ilTorinese

Ghezzi Segretario Provinciale Nuovo Psi Liberali e Riformisti

Il Senatore Lucio Barani Segretario Nazionale del Nuovo Psi Liberali e
Riformisti ha nominato il Prof. Alessandro Ghezzi Segretario Provinciale di Torino.
Alessandro Ghezzi laureato in Filosofia e in Teologia, è specialista in Storia della
Chiesa moderna e contemporanea. Si occupa di ricerca in ambito storico e filosofico
moderno. E’docente di Religione nelle scuole statali secondarie di secondo grado a
Torino. È stato componente eletto del Senato Accademico nonché dei Consigli di
Laurea e di Facoltà del Corso di Lettere e Filosofia dell’Università del Salento. Da
sempre appassionato di politica, ha al suo attivo alcune collaborazioni parlamentari
come membro della segreteria del già Sindaco di Lecce e Senatore Udc Salvatore
Meleleo e del Senatore PD Alberto Maritati. Si è occupato inoltre di comunicazione e
marketing territoriale e politico. E’ideatore del gruppo di aggregazione e opinione in
ambito politico-sociale Centristi e Riformisti. Si è interessato di politica attiva come
Segretario di Noi di Centro e Coordinatore di Centro Democratico per la città
metropolitana di Torino.

Grandi eventi, sviluppo culturale e una nuova identità: la Fondazione per la Cultura Torino presenta il programma 

 

Per la prima volta dalla sua nascita, nel 2012, la Fondazione per la Cultura Torino presenta in anteprima le linee strategiche e il palinsesto delle attività dell’anno successivo. Una novità che rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita della Fondazione, con un ruolo sempre più centrale e operativo all’interno delle politiche culturali della Città di Torino. La road map del 2026 è stata presentata  nel foyer del Teatro Regio dal segretario generale Alessandro Isaia, alla presenza del sindaco e presidente della Fondazione Stefano Lo Russo e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia.

“La cultura – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – è un importante veicolo non solo di conoscenza ma anche di inclusione sociale. Per questo, come amministrazione, anche attraverso il lavoro di Fondazione per la Cultura Torino, lavoriamo per promuovere programmi culturali accessibili e adatti ad un pubblico il più possibile trasversale. In quest’ottica nasce ad esempio il progetto finanziato con le risorse del Pnrr per la nuova Biblioteca Civica Centrale, che sorgerà nell’ex Torino Esposizioni come luogo di conoscenza all’avanguardia, accessibile e digitale, pensato come spazio di studio, ricerca e cittadinanza attiva, e che punta ad essere un esempio a livello nazionale e internazionale di come si possa favorire la crescita anche attraverso le infrastrutture culturali. Insieme alla Fondazione e alle altre istituzioni cittadine, poi, siamo al lavoro per un obiettivo ambizioso: quello di candidare Torino come Capitale Europea per la Cultura 2033”.

“Negli ultimi anni le iniziative affidate alla Fondazione per la Cultura sono cresciute in modo costante – dichiara il segretario generale di Fondazione per la Cultura Torino Alessandro Isaia –. La Fondazione, nel suo ruolo di strumento operativo delle politiche culturali della Città, rappresenta un unicum a livello nazionale. Lo confermano le richieste di approfondimento giunte da altri comuni italiani interessati a replicarne il modello, così come l’efficacia del modello gestionale che ci consente di gestire numerosi progetti, mantenendo ridotti i costi di struttura”.

Tra le principali novità che accompagnano il 2026, la Fondazione rinnova il proprio logo e l’immagine coordinata, grazie al progetto vincitore del bando promosso da Fondazione Italia Patria della Bellezza e realizzato dall’Agenzia Tembo. A partire da marzo 2026, al termine dei lavori di ristrutturazione in corso, la Fondazione avrà una nuova sede operativa, aperta al pubblico: sarà un centro informativo con bookshop e biglietteria, situato di fronte a Palazzo Civico, in piazza Palazzo di Città.

Nel 2026 la Fondazione per la Cultura Torino si occuperà della gestione di 19 programmi culturali, dei quali 8 attivi lungo tutto l’arco dell’anno e 11 manifestazioni culturali, lungo un palinsesto articolato tra aprile e dicembre.

Il 2026 sarà certamente dedicato a proseguire il percorso di Torino verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033, con l’inizio del lavoro per la costruzione del dossier.

