ilTorinese

Cosa abbiamo sbagliato e cosa possiamo migliorare

Fin da liceale mi piaceva di più Boccaccio che Dante. Non vorrei dire una bestialità, ma forse il mio parere era viziato dai tempi. Inizio anni ’70, dove trasgredire era d’obbligo

Dante appariva paludato. Boccaccio ispirò molto Pierpaolo Pasolini. Uno dei più grandi intellettuali del novecento italiano.

Pasolini può essere accusato, magari, quasi di tutto, ma sicuramente, in solitaria ha previsto il decadimento di questa nostra società. Molto ma molto lungimirante, di una lungimiranza che dava fastidio al potere che non voleva essere disturbato per i suoi maneggi, o se volete per i  giochi di potere. Porsi il problema di cosa sarebbe stato era considerato fuorviante. Potere che si autoalimenta anche, se non soprattutto, in democrazia.

Potere cieco che non vuol vedere e non fa vedere. Almeno per una volta , con la vicenda del coronavirus ci sono  stati poteri bravi e poteri stupidi, ed almeno per una volta noi italiani non siamo stati stupidi con i cinesi, siamo stati dalla parte giusta. Stavolta non basta essere dalla parte giusta. I governanti di Spagna Inghilterra e Francia con l’ immancabile Trump hanno dato prova di assoluta e totale incapacità. E purtroppo la loro stupidità ci ricadrà addosso. Altro che problema di ideologia. Stavolta la divisione è tra stupidi ed un minimo di intelligenti. Come non è un problema di sistema politico. Cina e Iran sono entrambi dittature: la prima ha reagito bene. La seconda è solo uno stato di polizia dove è impossibile essere informati ed il coronavirus non è sotto controllo. Come non è sotto controllo la globalizzazione, perché non è sotto controllo da parte dell’uomo.

Praticamente la politica, quella con la P maiuscola non è riuscita in un bel niente. Arriva un virus e mette in crisi l’intero sistema. Ed il virus è più forte della stupidità umana ed approssimazione del potere. Anzi, trova nella stupidità il terreno fertile per il suo sviluppo. E francamente non capiamo i leghisti che stanno facendo ostruzionismo verso i decreti legge del governo o l’ assoluta, anzi dannosa presenza della Bce e delle istituzioni Europee congenite per essere impotenti e dunque inutili. Forse, e sottolineo forse, stare a casa aiuterà ad una riflessione individuale e collettiva con alla base due domande. In cosa abbiamo sbagliato, ed in cosa possiamo migliorare. Magari stare a casa potrà voler dire migliorarsi. Magari.

Leggere di più, studiare di più, parlare di più. In questo la tecnologia ci viene decisamente in aiuto. Non fa smettere di studiare , non fa smettere di informarsi , magari di scrivere, non fa smettere di capire. Ed al di là dell età, di maturare.
In questo nostro oggi ci sono le domande per capire il passato e prevedere il futuro. Difficoltà a mille e francamente sono scettico. Ma è un cinismo che non può e non deve cadere nella rassegnazione e dunque nell’ egoismo del proprio sé ed al massimo verso i propri cari. Organizzarci e collettività sono le due parole magiche.

Sia ben chiaro, nessun collettivismo. Chiaramente la politica sanitaria privatistica lombarda ha fatto cilecca e la solidarietà di tutta l’ Italia, in primis il Piemonte ha fatto e sta facendo la sofferenza. Mi pare che gli amministratori regionali abbiano agito e stiano agendo con questa logica. E bene che fanno. Spero di essere scusato in questa forzatura: magari non si fermerà la “s pinta produttiva del coronavirus “. Dopo l’ emergenza certi comportamenti di rispetto reciproco saranno all’ordine del giorno.

