ilTorinese

Incendio nella discarica di Collegno

Nel primo pomeriggio di oggi, presso la discarica di Cascina Margaria a Collegno, si è sviluppato un principio di incendio nelle aree di scarico dei rifiuti non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani.

Sul sito era presente personale aziendale che è intervenuto prontamente e ha allertato i Vigili del Fuoco, che portatosi sul posto, hanno spento le fiamme e stanno ora completando le attività di raffreddamento dei materiali non più soggetti a combustione.

Iren Ambiente ha aperto un’indagine interna per accertare le cause dell’incendio.

Fdi, Turismo: approvato in Commissione il Programma dell’offerta turistica

15 milioni e 870 mila euro. A tanto ammonta il contributo a fondo perduto a favore delle piccole e medie imprese piemontesi che svolgono attività ricettiva. La delibera, che ha avuto semaforo verde III Commissione, passerà ora in Giunta per l’approvazione definitiva con un bando che uscirà nelle prossime settimane.

“Siamo molto soddisfatti dei contenuti di questa proposta che rivendichiamo con orgoglio e che porta la firma del Gruppo Fratelli d’Italia e dei nostri assessori Chiarelli e Bongioannidichiara Carlo Riva Vercellotti, Capogruppo di Fdi in Consiglio Regionale. Grazie all’ampia dotazione prevista dal Programma, un settore strategico per il Piemonte, quale quello turistico, avrà le risorse necessarie per migliorare ulteriormente la qualità delle strutture, per rafforzare i servizi ed offrirne di innovativi per contribuire a far crescere l’occupazione ed il benessere delle nostre località turistiche, in particolar modo quelle ad oggi meno sfruttate”.

“Il Programma mira a favorire lo sviluppo di un’offerta turistica qualificata che si traduca in una migliore esperienza per il turista – spiega Claudio Sacchetto, presidente della Commissione turismo in Consiglio Regionale. Con questa Delibera andiamo a sostenere in ambito alberghiero gli alberghi diffusi, in quello extra-alberghiero le residenze di campagna, mentre per quanto riguarda il settore ricettivo vengono contemplate le attività di agriturismo e i rifugi. Infine, sosteniamo anche attività quali campeggi, glampinge villaggi turistici”.

“Si tratta di un’ottima opportunità per le aziende del settore turistico-ricettivo per ampliare e migliorare la qualità delle strutture, incrementare l’efficienza energetica, eliminare le barriere architettoniche e potenziare il livello tecnologico anche attraverso la digitalizzazione – commenta il consigliere Silvia Raiteri, Portavoce di Fdi in Commissione turismo.                           Le imprese turistiche possono diventare catalizzatori e costituire un importante volano per la crescita e lo sviluppo locale, promuovendo prodotti tipici, valorizzando le risorse del territorio ed integrandosi con le comunità locali”.

cs

La Corte dei Conti promuove il rendiconto generale 2024 della Regione

La Corte dei Conti ha approvato il rendiconto generale 2024 della Regione Piemonte, certificando la regolarità e la solidità della gestione finanziaria. I tre principali indicatori di equilibrio – competenza, bilancio e risultato complessivo – risultano tutti positivi. Il primo valuta l’equilibrio tra entrate e uscite dell’anno, il secondo attesta che tutte le spese, comprese quelle vincolate e gli accantonamenti, siano adeguatamente coperte, mentre il terzo riflette l’esito finale della gestione e il suo impatto complessivo sul bilancio regionale.

«Il giudizio positivo della Corte conferma la serietà con cui stiamo gestendo i conti pubblici – commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio –. È la dimostrazione che si può ridurre il disavanzo e abbattere il debito continuando a investire. Il miglioramento di tutti gli indicatori ci dice che il Piemonte è sulla strada giusta: conti in ordine e risorse disponibili per lo sviluppo sono la base per una Regione più forte e moderna».