Sul fronte della formazione proseguiranno per il terzo anno consecutivo i corsi di formazione musicale, co-gestiti con la Divisione Cultura della Città di Torino, uno dei servizi culturali più consolidati e partecipati. Nell’anno scolastico 2024–2025 il progetto ha coinvolto quasi 800 iscritti, con un’offerta che spazia dall’apprendimento del singolo strumento ai laboratori di musica d’insieme classica, jazz e pop-rock.

Continuerà e si svilupperà anche nel 2026 Torino Futura, progetto dedicato alle giovani generazioni nato nel 2023 con l’obiettivo di promuovere la partecipazione del pubblico under 18 alle iniziative culturali cittadine. Dopo i risultati del 2025 – con oltre duemila presenze di studenti a Democrazia Futura e più di 700 under 14 coinvolti nelle principali manifestazioni musicali – il progetto punterà ora a trasformare i giovani nei veri protagonisti dei processi culturali. Ad esempio attraverso la nascita di un’orchestra giovanile all’interno del Torino Jazz Festival 2026, composta da studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e delle scuole musicali del territorio.

Sempre nell’ambito delle politiche di partecipazione e welfare culturale, tornerà La Cultura dietro l’Angolo, iniziativa in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo. Per il 2026 sono stati selezionati 13 soggetti culturali e 10 presidi territoriali, che proporranno un programma di 390 appuntamenti distribuiti lungo tutto l’anno.

Tra le attività gestite direttamente dalla Fondazione il 2026 vedrà il lavoro propedeutico al decennale di Biennale Democrazia nel 2027. Sono previste attività di avvicinamento con le scuole e il pubblico, una pubblicazione dedicata ai vent’anni di attività e una serie di podcast sui temi più rilevanti delle precedenti edizioni.

In primavera prenderà il via la terza edizione di EXPOSED – Torino Foto Festival, in programma dal 9 aprile al 2 giugno. Promosso da Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo, il festival sarà organizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. Il tema scelto per l’edizione 2026, con direttore artistico Walter Guadagnini, è “Mettersi a nudo”, un invito a interrogare il rapporto tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile.

Dal 25 aprile al 2 maggio appuntamento con la quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, diretto da Stefano Zenni. Il programma, che aprirà con un concerto per celebrare la Festa della Liberazione, proporrà oltre venti concerti nelle principali sale cittadine, con grandi nomi della scena jazz internazionale, giovani talenti, produzioni originali e i tradizionali Jazz Blitz nei luoghi di cura, accoglienza e incontro. Il festival si conferma inoltre una fucina di nuove produzioni, come dimostra il recente riconoscimento SIAE Music Awards 2025 attribuito a una partitura commissionata proprio dal TJF.

Maggio sarà il mese del Salone Internazionale del Libro di Torino. La trentasettesima edizione, dal 14 al 18 negli spazi del Lingotto Fiere, vedrà la Grecia come Paese ospite. La Fondazione rinnova per il terzo anno consecutivo il proprio ruolo di co-organizzatore della manifestazione e per la prima volta contribuirà anche alla programmazione culturale del Salone.

L’estate sarà caratterizzata dai festival musicali cittadini e dalle attività nei punti estivi, culminando a settembre con MITO SettembreMusica, il festival internazionale di musica classica che sarà diretto per la prima edizione da Speranza Scappucci. Il programma, che aprirà a Milano e si concluderà a Torino, proporrà numerose produzioni originali che coinvolgeranno le principali orchestre nazionali e internazionali. A Torino proseguirà inoltre il progetto MITO per la Città, con numerosi appuntamenti itineranti nei luoghi di cura, assistenza e accoglienza.

Tra settembre e ottobre torneranno la Festa dello Sport e Circoscrizioni in Mostra, che si svilupperanno in otto giornate distribuite nei diversi quartieri cittadini, durante le quali le associazioni sportive e culturali locali coinvolgeranno la cittadinanza in numerose attività.

Nel mese di ottobre si terrà anche la quarta edizione delle Giornate della Legalità della Città di Torino, progetto che apre le porte dei luoghi simbolo del diritto e della giustizia – sedi istituzionali, sale consiliari, tribunali, caserme, istituti penitenziari – per trasformarli in spazi di dialogo, confronto, laboratori e performance.

Negli stessi giorni, la diciannovesima edizione di Portici di Carta trasformerà il centro storico di Torino in una grande libreria a cielo aperto, tra incontri con autori e autrici, dialoghi e attività per tutte le età.

