Nella proposta di Bilancio presentata dalla Giunta regionale del Piemonte viene completamente ripristinato il taglio del trenta per cento attuato dalla precedente amministrazione sul Fondo regionale per la gestione dei servizi sociali
L’assessore al Welfare, Chiara Caucino, ha sottolineato come per il 2021 e 2022 sia stata stabilita “una dotazione finanziaria di 44.374.000 euro, che pone così rimedio ai drastici tagli che avrebbero arrecato un grave danno all’operatività dei servizi sociali, già in forte difficoltà. Segno, questo, di una precisa volontà dell’assessore che intende valorizzare e creare le condizioni più favorevoli per quei servizi che sono essenziali per tutti i cittadini piemontesi”.
L’assessore ha poi ribadito che “non possano sussistere, in un sistema efficiente, disparità sociali ed economiche, garantendo l’impegno a rendere omogenee le modalità di erogazione delle prestazioni su tutto il Piemonte, anche alla luce della prossima definizione del Piano regionale per la non autosufficienza, come obbligo di legge”.
Di fronte all’emergenza sanitaria mondiale che stiamo vivendo, vengono messe a nudo tutte le distrazioni e le mancanze di indirizzo politico delle quali è stato vittima il settore dell’autotrasporto italiano nel suo complesso:
il traffico delle merci da e per il nostro Paese viene reso difficile, se non bloccato, dalla troppa dipendenza da vettori e conducenti stranieri, che – in questo frangente – sono addirittura arrivati a rifiutarsi di lavorare in Italia.
Gli approvvigionamenti quotidiani scarseggiano o vengono a mancare, le imprese industriali del settore automotive stanno rischiando un sostanziale blocco produttivo: la situazione sta mettendo in ginocchio l’intero sistema economico italiano.
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I costruttori di veicoli industriali sognano che il governo esca dal letargo
“Si moltiplicano i casi di pazienti risultati positivi e di conseguenza quelli di colleghi posti in isolamento domiciliare per essere venuti a contatto con loro”
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del sindacato Nursind / “NON AVER PREVISTO UN’ IMMISSIONE MASSICCIA DI NUOVI INFERMIERI COMPORTERA’ GRAVI CONSEGUENZE. GLI INFERMIERI IN PRIMA LINEA QUELLI PIU ESPOSTIDEGLI APPLAUSI E DEGLI ELOGI NON SAPPIAMO PIU CHE FARCENE”
Grande preoccupazione per i colleghi impegnati in prima linea nei pronto soccorso ma non solo.
Si moltiplicano i casi di pazienti risultati positivi e di conseguenza quelli di colleghi posti in isolamento domiciliare per essere venuti a contatto con loro.
Situazione che ha visto coinvolti già diversi ospedali. Molinette, dove tutti i colleghi del turno pomeridiano di martedì sono stati posti in isolamento ad esempio o i colleghi del san Luigi anch’essi posti in isolamento domiciliare sempre nella giornata di martedì.
Ci chiediamo chi coprirà i turni considerato anche che i carichi di lavoro continueranno ad aumentare e probabilmente anche gli infermieri che saranno posti in isolamento visto il rischio.
Prenderemo infermieri dalle sale operatorie facendo saltare gli interventi? Prenderemo infermieri dai reparti senza poter poi assistere i degenti ? Qual è la strategia dell’unità di crisi?
Colleghi che non sono neanche potuti tornare a casa vivendo insieme ad altre persone e poste in isolamento in altri luoghi. Colleghi che hanno a casa persone con malattie croniche che rischiano di più.
A fronte di una situazione che peggiorerà seppur con tutte gli interventi posti in atto, non aver previsto un immissione massiccia e straordinaria di infermieri tempestiva e preventiva che noi rivendichiamo dall’inizio è un atto irresponsabile poiché situazione ampiamente prevedibile e di cui ci si assumerà le responsabilità se non si corre presto ai ripari.
Colleghi che non percepiscono neppure l’indennità di malattie infettive nonostante abbiano un rischio elevato. A fronte di una nostra richiesta, avanzata da tempo, arrivano solo elogi ed applausi di cui non sappiamo più che farcene. La celebre frase armiamoci e partite sembra calzare bene in questo caso.
