ilTorinese

Tensione al “suk”: la polizia respinge gli ambulanti abusivi

Momenti di tensione questa mattina a Canale Molassi, nei pressi del Sermig, dove un gruppo di ambulanti abusivi voleva esporre la propria merce, nonostante il cosiddetto “suk” sia stato vietato e la zona liberata dalle bancarelle nelle scorse settimane.  Agenti in tenuta antisommossa hanno respinto i venditori non autorizzati. La zona è presidiata dalla polizia del commissariato Dora Vanchiglia e dalla polizia municipale.

Riscoprire la lingua e i proverbi piemontesi

“La tradizione di un popolo, di un luogo, di un territorio fa riferimento alla storia ma anche a usi e costumi, modi di dire e di vivere che definiscono in modo preciso l’identità di quel popolo, di quel luogo o di quel territorio, rappresentandone alcuni suoi tratti fondamentali. Ecco perché sono convinto che anche in Piemonte le tradizioni popolari non debbano solo essere custodite nei musei – per quanto preziosi nella loro funzione – ma debbano invece continuare a vivere fra la gente, attraverso la loro riscoperta e diffusione, per diventare un patrimonio realmente condiviso da tutti i piemontesi”, così ha affermato Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale nell’imminenza della prima Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, indetta per sabato 26 ottobre, da una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri nel luglio scorso.

“Il Consiglio regionale ha deciso di contribuire alla promozione delle tradizioni popolari rendendole innanzitutto più “social”, per avvicinare anche le giovani generazioni a questo inestimabile bagaglio culturale che connota la nostra regione”, continua il presidente.

Da domani sarà infatti avviata una nuova rubrica sull’account  Facebook del Consiglio regionale che ogni giorno darà notizia dei proverbi e dei modi di dire in piemontese, un modo per riscoprire l’autenticità di una lingua e la sua capacità di descrivere il carattere e le attitudini dei suoi abitanti.

“Questa non è che una delle iniziative che intendiamo sostenere nell’ottica di una tutela sempre più attiva delle tradizioni popolari, perché si rafforzi la consapevolezza del loro essere un formidabile strumento di valorizzazione, anche turistica e quindi economica del Piemonte, nella loro molteplice ricchezza e varietà”, conclude Allasia.

 

“I delitti perfetti di Dio”, nei numeri della Mole il segreto di un delitto irrisolto

Dalla Luna si vede Dio? E’ il titolo della presentazione del giallo  alla libreria il Ponte sulla Dora, a Torino,  il 30 ottobre alle 18,30. Nel confronto fra Piero Bianucci “Camminare sulla luna” e Gian Piero Amandola “I delitti perfetti di Dio”.

IL GIORNALISTA INDAGA E SCOPRE CHE NELLA SERIE DI FIBONACCI C’E’ LA SOLUZIONE DI UN OMICIDIO COMMESSO  A CUNEO

Un giallo, un «cold case», per dirlo all’americana. «Il libro parte da un omicidio effettivamente compiuto a Cuneo nel 1994 – racconta l’autore –. La vittima, un medico farmacista, uno degli uomini più noti della città, venne trovato orrendamente ucciso nella sua casa di Piazza Galimberti».

Da questo caso di cronaca, da un omicidio che scuote la pacifica Cuneo, ne nasce un caso giudiziario e giornalistico. Sulla piazza teatro del crimine, il giorno dell’omicidio, viene visto il fidanzato di una delle figlie del farmacista. «Figlia, “pecora nera” della famiglia che con problemi psichici si era ritirata a Spotorno». Indaga la polizia. In Procura si cerca di capire chi possa aver voluto uccidere il farmacista ed un giornalista decide di approfondire questa storia dai contorni foschi.

