ilTorinese

Cede (ma solo un po’) l’alta pressione e arrivano i temporali

E’ di nuovo allerta gialla in Piemonte in vista di una nuova fase di temporali, con grandine e  vento

Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) prevede un debole cedimento dell’alta pressione africana, sulla fascia pedemontana alpina diretto sulle pianure. Domenica potrebbero esserci temporali sparsi. Il tempo lunedì tornerà  in prevalenza soleggiato, con poche nuvole e calo delle temperature massime a partire  da martedì.

La scelta di Giulio

All’“Accorsi – Ometto” di Torino, l’opera di Giulio Boetto segna il “viaggio di un paesaggista nel secolo che distrusse il paesaggio”
Fino al 15 settembre


Non una semplice raccolta di opere, ma una sorta di suggestivo e ben pensato “spettacolo diffuso”. Bello e insolito. Evocativo e immersivo. Così Luca Mana, responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto di Torino, descrive la mostra dedicata a Giulio Boetto (Torino, 1894 – 1967), fra i grandi della tradizione paesistica piemontese del Novecento, nelle sale (ma già a partire dal portico d’ingresso) dello stesso Museo di via Po. Rassegna che non è la consueta carrellata di opere testimoni, più o meno generose, del far pittura di un artista, ma un funambolico gioco di installazioni video – sonore ispirate a tre “soli” dipinti esposti in parete: oli su tela – celebri e di toccante vis emozionale – realizzati da Boetto nel 1918, il primo, e nel ’23 e ’47, il secondo e il terzo. Eccoli: “La casa del prete” a Polonghera, di geometrica quasi astratta essenzialità con le due figurine nere dei pretini che si perdono nel candore di una facciata che è un autentico monumento alla cultura rurale del tempo; “Luce del mattino a Sauze d’Oulx”, con lo svettante campanile romanico della Parrocchiale di San Giovanni Battista e quelle luci e quei colori e quelle nevi che tanto ci dicono della fortissima liaison umana e artistica intercorsa per tutta la vita fra Giulio Boetto e Matteo (Maté) Olivero;

“Fine del mercato a Saluzzo”, infine, un portento di bravura scenica, per l’attenzione ai minimi particolari del soggetto resi con rapidi vibranti tocchi di colore e una straordinaria capacità di creare trasparenti atmosfere sospese nell’ora e nel tempo. Quadri che la dicono tutta sul grande amore di Boetto – formatosi all’Accademia Albertina, sotto la guida di Giacomo Grosso e Cesare Ferro – per la pittura figurativa in genere e di paesaggio in particolare, da cui non volle mai allontanarsi, indifferente alle assordanti sperimentazioni delle Avanguardie artistiche che nel corso del Novecento arrivarono (in termini a volte anche molto discutibili) alla distruzione del paesaggio. A queste correnti, Boetto voltò le spalle. Anche fisicamente, scegliendo – ecco il senso del titolo dato alla rassegna – l’esilio volontario, lontano dalla città e dalla fama che già in abbondanza, alla fine della Grande Guerra, aveva comunque ottenuto con i suoi dipinti (alcuni perfino acquistati dalla Casa Reale), con le sue caricature (premiate nel ’14 all’Esposizione Internazionale di “Umorismo e Caricature” organizzata dal giornale “Numero”, fondato dal celebre Golia – Eugenio Colmo) e con le sue realizzazioni scenografiche e cartellonistiche richiestegli da alcune fra le più importanti Case di produzioni cinematografiche dell’epoca.