Sono stati annunciati letti di terapia intensiva e ospedali dedicati, ci chiediamo con quale personale.
NOI NON CI STIAMO. E’ IL MOMENTO DI INVESTIRE SULLA PIU’ GRANDE RISORSA UMANA E PROFESSIONALE CHE STA GESTENDO QUESTA EMERGENZA.
Se non ci saranno provvedimenti urgenti, pur comprendendo il momento, non esiteremo ad avviare, responsabilmente, azioni di protesta.
Francesco Coppolella
Segreteria Regionale
NURSIND PIEMONTE
Non si arrendeva alla fine della loro relazione
Il recente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, emesso il 1 marzo 2020, riporta direttive e misure di prevenzione da adottare per tutti i luoghi pubblici, compreso il Centro Congressi
Riceviamo e pubblichiamo / A tal proposito – emersa la volontà comune di riprendere gradualmente la normale attività quotidiana della città, pur mantenendo sempre una certa attenzione nei confronti della salute dei cittadini – il nostro Centro Congressi ha ripreso la propria attività lunedì 2 marzo 2020, rispettando accuratamente le indicazioni preventive in materia di contagio.
Per quanto riguarda i cicli culturali – per ragioni di efficienza organizzativa – sono rinviati gli incontri dei Caffè Letterari di lunedì 2 marzo e gli Appuntamenti del mercoledì mattina di mercoledì 4 marzo.
In particolare, la presentazione del libro di Marilù Oliva dal titolo “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre” verrà posticipata a lunedì 6 aprile, sempre alle ore 15.00.
L’appuntamento del mercoledì mattina dedicato a Giulio Einaudi, ospiti Mimmo Fiorino a colloquio con Massimo Novelli e Franco Vaccaneo, sarà rimandato a mercoledì 1 aprile 2020, alle ore 10.00.
Salvo ulteriori imprevisti imputabili a nuove disposizioni delle Autorità competenti, il prossimo appuntamento sarà lunedì 9 marzo alle ore 15.00 con Elena D’Ambrogio Navone che, insieme a Gianni Oliva e Marco Castelnuovo, presenterà il recente libro “Le notti di Kos” nell’ambito dei Caffè Letterari 2020.
Quando il sorriso non ha più paura
Secondo una ricerca recente nel mondo, esistono più possessori di un telefono cellulare che di uno spazzolino da denti . Ammontano a 4,8 miliardi coloro che possiedono un telefono cellulare e 4,2 quelli che hanno uno spazzolino da denti!
Un dato davvero agghiacciante questo, che in qualche modo attesta la gravità dell’educazione mondiale atta alla salvaguardia del nostro corpo oltre che della nostra serenità fisica e mentale.
“Ti andrebbe di lasciare lo spazzolino da me ?” Solitamente questa frase suonerebbe come la dichiarazione d’amore universale tra due persone , che in qualche modo conquistano la propria fiducia l’uno con l’altra. In realtà però potrebbe essere invece questa la massima più significativa dell’anfitrione del cuore, colui che innanzitutto cura il bene più autentico e non solo quello delle false e futili apparenze. Una frase fatta quindi quella dello spazzolino, ma assolutamente esaustiva per il suo letterale significato , che dovrebbe avere come protagonista l’oggetto in sé e non il suo secondo fine comunque importante e appropriato.

Il fatto di non sostenere la veridicità del contenuto di quest’ultima riflessione, potrebbe in qualche modo giustificare quanto suddetto riferendoci alla percentuale di acquisto dei cellulari rispetto agli spazzolini da denti : l’importanza quindi del pensiero atto al nostro benessere diviene il superfluo, mentre il superfluo diviene indispensabile”. Bizzarro ma è così.
La stessa identica cosa vale quindi per l’odontofobia , ossia il terrore di andare dal dentista e affrontarne le conseguenze. Infatti, molto spesso, preferiamo comprarci un bellissimo abito , quello dai colori alla moda e dalle stoffe luminescenti (effetto immediato e apparentemente perfetto) ma difficilmente ci soffermiamo a pensare come quell’abito possa sposarsi bene con il nostro sorriso sano e curato “innanzitutto”. “Non c’è mai stato un filosofo che potesse sopportare pazientemente un mal di denti…” ,come diceva il grande William Shakespeare, dal profondo della sua dotta sensibilità e genialità.. Motivo in più per vincere la paura e la diffidenza.
