ilTorinese

Saldi al via: spenderemo 97 euro a testa

Iniziano sabato 6 luglio, a Torino e in Piemonte, i saldi estivi, con particolare riguardo a moda, arredamento, calzature, intimo, profumeria

Gli sconti saranno compresi  fra il 30 e il 50%, partiti del resto in largo anticipo. Ascom prevede una spesa media per  famiglia, a Torino, tra 200 e 230 euro, e 97 a persona. L’associazione commercianti denuncia “la concorrenza sleale di grandi marchi e catene commerciali e dell’online che effettuano vendite sottocosto in ogni periodo dell’anno”. Confesercenti stima invece una spesa media tra 210 e 240 euro a famiglia, e 8 torinesi su 10 intenzionati ad acquistare.

I giovani d’Europa si incontrano al Colle del Lys

Tre giorni per riflettere su libertà, democrazia e pace nel 75°
anniversario dell’eccidio nazifascista

Si svolgerà dal 5 al 7 luglio la 24° edizione di EuroLys, il meeting internazionale
dei ragazzi europei che ogni anno accompagna le celebrazioni per ricordare
l’eccidio del 2 luglio 1944 quando, al Col del Lys, persero la vita 32 partigiani della
17° Brigata Garibaldi “Felice Cima” trucidati dalle truppe nazifasciste.
Il Colle del Lys è un valico alpino delle Alpi Graie a quota 1.311 metri che collega la
bassa Valle di Susa con la Valle di Viù. Qui 75 anni fa si consumò una delle più
feroci rappresaglie della Seconda Guerra Mondiale contro i partigiani a opera di un
contingente di soldati tedeschi e fascisti. Durante un rastrellamento alle prime luci
dell’alba del 2 luglio nove garibaldini furono uccisi in combattimento e ventitré
furono prima catturati e poi seviziati e giustiziati.
La tre giorni di Eurolys è nata proprio per favorire la conoscenza dei fatti del 1944 e
della lotta partigiana e stimolare tra i partecipanti la riflessione su libertà, pace,
democrazia e uguaglianza. Durante il soggiorno al Col del Lys i ragazzi avranno la
possibilità di conoscere i partigiani che combatterono su quelle montagne e di
percorrere i loro stessi sentieri, oltre ad assistere a performance artistiche e
musicali.
Tutto intorno alla torre circolare del Colle, monumento che onora la memoria dei
2024 caduti delle brigate partigiane dislocate nelle valli Susa, Lanzo, Sangone e
Chisone durante la guerra di Liberazione.
A organizzare e coordinare le manifestazioni, in collaborazione con alcuni Comuni
del Torinese, è il Comitato Resistenza Colle del Lys, associazione democratica e
apartitica di promozione sociale, che riafferma e persegue gli ideali di Libertà,
Giustizia e Pace. EuroLys ha il patrocinio della Città Metropolitana di Torino e
della Regione Piemonte.
Comitato Resistenza Colle del Lys – via Capra 27 – 10098 Rivoli (To) – info@colledellys.it
Quest’anno, in occasione del 75° anniversario, nella sede dell’Ecomuseo della
Resistenza “Carlo Mastri” verrà inaugurato il nuovo centro visite del Parco
provinciale del Colle del Lys. Qui, a seguito di un ampliamento e di una
ristrutturazione del vecchio fabbricato, troveranno spazio nuovi allestimenti
espositivi che permetteranno di valorizzare e rendere fruibile le testimonianze
storiche e l’archivio video-fotografico che racconta la Resistenza nelle valli
torinesi e illustrare gli aspetti paesaggistici, geologici e naturalistici del parco. Il
taglio del nastro è in programma alle ore 12 di domenica 7 luglio.
Sempre domenica, a partire dalle ore 9,30, si terrà l’assemblea pubblica dei
rappresentanti delle istituzioni, con la presentazione, discussione e approvazione
del documento d’intenti per il 2019. Alle ore 11 prenderà il via la tradizionale
cerimonia commemorativa, con gli onori militari, l’arrivo della fiaccola della libertà
dal sacrario del Martinetto di Torino, la deposizione degli omaggi floreali. L’oratore
ufficiale sarà lo storico Gianni Oliva.
Alle 14,30 sarà posata la targa commemorativa in memoria del comandante
Amedeo “Deo” Tonani e dei partigiani cremonesi. La passeggiata rievocativa
inizierà alle 15, con letture sui sentieri della memoria, organizzate da UISP Valle
Susa. Durante la giornata si terrà anche un mercatino dei prodotti tipici locali.
Durante i tre giorni di EuroLys i ragazzi indosseranno la maglietta celebrativa
della manifestazione, realizzata sulla base del disegno vincitore del concorso di
idee proposto nei mesi scorsi agli studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto di
istruzione superiore Giulio Natta di Rivoli.
Tutte le informazioni, gli aggiornamenti e la gallery fotografica sono disponibili sul
sito www.colledellys.it

