ilTorinese

Innovazione e tecnologia per il futuro di Torino e del Nord-Ovest

Cassa Depositi e Prestiti: presentato  il Focus Territori  per un nuovo sentiero di sviluppo

 

Dopo la crisi, le Regioni del Nord-Ovest d’Italia hanno saputo riorientarsi meglio di altre verso servizi a valore aggiunto e mercati internazionali dinamici e più promettenti. In questo modo, hanno mantenuto il loro ruolo di traino dell’economia nazionale, soprattutto grazie a una dotazione infrastrutturale superiore alla media, alla presenza di imprese relativamente più grandi e a un ecosistema capace di stimolare la creazione di un vero e proprio hub tecnologico funzionale a tutto il Paese. Questi i principali risultati emersi dal Focus Territori CDP Think Tank – Il Nord-Ovest d’Italia: innovazione e tecnologia per un nuovo sentiero di sviluppo il report coordinato da Andrea Montanino, Chief Economist Gruppo CDP, Gianfranco Di Vaio, Responsabile Ricerca Macro CDP e di Nunzio Tartaglia Responsabile Divisione CDP Imprese.

L’aver attraversato alcuni momenti di difficoltà non ha inciso sui livelli di reddito dell’area, che restano ancora superiori al resto del Paese, con la Lombardia che supera i 38 mila euro di prodotto per abitanteLa capacità di riorientarsi del sistema Nord-Ovest risulta evidente anche dal suo posizionamento nel commercio mondiale. L’area infatti presenta una maggiore vocazione rispetto al resto del Paese verso i mercati che negli ultimi anni si sono rivelati più dinamici, sia sotto il profilo geografico che settoriale. Il 35,1% delle esportazioni del Nord-Ovest è destinato ai comparti caratterizzati da una maggiore crescita della domanda mondiale, con punte che raggiungono il 38,2% per la Liguria e il 36,6% per il Piemonte.

 

Queste caratteristiche hanno consentito al Nord-Ovest di mantenere il ruolo di traino dell’economia nazionale, mettendo in evidenza alcune sue peculiarità:

– una dotazione infrastrutturale superiore alla media nazionale, che ha permesso di costruire un tessuto di reti e nodi funzionale a intercettare il network europeo. La rete autostradale si estende per 3,5 km ogni 100 kmq rispetto a una media nazionale di 2,3 km; le ferrovie si estendono per 7,3 km ogni 100 kmq a fronte del 5,6 nazionale;

– una struttura imprenditoriale caratterizzata da imprese di dimensioni medio grandi in grado di innovarsi, digitalizzarsi e di posizionarsi all’interno delle catene globali del valore. In particolare, la quota di addetti nelle grandi imprese è pari al 29,5%, a fronte di una media nazionale pari al 22,5%;

– un ecosistema capace di stimolare la creazione di un hub tecnologico funzionale a tutto il territorio nell’imprimere un’accelerazione alle attività di ricerca e sviluppo, alla nascita di start-up e all’innovazione del tessuto produttivo. Nell’area si concentra il 33,6% delle start-up innovative censite sul territorio nazionale ed è stato effettuato oltre il 50% delle operazioni di Private Equity e Venture Capital registrate nel 2018.

In particolare:

la Lombardia ha mostrato la capacità di valorizzare le specificità del territorio, sia nella componente legata ai grandi poli industriali a elevata intensità di capitale, come l’energia e la meccanica, che in quella connessa alle economie di distretto quali il tessile e l’arredamento. Questa tendenza in anni più recenti ha consentito alla Regione di consolidare una struttura di medie imprese fortemente orientate all’export, a cui si è affiancata la leadership nazionale in campo finanziario e la capacità di Milano di evolvere verso un modello di terziario avanzato in grado di connettere la città con i network metropolitani europei e di trainare la crescita dell’intera Regione;

il Piemonte ha iniziato un processo di riconversione verso una valorizzazione dell’economia territoriale, grazie alla presenza di comparti tradizionali del “made in Italy”, come l’alimentare, e al rafforzamento del segmento dei servizi avanzati, nonostante sia stato tradizionalmente legato allo sviluppo dell’industria pesante, come quella dell’automotive;

la Liguria ha evidenziato negli anni post crisi una minore capacità di reazione riconducibile sia alla limitata capacità innovativa del tessuto imprenditoriale che al declino demografico che ha ostacolato la ripresa del dinamismo socio-economico;

la Valle d’Aosta ha seguito un percorso di sviluppo del tutto peculiare, concentrato prevalentemente nei servizi e nei comparti manifatturieri a media e bassa tecnologia, che l’ha resa particolarmente vulnerabile agli effetti della crisi anche in ragione delle dimensioni particolarmente contenute dal punto di vista fisico, economico e demografico, della configurazione geo-morfologica del territorio.

