ilTorinese

Aperta la pista di ghiaccio in piazza Carlo Alberto

pattini ghiaccio

Natale sui pattini in centro città

 

 In piazza Carlo Alberto ritorna la magica atmosfera dei pattini su ghiaccio: un’esperienza unica, arricchita da momenti di animazione, spettacolo e intrattenimento. 

 

INGRESSO: feriale 5 euro (compreso noleggio pattini) – festivi e prefestivi 7 euro (compreso noleggio pattini).

 

ORARIO PISTA APERTURA AL PUBBLICO: Fino al 23 dicembre 2014 e dal 7 gennaio al 22 febbraio 2015 – Feriali 14.00-23.00 – Festivi e prefestivi 8.00-24.00 – Dal 24 dicembre al 6 gennaio 8.00–24.00. Dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 14, escluso il periodo dal 24 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 e Carnevale (12 febbraio – 17 febbraio 2015) ingresso gratuito per i partecipanti al “Progetto scuola”, “Progetto ghiaccio senza barriere” e per il pubblico dotato di pattini di proprietà.

Arrestato stalker innamorato di una panettiera

carabinieri auto
Le inviava centinaia di sms

 

Molestava la panettiera, di cui si era innamorato, ormai da mesi interi. Migliaia gli sms inviati. L’uomo la pedinava anche in diverse occasioni. Si tratta di Giovanni D., un 48enne di Volpiano, arrestato per stalking dai carabinieri di Chivasso che lo hannocolto in flagranza di reato. Si è presentato nella panetteria della 45enne titolare dopo averle  inviato da agosto una enorme quantità  di messaggi minatori e volgari. Ma ad sttenderlo c’erano i militari dell’Arma.

La Provincia premiata a Venezia per la rete ecologica

provincia
L’obiettivo è accompagnare la pianificazione e la realizzazione di una vera e propria Rete Ecologica Provinciale

 

Nell’ambito del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, che si è riunito a Venezia, la Provincia di Torino ha ricevuto una menzione speciale per il progetto “La rete ecologica che vogliamo: il fiume, il paesaggio, la biodiversità”. Il documento era stato presentato nella sessione “Esperienze significative” ed era stato curato dal Servizio Pianificazione e gestione Rete Ecologica, Aree protette e Vigilanza ambientale e dal Servizio Risorse Idriche. Alla stesura hanno collaborato l’Enea, il Dipartimento interateneo di scienze, progetto e politiche del territorio del Politecnico di Torino e lo studio Sferalab.

 

“Sovente, – spiega l’Assessore provinciale ai Parchi e Aree protette, Marco Balagna – la tutela dell’ambiente e della biodiversità viene considerata in una certa misura incompatibile con le attività economiche e sociali umane. La Provincia di Torino ha lavorato concretamente negli ultimi anni per smentire questo luogo comune, attraverso lo stumento dei Contratti di fiume e, dal 2013, con il progetto della Rete Ecologica dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea e di sensibilizzazione dei portatori di interesse locali sulla gestione a lungo termine delle aree naturali”. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Piemonte, nell’ambito del bando relativo alla misura 323 del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, con l’obiettivo di accompagnare la pianificazione e la realizzazione di una vera e propria Rete Ecologica Provinciale, intesa come interconnessione tra aree naturali e come strumento per il contenimento del consumo di suolo, uno degli obiettivi prioritari del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale adottato nel 2012.

 

Sono stati inoltre realizzati diversi altri interventi nelle Aree protette provinciali e in quei Siti di Interesse Comunitario appartenenti alla Rete Natura 2000, che erano stati individuati come “nodi” della Rete Ecologica Provinciale. L’elenco degli interventi comprende il monitoraggio e contenimento del Gambero della Louisiana e del Loto nel Parco del Lago di Candia, la realizzazione di rospodotti e corridoi ecologici arbustivi, il monitoraggio e ripristino dell’habitat per il Gambero nostrano nello Stagno di Oulx, la rigenerazione dell’habitat del Castagno alla Rocca di Cavour, la riproduzione dell’Euforbia gibelliana al Colle del Lys per evitarne l’estinzione, il ripristino degli habitat di tutela del Pelobate fosco insubrico nei SIC degli stagni Poirino, dei 5 laghi di Ivrea a Chiaverano e della Serra di Ivrea a Burolo.