Il turismo montano? Più lento, dolce, profondo…

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Di Marco Travaglini

Scriveva tempo fa, Enrico Camanni: “Le Alpi sono il luogo della biodiversità: con circa cinquemila specie spontanee di piante vascolari ospitano da sole i tre settimi della flora europea; nell’Europa centrale sono la sola regione che abbia conservato dei biotopi originali”

Importanti studi botanici hanno dimostrato che buona parte di queste 5 mila specie, alcune delle quali uniche, si trovano nella valle dell’Alleigne, il “vallone della legna”. Quest’ampio vallone si trova sulla destra orografica del torrente Ayasse, nell’aostana valle di Champorcher. Una zona molto interessante anche dal punto di vista etnografico e storico, non dissimile da altre comunità di montagna, la cui sopravvivenza era legata a un territorio aspro, difficile, all’agricoltura di sussistenza, alla monticazione del bestiame.Una storia vissuta in salita. Millenni di lotta per coltivare, per muoversi, per strappare faticosamente alla montagna le risorse: pietra, legno, terra da coltivare, pascoli. L’elemento importante era la stessa verticalità: l’intera economia era basata sugli spostamenti altitudinali stagionali, in base ai ritmi della natura. Le tracce si vedono nei terrazzamenti, nella ragnatela di stradine e sentieri che segnavano i versanti vallivi collegando il fondovalle ai maggenghi e agli alpeggi. Una storia come molte altre, non dissimile da quella valgrandina. Dal 1992 parco nazionale, la Val Grande è l’area selvaggia più ampia del nostro paese e dell’arco alpino. Anche per quelle comunità le risorse erano misere e le difficoltà molto alte. Si legge sul sito web del parco come “raggiungere gli alpeggi poteva significare accompagnare un bovino alla volta lungo stretti e scoscesi sentieri, oppure raccogliere la poca acqua piovana in cisterne di pietra, strappando la sopravvivenza alla montagna, in una quotidiana vita in salita”. Immagini da un “mondo dei vinti” che ha lasciato un’eredità fatta di resti di teleferiche, piazzole delle carbonaie, polloni di faggio ricresciuti dopo il taglio del tronco principale, a testimonianza dei grandi disboscamenti. Con il tempo la natura si è ripresa i boschi e i pascoli abbandonati, cambiando fisionomia al paesaggio. Quasi un messaggio per gli uomini che, con la scelta del parco, hanno compreso la necessità di difendere e preservare questa preziosa riserva di biodiversità. Avere cura del vallone dell’Alleigne o dell’area valgrandina del parco, preservandoli anche per le generazioni future, equivale a porre attenzione alle scelte che si compiono oggi, affinché non ne venga compromessa l’eccezionale qualità ambientale. Regola aurea soprattutto quando si parla del turismo. Negli ultimi tempi, la montagna come destinazione di vacanza non impegnativa – weekend, long-weekend, settimane bianche – ha riconquistato fascino e interesse presso un pubblico vasto dopo aver patito molto la concorrenza delle mete esotiche, più o meno vicine e a buon prezzo.