Tali dinamiche si sono accompagnate a una progressiva contrazione della componente industriale a favore dello sviluppo del settore dei servizi. Se, infatti, nel 2007 l’industria rappresentava ancora in media il 29,6% del totale del valore aggiunto del Nord-Ovest, circa 3 punti percentuali in più rispetto al valore nazionale, nel 2017 l’incidenza si è ridotta al 26,8% con una progressiva convergenza verso il dato italiano pari al 24,1%. Nell’orizzonte temporale preso a riferimento, la Valle d’Aosta e la Lombardia evidenziano la dinamica di terziarizzazione più accentuata, con incrementi rispettivamente di 7,8 e 3,8 punti percentuali, mentre è la Liguria a mostrare la quota dei servizi più elevata, con l’80,4%.

Il Focus sul Nord-Ovest

Tornando allo studio, una conferma della primaria importanza delle Regioni del Nord-Ovest arriva dall’analisi dei “nodi” di trasporto, in cui si osserva che quello del capoluogo ligure è il primo porto mercantile italiano, con la movimentazione di oltre 2,6 milioni di TEU (Twenty-foot equivalent unit) di traffico container nel 2018, ovvero circa il 24,6% del traffico containerizzato italiano. Sono sempre in Liguria, poi, due dei principali scali crocieristici nazionali, con il sistema portuale di Genova e Savona che grazie a circa 1,9 milioni di passeggeri complessivi nel 2018 è stato secondo solo a Civitavecchia (che ha un traffico di 2,4 milioni di passeggeri). D’altro canto, però, la Liguria ha evidenziato negli anni post crisi una minore capacità di reazione riconducibile sia alla limitata capacità innovativa del tessuto imprenditoriale che al declino demografico che ha ostacolato la ripresa del dinamismo socio-economico.

Nonostante le difficoltà seguite alla crisi economico-finanziaria, lo studio registra però che nel complesso il Nord-Ovest è ancora caratterizzato da livelli elevati di reddito, con un PIL pro capite di oltre 35 mila euro, superiore sia ai 30 mila della media europea che ai 28 mila euro del dato nazionale. Del resto, tutte le Regioni che compongono l’area (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta) presentano un PIL pro capite superiore alla media italiana, con il picco della Lombardia che supera i 38 mila euro di prodotto per abitante. Nel complesso, tra il 2012 e il 2017, il Nord-Ovest registra una crescita annua del PIL reale pari allo 0,7%, superiore al dato nazionale (0,4%), sebbene distante dalla media europea (1,8%). Tuttavia, accanto alla Lombardia, che mostra una crescita del PIL superiore alla media dell’area (0,9%), e al Piemonte, che registra comunque un dato positivo (0,5%), si osservano valori negativi per la Liguria (-0,2%) e, soprattutto, per la Valle d’Aosta, il cui PIL è diminuito quasi del 2%.

Il Nord-Ovest, secondo il Focus Territori CDP, ha quindi l’opportunità di valorizzare il suo potenziale per restare competitivo e giocare un ruolo ancora più importante nel contesto europeo, puntando su una serie di eccellenze: i settori industriali, come l’automotive, che possono offrire delle opportunità in una logica di filiere internazionali; il sistema integrato della portualità e logistica, che attraverso opportuni investimenti  può rafforzare il ruolo dell’area di punto di accesso all’Italia e all’Europa; le risorse culturali e naturali, che hanno significativi margini di crescita in termini di flussi turistici e, infine, il comparto della formazione, che attraverso un network integrato delle eccellenze presenti può rafforzare la capacità di innovazione del territorio e dell’intero Paese.

 

Gli anni di liceo

Caleidoscopio rock USA Anni ’60

Impossibile contare il numero di bands americane degli anni Sessanta che nacquero e morirono entro gli anni di liceo, destinate a sciogliersi con le iscrizioni al college o con la chiamata in esercito

La spensieratezza degli anni della high school erano la linfa vitale perfetta per una fantasia musicale spontanea (anche se grezza), per l’incoscienza e per i sogni più ambiziosi e velleitari.