Trasversale a tutte le attività resta infine l’impegno della Fondazione per la sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2026 proseguirà l’implementazione di sistemi di gestione certificati, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi previsti dal Ministero dell’Ambiente e l’adozione di pratiche coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Un percorso che mira a ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni e a rafforzare inclusività, accessibilità e partecipazione, affinché la cultura sia sempre più un bene comune privo di barriere.

TorinoClick

Spara contro la vetrina di un barbiere in Barriera di Milano: arrestato 23enne

Spari contro la vetrina di un barbiere per vendicarsi di alcuni litigi avuti durante una vacanza: arrestato. L’episodio è avvenuto nel quartiere Barriera di Milano, in un barber shop di via Paisiello. Nella notte del 7 settembre 2024, un 23enne, in sella a una motocicletta, ha sparato sei colpi di arma da fuoco, utilizzando due armi diverse, contro la vetrina del salone. Alla base del gesto c’era una lite con una giovane appartenente alla famiglia dei titolari dell’attività.

Le indagini della polizia hanno permesso di identificare l’autore della sparatoria. Nei suoi confronti è stata disposta un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari dal gip del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura. Il ragazzo è indagato per minacce aggravate dall’uso delle armi, per la detenzione illegale di armi e per il loro utilizzo in luogo pubblico.

Secondo la Squadra Mobile, il gesto aveva un chiaro scopo intimidatorio ed era legato a contrasti personali avvenuti nell’estate del 2024 in Calabria tra il 23enne e una ragazza della famiglia che gestisce il salone.

VI.G

Commovente Raccolta Natale Solidale 2025 di SILAVORO

Importante raccolta per il 10° Natale Solidale della Associazione SILAVORO fondata da Mino Giachino,  la associazione che ha organizzato la grande Piazza SITAV del 2018. Il raccolto verrà consegnato a una delle 12 Mense dei Poveri che opera a Torino a testimoniare l’aumento della povertà e del bisogno nella nostra Città. In giornata alcune famiglie bisognose sono venute a ritirare personalmente una borsa settimanale con pasta olio tonno e pandoro. “Sono molto commosso e ancora più determinato a portare avanti l’impegno per rilanciare economia lavoro e benessere a Torino” conclude Mino Giachino.

Il nuovo asilo comunale di Piobesi

Venerdì 12 dicembre, è stato inaugurato ufficialmente il nuovo asilo nido comunale, un servizio pienamente operativo da settembre 2025 e pensato per offrire, per la prima volta, un nido pubblico strutturato, stabile e di alta qualità. Un risultato che risponde ai bisogni educativi dei bambini e a quelli organizzativi delle famiglie, evitando spostamenti fuori paese.

Il traguardo è il frutto di un percorso avviato negli anni scorsi con la riqualificazione dell’edificio dell’ex scuola elementare: tra 2021 e 2022 sono stati eseguiti interventi di adeguamento sismico e funzionale per circa 400.000 euro, in larga parte finanziati dallo Stato tramite il programma “Scuole sicure”. Successivamente, tra 2023 e 2024, grazie a fondi PNRR, è stato ristrutturato il primo piano, ricavando gli spazi del nido e quelli destinati a UNITRE. Al piano terra si trova la scuola dell’infanzia, già rinnovata: un vero polo dell’educazione nel cuore del paese, dai 3 mesi all’età adulta.

Per la gestione del nido, il Comune ha scelto una procedura pubblica aperta, non su inviti, per valorizzare le migliori progettualità. La gara, condotta dalla Città Metropolitana di Torino, si è conclusa con l’affidamento a Frasi S.r.l., realtà nazionale specializzata nei servizi per l’infanzia. Il progetto educativo proposto si ispira all’approccio “Reggio Children”, con il bambino al centro come soggetto attivo, grande attenzione agli ambienti e numerosi laboratori. Tra gli elementi qualificanti anche il bilinguismo, con italiano e inglese che convivono in modo naturale attraverso il “Giving Approach”.

Il nido può accogliere fino a 24 bambini (dai 3 mesi ai 3 anni) con frequenza part-time o full-time e, in presenza di un numero sufficiente di richieste, è prevista la possibilità di prolungamento fino alle 18.00. I pasti, preparati esternamente, seguono un menù equilibrato elaborato con il supporto di nutrizionisti. Grazie alla piattaforma digitale KidsApp, le famiglie possono seguire la giornata dei bambini, ricevere aggiornamenti e gestire in modo semplice comunicazioni e documenti.

