Unire la qualità di un territorio con il miglioramento delle sue condizioni ambientali e la realizzazione di obiettivi sociali
“L’ecomuseo non è altro che un’opportunità da cogliere, un invito a dar prova di
immaginazione, iniziativa, audacia”
(Hugues de Varine)
Negli ultimi anni la necessità di unire la qualità di un territorio con il miglioramento delle sue condizioni ambientali e la realizzazione di obiettivi sociali quali l’inclusione e la diffusione del benessere, ha visto nascere un nuovo concetto di sviluppo e valorizzazione del territorio.
Espressione di tali obiettivi è proprio la politica degli ecomusei che, grazie alla legge che la Regione Piemonte ha emanato nel 1995 (Legge regionale n. 31 del 14 marzo), ha visto il primo esempio, a livello nazionale, di una normativa in materia. Essa dispone l’istituzione di Ecomusei sul proprio territorio per ricostruire, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita, la cultura materiale e le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato. L’Ecomuseo è visto come espressione della cultura di un territorio considerato nella sua globalità, strumento per il suo recupero, rilancio e potenziamento. Una sorta di laboratorio dove, con la partecipazione attiva e il coinvolgimento della comunità, salvaguardare il passato ma soprattutto progettare un futuro.
All’interno della progettualità ecomuseale, il “territorio” emerge nelle sue componenti come un sistema di valori e di relazioni, come il prodotto di una specifica e irriproducibile storia. Le realtà locali divengono interpreti insostituibili per affrontare in modo efficace, risolutivo ed equo i grandi e i piccoli problemi connessi con la conservazione di un patrimonio materiale e immateriale e per definire processi di sviluppo fondati su criteri di sostenibilità.Per informazioni sulle attività e lo stato dell’arte degli ecomusei regionali, nazionali e internazionali, è possibile consultare il sito internet www.ecomusei.net
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