Per le bands di liceali qualsiasi posto era buono per esibirsi, si badava poco agli introiti, la necessità più urgente era il farsi conoscere, dimostrare la propria buona volontà sperando di attirare l’attenzione di qualche intermediario di case discografiche; non si poteva mai sapere dove potessero sbucare i talent-scout, magari perfino camuffati ai margini di feste di high-school proms o in teen dance clubs… o in qualche parlour di locali non necessariamente pensati per le esibizioni musicali, o in adult clubs di seconda o terza fascia. Ciò che importava era possedere una marcia in più, meglio se supportata da managers sufficientemente sfacciati e audaci, ma comunque ragionevoli. Un esempio riassuntivo di tutto ciò? La band The Strangers di Boston, meteore formatesi nel 1964 e scioltesi entro l’estate 1966, con il management di Rip Rapolla e John Gioioso. Tutti studenti di liceo, tre su quattro figli di immigrati italiani, Dan Gioioso (chit), Jimmy Chicos (chit), Tony Baglio (b), Joe Beddia (batt), seppero subito entrare nel giro delle feste universitarie di Boston, infilandosi strategicamente in vari frat parties ed esibizioni in M.I.T., Northeastern University e Boston University, grazie all’intraprendenza di Rip Rapolla. Era buona anche l’attività sul versante dei clubs (tra cui “Ebb Tide” e “The Novelty Lounge”) nell’area tra Boston, Revere, Somerville, Malden, Cambridge e Medford, la partecipazione a “Battles of the Bands” e l’esibizione come opening band (in un’occasione anche per James Brown). Il sound dei The Strangers er un mix di varie influenze, tra cui The Ventures, Beach Boys e Beatles e trovava senz’altro il suo habitat naturale nelle feste universitarie, nell’ambito delle quali furono possibili contatti per l’ingresso in sala di registrazione. L’occasione non tardò ad arrivare (sempre grazie all’iperattività del manager Rapolla) anche con il supporto di un paio di radio locali. Con l’etichetta Oriel uscì l’unico 45 giri della band, probabilmente nell’autunno 1965: “Lonely Star” [Gioioso] (341; side B: “What A Life” [Pires (Baglio) – Gioioso]), prodotto a Newton da Petrucci & Atwell e registrato con mezzi quasi di fortuna ed impianti ridotti al minimo indispensabile. L’esito dell’incisione non fu nulla di eccezionale e l’effetto sulle classifiche radiofoniche si dissolse piuttosto in fretta, con conseguente grande sconforto dei ragazzi. I mesi successivi trascorsero in fretta e già nel 1966 la band venne a sciogliersi in concomitanza con l’ingresso del bassista Tony Baglio al college (attualmente Baglio è direttore di produzione presso Greater Media/Boston). Ma i riflettori sugli anni di liceo dei The Strangers si sono riaccesi più di trent’anni dopo, quando il brano “What A Life” è stato ripescato nel 1998 in The Essential Pebbles Collection, vol. 1. La parabola era stata rapida… ma a volte può capitare, per qualche scherzo del destino, che qualcuno faccia riemergere quello che fu…

 

Gian Marchisio

 

Guarda il video

Scontrino elettronico: i vantaggi per i consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

Dal 1° gennaio 2020 è scattato l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico per tutti gli esercenti

Al nuovo sistema devono attenersi artigiani, albergatori, ristoratori, partite Iva al regime dei minimi e forfettari con redditi annui inferiori ai 65.000 euro e tutti quegli operatori economici che emettono ricevute fiscali.

Il passaggio al nuovo sistema era già entrato in vigore dal luglio dello scorso anno per circa 200mila soggetti che nel 2018 avevano dichiarato un volume d’affari superiore a 400.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate ha invece posticipato al 30 giugno 2020 l’introduzione delle sanzioni per chi non rispetterà l’obbligo.

Per sostituire o aggiornare i registratori di cassa, omologandoli così ai nuovi registratori telematici, gli esercenti hanno dovuto spendere tra gli 800 e i mille euro. Si tratta di una spesa che però è stata in parte ammortizzata da un contributo statale, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50% della cifra investita. Il contributo arriva a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Con il nuovo sistema gli esercenti non dovranno più tenere il regime dei corrispettivi, conservando le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti.

Con i registratori telematici l’Agenzia delle Entrate è infatti in grado di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni effettuate durante il giorno per metterli poi a disposizione degli operatori Iva o dei loro intermediari. Per non incorrere in sanzioni, la trasmissione dei dati fiscali attraverso i registratori telematici dovrà essere eseguita dagli esercenti nella stessa giornata in cui è stata effettuata la vendita o al massimo entro e non oltre 12 giorni.

