Rinnovare l’accordo di programma tra Città metropolitana di Torino e Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone per la realizzazione di importanti interventi sulla viabilità provinciale: nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea” ne hanno parlato lunedì 17 novembre il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il Presidente dell’Unione Montana e Sindaco di Coassolo, Guido Bonino, l’Assessore alla Viabilità e Sindaco di Ala di Stura, Mauro Garbano, l’Assessore ai servizi sociali e Vicesindaco di Pessinetto, Sergio Marietta. L’investimento complessivo è stato stimato inizialmente in circa 350.000 euro, ma la cifra potrebbe essere ritoccata al rialzo. Metà dell’investimento sarà coperto dalla Città metropolitana di Torino, grazie al meccanismo di cofinanziamento previsto dall’accordo, che sarà rinnovato per il 2026. Tra gli argomenti toccati nella riunione del 17 novembre i lavori in progetto sul ponte della Strada Provinciale 33 all’ingresso dall’abitato di Cantoira e due importanti progetti per l’adeguamento e la messa in sicurezza della Strada Provinciale 1, al km 33+800 nella frazione Biò di Traves e all’uscita dall’abitato di Pessinetto.
A Biò di Traves sarà necessario abbattere due fabbricati dismessi. È previsto un incremento dei costi per l’acquisizione degli edifici da abbattere, che sarà suddiviso tra Unione Montana e Città metropolitana. Per l’acquisizione e la demolizione dei fabbricati occorrerà acquisire il parere favorevole della competente Soprintendenza. La realizzazione dei lavori a Biò di Traves dovrà essere coordinata con un cantiere per l’allargamento della SP1 che la Città ha in programma nello stesso Comune, in adiacenza alla linea ferroviaria Torino-Ceres. Un allargamento della Provinciale 1 grazie all’abbattimento di fabbricati in disuso è allo studio anche a Pessinetto, per consentire la messa in sicurezza del tratto stradale, sia per i pedoni che per i conducenti di autoveicoli, ma anche per ricavare nuovi spazi per la sosta.
Per quanto riguarda il consolidamento del ponte sulla Provinciale 33 della Val Grande che consente l’accesso all’abitato di Cantoira, la definizione del progetto è alle battute finali. Si prevede un allargamento di circa 50 centimetri della sede stradale e il miglioramento delle protezioni marginali presenti sul ponte, per agevolare il transito dei pedoni. Il quadro economico dei lavori ammonta a 200.000 euro e anche quest’opera rientrerà nel complessivo accordo di collaborazione e cofinanziamento tra Città metropolitana e Unione Montana.


A introdurre gli spettatori nell’incubo è Marco Divsic, un Jonathan Harker timoroso e determinato, che entra in sala trascinando con sé la sua ricerca di Mina. La Mina di Chiara Ferrara è un’apparizione rarefatta, quasi sognata, che solo nel finale si rivela sorprendentemente terrena. Ma è la meravigliosa Federica Rosellini a imporsi con un Dracula prima mostruoso e poi terribilmente umano: una figura androgina, fragile nella sua condanna all’immortalità, che domina lo spazio con corpo e voce anche quando non è fisicamente presente. Accanto a loro, Michelangelo Dalisi e Michele Eburnea offrono prove solide che contribuiscono a tenere in equilibrio una drammaturgia densa e costruita per sottrazione.
Il Dracula, a questo punto di De Rosa-Sinisi, può essere messo in scena solo qui al Teatro Astra, perché tra queste mura è stato cucito, come una fodera al suo mantello. Non lasciatevi sfuggire queste piccole magie irripetibili. Con questo cast, questi costumi, queste atmosfere. In realtà lo spettacolo richiederebbe due visioni: la prima con lo stomaco, lasciandosi andare alla potenza istintiva delle immagini; la seconda con la testa, per giocare a cogliere ogni riferimento letterario, artistico e cinematografico disseminato lungo il percorso. Resterà in scena fino al 30 novembre.