese folli causate da reiterati processi per sfratto che spesso non portano al ristoro dei mancati introiti da locazione. La Giunta Lo Russo, come sempre, vive in un altro pianeta: un’isola che non c’è, perché basata sull’ideologia, su una visione a senso unico e non sul contatto con la realtà. Oggi i proprietari sono soli; se venisse votata questa delibera, lo sarebbero ancora di più, e si disincentiverebbe l’acquisto di case».

“Il Risveglio del Ceppo” è partner del Campionato Mondiale di Magia

In prospettiva dell’evento del Campionato Mondiale di Magia FISM 2025, che si tiene  a Torino dal 14 al 19 luglio,  la storica Cantina Barbera dei Sei Castelli, partner dell’evento stesso, sita a Castelnuovo Calcea, è  entusiasta di svelare un’esperienza multisensoriale inedita dal nome “Il Risveglio del Ceppo”. Tale iniziativa consente di condurre i visitatori attraverso un viaggio affascinante, che fonde magia, secoli di tradizione, alchimia naturale e la ricca cultura del territorio piemontese.
In un contesto Internazionale che celebra l’illusione e l’arte dell’incanto, il “Risveglio del Ceppo” introduce  un tocco di mistero che risulta intrinsecamente legato alle origini della nostra terra. Il progetto ha la finalità di connettere mondi che, a prima vista, parrebbero distanti tra loro, il vino, la liquoristica, la cosmesi e il patrimonio museale.
L’iniziativa si articola in quattro pilastri fondamentali, ognuno dei quali contribuisce a creare un’esperienza immersiva e unica. Del vino saranno presentate etichette evocative, frutto di vitigni autoctoni, i cui affinamenti si ispirano alla ciclicità della natura e alle leggende che animano il territorio. Ogni sorso sarà un racconto. Per quanto riguarda la liquoristica sarà presente una selezione di infusi e distillati, preparati secondo antichi riti e saperi, che offrirà al pubblico un assaggio di ‘pozioni’ che evocano l’arte di un alchimista moderno.
Nell’ambito della cosmesi vi è una linea artigianale di prodotti cosmetici, sviluppati con un approccio etico e sostenibile, ispirati alle benefiche proprietà della vite, simbolo di vita e prosperità.
Il Museo del Ceppo è, invece, un’area interattiva, aperta al pubblico, che raccoglie testimonianze e suggestioni legate alla cultura  e al profondo simbolismo del ‘ceppo’. Questo elemento, radice di vita e conoscenza, diventa il fulcro di un percorso capace di esplorarne il significato attraverso i secoli.
Durante la settimana del Campionato Mondiale di Magia, il progetto “Il Risveglio del Ceppo” non si limiterà all’esposizione, ma animerà  tutte le serate aperte al pubblico. Sarà un’occasione unica in cui l’incanto della magia si fonderà con i sapori, i profumi, le storie della nostra terra.
La cantina  Barbera dei Sei Castelli ha ideato un calendario ricco di appuntamenti per offrire un’esperienza senza precedenti. L’obiettivo è accendere i sensi e risvegliare memorie sopite, permettendo al pubblico di percorrere un vero e proprio rituale di scoperta e meraviglia, in un contesto Internazionale che ne celebra il potere dell’immaginazione.
Quindi il ‘Risveglio del Ceppo’ trascende la semplice proposta enogastronomica e culturale. Si tratta di un invito a riscoprire nel profondo il legame intrinseco tra magia e natura, tra la saggezza della tradizione  e l’impulso all’innovazione  e, infine, tra ciò che è visibile e ciò che rimane celato.
Il FISM ( Fédération Internationale des Sociétés Magiques) rappresenta l’evento più prestigioso al mondo dedicato all’arte dell’illusionismo. Dopo l’edizione 2022 in Quebec, l’edizione di quest’anno si tiene  a Torino, capitale italiana dell’arte esoterica. Con oltre tremila prestigiatori, artisti  e appassionati provenienti da più di cinquanta Paesi, il FISM non è  solo un campionato mondiale, ma un festival dell’immaginazione, che propone conferenze, spettacoli, mostre e momenti esperienziali in tutta Torino.