Nuoto per salvamento, Campionato di Categoria a Torino

Il 2020 del nuoto per salvamento piemontese comincia con l’importante appuntamento del  Campionato Regionale di Categoria , in programma sabato 18 (pomeriggio) e domenica 19 gennaio al Palazzo del Nuoto di  Torino 

337 atleti sono attesi nell’impianto di via Filadelfia, in rappresentanza di 14 società e per un totale di oltre 1200 presenze gara, di cui 138 staffette. Si contenderanno i titoli e le medaglie a livello regionale e si metteranno alla prova in vista del primo evento nazionale del nuovo anno: il Campionato Italiano Invernale di Categoria, in calendario dal 12 al 16 febbraio a Riccione. Articolo completo a questo link

Fondazione Crt cerca 50 “Talenti per il fundraising”

Un progetto unico in Italia per laureati: candidature entro il 14 febbraio

 AL VIA IL CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO

Il bando, consultabile sul sito www.fondazionecrt.it, è aperto fino al 14 febbraio :è’ la nuova edizione del progetto “Talenti per il fundraising” della Fondazione CRT per 50 giovani aspiranti professionisti della raccolta fondi. Il corso, rivolto a laureati negli atenei del Piemonte e della Valle d’Aosta, è un’iniziativa unica nel panorama nazionale, perché offre 160 ore di alta formazione, con costi interamente coperti da Fondazione CRT. Cinque gli enti coinvolti nel progetto: Parco Nazionale Gran Paradiso, INFINI.TO – Planetario di Torino, Musei Reali Torino, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, CasaOZ Onlus.

LO SCENARIO ITALIANO

Secondo il V Italy Giving Report di Vita, sulla base degli ultimi dati fiscali disponibili (dichiarazioni dei redditi compilate nel 2018 per l’anno d’imposta 2017, definito dal Censis qullo “dell’Italia del rancore”), le donazioni degli italiani hanno segnato una battuta d’arresto dopo tre anni di crescita: -0,87%. L’ammontare delle donazioni fatte nel 2017 è pari a 5,320 miliardi di euro (contro i 5,367 miliardi del IV Italy Giving Report). I donatori sono passati dal 49% al 45%, con la voce specifica dei donatori informali che scende dal 44% al 41%.

Anche l’importo donato, secondo l’Istituto Italiano della Donazione, è diminuito

Nel 2019 hanno invece spopolato le raccolte fondi su Facebook in occasione dei compleanni, con un miliardo raccolto nel mondo, mentre è calata la raccolta degli sms solidali

UNA OCCASIONE DI LAVORO

“Talenti per il Fundraising offre ai giovani un bagaglio di conoscenze non solo utili ma necessarie per svolgere al meglio una professione sempre più strategica per le associazioni non profit – ha detto il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia. Dopo gli Stati Generali puntiamo a consolidare il ‘network dei 5.000 talenti’ della Fondazione CRT, per disseminare sul territorio e, soprattutto, tra le nuove generazioni, un patrimonio di competenze finalizzato allo sviluppo, alla crescita della competitività e alla riattivazione dell’ascensore sociale”.

“La quasi totalità dei 110 partecipanti alle prime due edizioni di TPF hanno trovato subito uno sbocco professionale, in gran parte nel fundrasing – ha dichiarato il Segretario Generale di Fondazione CRT e Presidente di EFC Massimo Lapucci –. “offre quindi opportunità concrete di lavoro in un settore che ha un grande potenziale di crescita, soprattutto in Italia “. Lapucci ha auspicato la creazione di un Mercato unico della Filantropia, che ancora manca in Europa: un obiettivo cui lavorano le reti internazionali del non profit, EFC e DAFNE, incoraggiando anche le donazioni transfrontaliere.

Il percorso formativo, in programma dal 28 marzo al 6 dicembre 2020, comprende lezioni teoriche, laboratori pratici su casi concreti, workshop tematici, attività di teambuilding e un modulo finale residenziale intensivo.

I 50 ragazzi affronteranno il ciclo di attività divisi in cinque gruppi di lavoro dedicati ai altrettanti player del terzo settore coinvolti nel progetto: Parco Nazionale Gran Paradiso, INFINI.TO – Planetario di Torino, Musei Reali Torino, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, CasaOZ Onlus. Tra le attività previste, le cinque “squadre” dovranno mettere in campo vere e proprie campagne di fundraising, che verranno “testate” in occasione del Donor Day, in programma sabato 28 novembre 2020.

Conclusa la fase formativa, i migliori 20 partecipanti avranno l’opportunità, grazie a borse messe a disposizione dalla Fondazione CRT, di effettuare un tirocinio di sei mesi presso enti non profit del Piemonte e della Valle d’Aosta: gli enti potranno candidarsi per accogliere i giovani Talenti per il fundraising e incontrare i ragazzi durante un “career day” ad hoc.

Chi sono i professionisti della raccolta fondi in Italia?