Per cui, dinnanzi all’esigenza di dover chiedere “aiuto” al dentista per farci curare, rischiamo il più delle volte di scegliere la strada del “fai da te” : dall’automedicamento , o peggio ancora , votiamo erroneamente per la trascuratezza assoluta di stati di fatto più che evidenti nella loro gravità, rischiando così di rivolgerci a professionisti assolutamente non dedicati o, peggio ancora, non preparati !
Nonostante questo, la scelta di un ottimo dentista rimane sempre una questione delicata, avendo quindi l’occasione di valutare al meglio la professionalità dell’odontoiatra in relazione al proprio problema. Molto spesso , ignorantemente, siamo portati a pensare che tutti i dentisti siano degli “imbroglioni” e gli stessi , per altri, siano paradossalmente l’esatto opposto. Nessuno però possiede una sfera di cristallo per poter giungere ad una conquista decisionale valida e senza errori, ma sicuramente il buon senso e l’informazione ne attesteranno la veridicità .
Per poter arrivare però ad una scelta logica ed equilibrata , diversi sono i fattori a cui dovremmo fare appello : alta, anzi altissima preparazione da parte del professionista sugli argomenti medici , di routine , ma anche dei più innovativi. Sofisticata tecnologia dei materiali , degli strumenti e delle attrezzature. Grande capacità di instaurare fiducia reciproca tra medico e paziente, trasparenza anche sotto il profilo dei costi e del piano terapeutico da seguire.
In ultimo due ingredienti fondamentali : PASSIONE e AMORE.Quando un servizio è praticato da professionisti che innanzitutto sono “persone” che trovano importante e appassionante il proprio lavoro , sviluppandolo con passione e amore, quest’ultimo godrà sicuramente di risultati che premieranno qualità, garbo , stile e soddisfazione.
Sul panorama torinese esistono sicuramente svariati studi di odontoiatria , molti di essi sicuramente validi, ma tra questi, quello che coglie lo stupore agli occhi , alla mente e al cuore dei suoi residenti e non solo è lo Studio dentistico BERGO (BBB). Tre iniziali uguali fra loro anche per gli stessi intenti nobili e preparati di ognuna, che si fondono innanzitutto per l’unione solidale di una realtà divenuta forte per esperienza, tenacia, ricerca, preparazione , competenza e professionalità. Una famiglia composta da 3 fratelli ,che insieme , con grande determinazione, armonia ,serietà e amore per il proprio lavoro , hanno avuto la capacità di costruire un’equipe altamente preparata sugli argomenti che con passione smisurata, serietà, eleganza , umanità e rispetto per i suoi pazienti (che ad oggi ammontano a più di 2000 ,provenienti da tutta Italia e non solo) ha saputo arricchire, a vantaggio del paziente , un approfondito aggiornamento tecnologico davvero molto ricercato e costante, oltre che un servizio puntuale , attento e professionale per lo stesso.
Nel panorama di questa realtà davvero sorprendente ed entrando quindi dalla porta principale dello studio dentistico BERGO , salta immediatamente all’occhio l’eleganza degli spazi, la modernità e l’innovazione . Ma non pare “fuffa”, al contrario una location invitante che sussurra il piacere per l’anima , la sicurezza emotiva dei suoi pazienti e la netta sensazione di poter davvero mettere in mano la propria bocca a professionisti assolutamente affidabili.
La cortesia e la solarità dello staff trasmettono la capacità di poter sedare la paura e arricchire la consapevolezza di volersi bene.La pulizia delle sale e quindi l’igiene, è impeccabile! La ricchezza degli elementi di lavorazione è davvero sorprendente, per l’alta tecnologia delle attrezzature e dei materiali.La passione che questa famiglia pone al proprio lavoro si palpa come luce trasparente agli occhi persino dei profani. Una sorta di collezionismo degli elementi occorrenti alle cure dei pazienti, che certo non si sporcano di polvere , ma di lavoro duro , appassionante e appassionato, dedicato assolutamente alla cura del paziente e della sua salvaguardia.