Il fidanzato della figlia è in carcere, ma 5 giorni dopo il suo arresto viene liberato. Il mistero si infittisce. L’unico sospettato e scagionato, ma il giornalista, autore del romanzo, fa una scoperta: «Nell’indagine c’era qualcosa che non si capiva: attorno al cadavere del farmacista c’erano dei segni, dei numeri che non si comprendevano – prosegue nel suo racconto Amandola –. Il giornalista scopre che erano i numeri di Fibonacci, matematico medioevale, che cercava le proporzioni della bellezza. Una serie dei suoi numeri è esposta sulla Mole Antonelliana». Ne esce un noir originale e potente, ironico ed efferato. Un continuo gioco linguistico, con un occhio spietato sulla provincia piemontese

Gian Piero Amandola, nicese, laureato in Giurisprudenza, è un volto noto della redazione Rai di Torino. In precedenza ha scritto per il Manifesto, l’Espresso, la Gazzetta del Popolo, Panorama, Corriere della sera, Stampa Sera, La Stampa, La Gazzetta del Piemonte. «I delitti perfetti di Dio» è il suo primo romanzo2

Domenica 27 ottobre a Torino in ricordo di Anne Frank       

A giugno 2019 sarebbe ricorso il novantesimo compleanno di Anne Frank, adolescente ebrea che, reclusa nel   rifugio di Amsterdam con la sua famiglia, nell’intento di sfuggire alla cattura da parte dei nazisti, scrisse quello che poi divenne il famoso Diario. Anne Frank, nata a Francoforte sul Meno il 12 giugno 1929, fu uccisa nel campo di concentramento e sterminio di Bergen Belsen nel febbraio del 1945. Il padre Otto, unico della famiglia a salvarsi, favorì la pubblicazione e la diffusione degli scritti di Anne. Domenica 27 ottobre presso il Centro Sociale della Comunità ebraica di Torino, Piazzetta Primo Levi 12, alle ore 17, si terrà un pomeriggio di studio curato dall’AEC (Amicizia Ebraico Cristiana)  e dall’ADEI (Associazione Donne Ebree Italiane ).

Interverranno a narrare le vicissitudini, il significato, la diffusione del Diario di Anne due importanti studiosi: Alberto Cavaglion, storico e letterato, che di recente ha curato la prefazione del Diario uscito nella collana degli Oscar Mondadori. Cavaglion metterà in evidenza fra l’altro come, nella seconda stesura del Diario, Anne Frank risulti essere la sola e unica figura dell’epoca che abbia scritto immaginando la sua fine.Fiorenza Loiacono, psicologa psicoterapeuta ed esperta in tematiche inerenti la Shoah, evidenzierà le diverse declinazioni del Diario all’interno della società, anche alla luce dall’enorme successo raccolto dall’opera nel mondo, ciò che ha reso  quasi mitica la figura di  Anne Frank.

“Lungo petalo di mare”. Sold out per Isabel Allende alla Nuvola Lavazza

La scrittrice sudamericana più amata al mondo ha presentato ieri sera il suo ultimo libro 


In occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Lungo petalo di mare” (Feltrinelli) Isabel Allende ha incontrato il numeroso pubblico torinese alla Nuvola Lavazza, a dialogo con la scrittrice con Rosella Postorino.
Ancora una volta la scrittrice di lingua spagnola più letta al mondo riesce a mescolare sapientemente la grande Storia con l’immaginazione, qui in una grande epopea di migrazione, solidarietà, integrazione e passione per la libertà. Attraverso l’odissea di due esuli repubblicani catalani, Roser e Victor, viene ripercorsa la vicenda dei rifugiati del Winnipeg, la nave con cui Neruda portò in salvo più di 2200 persone dalla Spagna al Cile, al sicuro dalle rappresaglie franchiste. Due comparse d’eccezione in questo romanzo Pablo Neruda e Salvador Allende.
E quale voce più autorevole per parlare di rifugiati politici, della crisi dei migranti e dei richiedenti asilo se non quella della Allende, che dopo il colpo di stato scappò dal Cile in Venezuela. È stata quasi un’urgenza per lei scrivere questa storia per spiegare quali erano le motivazioni che hanno spinto tante persone a fuggire dall’Europa. La storia dei rifugiati del Winnipeg rappresenta in fondo la storia dei migranti di oggi, che fuggono da guerre e povertà per trovare un proprio posto nel mondo.
“Per uno scrittore è meraviglioso frugare nel passato per capire il presente, intrecciare la memoria dei personaggi con la memoria collettiva. Gli immigrati del 1939 della Winnipeg, a differenza di quelli odierni, vennero integrati nella società cilena e Neruda si prodigò molto per questo selezionando artisti, musicisti, filosofi, scrittori, tutta quella intellighentia che, insieme alla loro discendenza, ha dato un apporto enorme al Paese. Nonostante la chiesa cattolica e i partiti di destra accusassero i rifugiati di essere comunisti, socialisti, atei, violentatori e criminali, il popolo li accolse a braccia aperte.” E parlando di sradicamento la Allende comprende bene la gente che ha dovuto ricostruire la propria vita in un altrove rispetto alla propria patria, lei stessa ancora oggi non saprebbe dire dove si trovano le sue radici. È nata in Perù, ha vissuto pochi anni in Cile, poi in Venezuela e ora negli Stati Uniti, ma se le chiedono di dov’è lei risponde senza dubbio alcuno che è cilena.
Si illumina quando parla del Cile, del suo magnetismo speciale per chi ci è nato e ci vive e racconta di come molte persone che lo visitano finiscono poi per innamorarsene e andarci a vivere, persino adesso che sta attraversando un momento difficile. “In Cile – spiega – ci sono troppe disuguaglianze. Solo fino a poco tempo fa veniva definito un Paese stabile, prospero, ma le statistiche non riflettono le disparità, il fatto che il potere economico e politico è in mano a pochi.” E aggiunge: “Il sistema economico globale andrebbe modificato perché in questo momento storico il mondo è pieno di queste rivolte popolari che scaturiscono dalla rabbia e non da un’ideologia particolare.”
Il titolo del libro prende spunto da un verso di Pablo Neruda che descrive il Cile come “un lungo petalo di mare, vino e neve” e ogni capitolo si apre con un suo verso. La Allende racconta in un divertente aneddoto come, da ragazza, conobbe il premio Nobel quando era già molto famoso. La invitò nella sua casa di Isla Negra e lei entusiasta accettò pensando che fosse per un’intervista. Rimase sorpresa quando lui ridendo le disse apertamente che la considerava una pessima giornalista perché mai obiettiva, con la tendenza a mettersi sempre al centro e a inventare continue storie. Le consigliò di dedicarsi alla letteratura dove questi difetti si sarebbero trasformati in virtù.
Sul finale concede anche alcune curiosità sulla sua vita privata e ironizza sui “sacrifici economici” che deve sostenere per mantenersi bella alla sua età, strappando caldi applausi. Si sorprende molto quando le chiedono com’è l’amore a 77 anni e lei, scherzandoci su, tutte le volte risponde: “Non sono mica una mummia! È come a 18 anni con la differenza che lo vivo con più urgenza, senza perdere tempo con le meschinità e la gelosia, perché non si sa quanto tempo si ha davanti.”


Quando la Postorino tenta di raccontare i retroscena della sua ultima storia d’amore si infervora perché ci tiene a raccontarli lei in prima persona. Al suo terzo matrimonio la scrittrice, rivela in modo divertito, come ha fatto capitolare la sua ultima conquista con un vero e proprio attacco frontale. Dopo un lungo corteggiamento durato per mesi, nel corso del primo pranzo insieme a New York, si rivolge a Roger, suo attuale marito, esordendo così: “Senti, che intenzioni hai, perché io non ho tempo da perdere!” Dopo i ravioli finiti per traverso, invece di scappare, tre giorni dopo le ha chiesto di sposarlo, trasferendosi a casa di lei con solo il guardaroba, che lei ha buttato perché antiquato, e due biciclette.

L’incontro fa parte della rassegna Aspettando il Salone, Progetto di Fondazione Circolo dei lettori in collaborazione con Associazione Torino, La Città del Libro, con la partecipazione di Scuola Holden – Contemporary Humanities, Colti – Consorzio Librai Torinesi Indipendenti, Biblioteche Civiche Torinesi, TorinoReteLibri e Rete delle Case del Quartiere, e la collaborazione delle case editrici e dei più importanti Festival letterari autunnali italiani.

