ilTorinese

“A Settimo solidarietà negata alle forze dell’ordine”

Riceviamo e pubblichiamo

Apprendiamo dai mezzi d’informazione che la maggioranza del Consiglio comunale di Settimo Torinese ha respinto una mozione di solidarietà diretta alle forze dell’ordine presentata dalla Lega.

Per il Segretario del Siulp di Torino è del tutto evidente che la manifestazione di solidarietà non può e non deve mai essere una forzatura, non dovrà mai diventare una scelta voluta per fare “vetrina”. Pertanto bene ha fatto il Consiglio di Settimo Torinese a prendersi una pausa di riflessione estiva prima di agire contro natura. Men che meno può diventare una corsa a chi propone per primo la solidarietà: è cosa troppo importante e seria da ridursi a mera competizione di bottega. Tuttavia, continua Eugenio Bravo, la solidarietà alle forze dell’ordine non è affatto una scelta scontata e ciò nonostante il sacrificio degli uomini e delle donne in divisa per la sicurezza del Paese. Prendiamo atto della scelta della maggioranza del Consiglio di Settimo Torinese di rinviare a settembre l’eventuale solidarietà alle forze dell’ordine scadenzandola nel tempo e, tuttavia, ci sentiamo di rassicurare che le forze dell’ordine continueranno comunque il loro importante impegno a prescindere. Ringraziamo la sensibilità dimostrata dai consiglieri della Lega di Settimo Torinese per l’immediata solidarietà espressa verso le forze dell’ordine i quali, senza se e senza ma, hanno saputo riconoscere l’indubbio sforzo dei tutori dell’ordine e il sacrificio estremo della loro vita per la difesa dello Stato democratico e dei cittadini, come nel tragico assassinio del nostro collega Vice Brigadiere dei Carabinieri Cierciello Rega Mario. Le forze dell’ordine sono “patrimonio” di tutti i cittadini meglio sarebbe evitare di dividersi adombrando il sospetto di occulte manovre strumentali.

 

Uncem: “Positivi tavoli semplificazione”

AVVIATI DALL’ASSESSORE ROBERTO ROSSO CON ANCI E UNCEM. AZIONE SUL SUAP CON LE UNIONI MONTANE 

Uncem ringrazia l’assessore regionale alla Semplificazione, Roberto Rosso, per aver attivato alcuni tavoli tematici di lavoro volti appunto allo snellimento del corpo normativo regionale e all’alleggerimento burocratico. Si parte dal Suap, lo Sportello unico per le attività produttivo che già molte Unioni montane gestiscono in forma associata per i Comuni che ne fanno parte. Uncem ha chiesto di individuare incentivi all’interno del bando per la gestione delle funzioni fondamentali associate, di prossima emanazione da parte degli uffici di piazza Castello, proprio per unire e migliorare il Suap. Uncem ha confermato all’assessore Rosso e al Vicepresidente Carosso (deleghe a Montagna e agli Enti locali) il massimo impegno per individuare insieme alla Regione al più presto degli sgravi, più semplificazione, norme differenziate per le aree montane.

 

(foto F. Liguori)

Rifiuti in via Cavagnolo

Da giorni è presente un accumulo di rifiuti in via Cavagnolo angolo via Tasca, nel Borgo Pietra Alta a Torino.

“I residenti sono ormai esasperati dal degrado presente nella zona, oltre che dai fumi tossici provenienti dal campo rom di via Germagnano – dice Luigi Furgiuele dell’Associazione Piemonte nel Cuore – Auspico una pronta rimozione di questo cumulo di immondizia e una maggiore cura del verde pubblico per il decoro urbano e, soprattutto, per l’igiene”.