Difficile ma non impossibile. Cara popolazione mondiale stiamo rischiando grosso. Abbiamo la consapevolezza che il tutto dipenderà anche da noi? Spero ardentemente di sì. E magari non chiederemo al politico di turno di cacciare l’ uomo di colore, che ci dà fastidio sotto casa. Chiederemo ai politici di finanziarie la Sanità pubblica non per ideologia ma per logica. In certe cose i privati vanno bene ed in altre no. Come il pubblico va bene per certe cose e per altre no. Quasi sicuramente non nascerà un nuovo Umanesimo, un nuovo Rinascimento. Forse, in modo più prosaico, ci saranno gocce di saggezza in questo uomo, sia nel Potere sia in tutti noi. Illuso?  Spero di no. E’ nei momenti peggiori che bisogna essere ottimisti. O se volete, quando la lotta si fa dura i duri lottano e magari migliorano per il domani. Il proprio e di tutti… si intende.

Patrizio Tosetto

Tangenti a Nichelino, Pd: “Convocare commissione legalità”

Da Palazzo Lascaris / “Abbiamo chiesto di convocare urgentemente la Commissione Legalità, al fine di ottenere un’informativa da parte della Giunta in merito alla gestione degli appalti affidati a SCR Piemonte, con una particolare attenzione a questo momento di crisi”

così i Consiglieri regionali del Partito Democratico Diego SARNO e Domenico ROSSI commentano l’arresto a Nichelino di Antonio Pastorelli, dipendente del Comune, a cui sono stati sequestrati contanti per un totale di 8000€, probabilmente ricevuti in cambio di una possibile assegnazione di un incarico di sanificazione di uffici pubblici. L’arresto è avvenuto nell’ambito di una più ampia indagine su un bando gestito da SCR Piemonte, la società di capitali interamente partecipata dalla Regione Piemonte, che ha l’obiettivo di razionalizzare la spesa pubblica e di ottimizzare le procedure di scelta degli appaltatori.

“Il caso di Nichelino è purtroppo paradigmatico: in momenti di emergenza, è molto più alto il rischio di abbassare la guardia, diminuendo gli anticorpi utili a riconoscere e combattere la corruzione – aggiunge il consigliere Diego SARNO – Sia chiaro, nell’emergenza che stiamo vivendo è corretto effettuare urgentemente spese straordinarie ma è proprio in occasioni come queste che c’è il rischio che coloro che ignorano il significato dei termini ‘morale’ e ‘interesse pubblico’ tentino di approfittarsi della situazione”.

E Gonzalo vola in Argentina

Gonzalo Higuain ha lasciato ieri l’isolamento scattato dopo il caso di positività del calciatore  Daniele Rugani

Higuain è andato in volo privato in Argentina per tornare dalla sua famiglia. E’ partito da Torino con un volo che ha effettuato un paio di scali prima di raggiungere la capitale argentina. E’ partito in possesso dei risultati del test che dichiaravano la  negatività al Coronavirus. Dopo  Rugani e Matuidi, risultati positivi, erano 121 i tesserati Juventus  in isolamento volontario.

Nuova vita per le ex aree ferroviarie

Al via l’accordo operativo tra Comune di Torino e Fs Sistemi Urbani

E’ partita la cabina di regia, organizzata dal Comune di Torino con FS Sistemi Urbani, per la riqualificazione delle ex aree ferroviarie.

Un ulteriore step che segue il Workshop “Rail City Lab” organizzato nel maggio scorso da FS Sistemi Urbani in collaborazione con la Città di Torino con la partecipazione di investitori, progettisti, imprenditori e istituzioni locali uniti dall’unico obiettivo di riqualificare le sette aree ferroviarie dismesse della città, basandosi su tre temi: Città del Vivere, Città delle Connessioni e Città della Sostenibilità.

Le maggiori opportunità di riqualificazione urbana con le proposte individuate tra gli esiti del Workshop saranno inserite nel più idoneo percorso autorizzativo che rientra tra i compiti della Cabina di Regia avviata oggi con l’obiettivo di garantire la condivisione delle scelte di valorizzazione, governare il processo di trasformazione e programmare il cronoprogramma temporale del processo autorizzativo per ogni singola area da presentare al Consiglio Comunale per l’approvazione finale.

Il progetto di riqualificazione urbana interesserà gli oltre 500mila metri quadrati delle aree dismesse di proprietà del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che saranno destinati prevalentemente ad uso turistico, ricettivo, commerciale e terziario.