 

Giuliana Prestipino

Giochi Mondiali Militari, i piazzamenti degli atleti piemontesi

Si sono svolte nel giorni scorsi le gare di nuoto in vasca e di nuoto per salvamento dei Giochi Mondiali Militari, evento organizzato con cadenza quadriennale dal CISM – Conseil International du Sport Militaire (Comitato Internazionale Sport Militari) e quest’anno di scena a Wuhan, in Cina. Tanti gli atleti italiani impegnati e tra loro anche alcuni piemontesi. Aurora Petronio (Fiamme Gialle/Rari Nantes Torino) si è piazzata quinta nella finale dei 200 farfalla con il tempo di 2’14’’85, mentre nella mezza distanza si è fermata in qualifica, 12esima in 1’03’’19. Ha poi nuotato anche nelle batterie della 4×100 mista femminile – nella frazione a delfino – contribuendo al passaggio in finale della formazione azzurra, poi sesta. Due gare individuali anche per Alessandro Bori (Fiamme Gialle/In Sport Rane Rosse), fermatosi in qualifica a ridosso dei primi 10 sia nei 50 sia nei 100 stile libero, con i tempi di 23’’40 e 51’’10 rispettivamente. L’atleta lombardo che dalla scorsa primavera si allena al Centro Nuoto Torino ha gareggiato in ben quattro staffette, settimo con la 4×100 stile libero mixed, con la 4×100 e la 4×200 stile libero maschile, e quinto con la 4×100 mista mixed, nella quale ha nuotato l’ultima frazione a stile libero in 49’’99.

 

Nel nuoto per salvamento è arrivata a un passo dal podio Giorgia Romei (Marina Militare), nuotatrice ligure di casa all’Aquatica Torino, quarta nei 200 ostacoli in 2’10’’33 e quarta anche con la 4×50 mista azzurra. Giorgia ha ottenuto anche un sesto e un settimo posto con le staffette 4×50 ostacoli e 4×25 manichino rispettivamente. Con lei si è tuffato Diego Giuglar (Marina Militare/Rari Nantes Torino), sesto in tutte le staffette e 11esimo nelle qualifiche di tutte le gare individuali cui ha preso parte: i 50 manichino (32’’50), i 100 manichino pinne (50’’98) e i 100 manichino pinne e torpedo (57’’78).

 

Ai Giochi Mondiali Militari di Wuhan è in gara anche Alice Franco (Esercito/Asti Nuoto), che ieri ha concluso la 10 km in acque libere in 2h15’30’’ e domani sarà impegnata nella 5 km. Tutti i risultati a questo link.

Le leggi del collezionismo

Un convegno promosso dall’Associazione Numismatica Taurinense. Tra i relatori l’avvocato torinese Simone Morabito, esperto in materia di diritto dell’arte  

 

Le problematiche inerenti al collezionismo costituiscono il tema portante del convegno in programma sabato 26 ottobre prossimo dalle 10 all’Nh Hotel Ambasciatori a Torino, in corso Vittorio Emanuele II 104. Ad introdurre i lavori sarà il presidente dell’Associazione Numismatica Taurinense, dottor Eupremio Montenegro, associazione promotrice del convegno insieme alla NIA, Numismatici Italiani Associati.

Il colonnello Domenico Luppino tratterà il tema del collezionismo e della legislazione vigente, suggerendo interessanti spunti per una numismatica responsabile, mentre l’avvocato torinese Simone Morabito parlerà in merito alla problematica della modifica dell’opera d’arte, delle sue conseguenze e dell’appropriazionismo. Con questo termine si indica l’attività di quell’artista che, appropriandosi di elementi di un’opera d’arte realizzata da un terzo soggetto, la modifica, introducendovi nuovi elementi estranianti.

