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Il “panino libero” a scuola non è più un diritto

Il  “diritto soggettivo  a mangiare il panino portato da casa nell’orario della mensa e nei locali scolastici non sussiste e la gestione del servizio di refezione scolastica  riguarda “l’autonomia organizzativa” delle scuole.

Così  hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune di Torino, e  ribaltando una pronuncia favorevole ai genitori degli alunni che rispetto alla mensa preferivano  il pasto portato da casa.

“Alla luce del nuovo pronunciamento delle Sezioni Unite, l’Amministrazione procederà a supportare le famiglie e le scuole nelle prossime delicate fasi organizzative che conseguono al  pronunciamento”, dice l’assessora all’Istruzione della Città di Torino, Antonietta Di Martino.

Striscione Bibbiano: dibattito in Consiglio regionale

“I minori rappresentano una assoluta priorità dell’azione di governo dell’attuale giunta regionale. Abbiamo voluto lanciare un monito forte a tutti coloro che sono chiamati a occuparsi di un tema così importante, è solo questo il senso dello striscione appeso”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle politiche della famiglia, dei bambini e della casa, Chiara Caucino, nelle comunicazioni svoltesi oggi in Consiglio regionale su richiesta del gruppo PD.

Per l’assessore l’obbiettivo è stato raggiunto e quindi lo striscione sarà rimosso. Chiara Caucino ha annunciato che intende rafforzare i controlli a tutela dei minori (nel 2017 in Piemonte erano circa 2.500 tra quelli in affidamento o ospiti di 221 strutture residenziali) attraverso nuovi stanziamenti di risorse, la costituzione di una commissione di vigilanza assessorile, l’implementazione della collaborazione con il Tribunale dei minori. Ricordando la revoca avvenuta all’indomani del suo insediamento della convenzione con una casa-famiglia del pinerolese per il trattamento riservato a 5 minori ospiti, l’assessore ha annunciato una legge “allontamento zero”, che preveda l’affidamento solo di fronte a evidenti e gravi violenze sui minori.

Per il capogruppo PD Domenico Ravetti, sulla difesa dei bambini non ci sono bandiere politiche, “non c’è una Giunta che ci crede di più”. Per Ravetti dietro lo striscione  c’è il rischio della strumentalizzazione politica, “occorre evitare di tinteggiare le facciate delle nostre istituzioni una volta di un colore, un’altra volta di un altro”. Il capogruppo ha annunciato che il PD proporrà in sede di bilancio incrementi delle risorse per i minori e ha sostenuto che per l’utilizzo delle facciate delle sedi istituzionali per la comunicazione sono necessarie regole che coinvolgano il Consiglio regionale: “Per esporli è meglio passare da un voto in aula con maggioranza qualificata”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone ha sostenuto che “il problema è ciò che è successo a Bibbiano, non gli striscioni che chiedono verità”. Marrone ha chiesto l’istituzione di una indagine conoscitiva nella Commissione competente per verificare che quanto è accaduto in Emilia Romagna non si sia verificato anche in Piemonte: “In questo caso il nostro dovere è intervenire”.

Alberto Preioni, capogruppo della Lega, ha annunciato che presenterà un ordine del giorno per regolamentare l’affissione di striscioni sulle sedi regionali: “ Il problema però non è la posa di uno striscione che chiede solo verità, una cosa bellissima”. Preioni si è detto d’accordo con Marrone sulla indagine conoscitiva.

“Mi sarei aspettato solo parole di sottoscrizione e condivisione di quello striscione, si chiede la verità su fatti che dovrebbero far ribollire la nostra coscienza” ha sostenuto Paolo Ruzzola, capogruppo di Forza Italia, che ha convenuto sull’utilità di regolamentare l’utilizzo delle facciate regionali, anche se in passato sono state usate liberamente.

Per Marco Grimaldi, capogruppo di Luv, “le facciate pubbliche non si usano per polemica politica o sciacallaggio”. Grimaldi ha invitato la Giunta ad occuparsi dei temi di sua competenza invece di usare strumentalmente gli striscioni.

Nel dibattito sono anche intervenuti Monica Canalis (PD), Carlo Riva Vercellotti (FI), Sergio Chiamparino (PD), Daniele Valle (PD).