A trent’anni, l’artista decide di ritirarsi felice sotto le sue amate montagne, nel Cuneese, ai piedi del Monviso: a Revello prima e, dopo pochi anni, a Saluzzo nella casa e nello studio che furono dell’amico Olivero. “Scelta coraggiosa ed eroica, la sua. La scelta di un artista che, come tutti i grandi paesaggisti dell’Otto-Novecento, ha saputo trasmetterci quel particolare ‘genius loci’ sconosciuto alle tante Avanguardie del secolo scorso, interessate più che altro a fornire l’interpretazione dei luoghi e non ad esserne straordinaria testimonianza nel tempo”. A parlare è Giosué Boetto Cohen, curatore della mostra e nipote di Giulio, nonché giornalista, conduttore e regista di importanti progetti televisivi targati Rai, fra cui “La storia siamo noi” dell’era Minoli. E proprio a lui ( che già aveva curato due anni fa il debutto della mostra alla “Castiglia” di Saluzzo, per i cinquant’anni dalla morte del nonno) si devono le suggestive installazioni dialoganti, sullo schermo di avveniristici poliedri bianchi, con le tre opere esposte e accompagnate dal miracolo sonoro delle musiche di Marco Robino con l’Ensemble Architorti: repertori filmati che raccontano il “secolo breve”, insieme a novanta foto in gran parte inedite e alle riproduzioni di 83 opere di Boetto.

Promosso dal Comune di Saluzzo, insieme alla Fondazione Artea e alla Regione Piemonte con l’Associazione UrCA, al progetto hanno partecipato anche il Museo del Cinema e InTesta (Gruppo Armando Testa), che ha ideato una sorta di semi-serio divertissement proponendo un’ipotetica interpretazione dei paesaggi di Boetto così come avrebbero potuto essere realizzati da alcuni fra i maggiori interpreti delle Avanguardie artistiche Novecentesche: da de Chirico, a Picasso, a Fontana, solo per citarne alcuni, fino a Munck o a Rothko piuttosto che a Pollock. Gioco semi-serio, appunto. Che vale il tempo di un sorriso. Laddove, invece, c’è assai meno da sorridere confrontando le foto di luoghi e paesaggi così com’erano ai tempi del pittore “torinese di Saluzzo”, con gli stessi che oggi si presentano a noi. Paragoni rattristanti, per i disastri arrecati. E allora, quanto attuale potrebbe essere di nuovo, a quasi un secolo di distanza, quella famosa “scelta di Giulio”! Tanto coraggiosa. E tanto eroica.

Gianni Milani

“La scelta di Giulio”
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, via Po 55, Torino; tel. 011/837688 int. 3 o www.fondazioneaccorsiometto.it
Fino al 15 settembre
Orari: dal mart. al ven. 10/13 e 14/18; sab. dom. e festivi 10/13 e 14/19; lunedì chiuso

 

Nelle foto

– “La casa del prete”, olio su tela, 1918
– “Luce del mattino a Sauze d’Oulx”, olio su tela, 1923
– “Fine del mercato a Saluzzo”, olio su tela, 1947
– “Sauze d’Oulx”, stampa fotografica su carta, 1923
– “Mercato del bestiame”, stampa fotografica su carta, 193

 

“Battuta d’arresto”, per uscire dall’oblio

E’ online il corto scritto e interpretato da Franco Lana

E’ realizzato con la collaborazione di operatori e pazienti di un centro di recupero di Torino. Il film, “Battuta d’arresto”, narra le vicende di un ex attore, che dopo aver perso fiducia nelle persone e nella società, decide di ritirarsi. Toccherà ad un giornalista tirarlo fuori dall’oblio. Così facendo, lo salverà.

 

Cala Cimenti in vetta al Nanga Parbat (8.126 metri)

L’alpinista piemontese  con i compagni di cordata russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin per poi affrontare la discesa con sci ai piedi. A supportare la sua impresa DYNAFIT con Hoji Pro Tour, lo scarpone ad alta efficienza in salita e performance in discesa.

L’alpinista torinese Cala Cimenti, classe 1975, ha raggiunto la vetta del Nanga Parbat sul versante pakistano del Karakorum che, con i suoi 8.126 metri, è la nona montagna più alta della terra.

