ilTorinese

Giovanna Garbarino, lo spirito libero e l’humanitas di una studiosa di razza

Di Pier Franco Quaglieni/ Anche  se la gente ignorante che non conosce la cultura, non scrive nulla, la Torino universitaria, dopo la morte di Gian Mario Bravo, registra un’altra perdita importante, quella della latinista Giovanna Garbarino, allieva del grande Augusto Rostagni la figura preminente tra i latinisti Piemontesi  in assoluto.

Fu costretta, salvo un breve periodo a Trento, a convivere a  Torino  con l’egemonia personale imposta dal professor Italo Lana che divenne il dominus incontrastato  dell’ istituto di cultura classica, malgrado la modestia delle sue ricerche . A fare le spese del controllo assoluto esercitato da Lana fu  soprattutto Vincenzo Ciaffi che fu costretto a rimediare la cattedra a Magistero.

Giovanna era una studiosa di razza costretta a mordere il freno di fronte a Lana,  obbligata a collaborare ad un dizionario sbagliato in partenza voluto da Lana  che avrebbe dovuto sostituire lo storico Campanini e Carboni e che invece fu  un clamoroso insuccesso. In poco tempo il dizionario di Lana non venne più ristampato. Giovanna era una una donna dolce, intelligente ed  amabile con cui faceva piacere stare insieme, parlando non solo di Letteratura Latina di cui era una grandissima studiosa. Qualche volta ci vedevamo in un ristorante abruzzese vicino a Palazzo nuovo.  Aderì  al Centro Pannunzio ,partecipando alle sue attività. Una volta con un gruppo di amici andammo in vacanza a Firenze. Lei aveva un legame storico con Eugenio Corsini altro illustre cattedratico della scuola di Padre Pellegrino. Venne con noi quella volta anche Giovanni  Ramella. Durante la cena in piazza della Signoria Corsini litigò in modo violento con Giovanna. Corsini non aveva un buon carattere e non seppe trattenersi. Mi trovai io a parlare con Giovanna che era molto scossa e turbata. Passammo la sera dopo cena insieme e cercai di farla riprendere facendo una lunga passeggiata insieme. Era una donna delicata e sensibile. Tra noi allora forse sarebbe potuto nascere un rapporto, ma la ragionevolezza fini’ di prevalere. Mi è rimasto tuttavia  negli anni il desiderio rimasto tale di conoscere più da vicino questa  affascinante intellettuale libera e priva di schemi ideologici, in anni in cui il marxismo aveva invaso anche gli studi classici. Sarebbe lungo elencare le opere che Giovanna ci lascia, molte delle quali dedicate ai licei dove i suoi libri furono adottatissimi. La sua storia della letteratura Latina finì di prendere il posto di quella di Luciano Perelli, altro insigne latinista, sacrificato al predominio di Lana. Un altro amico comune fu il francesista Lionello Sozzi che commemorammo insieme al centro Pannunzio quando mancò immaturamente. L’importanza  scientifica di Giovanna poté emergere a pieno  quando Lana lasciò l’insegnamento e Giovanna subentrò sulla sua cattedra. Giovanna fu la vera continuatrice  del Rostagni. Altri parleranno della grande studiosa, io voglio limitarmi a ricordare la donna eccezionale che fu, la sua intelligenza, il suo spirito libero, la sua autentica humatitas. Una volta a cena dal Bolognese a Roma mi parlò  per delle ore dell’amatissimo Catullo, facendomi capire il valore del poeta come aveva fatto Guido Ceronetti, senza spocchie accademiche, ma con la sensibilità del suo senso critico, ma soprattutto del suo essere donna davvero fuori ordinanza che sapeva amare la vita avidamente, senza rinunciare alla sua autorevolezza accademica. Un’altra volta parlammo di Concetto Marchesi ed anni dopo apprezzò  molto il capitolo dedicato al latinista di Padova del mio libro “ Figure dell’Italia civile “. A Biella andammo insieme ad un convegno su Benedetto Croce e il Piemonte dove lei tenne da par sua una relazione su Croce e Rostagni che resta l’unico scritto importante sul tema . Il suo vuoto resta davvero incolmabile anche se se la sua cultura è destinata a rimanere  negli anni futuri.