 

Per accompagnare la progettazione degli interventi sono stati organizzati incontri informativi per ogni sito, per illustrare ai cittadini le finalità perseguite, realizzati filmati e stendardi informativi da utilizzare durante gli incontri con la cittadinanza, organizzate sessioni di inanellamento ornitologico a scopo didattico a Candia con la partecipazione di esperti del Gruppo ornitologico Piemontese.

 

(www.provincia.torino.gov.it/territorio/strat_strumenti/misura323/presentazione)

 

IL COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE: IL CONCORSO DI IDEE “LA RETE ECOLOGICA CHE VOGLIAMO”

 

Nelle attività di progettazione partecipata sono state convolte alcune classi di istituti scolastici dell´area dell´Anfiteatro Morenico. Dopo incontri di informazione in classe, condotti da alcuni tecnici dei Servizi Pianificazione Territoriale e Risorse Idriche della Provincia di Torino, le classi partecipanti hanno predisposto elaborati e proposte relative alle aree naturali che da tutelare o riqualificare. Al concorso “La rete ecologica che vogliamo”, hanno aderito le classi I G e II B del liceo scientifico “Antonio Gramsci” di Ivrea e le classi IV A e IV B dell’istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente “Carlo Ubertini di Caluso”.

 

Gli allievi hanno proposto interessanti interventi di riqualificazione, tutela e valorizzazione di aree con valenza naturalistica ed ambientale nei Comuni di Ivrea e Caluso. La proposta della classe I G del liceo scientifico “Gramsci” riguarda la realizzazione della “passeggiata lungo il fiume” Dora Baltea nei pressi dell’istituto scolastico: un percorso ludico-sportivo accompagnato da sei pannelli illustrativi con testi in italiano, inglese, francese e braille. L’area di studio della classe II B del “Gramsci” ha riguardato invece le zone comunemente conosciute come “lago di città” (oggi adibite ad area mercatale della città di Ivrea) e la vicina palude, proponendo la creazione di un parco che diventi luogo ideale per la socializzazione, il relax, l’attività fisica e la contemplazione della natura. La proposta, attenta anche alla pubblicizzazione del nuovo Parco, ha previsto la realizzazione di poster e volantini come strumenti promotori di “Ivrea all’aperto”.

Magico Natale al Golden Palace

ALBERO GOLDEN

ALBERO GOLDEN3ALBERO GOLDEN2Arte, Luci, Colori e Sapori sono i protagonisti del Natale 2014  anche grazie alle  decorazioni natalizie presenti  nell’hotel ad opera del flower  designer  Marcel Melis

 

Per l’arrivo delle festività natalizie, anche il Golden Palace di Torino, hotel del gruppo AllegroItalia Hotels & Resorts, ha dedicato una cerimonia speciale all’accensione dell’abete di Natale. Il 3 dicembre infatti, il direttore dell’hotel Fabio Vigitello ha presentato  nella hall dell’hotel  l’albero di Natale 2014, griffato dal gruppo Le Palle.it  famoso per le , oramai di tendenza, palle di carta che riportano frasi utilizzate nella vita quotidiana, “per trasportare i visitatori in un viaggio di memorie fra tutte quelle frasi “meno scomode di altre” che ognuno ha pronunciato (almeno) una volta nella vita.”

 

Arte, Luci, Colori e Sapori sono i protagonisti del Natale 2014 al Golden Palace, anche grazie alle  decorazioni natalizie presenti  nell’hotel ad opera del flower  designer  Marcel Melis, che incanta con i suoi allestimenti preziosi e sofisticati e che regalano  un’atmosfera fiabesca . E’ anche esposta poi l’ opera “Monopoli” , a cura  del Gruppo Fotografico La Mole di Torino, una rivisitazione in chiave sabauda del celebre gioco Monopoli.

 

Per chi volesse provare delle eccellenze enogastronomiche del territorio , l’invito al  G Ristorante Italiano, interno all’hotel .Tante le occasioni per vivere  lo spirito natalizio nel cuore di Torino.

