ilTorinese

Ruffino (Fi): “Il Mes? Ok, ma va speso subito per opere strutturali”

Il Mes è un’opportunità, non certo un regalo, che l’Europa mette a disposizione di quei Paesi, come l’Italia, più duramente colpiti dalla pandemia

Se proprio vogliamo metterla sul piano dell’orgoglio nazionale, è bene che sia un prestito e non un’elemosina che si fa al socio indigente. Una massa tanto importante di denaro va spesa, presto e bene, per ammodernare o costruire le infrastrutture del sistema sanitario da troppi anni abbandonate.

Capisco le ragioni di chi suggerisce di sfruttare i circa 37 miliardi di euro per abolire l’Irap perché l’imposta sul reddito delle attività produttive è una zavorra nei bilanci d’impresa. Faccio notare che l’Irap è una misura strutturale mentre il prestito, della durata decennale, va rimborsato e il fisco dovrà poi coprire le mancate entrate dell’Irap. La pressione fiscale va ridotta e in misura anche consistente. Due sono le vie per farlo: creare uno spazio fiscale nel bilancio pubblico italiano e, dall’altro lato, fare opera di pressing sull’Europa perché una quota importante del Recovery Fund sia realmente un aiuto a fondo perduto. L’Europa della solidarietà non avrà altre occasioni: o si manifesta adesso o non sarà più l’Europa.

Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia

I Verdi: “Riaprire solo attività in sicurezza”

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei co-portavoce regionali dei Verdi-Europa Verde Piemonte Tiziana Mossa e Alessandro Pizzi

L’emergenza sanitaria in atto in Italia, sta mettendo a dura prova la stabilità economica delle famiglie. Moltissime persone prima dell’inizio dell’epidemia, con grandi difficoltà, riuscivano, nonostante la crisi economica, ad arrivare più o meno a fine mese. Ora non più. I soldi annunciati dal Governo Italiano non sono ancora arrivati a chi ne ha fatto richiesta e tutto questo sta creando non pochi malumori nella popolazione.

È assolutamente necessario dare risposte quanto più immediate possibili alle persone più bisognose con sussidi momentanei, sgravi fiscali, soldi a fondo perduto per piccole e medie imprese attraverso procedure più snelle che mai. La chiusura forzata delle attività (come bar, ristoranti, parrucchieri, commercio al dettaglio) e delle industrie sparse lungo lo stivale, non possono reggere per troppo tempo il colpo di questa pandemia. Detto in altri termini più brutti: “Chi non muore di coronavirus, rischia di MORIRE di FAME.

Per questo, come Verdi – Europa Verde Piemonte, capiamo ed è giusto usare la ‘prudenza ‘in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, ma è assolutamente inaccettabile che, in Piemonte come altrove, alcuni negozi utili alla collettività, debbano restare chiusi ancora sino a giugno.

Chiediamo, anzitutto, che LE SOLE aziende o attività commerciali IN GRADO di far RISPETTARE le distanze di sicurezza e di GARANTIRE tutte le protezioni necessarie, DEVONO AVERE la POSSIBILITÀ di RIAPRIRE il 18 maggio prossimo.
Ci vuole, dunque, un cambio di passo drastico, la nostra regione ha bisogno di ripartire in sicurezza e in fretta, per SFAMARE chi ha fame.

La scelta della Giunta Cirio di vietare ancora oltre il 4 maggio, il servizio di take away, lo troviamo inaccettabile. È così che si tutelano le piccole imprese, le piccole attività?

Quindi noi Verdi sosteniamo e ci uniamo alla protesta dei tanti commercianti che ieri si sono riuniti in un flash mob a Torino ed in tutto il Piemonte.

#VogliamoUnPiemontecheRiparte #InSicurezza 

Raccontami una storia

Racconti, memorie, storie e ricordi su Facebook. “All’inizio è stato quasi un gioco. Per ingannare un po’ questo tempo dilatato che ci ha stravolto la vita. Invece, mano a mano che leggevo le vostre storie, ho capito che questo è in realtà molto di più.

È come se fossimo tutti seduti intorno al fuoco a raccontare e ad ascoltare” racconta Chantal Balbo di Vinadio, torinese, erede di una nobile  famiglia piemontese, scrittrice e artefice di una  bella e appassionante iniziativa letteraria su Facebook,  Raccontami una Storia, che in poco tempo ha raggiunto più 750 iscritti che scrivono, condividono e leggono con “amore e semplicità”.