 

La rassicurante e tradizionale vacanza in montagna è tornata in auge nelle preferenze dei turisti italiani, grazie ad alcune stagioni di buon innevamento, al desiderio di viaggi verso mete tranquille e poco distanti da casa, al bisogno di concedersi un’evasione “ecologica”, a contatto con un ambiente e un territorio tutelati e rispettati. Il turismo montano si è preso una rivincita? In parte è così ma i problemi sono tanti e persistenti. E’ vero che la montagna offre un’immagine rassicurante e la qualità delle nostre stazioni sciistiche è migliorata un po’ ovunque. Ma pensando al futuro le prospettive si fanno più complicate perché il turismo, più di altri, è un settore dove l’offerta deve saper incontrare una domanda molto esigente. L’impresa turistica montana, più sensibilmente delle altre, richiede un insieme di condizioni territoriali e ambientali particolari. Gli accessi, la valorizzazione della qualità del paesaggio e delle stazioni montane attraverso interventi di riqualificazione urbanistica e di manutenzione del paesaggio, la cura dei sentieri e dei boschi, nuovi sforzi in termini di comunicazione e promozione rivolti al pubblico, sono solo alcuni degli aspetti.

Non è sufficiente affidarsi alle dinamiche del mercato, ai flussi potenziali. Occorre un rinnovamento d’immagine e di sostanza. Nuove infrastrutture di svago e sportive, sentieri censiti e resi praticabili, ben segnalati con indicazioni precise sui tempi per raggiungere le varie mete; rifugi, posti tappa, percorsi-vita nei quali s’illustrino le caratteristiche della vegetazione, della fauna, della cultura e della storia del luogo; una ricettività che consenta di trovare idonee sistemazioni e consumare pasti con prodotti genuini a prezzi ragionevoli; invogliare all’escursionismo, al trekking e ad ogni forma di turismo attivo. La concentrazione del turismo in pochi periodi dell’anno, ha causato fenomeni di saturazione del territorio. I segni di un certo raggiungimento del “punto di rottura”, si vedono da tempo. La crisi delle piccole e medie stazioni sciistiche non investe soltanto le Alpi italiane ma anche quelle svizzere, austriache e bavaresi,con fallimenti e chiusure, a testimonianza di un modello di sfruttamento turistico modellato “a fotocopia” che ha portato ad una omogeneizzazione del territorio alpino. L’industria turistica montana rischia così di perdere la sua specifica identità, il fattore principale di reddito, diventando economicamente più debole. Da qui la scelta di operare per destagionalizzare il turismo, evitando di puntare tutto su troppo marcate concentrazioni nel tempo e nello spazio.Troppe volte l’offerta turistica montana si è standardizzata. Sono state proposte stazioni che sembrano linee di produzione, dove tutto è a pagamento, senza scampo. La dimensione ludica della socialità, dell’incontro,è lasciata all’intraprendenza del singolo, poiché il sistema “lavora” e non si diverte più. Il professor Luigi Gaido, già docente universitario a Grenoble e Aosta, grande esperto del settore, sosteneva che, se è vero che “ il turismo è la “messa in forma” di un sogno coltivato per mesi, a volte per anni, e che prima o poi si realizzerà, questo sogno è sempre una sorta di fuga dal quotidiano, di rottura dal solito, di ricerca di sé attraverso il viaggio e ciò che porta. Come sfuggire al quotidiano se tutto ricorda il luogo da cui si è partiti e dove il divertimento non è sempre adeguato alle esigenze, salvo per chi scia?”. In molti sostengono che non è più eludibile, parlando di sostenibilità, la stipula di un “patto” tra l’attività turistica e l’ambiente. Allargando e modificando l’offerta dei territori. Andrebbero, ad esempio, valorizzate le realtà collocate tra i 700 e i 1300 metri, la cosiddetta “mezza montagna” che può offrire soluzioni al processo di destagionalizzazione, sperimentando le “stagioni di mezzo” dove l’ambiente montano può offrire molto.