 

Clelia Ventimiglia

Cinzia Pecchio è la nuova guida della Consulta

CONSULTA

Eletta la nuova presidente della Consulta femminile regionale

 

 Cinzia Pecchio è la nuova presidente della Consulta femminile regionale del Piemonte, eletta durante la seduta di insediamento di venerdì 5 dicembre a Palazzo Lascaris. Imprenditrice, laureata in economia, già responsabile marketing in una grande azienda del torinese, è componente di Aidda – associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda.

 

Succede a Maria Agnese Vercellotti Moffa, che nei saluti iniziali ha ricordato come “la Consulta abbia dato un grande contributo alla storia costruita dalle donne. Ci siamo occupati del grande dramma del nostro tempo, la violenza sulle donne, ma anche di altri aspetti: famiglia, cultura, lavoro”.

 

La seduta è stata aperta da Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente delegata della Consulta. “Gli ostacoli per la parità delle donne nella società sono ancora difficili da superare – ha sottolineato – e abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con il tavolo provinciale per fare ancora più sistema. La Consulta è vicina al traguardo dei quaranta anni, desidero ringraziare la presidente uscente per il lavoro svolto”. 

 

La Consulta femminile regionale del Piemonte, istituita nel 1976, come da Statuto contribuisce attivamente alla elaborazione della programmazione, pianificazione e legislazione regionale, con particolare riferimento alla condizione di vita, di lavoro e di salute della donna e favorisce l’effettiva partecipazione di tutte le donne all’attività politica economica e sociale della comunità regionale.

 

(www.cr.piemonte.it)

Lav, in via Roma per i diritti degli animali

lav animali

La LAV porta i diritti degli animali in più di 60 città d’Italia, con tavoli informativi e raccolta di firme dedicate a differenti “emergenze locali”, per garantire maggiore tutela agli animali, troppo spesso vittime di violenze e sofferenze, e favorire una convivenza equilibrata e rispettosa tra i due e i quattro zampe

 

“Quante più firme raccoglieremo, tanto maggiore sarà la possibilità che le nuove norme locali a tutela degli animali diventino vincolanti e trovino concreta applicazione – afferma Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Ogni firma raccolta sarà un aiuto concreto a migliorare la conoscenza e la convivenza con gli animali, facendo avanzare alcune indispensabili norme delle Amministrazioni locali a tutela degli animali. In più di 35 anni di attività abbiamo salvato milioni di quattrozampe, lottato contro i loro maltrattamenti, contro la vivisezione, gli abbandoni o i traffici illegali. Ma c’è ancora molto da fare perché gli animali non siano più vittime di soprusi e violenze”. Scegli l’iscrizione alla LAV per essere 365 giorni all’anno dalla parte di tutti i viventi e difendere i loro diritti. 


 Insieme si ottengono i risultati. Ecco alcuni dati:

 

– 13 le leggi nazionali e le direttive UE approvate a favore degli animali

 

– 500 azioni legali condotte in media ogni anno per affermare i diritti degli animali

 

– 4 milioni i cittadini che hanno firmato le nostre petizioni

 

– 63 le Sedi locali presenti su tutta la Penisola

 

A Torino parte la provocatoria campagna “GLI  ANIMALI VALGONO + DI  UN BOTTO ?”. La LAV in piazza per un futuro senza più il fragore dei fuochi rumorosi. Neppure a San Giovanni. L’associazione al Comune: “Basta ipocrisie!”.  Sabato 6 e domenica 7 dicembre la LAV sarà a Torino sotto i portici di Via Roma, 7 dalle 10 alle 18 per inaugurare la raccolta firme della provocatoria campagna “Gli animali valgono + di un botto ?”, che si protrarrà fino ad aprile 2015. L’iniziativa è rivolta  ai cittadini di Torino e comuni limitrofi, che chiederanno alle proprie amministrazioni locali di scegliere, in occasione delle feste patronali e di qualunque celebrazione all’aperto, fuochi d’artificio senza botti rumorosi. Inoltre si chiederà fin da subito agli organi preposti della Città di Torino una efficace vigilanza che contrasti seriamente la malsana abitudine di fare esplodere petardi, diffusa specialmente durante le festività di fine anno.  Le esplosioni dei botti terrorizzano gli animali e troppo spesso ne uccidono un gran numero, soprattutto tra i volatili; sono inoltre mal tollerate anche da moltissime persone, specialmente tra gli anziani e gli ammalati.La LAV ricorda che il Regolamento comunale numero 320 della Città di Torino già proibisce l’esplosione di qualunque petardo.  