Su questa pagina di produzioni narrative in clausura troviamo racconti divertenti ed ironici ma anche toccanti e profondi come quelli di Giorgio Vitari, autore del fortunato libro  Il Vestito nuovo del procuratore, memorie legate all’infanzia in campagna “dove la vita scorreva lenta con i ritmi delle stagioni”, tautogrammi (componimenti linguistici dove ogni parola inizia con la medesima lettera) dedicati al Covid che tra le righe ci parlano dello sconforto, della confusione e delle difficoltà che questa sorta di prigionia ci sta arrecando. Poi ci sono le mini-storie in 15 righe, l’attualissima spesa on-line un po’ inefficiente, storie di chi ha vissuto in paesi difficili come il Congo, memorie storiche dolorose, autobiografie a puntate e davvero molto altro. Scorrendo la pagina  Raccontami una storia si entra in un mondo di esperienze, di emotività, di testimonianze che probabilmente non sarebbero state scritte se non ci fossimo trovati in questa situazione, non avrebbero avuto voce. Questo è uno degli aspetti positivi di questa avventura che stiamo vivendo tutti insieme,  una opportunità per fermarsi, per rispolverare ricordi, per riflettere e scrivere di noi, della nostra vita, di quello che ci ha segnato e che ci fa riflettere; condividere attraverso la scrittura dunque non solo per raccontare fatti o prodotti della nostra fantasia ma anche per sentirci vicini, per umana solidarietà. Un modo garbato di usare Facebook, una modalità gentile e originale di vivere uno spazio condiviso “non per gridare, non per insultarsi ma per riscoprire il valore dei sentimenti e della nostra forza”.

Maria La Barbera

Un “Mondo nuovo” (online) per il Primo Maggio torinese

L’idea arriva via Web da Arci Torino e Comunet / Venerdì primo maggio come giornata dedicata per tradizione ai temi del “ lavoro” (oggi più che mai nella morsa di incertezze e aspettative sempre più oscure e preoccupanti), ma anche come giornata per riflettere on line sugli scenari futuri prospettati dalle nuove emergenze sanitarie e, di riflesso, economiche e sociali per le quali il mondo che ci attende dovrà essere gioco forza un “mondo nuovo”.

Questo il contenuto e l’idea di base che stanno dietro all’iniziativa lanciata da Arci Torino e da Comunet – Officine Corsare (associazione mutualistica non profit, con sede in via Pallavicino a Torino) di una manifestazione di piazza digitale lunga un giorno, che parte con i comizi dei lavoratori per proseguire con dibattiti vari fino a giungere all’immancabile concertone. Il tutto,ovviamente, in chiave virtuale e alla vigilia dell’incombente “Fase 2” (tappa di mezzo per l’uscita graduale – si spera – dall’attuale drammatica crisi pandemica) e con il Paese più o meno pronto alla ripartenza: ma, si chiedono gli organizzatori, “per andare dove?”. La pandemia, che da più di due mesi ha sconvolto il Paese, ha messo a nudo contraddizioni dell’attuale modello di sviluppo, giudicato insostenibile da un punto di vista sociale, ecologico, economico, culturale e politico.
“Per questo motivo, Arci e Comunet organizzano un primo maggio di convergenze e riflessioni per far emergere le urgenze dell’oggi e tracciare i sentieri da percorrere domani – spiega Andrea Polacchi, presidente del Comitato Arci Torino. In attesa di poterci rincontrare, abbiamo raccolto l’adesione di gran parte della comunità culturale e ricreativa del nostro territorio e non solo. Faremo un corteo virtuale, con alla fine gli interventi liberi dal palco. Daremo la parola ad un mondo che dovrà essere protagonista della ripartenza”.
“Protesta e celebrazione si fondono nello spirito del primo maggio. Siamo partiti da qui e dalla necessità di una costruzione condivisa, alla base anche del nostro progetto mutualistico, per elaborare collettivamente nuove visioni e programmi di collaborazione, in una cornice di festa – afferma Anita Marafioti di Comunet. Al centro il mondo del lavoro perché un mondo nuovo è possibile soltanto se poggia sul rafforzamento delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e del contesto socioeconomico e ambientale che li circonda”.

La maratona va in onda sulla pagina Facebook del Comitato Arci Torino e di Comunet – Officine Corsare e verrà rilanciata dai partner dell’iniziativa.