Al termine del dibattito il presidente del Consiglio Stefano Allasia ha annunciato che l’ufficio di presidenza si occuperà di formulare una proposta per regolare l’esposizione di striscioni sulle facciate istituzionali.

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Chieri, interrogazioni della Lega

Il 30 luglio, alle ore 19.45, si tiene una seduta del consiglio comunale di Chieri. Il gruppo consigliare della Lega, con Luigi Furgiuele ed Emma Fasano ha presentato due interrogazioni.

Nella prima evidenzia che il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, ha partecipato il 15 giugno scorso in forma istituzionale al Torino Pride con la fascia tricolore. Nell’evidenziare nel loro intervento che “la presenza a tale manifestazione etico ideologica in rappresentanza dei cittadini chieresi ha suscitato perplessità e divisione all’interno dell’opinione pubblica, sulla partecipazione stessa non in forma privata ma istituzionale” gli interroganti chiedono al primo cittadino le motivazioni che hanno indotto a tale scelta.

La seconda interrogazione riguarda il fatto che in via Nostra Signora della Scala da molti anni sono parcheggiate alcune autovetture prive di contrassegno, le quali risultano, a tutti gli effetti, auto abbandonate. Furgiuele e Fasano rilevano che, nonostante i vari solleciti e segnalazioni da parte dei cittadini, i veicoli continuano sempre a rimanere allo stesso posto, anzi uno da oltre 5 anni, interrogano l’amministrazione per sapere se, anche di concerto con il corpo di polizia municipale, si intenda trovare una soluzione.

Furgiuele, poi, evidenzia che, all’inizio della seduta chiederà un minuto di silenzio per commemorare la figura del vice brigadiere dei carabinieri barbaramente ucciso da un delinquente americano a Roma

Il Consiglio regionale commemora il carabiniere ucciso

“Nella notte tra giovedì e venerdì  a Roma nel quartiere Prati, il vicebrigadiere dell’arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, veniva ucciso  con 11 coltellate da due studenti americani”.

Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia ha aperto la seduta odierna dell’Assemblea per commemorare il militare caduto nell’adempimento del dovere.

Allasia ha continuato ricordando che il carabiniere trentacinquenne si era sposato solo “da 40 giorni. Mario era originario di Somma Vesuviana in provincia di Napoli, e chi lo conosceva lo descrive come persona premurosa  che amava il suo lavoro che faceva con onestà, passione e amore per il prossimo.

In questi giorni un profondo senso di sgomento e di dolore ha accomunato l’opinione pubblica in tutta Italia ed è lo stesso sentimento che ci accompagna oggi nell’espressione della più sincera vicinanza ai familiari del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega

Altrettanta partecipazione rivolgo all’Arma dei Carabinieri, convinto di interpretare la sensibilità dell’intera comunità piemontese”. La cerimonia si è chiusa con un minuto di silenzio.

Caselle, nuova rotta Torino-Bristol

Ryanair, ha annunciato oggi (30 luglio) la nuova rotta che, a partire da dicembre 2019, collegherà Torino all’aeroporto di Bristol (nel Regno Unito) con un servizio settimanale.

Questa connessione rientra nell’ambito della programmazione invernale 2019 da Torino.

La nuova rotta permette ai viaggiatori italiani di concerdersi un city break a Bristol quest’inverno e promuove Torino come destinazione ideale per gli sport invernali per i visitatori provenienti dal Regno Unito. I passeggeri in partenza dall’Italia possono quindi prenotare un volo per Bristol fino a marzo 2020, usufruendo di tariffe ancora più basse e dei miglioramenti del servizio clienti di Ryanair nel 2019

Piccolo aereo fermo, chiude la pista di Caselle

L’ aeroporto di Caselle è rimasto temporaneamente chiuso a causa di un piccolo aeromobile della scuola di volo fermo in pista.

Ne ha dato notizia su Twitter la Sagat, società che gestisce lo scalo. Sono in corso le operazioni di rimozione del velivolo per permetterne la riapertura.