La figura del fundraiser sta sempre più prendendo piede: su LinkedIn ne risultano 5.859, di cui 458 nelle principali città piemontesi e valdostane.

I fundraiser sono prevalentemente donne: il 71%. L’età media è giovane, intorno ai 40 anni, e la maggior parte, il 63%, è rappresentata da professionisti che lavorano nel Nord (“I nuovi fundraiser” di Valerio Melandri e Beth Breeze, Maggioli Editore).

Sempre più fundraiser seguono percorsi ad hoc: il 78% di loro infatti, non solo è laureato, ma frequenta corsi ed eventi dedicati. Chi si specializza attraverso questi percorsi raccoglie il 63% in più rispetto agli altri.

Video, foto e materiali al link: http://bit.ly/35Iyih4

 

Sanità privata. L’assessore risponde alle polemiche

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, sull’ipotesi di affidare ai privati il servizio di Pronto Soccorso in talune realtà territoriali

«TROPPE SCIOCCHEZZE NEL DIBATTITO, NESSUNO CHIEDERA’ LA CARTA DI CREDITO AL PRONTO SOCCORSO»

«Vedo che il dibattito sul ruolo dei privati nella Sanità sta generando una serie di sciocchezze che rischiano di inquinare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, soprattutto quando a parlare sono sindaci, rappresentanti istituzionali e delle associazioni sindacali. Deve essere chiaro che in Piemonte nessuno chiederà mai la carta di credito a chi si presenta per essere curato in un Pronto Soccorso. Il servizio reso dai privati, come nel caso dell’ospedale Gradenigo di Torino, è e sarà sempre gratuito. E’ mio dovere, come assessore, garantire l’erogazione delle prestazioni di Pronto Soccorso anche con l’attuale carenza di medici pubblici. Non si tratta di far pagare il servizio, ma di mantenerlo. Quando è necessario, non vedo cosa ci sia di scandaloso nel valutare l’ipotesi di affidare ai privati già convenzionati un servizio che il pubblico non riesce più a garantire, naturalmente nel rispetto dei criteri e dei controlli sull’appropriatezza delle prestazioni. Ragioniamo sui costi e sulle modalità, peraltro ben inquadrati dalle normative nazionali, ma non lasciamoci condizionare da pregiudizi ideologici che non hanno motivo di esistere, perchè è il pubblico a dettare le condizioni al privato e non viceversa. Insinuare il contrario, lasciando intendere che la Sanità piemontese va verso una deriva privatistica selvaggia e dispendiosa è disonesto verso il cittadino, che ha diritto a un Pronto Soccorso sempre aperto ed efficiente, pubblico o privato che sia, che non deve essere chiuso».

 

A Pragelato 280 atleti da 13 nazioni

La prestigiosa Alpen Cup sabato 18 e domenica 19 gennaio

 

GRANDI NUMERI A PRAGELATO: 260 ATLETI DI 13 DIFFERENTI NAZIONALITÁ SONO ISCRITTI PER LE GARE DI ALPEN CUP DEL 18 E 19 GENNAIO; 66 UNDER 18 PARTECIPERANNO ALLA TAPPA DI COPPA ITALIA RODE DI SABATO POMERIGGIO  

Ultimi preparativi a Pragelato per la due giorni di Alpen Cup, che sabato 18 e domenica 19 gennaio riporterà lo sci di fondo internazionale sulle nevi olimpiche del 2006. Per l’occasione è stato preparato un anello di 5km, che unisce i due tracciati delle Olimpiadi. Un percorso duro, che gli uomini ripeteranno ben sei volte nella mass start di 30km del sabato, mentre le donne faranno tre giri. Il dislivello della pista è di 178 metri, per un totale di 1068 metri per gli uomini e 534 metri per le donne.

Una rarità per l’Alpen Cup, come ha sottolineato Gino Peyrot, direttore di pista per l’evento organizzato dalla Pragelato Races, che ha così descritto il tracciato: «È una pista molto tecnica, perché le discese sono impegnative, comprendendo anche la famosa compressione che diede qualche pensiero atleti di alto livello alle Olimpiadi del 2006. Sarà anche un tracciato molto selettivo, in particolare la salita della chiesa a due chilometri dall’arrivo è molto impegnativa. Come Pragelato siamo soddisfatti perché domenica scorsa due atleti che hanno gareggiato per l’Italia nelle precedenti gare di OPA Cup, Lorenzo Romano e Daniele Serra, hanno espresso la loro soddisfazione nel gareggiare finalmente su una pista con salite e discese, non soltanto in piano. Ci tengo poi a sottolineare quanto sia emozionante per me avere questo ruolo nel giorno del ritorno internazionale del fondo a Pragelato. L’augurio è iniziare oggi con l’Alpen Cup per poi arrivare un giorno ad ospitare la Coppa del Mondo».

