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Negli ultimi mesi, in Barriera, Aurora e Porta Palazzo a Torino si sono verificati diversi episodi di violenza culminati con accoltellamenti. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato nel pomeriggio di ieri venerdì 18 luglio 2025 in via Priocca, dove un uomo italiano di circa sessant’anni è stato ferito con alcune coltellate. L’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Gradenigo in condizioni gravi, principalmente a causa della significativa perdita di sangue da un braccio, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, che stanno cercando di risalire all’identità dell’aggressore, descritto da alcuni testimoni come un uomo nordafricano.
Secondo una prima ricostruzione, il ferito e l’aggressore avrebbero avuto una lite all’interno di un bar a gestione cinese, dove l’italiano stava giocando ai videopoker. L’episodio sembrava essersi concluso con l’allontanamento dello straniero, ma quest’ultimo sarebbe tornato poco dopo armato di coltello. All’uscita del locale, avrebbe aggredito il sessantenne, che ha tentato di difendersi.
Ma c’è un altro caso recente.
Un uomo di 40 anni è stato arrestato per tentato omicidio dalla Polizia di Stato a Torino.
Mercoledì pomeriggio, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna, interveniva nel quartiere Madonna di Campagna, dove veniva segnalata la presenza di un soggetto a terra con evidenti perdite di tracce ematiche.
Gli investigatori, a seguito di accertamenti, riuscivano ad individuare l’autore dei fatti: un cittadino marocchino che veniva tratto in arresto. Alla base della lite una discussione nata per futili motivi.
Nel contesto veniva sequestrata anche l’arma utilizzata per l’aggressione: un coltello con tracce di sangue sulla lama.
Mercoledì l’assessore al Verde Pubblico Francesco Tresso, il Presidente dell’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa Giorgio Marsiaj, il Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino Licia Mattioli e i Presidenti di IREN Luca Dal Fabbro e di SMAT Paolo Romano, hanno presentato l’intervento di restauro conservativo dello storico Giardino di Piazza Maria Teresa.

Cuore del quartiere Borgo Nuovo sorto a sud-est della città antica sulle macerie delle mura cittadine, l’attuale piazza costituiva parte integrante e di accesso ai Giardini dei Ripari (1825 – 1872) estesa area verde di fruizione pubblica che comprendeva gli attuali Giardini Cavour e l’Aiuola Balbo, posta a contrappunto dei privati Giardini Reali.
L’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa, promotrice del progetto fin dalle primissime fasi, contribuisce al buon esito dell’iniziativa facendosi carico anche della manutenzione del Giardino per i prossimi tre anni.
La realizzazione del progetto, nuovo esempio di straordinaria collaborazione Pubblico/Privato orientata all’adozione del Bene Comune, ha permesso di restituire a ciascun cittadino ed alla cittadinanza tutta, un giardino storico rinnovato e più fruibile, affettuosamente accudito. Tale modalità operativa, sostenuta dalla capacità di ascolto delle esigenze del territorio, si propone quale format replicabile in altri ambiti urbani, per contribuire ad aumentare l’attrattività del territorio.
L’intervento, sostenuto e gestito dagli Amici della Piazza Maria Teresa e dalla Consulta di Torino, ha ridefinito l’andamento curvilineo delle quattro aiuole trapezoidali, e ristabilito una gerarchia nei percorsi sottolineando il baricentro dell’aiuola centrale.
I comparti sono stati perimetrati con una bordura arbustiva sempreverde, caratterizzata da 400 esemplari di Ligustro, mentre la corbeille centrale, una profusione di cromatismi e tessiture fogliari, permette ora di far ritrovare il protagonismo del giardino attraverso l’alternanza delle stagioni ed evoca quel carattere di pubblico piacere, che rimanda al collezionismo botanico dell’Ottocento.
Adeguata attenzione è stata posta alla sostenibilità del rinnovato Giardino. SMAT ha garantito l’irrigazione dalla raccolta dell’acqua di scarico del vicino Torèt, mediante una vasca di accumulo interrata di 5.700 litri. IREN ha realizzato l’illuminazione dello spazio verde interamente a LED, che consente di ridurre gli assorbimenti di energia elettrica di oltre il 50% e di migliorare sensibilmente la fruibilità complessiva.
Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino: “Questa riqualificazione rappresenta davvero un esempio virtuoso di collaborazione pubblico e privato. Un ringraziamento va all’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa che ha promosso e sostenuto l’intervento insieme alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Iren e Smat e alle cittadine e i cittadini che si sono impegnati ad avere cura di questo giardino come bene comune. E’ anche in progetti come questo che si manifesta il vero spirito di comunità: una città che cresce grazie all’impegno condiviso, che valorizza i suoi spazi verdi come luoghi d’incontro, di bellezza e di benessere. E’ questa la Torino che vogliamo: inclusiva, sostenibile, attenta al patrimonio condiviso e alle persone”.
Francesco Tresso, assessore al Verde e alla Cura della città, Città di Torino: «La restituzione alla città di questi giardini rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che può essere replicato con successo anche in altri contesti. Interventi che dimostrano quanto sia importante prendersi cura degli spazi condivisi, affinché diventino luoghi vivi, accoglienti e capaci di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Ringrazio l’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa, la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, per l’impegno e la sensibilità dimostrati in questi anni, Iren e Smat che hanno saputo inserire elementi progettuali importanti nel restauro».
Giorgio Marsiaj, Presidente dell’Associazione degli Amici della Piazza Maria Teresa: “Un importante aspetto dell’operazione, realizzata in maniera sinergica con la Città, la Consulta e i preziosi Partner tecnici a cui va la mia gratitudine, è proprio di costituire un esempio di armonico affiancamento tra Privati e Pubblica Amministrazione. Il valore educativo dell’iniziativa sta tutto nell’intento di promuovere l’Educazione Civica: il Bene Pubblico è di tutti e ognuno deve sentirsi parte attiva nel prendersene cura e contribuire a costituire una comunità coesa e consapevole”.
Licia Mattioli, Presidente della Consulta di Torino: “La Consulta si fonda sulla Cultura della Condivisione. INSIEME è la nostra parola magica: decidere, investire, lavorare. Agire per dare risposte – e lo facciamo da 38 anni! – con impegno e costanza, alla ricerca di mediazioni ed alleanze di alto profilo per rispondere al meglio alle necessità della comunità. Ci prendiamo cura dell’eredità storica e culturale che il Passato ci ha donato, per consegnarla alle generazioni a venire. I 41 Soci della Consulta investono ogni anno circa un milione di euro sul territorio. Investire in Cultura non è solo agire una leva economica di sviluppo e crescita della società, ma è impegno di inclusione sociale. Il Bene Comune è uno ed indivisibile. È di tutti e le nostre realizzazioni parlano per noi”.
Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo IREN: “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla riqualificazione di questa piazza, un intervento che testimonia il nostro impegno concreto per valorizzare i territori in cui operiamo. Grazie al lavoro di Iren Smart Solutions abbiamo unito sostenibilità e innovazione, migliorando l’illuminazione pubblica con soluzioni efficienti e in armonia con il contesto urbanistico: un elemento di valore che permette di restituire ai torinesi uno spazio rinnovato, confortevole e sicuro”.
Paolo Romano, Presidente di SMAT: “Abbiamo accolto con favore la richiesta di collaborazione nell’ambito degli interventi di restauro del Giardino storico di Piazza Maria Teresa, a testimonianza del legame con i territori serviti ed a sostegno delle politiche di risparmio idrico. La nostra azienda si è occupata dello spostamento del Torèt e anche della fornitura e della posa di un serbatoio in polietilene da oltre 5.000 litri all’interno del quale vengono convogliate le acque della fontanella non utilizzate e reimpiegate nell’irrigazione del giardino”.
TORINO CLICK
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Al di là delle concrete valutazioni che si possono avere sulla Cisl e sulla sua strategia sindacale,
sulla sua storica identità e sulla sua azione nella società contemporanea, un fatto è indubbio: la
Cisl continua ad essere fedele alle sue origini. E le tre parole d’ordine richiamate dal significativo e
ricco intervento della sua nuova segretaria generale, Daniela Fumarola, riassumono in modo
emblematico la carta di identità dello storico sindacato cattolico del nostro paese. E cioè,
“contrattazione, concertazione e partecipazione”. Tre parole, tre impegni e tre progetti che erano
validi ieri e continuano ad essere attuali e moderni anche oggi. Anzi, soprattutto oggi. Tre parole
che, però, e al contempo, sono alternative a chi concepisce il sindacato come un attore politico e
partitico, a chi coltiva pregiudiziali ideologiche e, infine, a chi ha una concezione antagonista,
estremista e massimalista delle organizzazioni sociali. Insomma, per dirla in termini semplici,
quelle tre parole sono semplicemente alternative all’attuale gestione della Cgil a trazione Landini.