Questo il programma

Il via alle 10, la chiusura a mezzanotte. Si parte dalla Costituzione, con la costituzionalista Alessandra Algostino e il responsabile scientifico di “Biennale Democrazia” Massimo Cuono che dialogano sul bilanciamento delle libertà costituzionali.  A seguire, un comizio digitale con rappresentanti sindacali, portavoce dei lavoratori, del terzo settore, del mondo della cultura, del mondo della scuola e con una prospettiva di genere. Al termine, un inno al lavoro, con la musica del direttore del “Jazz Festival” Li Calzi e il duo Righeira e Carlone.
La seconda parte della manifestazione è dedicata alle visioni per un mondo nuovo.  Ad aprire, la lettura inedita della poetessa Mariangela Gualtieri, cui segue il dibattito su arte e cultura come strumenti di democrazia: partecipano Michela Murgia, Tomaso Montanari e Nicola Lagioia.
Nel pomeriggio Cecilia Strada, Enrica Valfrè e Walter Massa rifletteranno sulla tutela dei lavoratori e sul terzo settore con l’architetto e presidente di “Triennale” Stefano Boeri, i Friday for Future e il filosofo Leonardo Caffo. Infine, un focus sulle idee globali in movimento, elaborate dalle redazioni di Che fare?, Jacobin, e Il Tascabile moderato da Irene Dionisio.
Dopo l’interpretazione di Michele Di Mauro tratto da “Le ceneri di Gramsci”, si chiude con un dialogo con il direttore di “Club to Club”, Sergio Ricciardone sul futuro dei concerti ai tempi del Covid 19 e con la musica del tradizionale concertone del primo maggio, a cura di Maurizio Pisani con nomi quali Sud Sound System, Africa Unite, Eugenio in Via di Gioia,  Bluebeaters, The Sweet Life Society, Bandakadabra e moltissimi altri.

g. m.

 

(Nella foto in alto un Primo Maggio degli anni precedenti in piazza San Carlo)

Ragazzo di 19 anni uccide il padre a coltellate per difendere la madre

Ha ucciso il padre a coltellate, ieri sera a Collegno, probabilmente per difendere la madre dalle aggressioni 

Erano passate da poco le 23 quando, in via De Amicis,  al termine di un litigio al quale hanno assistito la madre e del ragazzo di 19 anni e del fratello, il giovane ha infierito sul genitore, un operaio di 52 anni.

Sull’omicidio, avvenuto nell’appartamento dove abita la famiglia,  stanno indagando  i carabinieri della compagnia di Collegno che hanno arrestato il ragazzo. Secondo i primi accertamenti la vittima è stata colpita alla schiena e al torace.  I militari dell’Arma hanno ascoltato la madre del giovane e il fratello, oltre ad alcuni vicini per capire il movente. Emergerebbe che il giovane ha colpito il padre per difendere la donna dalle sue aggressioni. Pare che i litigi in casa fossero frequenti.

Quello di stanotte è il secondo omicidio commesso all’interno delle mura domestiche da un figlio nei confronti del padre. Il 21 aprile a Torino, in zona San Salvario, all’interno della propria abitazione  è stato rinvenuto il cadavere  di Mario Trimboli, classe 52, ucciso dal figlio convivente con modalità analoghe.  L’omicida era stato arrestato poco dopo dai carabinieri

Brachetti, teatro in streaming

In occasione del 1 maggio, il re del trasformismo Arturo Brachetti, dedica a tutti gli amanti del varietà uno spettacolo in diretta streaming dalla pagina Facebook @LeMusichallTorino, teatro di cui è direttore artistico.

LE MUSICHALL LIVE ARTURO BRACHETTI

in

BRACHETTI RACCONTA LE MILLE LUCI DEL VARIETÀ

Venerdì 1 maggio 2020 | ore 18 e ore 20

Facebook: @LeMusichallTorino

In occasione del 1 maggio, il re del trasformismo Arturo Brachetti, dedica a tutti gli amanti del varietà uno spettacolo in diretta streaming dalla pagina Facebook @LeMusichallTorino, teatro di cui è direttore artistico.

Il fascino della bella Otero o il magnetismo di un regista in frac bianco? L’energia del corpo di ballo o le mille paillettes del sipario? Non c’è bisogno di scegliere: tutto è varietà!

A raccontarne la storia e la straordinaria attualità è Arturo Brachetti che di questo genere è un profondo conoscitore e interprete. Un incontro con una star internazionale per chiacchierare intorno ai temi e ai personaggi che hanno reso celebre il varietà, con il supporto di video e foto scelte da Brachetti stesso.

Arturo Brachetti

Artista italiano famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato univocamente il “the Legend of quick change”, il grande Maestro del trasformismo, con un‘esperienza artistica maturata a livello internazionale. È regista e direttore artistico, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà.

Direttore artistico del Teatro Le Musichall di Torino, in questo periodo di lockdown ha lanciato un messaggio d’amore per il teatro dalla pagina Facebook @LeMusichallTorino. Il teatro è vuoto ma entra gratuitamente nelle case con un progetto raccontato dall’hashtag #LaCulturaNonTiAbbandona.