Le tariffe per i residenti sono calcolate in base all’ISEE, con l’obiettivo di garantire equità e accessibilità. Per i non residenti sono previste rette mensili definite: 388 euro per il part-time e 630,50 euro per il full-time. Nel primo anno educativo, le iscrizioni sono state riservate con priorità ai bambini residenti fino al 30 giugno, per poi aprirsi anche ai comuni limitrofi fino al raggiungimento dei 24 posti disponibili.

«Con questo nuovo asilo nido – dichiara l’assessore all’istruzione Stefania Arnaudo – compiamo una scelta concreta sul futuro: offriamo un servizio pubblico moderno e di qualità, sosteniamo le famiglie e valorizziamo un edificio storico trasformandolo in un luogo vivo, aperto e utile alla comunità. Nido comunale, scuola dell’infanzia e UNITRE nello stesso stabile raccontano una visione: un paese che investe nella crescita, nell’educazione e nelle relazioni tra generazioni».

 Polo Le Rosine, spettacolo teatrale su Rosa Govone, Anna Maria Vietti e Olivia Caramello

Il Polo Le Rosine di Torino presenta Un passo in più, l’evento culturale in programma domenica 14 dicembre alle ore 16 e dedicato alla valorizzazione del genio femminile piemontese attraverso il racconto di tre figure straordinarie: Rosa GovoneAnna Maria Vietti e Olivia Caramello.

Tre epoche diverse, tre secoli di storia femminile piemontese, tre ambiti distinti accomunati da un’unica traiettoria: l’impegno civile, umano e scientifico che ha contribuito in modo determinante alla crescita del territorio piemontese.

Il racconto è curato dall’attrice e drammaturga Sara D’Amario e dal regista François-Xavier Frantz, autore della mise en espace, e attraversa tre secoli di storia, intrecciando le biografie delle protagoniste con i luoghi che le hanno viste nascere e operare: Mondovì, Lanzo Torinese e Torino.

•Rosa Govone (1706–1776)
Fondatrice dell’Istituto delle Rosine, anima illuminata del Settecento piemontese, dedicò la sua vita all’educazione e al sostegno delle donne. La sua Opera, nata nel 1742, è viva ancora oggi nel cuore di Torino: una testimonianza unica di quanto il suo esempio sia ancora attuale e concreto.

Anna Maria Vietti (1923–2017)
Nata a Lanzo Torinese, tre volte sindaco della sua città. Pioniera della politica sociale, impegnata nella sanità e nella salute mentale, unì rigore e umanità, radicamento e visione, lasciando un segno profondo nella vita democratica piemontese e nazionale.

•Olivia Caramello (1984)
Matematica e scienziata di rilievo internazionale, nata a Mondovì, fondatrice dell’Istituto Grothendieck e titolare di cattedra all’Università dell’Insubria. La sua ricerca esplora connessioni inedite tra diverse aree della matematica, aprendo prospettive che potrebbero influenzare l’informatica del futuro, l’intelligenza artificiale e le teorie della mente.

Il pubblico presente all’appuntamento del 14 dicembre potrà ascoltare non solo il racconto delle loro vite ma anche la testimonianza diretta di Olivia Caramello, che condividerà con i presenti la propria esperienza umana e professionale, il legame profondo con il territorio piemontese e la visione di una scienza capace di connettere discipline diverse e immaginare nuovi futuri.

Anche la scelta del Polo Le Rosine come sede dell’iniziativa non è casuale: è qui che, quasi tre secoli fa, Rosa Govone diede vita alla sua Opera Sociale ed è qui che ancora oggi si custodisce e rinnova la sua missione.

Un passo in più” nasce con l’intento di riportare alla luce figure femminili di eccellenza spesso poco note, restituendo al Piemonte un’immagine attuale e inclusiva della propria storia” dichiara Massimo Striglia, direttore generale dell’Istituto delle Rosine.

L’evento vuole parlare a tutti, donne, giovani, famiglie, educatori, studiosi, offrendo un’occasione di riflessione collettiva sull’emancipazione, sull’educazione e sul contributo fondamentale delle donne alla costruzione della comunità” sottolinea l’attrice e drammaturga Sara D’Amario.