 

(foto Fabrizio Cabodi)

Il Motovelodromo ai privati

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera relativa al recupero del motovelodromo “Fausto Coppi”

Si tratta di un provvedimento, illustrato dall’assessore al Patrimonio Sergio Rolando, che prevede, a seguito di manifestazioni di interesse per l’insediamento di funzioni prevalentemente sportive, la concessione di diritto di superficie sessantennale, ad asta pubblica per il recupero dello storico impianto di corso Casale, oggi in stato di abbandono.

La base d’asta è stata stimata in 250 mila euro fuori campo I.V.A.

Accanto alle attività sportive quali, ad esempio, ciclismo, calcio, rugby, atletica, o altre discipline compatibili con la struttura potranno essere previste destinazioni accessorie esclusivamente e strettamente pertinenti allo svolgimento dell’attività principale, quali attività commerciali al dettaglio con superficie di vendita non superiore ai 250 mq, pubblici esercizi e attività artigianali di servizio connesse ad una fruizione turistico sportiva della struttura.

L’aggiudicatario, nella fase di progettazione, sarà tenuto a prevedere percorsi di partecipazione al fine di reperire eventuali indirizzi e proposte provenienti dal territorio (Circoscrizione, associazioni, cittadini) utili al miglioramento della qualità del progetto.

Su richiesta, la Città e le associazioni sportive potranno avvalersi per tre pomeriggi alla settimana potrà utilizzare attrezzature strutture sportive secondo modalità da definirsi con l’area Sport e Tempo Libero.

La delibera ha ottenuto 22 voti a favore (Mov 5 Stelle e ConCi).

Con la delibera è stata approvata anche una mozione di accompagnamento a firma del consigliere Damiano Carretto (M5S) con la quale si impegna Sindaca e Giunta a prevedere, nella convenzione con l’eventuale aggiudicatario del diritto di superficie, che vi sia interlocuzione con le realtà del territorio affinché possa esserci dialogo e sinergie nella gestione del futuro Motovelodromo.

IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

Per il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, non si capisce come si passi dalle manifestazioni di interesse alla delibera, e sottolinea l’assenza dei costi di quantificazione dei lavori di riqualificazione. In fase di concessione di diritto di superficie non ci sono condizioni di garanzia che vi possa essere esclusione di tipologie merceologiche, contraddicendo quanto indicato in delibera. Ci sono paletti finti che dovrebbero garantire il servizio pubblico che contrastano con l’istituto del diritto di superficie.

Marco Chessa (M5S) ha espresso soddisfazione perché con questa delibera si avvia il processo di riqualificazione di un impianto storico e si riporta alla luce la sua storica vocazione sportiva, riqualificando anche un quartiere. Francesco Tresso (Lista civica per Torino) si dice rattristato per la procedura scelta e per i contenuti della proposta. Le aree devono cogliere i cambiamenti. Manca connessione tra quell’edificio e quella zona di città, non è stata valutata la possibilità di gestione da parte di un partnertariato pubblico privato. Ci sono lacune, a partire dalla mancanza dei parcheggi.

Secondo Osvaldo Napoli (Forza Italia) il Motovelodromo rappresenta per Torino una grande storia. Necessaria la riqualificazione, ma ritiene che la valutazione di 250 mila euro rapportati ai 60 anni non lo convince, per questo si asterrà.

Enzo Lavolta (PD) ritiene che si chieda di avallare una delibera dall’oggetto indeterminato e dal valore indeterminato con una procedura “pasticciata” e si interroga su come potrà il Consiglio Comunale esercitare le proprie prerogative di controllo sul bando.

Per Marina Pollicino (ConCi) il provvedimento garantisce i due obiettivi iniziali, restituire alla storia della Città un manufatto che rappresenta un notevole patrimonio per Torino e ridestinarlo alla sua vocazione originaria prevalentemente sportiva.

Damiano Carretto (M5S) ha illustrato la propria mozione di accompagnamento, utile perché il futuro motovelodromo rimanga connesso con la realtà di Torino anche in presenza di un investitore non torinese.

Ex Moi, sgomberate le palazzine grigia e arancione

Con una breve comunicazione la Questura di Torino ha informato che è in corso l’operazione di sgombero e successiva messa in sicurezza dei locali siti in area “Ex Moi”, palazzine Arancione e Grigia. Le persone dimoranti in loco, immigrati extracomunitari,  sono circa 350 e verranno ricollocate in altre strutture già individuate dalle istituzioni competenti. Già nei mesi scorsi alcune palazzine erano state sgomberate.