Minuziosa e sorprendente è poi l’attenzione e la precisione rivolta alla cura dei vari progetti terapeutici e persino (involontariamente) psicoterapeutici di tutti i loro pazienti, ormai da tempo fidelizzati.Lo Studio Dentistico Bergo, gode quindi di tutti i confort e la professionalità , per ottimizzare tutte le tecnologie e le cure mediche ad essi appropriate quali :
l’ortodonzia infantile , l’odontoiatria conservativa , l’endodonzia, l’ortodonzia generale, la parodontologia, la protesi e lo sbiancamento dentale, l’implantologia più innovativa (pur cercando, per quest’ultima di mantenere comunque il più possibile i denti originali del paziente. Un’ulteriore valore aggiunto questo dei Bergo, che ancora una volta attesta la serietà degli intenti).
Inoltre, per sconfiggere lo stress dei pazienti, si adotta anche la sedazione cosciente per adulti e bambini. Per questi ultimi lo Studio dentistico Bergo è particolarmente sensibile e quindi specializzato , al fine di ottenere un trattamento davvero competente e assolutamente indolore.
Risolvere il problema , dicono i Bergo, spesso non basta : è necessario mettere il paziente in condizione di mantenere il proprio stato di salute nel tempo.Questa loro una massima che rileva davvero l’intenzione di salvaguardare il diritto del paziente innanzitutto.Un bouquet di altissima generazione quindi quello dello Studio Dentistico Bergo, ma con un valore aggiunto di autentica certezza.

“Sorridere finalmente senza paura”, deve divenire quindi un motto per noi stessi, la consapevolezza di un tempo nuovo che porta via il dolore ,che rende forti, che non fa paura …e la decisione di riuscire a ricominciare anche se alle volte fa un pochino male, ottimizzando le proprie scelte prendendosene cura e credendo innanzitutto in ciò che può cambiare.
Studio dentistico BERGO (corso Vittorio Emanuele II, 87 (+39)011 4342395 – www.studiodentisticobergo,it – info@studiodentisticobergo.it)
Monica Di Maria di Alleri Chiusano
Senza il via libera del Parlamento sullo scostamento del deficit il governo non può varare il decreto per accedere alle risorse aggiuntive necessarie per fronteggiare le conseguenze economiche del coronavirus, ma lo stesso governo, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, fa sapere che forse slitta alla prossima settimana il voto del Parlamento
Se la situazione non fosse drammatica come è, si potrebbe dire che siamo di fronte a una commedia, una pochade anche se di infimo ordine. Un governo indeciso a tutto, dalla comunicazione alle misure sanitarie da adottare, sta portando gli italiani allo scoramento e conferisce tinte ancora più fosche all’emergenza coronavirus.
È un comportamento insultante nei confronti dei cittadini, degli operatori sanitari, delle imprese e dei lavoratori. Il presidente Conte trovi un po’ di coraggio, non si faccia tirare la giacca dalla maggioranza sulla destinazione delle risorse straordinarie e lasci che il decreto sulle misure straordinarie venga scritto dal Parlamento.
on. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia
“Se è giusto che il Governo, in questa situazione di grave emergenza, intervenga, richiesta che sosterremo, è doveroso che la Regione faccia la sua parte, a partire dall’approvazione in tempi rapidi di un Bilancio che affronti nel modo corretto la crisi che sta interessando il Piemonte.
Il Gruppo del Partito Democratico ha chiesto, oggi, all’Assessore al Bilancio, in apertura di seduta della I Commissione, di accogliere alcuni emendamenti, cruciali per per dare risposte alla crisi che il Piemonte sta vivendo come del resto tutta l’Italia, che intervengono a favore di settori economici duramente colpiti dalle ripercussioni connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e a sostegno dei cittadini più deboli.
Abbiamo la necessità di rivedere il Bilancio alla luce degli eventi di questi giorni per dare una risposta insieme al Governo. Discutiamo in modo serrato su questi temi e approviamo il Bilancio in un giorno” hanno dichiarato il Presidente del Gruppo Domenico Ravetti e ilVicepresidente Raffaele Gallo.