Le aree ferroviarie coinvolte sono:

– Porta Susa Spina 2 Lotto Torre (Ambito 8.18/3 Unità minima di Intervento II);

– Corso Principe Oddone Spina 3; (Ambito 4.13/2)

– Stazione Rebaudengo Spina 4; (Ambito 5.10/3, 5.10/4, 5.10/8)

– Lingotto “Parco della Salute, Ricerca e Innovazione” e sede Regione Piemonte (Ambito 12.32)

– Lingotto FS (Stazione ponte, (Ambito 16.3)

– FS San Paolo, (Ambito 12.2, 12.3)

– Corso Brunelleschi.

Il Siulp scrive a Cirio: “Tamponi per le forze dell’ordine”

Pubblichiamo, di seguito, la lettera che il segretario del sindacato di Polizia Siulp, Eugenio Bravo, ha inviato al governatore del Piemonte

 

Ill.mo Sig. Presidente Regione Piemonte Alberto CIRIO,

      in questi giorni di grande emergenza Coronavirus apprendiamo dagli organi di stampa che Lei ha riposto una grande attenzione nei confronti del personale sanitario della Regione Piemonte ed ha accolto il grido d’allarme, disponendo l’esecuzione del tampone di verifica a tutti i dipendenti del settore, a prescindere dalla loro sintomatologia.

Il SIULP, Sindacato di riferimento dei Poliziotti, nell’esprimere la più sentita vicinanza al personale sanitario che in questi giorni è sottoposto ad uno sforzo più che lodevole, non può che apprezzare tale iniziativa.

Vorremmo altresì sottoporre alla Sua attenzione la delicata situazione nella quale si trovano ad operare le forze dell’ordine della provincia di Torino e della regione, impiegate costantemente nell’affrontare l’emergenza sotto l’aspetto contenitivo.

E’ di tutta evidenza che gli operatori si trovano a contatto, sul territorio, con una moltitudine di persone, verso le quali devono, non solo dimostrare, ma anche apparire rispettosi della profilassi disposta dalle Autorità sanitarie e dal Governo. Un senso di abnegazione e di appartenenza degli Operatori delle Forze dell’Ordine, che si può porre in parallelo, a quello del personale sanitario.

Come prestabilito, anche agli operatori delle Forze dell’Ordine, così come avviene per la comune cittadinanza, il tampone viene eseguito solo se gli stessi manifestano evidenti sintomatologie o sia accertato il contatto con soggetti contagiati. Tuttavia la mission istituzionale delle forze dell’ordine  sovraespone necessariamente i propri operatori al contatto quotidiano con la cittadinanza e, pur operando con le  precauzioni necessarie, l’elevata possibilità di trasmettere o ricevere il coronavirus è innegabile. Al riguardo si aggiunga come la carenza di DPI e mascherine in particolar modo, non consentendo agli operatori di agire perseguendo adeguatamente le esigenze di profilassi richieste, aumentano l’indice di pericolosità per tutti.

  Il triste paradosso di questa tragica condizione si evince soprattutto durante la fase dei controlli operati dalle forze dell’ordine dirette al contenimento del contagio e, nella quale, si è soliti ravvisare cittadini premuniti di mascherine, che vengono in contatto con gli operatori sprovvisti delle stesse.  Il sospetto o il timore che si posa trasmettere il contagio non è purtroppo solo teorico.

E’ oltretutto chiaro che diverrebbe molto difficile risalire al tutore dell’ordine, nel caso in cui un cittadino venisse contagiato, così come sarebbe difficile risalire al possibile utente positivo, nel caso opposto.

Sappiamo quanto abbia a cuore lo spirito con il quale le forze dell’ordine stanno affrontando questa pandemia. Siamo consapevoli come questa sia una lotta contro il tempo e con l’adozione di misure stringenti che comportano disagi e sofferenza per tutti. Proprio in virtù di queste esigenze di profilassi, Le chiedo di considerare la necessità di ricorrere al “tampone”  per tutti gli operatori delle forze dell’ordine, quand’anche asintomatici, atteso l’alto rischio di contagio e di trasmissibilità derivante dal loro lavoro.

I  poliziotti seguono il protocollo, uscendo di casa solamente per necessità e per svolgere il loro servizio e sperano, al loro rientro, di non essere veicolo di contagio per chi sta loro vicino.