 

 

Ieri mattina si è concluso il complesso servizio che ha condotto allo sgombero della palazzina Grigia e Arancione ricomprese nell’area ex Moi. Il buon esito dell’operazione, che ha consentito di liberare le palazzine in questione senza impiego della forza e nel rispetto della dignità delle persone ivi dimoranti, è certamente riconducibile alla stretta collaborazione dei vari operatori istituzionali a vario titolo coinvolti nella fase della programmazione e dell’esecuzione dell’intervento.

Per quanto di competenza della Polizia di Stato, degno di nota è il lavoro svolto dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino, coadiuvata dalla DIGOS.
L’attività di censimento, durata poco meno di cinque giorni, si è conclusa con l’’identificazione di 351 occupanti, risultati tutti titolari di permessi di soggiorno: rifugiato, protezione sussidiaria, motivi umanitari (precedente normativa), protezione speciale, famiglia, lavoro, attesa occupazione, studio. A tale dato è stata attribuita una stima di un possibile aumento del 15%, in ragione dell’impossibilità di censire i soggetti assenti per motivi lavorativi e di formazione. La stima numerica ha trovato riscontro all’esito delle operazioni di liberazione dell’immobile il cui dato definitivo si è assestato a 419 dimoranti.

Di questi, 368 sono stati inseriti in progetti di accoglienza e formazione. I restanti non hanno inteso aderire al programma di ricollocazione, avendo già trovato soluzioni abitative alternative.
Di rilievo è, inoltre, l’attività di mediazione svolta dal personale dell’Ufficio immigrazione della Questura di Torino che ha intrecciato una fitta rete di rapporti con alcuni degli occupanti che hanno indirizzato i loro connazionali verso i punti di raccolta. Questo ha consentito alla polizia, agli operatori dei servizi sociali ed ai mediatori culturali di gestire il trasferimento in sicurezza, liberando entrambe le palazzine già dalle ore 7:30 del mattino.

Vi sono state alcune situazioni di criticità legate, per lo più, alla volontà di alcuni occupanti di non lasciare le piccole attività commerciali presenti nell’area (tra cui un mini market attrezzato, un barbiere, un attività di raccolta del ferro e di riparazione di biciclette). Anche queste sono state opportunamente gestite dagli operatori dell’Ufficio Immigrazione.

In carcere a quasi 90 anni per aggressione a un altro anziano

E’ proprio vero il detto che ‘non è mai tropo tardi’

 

S.I. 87enne originario della Sicilia ma da molti anni residente in Asti era ospite della Casa di Riposo “Città di Asti” ove stava scontando, in regime di detenzione domiciliare, la pena ad oltre 17 anni di reclusione per i reati di omicidio e tentato omicidio commessi in Asti, nel luglio del 2013.

L’anziano, per futili motivi, ha aggredito un altro ospite della struttura puntadogli un coltello alla gola ed inseguondolo per i corridoi con il proprio bastone. Solo il pronto intervento dei dipendenti della Casa di Riposo e dei Carabinieri, immediatamente allertati, ha consentito di porre fine agli intenti minatori dell’87enne.

A seguito di tale episodio, il personale dell’Arma intervenuto ha immediatamente informato il Tribunale di Sorveglianza di Torino evidenziando l’incompatibilità di S.I. con la permanenza nella Casa di Riposo in quanto dannoso per la salute fisica e psichica degli ospiti e del personale della struttura, tant’è che la stessa autorità giudiziaria ha provveduto a sospendere il provvedimento di detenzione domiciliare con la custodia in carcere.

L’anziano è stato pertanto arrestato ed espletate le formalità di rito è stato tradotto nella Casa di reclusione di Asti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti.

 

Tiro con l’arco: Campionati Italiani Campagna, le medaglie piemontesi

Per la prima volta Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria) ha ospitato nel fine settimana i Campionati Italiani Campagna, manifestazione che ha coinvolto quasi 300 arcieri in rappresentanza di oltre 130 società di tutta Italia.

