ilTorinese

Matuidi secondo bianconero positivo

Dopo Daniele Rugani c’è un secondo calciatore della Juventus positivo al coronavirus

E’ il centrocampista francese Blaise Matuidi, così ha comunicato la società bianconera. Da mercoledì 11 marzo si trova in isolamento volontario domiciliare, verrà monitorato e seguirà lo stesso regime. E’ asintomatico e sta bene.

Cacreri, i garanti: “Urgente ridurre il numero dei detenuti”

“Una comunità che conta in Piemonte circa 4.600 detenuti nelle 13 carceri per adulti ed un istituto penale per minori con una capienza effettiva complessiva di solo 3.700 posti, con oltre 3.000 agenti di polizia penitenziaria e circa 500 operatori dei vari settori, rappresenta una situazione solo parzialmente protetta: i detenuti e gli agenti in primis ne sono consapevoli”

I GARANTI DEI DIRITTI DEI DETENUTI PIEMONTESI SI RIVOLGONO ALLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA: “LA SITUAZIONE IMPONE DECISIONI STRAORDINARIE, COME A ROMA, MILANO, NAPOLI. OCCORRONO OCCHI E METRI DIVERSI DALL’ORDINARIO. URGENTE RIDURRE IL NUMERO DEI DETENUTI.” PUBBLICHIAMO IL LORO INTERVENTO

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte e il Coordinamento regionale dei  Garanti comunali piemontesi delle persone detenute o private della libertà intendono esprimere pubblicamente la propria preoccupazione per la fase attuale che vive la comunità penitenziaria italiana, ma quella piemontese nello specifico.

Sono urgenti interventi straordinari per far diminuire la presenza di detenuti nelle carceri del Piemonte: in questi minuti arriva la notizia di un primo caso di contagio nel carcere di Voghera, inevitabilmente altri ne seguiranno.

Una comunità che conta in Piemonte circa 4.600 detenuti nelle 13 carceri per adulti ed un istituto penale per minori con una capienza effettiva complessiva di solo 3.700 posti, con oltre 3.000 agenti di polizia penitenziaria e circa 500 operatori dei vari settori, rappresenta una situazione solo parzialmente protetta: i detenuti e gli agenti in primis ne sono consapevoli.

Le condizioni di vivibilità negli ambienti insalubri, ristretti e chiusi delle nostre carceri sono ordinariamente precarie, ora con il rischio contagio in un contesto di sovraffollamento grave si rivelano tutte le vulnerabilità del sistema: impossibile pensare che nei nostri penitenziari si possano mettere in atto misure di distanziamento sociale o di prevenzione richieste per l’esterno.

La sfida finora è stata prevalentemente quella di bloccare all’ingresso ogni possibile fonte di contagio per un mondo chiuso, ma permeabile alla società esterna: le decisioni messe in campo hanno inciso pesantemente sul versate della popolazione detenuta, ma rimane aperta la sponda degli operatori che garantiscono il funzionamento della macchina detentiva.

Noi non possiamo che auspicare che il contesto sia ben presidiato e in questi giorni abbiamo continuato a segnalare situazioni e problematiche emergenti allo sguardo dell’osservatore esterno quale è un garante.

Abbiamo sollecitato e richiesto un’efficace ed efficiente presa in carico della situazione da parte dell’Assessorato alla Sanità e poi dell’Unità di Crisi, ben consapevoli che l’Amministrazione penitenziaria ed i singoli Direttori (laddove presenti!) non potessero e dovessero fare da soli.

Ora lanciamo un pubblico appello alla Magistratura giudicante e di sorveglianza affinché possano – nell’immediato – affrontare di petto la situazione: nessun istituto penitenziario piemontese ha, ad oggi, gli spazi fisici né i posti letto separati necessari per gestire in sicurezza numeri significativi di casi di sospetti contagi o tanto meno numeri rilevanti di casi positivi asintomatici o nelle fasi lievi o iniziali.