Piaccia o non piaccia alla carta stampata, quasi tutta progressista, alla sinistra italiana e ai noti
conduttori dei talk televisivi sempre attenti a tacciare di incoerenza e di tradimento gli avversari e i
nemici politici.
La Cisl, invece, resta quella di sempre. E lo stesso “patto di responsabilità” avanzato durante il
dibattito congressuale è la sintesi di questo impegno e di questo approccio che differenzia da
svariati decenni questo sindacato rispetto alle altre sigle massimaliste. E questo, del resto,
continua ad essere l’aspetto principale che differenzia la Cisl rispetto anche ad altri soggetti
sociali.
Ora, è abbastanza evidente che tutto ciò si riassume con un termine che storicamente
accompagna il cammino di questo antico sindacato bianco: autonomia. Sì, perchè la Cisl era, e
resta, un sindacato libero ed autonomo. La “cinghia di trasmissione” di comunista memoria non è
mai appartenuta al sindacato di Giulio Pastore. La partecipazione alla costruzione di alleanze e
coalizioni politiche è estranea alla Cisl. E, infine e soprattutto, la Cisl fa il mestiere del sindacato e
non interviene quotidianamente su tutto lo scibile politico italiano. Per fare un esempio concreto,
oggi abbiamo realtà non politiche o partitiche come la Cgil o l’Anm che quotidianamente
intervengono e prendono posizione su tutti i temi che sono in cima all’agenda politica italiana.
Sono, di fatto, due organizzazioni politiche che simpatizzano, come sanno anche i sassi, con la
sinistra italiana nelle sue multiformi espressioni. No, la Cisl non appartiene a quella storia. Da
sempre. E quando un sindacato è libero ed autonomo dalla politica, dai partiti e dalle formazione
di alleanze e coalizioni, è anche pluralista al proprio interno. Certo, per chi si riconosce, e del tutto
legittimamente, nel campo della sinistra italiana – da Conte a Schlein al trio Fratoianni/Bonelli/
Salis – forse non ha gradito la nomina dell’ex segretario generale della Cisl Luigi Sbarra a
Sottosegretario del Governo guidato da Giorgia Meloni. Come, del resto, e forse con maggior
fondamento, diventa francamente difficile solidarizzare dall’interno della Cisl per le posizioni
oltranziste, massimaliste, radicali ed estremiste dell’attuale sinistra sostanzialmente guidata anche
dal segretario della Cgil Landini. Ma questo, come si suol dire, è la bellezza del pluralismo.
Comunque sia, ciò che conta rilevare e sottolineare è che la Cisl, oggi, resta un sindacato
profondamente fedele alle sue radici. Al cosiddetto cattolicesimo sociale. E questa, forse, è la più
grande rivoluzione che ci si può aspettare da una organizzazione sociale democratica, riformista,
autonoma e libera. Come la Cisl di Macario, di Marini, di Carniti e di tanti altri dirigenti di prima
linea ci ha insegnato nel corso degli anni. Dal secondo ‘900 e sino ai giorni nostri.
Giorgio Merlo
CESANA TORINESE – La Casa delle Lapidi Bousson Museo della Cultura Immateriale delle Comunità Montane torna ad essere teatro di una mostra di alto valore culturale.
Si inaugura sabato 19 luglio alle ore 16,30, alla presenza del Sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni, del viceSindaco Matteo Ferragut e dell’Assessore Marco Vottero, la mostra “A capo coperto-le Cuffie degli Escartons: identità e storia” a cura di Associazione Contempora e Raquel Barriuso Diez che resterà aperta sino a domenica 31 agosto.
Una mostra che rimarrà aperta tutti i giorni, esclusi i lunedì, con orario pomeridiano dalle 15,30 alle 18,30.
Il museo riapre con una nuova mostra che ci porta a ricordare tempi lontani, partiamo dal 1343, anno in cui nasce la Repubblica degli Escartons, (di cui Cesana e Bousson facevano parte) una delle storie più affascinanti e particolari della storia Alpina.
