ilTorinese

Parchi vuoti, qualche coda ai supermercati

Sembrano funzionare  piuttosto bene  a Torino i nuovi provvedimenti del governo per contenere i contagi da coronavirus

Ieri e oggi sono poche le persone e le auto in giro per le strade. E  nei giardini e nei parchi  non si vedono più i gruppi di persone che nei giorni scorsi avevano fatto scattare l’allarme.

Le aree verdi sono pattugliate dalla polizia municipale, come in piazza d’Armi, alla Pellerina e  al Valentino dopo il blocco alle attività all’aria aperta. Alcune code si vedono invece nei pressi dei grandi supermercati in periferia, a causa degli ingressi scaglionati. Poche code nei supermercati più piccoli in città.

 

La scomparsa dei partiti

La drammatica emergenza sanitaria che coinvolge tutti e in modo trasversale, ha già prodotto
alcuni risultati. Per restare sul versante della politica. Uno su tutti. La scomparsa, momentanea,
dei partiti dall’orizzonte pubblico. Alcuni si compiaceranno.

Altri, pochi anzi pochissimi, si
doleranno. Ma un fatto è certo. Da quando è scoppiata l’epidemia i partiti si sono volatilizzati. Un
motivo in più per evitare gentilmente di continuare a pubblicare sondaggi quotidiani. Anche
perchè è abbastanza evidente che sono altamente improbabili se non del tutto infondati.
Ora, il silenzio dorato dei partiti, di quasi tutti i partiti, ci porta ad una conclusione abbastanza
scontata. E cioè, al di là delle polemicucce quotidiane, al di fuori della valanga di insulti e di
diffamazioni che ogni giorno vengono scaraventati l’un contro l’altro armati, appena si deve
passare ad una fase dove le contumelie si devono comprensibilmente sospendere per ovvie
ragioni, i partiti tacciono. Blaterano ancora i loro capi pensando, o illudendosi, che le lancette
dell’orologio sono ancora ferme a qualche mese fa. Così non è più, purtroppo. E allora la
comunicazione si interrompe e si ferma. Tutto tace.

Ho voluto ricordare questo aspetto perchè se l’opinione pubblica si abitua al mutismo dei partiti –
che già prima non godevano di grande popolarità e simpatia – sarà molto difficile dopo la bufera
che ci ha inghiottiti rispedire al mittente la voglia popolare di avere “uno che decide”. E che
soprattutto sia in grado di risolvere i problemi quando si presentano in tutta la loro virulenza.
Perchè la momentanea scomparsa dei partiti si affianca, purtroppo, anche alla forte attenuazione
della politica nel suo complesso. Perché se la politica è visione e prospettiva, almeno nella sua
nobile accezione, i partiti dovrebbero essere gli attori principali per potere tradurre concretamente
quella visione e quella prospettiva. Perchè se i partiti scompaiono dalla scena, inesorabilmente
anche la politica è destinata a inaridirsi e ad entrare in crisi irreversibile.
Ecco perchè quanto prima serve una inversione di tendenza. Per il bene dei partiti, per il bene
della politica ma soprattutto per la qualità della nostra democrazia.

Giorgio Merlo

 

Dybala e fidanzata positivi al virus

La Juventus ha comunicato che il calciatore Paulo Dybala è positivo, asintomatico, al coronavirus

Scrive su Instagram il giocatore:  “Ciao a tutti, volevo informarvi che abbiamo appena ricevuto i risultati del test Covid-19 e sia io che Oriana siamo risultati positivi. Fortunatamente siamo in perfette condizioni. Grazie per i vostri messaggi, un saluto a tutti!”. Dybala è il terzo giocatore bianconero positivo al coronavirus con Daniele Rugani e Blaise Matuidi. Ha contratto il virus anche la fidanzata, Oriana Sabatini.

Coronavirus, il prof. Salizzoni: “Quattro cose che la Regione può fare ora”

Rigida separazione tra reparti COVID e non-COVID, strutturare comunicazione tra ospedali e territorio, più posti letto nelle strutture private, linee guida per le RSA

 

Alla luce dell’appello rivolto al Presidente Conte da parte dei Presidenti di tutti gli Ordini dei medici del Piemonte, Mauro SALIZZONI e Domenico ROSSI (Pd) hanno scritto al Presidente Alberto Cirio e all’assessore Luigi Icardi, indicando quattro priorità sulle quali adottare urgentemente linee guida di intervento regionali. “Ci sono alcune misure e azioni che dipendono anche da fattori esterni all’Unità di Crisi – scrivono Mauro SALIZZONI e Domanico ROSSI –  come l’approvvigionamento dei DPI o dei macchinari per allestire nuovi posti di terapia intensiva. Ci sono alcune scelte, però, che dipendono dalla nostra capacità organizzativa e che possiamo assumere in totale autonomia. Riteniamo che, qualora fossero messe in  campo, potrebbero contribuire a migliorare la situazione”.