“Entrando nel dettaglio delle proposte – hanno proseguito gli esponenti dem – chiediamo che le risorse stanziate per l’esonero dal bollo auto (quantificate in circa 8 milioni di euro) vengano destinate alla riduzione, solo per il 2020 in via straordinaria, del pagamento dell’IRAP per le imprese che, a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno subito o subiranno contraccolpi. Pensiamo, inoltre, che sia importante trasferire 15 milioni di euro per la promozione e il sostegno del settore turistico piemontese, gravemente colpito da annullamenti e cancellazioni. Rimane fondamentale anche il tema della protezione sociale sul quale il nostro Gruppo chiede risorse aggiuntive: occorre continuare a finanziare gli assegni di cura, sostenendo le persone in difficoltà”.
“Il Bilancio che la Giunta di centrodestra aveva predisposto – concludono Presidente e Vicepresidente del Gruppo Pd – era il frutto di un periodo nel quale il Piemonte non si trovava ad affrontare l’emergenza del COVID-19. Adesso occorrono misure diverse e tempestive che consentano alla Regione di affrontare l’emergenza e di rilanciare l’economia. Sentiamo la responsabilità del momento e pensiamo che le nostre proposte possano fornire una prima risposta alle richieste dei settori produttivi e dei cittadini. I Comuni stanno intervenendo con atti concreti. La Regione faccia altrettanto! Non si possono rinviare gli interventi al Piano di competitività che ha tempi dilatati nell’utilizzo dei fondi e sul quale potremo discutere solo quando verrà presentato e ne conosceremo i contenuti”.
Covid-19: a Tortona la prima vittima, aveva 79 anni
Comunicato stampa della Regione Piemonte, mercoledì 4 marzo ore 19
CORONAVIRUS PIEMONTE: 84 I CASI PROBABILI POSITIVI
Sono 84 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 41 in provincia di Asti, 17 nell’Alessandrino, 11 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 4 nel Vercellese, più 3 casi extraregione.
Quaranta persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 21 sono ospitati in reparti di malattie infettive: 8 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 2 a Vercelli. Altri 14 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva, 5 sono in altri reparti. Le persone in isolamento fiduciario domiciliare sono 43.
SITUAZIONE PRONTO SOCCORSO
Risultano al momento precauzionalmente chiusi gli ospedali di Novi Ligure e Tortona, dopo il rilevamento di casi di positività che hanno richiesto la sanificazione dei locali e la messa in osservazione dei sanitari coinvolti nelle azioni di assistenza specifica.
Un altro caso di contagio, nel pomeriggio, ha reso necessario chiudere precauzionalmente anche il Pronto soccorso, la Rianimazione e la Medicina di urgenza dell’ospedale di Biella.
Nel caso di Tortona, si stanno gradualmente trasferendo i pazienti in altre strutture in modo da riservare l’ospedale alle funzioni di “Covid Hospital”, come previsto dal nuovo piano di emergenza della rete ospedaliera.
A Novi Ligure e Biella, invece, l’attività tornerà alla normalità non appena saranno completate le operazioni di sanificazione delle strutture.
MODELLI PREVISIONALI SUL CONTAGIO IN PIEMONTE
Chiusura delle scuole ed isolamento sanitario sono le misure di mitigazione più efficaci per ridurre il tasso di attacco dell’epidemia.
Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte nella conferenza stampa di poco fa all’Unità di crisi del Piemonte, illustrando i risultati dei modelli epidemiologici redatti su base scientifica e raccolti dallo stesso Assessorato.
Dai grafici presentati dall’assessore, emerge chiaramente che, quanto più tardi si attua l’intervento di contenimento sociale, tanto più questo perde di efficacia.
L’applicazione immediata di tutte le misure di contenimento (sospensione del lavoro in sede, chiusura delle scuole e isolamento di almeno il 90% dei contagiati) entro le prime due settimane dalla scoperta dell’epidemia, riesce sostanzialmente a contenerla quasi del tutto, ma, più realisticamente, quando questo non è possibile, esistono alcune misure più efficaci di altre, quali, appunto, la chiusura delle scuole e l’isolamento dei contagiati.