«La parifica si fonda su tre parametri che certificano equilibrio dei conti e buon governo: lo scorso anno erano positivi due indicatori su tre – e ci avevano consentito di ottenere la parifica senza eccezioni – quest’anno completiamo il percorso con tutti e tre gli indicatori positivi, a conferma della capacità di tenere i conti in ordini e conservare l’equilibrio nella capacità di spesa – prosegue il presidente – Abbiamo ridotto il disavanzo, ovvero non spendiamo più di quel che abbiamo e usiamo un po’ delle risorse di oggi per pagare le differenze che invece c’erano state in passato, e abbattiamo il debito, migliorando al contempo i tempi di pagamento dei fornitori. Ho ereditato una Regione che aveva oltre 6 miliardi e mezzo di debiti del passato, in cinque anni abbiamo pagato oltre 1 miliardo di debiti del passato e solo quest’anno abbiamo pagato 537 milioni. Io sono un uomo che viene dall’ambiente rurale – aggiunge il presidente Cirio – nel quale la buona gestione paga i debiti anche se non li ha fatti, ed è quel che abbiamo fatto in questi anni e che la Corte oggi conferma: la Regione ha i conti in ordine e paga i debiti del passato, senza tenere fermo il Piemonte, come dimostra la buona capacità di spesa dei fondi europei e del Pnrr sui quali la Corte conferma che siamo in linea con i tempi e gli obiettivi».

Sul fronte sanitario, Cirio evidenzia come «la sanità rappresenta naturalmente una voce che impatta fortemente sul bilancio, ma ci sono spese che sono incomprimibili perché non possiamo tagliare sul personale o sui servizi e le cure alle persone. Una delle voci più critiche ad esempio è la spesa per i farmaci, soprattutto per i medicinali innovativi che sono molto costosi. Ma io credo che se consentono di vivere anche solo un giorno in più a un bambino, un anziano o a una persona a noi cara allora abbiamo il dovere di metterli a disposizione. Lavoreremo però per ridurre i costi laddove possibile, diminuire gli sprechi e migliorare la gestione».

Anche nel 2024 si conferma il trend positivo sul fronte del debito: al 31 dicembre, lo stock complessivo si è ridotto a 8,13 miliardi di euro, con una contrazione di 573 milioni in un solo anno. Parallelamente continua il progressivo calo del disavanzo accumulato, passato dai 6,6 miliardi del 2018 ai 4,88 miliardi attuali, con una riduzione di 229 milioni solo nell’ultimo esercizio.

Si registra inoltre un netto miglioramento nei tempi di pagamento: l’indicatore di tempestività evidenzia una tendenza a saldare le fatture in anticipo rispetto alle scadenze. Se nel 2023 la Regione pagava in media con 5 giorni di anticipo, nel 2024 si è passati a 16 giorni, rafforzando i rapporti con fornitori e imprese.

«La parifica della Corte – sottolinea l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – è un atto tecnico che ha un significato politico molto forte. Abbiamo ridotto il disavanzo, contenuto il debito, migliorato gli equilibri di bilancio e paghiamo più velocemente. È il frutto di un lavoro attento e continuo, che ci consente di guardare al futuro con maggiore fiducia e credibilità».

Il rendiconto 2024 dedica inoltre un’attenzione specifica all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alla gestione dei fondi europei. Entrambe le leve strategiche, considerate essenziali per promuovere crescita, innovazione e coesione sociale, risultano in linea con le scadenze previste. In particolare, la Regione conferma il proprio primato a livello nazionale nell’utilizzo dei fondi europei, come indicato anche nella relazione sulla gestione allegata al bilancio, a testimonianza del ruolo di primo piano che il Piemonte vuole svolgere nella nuova fase di investimenti pubblici.

Per quanto riguarda le osservazioni mosse dalla Corte in merito, ad esempio, ai ritardi nell’erogazione dei contributi dovuti a difficoltà di cassa, la Regione precisa di aver già introdotto misure correttive a partire dal 2025. Tra queste, lo strumento “Anticipo cultura”, che consente alle associazioni culturali beneficiarie di contributi di accedere con maggiore facilità al credito, senza costi aggiuntivi a loro carico.

