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Disabilità e diritti umani a Palazzo Lascaris

Mauro Laus: “situazioni e storie anche molto diverse tra loro, accomunate da un unico bisogno: giovanissimi insieme con ultraottuagenari si ritrovano sulla stessa linea di fuoco pur se condotti fin lì da destini diversi”

 

consiglio X 1A palazzo Lascaris si è svolta la seduta aperta dell’Assemblea dedicata al tema della disabilità, all’indomani della Giornata nazionale del 3 dicembre.“La disabilità – ha detto il presidente del Consiglio regionale mauro  Laus –  accoglie in sé situazioni e storie anche molto diverse tra loro, accomunate da un unico bisogno: giovanissimi insieme con ultraottuagenari si ritrovano sulla stessa linea di fuoco pur se condotti fin lì da destini diversi. E dietro di loro ci sono famiglie intere: altri concittadini cui vogliamo e dobbiamo dedicare la seduta di oggi. Sono persone alle quali è necessario dire quali diritti soggettivi lo Stato, in tutte le sue articolazioni, è disponibile a riconoscere loro: diritti maturati da cittadini, come scritto nella Costituzione, e diritti maturati da contribuenti, nel tempo della loro vita produttiva”.consiglio campana

 

Tra gli interventi Maria Grazia Breda del Coordinamento Sanità e Assistenza (Csa), che ha evidenziato “la necessità di ottenere dalla Regione il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, in particolare quelle aggravate dalla presenza di patologie invalidanti o malattie croniche che determinano non autosufficienza e che riguardano minori, giovani e adulti con disabilità intellettiva, autismo o malattie degenerative, anziani malati cronici con demenza e malati psichiatrici con limitata o nulla autonomia”.Breda ha denunciato “l’illegittimità delle liste d’attesa per accedere ai servizi previsti dai Livelli essenziali di assistenza (Lea), poiché è preoccupante che di fronte ai bisogni indifferibili di queste persone si pongano vincoli di bilancio” e ha accusato la Giunta regionale di aver confermato le discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità attuate nella legislatura precedente,”

 

Per le associazioni, sono intervenuti Michele Assandri dell’Associazione nazionale strutture per la terza età (Anaste), Maurizio Bergia della Comunità Papa Giovanni XXIII di Fossano (Cn), Arianna Porzi dell’Associazione nazionale genitori soggetti artistici (Angsa), Gabriele Piovano della Consulta per le persone in difficoltà, Michele Pepe dell’Associazione Il giglio, Silvia Biamino dell’Associazione Missione autismo, Vincenzo Bozza dell’Associazione Unione per la tutela degli insufficienti mentali (Utim) di Nichelino (To), Andrea Ciattaglia della Fondazione Promozione sociale onlus, Franca Biglio dell’Associazione nazionale dei piccoli Comuni italiani (Anpci), Irene Cossu Demelas dell’Associazione Luce per l’autismo onlus, Paola Garbella dell’Associazione nazionale dei manager del sociale (Aria-Ansdipp), Vittorio Ghiotto della Federazione associazioni nazionali disabili, Sergio Melis della Cisl ed Emanuela Buffa del Gruppo genitori per il diritto al lavoro per le persone con handicap intellettivo.

 

Per l’Assemblea regionale hanno preso la parola i consiglieri Daniela Ruffino (FI), Stefania Batzella (M5S), Enrica Baricco (Pd), Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), Marco Grimaldi (Sel) e Alfredo Monaco (Scelta civica).Al termine è arrivata la replica della Giunta regionale.È stata inoltre approvata all’unanimità  la proposta di delibera che istituisce il Comitato regionale per i diritti umani.Il provvedimento – presentato dal primo firmatario, il presidente Mauro Laus, e sottoscritto dai vicepresidenti dell’Assemblea Nino Boeti (Pd) e Daniela Ruffino (FI) e dai consiglieri segretari Alessandro Benvenuto(Lega Nord) e Gabriele Molinari (Scelta civica) – sostituisce e supera l’Associazione regionale per il Tibet e i diritti umani.

 

“Con la costituzione del Comitato – ha dichiarato il presidente Laus – si realizza uno dei punti qualificanti del mio mandato di presidente dell’Assemblea regionale. Fin dal giorno del mio insediamento mi sono preso l’impegno di rendere l’ente e le sue articolazioni sempre più sensibili e più attenti ai principi di uguaglianza sanciti dallo Statuto e ora credo ci sia lo strumento giusto per farlo. Sono grato all’Ufficio di presidenza d’aver voluto condividere e sostenere fattivamente questa mia proposta e all’Aula di avervi dato corso”.