Anna Maria Vietti ci lascia un’eredità preziosa: la sua umanità autentica, la sua integrità e la sua vocazione al servizio pubblico, radicata nella Dottrina sociale della Chiesa. È stata una donna democratica e cristiana nel senso più profondo e ha percorso con coraggio e dedizione tutte le tappe della vita politica, dal Comune, alla Regione, al Parlamento. Iniziative culturali come queste contribuiscono a mantenere viva la memoria delle donne che hanno segnato la storia del nostro territorio e del Paese, offrendo modelli indispensabili per le generazioni future” conclude Michele Vietti, nipote di Anna Maria.

L’appuntamento ha anche un valore solidale: l’ingresso è a offerta libera per sostenere il Punto di Ascolto per Donne in Difficoltà, una delle Opere Sociali avviate dall’Istituto delle Rosine, che consiste in cicli di colloqui individuali gratuiti con una psicoterapeuta.

L’evento del 14 dicembre è prenotabile via mail all’indirizzo: eventi@lerosine.it.

Vertigo, la stagione dell’Orchestra Sinfonica RAI guarda al cinema

Di Renato Verga
La stagione dei Concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI continua a guardare al cinema con curiosità e intelligenza. Dopo le tre serate inaugurali dedicate al muto, il settimo appuntamento offre un trittico musicale di grande fascino: un capolavoro hitchcockiano, una fiaba stravinskiana e, per chiudere, uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco. A legare i tre mondi, un direttore che Torino conosce bene e accoglie sempre con entusiasmo: Juraj Valčuha.

Si parte con Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) di Alfred Hitchcock e con le musiche di Bernard Herrmann, un autore che ha trasformato la colonna sonora in un vero linguaggio psicologico. Herrmann, nato nel 1911, direttore d’orchestra prestato alla radio e scoperto da Orson Welles, debutta al cinema con Citizen Kane e trova in Hitchcock il suo alleato ideale. In Vertigo, film costruito come una spirale di desiderio e ossessione, la musica non si limita a seguire le immagini: le precede, le spinge, le interpreta. Fin dai titoli di testa, la spirale grafica di Saul Bass trova un equivalente perfetto nella spirale sonora: archi ipnotici, cromatismi in continua rotazione, armonie che sembrano sempre sul punto di cedere. La Suite proposta dall’OSN raccoglie i momenti più intensi: il Prelude vorticoso, l’aura sospesa dei temi legati a Madeleine, il crescendo quasi wagneriano di Scène d’Amour, le sezioni finali dove i motivi dell’inseguimento ritornano come un’ossessione ricorrente. Valčuha, che di Herrmann coglie la forza drammatica e la sorprendente autonomia sinfonica, guida l’orchestra con gesto chiaro e senso narrativo.

Cambio d’atmosfera con Le baiser de la fée, il balletto composto nel 1928 da Igor Stravinskij per i Ballets Russes e rielaborato prima in una suite (1934), poi in una seconda versione nel 1949. Una storia semplice e inquietante: una fata bianca e glaciale bacia un bambino, lo “segna” per la vita e torna a riprenderlo il giorno delle nozze. Un racconto di Hans Christian Andersen che Stravinskij trasforma in un omaggio al balletto romantico e soprattutto a Čajkovskij, suo nume tutelare. Non a caso, l’archetipo è quello classico dell’artista-poeta, figura sospesa tra realtà e fantasia, tra la quiete domestica e l’irresistibile richiamo dell’altrove. È il mondo delle Willi di Giselle, delle creature eteree che seducono e annientano, delle figure in bilico tra bellezza e morte. Qua e là affiora persino un’eco lontana di Petruška: sberleffi ormai filtrati, quasi un ricordo di gioventù. Valčuha mette in rilievo la brillantezza della scrittura orchestrale, ricchissima di colori, e l’orchestra risponde con morbidezza e slancio.

Dopo l’intervallo, la scena cambia nuovamente. L’orchestra torna in formato romantico, minime le percussioni e assenti le tastiere richieste nella prima parte del programma: è il segno che si entra nel territorio della Sesta Sinfonia Patetica di Čajkovskij, la più celebre e la più enigmatica del compositore russo. Valčuha sceglie un approccio che scava nella partitura senza indulgere al melodramma. L’incipit del primo movimento, tenue e cupo, appare particolarmente desolato, con dinamiche trattenute e una tavolozza sonora di grande sobrietà. Il successivo Allegro non troppo, con i suoi continui cambi di tempo, crea una sensazione di instabilità emotiva quasi patologica che il direttore rende con grande lucidità.