Calciomercato Serie A: tutto fermo. Manca il denaro, restano solo le idee

 

Il calciomercato della Serie A è in stallo. A metà luglio, con i ritiri già iniziati e l’inizio del campionato alle porte, i club italiani faticano a muoversi. Non è una questione di mancanza di idee, ma di fondi. Le casse sono vuote, e l’intero sistema sembra arrancare in una crisi economica ormai strutturale.
Si parla di giovani, ma restano slogan
In teoria, si dovrebbe puntare sui giovani italiani, rilanciare i vivai, dare fiducia ai talenti locali. Ma, come spesso accade, le belle parole restano tali. I fatti dicono altro: pochi investimenti nei settori giovanili, ancor meno spazio in prima squadra. Il rischio è che, tra promesse e immobilismo, si perdano intere generazioni di giocatori.
Torino e Juventus: buone idee, pochi soldi
A Torino, il copione è lo stesso. Il Torino FC, sotto la guida del nuovo tecnico, cerca rinforzi ma deve fare i conti con un budget ridotto all’osso. Si lavora su profili giovani e di prospettiva, ma senza la possibilità di affondare il colpo. La Juventus, dal canto suo, ha cambiato molto: dirigenza nuova, idee chiare, ma anche lì servono cessioni per finanziare gli acquisti.
Il rischio di un campionato mediocre
In un mercato dominato dalle big europee con potere d’acquisto illimitato, la Serie A rischia di perdere sempre più appeal. Le squadre si muovono con prestiti, parametri zero, e tanta fantasia. Ma senza investimenti concreti, la qualità generale ne risente. E il calcio italiano, già in difficoltà a livello internazionale, rischia di restare indietro ed a risentirne è soprattutto la Nazionale di calcio Italiana del neo tecnico Gattuso che rischia di non qualificarsi,per la Terza volta consecutiva,ai mondiali di calcio del 2026.

Enzo Grassano

È morto Alberto Bolaffi il re del collezionismo

È scomparso all’età di 89 anni, nella notte a Torino, il Cavaliere del Lavoro Alberto Bolaffi, presidente onorario della storica società Bolaffi. L’annuncio della sua morte è stato dato con “immenso dolore” attraverso un comunicato ufficiale dell’azienda, attiva da oltre un secolo nel settore dei beni da collezione e considerata un punto di riferimento nel mercato dei beni rifugio. Nel 1955 Alberto Bolaffi entracome manager nella società guidata dal padre. Intuisce il cambiamento dei consumi collezionistici e culturali degli anni Sessanta, allargando l’attività ad ambiti inesplorati fino ad allora.Nel 1986 fonda il Collector Club, il settore di vendita per corrispondenza, e nel 1990 la casa d’aste diventata celebre. Grazie alla sua guida l’azienda ha ampliato la propria attività anche alla numismatica e alle  medaglie. Ha pubblicato prestigiosi  volumi e instaurato collaborazioni con musei, fondazioni e istituzioni della cultura.

Regione Piemonte e Fondazione CRT per il rilancio del territorio. In arrivo 8 milioni di euro

Unire le forze per promuovere lo sviluppo sociale, culturale e formativo del Piemonte attraverso interventi condivisi e azioni coordinate: è questo il cuore del Protocollo d’Intesa siglato  tra la Regione Piemonte e la Fondazione CRT, rappresentate rispettivamente dal Presidente Alberto Cirio e dalla Presidente Anna Maria Poggi.

L’accordo sancisce una collaborazione strategica tra i due enti per il biennio 2025-2026, con un investimento complessivo da 8 milioni di euro da parte della Fondazione CRT. Le risorse saranno destinate a progetti nei settori della cultura, dell’inclusione sociale, della formazione e della valorizzazione del territorio, in linea con le priorità condivise.