1-      Rigida separazione tra reparti COVID e non-COVID. “Abbiamo appreso che in diversi ospedali piemontesi, oramai da diversi giorni, i turni del personale sanitario sono organizzati non tenendo in considerazione questa separazione. Inutile sottolineare come questo elemento faciliti la diffusione del contagio”;

2-      Strutturare la comunicazione tra ospedali e territorio. “Oggi ogni azienda sanitaria sta facendo per sé. Molti tra i ricoverati meno gravi nei nostri ospedali potrebbero essere curati a domicilio se adeguatamente seguiti da personale dotato dei necessari dispositivi di sicurezza. Attraverso la creazione delle unità speciali e il potenziamento dei servizi di territorio dovremmo incentivare, ove possibile, la cura a domicilio. Questo alleggerirebbe il carico di lavoro e la pressione su  ospedali oramai al limite della loro capacità di ospitalità e di cura. Ma in questo momento non esistono indicazioni e linee guida per la comunicazione e la cooperazione tra aziende ospedaliere e aziende sanitarie locali”;

3-      Aumentare con assoluta determinazione il ricorso ai posti letti disponibili nelle strutture private, così come previsto dalle ultime normative emanate per l’emergenza coronavirus;

4-      Affrontare la situazione delle RSA. “Per le caratteristiche degli ospiti siamo di fronte a situazioni di estrema fragilità. L’unità di crisi valuti linee guida di intervento specifiche anche per queste situazioni con un’attenzione agli ospiti e agli operatori socio-sanitari”.

  • In allegato il testo integrale della lettera

Mauro SALIZZONI

Vice Presidente Consiglio regionale del Piemonte

 

Domenico ROSSI

Vice Presidente IV Commissione – Consigliere regionale Pd

E’ morta la mamma di Piero Chiambretti

E’ stata Vladimir Luxuria ad annunciare con un tweet la morte di Felicita, madre di Piero Chiambretti

83 anni, era stata ricoverata con il noto  conduttore torinese all’ospedale Mauriziano qualche giorno fa, dopo essere risultata, come il figlio,  positiva al coronavirus. L’ex parlamentare, amica di Chiambretti,  scrive: “Sentite condoglianze a Piero, mamma Felicita non ce l’ha fatta”.

 

Coronavirus, in Piemonte il numero dei guariti sale a dieci. Le nuove vittime sono 17

Il comunicato stampa della Regione Piemonte, ore 19 di sabato 21 marzo

Il CORONAVIRUS PIEMONTE, IL NUMERO DEI GUARITI SALE A DIECI – DICIASSETTE NUOVI DECESSI – IN TERAPIA INTENSIVA 312 RICOVERATI

SALGONO A 10 LE PERSONE GUARITE DAL COVID 19

Nel pomeriggio, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato la guarigione virologica di altri due pazienti contagiati dal “coronavirus covid19”.

Si tratta di due donne, una dell’Astigiano di 73 anni e una del Vercellese di 44 anni.

Le persone guarite sono in totale 10, di cui quattro uomini a Torino (di 42, 61, 37 e 55 anni), quattro  donne ad Asti (di 77, 87 e 76 e 73 anni), un uomo di 44 anni in provincia di Cuneo e una donna di 44 anni in provincia di Vercelli.

DICIASSETTE I NUOVI DECESSI

Sono 17 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 7 in provincia di Torino, 2 nel Novarese,  1 nel Cuneese, 2  in provincia di Asti, 5 nel VCO.

Il totale complessivo è ora di 255 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 71 ad Alessandria, 10 ad Asti, 25 a Biella, 19 a Cuneo, 33 a Novara, 62 a Torino, 14 a Vercelli, 17 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 18.30

Sono 4.059 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 708 in provincia di Alessandria, 169 in provincia di Asti, 227 in provincia di Biella, 283 in provincia di Cuneo, 362 in provincia di Novara, 1.788 in provincia di Torino, 232 in provincia di Vercelli, 149 nel Verbano-Cusio-Ossola, 43 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti  98 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone in terapia intensiva sono 312.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 11.799, di cui 7.120 risultati negativi.