I due movimenti centrali, un valzer apparentemente rasserenante e un terzo tempo costruito su un tema di marcia sempre capace di strappare applausi anticipati (puntuali anche questa volta), non dissolvono del tutto la tensione sotterranea. E quando arriva il finale, l’Adagio lamentoso, la sinfonia rivela tutta la sua radicalità: un lento conclusivo che è quasi un addio al mondo, scritto da Čajkovskij appena nove giorni prima di morire. Valčuha evita i toni tragici estremi e sceglie una linea più moderna, fatta di trasparenze, dinamiche sottili, colori pastello e un’attenzione particolare alle pulsazioni ritmiche. Ottima la prova del timpanista Biagio Zoli, essenziale nel dare corpo alla drammaturgia interna del pezzo.

Ne emerge un Čajkovskij meno romantico del consueto e sorprendentemente vicino a un gusto mahleriano, proiettato verso il Novecento. Una chiusura intensa e misurata per una serata che ha saputo attraversare, con coerenza e leggerezza, tre mondi musicali lontani ma legati da un unico filo: la capacità della musica di raccontare ciò che le immagini – cinematografiche, coreografiche o sinfoniche – solo suggeriscono.

Il profumo del Natale tra le piazze del Torinese

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Quando l’aria si fa più pungente e le luci iniziano ad accendersi già dal tardo pomeriggio, Torino entra in una dimensione tutta sua. Il Natale, qui, non è soltanto una ricorrenza: è un’atmosfera che si respira passeggiando sotto i portici, tra le vetrine storiche e, soprattutto, tra i mercatini che ogni anno animano la città e il suo territorio. I mercatini di Natale di Torino e dintorni sono diventati nel tempo un appuntamento atteso, un rito collettivo che unisce tradizione, convivialità e una passione profonda per il cibo di qualità.
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Torino, dove il Natale si assapora lentamente
Nel cuore della città, i mercatini natalizi trovano spazio in alcune delle piazze più amate e riconoscibili. Ogni anno, queste aree si trasformano in piccoli villaggi di legno, illuminati da luci calde e decorazioni discrete, in perfetto stile torinese. Non servono date precise per raccontarli: è una consuetudine che si rinnova puntualmente, capace di attirare migliaia di persone, tra residenti e visitatori, tutti accomunati dalla stessa voglia di rallentare e godersi il momento.
Ciò che colpisce di più, passeggiando tra le bancarelle, è il modo in cui la gente vive questi spazi. Non c’è fretta. Si cammina con le mani nelle tasche del cappotto, ci si ferma a osservare un banco, si chiacchiera con gli artigiani, si assaggia qualcosa “tanto per provare” e si finisce spesso per tornare a casa con un sacchetto in più del previsto. I mercatini torinesi sono così: discreti ma irresistibili.
Il vero cuore pulsante resta la parte gastronomica. Tra le bancarelle fanno capolino dolci della tradizione, biscotti artigianali dal profumo di burro e vaniglia, paste secche preparate secondo ricette tramandate, spesso legate alle colline piemontesi. Non mancano i classici intramontabili come lo zabaione caldo, cremoso e avvolgente, sorseggiato lentamente magari appoggiati a un tavolino improvvisato, e la cioccolata calda, densa, quasi da mangiare con il cucchiaino, fedele alla grande tradizione torinese del cacao.
Negli ultimi anni, accanto ai sapori più consolidati, si sono affacciate anche nuove tendenze. Una su tutte: il cosiddetto cioccolato “Dubai”, diventato una vera curiosità gastronomica. Si tratta di un cioccolato ricco e intenso, spesso farcito con pistacchio e pasta kataifi, che richiama consistenze orientali e sorprendenti. Alcune versioni lo propongono anche con riso soffiato, per un contrasto ancora più marcato. I torinesi, notoriamente esigenti in fatto di cioccolato, ne vanno particolarmente ghiotti, e non è raro vedere file davanti ai banchi che lo propongono in varie declinazioni.
Tra bancarelle e tradizioni, il gusto prima di tutto
Se c’è un elemento che accomuna tutti i mercatini di Natale del capoluogo è l’attenzione per la qualità. Anche quando si parla di prodotti semplici, l’artigianalità è sempre al centro. I biscotti non sono mai anonimi, le creme hanno nomi che evocano territori, i dolci raccontano storie. È questo che la gente ama: non solo comprare, ma sentire di portare a casa un pezzo di atmosfera natalizia.
Accanto al cibo, naturalmente, trovano spazio anche altri simboli del periodo. Le stelle di Natale colorano gli angoli delle piazze, insieme a decorazioni fatte a mano, candele profumate e piccoli oggetti pensati come regali. Ma anche qui, tutto sembra fare da cornice a ciò che davvero attira: il profumo che si sprigiona dalle bancarelle, il vapore che sale dalle tazze fumanti, il piacere di concedersi qualcosa di buono.
I mercatini diventano così un punto di incontro. Famiglie, coppie, gruppi di amici: tutti trovano il proprio modo di viverli. C’è chi li percorre ogni anno come una tradizione irrinunciabile e chi li scopre per la prima volta, restando sorpreso dalla loro capacità di essere accoglienti senza mai risultare eccessivi.
Dalla città alla provincia, il Natale continua
Uscendo da Torino, l’atmosfera natalizia non si perde, anzi si arricchisce di nuove sfumature. Nei dintorni del capoluogo, numerosi centri propongono mercatini che, pur più raccolti, mantengono lo stesso spirito. Località come Asti e altre città del Piemonte diventano mete ideali per una gita fuori porta, perfetta per un pomeriggio invernale.
Qui il legame con il territorio è ancora più evidente. I prodotti enogastronomici locali trovano grande spazio: dolci tipici, conserve, miele, nocciole, vini da dessert. Anche in questi mercatini il cibo resta protagonista, spesso affiancato da specialità che raccontano la tradizione contadina e artigiana della regione. Non mancano le bevande calde, le versioni locali dello zabaione, le reinterpretazioni della cioccolata calda, sempre pronte a scaldare le mani e l’umore.
Passeggiando tra le bancarelle della provincia, si respira un clima più intimo, quasi familiare. Le stelle di Natale decorano gli ingressi, le luci si riflettono sulle piazze storiche e il tempo sembra scorrere più lentamente. È un Natale meno affollato, ma non per questo meno sentito, dove il piacere della scoperta si unisce alla voglia di ritrovare sapori autentici.
In fondo, che si resti in città o ci si spinga appena oltre, i mercatini di Natale del Torinese hanno tutti la stessa anima. Sono luoghi in cui il freddo diventa una scusa per fermarsi, per bere qualcosa di caldo, per assaggiare un dolce in più. Sono spazi dove il Natale non si limita a essere visto, ma viene soprattutto gustato, morso dopo morso, anno dopo anno.
A rendere questi mercatini così amati è anche la loro capacità di rinnovarsi senza perdere identità. Ogni anno cambiano alcuni profumi, compaiono nuove proposte dolciarie o variazioni sul tema del cioccolato, ma resta immutato il piacere di ritrovarsi all’aperto, avvolti da luci soffuse e da un brusio allegro. Nel Torinese il Natale passa anche da qui: da una tazza fumante tra le mani, da un assaggio condiviso, da quel senso di familiarità che, puntualmente, riesce a far sentire tutti un po’ a casa.
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NOEMI GARIANO