Nel dettaglio, 5,5 milioni di euro saranno destinati al sostegno degli enti culturali che ricevono già il supporto o la partecipazione della Regione Piemonte, con l’obiettivo di garantire l’eccellenza del sistema culturale regionale e aumentarne l’attrattività complessiva.

I restanti 2,5 milioni di euro andranno invece a finanziare interventi di carattere strategico, individuati congiuntamente da Regione e Fondazione, facendo leva sulle esperienze virtuose già realizzate. Particolare attenzione sarà riservata alla promozione del territorio, all’inclusione sociale e culturale, all’educazione, al contrasto alla povertà e al rafforzamento del settore culturale.

“La firma di questo protocollo d’intesa rappresenta un nuovo, importante impegno che la Fondazione CRT assume insieme alla Regione Piemonte, con cui da sempre condivide un percorso di collaborazione capace di moltiplicare le opportunità e le energie del territorio, valorizzando le esperienze positive maturate da entrambe – dichiara la Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi –. Questo accordo, che prevede un impegno della Fondazione CRT pari a 8 milioni di euro, ci consente di lavorare in modo ancora più sinergico, sostenendo progetti legati alla cultura come motore di coesione sociale, all’inclusione, all’educazione, con una particolare attenzione alle fragilità e alle povertà, per promuovere lo sviluppo della nostra regione e affrontare al meglio le sfide del nostro tempo”.

“Desidero ringraziare la presidente Poggi per l’attenzione alla comunità e il profondo senso delle istituzioni mostrate fin dai primi giorni del suo insediamento alla guida della Fondazione – sottolinea il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Il Piemonte è una regione fortunata perché può contare sul supporto di realtà straordinarie, che sono un punto di riferimento prezioso e costante e la firma di questo protocollo ne è una nuova testimonianza. Grazie alle risorse messe a disposizione da Fondazione CRT rafforzeremo il nostro comparto culturale, dando supporto a tantissime realtà che rappresentano l’anima di questo settore e sosterremo progetti condivisi di valenza sociale ed educativa, ma anche rivolti alla valorizzazione della storia e delle eccellenze del nostro territorio”.

A garantire la coerenza e l’efficacia degli interventi sarà il Comitato Strategico previsto dal Protocollo, composto dai due Presidenti, che avrà il compito di definire priorità, indirizzi e valutare gli interventi. A livello operativo, saranno inoltre istituiti Comitati Tecnici incaricati dell’attuazione concreta dei progetti.