In isolamento domiciliare  ci sono 1.405 persone, in terapia intensiva 312.

Il senso del momento

PAROLE ROSSE di Roberto Placido   Ha fatto molto parlare, specialmente a sinistra o presunta tale, la somma, dieci milioni di euro, che Silvio Berlusconi e, per fortuna anche altri, ha destinato al sostegno dell’azione delle istituzioni per combattere la pandemia di Corona Virus

L’elenco è lungo e comprende singoli, appunto Silvio Berlusconi, e aziende come Ferrero, dieci milioni, la famiglia Agnelli, altri dieci, la Reale Mutua, cinque milioni, Giovanni Rana, il Gruppo Miroglio con la produzione, donata alla Regione Piemonte di 700.000 mascherine ed è stato, cosa importante, lo stimolo per altre aziende a riprendere la produzione di mascherine chirurgiche quanto mai necessarie in questo momento.

E poi ancora il Gruppo Generali Assicurazioni, con un fondo di 100 milioni di euro, Apple, Pirelli, Snam, Benetton, Moncler, Barilla, UBI Banca, Novartis, Amadori, Unipol, giocatori di calcio e di altri sport, e tanti altri ancora con un elenco che si allunga sempre di più. Le critiche, dico subito che non condivido, specialmente rivolte a Berlusconi, che nonostante i suoi 84 anni ha dimostrato ancora una volta di essere veloce e di cogliere l’attimo essendo stato il primo dell’elenco sopra indicato. Qualche giornale, il Fatto Quotidiano, ha elencato alcune delle “grandi evasioni” o leggi ad personam che hanno favorito lui, le sue aziende o la sua famiglia, confondendo a mio parere, le cose ed i momenti, definendola carità pelosa. Non si tratta di azioni caritatevoli pur nel rispetto del senso cristiano di carità e dell’essere una delle virtù teologali. Non è nemmeno e non potrebbe comunque esserlo un’indulgenza come fece nel lontano 1515 Leone X che, per pagare la costruzione della Basilica di San Pietro a Roma, decise di venderle in tutta la Germania. In tanti ne approfittarono convinti così di acquistare, dopo la morte, il lasciapassare per il Paradiso. Per i reati, sia quelli fiscali, che quelli penali, servono condoni ed amnistie. Per i secondi se ne sta parlando con sempre maggiore insistenza e quanto prima ci sarà sicuramente. Il nostro paese non è in grado, in questo momento, di gestire troppe emergenze. Tornando al tema, quanto fatto è un’azione di solidarietà in un momento drammatico per l’Italia. La solidarietà, lo sa bene chi è di sinistra, non è solo un sostantivo, ma un impegno etico-sociale in determinati momenti e situazioni. Con dieci milioni non si cancellano le leggi ad personam e tutto il resto per Silvio Berlusconi, non si cancellano le responsabilità per il crollo del ponte Morandi per il Gruppo Benetton e così via. Di queste e di altre vicende se n’è occupata e se ne occuperà la magistratura. Ora è il momento della solidarietà e della coesione a tutti i livelli e non dei distinguo e delle polemiche. In una situazione così drammatica non ce lo possiamo permettere. Arriverà il momento per ragionare sui ritardi del governo, della Protezione Civile, delle Regioni, dei singoli cittadini che non rispettano, sciaguratamente, le disposizioni, che vive lo stare in casa come un sacrificio insopportabile dimostrando la fragilità di milioni di italiani mentre tutto il sistema sanitario, medici, infermieri, paramedici e tanti altri fanno i veri sacrifici. Ogni cosa a suo tempo. Ora è il momento dell’impegno e della solidarietà e ben vengano sottoscrizioni come quella lanciata, oltre quattro milioni di euro, da Chiara Ferragni e da Fedez, o da quotidiani ed emittenti televisive. L’Italia ha bisogno che prevalga la parte migliore, ha bisogno, oltre che di solidarietà, di unità.

Attività motoria individuale a Torino: entro un km da casa

L’attività motoria individuale è  consentita entro un chilometro dal proprio domicilio

E’ questa l’interpretazione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (Cosp), ai fini operativi per i controlli da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale sull’applicazione dell’ultima ordinanza del governo per ridurre i contagi da coronavirus,  della norma che consente l’attività motoria in prossimità della propria abitazione. Lo comunica il Comune di Torino al termine della seduta odierna del Cosp, tenutasi in video conferenza.