Consegna caffè ai poliziotti e i vigili lo multano di 400 euro

Ha portato  tre caffè, davanti al Monte dei pegni, ai poliziotti che prestavano servizio di sorveglianza

Il gesto, scrive il quotidiano Repubblica,  è costato 400 euro di multa al titolare del bar Tuocc &  Fuje di via Monte di Pietà. La polizia municipale gli ha contestato  un’attività da asporto, vietata a Torino fino al 9 maggio. La consegna agli agenti di polizia non sarebbe stata possibile (sebbene le consegne a domicilio siano  ammesse) perché questi non erano lì residenti. I caffè erano stati ordinati dal direttore del Monte dei pegni come gesto di cortesia nei confronti dei poliziotti.

Attenzione alla truffa dei finti carabinieri

Alcuni reparti dei Carabinieri sul territorio hanno riscontrato tentativi di truffa informatica mediante l’invio di mail con le quali i destinatari sono invitati a collaborare con la Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta a un’indagine sulla frode bancaria e ad aprire i file allegati contattando nel caso il proprio legale. 

Trattasi di una  comunicazione truffa che peraltro reca in maniera illecita l’intestazione del citato reparto dell’Arma. 

Le indagini prontamente avviate sono coordinate dalla competente Autorità Giudiziaria.

Grimaldi (LUV) replica a Icardi: “Senza vergogna”

“Che si dimetta o non si dimetta ci vedremo in commissione di inchiesta”

“Dopo i disastri della fase 1 Icardi si permette di dire a Vineis e Fazio che le loro sobrie critiche sono sciocchezze? Continua a dare degli sciacalli e dei beceri ai consiglieri di opposizione?

Si autoassolve per l’ennesima volta e accusa di irresponsabilità i cittadini e di faziosità (di nuovo) i medici? Dice oggi che la fase 2 andava rinviata? Si chiede quali errori gli si imputino? Parla di 41 bis? Bisogna veramente essere senza vergogna o in preda al delirio, tanto da farsi dire dal proprio Presidente che si è mancato di senso istituzionale. Sembra quasi che l’Assessore voglia gettare la spugna: lo faccia e si dimetta” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando l’intervista dell’Assessore Icardi e la discussione di questa mattina in Capigruppo, durante la quale lo stesso Cirio si è detto perplesso e ha redarguito Icardi.

“Una strage annunciata nelle Rsa, con un mese senza provvedimenti e poi una delibera fantasma che appare e scompare producendo effetti gravissimi, nessuna sorveglianza attiva, USCA inesistenti, tamponi inaccessibili, DPI inadeguati, medici completamente abbandonati. Questa è stata la fase 1 della Giunta Cirio che ha creato il ‘caso Piemonte’” – prosegue Grimaldi. – “Icardi nega l’evidenza, parla già di un ripetersi del contagio, come se lui fosse ‘l’uomo della strada’ e non il membro di una Giunta che ha fatto i decreti, e persiste a non rispondere ad alcuna domanda su come si eviteranno gli errori commessi, perché quando saranno ripetuti potrà dare la colpa alle persone che passeggiano al parco e non all’assenza di tamponi a tappeto. Ma non si preoccupi: noi ci vedremo martedì in Aula e poi – se la maggioranza non ha paura – in commissione d’inchiesta”.

