ilTorinese

“Se settemila centocinquanta euro vi sembran pochi…”

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PAROLE ROSSE  di Roberto Placido /…Provate voi a lavorar. Questa, con una piccola licenza, è una delle più belle strofe di una delle più famose canzoni del movimento operaio in lotta per la riduzione del lavoro a otto ore giornaliere. Mi è venuta in mente, in questo caldo e strano agosto, leggendo le notizie e le reazioni alla vicenda dei parlamentari e dei consiglieri regionali e comunali che hanno fatto richiesta dei contributi per i lavoratori autonomi con Partita Iva.

Questo fatto che ritengo gravissimo ed ignobile ha fatto venire meno la decisione che avevo preso e cioè di non scrivere nel mese di agosto. La richiesta che hanno presentata è stata giudicata da tutti, interessante al proposito il parere contrario e solitario del famoso giuslavorista Giuliano Cazzola https://bit.ly/2DXVO1q , assolutamente legittima, a causa di un provvedimento fatto con i “piedi”. Ma eticamente e politicamente inopportuna ed inaccettabile. Le scuse dell’urgenza sono infantili in quanto ci voleva una mezz’oretta ad inserire altri limiti. Così in attesa dell’elenco dei richiedenti sono incominciate a trapelare le indiscrezioni sui parlamentari e sui consiglieri regionali. Della Lega e del Movimento cinque stelle i parlamentari mentre per quanto riguarda i consiglieri regionali piemontesi, al momento la cosa riguarderebbe due della Lega, Matteo Gagliasso e Claudio Leone, ed uno del Partito Democratico, Diego Sarno di Nichelino, Torino, e da sempre vicino a Libera ed alle altre associazioni ad essa legate. Intanto si incominciano a delineare i diversi comportamenti e reazioni. Assoluto silenzio da parte degli eletti leghisti, d’altronde la Lega è l’unico partito che ha nel suo funzionamento alcuni tratti leninisti e che ha già fatto sapere che i parlamentari saranno espulsi ed i consiglieri regionali – Zaia in Veneto – non saranno ricandidati. Delle scuse incredibili e mortificanti, la classica toppa che è peggio del buco, da parte del consigliere regionale piddino. E’ stata la mia fidanzata che si esercitava nella sua professione di commercialista, pensavo non mi venissero concessi ed una volta ricevuti i contributi ho sottovalutato la cosa, li ho dati in beneficenza senza specificare estremi e beneficiario e dimenticando che la beneficenza la si fa con soldi propri e non con quelli pubblici, per di più ricevuti nei termini che sappiamo. Non che avrebbe cambiato la situazione ma avrebbe dato un minimo di sostanza a delle dichiarazioni offensive dell’intelligenza delle persone.

A queste dichiarazioni è seguito, in puro politichese, un comunicato dei segretari del PD, regionale Paolo Furia, provinciale di Torino Mimmo Carretta e cittadino di Nichelino, Antonio Landolfi, politicamente, se possibile, anche peggio di quello del diretto interessato. Di fronte ad un fatto del genere ci sono due sole strade, non certo l’autosospensione del diretto interessato che formalmente non ha valore: o il consigliere si dimette o il partito di appartenenza lo espelle. Non è questione di giustizialismo o garantismo ma di avere il senso etico della politica. L’impressione che ne viene fuori è di non capire o non voler capire la gravità dell’azione che è stata compiuta. Queste sono le cose che creano un solco sempre maggiore tra i partiti ed i cittadini e che porterà ad un plebiscito, unica incognita nella situazione del paese sarà quanti andranno a votare, ed a dire si al taglio dei parlamentari nel Referendum di settembre. Una riduzione demagogica, populista e che priverà intere regioni di propri rappresentanti in Parlamento. Ma tornando ai comunicati, a dimostrazione di una situazione in divenire e di qualche pressione che arriva dai territori, ventiquattro ore dopo arriva un altro comunicato, sempre del segretario del PD di Nichelino, che smentendo se stesso, insieme a quello di Moncalieri e di altri circoli, chiedono al consigliere Sarno un gesto chiaro ed inequivocabile. Questa vicenda la ritengo più grave di quella di “Rimborsopoli” che vide un centinaio di consiglieri di due legislature, 2005-2014, ricevere l’avviso di garanzia e poi molti di loro, solo due consiglieri non furono sfiorati dalle indagini, rinviati a giudizio e condannati. La legislatura e lo stesso Presidente Roberto Cota furono segnati da quanto successe.