Ecco quindi che, ringraziandoLa per la Sua consueta attenzione verso le forze di polizia, Le chiedo di attivarsi nel dare la possibilità a tutti gli operatori delle forze dell’ordine di Torino e del Piemonte, di poter eseguire, il prima possibile, il “tampone”,  limitando l’epidemia e salvaguardando la salute dei nostri  famigliari e dei nostri concittadini.

#IoRestoaCasa con il Balletto Teatro di Torino

Pubblichiamo i comunicati di teatri, musei, enti e associazioni che proseguono “da casa” la propria attività. Oggi è la volta di BTT

 

Il BTT si ferma, momentaneamente! In seguito all’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’otto marzo 2020, riguardo le misure da adottare per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, il Balletto Teatro di Torino, informa che le attività della Compagnia, saranno sospese fino al 3 aprile. Nonostante la nostra struttura, consenta di lavorare in sicurezza con la distanza raccomandata dalla circolare, desideriamo aderire a questo atto di responsabilità civile, nella speranza di contenere il contagio.


Ecco alcune iniziative che abbiamo avviato questa prima settimana di #smartworking:
Condividiamo ogni giorno la bellezza

 

Il BTT non si ferma, continua il proprio tour nelle case degli italiani e non solo!
Tutti i nostri danzatori producono giornalmente materiale da pubblicare sui nostri social,  #labellezzasecondonoi
Perchè rimanere a casa si, ma facciamolo insieme usando la tecnologia a nostra disposizione! #iodanzoacasa 

Seguici sui nostri social per saperne di più! (link diretti in fondo a questa newsletter)

Lezioni smart_noi stiamo a casa ma siamo insieme

 

Ogni giorno la nostra danzatrice Lisa Mariani si connette da casa con chiunque voglia partecipare alla videochiamata e allenarsi insieme.
Tutti i giorni alle h 18, se siete interessati scrivete a info@ballettoteatroditorino.org e sarete messi in contatto con Lisa.
Moneybox_piccoli contributi, grandi cuori

Raccolta fondi per gli ospedali

 

Tutti i partecipanti delle lezioni smart con Lisa hanno la possibilità di donare una cifra piccola o grande  al Money Box di #HomeTogether.

In una settimana siamo già riusciti a fare delle donazioni all’Ospedale di Bergamo e all’Ospedale Mauriziano di Torino.

 

 

Ufficio in smart working #iolavorodacasa

 

I nostri uffici continuano a lavorare, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

Potete contattarci via mail ai soliti indirizzi:

Giulia: giulia@ballettoteatroditorino.org

Viola: viola@ballettoteatroditorino.org

Le coop e la tutela dei lavoratori socio-sanitari

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato unitario delle Centrali Cooperative e Organizzazioni Sindacali del Piemonte a tutela dei lavoratori dei servizi socio sanitari, socio assistenziali, servizi ausiliari impegnati in servizi essenziali e attività produttive finalizzate all’inserimento lavorativo

In queste ore drammatiche centinaia di operatori degli Enti Locali, delle organizzazioni del Terzo Settore e delle Cooperative Sociali sono impegnate quotidianamente nel difficile compito di garantire l’erogazione di numerosi servizi di assistenza, cura, accoglienza delle persone più fragili, nell’espletamento di sevizi ausiliari quali pulizie e sanificazioni e in attività produttive finalizzate all’inserimento lavorativo.

Sono le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono il funzionamento dei servizi di segretariato sociale, delle
comunità di accoglienza (per minori, disabili, anziani, tossicodipendenti, persone con problemi di Salute
Mentale, persone malate di HIV), delle RSA, dei servizi domiciliari infermieristici e socioassistenziali, dei
dormitori per persone senza dimora, dei servizi di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, dei consultori
familiari, a sanificare e pulire ambulatori, ospedali, uffici pubblici, zone comuni quali atri e scale di edifici
condominiali, a percorsi di inserimento lavorativo di persone fragili.

Sono colleghi che ogni giorno svolgono un compito delicato ed importante per consentire alle persone
affidate di continuare a vivere “normalmente” in questi frangenti così difficili.