 

La stessa cara, vecchia “settimana bianca” si dovrà rifare il look, diventando una proposta di vacanza più dinamica e flessibile. In montagna non ci si va più solo per sciare: ci sono infinite attività, giochi e sport facili e divertenti per godersi la neve e la natura invernale, senza essere necessariamente degli esperti d’attacchi, tavole e scarponi. Anche perché i problemi legati all’innalzamento della temperatura d’inverno cambieranno le prospettive. Le previsioni del Centre d’Etudes de la Neige, stimavano per il 2030 un incremento medio della temperatura di 1,8°C e una diminuzione del 25% delle giornate con neve al suolo per le località situate a 1500 metri d’altitudine.

 

E non si trattava delle stime più pessimistiche. Le condizioni climatiche determineranno anche un maggior ricorso all’innevamento artificiale con tutti i costi, economici e ambientali, che ne derivano.Nelle Alpi il turismo sostenibile è l’unica alternativa a lungo termine al turismo di massa convenzionale che sia in grado di garantire uno spazio vitale per la natura e l’uomo. Ma non basta la buona volontà. Si impongono scelte per la programmazione, la promozione e l’attuazione di un turismo sostenibile, determinando chi è coinvolto, chi promuove, chi decide. Lo sviluppo sostenibile non è una scelta ideologica ma una ragione di competitività tra sistemi economici e sociali, un nuovo modo di pensare a forme di benessere, di crescita economica durevole e d’equità, redistribuendo nel tempo e nello spazio le persone che oggi frequentano le “terre alte”.Il turismo c’è già. I turisti pure. Quella che è in gran parte ancora da costruire è una moderna cultura dell’accoglienza, una formazione professionale adeguata ai tempi, politiche pubbliche in grado di sostenere progetti innovativi. In fondo gran parte dei turisti desiderano trovare la valle dell’Alleigne, la Val Grande o le altre valli alpine in condizioni ambientali più che accettabili. Per questo dovremo far sì che il turismo del domani sia davvero “più lento, più profondo, più dolce”, evitando quei fenomeni di consumo rapace ai quali ci si è abituati per troppo tempo. Nell’interesse di tutti, a partire dalla montagna e da chi ci vive e lavora.

Nelle immagini il Parco nazionale della Val Grande e il Parco regionale dell’alpe Veglia delle Aree protette Ossola

Fo.To – Fotografi a Torino, kermesse di successo

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Finita la festa per la seconda… già si scaldano i   motori per la terza edizione. Dall’8 maggio al 21 giugno 2020

Archiviata da pochi giorni, con grande successo di pubblico e di critica, la seconda edizione di “Fo.To – Fotografi a Torino” (che già nel 2018 aveva registrato oltre 100mila visitatori), una nota stampa del MEF – Museo Ettore Fico di via Cigna, cui si deve l’idea iniziale e la promozione negli anni della grande kermesse fotografica – orgoglio tutto torinese – fa sapere che già si è al lavoro per la realizzazione della terza edizione, che si terrà dall’8 maggio al 21 giugno 2020. Date da appuntarsi ben bene in agenda. In quanto all’edizione 2019, appena conclusasi, i numeri la dicono tutta su un bilancio che può mettersi per davvero in bella cornice.

“L’edizione di quest’anno – afferma Andrea Busto, direttore del MEF – ha visto infatti un ulteriore incremento degli enti partecipanti che hanno raggiunto quota 90: circa 25 tra musei e fondazioni, 50 gallerie private, molte associazioni no-profit dedicate alla fotografia, le biblioteche civiche (novità di questa edizione), oltre agli spazi off, gli enti di formazione e spazi espositivi ubicati fuori città”. Decisamente rilevante anche l’investimento in termini di comunicazione: 40.000 brochure a colori distribuite in tutto il Nord-Italia, 20.000 cartoline e 20.000 pieghevoli distribuiti a tutte le istituzioni partecipanti e in tutti i punti turistici e informativi. Senza dimenticare le affissioni pubblicitarie per tutto il periodo della manifestazione nelle principali città del Nord-Ovest (circa 1200 manifesti tra Torino, Milano, Genova); oltre 140.000 le persone che hanno seguito la kermesse attraverso i social media (Facebook e Instagram), 50 articoli su mezzi stampa e più di 100 articoli e segnalazioni sulle testate web.