Si tratta certo di pensare a piani straordinari dal punto di vista organizzativo delle carceri, ma in questi giorni abbiamo dovuto registrare l’arrivo di decine di detenuti sfollati da altri istituti danneggiati dalle rivolte e questo ha vanificato in molti casi gli sforzi riorganizzativi messi in campo per ricavare spazi e zone di isolamento.

Diventa dunque di impellente urgenza un intervento straordinario della Magistratura, in particolare quella di Sorveglianza, volto all’immediato deflazionamento della presenza in carcere, in linea con le previsione del decreto-legge “Cura Italia”, il Governo ha infatti previsto misure innovative o deroghe ai vincoli per permettere maggior celerità e maggior ampiezza di intervento. Si calcola che l’effetto delle nuove misure possa essere alquanto contenuto, ma si spera possa rappresentare l’inizio di un percorso: il Garante nazionale segnala che il numero complessivo di coloro che devono scontare una pena fino a sei mesi, senza altre pendenze, è oggi pari a 3.785, mentre il complessivo numero di coloro che devono scontare una pena o un residuo pena fino a un anno sale a 8.629. Come Garanti territoriali sottolineiamo che nell’ordinamento italiano sono già presenti norme e strumenti giuridici di esecuzione penale alternativi alla reclusione e che l’emergenza ne esiga la più veloce attivazione.

Indubbiamente un ruolo decisivo – anche in questo frangente – avranno le valutazioni del singolo magistrato in merito alla reale dimensione della problematica attuale e soprattutto di quello che si rischia di dover affrontare nei prossimi giorni.

Pur nella consapevolezza della difficoltà di lavorare in questa emergenza, riteniamo nostro imprescindibile dovere ricordare che la situazione attuale – per come noi la conosciamo dall’interno delle varie comunità penitenziarie piemontesi – esige di affrontare con occhi e metri diversi i casi che giungono all’attenzione del Magistrato.

Su questa emergenza l’impegno dei Garanti, come quello degli Avvocati e dell’Amministrazione Penitenziaria deve essere al fianco della Magistratura, filtro necessario di ogni provvedimento deflattivo del carcere, per cercare di garantire tempi certi e necessariamente celeri.

 

Bruno Mellano, Alessandro Prandi, Marco Revelli, Paola Ferlauto, Sonia Caronni, Mario Tretola, Paola Perinetto, don Dino Campiotti, Paolo Allemano, Monica Cristina Gallo, Silvia Magistrini, Manuela Leporati.

Le vignette di Mellana

La vignetta importante di oggi è quella che disegnò Adolphe Willette agli inizi del ‘900

Come si noterà nulla è cambiato da allora. Gli altri (lo straniero in genere ma anche i veneti, i siciliano, ecc…) sono visti come un unico corpus che si muove e agisce come un solo individuo. A volte secondo quello che a noi fa piacere a volte quello che fa dispiacere.
Pertanto parliamo di cinesi, inglesi, francesi, tedeschi, islamici, ecc.. affibbiando a loro le colpe e le responsabilità magari di un solo idiota (come quel medico inglese tal  Christian Jessen che dice che stiamo a casa perché siamo un popolo-appunto- di pigri).  Quindi se questo coglione dice che siamo pigri, tutti gli inglesi sarebbero coglioni … Pertanto se un giornale francese sputazza sulla nostra pizza tutti i francesi sono figli di…. I cinesi (tutti ovviamente) erano degli untori sino a due giorni fa e ora sono (tutti ovviamente ) da benedire perché ci mandano gli aiuti. Pare che al mondo non esistano più due cose: i Governi e le responsabilità individuali. E invece esistono tutte e due ed esistono solo loro.
Chi, per calcolo politico, le confonde e le annega nel corpo di un popolo è sostanzialmente un pericoloso guerrafondaio molto più pericoloso di un qualunque virus.
Claudio Mellana

Un minuto di silenzio per le vittime del Bardo

Il  18 marzo ricorre il 5° anniversario della strage terroristica del Museo del Bardo di Tunisi

Per l’emergenza sanitaria non è prevista la commemorazione davanti a Palazzo Civico come nei precedenti anniversari, ma la Sindaca Chiara Appendino invita tutti i Dipendenti del Comune di Torino a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime alle ore 12 di mercoledì.