Foto Paolo Liguori

Finalmente a sinistra si riscopre la manifattura

Oggi  al Museo del Risorgimento Repubblica ha organizzato un Convegno molto interessante su Torino nel 2050 e sulla importanza della Manifattura.  Eureka dopo anni in cui la Fiat veniva accompagnata dolcemente al calo del lavoro e della occupazione ,senza uno sciopero ,secondo gli auspici di chi voleva chiudere la esperienza della One Company town senza accorgersi che il calo dell’industria torinese non veniva assolutamente rimpiazzato dal turismo . Lo si poteva già capire , come fece il sottoscritto, quando l’Istat ci diede i dati del 2006 l’anno delle Olimpiadi . Dopo che molti cervelli della gauche teorizzavano gli Eventi come la prospettiva per la Città due volte Capitale , senza andare a vedere quale è il valore aggiunto che danno alla economia l’industria, le costruzioni e il turismo come avrebbe fatto qualsiasi manager. E qui si dimostra che è sempre più difficile governare o amministrare senza avere una grande esperienza e una forte competenza. Incuranti dei dati forniti prima dal solito GIACHINO poi da Banca d’Italia che hanno dimostrato il distacco economico preso da Bologna che invece da trent’anni ha scelto di puntare sull’industria e proprio sulla industria dell’auto . Anche il dato fornito da Banca d’Italia il 18 giugno scorso dal quale emerge che Torino e il Piemonte non sono ancora riuscite a recuperare il livello raggiunto nel 2007 è’ stato coperto dalla stampa cittadina.
Oggi il giornale fondato da Scalfari riscopre , e questo è molto positivo, la importanza della manifattura senza la quale l’economia fa molta più difficoltà a tenere il passo, a garantire posti di lavoro. Qualcuno vorrà dire a chi ancora magnifica il primo Piano strategico , quello degli anni 90, che aver detto che nel futuro di Torino l’industria non sarà più così importante , si dovrà puntare sul turismo, sulla cultura e sul loisir” fu un grave errore?
Quanti a Torino sono ancora convinti che la Città può vivere solo di turismo e di eventi?  Basta chiedere a Giuseppe Russo , direttore del Centro Einaudi, la tabella aggiornata sul valore aggiunto triplo dell’industria e della ricerca sul turismo per capire che turismo e grandi eventi sono importanti e aumenteranno quando verrà costruita la TAV ma non possono rappresentare da soli il futuro della Città . Così come qualcuno dovrà spiegarci perché le forze politiche che appoggiano la Amministrazione comunale in Europa hanno votato una decisione che ha messo in ginocchio l’industria europea dell’auto.
Dopo la assegnazione del Centro per la Intelligenza artificiale Torino deve puntare ad essere uno dei Centri mondiali della mobilità del futuro perché in futuro il bisogno di mobilità aumenterà ancora una parte andrà sul treno , di qui la enorme importanza della nostra grande Manifestazione di piazza Castello che salvo’ la TAV. Una parte della mobilità andrà sulle metropolitane ma oltre il 50% sarà ancora su strada, su metro e su ferrovia.
Ecco perché per Torino e’ fondamentale la battaglia per difendere l’industria dell’auto , così come è importante puntare sull’ICT , sulle nostre eccellenze nel settore dei microchip , sulla industria dell’aerospazio e sulla logistica perche il Piemonte è il retroporto naturale dei porti liguri ma anche perché sarà attraversato da due importantissimi Corridoi ferroviari che renderanno il territorio piemontese tra i più attrattivi a livello europeo.
Puntare di più sulla industria come dico da anni sarà strategico per trattenere sul nostro territorio non solo i nostri ragazzi ma anche una parte importante degli studenti universitari che arrivano a Torino dal nostro Paese ma anche dall’estero. Da questo punto di vista lavorare a Torino per collegare sempre di più gli Atenei di Toeino con quelli di Lione, Grenoble, Genova e Milano . La TAV Valley di cui parlo da qualche tempo non avrà nulla da invidiare alla Silicon Valley.
Per fare questo però occorre rilanciare il nostro aeroporto , accelerare la costruzione della TAV e del Terzo Valico .
Se il convegno di Repubblica saprà collocare il rilancio della industria nel discorso più ampio di sviluppo territoriale e delle infrastrutture i ragionamenti assumeranno un respiro diverso e concreto perché deve essere chiaro a tutti che questi ultimi venticinque anni di bassa crescita economica hanno  pesato  molto sulla metà delle famiglie torinesi che hanno visto ridursi le entrate economiche e il benessere.
Ecco perché chi cerca di ripresentare la alleanza che vinse le elezioni a Torino nel 93 non è credibile , anche perché non ha ammesso l’errore strategico che metà della Città paga salato  . Mi aspetto che soprattutto dal mondo cattolico e sindacale che ha appoggiato le amministrazioni degli ultimi trent’anni si prenda consapevolezza che in questi anni le diseguaglianze economiche e sociali sono aumentate .
Ecco perché parteciperò con molto interesse al convegno per ascoltare analisi, proposte e qualche  autocritica.
Mino GIACHINO

Lavoro, Canalis (Pd): “Trionfalismo immotivato”

La realtà piemontese è fatta da un’occupazione femminile decisamente inferiore a quella maschile, da un’abnorme disoccupazione giovanile, da contratti molto parcellizzati e precari, da minor retribuzione e stabilità.