Grazie alla collaborazione di artisti e registi, Le Musichall è virtualmente aperto a tutti: la rassegna si chiama Le Musichall LIVE e lo streaming gratuito di un estratto dello spettacolo andrà in onda sulla pagina Facebook @LeMusichallTorino alle ore 18 ed in replica alle ore 20.

Primo Maggio, #ripartiamodallavoro nella piazza virtuale

Nella piazza virtuale sono invitate a partecipare tutte le le persone che sarebbero andate al tradizionale corteo della Festa dei lavoratori

I sindacati hanno lanciato a Torino lo slogan #ripartiamodallavoro postato sui profili social. E sul sito dell’Ismel (Istituto per la memoria e la cultura del lavoro) sono pubblicate le video interviste a lavoratori e lavoratrici. Venerdì alle 11 diretta Facebook con interviste ai segretari generali dei sindacati e ai rappresentanti delle istituzioni.

 

La sindaca Chiara Appendino parla di un Primo Maggio “diverso dal solito, ma non nello spirito, perché il tema del lavoro è centrale ancor di più oggi. Ringrazio il sindacato che in questa situazione difficile è stato estremamente responsabile», aggiunge Appendino. La prima cittadina invita a pensare “a chi continua a lavorare, come i medici, il personale sanitario, chi assiste gli ammalati. E anche a chi ha perso il lavoro, chi attende la cassa integrazione. Diritto al lavoro significa dignità: un diritto che deve essere garantito».

 

E scende in campo anche l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia che inaugura  in occasione della festa del lavoro  un Fondo di Solidarietà, chiamato ”Sorriso – La Solidarietà che riavvicina e sostiene”, da alimentare con  risorse economiche volte a contrastare la carenza di liquidità di molte famiglie, liberi professionisti, esercizi commerciali e piccolissimi imprenditori stanno drammaticamente vivendo”.  Nosiglia dice che le Diocesi di Torino e della Val Susa “con l’aiuto della Fondazione don Mario Operti, hanno già raccolto risorse che permettono di aprire un fondo di garanzia per fornire Prestiti Sociali a chi ha difficoltà ad accedere al credito bancario, nella logica del microcredito”.

Il capo della task force Fazio: “Problemi nella sanità territoriale”

“Abbiamo verificato che la Sanità territoriale piemontese presenta criticità non tanto da un punto di vista normativo ma organizzativo: bisogna rivedere il rapporto tra ospedali e territorio, che non è stato, negli anni, implementato a dovere. Il nostro è un gruppo di lavoro con funzioni propositive e consultive ma non esecutive o d’indagine”, ha spiegato il coordinatore del gruppo di lavoro per il rinnovo della Sanità territoriale Ferruccio Fazio nella riunione di ieri della Commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Alessandro Stecco alla presenza dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi.

Fazio ha aggiunto: “Stiamo provando a immaginare come potrà essere il sistema sanitario territoriale proponendo di rendere centrale il medico di medicina generale e di favorire l’associazionismo. Solo così si potranno ‘lasciare sul territorio’ alcune patologie non gravi e contribuire al decongestionamento dei pronto soccorso e degli ospedali, favorendo il benessere e la qualità della vita dei cittadini”. 

Tra i problemi maggiori riscontrati, ha aggiunto “il tetto del 30% per le reti di medicina generale, l’assenza di un percorso chiaro per le patologie croniche e per i codici bianchi, che dovrebbero essere gestiti sul territorio e non attraverso il 118, e le distanze che, soprattutto nelle zone rurali, costituiscono un vero e proprio ostacolo al raggiungimento delle strutture di continuità assistenziale”.

Interrogato da Domenico Rossi, intervenuto per il Pd con Domenico Ravetti Daniele Valle, su come il gruppo di lavoro giudichi il Piano sulla cronicità, approvato dal Consiglio regionale allo scadere dello scorso mandato e ancora non del tutto attuato, Fazio ha replicato che “si tratta di un piano valido che va implementato”. Oltre che sulla telemedicina, ha aggiunto “un buon Piano sulla cronicità deve basarsi sulla competenza del medico di medicina generale che cura le malattie croniche sul territorio, delle infermiere di comunità e dell’associazionismo”.

Sulle possibilità per il turismo e per le strutture ricettive piemontesi nei posti di villeggiatura, richieste da Paolo Bongioanni (Fdi), Fazio ha risposto di essere “ottimista per quanto riguarda il turismo di prossimità, a patto che sia rispettato e mantenuto il distanziamento sociale”.