Esperto il direttore di gara, Andrea Roggia, che soltanto la passata settimana ha svolto questo ruolo nella tappa della Coppa del Mondo di combinata nordica, che si è disputata in Val di Fiemme: «A livello organizzativo siamo molto avanti, abbiamo già inquadrato tutte le problematiche. A Pragelato torna un evento che per la prima volta dalle Olimpiadi riporta qui atleti internazionali e strutture che non vedevamo da tempo. Siamo pronti e ci auguriamo vada tutto bene».

Molto alto il numero degli iscritti alla gara: 260 atleti gareggeranno nelle due gare di OPA Cup, provenienti da tredici nazioni, comprese tre squadre extra OPA come Australia, Estonia, Belgio e Canada. Presenti in totale 161 uomini (90 under 20) e 94 donne (55 Under 20). Sabato mattina, alle 9.30, partiranno le quattro mass start di Alpen Cup, mentre nel primo pomeriggio, attorno alle 14.30, si disputeranno le due mass start Under 18, valida per la Coppa Italia Rode, alle quali sono iscritti 66 atleti, 42 maschile e 24 ragazze. La domenica invece le individuali in skating, nella quale gli Under 18 gareggeranno in Alpen Cup.

 Tra gli iscritti diversi atleti da seguire con attenzione. La Francia si presenterà al via delle due gare del weekend con un contingente piuttosto competitivo, nel quale spiccano Richard Jouve, Baptiste Gros e Tom Mancini. Il primo, reduce da un weekend di Dresda piuttosto turbolento, ha regalato alla staffetta francese uno splendido bronzo ai Mondiali di Seefeld della passata stagione, mentre quest’anno è salito sul podio nelle sprint di Ruka e Lenzerheide. Attenzione anche a Jean Tiberghien e Arnaud Chautemps,rispettivamente  secondo e quarto nella classifica di Alpen Cup. L’Italia vedrà al via tre atleti che hanno partecipato ai Mondiali di Seefeld della passata stagione, come Simone Daprà, Stefano Gardener e Mirco Bertolina, oltre ai piemontesi Lorenzo Romano e Daniele Serra, mentre va tenuto d’occhio anche Paolo Ventura, ottimo protagonista nelle ultime gare di Alpen Cup. Tra le donne le azzurre più attese saranno Caterina Ganz ed Elisa Brocard, entrambe atlete della Squadra A, ma occhi puntati anche su Francesca Franchi e Sara Pellegrini, seconda nella classifica di OPA Cup. Attenzione anche alle francesi, che bene si stanno comportando quest’anno, oltre alla svizzera Désirée Steiner.

Tra gli Under 20 l’Italia ha in Davide Graz il proprio fiore all’occhiello, mentre per la 10km in skating è atteso anche Giovanni Ticcò. La Francia avrà due giovani molto competitivi come Gaspard Rousset, leader della classifica generale, e Mathieu Goalabre. Atteso anche il tedesco Friedrich Moch, secondo in OPA Cup. Tra le donne partirà con l’obiettivo di ottenere un altro grande risultato la tedesca Lisa Lohmann, leader della generale Junior, che si è anche allenata a Pragelato la scorsa settimana insieme alla sua nazionale. Tanto talento nella squadra svizzera, fin qui grande protagonista, in particolare con Anja Weber e Nadja Kaelin. L’Italia ha in Nicole Monsorno l’atleta più attesa nella 5km in skating, mentre un nome che non può passare inosservato a Pragelato, è quello di Martina Di Centa, figlia del grande Giorgio che proprio sul tracciato della Val Chisone vinse l’oro olimpico nella 50km delle Olimpiadi del 2006.

Il campione azzurro sarà presente nel ruolo di skiman del CS Carabinieri, essendo presenti tutti i corpi sportivi militari oltre ai sette comitati. Con l’oro olimpico di Torino 2006, ci sarà anche Stefania Belmondo, l’atleta italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi.

 

(foto di gruppo: Flavio Becchis)

Controlli Polfer su più di tremila persone sui treni e nelle stazioni

3.279 persone controllate, di cui 943 stranieri, 137 minori e 699 con precedenti di Polizia, 1 arrestato e 15 indagati, 104 veicoli controllati, 219 pattuglie in stazione e 107 a bordo treno, 268 treni scortati e 15 pattuglie antiborseggio in abiti civili per contrastare i furti in danno dei viaggiatori, 24 servizi lungo linea e 14 di O.P.

Questi i risultati dell’attività settimanale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle D’Aosta.