In giro con 1500 euro nascosti nelle suole delle scarpe

I fatti accaduti sabato scorso

Sono circa le 22 di sabato sera ed una pattuglia della Squadra Volante sta controllando
un’autovettura, con a bordo 2 soggetti, in corso Siracusa.  Il passeggero, cittadino francese di 41
anni, era appena stato visto dai poliziotti portare le mani alla bocca e deglutirne il contenuto.
Trattandosi presumibilmente di ovuli di sostanza stupefacente, i poliziotti perquisiscono l’uomo. In
una piccola fessura ricavata nella tela interna di entrambe le scarpe, gli agenti rinvengono la
somma di 1560 euro in contanti. Interrogato sulla provenienza del denaro in questione, il
quarantunenne risponde di non saperne nulla e di aver trovato le scarpe abbandonate in strada.
L’uomo non era nuovo a questo tipo di “fortune”: non meno di una settimana fa il francese, in
seguito a controllo, era stato trovato in possesso della somma di 1300 euro, di cui però, anche
questa volta, non era in grado di giustificare il possesso. L’uomo, irregolare sul territorio
nazionale, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente. Indagato, inoltre, per falsa
attestazione e poiché inottemperante all’ordine del Questore di Cuneo di lasciare il territorio
nazionale, emesso a giugno dello scorso anno

Mercati ambulanti verso la riapertura completa

La Regione lavora a un protocollo per la riapertura completa dei mercati ambulanti in sicurezza

Proseguono in questi giorni gli incontri tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio Vittoria Poggio con i diversi rappresentanti della categoria del commercio ambulante. Al centro del confronto le possibili strade per una riapertura in sicurezza dei mercati anche al comparto extra-alimentare.

“Ci rendiamo conto – commentano il presidente Cirio e l’assessore Poggio – che quello degli ambulanti è uno dei comparti più colpiti dalla chiusura prolungata per l’emergenza Covid. In particolare il settore extra-alimentare che il decreto del Governo non ha ancora incluso tra le attività che possono ripartire. Per questo motivo, proprio in collaborazione con tutti i diversi rappresentanti regionali della categoria, stiamo lavorando a un protocollo che, non appena possibile, permetta di riprendere l’attività in sicurezza all’interno delle aree mercatali. Misure efficaci a favore della sicurezza dei clienti e dei commercianti stessi, come la riduzione delle misure dei banchi, il giusto e corretto distanziamento tra le persone e l’uso di mascherine e guanti. Accanto a questo c’è la necessità di garantire a tutti condizioni di vendita eque. Inoltre, stiamo lavorando insieme per predisporre delle misure economiche dedicate che possano dare sostegno al settore e aiutarlo a ripartire”.

Nasce l’Indice di Sicurezza dei viaggi targato Torino

Uno strumento innovativo per monitorare la riapertura delle frontiere e i contagiati in ogni stato. Due giovani torinesi lo lanciano sul portale Generazione Viaggio

Basta digitare il nome di uno stato. E, in un attimo, si scoprono contagiati, morti, guariti, tasso di mortalità e se le frontiere sono chiuse o aperte. Capita per la Norvegia, dove il tasso di mortalità è al 2,69 per cento, come pure per il Portogallo dove è fermo al 3,9 per cento.  C’è addirittura la Groenlandia, dove si contano solo 11 guariti e zero contagiati. In Martinica? Appena due casi. E, poi, ci sono le Filippine (530 morti) e la Repubblica di San Marino (41 decessi), le Bahamas (qui il tasso di mortalità schizza al 13,75) e Capo Verde dove, ad esempio, il tasso di mortalità è a zero, come pure in Mongolia o alle Isole Fidji.

Si tratta di un tool disponibile su https://generazioneviaggio.it/informazioni-coronavirus-tempo-reale/. Uno strumento digitale veloce, gratuito e di facile consultazione, che peraltro viene messo a disposizione di chiunque: lo si può infatti inserire come widget su qualsiasi altro sito.

E’ un progetto pensato per i viaggiatori che vogliono monitorare la situazione nel mondo, sognando e iniziando a immaginare rotte laddove la situazione lo potrebbe permettere. Ma è anche uno strumento di conoscenza della situazione odierna, calcolato sulla base di dati pubblici internazionali, che, dunque, torna molto prezioso ad analisti, giornalisti, studenti, cittadini.

Il nuovo portale Generazione Viaggio è firmato da Tiziano Salerno e Andrea Dattoli, 35enni torinesi. I due, esperti travel designer e del turismo online, hanno creato una sinergia con i giovani  francesi, specialisti in tecnologia del turismo, Eric Gerardin e Florian Colas, che hanno deciso in questo periodo di instabilità del mondo del turismo di creare un tool per informare i viaggiatori sul nuovo mondo dei viaggi all’epoca del Coronavirus.