Nuovo record per Torino Airport: superato il numero di passeggeri registrato nel 2024

L’Aeroporto di Torino ha superato ieri il record di traffico stabilito nel 2024, che lo aveva visto segnare un totale di 4.693.977 passeggeri. L’11 dicembre i passeggeri trasportati hanno già raggiunto i 4.694.975. Mancano ancora venti giorni alla fine dell’anno e le previsioni restano molto positive.
Il mese di novembre ha superato per la prima volta la soglia dei 400mila passeggeri, ed è stato in crescita del 15% rispetto allo stesso mese del 2024. La stagione invernale 2025/2026, avviatasi lo scorso 26 ottobre, si apre così all’insegna della crescita e con la più ampia offerta di posti mai messi in vendita per volare da e per lo scalo piemontese.
A questo forte incremento stanno contribuendo il terzo aeromobile Ryanair in base a Torino con le nuove rotte per Liverpool e Pescara, e con l’aumento di frequenze su moltissime destinazioni; le nuove rotte verso l’Est Europa, come Budapest e Sofia di Wizz Air e la vasta offerta legata al turismo della neve.
Le novità non finiscono qui: dal 13 dicembre partirà il volo per Chisinau di Wizz Air, e dal 20 dicembre, Aer Lingus, collegherà Torino e Dublino fino a due volte alla settimana. Infine, la novità per le festività natalizie è il volo verso la destinazione regina del Mar Rosso, Sharm el Sheikh, servita da Neos (Alpitour World).
Con 20 Paesi collegati, 12 nuove rotte, 7 nuove destinazioni e 15 mete, di cui 8 internazionali, che vedono un forte aumento di frequenze, l’aeroporto si conferma dunque un punto di riferimento strategico per il turismo e per la connettività del Nord-Ovest.
Mara Martellotta

