ilTorinese

Coronavirus, a Volpiano 9 persone positive e 11 in isolamento

Il Comune posticipa il pagamento delle prime due rate della tassa rifiuti

I dati sulla diffusione del Coronavirus a Volpiano, aggiornati al 23 marzo, comunicati dalla Protezione civile della Città metropolitana di Torino, dall’unità di crisi della Regione Piemonte e dalla Asl, sono di 9 persone positive (la maggior parte ospedalizzate) e 11 in isolamento fiduciario per aver avuto contatti con soggetti contagiati.

Il Comune di Volpiano ha deciso di posticipare di 30 giorni le prossime scadenze della Tari (tassa rifiuti); di conseguenza, la scadenza del 31 marzo viene differita al 30 aprile e quella del 31 maggio al 30 giugno. Sono diverse le motivazioni che hanno indotto la giunta comunale ad adottare questo provvedimento. Innanzitutto  per rispettare la raccomandazione a non uscire di casa per evitare la diffusione del contagio, come previsto dalle misure del Governo e della Regione Piemonte. In secondo luogo perché, in seguito all’emergenza sanitaria, «l’economia del territorio comunale si sta indebolendo sensibilmente, causando crisi di liquidità generalizzata che colpisce prevalentemente le attività commerciali, produttive e di servizi».

Forzano posto di blocco, due giovani arrestati dopo l’inseguimento

Da Aosta al capoluogo piemontese, a bordo di una utilitaria, due giovani valdostani si sono imbattuti nei controlli predisposti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Torino

E’ accaduto alle 3,30 di stanotte. Alla vista dei militari dell’Arma i predetti hanno dapprima rallentato, per poi accelerare repentinamente nonostante la paletta alzata dal capo equipaggio di una gazzella, posizionata con lampeggianti accesi per le verifiche su strada inerenti le disposizioni emanata per l’emergenza sanitaria. Ne è scaturito un lungo inseguimento da via Monterosa, zona periferica nord, al parco della Colletta, dove i fuggitivi hanno abbandonato l’auto, proseguendo la corsa a piedi. L’intervento di altri equipaggi ha permesso di accerchiarli in pochissimo tempo. Alle strette, uno dei due ha anche tentato di aggredire fisicamente un carabiniere, che ha dovuto utilizzare lo spray in dotazione per bloccarlo.

Arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, dovranno altresì rispondere di inosservanza di un provvedimento emesso dall’Autorità, perché trovati in un comune diverso senza giustificato motivo. Sul loro mezzo rinvenute 2 dosi di stupefacente, una di cocaina e l’altra di marjuana.

Tari ambulanti, Petrarulo interroga in Comune

La Giunta ha deliberato nei giorni scorsi la sospensione per tutte le utenze non domestiche del pagamento della prima e della seconda rata della Tassa sulla raccolta rifiuti (Tari), le cui scadenze erano state fissate per il 16 marzo e il 15 maggio

Ad oggi però, scrive il consigliere Raffaele Petrarulo,  “nessuna iniziativa è stata presa per coloro che, titolari di un posto fisso nei mercati rionali della Città, continuano a pagare il plateatico pur non potendo svolgere la loro attività a seguito delle restrizioni imposte per prevenire la diffusione del COVID 19.”

Con un’interpellanza presentata in data odierna, il Capogruppo del Gruppo Consiliare al Comune di Torino Lista Civica Sicurezza e Legalità chiede alla Sindaca e/o all’Assessore competente di sapere “per quale motivo la riduzione del plateatico per gli ambulanti extra alimentari e non non sia ancora stata attuata”.

La marijuana? A domicilio in bicicletta

A Lenì, i carabinieri della stazione hanno controllato due fratelli, di 17 anni e 24 anni

Sono stati controllati  perchè fuori dalla loro abitazione senza giustificato motivo e in tasca nascondevano 14 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e 85 euro in contanti.
Consegnavano la droga a domicilio in bicicletta. Sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e per il 650 c.p. (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” in relazione art.1 Lett. A del DPCM
10.03.2020” )

L’importanza vitale della lettura

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Karl Popper scrisse un saggio nel quale dimostrava come la televisione facesse male. Di Popper e della sua “Società aperta” mi ritengo da sempre un discepolo, ma quel libretto mi era sembrato poco convincente  forse perché non amo particolarmente la Tv di cui non sono mai  dipendente perché a casa, quand’ero bambino, la televisione era giustamente razionata