Sono lavoratrici e lavoratori per i quali è indispensabile avere i DPI (mascherine, guanti, occhiali protettivi,
termometri, camici etc) che attualmente è quasi impossibile reperire sul mercato.

Per questo chiediamo alle Prefetture Piemontesi, alla Regione Piemonte, alla Protezione Civile ed alle
Istituzioni tutte di garantire a coloro che operano in questi settori i DPI necessari, a seconda delle diverse
necessità derivanti dai singoli servizi, per continuare ad operare in sicurezza per loro stessi e per le persone
fragili cui prestano cura, per dare continuità e la sicurezza a tutti quelli che operano in comparti che
continuano a fornire un servizio indispensabile e che non possono fermarsi.

In qualità di Associazioni di Rappresentanza delle Imprese Cooperative e di Organizzazioni Sindacali,
siamo disponibili ad organizzare forme di raccordo e di distribuzione alle organizzazioni impegnate in questi
compiti dei DPI che si rendessero disponibili. L’esposizione ai rischi di questi operatori è spesso pari a quella
degli operatori ospedalieri, per questo chiediamo vengano ad essi assimilati nell’accesso ai dispositivi di
protezione.

Siamo convinti come non mai che solo nella collaborazione tra tutte le parti in causa risiede la possibilità
di fare fronte a questa emergenza e pertanto contiamo sulla sensibilità ed attenzione a questo nostro
appello.

CGIL FP, Elena Palumbo Confcooperative Federsolidarietà, Enrico Pesce
CISL FP, Tiziana Tripodi Legacoopsociali, Anna Di Mascio
CISL FISASCAT, Cristiano Montagnini AGCI Solidarietà, Giuseppe D’Anna
UIL FPL , Nicolino Conconi
UIL TuCS, Luigi Gambale

Fazzoletti guanti e mascherine monouso nel contenitore indifferenziato

Il comunicato della Regione Piemonte / La raccolta differenziata prosegue ma non per coloro che sono risultati positivi al tampone COVID-19. Le persone sintomatiche in isolamento o in quarantena a casa devono conferire i rifiuti nel cassonetto dell’indifferenziato dove vanno gettate anche mascherine e guanti monouso. Tutti gli altri invece devono continuare a fare normalmente la raccolta differenziata con l’accortezza di gettare fazzoletti di carta guanti e mascherine nell’indifferenziato. Sono sospese, inoltre, le attività degli ecocentri o isole ecologiche per i rifiuti ingombranti.

Queste in sintesi le disposizioni dell’Assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati che ha inviato una lettera a tutti i sindaci piemontesi contenente una specie di manifesto su come eseguire al meglio la raccolta dei rifiuti al tempo del Coronavirus. «Sentito il parere dell’Istituto Superiore di Sanità adottiamo questi temporanei cambiamenti. Voglio ringraziare personalmente tutto il personale impegnato a fronteggiare l’emergenza COVID-19, sindaci compresi – ha detto Marnati – che stanno assicurando un servizio pubblico sicuro ai propri cittadini».

Per chi è positivo l’invito è di non differenziare più i rifiuti di casa; utilizzare due o tre sacchetti possibilmente resistenti(uno dentro l’altro) all’interno del contenitore 
utilizzato per la raccolta indifferenziata, se possibile a pedale; tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo e indifferenziata) vanno gettati nello stesso contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata; anche i fazzoletti o i rotoli di carta, le mascherine, i guanti, e i teli monouso vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata indossando guanti monouso; chiudere bene i sacchetti senza schiacciarli con le mani utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo; una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro); smaltire i rifiuti ogni giorno come si farebbe con un sacchetto di indifferenziata; gli animali da compagnia non devono accedere nel locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti.

Le indicazioni invece per coloro che non sono positivi o in quarantena sorvegliata, le disposizioni sono le seguenti:

continuare a fare normalmente la raccolta differenziata. Fazzoletti guanti e mascherine monouso vanno conferite nel contenitore INDIFFERENZIATO. Possibilmente utilizzare il contenitore che si usa abitualmente.