 

(www.cr.piemonte.it)

 

Sequestrato il tesoro milionario della ‘Ndrangheta

salvario polizia

Edifici, ville, campi. E’ stato scoperto dalla Dia  che l’ha sequestrato alla famiglia Marando

 

Quasi 20  milioni di euro, tra Piemonte, Lombardia, Liguria Lazio e Calabria. Un patrimonio enorme in edifici, ville, campi. E’ stato scoperto dalla Dia  che l’ha sequestrato alla famiglia Marando, la cosca della ‘ndrangheta che gestiva la zona di Volpiano. il traffico di droga era alla base del redditizio e illegale giro d’affari  i cui ricavati venivano investiti in immobili grazie a prestanome e società con sede all’estero.

Il Mago di Oz porta le bollicine d’oltralpe sotto la Mole

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oz champLunedì 15 dicembre, a partire dalle 19 e 30 in Piazza Carlo Emanuele II, 19 (per i torinesi Piazza Carlina)

 

Una serata per brindare in anticipo al Natale, un incontro per assaporare, in compagnia, il meglio dello champagne e dei produits du terroir francesi: lunedì 15 dicembre, a partire dalle 19 e 30 in Piazza Carlo Emanuele II, 19 (per i torinesi Piazza Carlina), il cocktail club Il Mago di Oz propone una serata speciale all’insegna
delle bollicine francesi d’alta classe.

 

Un vero e proprio viaggio sensoriale alla scoperta di alcune delle migliori etichette di Champagne abbinate ai prodotti artigianali più esclusivi della gastronomia d’oltralpe. Sarà possibile degustare piccoli tesori dell’enologia francese come lo Champagne Expression 2011, lo Champagne Sainte Anne 2011 e lo Champagne Agrapart grand cru 2007, il tutto accompagnato da prodotti di alto pregio come il Foie gras mi cuit de Laurent Collet, il Saumon fumé (salmone affumicato) de Jean Marc CASTEIGT, le Huitres (ostriche) de David Hervé, il Pain de Bastien MUGLIANI e il Beurre Bordier. Ad aprire la serata sarà Samuel Cogliati, scrittore ed esperto di vini, che presenterà il suo ultimo libro “Champagne Il sogno fragile”, edito da Possibilia Editore, all’interno del quale vengono affrontati alcuni aspetti chiave della nascita, dell’evoluzione e della degustazione di questo mitico vino.

 

A fine serata sarà possibile acquistare i cestini natalizi contenenti i prodotti degustati e una copia del libro. Da anni punto di riferimento della Torino by night, Il Mago di Oz si propone come un luogo conviviale dove assaporare un’interessante selezione di vini naturali italiani e francesi ed un’ampia offerta di cocktail, frutto di una ricerca continua dei migliori prodotti e delle migliori materie prime.

 

Per maggiori informazioni sull’evento dedicato allo champagne e su tutte le iniziative del Mago di Oz: magodioz58@gmail.com – Tel. 335 7028741 – 338 4343086

Caso Musy, il pm al processo: “Furchì merita l’ergastolo, ecco le prove”

+++FERITO MUSY: FERMATO IL PRESUNTO SPARATORE +++

TRIBUNALE 1Il magistrato ha chiesto il massimo della pena per Furchì, con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi

 

Quel che è certo è che il caso Musy resterà nella storia della cronaca come uno dei grandi casi giudiziari (risolti o irrisolti non si sa ancora) degli ultimi decenni a Torino. “Francesco Furchì è colpevole, ci sono le prove”, dice il pm Roberto Furlan in apertura della requisitoria nel processo per l’assassinio del consigliere comunale Alberto Musy, che morì dopo quasi due anni  di coma a causa dell’agguato da parte dell’ “uomo con il casco” il 21 marzo 2012. Il magistrato ha quindi proposto l’ergastolo per Furchì, che è l’unico imputato del processo, accusato di omicidio volontario.