«Lo abbiamo ideato per aiutare chi viaggia a capire meglio il flusso di informazioni che arrivano dai media ed avere dei dati certi e affidabili: abbiamo sviluppato questo indice di sicurezza elaborandolo sui dati resi noti da ogni stato» spiegano Dattoli e Salerno, non nuovi a progetti innovativi nel campo del turismo. Nel 2014  hanno anche dato vita al tour operator Archè Travel, che si occupa di viaggi d’autore nel Mediterraneo sulle rotte degli antichi, vincitore del Premio Turismo Cultura Unesco 2015.

Spiegano che il tool sarà dinamico e molto affidabile: «Sarà aggiornato due volte al giorno: è destinato, in particolare, alle persone che hanno in programma un viaggio imminente e fino ad ora non sapevano come reperire informazioni». Tornerà utilissimo alla ripresa della vita reale, quando si cercheranno mete sicure e paesi meno toccati dal virus.

Il sistema assegna anche una lettera a ogni paese: fotografa destinazioni rischiose (dall’India a Porto Rico), incerte (come Maldive o Argentina) o sicure (come Birmania o Cambogia).

Tra le altre cose, il nuovo portale Generazione Viaggio si impegna a dare importanti e utili informazioni di viaggio nel mondo a 365 gradi ed ora è impegnato attivamente in una campagna di promozione dell’Italia come destinazione turistica per gli italiani.

Ecco come votare i “luoghi del cuore”

Vota i tuoi luoghi del cuore. Tutti insieme possiamo salvarli. Dal 6 maggio al 15 dicembre 2020 . 10ª EDIZIONE DEL CENSIMENTO NAZIONALE FAI

 

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo lancia la 10ª edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” che si svolgerà dal 6 maggio al 15 dicembre 2020 e invita tutti i cittadini, nei piccoli borghi e nelle grandi città, nei paesi meno conosciuti e in quelli più noti, in Italia ma anche all’estero, a votare i luoghi italiani che amano di più e vorrebbero vedere tutelati e valorizzati. Dopo due mesi di isolamento, nella settimana in cui l’Italia timidamente riparte, anche il FAI entra in una nuova fase grazie all’avvio di questa grande campagna nazionale: un’opportunità per ciascuno di noi di esprimere finalmente, quasi fosse un urlo liberatorio, il sentimento appassionato che ci lega al Paese più bello del mondo, lo stesso di cui abbiamo tanto sentito la mancanza. Proprio ora, mentre i musei, i monumenti e i Beni del FAI sono ancora necessariamente chiusi, possiamo continuare a prenderci cura, tutti insieme, del nostro territorio e dei suoi tesori.

 

Saper guardare avanti con speranza e positività è un’attitudine preziosa, e la nuova edizione del censimento de “I Luoghi del Cuore”, l’iniziativa che da diciotto anni permette alle persone di unirsi e di manifestare con un gesto tangibile l’amore per lo straordinario patrimonio d’arte e natura che ci circonda, ci vuole proiettare al di fuori delle nostre mura domestiche, e porre fine a questa prolungata astinenza dal Paese che amiamo. Questo progetto racconta più di ogni altro il desiderio della Fondazione di continuare a occuparsi con slancio e passione dell’Italia e degli italiani, mettendosi in ascolto dei cittadini per ideare e immaginare il futuro insieme: una potente iniezione di fiducia per restituire, diffondendolo, quel sentimento di coesione civile che in questi giorni “sospesi” avvertiamo così intensamente.