La giurisprudenza sia americana sia italiana, in assenza di una legge specifica in materia, ha fissato dei criteri per stabilire se un’opera sia stata copiata o se sia stata ispirata da un intento nuovo, per esempio parodistico. Un esempio è rappresentato dalle “Giacometti Variations”, realizzate da John Baldessari nel 2010 per la Fondazione Prada. Lo scultore si è ispirato, per le sue enormi modelle statuarie, alle opere di Alberto Giacometti intitolate “Grand Femmes debout III”, risalenti al 1960. In realtà il suo intento è  stato assolutamente diverso. Giacometti non aveva mai realizzato opere alte 4 metri e mezzo. Mentre le figure femminili scolpite dall’artista elvetico raffigurano donne molto magre all’indomani del conflitto mondiale, Baldessari ha voluto cogliere attraverso i suoi tratti scultorei delle donne costrette alla magrezza dai canoni della moda. Le problematiche inerenti i gioielli d’epoca, la loro identificazione, I falsi, le repliche ed i restauri saranno, invece, trattati nel corso del convegno dalla dottoressa Raffaela Navone.

Il diritto dell’arte costituirà il tema portante di un altro evento, in questo caso sotto la duplice veste di conferenza e di convegno finalizzato all’aggiornamento professionale per l’Ordine degli Avvocati e dei Commercialisti, nell’ambito della sesta edizione di “Art & Law Conversation”, in programma mercoledì 30 ottobre prossimo.

Questo appuntamento è promosso dalla Commissione per il Diritto dell’Arte dell’Associazione BusinessJus, nata da un’idea torinese e presieduta dall’avvocato Simone Morabito, esperto in materia di diritto dell’arte. BusinessJus rappresenta un punto di osservazione unico, nato proprio  a Torino, nel panorama nazionale per il diritto dell’arte, relativo all’osservazione dei cambiamenti che regolano il mondo dell’impresa nei suoi diversi aspetti.

L’appuntamento verterà sul tema “Il diritto dell’arte e le sue principali implicazioni economiche” e si terrà alla Casa d’Aste Sant’Agostino, in corso Tassoni 56, mercoledì 30 ottobre prossimo dalle 17. Moderatrice la dottoressa Vanessa Carioggia.

Tra i relatori, oltre all’avvocato Simone Morabito, l’avvocato Francesco Fabris, che tratterà il tema del disconoscimento dell’opera d’arte da parte dell’artista, i limiti legali connessi e le conseguenze economiche; il professor Paolo Turati, economista e docente all’Università degli Studi di Torino, che parlerà sul mercato dell’arte internazionale e le aste nel 2019; l’avvocato Angela Saltarelli, che parlerà della notifica o mancata autentica; il dottor Stefano Battaglia, che illustrerà il regime nelle compravendite di cose d’arte; il dottor Marco Boidi, che relazionera’ sul tema delle aliquote Iva applicate al mercato dell’arte, ed infine il dottor Claudio Carioggia, vicepresidente dell’Associazione nazionale Case d’Asta, che illustrerà la tematica figurante la fase dalla valutazione al diritto d’asta.

 

Mara Martellotta

Binasco ha cambiato faccia ai “classici” di un tempo

“Rumori fuori scena” ha inaugurato la stagione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Un tempo Molière e Shakespeare, magari il vivere lento e appannato degli antieroi cecoviani, classici doverosi e irriducibili, oggi può essere benissimo Rumori fuori scena ad aprire le danze di una stagione teatrale, come succede allo Stabile torinese, credo soprattutto per le scelte ardite e irriverenti del suo direttore artistico, Valerio Binasco, senza che nessuno abbia nulla da ridire. O forse qualcuno, al di là dell’assicurato divertimento liberatorio della serata, ancora sì. Perché a quel qualcuno pare ancora strano che il testo di Michael Frayn – circa quarant’anni sul groppone se ricordiamo la data del debutto, 1982, al Lyric Theatre di Londra (dieci anni dopo Peter Bogdanovich ne avrebbe tratto un film con Carol Burnett, Michael Caine e Christopher Reeve) – possa avviarsi ad essere considerato un classico, come quegli illustri predecessori. Ma è così, con nostra buona pace: e quello che non troppe stagioni fa poteva far storcere il naso ad un pubblico in cerca di rassicurazioni, oggi può permettere sonni tranquilli. Mettendo il titolo, inoltre, nella corrente dei tanti ormai classicissimi Feydeau (privato tuttavia della patina di pretesa signorilità che in quell’autore faceva da ossatura) che andarono a rovistare tra i vizi e le virtù dei cugini francesi a cavallo del Novecento; ed elevandolo ad esempio metateatrale, dove uno sguardo al mondo dei palcoscenici, pirandelliano ad esempio, sfocia in riflessioni che vanno ben oltre quinte, praticabili e riflettori.