 

La pena è stata richiesta con l’aggravente della premeditazione e dei futili motivi. Il magistrato ha anche chiesto sei mesi di isolamento diurno poichè ritiene che per la vicenda della pistola scomparsa, l’arma del delitto, vi siano collegamenti tra l’imputato ee seponenti malavitosi. Furlan ha consegnato alla Corte una memoria di 100 pagine sostenendo che, dopo avere riscontrato tante prove la colpevolezza di Furchì diventa una banalità.

 

Il pm ha preso in considerazione alcuni elementi “tecnici” come la camminata, l’assenza di alibi, e le amicizie di Furchì.  Ha messo in risalto quella che definisce la capacità intimidatoria esercitata in particolare contro uno dei testi al processo e anche la vicenda delle quattro lettere, spedite ad amici calabresi e torinesi. Secondo il magistrato si è trattato d tentativi di ottenere deposizioni favorevoli all’imputato.

Da via Roma alla Galleria Sabauda in città regnano i pedoni

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Il Comune in un prossimo futuro prevede anche la chiusura al traffico di piazza Castello, tranne il tratto via Po – Giardini reali e piazza Statuto

 

Code lunghissime di pedoni in piazzetta reale per l’ingresso nel Palazzo e nella nuova Galleria sabauda. Torino è il regno dei pedoni. L’incentivo a recarsi a piedi in centro in questi primi giorni di festa è anche dovuto a tante iniziative, come il raduno dei tram storici in piazza Castello e l’apertura della pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Carlo Alberto.

 

L’immacolata rappresenta la prova generale per la pedonalizzazione di via Roma. Infatti, fino a lunedì compreso la più prestigiosa arteria commerciale cittadina resta chiusa al traffico nel tratto che collega piazza Castello a piazza San Carlo.  Nei primi giorni di prova la via si è presentata poco affollata di mattina e affollatissima nelle ore pomeridiane, con non pochi problemi di traffico nelle vie circostanti. Dopo discussioni e polemiche infinite il Comune precisa che si tratta di una “chiusura sperimentale per verificare l’efficacia del provvedimento”. Anche nel fine settimana successivo la pedonalizzazione si ripeterà in vista del Natale esarà accompagnata da una serie di iniziative culturali, musicali e di spettacolo.

 

E forse nei prossimi mesi diventerà realtà la pedonalizzazione continua. Ormai anche i commercianti sembrano essersi accorti che la Torino del turismo e della cultura ha raggiunto una tale dimensione da garantire migliaia di presenze costanti nel centro. Così il divieto di transito delle auto (forse) si trasforma in opportunità. Nelle intenzioni del Comune in un prossimo futuro anche la chiusura al traffico di piazza Castello, tranne il tratto via Po – Giardini reali e piazza Statuto, dove un privato avrebbe intenzione di finanziare la realizzazione di un parcheggio sotterraneo.

 

(Foto: il Torinese)

Dopo lo 0 – 0 a Firenze la Juve attende l’Atletico

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Diciamolo subito, non è stata una bella partita. L’anticipo della quattordicesima giornata di serie A non ha riservato grandi emozioni tanto meno grosse sorprese

 

La Juventus vista venerdì sera all’Artemio Franchi di Firenze è stata una squadra che aveva già la testa al delicatissimo scontro che la vedrà impegnata domani, martedì 9 dicembre, allo Juventus Stadium. Diciamolo subito, non è stata una bella partita. L’anticipo della quattordicesima giornata di serie A non ha riservato grandi emozioni tanto meno grosse sorprese. Da una parte, la squadra di casa, la Fiorentina, ben allenata e messa ottimamente in campo da Vincenzo Montella, dall’altra i Campioni d’Italia in carica che hanno rinunciato ad alcuni titolari rispetto alla solita formazione titolare. Viola e bianconeri hanno dato vita ad una partita combattuta per tutti i novanta minuti di gioco senza impensierire più di tanto i due portieri.

 

Veniamo alle azioni più importanti del match. A inizio del secondo tempo l’intervento più difficile per Neto, portiere della Viola che è riuscito a neutralizzare un diagonale insidioso di Evra. Al 68° minuto di gioco la parata più difficile per Buffon, costretto a volare per deviare in corner il gran destro da fuori area di Cuadrado. In parità anche gli episodi contestati: viola che reclamano il penalty nel primo tempo per un fallo di mano in area di Chiellini e bianconeri che replicano allo scadere per un fallo di mani in area di Pizarro. Per dovere di cronaca è sembrato più eclatante il secondo episodio rispetto al primo. Da registrare che si è sentita molto l’assenza di Stefan Lichtsteiner che come tutti i giocatori importanti, si fa notare soprattutto quando non c’è rispetto a quando gioca. Un monito per la stessa Juventus che non riesce a chiudere per il rinnovo del contratto per il giocatore svizzero.