 

Grazie a “I Luoghi del Cuore” il FAI incoraggia e stimola ciascuno di noi, anche restando a casa, a fare la differenza ed essere motore di cambiamento per il proprio territorio, unico al mondo per varietà e bellezza. L’augurio della Fondazione è che la partecipazione al censimento sia la più estesa possibile, perché il risultato del gruppo supera sempre la somma dei singoli e diventa potenza, energia e forza creativa che si fa azione efficace: a darne evidenza le storie di impegno civile di tante comunità di cittadini che grazie a questa iniziativa si sono avvicinate o ritrovate con rinnovato entusiasmo, condividendo un obiettivo comune, speranze ed emozioni. Prima ancora che dei luoghi, infatti, questo è il censimento delle persone, che i luoghi li vivono, li amano, li salvano.

 

Dal 2003, anno della sua prima edizione, “I Luoghi del Cuore” è stato eletto da milioni di cittadini a cassa di risonanza per far sentire la propria voce a favore di piccole e grandi bellezze da non dimenticare. I risultati ottenuti sono eccezionali, a dimostrazione della sua valenza sociale ma anche del suo essere strumento concreto e fattivo in grado di accendere i riflettori dell’opinione pubblica su luoghi da salvare, proteggere o semplicemente valorizzare perché poco noti e di contribuire in maniera significativa a cambiarne le sorti. Grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo il FAI ha sostenuto e promosso ben 119 progetti di recupero e valorizzazione di luoghi d’arte e di natura in 19 regioni. Nelle nove edizioni realizzate sin qui, grazie a più di 7 milioni di voti ricevuti – di cui più di 2,2 milioni nell’ultima edizione del 2018 – è stato inoltre possibile costruire una mappatura unica e spontanea di oltre 37.000 luoghi dalle tipologie più varie, che interessano oltre l’80% dei Comuni italiani. Alcuni sono stati segnalati da una sola persona, per altri invece si sono mobilitate decine di migliaia di cittadini. E sono più di 800 gli straordinari comitati spontanei che si sono attivati per raccogliere voti, e che hanno perseguito con ineguagliabile tenacia l’obiettivo di offrire un’occasione di rinascita al loro “luogo del cuore”.

 

Quest’anno il censimento si arricchisce di due classifiche speciali. La prima dedicata all’“Italia sopra i 600 metri”, cioè a luoghi che appartengono alle aree interne montane del Paese, di cui la Fondazione si sta occupando anche attraverso il Progetto Alpe e che coprono da sole il 54% del territorio nazionale: zone che sono diventate la periferia del Paese, in sofferenza per la carenza di servizi e infrastrutture che rende le condizioni di vita più difficili, ma anche contraddistinte da una bellezza indiscutibile, spesso intatta e dominata dalla natura, in cui vivono comunità di cui riscoprire la storia, le tradizioni e il potenziale. La seconda è relativa ai “Luoghi storici della salute”, beni architettonici che hanno radici profonde nel nostro passato, e che oggi, a fronte dell’emergenza sanitaria, sono divenuti valorosi presidi a tutela di tutti noi; luoghi che raccontano quanto il benessere di corpo e mente abbia radici antiche nel nostro Paese e una tradizione secolare che spazia dalle terme romane alle farmacie storiche, dagli ospedali nati nel Rinascimento ai padiglioni di fine 800 e inizio Novecento, oggi più che mai in funzione grazie all’instancabile prodigarsi dei medici e del personale paramedico per far fronte all’epidemia.

 

Come di consueto, i luoghi più votati verranno premiati, a fronte della presentazione di un progetto concreto: 50.000 euro, 40.000 euro e 30.000 euro saranno assegnati rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato, mentre il luogo più votato via web diventerà protagonista di un video, storytelling o promozionale, realizzato a cura della Fondazione. Per i vincitori delle due classifiche speciali sono in palio complessivamente 20.000 euro. FAI e Intesa Sanpaolo, dopo la pubblicazione dei risultati, lanceranno inoltre il consueto bando per la selezione degli interventi in base al quale tutti i proprietari (pubblici o non profit) e i portatori di interesse dei luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti potranno presentare alla Fondazione una richiesta di restauro, valorizzazione o istruttoria sulla base di specifici progetti d’azione.