Noises off è la fotografia del pressoché abbrutito frantumarsi di una compagnia teatrale che nel primo atto è alle prese con l’ultima prova prima del debutto della commedia “Niente addosso”, un definitivo redde rationem con i vuoti di memoria e con quegli oggetti di scena che all’ultimo non stanno mai al loro posto, con l’attore che si porta appresso il suo problema d’alcolismo e che non perde occasione per trovarsi un angolo dove farsi un goccetto, con quell’altro che è appena stato lasciato dalla moglie, con gli amorazzi e le gelosie che nascono un giorno dopo l’altro, con la lente a contatto che trova un angolo nell’occhio della giovane quanto svampita attrice e viene data per inesorabilmente persa. Il tutto sotto lo sguardo del regista che tenta a fatica di ammorbidire questa o quella situazione, con i suoi innumerevoli quanto scontati “amore” e “tesoro”. Il secondo atto è un paio di mesi dopo e la platea s’atteggia a voyeur, posta com’è – in un piccolo capolavoro di comica finale – a curiosare nel dietro le quinte in un clima sempre più sgangherato, tra amori finiti e tradimenti temuti, tra dispetti e sguardi indiscreti, tra equivoci e disastri annunciati. Di materiale ce ne sarebbe già abbastanza per avere un quadro più che completo: ma Frayn preme sul pedale dell’assurdo con esiti davvero divertenti per cui l’ennesima replica non teme ostacoli. Lo spettacolo può ben essere rovinato se questo serve a mettere al tappeto il collega, le litigate a scena aperta possono ben servire a qualcosa, a chi può interessare se un attore quasi si rompe l’osso del collo o se per l’entrata di un personaggio si presentano in scena in tre.

Frayn ha ereditato con grande sfacciataggine il piacere dell’ingranaggio, il meccanismo ben oliato, il ribollire frenetico della situazione e della battuta, i tempismi perfetti delle tante porte che in vivacissima continuazione s’aprono e si chiudono (la scena è qui di Margherita Palli) e Binasco, divertito discolaccio pronto a ricoprire il dolciastro come il subdolo che c’è nel regista di questa farsaccia sempre in procinto di rovinare a terra, s’è appropriato del testo per ricercarne ogni occasione e ogni attimo che potessero scendere allo stomaco dello spettatore di oggi. Nessun pensiero a disturbarci, soltanto seduti in poltrona a dimenticare le noie della giornata. Ha dato ritmo, ha fatto tutto un fuoco d’artificio, ha spremuto gli effetti comici: e ha messo ogni cosa nelle mani di un gruppo d’attori, tutti (anche se poi a fine serata chi scrive si ritrova a segnalare le prove di Milvia Marigliano, di Andrea Di Casa e della spericolata Francesca Agostini), che sono senza se e senza ma quei “personaggi”. Senza i loro salti tripli il risultato non sarebbe quello che abbiamo visto. Repliche sino a domani sul palcoscenico del Carignano: da mercoledì prossimo lo spettacolo si trasferisce al Piccolo di Milano, tempio della grande prosa italiana ed europea, e poi una lunga tournée. Impensierirà qualcuno l’arrivo di Rumori fuori scena, 130’ di assoluto divertimento?