 

Pare che la distanza, per giungere ad un accordo tra le parti, sia ancora piuttosto lontano oltre che il giocatore elvetico abbia numerose richieste vedasi Premier League. Ennesima conferma, per il giovane Coman, che ha dimostrato ancora una volta, partendo da titolare, di sapere reggere il confronto anche con attaccanti più esperti di lui. In alcune azioni è sembrato essere irraggiungibile dal suo marcatore. Un giocatore di sicuro avvenire e in casa bianconera già si fregano le mani.

 

Dario Barattin

 

 

 

                                                                                                                    

Cahier de Voyage e Torino si avvicina a Berlino

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ARTE SUSA33La mostra sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica

 

Si è tenuta sabato 6 dicembre, alle ore 18.30, presso il palazzo dell’ex Tribunale di Susa (via Palazzo di Città, 36 – Susa), l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea, giunta ormai alla sua quarta edizione,  prodotta dall’Associazione NEKS: Viaggio in Germania, Cahier de Voyage. Hanno fatto da preludio alla mostra i saluti di benvenuto del Sindaco Plano e dell’Assessore alla Cultura Fonzo presso la Sala Consiliare del Comune di Susa.La mostra è realizzata grazie al contributo e al sostegno della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Fondazione CRT e dello stesso Comune di Susa.

 

La premessa da cui trae origine questa mostra è il gemellaggio culturale che Torino si appresta ad avviare, nel 2015, con la capitale tedesca: Torino e Berlino sono due città universitarie, capitali europee per l’arte contemporanea, che guardano con grande interesse alla musica contemporanea d’avanguardia e condividono altresì la medesima attenzione urbanistica verso le aree urbane in disuso. Sullo sfondo del sodalizio tra queste due città, il Vernissage – che è ormai diventato un appuntamento “tradizionale” di fine anno, nella splendida cornice di Susa – vedrà esposte le opere di artisti tedeschi, che hanno tratto beneficio dal passaggio nel Bel Paese, e di artisti italiani, che hanno rivolto il loro sguardo a Berlino per elaborare il proprio linguaggio: Anna Capolupo, Michele Guaschino, Julia Krahn, Paolo Maggis, Simon Pfeffel, Antje Rieck, Elke Warth.

 

Tra coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto, ringraziamo Michele Bramante, curatore della mostra, Valentina Ruospo, art promoter e il Presidente dell’Associazione Neks, Paolo Facelli, che ne ha curato l’organizzazione, al quale abbiamo rivolto qualche domanda. La mostra sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica, con i seguenti orari: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

 

         Qual è la mostra che ti ricordi con maggiore emozione?

Sicuramente Gran Torino, una mostra che definirei – passatemi il termine enologico – una “verticale” sull’Arte Contemporanea torinese e piemontese dagli anni Sessanta a oggi. Se vogliamo fare dei nomi, basti pensare a Mario Merz, Pistoletto, o Penone, tre artisti esposti in alcuni dei più prestigiosi musei mondiali.

 

         Com’è nata l’idea della mostra di quest’anno?

Viaggio in Germania, Cahier de Voyage è nata sposando le linee programmatiche del Comune di Torino, che si appresta ad avviare nel 2015 un vero e proprio “gemellaggio culturale” con Berlino. In funzione di questa sinergia, l’Assessorato alla Cultura della città di Torino ha creato un calendario che declinerà tutti i grandi eventi che avranno luogo nella nostra città – dal Salone del Libro, al Torino Jazz Festival, al Torino Film Festival – cui saranno invitati numerosi artisti berlinesi. Mi sono così ispirato e ho pensato di creare una sorta di “anteprima”.

La mostra, infatti, ha inaugurato il 6 dicembre 2014, ma si concluderà nel gennaio 2015: dunque sarà un’anteprima del 2014 e ci accompagnerà in questo nuovo anno.

 

         Com’è andato il Vernissage?