Raquel Barriuso Diez dell’Associazione Contempora, che ha curato il nuovo allestimento, presenta la mostra: “Oltre alla storia di questi territori, unificati da un particolare sistema di autogoverno, dalla lingua occitana, dagli abiti tradizionali femminili, che si differenziavano solo per piccoli particolari, abbiamo voluto dare risalto all’unico elemento che con le sue diversità dava alle donne un’identità di appartenenza al proprio Escarton e paese: le cuffie. In mostra a rappresentare tutti gli Escartons, Oulx, Pragelato, Casteldefino, Queyras e Briancon, una ricca e preziosa collezione privata e museale di 160 cuffie, tutte diverse l’una dall’altra per forma, ricami, tessuti, colori, nastri ecc. Una installazione realizzata con queste cuffie, che per la loro singolarità e unicità sono state trattate come vere e proprie “opere d’arte”, per l’estro e fantasia con cui sono state realizzate, riportano alla contemporaneità questi manufatti d’altri tempi. Un percorso a “labirinto “ accoglierà il visitatore, che verrà immerso in un corteo tutto al femminile”.
Inoltre al Museo Casa delle Lapidi Bousson si potrà anche trovare, nei nuovi allestimenti, la storia della Comunità Boussonese.
Il Sindaco Daniele Mazzoleni invita alla mostra: “Il Museo Casa delle Lapidi è stato inaugurato nel gennaio del 2016, con lo scopo di promuovere e preservare la Cultura materiale e immateriale della comunità. Nel corso di questi anni sono state ospitate tante mostre a tema, sempre con questa finalità di valorizzazione territoriale. La mostra di questa estate affronta un tema di assoluto interesse che unisce l’arte del cucito con la Storia degli Escartons di cui il nostro territorio fa parte. Un grazie va quindi a chi ha allestito la mostra e ai volontari dell’Associazione Contempora che permetteranno le visite nel corso di questi mesi estivi”.
Sarà operativo in strada Turriglie e svolgerà un’attività di osservazione e segnalazione in stretto coordinamento con la Polizia Locale
È stato formalizzato il primo Gruppo di Controllo del Vicinato che sarà attivo nel territorio della Città di Chieri.
Ieri sera, presso la Sala Leo Chiosso, l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo e il Comandante della Polizia Locale Marcello Portogallo hanno incontrato il coordinatore Francesco Paese e i componenti del GCV che svolgerà attività di osservazione e di segnalazione nella zona di strada Turriglie.
In quella sede sono state illustrate le modalità operative che dovranno essere seguite dal GCV, le cui attività dovranno svolgersi in stretto coordinamento con la Polizia Locale, in quanto responsabile tecnica ed operativa.
Venerdì 13 dicembre 2024 era stato siglato tra la Prefettura di Torino e la Città di Chieri un Protocollo di Intesa sul “Controllo di Vicinato”, con lo scopo di stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza sui temi della sicurezza urbana. Con l’istituzione del primo Gruppo di Controllo del Vicinato di strada Turriglie si passa così all’attuazione pratica di quanto previsto nel Protocollo.
Spiega l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «L’obiettivo è quello di promuovere la sicurezza urbana e diffondere la cultura della prevenzione attraverso la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e i privati, facendo crescere nei cittadini la consapevolezza delle problematiche del territorio e rafforzano la coesione sociale. Si tratta di un importante passo in avanti nel controllo e nel contrasto dei fenomeni che turbano il vivere civile e generano insicurezza. I Gruppi di Controllo del Vicinato si aggiungono così allo strumento del Daspo urbano e al potenziamento della Centrale operativa della Polizia Locale e del sistema di videosorveglianza. E siamo orgogliosi che Chieri, nell’ambito della sicurezza partecipata e della prevenzione, stia diventando un esempio anche per altre amministrazioni».
Aggiunge il Sindaco Alessandro Sicchiero: «Come promesso nel nostro programma elettorale e accogliendo le richieste pervenute dai cittadini, partiamo con la prima esperienza organizzata di controllo di vicinato, nell’ambito dei parametri e delle regole fissate nel Protocollo che la nostra amministrazione ha sottoscritto con la Prefettura. I GCV sono uno strumento di partecipazione e di prevenzione, che consentiranno di contrastare l’insicurezza percepita e di migliorare la vita della comunità».