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, copyright Photo Giampiero Assumma, nell’ordine: Valerio Binasco e Francesca Agostini; Andrea Di Casa e Milvia Marigliano; una scena d’insieme del 2° atto; Nicola Pannelli, Elena Gigliotti, Valerio Binasco e Milvia Marigliano

Halloween nei beni Fai del Piemonte

Domenica 27 ottobre, Il castello stregato al Castello della Manta (CN); giovedì 31 ottobre, Ombre e misteri in castello al Castello della Manta e Il gioco della Masca al Castello e Parco di Masino, Caravino (TO)

 

Spiriti, streghe, fantasmi di antichi castellani che tornano in vita dal passato e tante altre misteriose e oscure figure animeranno i festeggiamenti di Halloween nei Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano in Piemonte. Visite in costume dedicate a grandi e bambini, alla scoperta dei segreti nascosti tra le sale affrescate, laboratori artistici e creativi, travestimenti, giochi e percorsi al buio divertiranno e meraviglieranno gli ospiti dei Castelli della Manta (CN) e di Masino, Caravino (TO) in occasione della festa più spaventosa dell’anno.

 

Domenica 27 ottobre 2019 dalle ore 14 alle 18, il Castello della Manta (CN) si trasformerà ne Il castello stregato: travestimenti, sorprese, maghi e incantesimi saranno gli ingredienti di speciali visite ai saloni del castello, tra storie di fantasmi e tanti appassionanti racconti. Grandi e bambini saranno coinvolti in un percorso guidato che permetterà di scoprire il Bene del FAI e il suo passato, senza rinunciare a un pizzico di suspense e paura. Tra aneddoti e curiosità, i piccoli potranno diventare protagonisti della narrazione, vestendo i panni di personaggi misteriosi; sempre per loro l’opportunità di partecipare a laboratori creativi, realizzando scacciaguai, spille, maschere e segnalibri sul tema Halloween (percorso e laboratori adatti a bambini dai 6 agli 11 anni. Si può accedere ai laboratori senza fare la visita). Gli adulti che desiderano un percorso più tradizionale potranno partecipare alle visite guidate alle ore 15, 16 e 17.

Ingresso giardino, laboratori e visita guidata: Intero € 10; Ridotto (6-18 anni) € 6; Iscritti FAI e residenti € 6

Ingresso giardino e laboratori: Intero € 5; Ridotto (6-18 anni) € 4; Iscritti FAI e residenti € 4

 

Ancora, giovedì 31 ottobre dalle ore 19 alle 23, la fortezza medievale ai piedi delle Alpi del Cuneese proporrà Ombre e misteri in castello e svelerà i segreti e le curiosità celati tra le sue mura. Gli ospiti, nel corso della speciale visita, potranno ascoltare i cupi racconti delle presenze incorporee che aleggiano nel maniero e che verranno evocate tra sussurri, rumori e bisbigli: dalla triste contadina, i cui lamenti ancora sembrano udirsi, al misterioso pittore della Sala Baronale, fino alla pericolosa Dama Bianca che uccideva a tradimento i suoi amanti.

Ingresso: Intero € 12; Ridotto (6-18 anni) € 6; Iscritti FAI e residenti € 6

 

Anche il Castello e Parco di Masino aprirà per la sera Halloween con Il gioco della Masca, percorsi attraverso le sale del castello e nel labirinto, animati dai racconti delle masche, spiriti e streghe della tradizione piemontese. Tre le attività proposte: dalle ore 18.30 alle 23 le visite al buio (su prenotazione) in cui gli ospiti, guidati solo dalla luce delle torce, potranno ascoltare storie di masche e altri personaggi dell’immaginario popolare locale e partecipare a una caccia al tesoro a tema che coinvolgerà anche i più piccoli; dalle ore 18.30, inoltre, si potranno gustare prodotti tipici piemontesi nella merenda sinoira (su prenotazione), durante la quale poter chiacchierare sulle streghe che popolavano il Piemonte e ascoltare i racconti di Francesco Pelle, autore del libro Nella caverna dell’Om Salvej. Infine, dalle ore 21 alle 22, il cantastorie canavesano Claudio Contino, dell’associazione Viaggi con l’asino, svelerà alcune misteriose vicende di masche e farà riscoprire a grandi e piccini le radici storiche della ricorrenza della vigilia di Ognissanti. Claudio Contino sarà accompagnato dalla sua asinella Geraldina.

Ingresso: Intero € 11, Ridotto (6-18 anni) € 5, Iscritti FAI e residenti € 4, Biglietto famiglia (2 adulti e figli fino a 18 anni) € 27. Il biglietto comprende la visita base al castello. Il costo della merenda sinoira è di € 15 (non incluso nel biglietto).