La lunga marcia di Carlo Alberto Cimenti, “Cala” per gli amici e gli appassionati di alpinismo, era iniziata con i compagni di cordata russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin alle 3 di mattina, ora locale, di mercoledì 3 luglio dal campo 4, situato a 7.150 metri, all’apice del grande bastione di sinistra della parete Diamir. Dopo una salita di 16 ore lungo la via Kinshofer, i tre hanno raggiunto la vetta!
Nel corso della discesa si sono vissuti attimi di paura quando la traccia GPS in time dello scalatore torinese è stata ferma, ma dopo un’ora la posizione del GPS ha ripreso a muoversi fino a quando i tre hanno raggiunto le tende al campo 4. All’alba del giorno successivo la spedizione ha ripreso la discesa verso il campo base.
Cala Cimenti, cresciuto a Villarbasse in provincia di Torino, è stato  il primo italiano ad aver conseguito lo “Snow Leopard”, l’onorificenza assegnata dalla federazione alpinista russa a chi conquista le cinque cime ‘over 7000’ dell’ex Unione Sovietica, situate nel Pamir e nel Tien Shan.
L’HOJI PRO TOUR E GLI OTTOMILA 
Negli ultimi anni le spedizioni di Cala Cimenti sono state progettate in funzione dell’utilizzo degli sci d’alpinismo nelle discese, e ad accompagnarlo in questa sua ultima impresa a 8.000 metri ci sono stati gli scarponi DYNAFIT Hoji Pro Tour.

Non una semplice calzatura ma un attrezzo che consente di avere maggiore efficienza in salita, grazie a una ampia libertà di movimento e al peso ridotto, garantendo affidabilità in discesa. Il sistema di chiusura Hoji Lock di cui è dotato lo scarpone è di facile utilizzo: il passaggio dalla modalità salita a quella discesa sta in un solo gesto. Con un semplice switch scafo e gambetto diventano un corpo unico. Infine, Hoji Pro Tour è compatibile con l’innovativo rampone Cramp-In.

 

UN PARTNER AFFIDABILE
Come brand di riferimento nel settore dello scialpinismo, DYNAFIT ha l’obiettivo di diffondere la passione per la montagna e offrire agli appassionati prodotti sempre innovativi, leggeri e di qualità, in grado di migliorare le performance in quota. I prodotti DYNAFIT, realizzati in stretta collaborazione con atleti professionisti ed esperti scialpinisti, sono sottoposti a continui miglioramenti e testati nelle condizioni più estreme dove gli atleti devono potersi fidare al 100% dei suoi materiali. È proprio per questo che DYNAFIT ha scelto di supportare Cala Cimenti in questa impresa con Hoji Pro Tour, scarponi che hanno conquistato la giuria degli ISPO Awards 2018 guadagnandosi il Golden Award nel segmento Snow sports. Uno scarpone apprezzato sia dagli scialpinisti orientati alla salita che dagli amanti della discesa, che garantisce prestazioni di un attrezzo da sci da discesa e sa conquistare per la sua semplicità di utilizzo, la leggerezza, il comfort e l’affidabilità.

Movida in Santa Giulia, l’Amministrazione sta già perdendo il controllo

Riceviamo e pubblichiamo

L’altra sera un furgone (abusivo?) vendeva panini in piazza. Lo spaccio resta un’emergenza. Sporcizia e schiamazzi sono gli stessi di sempre. Amministrazione? Non pervenuta. Ci aspetta una lunga estate di passione

Il furgone (autorizzato? Siamo sicuri? E da chi?) del “paninaro”è tornato. Gli spacciatori non se ne sono mai andati. Gli schiamazzi la notte e la sporcizia la mattina successiva sono gli stessi di sempre.

Di fronte a tutto questo, l’impotenza e l’incapacità della Giunta non fanno più notizia.

Come volevasi dimostrare, anche quest’anno piazza Santa Giulia è in balia di degrado, spaccio e illegalità.

La quarta estate dell’Amministrazione Appendino è partita perfettamente in linea con le tre precedenti. Ci aspetta una lunga stagione di passione.

 

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Ferdinando D’Apice – Moderati, Coordinatore della II Commissione, Circoscrizione 7 – Torino.

Rosso: “Palinsesto Rai, preoccupazioni per Torino”

“Mancherebbero trasmissioni e verrebbero previste solo nuove fiction, ma senza il personale sufficiente”, commenta l’assessore regionale

Martedì prossimo a Milano verranno presentati in pompa magna i nuovi palinsesti Rai. “E al Centro di produzione Rai di Torino questo momento è vissuto con apprensione perché le voci sono tutt’altro che rassicuranti”, spiega l’assessore piemontese Roberto Rosso.