 

Ordinanza del Ministro della Salute

Il Ministro della Salute ha diramato l’ordinanza che contiene le nuove misure restrittive legate al contagio da coronavirus che valgono in tutta Italia dal 21 al 25 marzo:

-è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici

non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione(*), purché comunque nel rispetto della distanza di almeno 1 metro da ogni altra persona

-sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio rifornimento carburante con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di rispettare la distanza interpersonale di almeno 1 metro

-nei giorni festivi e prefestivi, nonchè in quegli altri che immediatamente precedono e seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

(*)Si precisa che, ai fini operativi per i controlli da parte delle Forze dell’ordine e della Polizia locale sull’applicazione dell’Ordinanza e dei Dpcm, è da considerare la distanza di un chilometro dal domicilio il raggio entro cui sarà possibile “svolgere attività motoria individualmente in prossimità della propria abitazione”. Intensificati i controlli.

Grimaldi (LUV): “Arriverà la primavera se sapremo salvare le nostre rondini”

Non credo che invocare l’esercito o maledire chi esce, magari pure legittimante, ci aiuterà molto. Siamo ormai in una nuova fase e il punto è da tempo un altro: chi sta salvando le vite deve essere protetto. Se si ammalano loro, per tutti noi sarà durissima

E devo dirvi che non condivido nemmeno l’idea che la regione sia stata lasciata sola da tutti. Non è così. Lo Stato è uno e prova a fare i conti con la solidarietà e con misure che servano a tutto il Paese” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito all’aggravarsi della situazione in Piemonte.

Ieri per i piemontesi è stata infatti la giornata peggiore dall’inizio di questa crisi. Quasi cinquanta morti: 26 decessi comunicati la mattina all’Unità di crisi regionale, altri 18 nel pomeriggio; quasi 4 mila le persone contagiate, 1.590 nel Torinese e 634 nell’Alessandrino; 1.929 ospedalizzate, di cui 298 in terapia intensiva; 1.423 in isolamento domiciliare.

Purtroppo, secondo le proiezioni, nei prossimi tre giorni le persone infette sono destinate a raddoppiare. Iniziano ad arrivare nei presidi sanitari tantissimi 30 e 40enni. A grandi balzi si rischia di toccare presto il livello di saturazione della terapia intensiva.

L’esponente della sinistra ecologista rivolge infine un appello per la tutela di tutti i medici e di tutti gli infermieri:

“Siamo nel momento più buio, speriamo sia la notte profonda prima dell’alba. Oggi è sabato ed è primavera, fuori c’è chi è uscito di casa all’alba o è appena andato a dormire perché ci sta portando lentamente fuori dall’inverno. Sono loro le nostre rondini. Proteggiamole a ogni costo”.

Assunti oltre mille operatori sanitari per l’emergenza

Il comunicato stampa della Regione, sabato 22 marzo, ore 13

Dall’insediamento dell’Unità di crisi della Regione Piemonte ad oggi, sono complessivamente 1.099 le risorse umane aggiuntive assunte dalle Aziende sanitarie regionali del Piemonte per fronteggiare l’emergenza del “coronavirus covid19”. Si tratta di 214 medici, 497 infermieri e 388 operatori socio sanitari.

In particolare, le nuove risorse risultano così distribuite per Asl: 190 Asl T03, 140 Città di Torino, 117 Ospedale Novara, 110 Città della Salute di Torino, 99 Asl Vercelli, 89 Asl Cn1, 70 Ospedale San Luigi Orbassano, 49 Asl Alessandria, 41 Ospedale Santa Croce Carle Cuneo, 40 Ospedale Mauriziano Torino, 33 Asl To4, 28 Ospedale di Alessandria, 26 Asl Biella, 23 Asl To5, 23 Asl 23, 10 Asl Cn2, 6 Asl Novara e 5 Asl Vco.

QUATTORDICI I  NUOVI DECESSI

Sono 14 i nuovi decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 6 in provincia di Torino, 3 nel Novarese, 5 nel Cuneese.

Il totale complessivo è ora di 238 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 71 ad Alessandria, 8 ad Asti, 25 a Biella, 18 a Cuneo, 31 a Novara, 55 a Torino, 14 a Vercelli, 12 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 13.00

Sono 3.752 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 654 in provincia di Alessandria, 166 in provincia di Asti, 182 in provincia di Biella, 265 in provincia di Cuneo, 330 in provincia di Novara, 1.680 in provincia di Torino, 210 in provincia di Vercelli, 149 nel Verbano-Cusio-Ossola, 55 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti  61 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone in terapia intensiva sono 301.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 10.701, di cui 6.341 risultati negativi.