A Palazzo Civico la delegazione di Nagoya

 

In occasione del ventesimo anniversario del gemellaggio tra Torino e Nagoya, ieri il sindaco Stefano Lo Russo ha accolto in Sala Colonne una delegazione proveniente dalla città giapponese.

La delegazione, guidata dal sindaco Ichiro Hirosawa e dal presidente del Consiglio Comunale Hisashi Nishikawa, ha così ricambiato la visita istituzionale compiuta dal Sindaco di Torino lo scorso settembre in apertura della sua missione in Giappone, che aveva dato il via alle celebrazioni dell’anniversario.

La visita consolida ulteriormente il forte legame tra le due città, unite da radici industriali comuni e da un rapporto di lunga durata, avviato e suggellato in occasione dell’Expo Aichi 2005. Vent’anni di amicizia che hanno dato vita, nel tempo, a numerosi scambi, progetti e collaborazioni in diversi settori.

“Festeggiare i primi vent’anni di questo gemellaggio con il sindaco Ichiro Hirosawa – ha dichiarato il sindaco Lo Russo – è un momento che va oltre la semplice ricorrenza. Significa riaffermare il ruolo decisivo che le relazioni tra città hanno oggi, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e complessità. I legami tra comunità urbane come Torino e Nagoya diventano ponti concreti di cooperazione, amicizia e sviluppo condiviso che consentono di immaginare insieme il futuro”.

“Desidero esprimere la mia sincera gratitudine per il vostro costante sostegno e per la preziosa collaborazione nello scambio tra le nostre due città gemellate – ha dichiarato il sindaco Hirosawa -. La città di Nagoya ha instaurato scambi in molti settori con la città di Torino, e desidero che il nostro legame continui ad approfondirsi negli anni futuri. Esprimo l’augurio che il vostro prezioso sostegno e la vostra collaborazione possano proseguire nel tempo”.

Nel quadro del programma europeo IURC per la cooperazione internazionale tra città e regioni, Torino e Nagoya stanno portando avanti un progetto biennale che prevede scambi, visite studio e condivisione di buone pratiche sui temi dell’innovazione urbana, con particolare attenzione alla ricerca e al trasferimento tecnologico.

Nel gennaio 2027 il Teatro Regio ospiterà un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Nagoya, impegnata in un tour europeo. Nel febbraio 2027 al Museo Civico di Nagoya si terrà una mostra itinerante delle opere di Antonio Fontanesi, appartenenti alle collezioni della Gam di Torino; il 2026 segnerà infatti i 150 anni dall’arrivo nel Paese del Sol Levante del grande paesaggista dell’Ottocento italiano.

Curiosa testimonianza dello scambio tra le due città è la presenza, a Nagoya, di un piccolo parco giochi per bambini donato nel 2010 dalla Città di Torino; mentre nel Parco del Valentino si possono ammirare trenta ciliegi Sakura, tipici della città giapponese, donati da una delegazione in visita nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Prima dell’incontro in sala Colonne, la delegazione giapponese ha visitato al Punto Informativo Unificato della Città – PIU la mostra di disegni realizzati dai bambini di Nagoya, realizzata nell’ambito dell’attività di scambio pluriennale con gli studenti della scuola primaria Leone Sinigaglia e della scuola Ada Negri di Torino.

In questi giorni la delegazione giapponese ha fatto visita ad luoghi torinesi legati alla città di Nagoya, come il Teatro Regio, il convitto nazionale Umberto I (che dal 2023 accoglie con continuità gli studenti della città giapponese), il Politecnico di Torino. Nei prossimi giorni visiterà il Museo Egizio e la GAM. Per far conoscere ai giapponesi il fascino della città giapponese sono previsti anche due eventi aperti al pubblico: questa sera alle 18.30 “Degustando Washoku” a Green Pea, e domani alle ore 16 al Polo del ‘900 “MUSUBI Torino e Nagoya: legami tra città e culture”.

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