SECONDA PARTE – Sono apparse due versioni dei poster elettorali della Porchietto, pressochè identiche, non fosse per la bandierina di Forza Italia, apparsa nel manifesto n.2, non appena è tornata all’ovile berlusconiano. Convinto di essere originale il candidato Merlo, ex pd e giornalista Rai, proclama : “Niente slogan”
Prosegue la nostra inchiesta fotografica sui manifesti dei candidati alle prossime elezioni regionali. Per le vie di Torino questi giorni sono apparsi nuovi poster elettorali. Prendiamone in esame alcuni.
CLAUDIA PORCHIETTO (FI)
IL MESSAGGIO – “Lavoriamo per dare forma al futuro”. Il richiamo al lavoro non poteva mancare, per l’assessore regionale uscente che, in questi anni di Giunta Cota ha gestito le deleghe delicatissime in materia.
Sono apparse due versioni dei poster elettorali: pressochè identiche, non fosse per la bandierina di Forza Italia, apparsa nel manifesto n.2, non appena la Porchietto è tornata all’ovile berlusconiano, convinta dal candidato presidente per FI, Gilberto Pichetto, dopo il breve approdo in casa Ncd.
L’IMMAGINE – Accattivante il sorriso, lineare la grafica. Un manifesto semplice ma che si fa notare.

(Nelle foto i manifesti nelle due versioni “no-logo” e “berluscones”)
GIOVANNI MARIA FERRARIS (MODERATI)

IL MESSAGGIO – Solo il cognome e l’indicazione “per la Regione Piemonte”. Nello stile dei Moderati, che puntano sul simbolo del partito e sul giallo, il colore “aziendale”.
L’IMMAGINE – Faccia da bravo ragazzo, il presidente del Consiglio comunale. Forse il nodo della cravatta un po’ troppo grosso tradisce le origini forziste del candidato
MAURIZIO MARRONE (FDI)

IL MESSAGGIO – Azzeccato il tormentone “Insieme mattone su mattone”, che compare su due manifesti diversi, il primo senza foto del candidato. Voci di corridoio accreditate lasciano capire che, per non creare confusione tra gli elettori che scriveranno la preferenza sulla scheda, il candidato voglia registrarsi come “Maurizio Marrone detto Mattone”. Non è uno scherzo.
L’IMMAGINE – Sorridente ma molto posato, il giovane fratello d’Italia barbuto incrocia le dita (in senso reale e metaforico) con gli avambracci posati in modo composto sul tavolo.
MARCO D’ACRI

IL MESSAGGIO – “Io sto con Chiamparino”, e di questi tempi la cosa fa molto tendenza, come dargli torto… Da notare, poi, l’aggiunta della scritta “accendiamo il futuro” e di un sibillino “facciamolo”. Che non si capisce se sia esclusivamente riferito al precedente slogan o se, invece, si tratti di una più generica esortazione, complessiva e liberatoria, in stile woodstock.
L’IMMAGINE – Faccione simpatico e cravatta rossa pendant con l’appartenenza politica, anche se sul poster non appaiono simboli partitici.
GIANLUCA VIGNALE (FI)

IL MESSAGGIO – “La mia passione per la nostra regione”, dichiara così il proprio amore per il Piemonte, l’assessore uscente alla Montagna, anch’egli di recente approdato al più sicuro porto di Forza Italia.
L’IMMAGINE – Posa ispirata che volge lo sguardo all’orizzonte, due fondi differenti: uno azzurro e l’altro arancione. Il fotoritratto del candidato era già stato usato per le precedenti Regionali. Di questi tempi si risparmia su tutto.
GIORGIO MERLO (MODERATI)

IL MESSAGGIO – Convinto di essere originale, il candidato ex pd e giornalista Rai, proclama : Niente slogan
L’IMMAGINE – Foto sorridente, senza esagerare, in perfetto stile post-democristiano. Cravatta anni Novanta.
DAVIDE GARIGLIO (PD)

IL MESSAGGIO – Il messaggio, se c’è (ma non c’è), è implicito. Niente di niente, se non la data fatidica delle elezioni regionali, il 25 maggio.
L’IMMAGINE – Pare che il manifesto in tandem Chiampa – Renzi (vedi articolo precedente) abbia fatto scuola. Anche il segretario regionale dem sembra accennare un passo di danza, anche se solitaria rispetto ai suoi due leader. Tenuta descamisada ma con cravatta d’ordinanza.
GUIDO PODESTA’ (PPE)