Mara Martellotta

Croce Rossa Piemontese, oltre 3 milioni di ore di volontariato 

È stato presentato ieri, al 41° piano del Grattacielo Piemonte, il Report annuale 2024 della Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Piemonte: un documento che, attraverso dati concreti e testimonianze dirette, racconta l’impegno quotidiano dei volontari e degli operatori CRI sul territorio piemontese.

Con 94 comitati territoriali, 22.791 volontari (di cui 5.898 giovani), 778 dipendenti, oltre 3 milioni di ore di volontariato e una flotta di 2.023 mezzi che hanno percorso circa 12 milioni di chilometri, il report restituisce l’immagine di una presenza capillare, costante e imprescindibile in tutta la regione.

Parlare di 94 comitati, 750 operatori e oltre 22.000 volontari significa parlare di un vero e proprio esercito. Ma la Croce Rossa è un esercito speciale: un esercito del bene, della pace e dell’aiuto. Siamo profondamente grati per la professionalità, l’umanità e la capacità di ascolto con cui ogni giorno accogliete le persone, mettendo sempre al centro non solo i loro bisogni, ma anche la loro dignità.
Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte

L’occasione ha rappresentato anche un momento di riconoscimento istituzionale per il ruolo chiave che la Croce Rossa riveste in ambito sanitario e sociale.

La presentazione del primo report annuale è l’occasione per ringraziare le donne e gli uomini della Croce Rossa per il loro grande lavoro sul territorio. Un lavoro che è riconosciuto da tutti, senza il quale la sanità non potrebbe continuare ad erogare i suoi servizi. Ma la Croce Rossa non è solo sanità ma anche inclusione sociale con le sue meritorie attività a favore delle persone che necessitano di aiuto e di un sostegno. Un esempio concreto ed efficace di sussidiarietà.
Federico Riboldi, Assessore regionale alla Sanità

Oltre ai numeri, il report vuole dare voce al cuore pulsante dell’organizzazione: il capitale umano. È grazie alla dedizione dei volontari e degli operatori che ogni attività può essere garantita, senza interruzioni, ogni giorno dell’anno.

Dietro ogni grafico ci sono notti in ambulanza, corsi di primo soccorso, attività sociali, sorrisi ritrovati dopo un’emergenza. Il vero valore non si misura in numeri, ma in abbracci, sguardi e parole che fanno la differenza. Questo documento è un tributo corale ai nostri volontari e operatori, a chi era presente oggi e a chi, silenziosamente, era in servizio altrove.
Vittorio Ferrero, Presidente Regionale CRI Piemonte

 

Tram 15: “Un passo in avanti”

Finalmente siamo arrivati alla conclusione della saga del del nostro amato tram 15. Dopo la lotta dei cittadini , il comitato di quartiere nonche i commercianti di Borgata Lesna, per non fare togliere il tram 15 e sostituirlo con una navetta,
Il comune con Gtt hanno trovato una soluzione che ci sembra accettabile.
I tram verranno sostituiti con delle vetture più moderne e capienti e il capolinea verrà spostato in via Monginevro all altezza dell ASL e verrà mantenuto il collegamento con Borgata Lesna.
Il sogno sarebbe , che in un futuro, la linea 15 arrivasse al nuovo polo universitario di corso Torino a Grugliasco , con conseguente spostamento di studenti anche qui in Borgata ed a un aumento di utenza per le nostre attività.
Per ora abbiamo fatto un bel passo in avanti.

Beppe Alfieri coordinatore del comitato di quartiere e vicepresidente dell’associazione commercianti

Testo raccolto da Enzo Grassano