Le stesse misure, se applicate dopo tre settimane dall’inizio dell’epidemia, risultano decisamente meno efficaci, per diventare sostanzialmente inutili se applicate dopo la quinta settimana.
L’assessore ha pertanto esortato la popolazione a collaborare con il Sistema sanitario nazionale, attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche, la limitazione il più possibile delle interazioni sociali non strettamente necessarie e l’uso consapevole e appropriato degli accessi ospedalieri.
A Tortona si registra la prima morte connessa al virus Covid-19 nella nostra regione. Si tratta di un 79enne che era già colpito da diverse altre patologie, era ricoverato nell’ospedale cittadino. Si stanno effettuando le verifiche per capire se la causa del decesso sia il coronavirus o complicazioni legate alle altre malattie.
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Comunicato stampa della Regione Piemonte, mercoledì 4 marzo ore 11,30
Sono 81 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 41 in provincia di Asti, 15 nell’Alessandrino, 11 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 3 nel Vercellese. Nella somma degli 81 positivi rientrano anche 3 casi di pazienti provenienti da altre regioni, trattati in Piemonte.
Venticinque persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 19 sono ospitati in reparti di malattie infettive: 6 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 2 a Vercelli. Altri 13 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva.
Finora sono 514 i tamponi eseguiti in Piemonte, 407 dei quali risultati negativi.
Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso, sugli 81 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.
È stato riaperto in mattinata, dopo essere stato opportunamente sanificato nelle zone a rischio, il Pronto soccorso dell’ospedale San Luigi di Orbassano, a causa del passaggio di un paziente individuato come “caso sospetto” e risultato poi positivo al test sul COVID-19.
Non ha interrotto l’attività, invece, il Pronto soccorso delle Molinette di Torino, dove è stato gestito secondo i protocolli un caso sospetto, risultato poi positivo al test. In via precauzionale, alcuni operatori sanitari stati messi in isolamento fiduciario domiciliare.
Per contenere la diffusione del virus, l’assessore regionale alla Sanità e il coordinatore dell’Unità di crisi chiedono la collaborazione di tutti i cittadini piemontesi, invitandoli a rispettare le norme di prevenzione e a limitare al minimo indispensabile le uscite in luoghi di assembramento.
Comportamenti responsabili da parte della popolazione aiutano a mitigare l’impatto dell’onda lunga dei contagi sulle preziose (e non infinite) risorse del Servizio sanitario nazionale. Minore sarà il numero dei casi affrontati dagli operatori degli ospedali e meglio questi potranno essere fronteggiati e curati.
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martedì 3 marzo, ore 19 / Sono 63 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 40 in provincia di Asti, 6 in provincia di Torino, 4 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara, 2 nel Vercellese e 6 nell’Alessandrino. Sono inoltre ricoverati in strutture del territorio un paziente proveniente dalla provincia di Cremona e uno dalla provincia di Piacenza, mentre sono attesi sei pazienti da Finale Ligure.
Sedici persone sono tuttora ricoverate in ospedale: 6 ad Asti, 4 a Novara e 3 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 1 a Vercelli. Altri 5 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva.
Sono 42 le persone in isolamento fiduciario domiciliare, la maggior parte componenti della comitiva reduce dal soggiorno di Alassio.
Finora sono 479 i tamponi eseguiti in Piemonte, 391 dei quali risultati negativi.
Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso, sui 63 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.
Ore 11,30 /Sono 56 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 40 in provincia di Asti, 7 in provincia di Torino, 4 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara, 1 nel Vercellese e 1 nell’Alessandrino
Tredici persone sono tuttora ricoverate in ospedale: 7 ad Asti, 3 a Novara e 3 all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Altri 3 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva.
Sono sempre 40 le persone in isolamento fiduciario domiciliare, la maggior parte componenti della comitiva reduce dal soggiorno di Alassio.
Finora sono 477 i tamponi eseguiti in Piemonte, 387 dei quali risultati negativi.
Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato al momento confermato un solo caso, sui 56 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.