 

Nella conferenza stampa svoltasi ieri al Grattacielo della Regione (in contemporanea con i lavori del Consiglio regionale, in spregio alle basilari regole del rispetto istituzionale), l’assessore Chiorino ha ostentato un certo trionfalismo rispetto ai dati del mercato del lavoro piemontese. Un atteggiamento quasi offensivo, se si osservano i dati dal punto di vista qualitativo e non solo quantitativo.

Non è corretto, infatti, enfatizzare il dato quantitativo dell’aumento del tasso di occupazione, come fa l’assessore, se non si aggiunge il dato qualitativo relativo ai salari bassi e alla parcellizzazione dei contratti.

Il tasso di occupazione della popolazione piemontese è effettivamente aumentato ed oggi si attesta sul 69%, ma dentro questo numero ci sono molti contratti precari e molti contratti sotto pagati. Il 69% di occupazione nasconde, insomma, molto lavoro povero e molto lavoro parcellizzato (pensiamo al diffusissimo part-time involontario che colpisce soprattutto le donne).

La condizione di disagio economico legata al lavoro colpisce in misura più significativa il genere femminile, dal momento che le donne tendono a essere occupate proprio con tipologie contrattuali instabili e a bassa protezione. I dati dell’INAPP mostrano che nella prima metà del 2024, le donne in Italia hanno ottenuto nuovi impieghi prevalentemente con contratti a termine: il 40,4% delle assunzioni femminili risultavano a tempo determinato, contro un più limitato 13,5% a tempo indeterminato. Inoltre, mentre per gli uomini il lavoro part-time si attestava al 27,3%, per le donne la percentuale raggiungeva quasi la metà dei contratti, precisamente il 49,2%.

Inoltre, bisognerebbe sottolineare che le donne piemontesi hanno ancora un tasso di occupazione decisamente inferiore a quello degli uomini (donne al 62,3% e uomini al 75,6%) e i Neet (giovani che non studiano e non lavorano) sono ancora tantissimi (27%).

Infine, il nostro tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%, grazie soprattutto al forte calo del tasso di disoccupazione femminile sceso dal 7,2% al 5,8%, ma è ancora superiore a quello di Regioni comparabili con il Piemonte, come il Veneto, che è al 2,5%. Tutte le regioni del Centro Nord, ad eccezione della Liguria e del Lazio, hanno tassi di disoccupazione inferiori a quello del Piemonte con una punta del 2,4% nel Trentino Alto Adige e del 2,5% in Veneto.

Insomma, nonostante i progressi, il tasso di occupazione delle regioni sviluppate è ancora maggiore di quello del Piemonte e questo dovrebbe evitare facili trionfalismi.

Prima di dire che va tutto bene e che l’aumento del tasso di occupazione piemontese è merito delle politiche attive messe in campo dalla sua Giunta, l’assessore Chiorino dovrebbe darci i dati sui lavoratori poveri, che ingrossano le statistiche del tasso di occupazione, ma non riescono a vivere dignitosamente! E poi servono i dati sul lavoro precario, sull’aumento di donne over 50 occupate e sull’aumento di uomini over 50 occupati.

Assessore Chiorino, metta da parte il trionfalismo e dimostri maggiore profondità e trasparenza nel leggere i numeri!

 

Monica CANALIS – vice presidente commissione lavoro e formazione professionale del Consiglio regionale del Piemo

Famiglia piemontese distrutta: camion travolge auto, tre morti

Tre persone di Gravellona  Toce sono decedute in un incidente stradale sulla A1, in una galleria tra Firenzuola e Badia. Viaggiavano a bordo di una Fiat Panda che si è fermata improvvisamente forse per un guasto meccanico. Un camion non è riuscito a frenare e ha travolto la vettura. L’incidente si è verificato in direzione Nord. La famiglia stava tornando dalle vacanze. Ferite in modo grave la conducente dell’auto e la figlia di 4 anni.