 

Tuttavia “ogni Regolamento, così come ogni legge, per essere rispettato necessita, da una parte, di campagne di sensibilizzazione efficaci e, dall’altra, di un impegno reale nel contrasto agli illeciti -ricorda Gualtiero Crovesio, Responsabile LAV Torino. Nella nostra città fino ad oggi non si è visto nulla di tutto questo, e lo scorso anno le esplosioni non si sono ridotte, se non in misura impercettibile, e sono stati innumerevoli gli animali che hanno pagato con la vita questa negligenza, e tutto ciò non è più accettabile”. I fuochi d’artificio che non siano accompagnati da esplosioni rumorose già esistono; ci sono città, come Genova, che li utilizzano in occasione delle proprie celebrazioni di piazza. Si tratta di spettacoli pirotecnici di grande impatto estetico, che nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali ma, a differenza di questi ultimi, sono privi di controindicazioni. Per di più, hanno costi ridotti rispetto a quelli rumorosi, pur senza farne rimpiangere la spettacolarità. 

 

“Chiediamo al Comune di Torino un confronto urgente e serio – conclude Crovesio – affinché si decida di guardare finalmente al futuro, scegliendo, a partire dalle celebrazioni di San Giovanni 2015, fuochi d’artificio senza crudeltà. D’altra parte risulterebbe assai ipocrita e poco credibile un Comune che, dopo aver emanato un Regolamento che prevede il bando all’esplosione di botti da parte dei cittadini, continuasse a rendersi responsabile di ben più fragorose detonazioni in occasione della propria festa patronale di maggior richiamo”. 

 

Sono molte le iniziative che la LAV ha in programma sul tema dei botti. Nei prossimi giorni, dopo il lancio della raccolta firme Torino sarà tappezzata dai manifesti a sostegno della campagna, realizzati grazie alla collaborazione con l’illustratrice Alessia Panfili e con l’agenzia grafica Video In Out.  Il 14 dicembre si terrà poi una cena di autofinanziamento al Circolo Graziano di Via Salgari, 8 per raccogliere fondi a sostegno delle attività collegate. Da gennaio ad aprile sono in programma altri eventi per ribadire a chi governa la nostra città e ai Comuni della “cintura” che in realtà GLI ANIMALI VALGONO + DI UN BOTTO !

Identità Comune: “Torino non faccia l’asso pigliatutto”

chivasso

Il caso della trattativa tra il Comune di Chivasso e Amazon per  un insediamento produttivo nell’area ex Lancia, alla quale si sarebbe sovrapposto l’intervento di Torino 

 

Torino non sia asso pigliatutto e la Città Metropolitana non nasca nell’interesse esclusivo del Comune di Torino. Questa, in sintesi, è la richiesta che l’Associazione Identità Comune invia al presidente della Regione Sergio Chiamparino, all’assessore regionale Giovanna Pentenero, al sindaco di Torino e presidente della Città Metropolitana Piero Fassino, nonché al primo cittadino di Chivasso Liberto Ciuffreda e ai primi cittadini dei Comuni circostanti Chivasso, oltre ce ai consiglieri metropolitani Alberto Avetta e Mauro Marocco. L’associazione, nota per la sua lunga battaglia mai venuta meno per la realizzazione del progetto di stazione dell’Alta Velocità “Porta del Canavese e del Monferrato” che andrebbe a servire un’area vasta molto ampia (dalla direttrice Aosta – Ivrea sino al Casalese) questa volta solleva il caso della trattativa tra il Comune di Chivasso e Amazon per  un insediamento produttivo nell’area ex Lancia, alla quale si sarebbe sovrapposto l’intervento de Comune di Torino perché la multinazionale trovi la sua collocazione in un’area compresa nel capoluogo.