Marco Grimaldi (Luv), che lo ha interrogato sulla “fase 2” dell’emergenza Coronavirus, Fazio ha risposto che “sarà necessario lavorare molto per rendere il Piemonte in grado di far fronte all’eventualità di un ritorno della pandemia con le prossime aperture o tra settembre e ottobre. A tal proposito, penso sia giusto differenziare le zone in base al grado d’incidenza del virus, al momento particolarmente incisivo soprattutto a Torino e ad Alessandria”.

Sull’attenzione al mondo della disabilità, che ha risentito particolarmente durante l’emergenza, sollecitata da Silvio Magliano (Moderati), Fazio ha risposto che “è tra le priorità in agenda un incontro con i rappresentanti delle associazioni per comprendere meglio criticità e punti cruciali da affrontare”.

Interrogato da Sarah Disabato, intervenuta per il M5s con Francesca Frediani, sui dati relativi alla somministrazione dei tamponi, Fazio ha risposto che attualmente il 75% di quelli processati è relativo alle Rsa e il 25% è concentrato soprattutto nelle grandi città, in particolare Torino e Alessandria.

Altre vittime in Piemonte, in calo le terapie intensive. Nelle Rsa 34 mila tamponi

L’Unità di Crisi della Regione comunica che alla data del 27 aprile nelle residenze sanitarie assistenziali piemontesi erano stati effettuati 34.180 tamponi virologici al personale e agli ospiti, a fronte dei 140.996 eseguiti sul complesso della popolazione fino a tale giorno.

Dei 34.180 tamponi, 7.983 sono risultati positivi19.573 negativi6.624 erano in attesa dell’esito (fonte ASL).

Dall’analisi dei dati ricevuti dalle singole Rsa, sono quindi risultatipositivi al Covid-19 il 25,5% degli ospiti e il 21% del personale.

Le Residenze sanitarie assistenziali del Piemonte hanno più di 40.000 ospiti e circa 15.000 dipendenti.

 

Il bollettino della Regione delle ore 19 di giovedì 30 aprile

5.276 PAZIENTI GUARITI E 2.522 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 5.276 (365 in più di ieri): 461 in provincia di Alessandria (+15), 212 in provincia di Asti (+17), 277 (+22) in provincia di Biella, 592 (+43) in provincia di Cuneo, 438 (+37) in provincia di Novara, 2.679 (+200) in provincia di Torino, 268 (+12) in provincia di Vercelli, 282 (+14) nel Verbano-Cusio-Ossola, 67 (+5) provenienti da altre regioni.

Altri 2.522 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.086

Sono 54 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 15 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 3.086 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 568 ad Alessandria, 173 ad Asti, 163 a Biella, 243 a Cuneo, 258 a Novara, 1.378 a Torino, 160 a Vercelli, 110 nel Verbano-Cusio-Ossola, 33 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 26.453 (+458 rispetto a ieri) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte: 3.478 in provincia di Alessandria, 1.588 in provincia di Asti, 966 in provincia di Biella, 2.487 in provincia di Cuneo, 2.301 in provincia di Novara, 13.164 in provincia di Torino, 1.114 in provincia di Vercelli, 1.007 nel Verbano-Cusio-Ossola, 237 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 111 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 196 (-3 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.488 (- 133 rispetto a ieri)

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.885

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 158.762, di cui 84.362 risultati negativi.

“Salviamo “Tuttosport”, patrimonio del territorio”

“Sostengo le richieste del Comitato di Redazione: l’emergenza da Covid-19 non diventi pretesto per un ridimensionamento che sarebbe deleterio da tutti i punti di vista. Solidarietà ai giornalisti e alle loro famiglie”

Mi oppongo a qualsiasi strumentalizzazione della crisi in corso, che non può e non deve diventare occasione per operare strategie di ridimensionamento aziendale a qualsiasi livello.

“Tuttosport” non è solo un prodotto editoriale, ma un patrimonio del nostro territorio e la fonte di reddito di tante famiglie. Un patrimonio da valorizzare con strategia e investimenti. L’editore ritiene che l’ulteriore riduzione dell’organico redazionale (già sostanzialmente dimezzato in meno di quindici anni) che il ricorso alla Cassa Integrazione in Deroga comporta sia compatibile non dico con lo sviluppo e la progettualità, ma con la realizzazione di un prodotto editoriale di qualità e capace di stare sul mercato?

La situazione è preoccupante. Non possiamo permetterci l’ulteriore ridimensionamento di questa testata. La mia vicinanza ai membri della redazione e alle loro famiglie è assoluta. La politica si faccia sentire. L’emergenza coronavirus non diventi un pretesto per smantellare.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati in Sala Rossa e a Palazzo Lascaris.