 

La forza del censimento del FAI non si ferma qui: grazie all’estesa attività di sensibilizzazione che lo caratterizza, la partecipazione all’iniziativa permette di dare risonanza alle richieste delle comunità, creando collegamenti con istituzioni e stakeholder locali: collaborazioni virtuose che in alcuni casi consentono la rinascita di beni in stato di degrado, di abbandono o addirittura a rischio scomparsa, attraverso lo stanziamento di fondi aggiuntivi rispetto a quelli resi disponibili da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto.

 

Il FAI chiama a raccolta gli italiani intorno al patrimonio della nazione e indice un nuovo censimento de I Luoghi del Cuore. Così lasciamo per un momento l’io e la sua casa per dedicarci agli altri e ai luoghi che ciascuno predilige. Siamo individui ma anche nodi di un tessuto nazionale di cui siamo parte e che ci protegge (come si è visto con il nuovo temibile virus). Il FAI è una fondazione della società civile sostenuta principalmente da iscritti e sostenitori. Non c’interessa competere per il potere e per la ricchezza, come spesso avviene nella politica e nel mercato; ci preme invece unirci a tutte le istituzioni culturali per cooperare al vero, al bene e al bello della Patria e dei concittadini. Italia ti amiamo”, ha dichiarato Andrea Carandini, Presidente FAI.

 

Dal 2004 Intesa Sanpaolo affianca il FAI in questa iniziativa a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del Paese, ambito che vede il Gruppo impegnato in prima persona. A questo si aggiunge la capillare diffusione sul territorio italiano che asseconda la presenza ben distribuita della Banca in tutte le regioni italiane.

 

Mai come oggi l’appuntamento con I Luoghi del Cuore ci riconduce a un po’ di ottimismo e all’auspicio di tornare presto ad apprezzare in ogni angolo dell’Italia il patrimonio artistico del Paese. Inserire i luoghi della sanità, alcuni veri e propri gioielli architettonici spesso trascurati e degradati, suggella il grande impegno di Intesa Sanpaolo per sostenere il servizio sanitario e la ricerca in questo difficile momento del nostro Paese. Gli ospedali, le case di cura, le farmacie sono testimoni silenziosi di sofferenza e meritano attenzione e tutela. Indicarli e votarli per il restauro è un modo genuino di esprimere la nostra gratitudine ai medici e paramedici che quotidianamente vi lavorano”, ha commentato Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo.

 

 

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE AL CENSIMENTO

dal 6 maggio al 15 dicembre 2020

  1. Sito www.iluoghidelcuore.it

Data l’emergenza sanitaria, in questa prima fase si voterà esclusivamente on line, utilizzando anche un ampio ventaglio di materiali di condivisione social.

  1. Da quando sarà possibile, la raccolta voti avverrà anche attraverso il canale cartaceo, con moduli di raccolta voti dedicati a ogni luogo del cuore, scaricabili dal sito www.iluoghidelcuore.it

 

Il censimento è realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Anche in questa occasione, Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico radiotelevisivo alla cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano con una campagna di sensibilizzazione dal 25 al 31 maggio a sostegno della 10ª edizione de “I Luoghi del Cuore”: una maratona radiotelevisiva di sette giorni in cui si racconteranno luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del Belpaese. Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare il censimento 2020, anche grazie alla collaborazione di Rai Responsabilità Sociale.

Lavoro da casa? La produttività è aumentata

Il lavoro da casa, lo smartworking più del telelavoro, pare stia facendo bene alla produttività. Non in tutti i casi, ovviamente, ma nella maggior parte delle attività pubbliche e private.

Può essere l’effetto della novità, la mancanza di distrazioni causa carcerazione collettiva, persino l’entusiasmo per non dover frequentare colleghi e colleghe diversamente simpatici. Probabilmente, causa emergenza, non si sono ancora fatti sentire gli effetti negativi della mancanza di confronto, di discussione. Perché non tutti i confinati a casa sono meri esecutori.

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Barriera di Milano, un capolavoro di disastro

Barriera di Milano è oramai terra di nessuno. Era solo questione di tempo e sarebbe successo che bande rivali di africani si affrontassero a colpi di macete

Corso Novara angolo corso Giulio Cesare. Difficile trovare testimoni oculari. La fan da padrone paura e terrore.