“A fronte di 70 lavoratori che terminano il loro rapporto al Centro torinese, l’azienda vuole assumere soltanto una dozzina di nuovi addetti. Tuttavia le anticipazioni che circolano sul palinsesto, non sembrano riguardare la previsione di nuove trasmissioni prodotte negli studi Rai di Torino, che ricordo è uno dei 4 centri di produzione, oltre Roma, Milano e Napoli”, spiega Rosso.

“Non solo – aggiunge l’assessore – da quanto apprendo, risulta che a Torino si cercheranno di portare le produzioni di fiction, che come noto però comportano la sottoscrizione di un accordo sindacale per gli straordinari e il lavoro nei giorni festivi. Nel recente passato un simile accordo non è stato trovato e quindi il Centro torinese rischia ancora una volta di essere vuoto. Abbiamo lo Studio 1 di via Verdi che è tra i più grandi e attrezzati d’Italia, abbiamo grandi professionalità, ma Roma continua a snobbarci”.

Le fiction di per sé non sono una cosa negativa. “Al contrario, ben vengano, però allora è giusto che l’azienda proceda a nuove assunzioni a Torino, per far fronte a un tipo di lavorazione che è notoriamente diversa da quella in studio. Dire di voler portare le fiction a Torino mentre il personale è in contrazione sembra quasi provocatorio nei confronti dei sindacati”.

Rosso conclude: “Per carità, spero di essere smentito e che invece a Torino la Rai abbia previsto 5 o 6 grandi trasmissioni che occuperanno gli studi di via Verdi al cento per cento. Però temo che le anticipazioni ben informate abbiano un solido fondo di verità”.

Entra nella casa di un’anziana e la deruba: arrestato

I carabinieri di Chieri sono riusciti a fermare un croato di 54 anni, residente Moncalieri, responsabile di furto in un appartamento di Cambiano

L’uomo è entrato in casa di una donna di 84 anni in pieno giorno dopo aver aperto la porta d’ingresso chiusa senza mandate Ha rubato 2 borse del valore di 3.000 euro e poi è scappato   a bordo di una Fiat Seicento. L’auto del fuggitivo è stata intercettata e fermata a Trofarello, sulla S.R. 29 altezza in via Sabbioni. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla signora.

I carabinieri erano da tempo sulle tracce del croato perché la sua auto era già stata notata in zona e segnalata più dai residenti come sospetta.

Nella zona è infatti attivo ormai da alcuni anni un gruppo di Controllo del Vicinato, che ha già dato ottimi risultati.

Il croato è stato anche denunciato per il possesso di documenti di guida e d’identità rilasciati dalle autorità croate, verosimilmente falsi.

M.Iar.

Movida più serena con i carabinieri a San Salvario

Presenza discreta ma capillare dei carabinieri in tutto il quartiere a San Salvario
Un servizio finalizzato a garantire che il divertimento possa avvenire in condizioni di piena sicurezza. Pattuglie e posti di controllo in Via Nizza, Corso Marconi, Largo Saluzzo, Corso Massimo D’Azeglio e Corso Dante.
Una stazione mobile dei carabinieri per i cittadini (Largo Saluzzo e dintorni) per fare segnalazioni, ricevere informazioni o presentare denuncia. I carabinieri della Compagnia San Carlo, in collaborazione con i colleghi motociclisti del Nucleo Radiomobile, Torino Oltre Dora e Torino Mirafiori,  hanno effettuato un servizio nel quartiere San Salvario, ieri sera dalle 21 alle 24, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal comando provinciale di Torino.
 L’attività non solo ha permesso la piena fruibilità dell’area ai cittadini, ma ha consentito di individuare ed arrestare 5 persone per detenzione e spaccio di droga, denunciare  5 persone deferite in stato di libertà per possesso di droga, segnalare 10 giovani consumatori di droga alla  Prefettura. Sequestrare oltre 50 grammi di droga, tra cocaina, eroina, marijuana e hashish.Sono state controllate 74 persone e 41 auto.