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Adesso sto riscoprendo il suo valore della  critica popperiana perché tutte le televisioni in epoca di pandemia drammatizzano, insistendo in modo intollerabile, su un tema di cui abbiamo purtroppo piena consapevolezza  Insistere in modo martellante significa creare una paura sociale dagli sbocchi imprevedibili che nessun psicologo sarà mai in grado di lenire. Spettacolizzare il virus appare davvero demenziale. Vespa è giunto a fornire in tv i sintomi del coronavirus, incurante degli effetti devastanti di notizie così generiche e allarmanti che possono sconvolgere la vita delle persone.
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Le comunicazioni televisive  del presidente del Consiglio in piena notte, sabato scorso,  in modo generico e pasticciato hanno creato altro gravissimo  allarme. Non così in linea di massima di può dire per la carta stampata, se si  escludono alcuni articoli in cui i soliti intellettuali si sono esibiti nelle loro riflessioni conformiste e inutili che, per fortuna, ormai leggono in pochi. L’alternativa agli “arresti domiciliari”  non è la Tv e non sono  nemmeno i giornali di  carta che obbligano gli edicolanti a tenere aperti i loro esercizi, come fossero un pubblico servizio mentre in realtà sono letti da una minoranza. L’alternativa è la lettura, la scoperta dei grandi libri che diano una valenza di più ampio spessore alla quotidianità drammatica che viviamo.
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Siamo stati abituati a vivere, seguendo la velocità del tempo, la nevrosi indotta dalla fretta e dalla superficialità di un consumismo che stiamo per perdere.   Neppure in spiaggia, d’estate, si vede gente che legge libri. Siamo tutti attratti dall’ iPhone o dal tablet, chattiamo e telefoniamo in modo nevrotico. Le pagine scritte dei grandi scrittori (non degli scrittorelli di oggi che sono insulsi e perdono d’ interesse  con  i ritmi di una  scadenza da yogurt) riescono a distoglierci dalla drammaticità del contingente che così non  è più un elemento unico ed assoluto di confronto. La cultura così negletta e trascurata riassume oggi una grande rilevanza vitale.
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Anche per chi non è un lettore abituale  leggere diventa uno strumento vitale per affrontare la drammaticità del presente. Flaubert, Zola, Proust, Tolstoj Manzoni, Verga, Pirandello, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Gozzano Montale, Tomasi di Lamoedusa , tanto per citare alcuni esempi. La biografia di Cavour di Rosario Romeo o la Storia d’Italia di Croce o le Lettere dal carcere di Gramsci , per non  parlare di Dante, una lettura  suprema ,sempre rigenerante, con il commento insuperato di Sapegno. Sono semplici indicazioni . Eviterei i vari Baricco e i vari Serra che nei  momenti difficili non riescono neppure a farci sorridere. I giornalistini che scrivono libri possono rimanere chiusi nelle librerie, con la speranza che presto vadano al macero. Hanno invaso la nostra vita per troppi anni, complice la Tv marchettara, oggi debbono tacere.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

Perché dopo non sarà come prima

Ci ricorderemo a lungo l’inizio di Primavera 2020. Ce ne ricorderemo per sempre. Difficile, anzi impossibile, dividere i destini individuali da quelli collettivi

Ci ricorderemo non solo del coronavirus. Ci ricorderemo delle reazioni di una classe politica e di una società civile che ha fatto fatica nel capire questo fenomeno.

Il governo preso in mezzo dall’allarme degli scienziati o
virologi che volevano chiudere tutto da oltre un mese e gli operatori economici che non volevano
chiudere niente. Ci ricorderemo di gente che ha immediatamente applicato le regole e chi se ne è
altamente sbattuto.

Verissimo, non è un bello spettacolo vedere  l’esercito intervenuto in Barriera di Milano.
Non perché l esercito sia sinonimo di golpismo. Perché è intervenuto per far rispettare regole,
appunto non rispettate. Sappiamo che questa settimana sarà decisiva. Speriamo che questa
settimana sia decisiva per il meglio. Indubbiamente ci sono stati errori e impreparazione
(forse) non solo dalla politica. Esempio: in Piemonte mancano i tamponi per le analisi del caso.
Non c’è stato il dovuto coordinamento tra Stato e Regioni. Ma le polemiche, almeno per ora ,
sono inutili e pretestuose. Dunque fuorvianti.