L’attività svolta dai GCV non è in alcun modo una forma di pattugliamento, bensì di osservazione e segnalazione nel rispetto di precise regole, senza uniformi, simboli o altri segni distintivi (sarà predisposta un’apposita cartellonistica), escludendo qualsivoglia iniziativa personale o comportamenti imprudenti.
Le segnalazioni potranno riguardare atti vandalici, spaccio, situazioni di degrado urbano e disagio, presenza di persone o di mezzi di trasporto palesemente sospetti, persone in stato confusionale o in evidente difficoltà, gravi fenomeni di bullismo, presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate, presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione, fino ai casi di interruzione dei servizi di fornitura di energia.
Un automobilista è morto in un incidente stradale avvenuto Ponderano, nel Biellese. Era alla guida di un’auto e si è scontrata con un camion, il cui conducente ha riportato ferite leggere, mentre l’automobilista è rimasto incastrato nella vettura.
La statale 758 Masserano-Mongrando è stata temporaneamente chiusa al traffico.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino hanno dato esecuzione, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torino – DDA, a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale nei confronti di un soggetto, già sottoposto per i medesimi fatti a custodia cautelare in carcere, gravemente indiziato dei reati di usura, estorsione e rapina, aggravati dal metodo mafioso.
L’operazione, svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, costituisce l’epilogo di articolati approfondimenti investigativi che hanno consentito di accertare – in ipotesi d’accusa – la consumazione di sistematiche condotte usurarie praticate da un soggetto di origine calabrese residente a Torino nei confronti di un imprenditore in difficoltà finanziarie e in stato di bisogno.
In particolare, le investigazioni – sviluppate mediante intercettazioni telefoniche, consultazione delle banche dati, analisi dei flussi finanziari ed estese attività di osservazione e pedinamento – hanno consentito l’acquisizione di un corposo quadro indiziario, risultato funzionale alla puntuale ricostruzione delle condotte illecite e delle responsabilità dell’indagato. Nello specifico, quest’ultimo avrebbe ricevuto dal predetto imprenditore, a fronte di un prestito iniziale di 154.000 euro, una somma complessiva di 600.000 euro in un arco temporale di 15 anni, a titolo di interessi o altri vantaggi usurari, con applicazione di un tasso d’interesse di circa il 10% mensile (120% annuo) e con la promessa di pagamento di ulteriori 620.000 euro come “piano di rientro” della provvista “prestata” e degli interessi usurari residui.
Nel corso delle indagini è emerso come l’imprenditore fosse stato fatto oggetto di minacce di morte dirette anche alla sua famiglia ed effettuate anche attraverso l’esibizione di strumenti atti a offendere.
Le richieste di denaro sono divenute nel tempo sempre più incessanti, con la minaccia di incendiare l’auto della persona offesa se non avesse restituito la somma prestata maggiorata degli interessi ovvero con l’intimazione a vendere l’unico immobile di sua proprietà.
A fronte di alcuni tentativi della vittima di sottrarsi ai pagamenti pattuiti o di dilazionarli l’indagato ha esternato che le somme dategli a prestito provenivano in realtà da importanti esponenti della criminalità organizzata ‘ndranghentista e che, pertanto, non poteva permettersi di “sgarrare”, trattandosi di “gente di peso e pericolosa”, priva di scrupoli.
I militari operanti nel corso delle attività di indagine sono tra l’altro riusciti a monitorare un episodio di scambio di denaro tra la persona offesa e l’indagato, il quale è stato nell’occasione fermato e arrestato in flagranza di reato mentre riceveva una busta contenente del denaro contante.
A seguito delle ulteriori investigazioni svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino – G.I.C.O., finalizzate a ricostruire il patrimonio illecitamente accumulato dall’indagato attraverso le proprie attività criminose, il G.I.P. del Tribunale di Torino, su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA, ha da ultimo disposto – riconoscendo l’aggravante del metodo mafioso – l’applicazione del sequestro preventivo in ordine al profitto riveniente dai reati di usura, estorsione e rapina nonché alle disponibilità patrimoniali dell’indagato (per € 600.000 a titolo di introiti usurari oltre a disponibilità su conti correnti, buoni postali, un compendio immobiliare e 4 veicoli).