“Ancora più decisiva e fondamentale per questa seconda edizione –prosegue Busto –è stata la collaborazione con gli Enti istituzionali: RegionePiemonte, Fondazione CRT per l’Arte, Città di Torino e UBS, hanno dato un supporto indispensabile alla buona riuscita del progetto. L’edizione 2019 ha inoltre visto la nascita di una nuova fiera dedicata interamente alla fotografia, ‘The Phair’, che si è svolta proprio in concomitanza con l’apertura di ‘Fo.To’ il 3 maggio scorso e che ha permesso di dare corpo ad una collaborazione fra i due eventi estremamente proficua, con la possibilità di attivare, ad esempio, un programma di inviti per addetti ai lavori (collezionisti italiani e internazionali, curatori e esperti di fotografia) che prevedeva l’ospitalità durante il primo week-end di apertura delle mostre e della fiera”. Un buon successo si è anche ottenuto con la replica della Notte Bianca della Fotografia svoltosi in contemporanea con il Salone del Libro, sabato 11 maggio, e che ha visto una grande affluenza di pubblico durante l’intera giornata e fino a tarda notte.

Dati e cifre, dunque, più che positive. Che non permettono, tuttavia, larghe pause. E la macchina organizzativa ha già riavviato i motori. Dall’8 maggio al 21 giugno del 2020, sarà ancora un buon mese e mezzo di grande fotografia, coniugata nelle sue varie anime, a Torino. “E, per l’occasione sono già allo studio nuove forme di collaborazione – conclude il direttore del MEF – con Istituzioni straniere, per uno sviluppo di interazione e scambio con altre realtà internazionali”

g.m.

 

Per info: MEF-Museo Ettore Fico, via Cigna 114, Torino; tel. 011/853065 o info@museofico.it o www.museofico.it

 

Nelle foto
– “Ufficio Protezione Antiaerea, incursione aerea del 13 luglio 1943 a Torino”, courtesy Archivio Storico della Città di Torino
– Andrea Busto

Ecco i nuovi gruppi del Consiglio regionale

Questa mattina l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ha preso atto della costituzione dei nuovi gruppi consiliari

In tutto si tratta di otto gruppi, tre di maggioranza (Lega, Fi e Fdi), mentre gli altri 5 si sono dichiarati di opposizione: Pd, M5s, Chiamparino per il Piemonte, Luv e  Moderati. I capigruppo sono Alberto Preioni(Lega), Paolo Ruzzola (Fi), Maurizio Marrone (Fdi), Domenico Ravetti (Pd), Francesca Frediani (M5s), Mario Giaccone(Chiamparino per il Piemonte), Marco Grimaldi (Luv) e Silvio Magliano (Moderati). Il gruppo più grande è quello della Lega, con 23 consiglieri, segue il Pd con 10 e poi Fi e Fdi, rispettivamente con 6 e 4. Tre i monogruppi, tutti di opposizione.

Al lik seguente la composizione dei nuovi gruppi consigliari dell’undicesima legislatura.

http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/gruppi-consiliari

Blitz della polizia ad Askatasuna per gli incidenti del G7

E’ in corso un blitz della polizia negli ambienti torinesi dell’autonomia e dei centri sociali, con  misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sugli  incidenti del settembre del 2017 in occasione del vertice del G7 alla Reggia di Venaria. L’operazione è coordinata dall’ autorità giudiziaria  in collaborazione con la Digos delle questure di Roma, Firenze, Modena, Bari e Venezia. Sarebbero 17 in tutta Italia le misure cautelari:  nove a Torino, le altre  a Firenze, Roma, Venezia, Bari e Modena. I provvedimenti riguardano i vertici del centro sociale torinese Askatasuna.