And all that I can see is just… La Limonaia!

Per i curiosi, per gli appassionati di esperienze, emozioni e coccole, “La Limonaia” è il posto giusto

La sua esclusività è percepibile già dall’ingresso su strada: un portone di un cortile interno, chiuso, dove l’immaginazione è la parola d’ordine. Varcata la soglia si apre un’oasi di verde (e piante di limoni) che conducono al secondo ingresso dove si puó ammirare la sala curata scrupolosamente nei più piccoli dettagli: dalla disposizione dei tavoli all’arredo degli stessi. La disposizione esterna è molto caratteristica e proietta l’esperienza in un mondo a sè, perchè il dehor è avvolto dagli edifici circostanti ma al tempo stesso raccolto e confortevole.

Il personale in divisa “asian style” è preparato e mette a proprio agio con un servizio impeccabile dal momento dell’arrivo all’ora dell’”arrivederci”. Ogni piatto e scelta dei vini viene spiegato nei giusti toni e tempi. Ottimo per chi mangia con gli occhi e con la mente!

Le scelte tra “tapas”, antipasti, primi, secondi e desserts sono le più fantasiose. È un insieme continuo di particolari dettagli che sanno sorprendere e prelibare il palato, anche se spesso alcune sfumature non vengono assaporate nell’insieme. La creatività e l’accuratezza della presentazione sono un cavallo di battaglia imbattibile. Le sfiziose “tapas” sono quindi un must have tried anche soltanto per guardare, odorare e assaporare la creatività dello chef in prima persona. I piatti principali sono meno artistici e più sostanziosi (menomale!) sempre peró ordinati e precisi. Una melodiosa armonia tra gli ingredienti.

Il vino viene consigliato dal personale a seconda della pietanza, ampia scelta e di qualità. Ad esempio il bianco friulano Tai Doc dei Colli Euganei dalle note forti con un retrogusto mandorlato amalgama una buona scelta di pesce e verdure di stagione.

Ma non è finita qui. Il dessert spettacolare è una sorpresa sequenziale di elementi, non si puó svelare è da provare! Un’esperienza assolutamente consigliata, in modo particolare per coppie e famiglie.

 

Marta Spadone

 

 

Scheda tecnica

-menù 10

-servizio 9

-location 10

-prezzo 7,5

 

Prove di governo a Torino mentre a Roma si traccheggia

Clima più rilassato nei palazzi romani.  Nessun pericolo che a settembre si torni a votare. Sei mesi guadagnati e poi chissà, da cosa nasce cosa e si arriva ad un anno e mezzo di stipendio

Buttalo via. I peones di tutti i partiti tirano un sospiro di sollievo e riprendono nel cazzeggiare nei bar del Senato o Camera.  Due chiacchiere non hanno mai ucciso di lavoro nessuno.  Costa poco ed aria condizionata a go-go.  In un assolatissimo caldo romano, che si vuole di più dalla vita.  In Europa vince Salvini ma il presidente del Parlamento europeo è Davide Sassoli piddino convinto ed anche (male non ci sta) antirenziano della prima ora.  Romano come Zingaretti che dimostra di sapersi muovere.  Urlare non serve a nulla sopratutto (appunto) in EUROPA  . Il Capitano Rambo più che ululare alla Luna rischia. Oltre all’ essere nervosetto.  Tecnicamente direi proprio incazzato. Conte beve tutto tra contenuti dell’ accordo per evitare l’ inflazione e sulle nomine zitti e contenti. Intanto in Piemonte prove di Governo. La Regione mette 5 milioni per i bus ecologici se il Comune farà saltare la nuova srl. Siamo in attesa di sviluppi.  Ed il Presidente  del Consiglio regionale Allasia alza la posta con Cirio per l’ autonomia. La vecchia proposta non regge più.Melina a centro campo. Crisi mercatone? Si vedrà, intanto nel Canavese smobilitazione per l’ auto elettrica. Altri 50 operai sulla strada.  Nulla di tragicamente nuovo.

 

Patrizio Tosetto