Per anni, anzi direi per decenni, c’ era chi sosteneva che la situazione in Barriera era critica ma non drammatica. Mi sembra proprio che la situazione oggi sia proprio, ma  proprio drammatica, decisamente fuori controllo. Francamente non credo  alla tesi che  la mega rissa sia avvenuta per una bicicletta contesa.

Credo, decisamente, che il tutto sia avvenuto per motivi di spaccio di droghe. Non è una novità che corso Vercelli e corso Giulio Cesare sono un grande supermercato dello spaccio di  stupefacenti. Ho fatto diverse telefonate per capire qualcosa. La sintesi, purtroppo, è oltre la tragedia. I criminali hanno il totale controllo di quel territorio.

La tecnica è semplice: mimetizzarsi tra i compaesani ed utilizzare fino in fondo la quasi totale assenza di controlli. Ce ne sono ma insufficienti non per volontà di polizia e carabinieri. Ma è come vuotare il mare con un cucchiaino. Ci vogliono rinforzi . Ed in particolare lo stato si deve riappropiare del suo territorio. Cosi Torino è simile a Roma a Napoli o Palermo. E Barriera di Milano sta a Ostia o Scampia come a Zen. Con un piccolo dettaglio, è la più vicina al centro di Torino.  Che fare? Mamma mia, che risposta dare? Attivissimo Luca Deri che invoca lo Stato di polizia.

Evanescente Carlotta Salerno che pensa solo a ossequiare Giacomo Portas che ha sdoganato i Moderati (sua creatura) e veleggia orgogliosamente a destra. Francia o Spagna pur che se magna, politicamente, s’ intende. Precisamente Luca Deri nel quartiere dove fa il presidente ci vive. Carlotta Salerno Presidente dell’altro quartiere, appunto perché catapultata dall’accordo politico tra Moderati e PD ci passa ogni tanto. Del resto il suo ufficio di Via San Benigno è molto distante da casa sua. Sia ben chiaro, questo sfacelo non è certo colpa sua. Il disinteresse, forse si.

E il pd ? Travolto, i cittadini lo hanno abbandonato e hanno puntato sui cinque stelle, così il disastro è diventato un capolavoro all’incontrario.

Mastica amaro Nadia Conticelli, ex Presidente di quartiere ed ex Consigliere di Quartiere che forse ha sbagliato ma almeno era presente. Non sarà sufficiente ma indispensabile per fare la differenza. Soluzioni? Per prima cosa una massiccia presenza dell’Esercito. A mali estremi, estremi rimedi.

La gente normale ha paura. Condizione essenziale per chi vuole delinquere. Non solo spacciatori o ladri. Anche il ciarpame dei cosiddetti antagonisti, altri delinquentelli. Corso Novara angolo corso Giulio Cesare, sul lato destro c’ è la lapide di Elio Barontini. Fucilato dai nazifascisti. Chissà se dovesse rinascere, di questa Barriera e della nostra città cosa direbbe. È morto anche per una
Barriera di Milano ed una Torino migliore di quello che è diventata . A 500 metri c’ era la Grandi Motori e da via Bra o via Cuneo salendo fino a via Leinì gli operai scendevano dalle case di ringhiera per andare a lavorare alla Feroce (Fiat), i più infreddoliti con i giacconi di pelle, ed ognuno sembrava un novello commissario del popolo per rivoluzione mai vissute e sempre desiderate.

Giratela come volete ma la presenza dell’Esercito è fondamentale, indispensabile. Lo dobbiamo ai cittadini di Barriera, lo dobbiamo ai nostri figli. Come diceva il mitico Domenico
Carpanini : volere una città dove essere contenti di far crescere i nostri figli. Scusaci Domenico, non ci siamo riusciti… Siamo in debito verso di te. Come siamo in debito verso gli operai di Grandi Motori e i partigiani. Non mi sembra proprio retorica. Si è anche stufi solo di parole. Subito fatti. Subito i soldati.

Patrizio Tosetto