Nell’attentato terroristico avvenuto il 18 marzo 2015 all’esterno e all’interno del Museo del Bardo vennero uccise molte persone, tra cui due torinesi e numerosi altri furono feriti, che si trovavano a Tunisi durante una sosta della crociera alla quale partecipavano.

Fra le vittime Antonella Sesino, funzionario del Comune di Torino, e Orazio Conte, marito di una dipendente comunale a sua volta rimasta ferita nell’attentato terroristico.

Bilancio, Ruzzola (Fi): “Già varate prime misure per emergenza”

“Apprendiamo che il PD propone le proprie ricette per il Bilancio regionale 2020  alla luce delle nuove condizioni determinate dal Coronavirus ponendosi in contrapposizione con la Giunta. Tutte le proposte sono ben accette ma si potrebbe loro rispondere quello che ha detto proprio oggi il vice segretario nazionale Orlando: “Le polemiche, in questo momento, servono a poco e fanno perdere del tempo. Dobbiamo essere concentrati a risolvere i problemi, non a descriverli o a dare la colpa agli altri”. 

E’ un dato di fatto che PD in questo momento di grande difficoltà per tutti non si è accorto che la Giunta non è restata con le mani in mano e ha già messo in campo delle misure. Ha disposto immediati pagamenti per 200 milioni di euro nei confronti dei fornitori della Regione onde erogare della liquidità in modo particolare ai Comuni, alle Cooperative e alle Associazioni.
Ha lanciato una moratoria delle rate per 110 milioni di euro nei confronti delle imprese fruitrici di prestiti da parte della regione Piemonte. 54 milioni sono stati destinati al Fondo di Garanzia con lo scopo di favorire l’accesso al credito delle micro-piccole-medie imprese, oltre ad una misura che potrà coprire fino all’80% degli interessi passivi per le imprese che dovessero ottenere un finanziamento di durata fino a 36 mesi. 90 milioni sono stati destinati sul Fondo Unico: partito il 18 febbraio 2020 il finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per progetti di investimento e sviluppo. Quindi l’emergenza coronavirus è stata già oggetto di azioni concrete, senza perdersi in grandi proclami.
C’é poi la questione extralea: Forza Italia sin dalle prime riunioni di maggioranza nelle quali si è presentato il bilancio ha espresso che vista la sua sensibilità nei confronti delle fasce più deboli e fragili della popolazione non era possibile prevedere tagli. Certamente.  condividevamo con i nostri colleghi la necessità di aumentare le risorse per gli altri territori che compongono la nostra Regione ma siamo stati sempre chiari sul fatto che ciò non poteva avvenire a discapito della Provincia di Torino. Abbiamo presentato quindi un emendamento per destinare il 50% delle risorse individuate all’esenzione del Bollo Auto per chi sostituirà un’auto nel 2020 per importo pari a 3 milioni di euro proprio agli extra LEA di Torino portando cosi il fondo complessivo tra extra LEA e Assistenza Domiciliare a quasi il 10% in più dell’anno precedente. Mettiamo le mani avanti, anche il prossimo anno FI chiederà di avere su quel capitolo almeno le stesse risorse. Condividiamo che i fondi per l’assistenza vengano implementati per le altre province: ma non sulle spalle di un territorio rispetto ad un altro.
A completamento di questo va detto che attendavamo da giorni il parto del decreto del governo per comprendere se sarebbero arrivate misure a favore delle scuole e delle famiglie. Oggi posso annunciare che stiamo studiando misure per 10/15 milioni a favore delle famiglie per completare gli ovvi “buchi” che ha lasciato il ventaglio di misure nazionali.
Quello che non vorremmo è che alla fine il PD ci dicesse che ci ha permesso di approvare il loro bilancio. Un messaggio che è filtrato più volte in queste ultime settimane e che sicuramente non considereremmo responsabile visto il momento che sta vivendo il Piemonte”. Ad affermarlo in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola.