Anche quest’anno l’inaugurazione ha visto la presenza di un centinaio di persone e, come tradizione vuole, si è concluso con un pranzo all’insegna della convivialità da Daniele alla Marchesa. La prolusione ha visto l’intervento del Sindaco Plano e dell’Assessore Fonzo nonché, come nostra abitudine, del curatore Michele Bramante. Una tradizione questa, per inciso, tipica delle gallerie nordiche e poco usata in Italia e aggiungerei purtroppo.

 

         Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio principale sogno nel cassetto è far sì che il progetto Gran Torino possa trovare nuove sedi internazionali dove esporre. Su questo punto, stiamo cercando un incontro con il Sindaco Fassino, per una serie di motivi: primo fra tutti è che ha voluto porre un forte accento sull’internazionalizzazione dell’Arte Contemporanea, e quale occasione più ghiotta, dunque, che una vetrina sull’Arte Contemporanea torinese per far parlare di noi nel mondo così come ben si fece negli Stati Uniti; e poi c’è un secondo motivo, tra il serio ed il faceto, che come ha ricordato Il Fatto Quotidiano la sua campagna elettorale titolava prendendo spunto dalla nostra mostra, Gran Torino appunto. Sicuramente involontariamente.

Per queste ed altre ragioni, ci auguriamo di poter lavorare insieme.

 

La Neks ha, infatti, due diversi registri di mostre: Il primo è “glocal”, come dicono quelli che parlano bene, volta cioè a portare la conoscenza dell’Arte Contemporanea nella Regione. Si pensi alla nostra storia recente: dall’Imbiancheria del Vajro a Chieri al Castello dei Marchesi Cavour di Santena, fino al Castello della Contessa Adelaide di Susa); il secondo è un registro, dal respiro internazionale, caratterizzato principalmente dalla mostra Gran Torino.

Guerrieri d’Oriente e occidente si incontrano alla Venaria

MAMELUCCHI2La rassegna, curata da Enrico Colle, in collaborazione con l’Armeria Reale di Torino, presenta un centinaio di pezzi, tra cui preziosi e raffinati elmi islamici medioevali accanto alle armature dei guerrieri europei e a quelle dei samurai magistralmente prodotte dalle manifatture tedesca e italiana fino all’India e al Giappone

 

Guerrieri d’Occidente e d’Oriente si incontrano alla corte della Reggia di Venaria in un’esposizione che esalta le splendide armature di secoli ed epoche lontane, accomunate da un fascino intramontabile. Provengono dal Museo Stibbert di Firenze e dall’Armeria Reale di Torino e si presentano al pubblico nella mostra “Cavalieri,Mamelucchi e Samurai” allestita nella dimora sabauda. In vetrina spiccano armature europee,indiane,islamiche e giapponesi che coprono quattro secoli di storia,dal Cinquecento all’Ottocento,con lo scopo di ricreare la bellezza artistica delle armerie con i suoi costumi di guerra e le armature da parata con armi,elmi,scudi,lance,spade e corazze.

 

La rassegna, curata da Enrico Colle,in collaborazione con l’Armeria Reale di Torino,presenta un centinaio di pezzi,tra cui preziosi e raffinati elmi islamici medioevali accanto alle armature dei guerrieri europei e a quelle dei samurai magistralmente prodotte dalle manifatture tedesca e italiana fino all’India e al Giappone. Molte delle opere esposte arrivano dal Museo Stibbert di Firenze e si possono notare sia le diverse tecniche da combattimento sia le differenze etniche dei guerrieri. I cavalieri europei guerreggiavano con armature più pesanti e rigide mentre i cavalieri mediorientali e gli stessi samurai usavano sistemi di protezione del corpo più leggeri e più agili. Oltre agli “abiti” militari si ammirano anche scimitarre,sciabole,pugnali, mazze ferrate, archibugi,moschetti e pistole a pietra focaia. Come detto, le armature dei guerrieri europei erano più massicce e pesanti di quelle orientali ma le decorazioni rimasero molto scarse e limitate fino al Cinquecento. Presentavano solo eleganti bordure d’ottone e poco altro e per fare un deciso salto di qualità bisogna aspettare il Seicento quando divenne di moda l’uso delle incisioni impreziosite da colori e dorature di pregio. Le armature più appariscenti sono senz’altro quelle dei samurai ma quelle più affascinanti ed esoteriche sono quelle dei mamelucchi che rimandano con la memoria all’epoca delle Crociate e agli scontri tra il Saladino e i Cavalieri venuti dall’Occidente. Più agili nelle loro armature rivestite con maglie metalliche, la corazza dei mamelucchi presentava rinforzi d’acciaio solo nelle parti più vitali del corpo per destreggiarsi meglio durante la lotta e i duelli.

