La manifestazione si concentra soprattutto sui giovani, la loro voglia di sperimentare e le loro idee innovative, che sono il fulcro di una nutrita rosa di appuntamenti. Largo alle nuove leve, innanzitutto, nel progetto “DESIGnato”, cantiere espositivo per talenti in erba, orientali ed occidentali, che si sentono “nati sotto la stella del design”
All’insegna di “Make a bridge moving in the cities” il 30 settembre parte la prima edizione torinese di “Oriental Design Week”e fino al 5 ottobre la Promotrice delle Belle Arti ospita i designer più innovativi di Cina, India, Iran e Corea. Arrivano da lontano per confrontarsi e dialogare con l’occidente e costruire un ponte tra est ed ovest, da percorrere sulle orme di nuove opportunità economiche. “Opportunità” è proprio la parola chiave del progetto, che raccoglie il testimone dal Fuori Salone Sarpi Bridge della settimana milanese dedicata al design, e fissa nel capoluogo subalpino una tappa importante.
Nella settimana in cui il design si declina tra workshop, installazioni, mostre e performance, l’idea è quella di creare nuove chance di lavoro per creativi ed aziende, accorciando così le distanze. La manifestazione si concentra soprattutto sui giovani, la loro voglia di sperimentare e le loro idee innovative, che sono il fulcro di una nutrita rosa di appuntamenti. Largo alle nuove leve, innanzitutto, nel progetto “DESIGnato”, cantiere espositivo per talenti in erba, orientali ed occidentali, che si sentono “nati sotto la stella del design” e qui trovano il palcoscenico giusto per esprimere il loro Dna artistico. Niente di meglio, poi, che farlo in compagnia di grandi artisti affermati, come Sakura Adachi, John Bennet e Brian Sironi.
Il paese capofila è la Cina, con numerose mostre ed installazioni; come il mega video “Made in Chinitaly” che lascia il visitatore oscillante tra fascinazione e sconcerto, alle prese con un messaggio forte, chiaro, e allarmante. La velocità con cui sta cambiando la produzione tessile è simboleggiata da schermi che riproducono i frenetici aghi delle macchine da cucire, audio a tutto volume e colonne di stoffe colorate che scorrono in loop, no stop.altri eventi ruotano intorno al cibo e al design industriale che permettere di portarlo in tavola: le creazioni dei designer cinesi, selezionati dalle migliori scuole, sono in mostra a “The dinner”. Invece alle tante suggestioni della cucina orientale (in genere) si ispira l’installazione olfattiva-sonora “Opium”.
Uno sguardo agli altri paesi ospiti conduce dalle tante applicazioni della versatile carta coreana Hanji alle creazioni dei designer indiani che, scopriamo, sono abili ad innovare, ma non rinnegano le loro tradizioni. L’Iran, un po’ a metà del ponte, è il paese del Medio Oriente con cui si vuole ampliare il dialogo e i riflettori sono allora puntati sul graphic design e sui poster dei giovani creativi; mentre a far la parte del leone sono le opere del famoso Reza Abedini, che nel disegno grafico individua la principale innovazione artistica di questo secolo.
Testimoniano quanto l’unione faccia la forza alcuni progetti multiculturali. La partnership tra Cina-Italia ha prodotto “902 Project”, collaborazione tra giovani designer cinesi ed aziende tessili/manifatturiere italiane. Sul fronte delle trasformazioni urbane c’è “Watersheds”: 4 progetti, messi a punto da un team interdisciplinare di studiosi, su come rigenerare le città di Guangzhou, Hong Kong, Torino e Venezia, sulla base del loro rapporto con l’acqua (nel caso subalpino, il fiume Sangone). Frutto della collaborazione tra Cina e India è invece “Barcode”, prima serie di tappeti dedicata all’artista cinese Zhang Rui e ai suoi dipinti che puntano il dito contro l’eccessivo e ormai globalizzato consumismo.
A Torino vengono riproposti anche due lavori già presentati, in parte, alla Milano Design Week. L’installazione “Fragment’s Collection”, che esprime la sfaccettata e complessa realtà cinese attraverso pannelli trasparenti in cui è simbolica la sovrapposizione di piccoli pezzi (o frammenti) di immagini e volti. Il rapporto con il sesso, più o meno tabù, a seconda dei tanti paesi e culture dello scacchiere mondiale, lo racconta la collezione “Menage a Quatre” che, tra gli oggetti in mostra, vanta anche una collezione di vibratori di inizio 900.
E last but not least, ci sono progetti collaterali nuovi e interessanti: arrivano da Shangai le “Silent Protest” del fotografo Eric Leleu e le performance di arte contemporanea cinese & sperimentazioni di teatro sociale di Xiao Ke e Zhou Zihan. Mentre a raccontare “I coraggiosi anni 70” italiani, c’è un grande nome nostrano. L’imprenditore chierese Beniamino Bonetto che, partito da una falegnameria, è arrivato a concepire e creare la sua innovativa linea di arredamento; tra cui i primi “ultrapiatti”, costruiti in collaborazione con grandi maestri artigiani. In mostra un’ importante riedizione dei suoi arredi che rappresentano pagine importanti della storia del design Made in Italy.
Laura Goria
Grande partecipazione alla Giornata per la Famiglia promossa dal Forum delle Associazioni Familiari, svoltasi per tutta la giornata di domenica in Piazza Carlo Alberto, col titolo “La Famiglia Alleanza fra generazioni Ricchezza per la nostra città”. 
Spiega Giampiero Leo, uno dei promotori: “Noi crediamo che la famiglia sia veramente una delle cellule fondamentali della società e, se si deteriora questa cellula, non può che risentirne l’organismo sociale intero. Questa valenza della famiglia esiste da sempre ma, oggi, in una società parcellizzata, disarticolata e individualista come questa (non a caso i sociologi la definiscono società liquida, e parlano di coriandolizzazione della società), la sua funzione è fondamentale come non mai”.

Decisivo l’intervento del padre del bambino, dopo l’allarme dell’altro figlioletto ha individuato l’uomo tra la folla, lo ha notato e inseguito
Particolarmente riuscita la presentazione ai cittadini delle attività associative torinesi, con la presenza di decine di stand
Dialisi polmonare e trapianti
Nel cuore della cittadina, coinvolte le piazze principali, i ristoratori del centro storico e la Bocciofila “La Rivolese”, la più antica bocciofila d’ Italia, nata nel 1897
“Bisognerebbe evitare il contenzioso giudiziario, riportando il tema ad un confronto dialettico, abbandonando le aule di tribunale dove per anni le istituzioni regionali si sono trovate contrapposte ai rappresentanti dei cittadini più deboli e delle loro famiglie”
Il prete caldeo cattolico di 36 anni, parla al telefono con amici iracheni del Kurdistan. Nato a Dohuk,città della regione curda (diocesi di Zakho), trasformata, a causa dell’Isis, in un immenso campo profughi, è ospite di una parrocchia di Moncalieri. L’esodo dei cristiani dall’Iraq e dal Medio Oriente è al centro delle preoccupazioni della chiesa irachena. Il rischio di abbandonare del tutto il Paese è concreto e serio
Tra le persone interessate all’inizio dell’inchiesta anche i nomi eccellenti di Carlo, Franco e Rodolfo De Benedetti e Corrado Passera