 

Con il Patrocinio di Regione Piemonte. Con il Patrocinio di Città metropolitana Torino, Comune di Caravino e Comune di Ivrea per il Castello e Parco di Masino, di Provincia di Cuneo e Comune di Manta per il Castello della Manta.

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2019” è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al fondamentale contributo di FinecoBank, già Corporate Golden Donor, che ha scelto di essere a fianco del FAI anche in questa occasione e di PIRELLI che conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione. Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di Radio Monte Carlo in qualità di Media Partner.

 

www.fondoambiente.itwww.halloweenconilfai.itwww.castellodellamanta.itwww.castellodimasino.it

 

(foto di Paolo Chiabrando / Castello di Masino)

Donne maltrattate: un arresto in Barriera di Milano

Mercoledì scorso, presso il Pronto Soccorso del Giovanni Bosco, si è presentata una donna,
in compagnia della madre, per farsi medicare alcune ferite. Nella saletta era presente anche
il suo compagno, un cittadino italiano di 44 anni, che si mostrava molto premuroso nei suoi
confronti, fino a quando la donna non si è alzata per entrare nel triage, senza di lui.
A quel punto il suo comportamento è cambiato repentinamente, diventando aggressivo:
l’uomo ha tentato in tutti i modi di accedere anch’egli all’interno della zona riservata.
Personale del Comm.to Barriera Milano in servizio presso il posto fisso dell’Ospedale è
intervenuto, riportandolo alla calma e verificando cosa fosse successo.
La donna raccontava che da questa estate, il suo convivente, che inizialmente si era
dimostrato molto dolce negli atteggiamenti e profondamente innamorato, aveva iniziato a
maltrattarla, sia verbalmente che fisicamente. In particolare, l’uomo lamentava alla
compagna di cadere in sporadici momenti di tristezza, dovuti alla scomparsa avvenuta anni
fa del fidanzato, per poi incolparla senza fondato motivo di intrattenere una nuova relazione
con un amico di lui. Nonostante le rassicurazioni della donna, la situazione negli ultimi mesi
è degenerata; lui ha iniziato a sottoporle a controllo il telefonino per trovare le tracce del
presunto tradimento fino a quando lei gli ha impedito di farlo, mettendo un pin. Da questo
momento in poi, le aggressioni sono state più frequenti e più violente; in un caso, l’uomo ha
chiuso la compagna fuori in balcone per varie ore per costringerla a fornirgli il pin del
cellulare. Nella notte di mercoledì scorso, lei si è rifiutata di avere un rapporto sessuale e lui,
indignato dalla distanza ormai nata fra i due, l’ha colpita con forza sul volto più volte e poi
ancora su tutto il corpo, procurandole diverse ecchimosi su gambe e braccia. La donna non è
riuscita a chiamare i soccorsi in quanto lui la aveva privata del telefonino. Solo nella
mattinata odierna, approfittando del fatto che entrambi fossero scesi sotto casa per
acquistare il pane, la donna ha chiesto al compagno violento la possibilità di salutare la
madre, che si trovava dal medico curante, proprio nello stesso stabile della panetteria.
L’uomo, con riluttanza, ha acconsentito. Nello studio medico, la donna finalmente ha
potuto raccontare le violenza subite alla dr.ssa ed alla madre, che l’ha convinta a recarsi in
un Pronto Soccorso per farsi refertare, accompagnandola in auto.
Il compagno, avendo intuito le sue intenzioni, l’ha seguita in ospedale ove, con modi molto
affettati, ha certo di convincerla a non denunciarlo. Solo quando la donna si alzata per
entrare nel triage ha buttato giù la maschera, inveendo contro di lei e dicendole che sarebbe
andato nei guai per colpa sua.
La vittima è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 7 gg per contusioni multiple.
L’uomo, che ha a suo carico numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio,
per stupefacenti e reiterati maltrattamenti in famiglia ai danni di altre 2 donne, è stato
arrestato per maltrattamenti in famiglia.