 

A Torino gli operatori del Settore Operativo di Torino Porta Nuova nell’ambito dei servizi di vigilanza hanno proceduto all’accompagnamento presso la locale Questura a disposizione dell’Ufficio Immigrazione, di un ventisettenne albanese, rintracciato nello scalo e risultato non in regola sul territorio nazionale. Sempre nello scalo cittadino il personale di pattuglia ha denunciato in stato di libertà un trentatreenne marocchino destinatario di un Ordine del Questore di Torino e sottoposto ad indagini un diciannovenne italiano, con numerosi precedenti di polizia, trovato in possesso di un coltello a serramanico occultato nella tasca dei pantaloni. Inoltre sono stati rintracciati gli autori di due diversi furti ad un esercizio commerciale di stazione, una donna italiana di 47 anni e un trentanovenne italiano, cui è stato anche contestato il reato di ricettazione perché trovato in possesso di documenti di identità di cui era stato denunciato il furto.

Il personale Polfer della Sottosezione di Torino Porta Susa è intervenuto a bordo di un treno Frecciarossa proveniente da Napoli per un minore a bordo senza biglietto. Il ragazzo alla vista degli agenti mostrava da subito un atteggiamento arrogante proferendo insulti all’indirizzo degli operatori ed accompagnato negli Uffici di Polizia per l’identificazione, risultavano a suo carico precedenti specifici tra cui oltraggio a P.U., rapina e allontanamento da una Comunità per minori in Umbria. Il ragazzo denunciato per oltraggio a P.U., veniva affidato ad una Comunità per minori della provincia.

 

A Novara la Polfer è intervenuta su richiesta di un Capotreno per alcuni ragazzi molesti a bordo di un regionale nella tratta Arona – Novara. All’arrivo del convoglio nello scalo cittadino il personale Polfer identifica due minori trovati in possesso di circa 8 gr di sostanza stupefacente. Denunciati in stato di libertà sono stati successivamente affidati ai rispettivi genitori e la sostanza sequestrata.

 

Nella provincia di Alessandria il Posto Polfer di Novi Ligure ha proceduto all’accompagnamento presso la locale Questura di un ventenne gambiano e un diciannovenne senegalese entrambi sprovvisti di documenti identificativi. Dopo aver esperito le incombenze relative al fotosegnalamento per una compiuta identificazione, sono stati posti a disposizione dell’Ufficio Immigrazione.

Il Monferrato e la Sicilia di Leocata

“Siam polvere di stelle”

La natura, le colline monferrine e le antiche rocche e i cavalieri siciliani nelle opere dell’artista in mostra a Casa Bertalero

Fino al 2 maggio – Alice Bel Colle (Alessandria)

E’ dedicata al fratello recentemente scomparso, Salvatore Vincenzo (per tutti solo Vincenzo, nome ereditato dal nonno), la mostra che Pippo Leocata presenta ad Alice Bel Colle nel Monferrato alessandrino, all’interno degli storici spazi di Casa Bertalero, struttura turistico-polifunzionale essenzialmente vocata al comparto enologico e splendidamente inserita al centro del triangolo Acqui Terme – Canelli – Nizza Monferrato. Vincenzo di mestiere faceva il professore di chimica a Cesena. Ma scriveva anche poesie, che firmava con lo pseudonimo di “Salvin” (per rispetto ai due nomi consegnatigli in sorte); liriche di forte carica emozionale, le sue, in cui le ragioni della scienza sapevano mirabilmente piegarsi ai misteri dell’anima. Come in quel “Siam polvere di stelle”, fra le sue ultime poesie, una sorta di testamento e riflessione spirituale maturata con mille interrogativi negli ultimi giorni di vita e amorevolmente fatta sua dal fratello pittore di Torino per titolare la mostra ospitata a Casa Bertalero e farne immagine – guida della stessa rassegna. Scriveva Vincenzo: “Vorrei librarmi in alto lassù / e toccare con mano quello spicchio di luna in cielo…Vorrei vagare alla deriva del tempo / spingermi oltre i limiti degli spazi siderali / giungere alla fine dell’infinito all’ultimo lembo / E scoprire che in realtà / ‘Siam polvere di stelle’”. La pochezza di un’intera vita che se ne va. Pur se ricca di fatti e di volti, di lacrime e di amori, di gioie e tristezze, di vittorie e sconfitte. Una miniera di storie nella storia unica e irripetibile di un uomo. Stardust. Solo “polvere di stelle”. Molecole infinitesimali di un mondo che ci sfugge e di un “oltre” che ci atterrisce nell’impenetrabile oscurità del suo mistero.