Ci si mettono  i seriali produttori di notizie false: da Crotone con i 300 sanitari messi in mutua
dopo 1 giorno di lavoro, al prelievo nei conti correnti privati per pagare il debito verso Germania
e Francia. Il falso che serve per dire che loro avevano ed avranno sempre ragione. Ora più che
mai è attuale: chi semina vento raccoglie tempesta. Poi ci si mette l’ideologia. Sempre pronta
nel dare una mano agli stupidi. Sostenere che la sinistra era contenta per la moria in Lombardia
ne è un un’esempio.

O che la destra è forte perché Berlusconi dona 10milioni di euro e la
sinistra è cattiva visto che non ci sono notizie di donazioni di Romano Prodi. L’unica reazione
logica sarebbe: non ti curar di loro ma guarda e passa. Ma mi rendo conto che è difficile non
replicar . Se poi la replica è: Cina Russia e Cuba ci aiutano perché comunisti, mi pare inefficace
ed abbastanza puerile.

Al tempo stesso fa riflettere che qualcuno ci aiuti e chi ci ha deriso, da
Trump alla Spagna passando per Francia ed Inghilterra ora stiano peggio di noi. Fa riflettere
perché dopo non sarà come prima. Con i soliti dubbi verso alcuni potenti della terra. Si sta
fermando l’economia mondiale e non vengono chiuse le Borse. Deciso  appositamente perché
i soliti noti ci guadagnino a scapito dei tanti, così non potenti? Con la solita certezza : pochi ci
guadagnano e molti ci perdono.

E un’ altra (ahimè) certezza: che botta avrà l economia mondiale, con il solito dubbio,
privilegiare la finanza o privilegiare il lavoro. Non sono un economista ma la risposta sta nella
seconda opzione. Privilegiare gli investimenti che producono lavoro.

Ovvio no? Dipende da noi se questa crisi verrà usata dall’Uomo per migliorarsi.
Il professor Alessandro Barbero , in una sua lezione sulla peste in Inghilterra spiegò come
persino una epidemia può essere occasione per una mobilità sociale positiva per lo sviluppo
economico. Sappiamo che non dipende solo da noi. Dipende soprattutto dalle scelte che
verranno fatte dalla politica.

Politica che non deve prendere ordine dalla finanza o dall’economia. Sempre più che mai, cosa
decisamente acclarata, le scelte fatte debbono essere fatte (scusate il bisticcio di parole) per
il bene comune, per il bene collettivo. Il tutto è semplicemente logico. Capito questo siamo a
buon punto per essere migliori di prima.

 

Patrizio Tosetto

 

Armi e droga nell’ascensore

A Torino, in via Tunisi, in uno stabile in ristrutturazione

I carabinieri della Stazione Lingotto hanno sequestrato un revolver, con apertura a bascula di costruzione artigianale, privo di marca e punzonatura del banco di prova, 5 cartucce cal. 38 con palla blindata, 1 cartuccia cal. 38 special, 2 bilancini di precisione e 15 grammi di mannite. Il tutto era stato nascosto nel controsoffitto del locale ascensore del condominio.

Cirio: “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”

Ieri alle 12.30 il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha  avuto la conferma della sua guarigione e si è subito recato all’Unità di Crisi di corso Marche a Torino

«Ritenevo giusto – ha sottolineato il governatore – dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.

Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni».

Nosiglia ringrazia i sacerdoti: “Come medici, infermieri, psicologi”

L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ha scritto ai sacerdoti della diocesi una lettera di ringraziamento : “non è una delle solite lettere pastorali o omelie”, ha detto

“I preti sono chiamati a un ministero simile a quello di medici, infermieri, psicologi.  La gente si rivolge loro con fiducia e con speranza, in cerca di aiuto o anche soltanto di una parola di sostegno, di accompagnamento. In questo tempo difficile e certamente molto doloroso per voi e i vostri fedeli  vorrei essere con voi vescovo, padre e amico: siamo pastori e Gesù ci ricorda che il buon pastore di fronte al lupo non ha paura e non fugge come un mercenario ma difende il suo gregge”. “Soffriamo tutti – scrive Nosiglia – per la mobilità ridotta, i contatti personali inesistenti, è vero. Ma la vita della Chiesa è una storia delle ricchezze che proprio le difficoltà hanno stimolato e fatto crescere. Restare connessi fra noi, oggi, è anche un sfida alla nostra intelligenza e alla nostra ingegnosità…”