Intesa Sanpaolo: in banca solo su appuntamento

La continuità operativa è assicurata dalla filiale online e dalla piattaforma di home banking. Sportelli automatici e bancomat continueranno a mantenere la consueta operatività e accessibilità

 Intesa Sanpaolo rende noto che, nell’assicurare la tutela del proprio personale e il costante presidio dei servizi alla propria clientela,  sarà possibile accedere alle filiali del Gruppo esclusivamente su appuntamento.

Per i clienti sarà possibile richiedere l’appuntamento telefonicamente, per le sole operazioni indifferibili e non altrimenti eseguibili attraverso i canali diretti e digitali della banca, come gli sportelli automatici, la filiale online (telefonica) e la piattaforma di home banking. Come già comunicato in data 12 marzo 2020, la tutela delle nostre persone, nel rispetto della garanzia della continuità e qualità del servizio, è una delle priorità di Intesa Sanpaolo anche in questa delicata fase di emergenza. Per questo motivo, invitiamo pertanto i clienti a verificare, attraverso il numero verde 800.303.303 (dall’Italia) e +39.011. 8019.200 (dall’estero) o sul sito internet www.intesasanpaolo.com, l’effettiva esigenza di recarsi in filiale per le operazioni che necessitano di svolgere.

Chiambretti positivo al coronavirus

Piero Chiambretti e la madre sono al Mauriziano

Il conduttore de “La Repubblica delle donne” è  ricoverato, assieme all’anziana madre: sarebbero entrambi positivi al virus, e si trovano all’ospedale Mauriziano di Torino. In serata, in diretta su Rete 4, la giornalista Barbara Palombelli, amica dello showman televisivo torinese, ha fatto sapere che Chiambretti le ha inviato diversi messaggi per dirle che sta bene e in ospedale è accudito in modo eccellente.

Webathon per il Piemonte, 70 personaggi famosi in campo contro il coronavirus

Piero Angela, Massimo Giletti, Giorgio Chiellini, Bebe Vio, gli Eugenio in via di Gioia, Cristina Chiabotto, Gabry Ponte, Ivan Zaytsev,  Samuel Romano dei Subsonica, Salvo Sottile, Raul Cremona, Michele Foresta, Rudy Zerbi, Beppe Braida, Jimmy Ghione, Arturo Brachetti, Rocco Papaleo, sono solo alcuni dei 70 personaggi famosi che parteciperanno a Webathon, la prima maratona web organizzata dalla Giunta e dal Consiglio regionale, da un’idea di Walter Rolfo, autore e conduttore televisivo, allo scopo di raccogliere fondi per sostenere gli ospedali del Piemonte, il personale sanitario e acquistare nuovi dispositivi medici, necessari ad affrontare l’emergenza Coronavirus.

Domani, mercoledì 18 marzo dalle 12 alle 24 sul canale instagram@webathon.it e sui canali istituzionali facebook della Regione Piemonte e del Consiglio regionale, il web si trasformerà in una vera televisione interattiva per arrivare in modo capillare nelle case di tutti gli italiani chiamati a partecipare ad una staffetta di solidarietà con un unico obiettivo: trovare risorse per sostenere gli ospedali del Piemonte, il personale sanitario e acquistare nuovi dispositivi medici, necessari ad affrontare l’emergenza Coronavirus.

“Webathon  – dichiara Walter Rolfo – sarà un vero e proprio allenamento a essere positivi. Una maratona web, per dare alle persone 12 ore di strategie e pensieri, per imparare a sorridere e invitarle a donare e sostenere tutti coloro che stanno soffrendo e hanno bisogno di aiuto”.

Ogni personaggio avrà a disposizione 15 minuti per condividere pensieri, parlare di sé, raccontare storie, mostrare magie, cantare, insegnare a cucinare, per presentare il proprio personale metodo di allenamento alla felicità.