 

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA

Nella mattina del 4 luglio, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, agenti della Digos della Questura di Torino in collaborazione con quell di Roma, Firenze, Modena, Bari e Venezia, ha dato esecuzione a 7 misure cautelari degli arresti domiciliari e a 10 misure cautelari dell’ obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le misure hanno riguardato 17 militanti del centro sociale “Askatasuna”, della compagine antagonista fiorentina dell’“Autonomia Diffusa Ovunque”, del centro sociale modenese “Spazio Guernica”, del collettivo universitario “Sapienza Clandestina”, dell’“Ex Caserma Liberata” di Bari e dei “Centri Sociali – Nord Est” di Venezia. Gli arrestati sono ritenuti responsabili dei gravi episodi di intemperanza verificatisi in occasione del Vertice G7 di Venaria del settembre 2017, per i quali sono stati denunciati, a diverso titolo, per i reati di violenza aggravata a pubblico ufficiale ed esplosione di ordigni e materiale esplodenti.

Diciassette è il numero complessivo delle misure cautelari eseguite:

 

ARRESTI DOMICILIARI

 

-R. G., di anni 57, leader di Askatasuna;

-B.A., di anni 43, leader di Askatasuna;

-M.M., di anni 36, leader di Askatasuna;

-R.U., di anni 29, leader di Askatasuna;

-L.D., di anni 31, leader di Askatasuna;

-G.S., di anni 38, militante di Askatasuna;

-T.D., di anni 22, leader di “Autonomia Diffusa” di Firenze.

 

 

OBBLIGHI DI PRESENTAZIONE ALLA Polizia Giudiziaria.

 

-P.M., di anni 25, militante di Askatasuna

-M. N., di anni 24, militante di Askatasuna;

-P. J., di anni 27, leader dei “Centri Sociali – Nord Est” di Venezia;

-R.S. di anni 21, militante di Askatasuna;

-V.N., di anni 21, leader dello “Spazio Guernica” di Modena;

-B. D., di anni 23, leader dello “Spazio Guernica” di Modena;

-M.G., di anni 22, leader dello “Spazio Guernica” di Modena;

-R. A., di anni 24, leader dell’“Autonomia Diffusa Ovunque” di Firenze;

-D. L. G., di anni 23, leader dell’“Ex Caserma Liberata” di Bari;

-L.V., di anni 22, tra i leader della “Sapienza Clandestinadi Roma.

 

 

Peperone di Carmagnola, ecco il programma

Dal 30 agosto all’8 settembre 2019 

Tutti gli eventi sono gratuiti ad eccezione dei concerti de Il Foro Festival – www.fieradelpeperone.it

Arriva al prestigioso traguardo dei 70 anni la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, la più grande manifestazione fieristica italiana dedicata a un prodotto agricolo che propone 10 giorni eventi gastronomici, culturali ed artistici per tutti i sensi e per tutte le età.

In un’area espositiva di 14.000 mq, con 8 piazze dedicate di cui 6 enogastronomiche2500 posti a sedere e più di 200 espositoriuna grande mostra che ripercorre la storia della Fiera e l’Accademia San Filippo, proposta grazie al sostegno della Camera di Commercio di Torino con tantissime proposte a cavallo tra gusto, cultura e attualità, i visitatori troveranno degustazioniworkshopshow cookingpercorsi didattici e sensorialicene a temastreet foodconcerti e spettacoli di vario genereteatrocabarettalk showconvegni, iniziative solidaliarea bimbiuna grande rassegna commerciale e altro ancora…

Con tanti ospiti – tra i quali ARTURO BRACHETTITINTOOSCAR FARINETTIALBERTO CIRIO e il giornalista PAOLO MASSOBRIO che modererà diversi incontri – questa sarà la prima edizione anti-spreco alimentare della Fiera grazie alla partnership con l’azienda Cuki che fornirà migliaia di Cuki Save Bag, la doggy bag nata nel 2016 dal progetto Cuki Save the Food, e alla partecipazione del Banco Alimentare del Piemonte che sostiene ad aiuta 106.201 piemontesi e che sarà protagonista di due incontri.