Brillanti risultati per la spedizione del Piemonte, presente con una trentina di atleti e 10 società. Irene Franchini, emiliana e azzurra della nazionale tesserata per Fiamme Azzurre e Arcieri delle Alpi, ha conquistato il titolo tricolore nel compound – il secondo personale dopo quello del 2017 – battendo 67-62 in finale la campionessa uscente Sara Ret (Compagnia Arcieri Cormons). Al terzo posto Anastasia Anastasio (Marina Militare). Sempre nella divisione compound, ottimo argento per Marco Bruno (Arcieri di Volpiano), fermato soltanto allo shhot off dell’ultima sfida da Luca Pinna (Arco Club Portoscuso). 62-62 (6-5) il punteggio conclusivo del match. Il bronzo è invece andato a Antonio Pompeo (Arcieri Castiglione Olona), detentore del titolo. Nell’arco nudo prima medaglia d’oro assoluta per il giovane Alessio Noceti, ligure e tesserato per gli Arcieri delle Alpi, bravo a imporsi 45-44 su Eric Esposito (Arcieri Audax Brescia), a segno nelle ultime due edizioni. A livello individuale sono da segnalare i due quarti posti di Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) nell’arco olimpico e di Marta Pavan (Arcieri delle Alpi) nell’arco nudo. A superarli nella finale per il bronzo sono stati Matteo Santi (Arcieri Città di Terni, 61-58) e Eleonora Meloni (Arcieri Uras, 48-47). Arcieri delle Alpi in evidenza anche nelle prove a squadre. Anna Botto, Irene Franchini e Marta Pavan hanno bissato il titolo della passata stagione vincendo 54-50 contro gli Arcieri Decumanus Maximus (Baldo, Marini, Nicosia). Al terzo posto gli Arcieri Uras (Meloni, Pinna, Spanu). In campo maschile Claudio Dalmasso Gros, Alessio Noceti e Giuseppe Seimandi sono invece saliti sul terzo gradino del podio battendo 63-58 il Medio Chienti (Bianchini, Seri, Sparvoli) nella finale per il bronzo. In semifinale avevano perso 55-51 contro gli Arcieri Città di Terni (Gasponi, Santi, Scaramuzza).

 

(foto archivio)

Di seguito le medaglie di classe conquistate dagli arcieri piemontesi

Oro

Anna Botto (Arcieri delle Alpi) arco olimpico Master 328

Irene Franchini (Fiamme Azzurre /Arcieri delle Alpi) compound Senior 399

Argento

Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) arco olimpico Senior 367

Aiko Rolando (Iuvenilia) arco olimpico Junior 319

Marco Bruno (Arcieri di Volpiano) compound Senior 404

Marta Pavan (Arcieri delle Alpi) arco nudo Master 271

Gian Lorenzo Soldi (Arcieri Varian) arco nudo Junior 317

Arcieri delle Alpi (Botto, Franchini, Pavan) 998

Bronzo

Simone Dezani (Arcieri Alpignano) arco olimpico Allievi 338

Giuseppe Seimandi (Fiamme Azzurre/Arcieri delle Alpi) compound Senior 399

Francesca Peracino (Arcieri delle Alpi) compound Senior 380

Mauro Quintano (Arcieri di Volpiano) compound Master 388

Alex Boggiatto (Ar.Co. Arcieri Collegno) compound Junior 387

Alessandro Di Nardo (Arcieri delle Alpi) arco nudo Master 318

Arcieri delle Alpi (Dalmasso Gros, Noceti, Seimandi) 1042

La 29esima edizione dei Campionati Italiani Campagna è stata organizzata dalle società calabresi Arcieri l’Antica Lauro, Arcieri Fata Morgana e Arcieri di Eragon in collaborazione con il Comitato Regionale FITARCO Calabria. Coordinatore dell’evento è stato il responsabile tecnico del settore Campagna Giorgio Botto, che ha tratto indicazioni utili in vista degli Europei di specialità, in programma a Mokrice/Catez (Slovenia) dal 30 settembre al 5 ottobre. Altra prova di selezione per la composizione della nazionale azzurra sarà in Trentino, a Spormaggiore, il 10 e 11 agosto.

Tutti i dettagli sul sito FITARCO a questo link

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