Ravetti, Salizzoni, Rossi (Pd) “Nessuna ambiguità sui tamponi”

L’altro ieri il Presidente Cirio ha annunciato il tampone per tutti gli operatori sanitari. Oggi leggiamo una sua intervista nella quale dichiara che i tamponi aumenteranno, ma le indicazioni del Comitato Scientifico mettono dei paletti:

“Non a caso, anche sul personale sanitario si seguirà il criterio della discrezionalità: il test sarà riservato soltanto a coloro che hanno avuto una esposizione diretta con i contagiati, per di più in assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale”. Si tratta di una cosa ben diversa dal farlo a tutti gli operatori, ma anche dal farlo in maniera graduale a partire da quelli più esposti. Di fatto sarebbe tutto uguale alla condizione pre-esistente alle dichiarazioni. Ci aspettiamo una smentita di questa dichiarazione e azioni conseguenti agli annunci fatti in questi giorni per il rispetto nei confronti degli operatori sanitari verso cui siamo tutti in debito. Aspettiamo le Linee Guida del Comitato Scientifico, che comunque andava consultato prima dell’annuncio.

Ma, al di là del dato sugli operatori sanitari, resta comunque il dato oggettivo dei pochi tamponi eseguiti in Piemonte se confrontato con quello delle altre regioni, che come noi seguono le indicazioni dell’ISS. Secondo la protezione civile, ieri alle 17 noi avevamo eseguito 7516 tamponi contro i 15461 dell’Emilia Romagna e i 40000 circa del Veneto. Senza arrivare ai tamponi di massa, riteniamo che sia necessario aumentare il numero dei test nei confronti dei sintomatici e dei loro contatti stretti, a partire dagli operatori sanitari e dai tanti cittadini con sintomi isolati nel proprio domicilio, segnalati dai medici di medicina generale.

Non tutti i laboratori stanno lavorando anche di notte e alcuni, ora non utilizzati, potrebbero essere messi nella condizione di lavorare tramite l’acquisto della strumentazione necessaria.

 

Domenico Ravetti – capogruppo PD

Mauro Salizzoni – vice-presidente del Consiglio Regionale

Domenico Rossi – vice-presidente della Commissione Sanità

Cottolengo, precursore dell’assistenza ospedaliera

Cosa succedeva in città / E’ stato il primo dei grandi sociali torinesi

19 MARZO 1934, 86 ANNI FA LA CANONIZZAZIONE DEL SANTO 

Era il 19 Marzo 1934 quando Papa Pio XI elevò alla gloria degli altari San Giuseppe Benedetto Cottolengo, amatissimo santo torinese.
Cuneese di nascita (vide la luce a Bra il 3 Maggio 1786), spese una vita intera a favore di malati, poveri e sofferenti, fondando nella Torino di metà ‘800 l’istituto religioso ‘Piccola Casa della Divina Provvidenza’.

Un’opera caritatevole che si diffuse ben presto in tutto il mondo, insieme alla congregazione di sacerdoti, suore e fratelli cottolenghini che ancora oggi la animano con intenso amore e ardore quotidiani.

Stimato per le sue virtù morali e civili dal Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia (che ne divenne ben presto amico, benefattore e sostenitore, proclamando nel 1833 l’opera del santo ‘Ente morale’) il canonico Cottolengo inaugurò, dopo una vita di carità per le strade al servizio degli ultimi, il grande filone dei Santi Sociali Piemontesi che vede in San Giovanni Bosco (canonizzato dal medesimo Pontefice il 1° Aprile dello stesso anno) un altro grande campione di umanesimo moderno.
“San Giuseppe Benedetto Cottolengo si spense di tifo a Chieri il 30 aprile 1842 a soli 56 anni – ricorda il giornalista cattolico Maurizio Scandurra – giorno tradizionalmente dedicato in calendario alla sua memoria liturgica”.

Per poi concludere: “Viene giustamente ricordato per essere stato il precursore del moderno welfare, l’assistenza ospedaliera propriamente detta, che sempre animò la sua missione di servizio al prossimo quale perfetto campione di vita cristiana fatta di fede e opere, con quella incrollabile e piena fiducia nella Divina Provvidenza che sempre ispirò l’intero suo ministero presbiteriale”.