 

L’Associazione, nel chiedere che Torino faccia marcia indietro si interroga se la Città Metropolitana, in realta non rischi si veicolare “l’accentramento dei poteri delle, risorse e degli investimenti sulla Città di Torino, a scapito del territori circostanzi”. Poi Identità Comune, a dimostrazione che il Piemonte sarebbe Torino – centrico torna a fare un esempio su un argomento che le è assolutamente caro, quello dei collegamenti ferroviari: “Lo dimostra il fatto che in campo ferroviario si sia investito un miliardo di euro per l’interramento della ferrovia a Torino a fronte di investimenti pressoché nulli nelle strutture ferroviarie del resto della Regione, dove sono state chiuse 14 linee e quelle ancora aperte presentano stazioni inadeguate, impianti e armamenti vecchi, troppi passaggi a livello, binario unico e talora ancora trazione diesel”.E, di rimando, chiede con forza che il presidente della Città Metropolitana “si adoperi perché un’area fortemente in crisi come il Chivassese possa riuscire ad avere l’investimento di Amazon con la collaborazione ed il sostegno ella Città Metropolitana”. Chissà se Piero Fassino ascolterà questa doglianza o finirà nel cassetto dele buone intenzioni.

 

Massimo Iaretti

Padre e figlio nella Tempesta

bombardamento guerra

La paura durante i bombardamenti, la risorsa della fede di fronte al pericolo e alle avversità, l’antifascismo e la nascita della Resistenza

 

“Tempesta 1944-45. Nino racconta la Resistenza di Mario Costa”, è la rappresentazione teatrale promossa dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte. L’evento si terrà Venerdì 12 dicembre 2014 , alle ore 21.00, alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani  di Torino (Corso Galileo Ferraris 266). Lo spettacolo è un libero adattamento di Marco Gobetti e Beppe Turletti dal volume “Tempesta – (1939-1945) – Poesie Piemonteise” – Torino, 1983, Andrea Viglongo &  C. Editori – e da altre opere di Nino Costa. 

 

Nino e Mario Costa, padre e figlio, sono seppelliti uno accanto all’altro nel cimitero di Ciriè. Mario, partigiano in Val Chisone il 2 agosto 1944 assalta armato di bombe a mano un fortino occupato dal nemico durante la tremenda battaglia sul monte Génévris, nel territorio di Pragelato: colpito alla fronte, muore sul colpo, all’età di 19 anni.Nino Costa, poeta, fra i maggiori esponenti della letteratura piemontese, nell’ultima sua raccolta, “Tempesta”, evoca la seconda guerra mondiale, con l’interruzione della pace, il crollo delle illusioni e le speranze tradite; la paura durante i bombardamenti, la risorsa – per lui preziosa – della fede di fronte al pericolo e alle avversità, l’antifascismo e la nascita della Resistenza. Sino alla morte in combattimento del figlio Mario, che con la sua benedizione era diventato partigiano. Il poeta canta con intenso lirismo il proprio dramma, calandolo però nella tragedia collettiva che aveva colpito milioni di persone. Nel suo essere irreparabilmente sopraffatto dal dolore, trova infatti la forza per raccontare la speranza restituita e la libertà conquistata. Morirà poco dopo suo figlio, nel novembre del ‘45, non ancora sessantenne.

 

La drammaturgia dello spettacolo “Tempesta 1944-45. Nino racconta la Resistenza di Mario Costa” fa leva sull’aspetto “popolare alto” della poesia di Nino Costa, valorizzandone la musicalità originale e non convenzionale della lingua e l’essenzialità sapiente del narrato. Si ricerca un uso contemporaneo della lingua piemontese: anche tramite il meccanismo della traduzione, intesa nel suo senso più lato e variamente declinata attraverso la recitazione,la musica, il canto e l’utilizzo dell’immagine. I versi del poeta, provenienti soprattutto dalla raccolta “Tempesta” e alternati alla narrazione della guerra e della Resistenza, evocano la Storia italiana della metà del secolo scorso e una storia italiana, quella di un padre e di un figlio: Nino e Mario Costa.