Per il secondo anno ci sarà anche “Il Foro Festival”, un rilevante evento collaterale che propone i concerti a pagamento dei Pinguini Tattici Nucleari il 31 agosto e degli Eiffel 65 + Marvin & Prezioso il 1° settembre, in una grande arena che può ospitare più di 5000 persone

Untorelli e popolo volubile

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E dagli all’untore.  Ma anche i nostri moderni (tanti) untori si devono arrendere ai Magistrati e soprattutto allo Stato di diritto e alle sue regole sulla divisione dei ruoli tra Politica e Magistratura
  Il gip non ha convalidato l’arresto della Capitana Carola. Rambo ( deluso ) Lui che aveva già anticipato la sentenza . Carola colpevole e condannata al pubblico ludibrio. Non funziona così. La scarcerazione non vuol dire che la Capitana sia innocente, si vedrà. Dopo il fascismo l’ autonomia tra Magistratura e governo e Parlamento è uno dei pilastri della nostra Costituzione e della nostra democrazia.  Ma i moderni untorelli non se ne dolgono e vanno avanti.  Aiutati dal web sono imperterriti.
Altri casi come il Sindaco Pd emiliano già condannato perché considerato al pari di coloro che gestivano i servizi per l’affido, arrestati. Da Pinerolo all’ Emilia.  L’accusa è concussione. Cioè avrebbe favorito chi è indagato. Ma di queste sottigliezze agli untori nulla importa. Dalla Capitana alla quelli che sono per antonomasia colpevoli. Gli untorelli sono tutto.  Poliziotti magistrati politici inquirenti e giudicanti.  Se poi il magistrato non conferma le loro tesi il magistrato è colluso.  Così come i poliziotti ed avanti di questo passo.  Gli untori hanno sempre ragione nello spargere la loro quotidiana peste.  E passi che una parte di popolo la pensi così.  Il popolo che dai tempo di Masaniello è volubile.
Incoronato il Re pescatore  poi lo vende ai Borboni per un pezzo di pane, felice della sua decapitazione. Proprio così, popolo volubile ed anche infingardo.  In fondo ci abbiamo fatto l’abitudine.  Ma non  con chi vuole e dice di governare. Per governare non  si deve spargere peste, ideologia e demagogia.  Ci risiamo:  un conto sono le idee e le opinioni.  Un conto sostenere che chi non è d’accordo è contro e dunque delinque.  Siamo in democrazia e ci dobbiamo rimanere.
Patrizio Tosetto

Urina sulla tomba della madre dell’ex fidanzato

Una donna di 50 anni è  stata sorpresa mentre urinava sulla tomba della madre dell’ex compagno, al cimitero di Rivarolo

E’ stata denunciata dai carabinieri per vilipendio delle tombe e per atti persecutori.  L’ex fidanzato sarebbe  riuscito a filmare la donna con il cellulare e ha consegnato le immagini ai carabinieri.

Droga e abiti rubati: arrestato 22enne

TORINO PORTA NUOVA

PER DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO DI STUPEFACENTI E RICETTAZIONE

 

L’intensificazione delle attività di vigilanza e prevenzione realizzate dalla polizia ferroviaria all’interno della stazione di Torino Porta Nuova, in occasione del periodo estivo, ha portato i suoi frutti: nella rete dei controlli è finito un 22enne italiano incensurato, originario del foggiano, che, nella serata del 26 giugno u.s., è stato tratto in arresto degli Agenti del Settore Operativo di Porta Nuova in quanto trovato in possesso di 28 pasticche contenenti un derivato dell’eroina e 5 dosi, già confezionate, di marjuana, nascoste all’interno degli slip.

Il giovane, al momento del controllo, era in procinto di prendere un treno diretto in Liguria, dove era sua intenzione cedere la sostanza stupefacente in una discoteca del savonese.Il 22enne risultava inoltre coinvolto in un procedimento penale istruito presso la Procura di Ivrea, nell’ambito di un’indagine avviata dalla Polizia Postale di Torino, relativa alla vendita su internet di diversi capi di abbigliamento di marca, provento di furto.

L’uomo, infatti, in precedenza, era stato impiegato presso una nota ditta di spedizioni e, in concorso con altri soggetti, si era impossessato del predetto materiale che aveva in custodia.La perquisizione domiciliare effettuata a casa dell’arrestato da parte dello stesso personale del Settore Operativo di Porta Nuova consentiva di rinvenire diversi indumenti di detta marca di abbigliamento sportivo, per un valore totale di oltre mille euro, provento dell’attività illecita.