E Vincenzo, per il fratello Pippo, l’artista di famiglia, può essere allora una di quelle quattro figurine appena appena abbozzate, due si tengono per mano ( Pippo e Vincenzo?), che sotto un bluastro spicchio di luna arrancano per geometriche zolle di terra, che paiono celare mostruose parvenze vitali e inghiottire più che proteggere, verso alte rocche e castelli oscurati da cieli poveri di speranza. Gli stessi di “Tramontata è la luna” che, in tecnica mista su carta e pur con tonalità diverse e ancor più inquietanti, Pippo Leocata ricompone in segno e colore, per dar forma attraverso i versi tradotti dall’amato Quasimodo alla raffinata e malinconica riflessione notturna della sensualissima Saffo. Pittura e poesia. Binomio frequente nelle ultime prove del pittore. La seconda che dà voce e corpo alla prima. E la prima che s’immerge senza ostacoli nei versi e nelle parole dei poeti più cari: da Quasimodo a Montale a Pavese. Di grande suggestione, su questa linea, la pavesiana “Vigna” che “sale sul dorso di un colle/fino a incidersi nel cielo”. Sono le colline di Langa, Roero e Monferrato (Patrimonio Unesco dell’Umanità) che s’incontrano in mostra e rendono più dolce e lieve, nei quadri di Leocata, le vulcaniche natie colline della sua Adrano (l’antica Adranon), colonia greca di Corinto alle falde dell’Etna, dove, nel 344 a. C., i guerrieri di Timoleonte da Taormina sconfissero quelli di Iceta da Lentini, liberando gli Adraniti dalla dominazione siracusana. Così raccontano Plutarco e Diodoro Siculo. Storia e Mito.

Che sempre ritornano nell’opera dell’artista (ormai torinese da una vita e allievo, negli anni Sessanta, di Carlo Mollino alla Facoltà di Architettura del Politecnico subalpino), sotto forma di battaglie, guerrieri, cavalli e cavalieri – ne troviamo anche in sculture di legno e argilla all’ingresso di Casa Bertalero – armati di lance, scudi e coriacee armature. In un groviglio meditato ma irrequieto di segni e colori, che sa di antico mestiere e di accademia pur se incantato da guizzi e libertà creative del tutto singolari e di trascinante carica emotiva. Capace di violare le leggi cosmiche. E chissà? Di arrivare fin lassù. Per mano ancora a Vincenzo. Pippo e il “fratellone”. Oggi come ieri. In fondo, “non morirà nessuno, morire poi perché? Dicono che siamo tutti polvere di stelle”. Versi dall’ultimo singolo di Luciano Ligabue. Che Vincenzo, insieme a Pippo, avrebbe approvato. Sicuramente.

Gianni Milani

“Siam polvere di stelle”

Casa Bertalero, Regione Stazione 19, Alice Bel Colle (Alessandria); tel. 0144/745705 – info@casabertalero.it

Fino al 2 maggio

Orari: dal mart. al sab. 8,30/12,30 e 14,30/18,30, dom. su appuntamento

***

Nelle foto

– “Siam polvere di stelle”, tecnica mista su carta, 2019
– “Tramontata é la luna”, tecnica mista su carta, 2019
– “La vigna”, olio  su tela, 2017
– “Paesaggio del Monferrato”, olio su tela, 2005
– “Rivisitazione”, tecnica mista su carta, 2018

Presidio in piazza Castello: i lavoratori Mahle ricevuti da Cirio

«La Regione non accetterà altra soluzione che non sia la revoca del licenziamento, per consentire il tempo necessario al salvataggio degli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo

Che si tratti di una riconversione, ipotesi per cui chiediamo all’azienda di chiarire quanto questa possibilità sia fondata, o di qualunque altra strada percorribile».
Sono le parole del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio , al termine dell’incontro stamattina a Torino con una rappresentanza di lavoratori della Mahle. Presente all’incontro anche l’assessore al Lavoro Elena Chiorino , che nei giorni scorsi ha sollecitato il Mise per la convocazione del tavolo di crisi. «Ognuno deve fare la propria parte – ha spiegato l’assessore Chiorino – chiederemo che al Mise siano rappresentati tutti i soggetti coinvolti, compresa la Provincia di Cuneo, Città Metropolitana e i Comuni di La Loggia e Saluzzo. Quando si tratta di difendere il lavoro non possono esserci divisioni politiche o istituzionali, ma occorre lavorare tutti nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi». Il tavolo al Mise dovrebbe essere in programma per il 29 gennaio, come anticipato al presidente Cirio telefonicamente dal vice capo di Gabinetto del Ministro Patuanelli , Giorgio Sorial , durante l’incontro di questa mattina.