L’Europa dovrà essere “piemonteisa”

Caro Direttore,

Ho letto nei giorni scorsi sul Torinese le critiche di un lettore all’impostazione attuale della commemorazione al colle dell’Assietta.
Vorrei ricordare che nel 1968 fu la Compania di Brande’ dei poeti in lingua piemontese a dare vita prima alla Festa del Piemont a Graglia e poi alla rievocazione fra val Chisone e val Susa della battaglia che conservo’ al Piemonte la sua indipendenza.
Queste due iniziative furono organizzate soprattutto con l’intento di valorizzare lingua, cultura e tradizioni della “Patria cita” e mal si conciliano con parate militariste o esibizioni retoriche e fuori luogo.
Poiché so che gli organizzatori delle celebrazioni odierne sono persone per bene e oneste spero che nei prossimi anni vorranno tornare ai valori di fraternità alpina e montanara degli inizi.
L’Europa unita di domani dovrà essere quella delle Regioni, Piemonteisa compresa.
Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti
Roberto Gremmo 
Union Piemonteisa

Ladro ubriaco alla guida non si ferma al posto di blocco

Valli di Lanzo: non si ferma all’alt dei Carabinieri

Nelle valli di Lanzo, nel torinese, intorno alle 9,30 di sera, un uomo alla guida di una utilitaria, alla vista di un posto di controllo dei Carabinieri prima ha rallentato per non destare sospetti, ma quando il militare gli ha fatto cenno con la paletta di accostare, ha accelerato improvvisamente dandosi alla fuga a folle velocità lungo via delle valli e poi percorrendo la strada provinciale 2 in direzione del capoluogo piemontese.
Il tempo di mettersi nell’auto di servizio e avvisare la centrale operativa della Compagnia di Venaria per le ricerche in area, 4 CC di due pattuglie delle Stazioni di Lanzo e Viù si sono subito posti all’inseguimento a sirene spiegate. Lo hanno raggiunto dopo 10 minuti circa e con non poche difficoltà legate a garantire comunque la sicurezza degli utenti della strada, poiché il fuggitivo per non farsi bloccare imboccava strade in contromano e impegnava gli incroci anche con luce rossa dei semafori in pieno centro abitato. Nel frattempo l’operatore della centrale comunicava alle gazzelle, via radio, che l’autovettura inseguita, una lancia ypsilon, era stata asportata poco prima nel vicino paese di Coassolo Torinese. L’inseguimento si è protratto fino a Balangero, dove i militari sono riusciti a fermare il ladro, identificato in un nomade croato di 37 anni, con precedenti, domiciliato nel campo nomadi di via San Germagnano di Torino. In tasca del fuggitivo, i carabinieri hanno trovato la somma di 40 euro rubata la stessa sera a un giovane di Coassolo, un paio di forbici a punta, una lametta tagliente, gr. 0,35 di “marijuana” e con un tasso alcolemico pari a 1.81 gr./l. L’autovettura e il denaro sono stati restituiti ai legittimi proprietari.