Tutto l’evento, le riprese, il contributo dei personaggi è stato pensato affinché ognuno potesse dare il proprio personale aiuto, semplicemente restando tra le mura di casa, senza entrare in contatto fisico con altre persone. Un messaggio importante per dire che si può realizzare l’impossibile anche dal salotto di casa.

Tutti coloro che vorranno donare potranno farlo sul conto corrente ufficiale della Regione Piemonte: “REGIONE PIEMONTE-Sostegno emergenza Coronavirus” al numero iban intestato a Regione Piemonte presso UniCredit Group – IT 29 H 02008 01152 000100689275 codice BIC UNICRITM1AF2-UNICREDIT GROUP

Parteciperanno all’evento:

Alberto Cirio, Stefano Allasia, Piero Angela, Ylenia Baccaro, Massimo Bagnato, Giuseppe Barbuto, Alessandro Baricco, Elena Barolo, Marta Bechis, Paolo Belli, Mauro Berruto, Marco Berry, Luca Bianchini, Chicco Blengini, Alexander Boldachev, Arturo Brachetti, Beppe Braida, Guido Catalano, Giuseppe Cederna, Cecilia e Daniele Celona, Cristina Chiabotto, Giorgio Chiellini, Raul Cremona, Elio De Grandis Alexander, Gipo Di Napoli, Eugenio in via di Gioia, Oscar Farinetti, Michele Foresta, Jimmy Ghione, Simone Giannelli, Massimo Giletti, Paolo Griffa, Hyde, Morgan Icardi, Valerio Liboni, Vladimir Luxuria, Edoardo Mecca, Michelangelo Mammoliti, Jacopo Morini,  Jack Nobile, Martina Panagia, Rocco Papaleo, Rosario Pellecchia, Alessandro Perissinotto, Michela Persico, Pisti Mangaboo, Angelo Pittro, Gabry Ponte, Johnson Righeira, Tomàs Rincòn, Max Rosolino, Samuel Romano, Stefy Sansonna, Guido Saracco, Simona Arrigoni, Lorenzo Sonego, Kristina Ti, Fabio Troiano, SiIvia Vada, Bebe Vio, Ivan Zaytsev, Rudy Zerbi, Morgan, Svevo Tognalini.

 

(foto Liguori)

Il finto patriottismo della paura. Risposta a Galli della Loggia

IL COMMENTO  di Pier FRanco Quaglieni / Ernesto Galli della Loggia, lo stesso che scrisse il fortunato e citato libro “La morte della Patria” sul Corriere della Sera di oggi inneggia al nuovo patriottismo che sarebbe rinato in questi giorni con l’esposizione di tricolori e con il canto in strada  dell’Inno nazionale. Egli giunge a scrivere che  “in tempi di vita e di morte” rinasce l’identità nazionale. Per uno storico come lui  il suo mi sembra un  discorso banalizzante e fuori tempo