 

Combattevano con il turbante e i pantaloni alla zuava e in mostra si possono vedere le armature turche indossate sia dai Giannizzeri,il corpo d’elite dell’esercito Ottomano, che dai Sipahi, i cavalieri turchi, e sono le stesse di quelle usate in battaglia nel periodo dei sultani Maometto II(1432 -1481) e Solimano il Magnifico (1520-1566). Sulle piastre d’acciaio dell’armatura si leggono iscrizioni incise tratte dal Corano,un mezzo per diffondere la fede anche sul campo di battaglia attraverso i versi dei testi sacri. Ben più pesanti e ingombranti erano le armature dei samurai ma non per questo meno spettacolari e attraenti. Formate da un elmo,una maschera,due spallacci,una corazza con bracciali d’acciaio e di cosciali per proteggere il basso ventre,l’armatura giapponese mescola da sempre eleganza e praticità. L’elemento fondamentale del samurai è la spada,un’autentica chiave per conoscere la storia, le tradizioni e i costumi del Giappone. La spada fu l’anima del samurai per il sacro rispetto con cui è stata sempre trattata dai guerrieri giapponesi ma anche il simbolo dell’onore e del ruolo sociale del samurai nella società. Le opere esposte,che rivelano la maestria degli artigiani delle varie epoche nella  fabbricazione delle armi e nella decorazione delle armature,sono visibili fino all’8 febbraio 2015 alla Reggia di Venaria. Con orario: da martedì a venerdì ore 9-17, sabato,domenica e festivi dalle 9,30 alle 19,30. Lunedì è il giorno di chiusura.

          Filippo Re

In memoria di Giuseppe Botta, un politico d’altri tempi

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Nella Chiesa dei Santi Angeli Custodi , in via Avogadro 5, sarà ricordato il parlamentare torinese scomparso il 9 dicembre del 2008

 

Giuseppe Botta è un pezzo di storia della politica piemontese ed italiana, un autentico cavallo di razza democristiano, tra i più inossidabili della Prima Repubblica. Alla politica fu iniziato dall’Onorevole Giovanni Bovetti, padre costituente, deputato e sottosegretario, il suo vero maestro. Nel ’65, il primo incarico di spicco, da consigliere della Provincia di Torino ad assessore alla viabilità, che sarà il tema, ed anche la vocazione, di tutta la sua vita politica.

 

Botta vanta un record condiviso da pochi: è stato parlamentare per ben sette legislature consecutive, dal 1968 al 1994, senza contare che, per undici anni, dal 1981, ha rivestito il cruciale ruolo di presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera: come a dire che tutte le opere pubbliche passavano attraverso di lui, compresa l’autostrada del Frejus, per dirne una. Ha segnato profondamente un’epoca, cosa che invece i politici di oggi non riescono e non possono fare. Profondamente democristiano, era sopravvissuto alla balena banca senza discostarsi dalle sue idee di sempre. 

 

Laico nel vero senso della parola e fervente cattolico, l’onorevole Botta sapeva tutto di tutti utilizzando un modo antico, diametralmente opposto ai controlli tecnologici odierni. Aveva un suo sterminato archivio: date, facce, anniversari, lui si ricordava di tutti perché se l’era segnato. 

Il Regio trionfa a New York con Noseda

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Negli Usa la tournee dell’orchestra e del Coro del Regio,  diretta da Gianandrea Noseda

 

Entusiasta il sindaco Piero Fassino: “Un successo al di là di ogni aspettativa, che rappresenta il suggello alla qualità e alla straordinaria eccellenza che il Teatro Regio rappresenta”: il sindaco di Torino, presente nella delegazione subalpina in viaggio negli Usa riassume così all’Ansa la tournee dell’orchestra e del Coro del Regio,  diretta da Gianandrea Noseda. E’ la prima volta per l’istituzione culturale torinese negli Usa e in Canada con l’esecuzione del Guglielmo Tell di Rossini. Standing ovation per le esibizioni alla Carnegie Hall, nella sede newyorkese di Eataly e alla sede delle Nazioni Unite.