 

L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti). Per info e prenotazioni: tel. 0115757476 / email : comitato.resistenzacostituzione@cr.piemonte.it

Gridalo forte, anatomia della tifoseria

libro gridalo forte

Come è cambiato il modo di tifare con l’avvento della tv, delle trasmissioni sportive, delle schedine e delle celeberrime figurine Panini che hanno avvicinato i bambini allo sport

 

Il mondo del tifo é ricco di mille sfaccettature affrontate, nel modo più completo possibile, dall’autore, Flavio Pieranni. Il libro entra il meno possibile nel sociologico, ma va piuttosto a scavare nella storia del tifo, che si intreccia con quella dello sport e dell’Italia in generale. Vengono esaltati più i “pro” che i “contro” della tifoseria, dato che la percentuale di ultras è nettamente inferiore rispetto a quella dei Tifosi.

 

Degli ultras, ci racconta l’autore, si ha notizia a partire dalla fine degli anni ’60 e rappresentano una delle molteplici evoluzioni a cui è andato incontro il tifo nel corso degli anni…Si pensi ad esempio come è cambiato il modo di tifare con l’avvento della tv, delle trasmissioni sportive, delle schedine e delle celeberrime figurine Panini che hanno avvicinato i bambini allo sport.

 

In questo libro non si parla solo di calcio, ma anche di ciclismo e di altri sport come la pallavolo, il tennis etc…Dopo una prima parte dedicata alla cronologia della storia del tifo, l’autore dedica alcuni capitoli extra alla Nazionale, ad alcuni Campioni di vari sport apprezzati in tutto il mondo, alle grandi tragedie che hanno mietuto vittime tra i tifosi (toccanti a questo proposito le testimonianze dei sopravvissuti all’ Heysel) e ad alcuni tifosi particolarmente significativi come Serafino che con la sua voce tenorile animava la tifoseria.

 

Un ulteriore capitolo è stato aggiunto a libro terminato per trattare il caso “Ciro Esposito”.Il libro, che fa parte della collana Unasci (Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie di Italia, con presidente Bruno Gozzelino), presenta una copertina verde per indicare che si tratta di un volume dedicato all’attualità: le altre quattro categorie portano i colori nero, rosso, blu e giallo per richiamare i colori dei cerchi olimpici.

 

L’idea di un volume dedicato al tifo si deve a Luca Turolla, editore della Bradipolibri, che ha proposto a Flavio Pieranni di occuparsene, visto la sua grande esperienza e passione in materia. Per l’autore, che ha già partecipato alla stesura del “Curiositoro” con Daniele Costelli, Gianpiero Zullo e Davide Antonetti, il lavoro di ricerca è risultato appassionante perché, come si suol dire, “Non conta l’arrivo ma il viaggio”. Nota di riguardo per la prefazione a cura di Francesco Caremani, giornalista e autore di un libro sull’ Heysel.

 

Gridalo forte, di Flavio Pieranni, Edizioni Bradipolibri

 

Chiara Mandich
Maria Ferreri

I Civich contro l’omofobia

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“Innumerevoli episodi di violenza a sfondo omofobo e di bullismo omofobico – dice Alberto Gregnanini, Comandante della Polizia Municipale – impongono una maggiore attenzione” 

 

È il primo caso in Italia: dalla prossima settimana sulla porta d’ingresso degli uffici della Polizia Municipale sarà esposto l’adesivo “Omofobia No Grazie” e, recandosi all’interno degli uffici, le persone avranno a disposizione fogli informativi sulla campagna Friendly Piemonte lanciata un anno fa dall’Associazione Quore. 

 

La Polizia municipale ha, infatti, deciso di aderire alla campagna per la creazione di una cultura diffusa di ostilità all’omofobia, portando il proprio contributo a un progetto che si muove tra i sentieri dell’educazione e della sensibilizzazione per tutelare le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. 

 

“Innumerevoli episodi di violenza a sfondo omofobo e di bullismo omofobico, avvenuti negli ultimi tempi nel nostro Paese e nella nostra città – ha affermato Alberto Gregnanini, Comandante della Polizia Municipale – impongono una maggiore attenzione e un’urgente presa in carico del problema. Per questo anche la Polizia Municipale vuole portare il proprio contributo a questo significativo progetto”.

 

(e.b.- www.comune.torino.it)