Tempi di politica efferata

Luisa Bernardini è una brava persona. Presidente della Circoscrizione  Santa Rita Mirafiori.  Ma ha un grave difetto: è amica dell’ex consigliere regionale Stara.  Quello per capirci del tagliaerba, ex rifondazione, ex comunisti italiani.  Ex lista Bresso inciampato nella rimborsopoli. Uno che magari si piega ma non si spezza. Ora tra andate e ritorni dal PD continua a gestire dietro le quinte. All’inizio per Luisa tutto a posto e tutto sotto controllo.  Anzi, Stara era per lei un valore aggiunto.  A tal punto che per farle posto  Novello ha dovuto trasmigrare a Borgo Vittoria. Nelle circoscrizioni poco o nulla dicono i pentastellati.  Nessun presidente e tante loro gatte da pelare. Stara ha contribuito alla vittoria di Furia a segretario Regionale . Con la Canalis vice segretaria piemontese  e consigliere regionale amica e sodale di Stefano Lepri ora vuole la testa della Bernardini perché vuole sostituirla con uno o una dei suoi.  Questioni di potere,  che poi non si capisce quale potere sia. Ma si sa che uno  stipendio fa comodo a tutti. Ricapitolando, il PD invece di organizzarsi per l’opposizione si organizza per dividersi anche le briciole. Oserei dire: complimentoni.  Sembrerebbe altra musica nelle assemblee elettive. Assisto alla seduta del consiglio comunale di Biella.  Qui le opposizioni danno tante sberle alla maggioranza leghista di Corradino. Sberle politiche, s’intende. Civilmente esposte.  Il Sindaco si difende e poi sorridente e nervosetto gira tra i banchi della sua maggioranza per sincerarsi della salute politica dei suoi. Che escono dal confronto con l’opposizione discretamente ammaccati. Le accuse: non siete proprio capaci e siete solo in grado di chattare  tutto il tempo.  Risposte: tentiamo di capirci qualcosa, dateci tempo. Consiglio Regionale.  Altro teatro ma la commedia che si recita è simile. Oggetto del contendere il trasferimento del Suk a Torino. Minoranza: ora che avete fondi regionali nazionali e comunali per trasferirlo, bloccate tutto? Non ci siete proprio.  Risposta balbettante.  Una giovane consigliera della Lega per sottolineare la competenza dell assessore al commercio aggettivizza: è efferata. Risatina di contorno. Accidenti, il livello si è decisamente abbassato. Tiene botta Maurizio Marrone. Presentatore della mozione anti Suk. Coriaceo e lucidissimo dimostra di conoscere la materia. Insaccando due piccioni con una fava.  Mettere in difficoltà la sua assessora Poggi ed incassare il si’dei pentastellati. Per lui un capolavoro.  Voleva fare l’assessore  ma la lobby del Biellese glielo ha impedito.  Intanto si affaccia in sala Corradino.  E tutto ritorna, Fratelli d’Italia e Lega stanno facendo massa critica. Meloni e Salvini docet. Ed il PD? Si sforza tanto ma da solo non va da nessuna parte.  A Biella i più garbatamente aggressivi sono gli epigoni di Gentile che manda la figlia come osservatrice.  E a Torino il demiurgo Marco Grimaldi che notoriamente non è del PD. Con Chiampa sornione che scuotendo la testa sottolinea: ne vedremo delle belle.  Mi divertirò un sacco. Mister preferenze Salizzoni attentissimo (forse) tra se’ e se’ pensa: più facile fare il chirurgo che stare qui. Appunto, ne vedremo delle belle. Per ora pochissime certezze.  La solita: pd diviso e masochista.  L’altra: una nuova classe dirigente della destra, che per ora si chiede dove è arrivata.
Patrizio Tosetto

Campo alpinistico nel Queyras con Uisp

Dal 5 al 9 agosto la UISP Montagna organizza il primo campo alpinistico nel Queyras (Francia).

Una  natura protetta, otto villaggi autentici e quattro splendide vallate situate a un’altezza superiore a 1100 metri: questo è il Queyras, il più alto Parco Naturale Regionale d’Europa, una destinazione d’eccezione. Alpi francesi, nel dipartimento delle Hautes-Alpes, ma lontani dalle località turistiche più frequentate e blasonate di Francia. Il Queyras è una zona ancora regno di una natura incontaminata, nascosta in un angolo dimenticato della Francia occidentale, che conserva tradizioni millenarie custodite nei suoi otto villaggi. Una flora alpina eccezionale con più di 800 specie vegetali; la regione possiede una delle parti più antiche delle Alpi, che furono aperte al turismo solo verso la fine del XIX secolo. E’ previsto un campo base: campeggio – pernottamento in tenda. Durante il soggiorno verranno organizzate: scalate in falesia, salite a vie ferrate, escursioni nelle montagne del Queyras. info 348.8568589

Si torna a parlare di accordo tra Fca e Renault

Nissan e Renault intendono discutere un accordo per rinegoziare la loro alleanza globale, riaprendo forse la strada alla fusione con Fiat Chrysler. Lo scrive il quotidiano finanziario Wall Street Journal, riferendosi  ad un carteggio email di cui ha preso visione. Nissan, secondo il Wsj, vorrebbe che Renault riducesse la sua quota del 43,4% nella società giapponese. Se le due compagnie convenissero che Renault venda azioni in Nissan servirebbe comunque il via libera dello Stato francese, che si è opposto  a cambiare la struttura senza rafforzare anche l’alleanza tra le due case.