IL MESSAGGIO – infine, un candidato al Parlamento Europeo, l’ex presidente forzista della Provincia di Milano, Guido Podestà, che cerca consensi anche qui a Torino, città che fa parte dell’enorme circoscrizione elettorale Nord Ovest. Lo slogan: “Capacità e responsabilità. Guido Podestà in Europa, l’accento sui nostri valori”. Così tanti accenti che farebbero felice Giuliano Ferrara, altro che Rodotà- tà – tà.
L’IMMAGINE – La foto in giacca e cravatta blu notte si staglia sul fondo bianco. Il contrasto cromatico fa risaltare il manifesto, rispetto ad altri forse troppo variopinti e un po’ confusi.
Fine
(Fotoservizio: il Torinese)
Oggi le cose sono cambiate ma, in un certo senso, la nostra è ancora La città delle fabbriche. Questo è il tema di un ciclo di incontri organizzati dall ‘Ismel (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali) in collaborazione con la Città di Torino e le Biblioteche Civiche Torinesi.
sono una giovane donna di 30 anni che ha intrattenuto una relazione per quattro ( e lunghissimi ) anni, con uomo più grande di 17. Ci tengo a sottolineare l’età della persona poiché quanto sto per raccontarti , a mio parere almeno, dovrebbe riguardare unicamente l’età dell’infanzia di un uomo, cioè quando è la mamma a decidere ogni cosa riguardo al proprio figlio. L’uomo in questione, è un soggetto alquanto bizzarro, poiché si presenta alle sue “prede” come single di buona famiglia, verso la quale dimostra una devozione maniacale, con tanta voglia di costruire un rapporto tradizionale con una brava ragazza, dopo anni di scorribande e vita sregolata in giro per il mondo. I presupposti sembrano buoni, lui si mostra attento e garbato e i modi sono quelli da gentiluomo d’un temp. Perfetto, mi fido. Mi presenta dunque alla blasonata famiglia e tutto procede per il meglio poiché anche loro mostrano quella gentilezza e cortesia simile, forse troppo , alla sua, e la mamma, indiscussa regista del menage familiare, non perde occasione per sfoggiare in pompa magna tutto il suo savoir faire durante le ricorrenze, con telefonate di buon augurio, gesti esemplari, a volte persino esagerati, regali , manifestandomi sempre stima e accondiscendenza.
Nel frattempo, tra malumori e sopportazione , il mio fidanzato avanzava delle scialbe richieste di seria convivenza. Io desisto e dichiaro e pretendo che nel momento in cui avessi deciso di trasferirmi definitivamente nella sua dimora, la stessa sarebbe divenuta anche la mia e dunque avrei gradito che fosse rispettata la mia privacy e la mia stessa persona. Assolutamente no. Il mio punto di vista non poteva essere contemplato poiché dato che mammina aveva un carattere particolare, irascibile e volubile, non si poteva certo impedirle di soggiornare della nostra casa quando lei intendeva , cambiare mobili che lei personalmente aveva scelto o addirittura non assecondare ogni suo inclinazione nel designare il modus vivendi del figliuolo. Se questi erano i patti, niente da fare, ognuno per la sua strada. E così è stato. Dopo settimane di autoanalisi, autocritiche e un po’ di rimpianto, scopro che io ero solo l’ultima delle numerosissime “vittime” del mio ex e della sua adorata madre, e che io mi ero distinta nel gruppo di malcapitate solo per la durata del rapporto poiché la media era decisamente più breve.
Da una parte troviamo la tipica madre che prende possesso di ogni situazione della vita del figlio, ostacolandone la crescita e l’indipendenza, soprattutto in campo sentimentale, fungendo da filtro per qualunque decisione che riguarda il cambiamento di status del figlio, da single a fidanzato o sposato, con il terrore che una donna possa prendere decisioni riguardanti il futuro dell’ amato ragazzo sottraendole importanza e ricopra un ruolo , di tutto diritto, più autorevole del suo. Dall’altra parte ecco qui un prototipo di uomo che molto spesso trasuda sicurezza e intraprendenza, ma che poco dopo si rivela per quello che è realmente: un uomo debole , senza un vero carattere, poiché perennemente deviato dalla subordinazione alla madre, incapace di vivere un’esistenza all’insegna di sani principi, e provare la gioia di costruirsi un percorso appagante e che mette in relazione i molteplici contesti della vita in maniera armoniosa.
Gli imputati per il rogo della Thyssen, costato la vita a sette operai, nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007, “non sono stati favoriti in alcun modo e non è stato accolto alcun motivo di ricorso dei loro difensori” .

Prima che scatti ufficialmente la par condicio, un candidato vale come qualsiasi detersivo o surgelato: è un prodotto come un altro da attaccare ai muri, senza particolari autorizzazioni. Dall’ufficializzazione della campagna elettorale in poi, invece, i manifesti dei candidati potranno essere incollati esclusivamente negli appositi spazi. Sono molti i pretendenti ad un seggio regionale ad aver scelto costose pre-campagne negli spazi della pubblicità comune, in attesa che le norme della propaganda cancellino i loro faccioni e li releghino negli affollatissimi e tristi tabelloni elettorali. Diamo uno sguardo ai politici che si sono resi più visibili, ad incominciare dai due candidati presidenti sulla carta più forti: per il centrodestra (Forza-Italia/Lega) e per il centrosinistra, rispettivamente Gilberto Pichetto e Sergio Chiamparino. Non ancora pervenuto sui muri, al momento, l’aspirante presidente grillino, Davide Bono. Ma, si sa, i pentastellati conducono campagne elettorali al risparmio.


![foto 2[1]](http://www.iltorinese.it/wp-content/uploads/2014/04/foto-21-300x300.jpg)
E’ terminata lunedì scorso l’avventura all’interno della casa del Grande Fratello per una delle due torinesi in gara. La settima eliminata è stata Valentina Acciardi, la graziosa biondina che partecipando al Grande Fratello ha voluto lanciare ai telespettatori un messaggio di grande coraggio nell’affrontare le difficoltà che la vita riserva, poiché dieci anni fa è stata vittima di un terribile incidente stradale nel quale perse il braccio destro.
Ne avevamo già parlato in un precedente articolo. Ora l’iniziativa è pienamente operativa. I giovani sotto i 24 anni che non studiano e intendono ottenere un lavoro hanno da oggi una nuova opportunità. Si tratta di garanziagiovanipiemonte.it, il portale – vetrina del programma della Regione per aiutare i ragazzi di questa fascia di età. Entro quattro mesi dall’iscrizione online ci si candida per proposte di lavoro, formazione e tirocinio in Italia ed all’estero.