Per decine e decine di anni ci siamo sentiti ripetere che la Nazione e la Patria erano parole retoriche e tutti hanno usato il ben più banale e democratico Paese. Solo Ciampi tentò come presidente di farci riappropriare del nostro orgoglio di essere e di sentirci italiani. E solo in minima parte ci riuscì. Chi scrive si è sempre considerato un patriota e potrebbe vantare qualche benemerenza in fatto di inni nazionali e di bandiere tricolori. Nelle occasioni  solenni ho fatto aprire le manifestazioni del Centro Pannunzio con il suono e persino il canto dell’ Inno di Mameli ; in tante occasioni ho promosso concerti patriottici ed uno era stato  programmato proprio per il  prossimo 17 marzo anniversario dell’Unità d’Italia, una festa mal concepita e frettolosamente realizzata  da un sottosegretario di Monti che fu alle dipendenze di Ciampi. Ho sempre esposto il tricolore al mio balcone ,preferendo però quello con lo stemma sabaudo, la bandiera del Risorgimento ,la bandiera ereditata da mio nonno.
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Ho in più occasioni commemorato le  date di anniversari e di feste nazionali in giro per l’Italia, da Bolzano a Trapani.Partecipando sempre a titolo gratuito. E potrei aggiungere tanti altri ricordi riferibili fino agli anni della mia giovinezza, quando scelsi a 14 anni di andare ad El Alamein e non a Luxor, come tanti miei compagni di scuola del Collegio San Giuseppe nel corso di un viaggio in Egitto. Ho ricordato queste cose non certo per vantare dei meriti che non ho, perché ho solo seguito le tradizioni della mia famiglia. Ho voluto ricordare queste cose perché non credo all’ improvvisato patriottismo di gente che ha sempre calpestato la storia e, se non la ha calpestata, è solo perché l’ha sempre ignorata. Mussolini cercò di “galvanizzare” gli  italiani dopo le clamorose sconfitte delle armi italiane in Africa, in Russia, nei Balcani , con le parole d’ ordine patriottiche. Fu un inutile richiamo che rese la dittatura intollerabile.
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Oggi non abbiamo bisogno di tricolori alle finestre, ma di disciplina nel non uscire di casa. I patrioti dell’emergenza virus sono dei finti patrioti. Oggi di fronte alla pandemia che non guarda alle frontiere nazionali, abbiamo bisogno di spirito umanitario, capace di farci sentire cittadini del mondo. Non dobbiamo cantare inni che la maggioranza dei cittadini non conosce, ma dobbiamo cercare di essere solidali, donando soldi e sangue. Oggi i veri eroi sono i medici e gli infermieri che cercano di salvare vite umane. Il prof. Galli dovrebbe scrivere queste cose e non esaltarsi di una Patria  di cui lui stesso ha dichiarato la morte. Anche la patria europea, in cui pure abbiamo creduto, si è rivelata un miraggio e nessuno penserebbe di cantare oggi   l’inno alla gioia. Sentirci uomini solidali e sofferenti, a fianco di altri uomini solidali e sofferenti, è l’ imperativo categorico di questi tempi così difficili e inediti.
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La retorica,buona o cattiva, non ha senso. Il “Cuore” di De Amicis riprende vigore  e significato nel senso  della rivalutazione dei valori umani che debbono legarci, per la vita e per la morte. Ed anche il senso più modesto ma indispensabile della rivalutazione   dei valori civici che molti nostri connazionali hanno dimostrato di non possedere affatto. Quando ho letto che in una cittadina ligure che pure amo, è passata un ‘auto della protezione civile con gli altoparlanti a tutto volume con l’Inno di Mameli, ho pensato che quell’auto doveva  essere utilizzata per ben altri ed urgenti scopi.
scrivere a quaglieni@gmail.com

La raccolta rifiuti prosegue regolarmente grazie a mille uomini e donne di Amiat

Operano  quotidianamente per garantire un servizio essenziale  alla città

 In relazione a notizie non corrispondenti al vero, apparse su una testata giornalistica locale, si precisa che i servizi di raccolta rifiuti della città di Torino proseguono regolarmente per tutte le frazioni differenziate.

Nonostante le evidenti difficoltà del momento, le donne e gli uomini di Amiat stanno operando ogni giorno con professionalità, dedizione e grande senso di responsabilità, consci dell’importanza del proprio lavoro in un periodo di emergenza.

Oltre mille persone quotidianamente svolgono sul territorio i servizi di igiene ambientale (raccolta e spazzamento) collaborando anche al contenimento del contagio Covid-19 con servizi di igienizzazione aggiuntivi.

“In questi tempi difficili per tutti, il quotidiano impegno dei lavoratori Amiat è una garanzia di sicurezza e di qualità – afferma l’assessore all’Ambiente della Città di Torino, Alberto Unia -. A loro va la mia gratitudine e quella di tutta la comunità cittadina per il servizio offerto senza sosta e senza cedimento alcuno. Chiedo a tutti i cittadini di collaborare a questa importante opera ponendo attenzione nel corretto conferimento dei rifiuti ed avendo cura del suolo pubblico, del decoro e della sicurezza dei luoghi di raccolta