Anziano torinese investito e ucciso da un ubriaco

Era in vacanza il torinese di 93 anni, ad Antey-Saint Andrè, in Val d’Aosta, quando  è stato investito e ucciso ieri da un’automobile  mentre stava attraversando  la strada sulle strisce pedonali. Il soccorso  del 118 è stato inutile per le  gravi ferite riportate dall’anziano. È stato arrestato per omicidio stradale  un 64enne di Chatillon, positivo all’alcoltest.

Una festa che parla piemontese

Il 19 luglio del 1747 si svolgeva presso il colle dell’Assietta una sanguinosa battaglia tra le truppe austro-piemontesi e quelle francesi. 

Un evento entrato nella leggenda e nell’immaginario collettivo di ogni piemontese, tant’è che presso quei luoghi vi si celebra ogni anno, appunto, la festa del Piemonte: la battaglia dell’Assietta.

Quel giorno, al colle dell’Assietta, tra la Val Susa e la ValChisone, 7500 soldati sardo-piemontesi fermarono l’invasione dell’esercito francese, di gran lunga superiore per uomini e armamenti.

La battaglia dell’Assietta è carica di suggestioni simboliche e ancestrali. La caparbietà delle truppe piemontesi nel mantenere la posizione gli valse il soprannome di “bogianen“, che poi è stato esteso a tutti i piemontesi. Per non parlare dell’espressione ‘bastian contrari’… tutte espressioni che sono rimaste vive ancora oggi.

La ‘festa del Piemonte’ si svolge da una cinquantina d’anni a questa parte, la terza domenica di luglio, per celebrarel’anniversario dell’epico scontro.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di una festa che non ha alcuna connotazione politica, ma che, fin da subito, è stato la meta preferita di molti autonomisti. Gente che non vedeva l’ora di scarpinare fino ai 2500 metri del colle, portandosi dietro il drapo‘ (così si chiama la nostra bandiera), per assistere alla Messa sul campo in lingua piemontese e alla rievocazione della battaglia.

Così almeno per un giorno tra un piatto di polenta e una conviviale bicchierata si riscopriva –dicono i vecchi autonomisti piemontesi – un comune senso di identità e di appartenenza.
E chissà se è proprio per questo che ad un certo punto l’organizzazione della festa ha cambiato registro. 

Negli ultimi anni la festa era assolutamente militarizzata, piena di Carabinieri e Polizia (con tanto di unità cinofile), presenza ovunque di italici tricolori e figuranti in costume storico che cantavano il “Fratelli d’Italia” e “La Canzone del Piave”.

Che saranno anche belle cose (per la carità), ma non c’entrano nulla con quella rievocazione storica. Nel 1747 infatti non esisteva alcuna nazione (o stato?) italiana, e la battaglia dell’Assietta è stata combattuta per salvare l’indipendenza del Piemonte, e non dell’Italia. E’ una festa che riguarda un periodo pre-unitario, quindi è assurdo colorarla di connotati ‘nazionalisti’ e ‘patriottardi’ italiani.
Sia come sia, la festa ha gradualmente perso di interesse. Addirittura lo scorso anno non ha neanche avuto luogo. E di anno in anno si percepisce minore partecipazione e minore entusiasmo, rispetto a una volta.

Ci chiediamo allora: come mai rovinare la nostra festa che, piaccia o no, è la festa di NOI piemontesi, e non la si può allargare ad italiani, europei e cittadini del mondo? Perché manipolare i fatti storici? Perché non viene suonato l’inno nazionale piemontese di allora ‘La marche de Savoye’? perchèil drapò che viene issato è sempre più piccolo e all’ombra del tricolore? Perché la messa e i discorsi ufficiali non vengono esposti in lingua piemontese?

 

Emiliano Racca

Comitato autonomia Piemont