La questione, ricorderete, fu l’utilizzo delle risorse dei gruppi consiliari in modo improprio e per l’acquisto di cose personali. La vicenda attuale è peggiore di “Rimborsopoli”, siamo di fronte a consiglieri regionali, ancora peggio per quanto riguarda i parlamentari, che percependo oltre settemila euro netti al mese, ecco il perché di quanto indicato nel titolo, presentano una domanda per ricevere un contributo di 600 euro al mese destinati a chi era in difficoltà a causa di una vicenda tragica che ha travolto tutto il mondo, il nostro paese e la nostra regione. Il Piemonte ha pagato fino ad ora un prezzo altissimo con migliaia di  morti, un’economia ferita, famiglie in difficoltà e decine di migliaia di posti a rischio. Ecco perché non sono accettabili scuse “pelose”, fantasiose e comunque avvenute dopo essere stati scoperti. Giustificazioni del tipo avrei potuto chiedere un altro contributo e non l’ho fatto da l’idea di chi non ha capito e non vuole capire. Lo stesso, estremo e disperato, tentativo del consigliere regionale del PD di dare vita ad un Comitato che si occupi dei lavoratori in difficoltà per le vicende legate al Covid 19 è surreale. Destinare sei mensilità al costituendo comitato ed invitare altri consiglieri regionali, che non hanno commesso comportamenti ignominiosi a fare lo stesso, ha dell’incredibile e dimenticando sempre che la beneficenza la si fa in silenzio e che quando si siede in un’assemblea legislativa ci si impegna e batte per far varare provvedimenti e leggi che risolvano quei problemi.

Ma la cosa singolare e che mi ha molto sorpreso, è che a presiedere un Comitato che difficilmente realizzerà qualche cosa ed al quale, sono certo, nessun altro consigliere regionale devolverà sei o anche una sola mensilità, si sia prestato una persona che conosco e stimo, l’ex procuratore Giancarlo Caselli. Ammettere una grave azione come quella fatta, odiosa e che ha colpito nel profondo per il modo in cui è avvenuta e per le condizioni di chi l’ha richiesto, dopo essere stati scoperti non è la stessa cosa che farlo prima. Il nostro paese è andato a chiedere solidarietà, contributi, si è ulteriormente indebitato per fare fronte alle necessità reali e non a quelle false di deputati e consiglieri regionali impegnatisi a svolgere il proprio mandato con disciplina ed onore. Di fronte a tutto ciò alle reazioni sdegnate di migliaia e migliaia di persone dalla “galassia”, o come la definisce qualcuno sottovoce la “lobby”, di Libera, Acmos, Benvenuti in Italia nessun comunicato o riflessione su quanto è successo, su come si scelgono i propri rappresentanti o riferimenti. Poteva e può essere l’occasione per riflettere su come assegnare nel modo migliore alloggi e beni confiscati alle mafie, se l’entusiasmo di centinaia di giovani è tutto genuino e spontaneo, come penso lo sia quella della stragrande maggioranza di loro, o se non ci siano anche lì “furbetti in carriera”. Non bastano le figure carismatiche e straordinarie del fondatore o di alcuni sostenitori prestigiosi ed un’azione meritoria a coprire tutto e tutti.

La stretta tardiva di Ferragosto

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La ministra dell’Interno ha annunciato su tutti i giornali la stretta di Ferragosto, dopo aver allertato i prefetti di tutta Italia 

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Si tratta di una stretta tardiva. Quando denunciavamo, all’inizio dell’estate, gli ammassamenti in spiaggia e in alcuni locali, la movida selvaggia dei giovani, Il non uso delle mascherine, fummo presi a male parole . Ma era allora il momento nel quale si doveva stringere subito i freni.
I danni sono evidenti e il contagio cresce di giorno in giorno. Una vita normale non sarà possibile fino al vaccino.Non dobbiamo farci illusioni. Lo ha capito persino Zingaretti che brindava ai Navigli con spavalderia. Questa idea dobbiamo imprimercela bene nella mente. Anche il Piemonte, oltre alla Lombardia, ha dato dei risultati non buoni, a voler essere gentili. Lo smantellamento della sanità pubblica ha fatto sentire i suoi effetti in modo evidente. Saremo costretti a nasconderci dietro le mascherine per un tempo indefinito, il nostro lavoro sarà nell’incertezza a tempo indeterminato, andare in un ristorante sarà problematico per la nostra sicurezza perché il distanziamento non è osservato o forse non può essere osservato. Gli operatori del settore non sanno dare l’idea della sicurezza. L’atteggiamento di molti che cercano di vivere la vita secondo il “ carpe diem” e’ irresponsabile verso sè stessi  oltre che verso gli altri. L’egoismo personale e’ suicida e omicida allo stesso tempo ed e stupidamente asociale. Anche i giovani non sono immuni e molti giovani stentano a capirlo. Dovremo passare un Ferragosto in casa, non ci sono scelte. Niente movida e assembramenti. Per l’occasione ho riaperto la vecchia casa di vacanza dei miei genitori a Bordighera per trascorrere qualche ora di serenità e di nostalgia verso i tempi passati . La prudenza deve essere massima, sempre e ovunque. La stretta ferragostana della ministra serve a riempire le pagine dei giornali, non a dare sicurezza ai cittadini.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

Il Siulp difende il poliziotto che ha arrestato un extracomunitario armato

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del Segretario Generale del SIULP di Torino Eugenio Bravo, contro “le critiche in merito all’arresto di un extracomunitario armato di coltello che si aggirava minacciosamente in stazione e resisteva alla polizia, rifiutandosi  di farsi identificare e fotosegnalare”

In questo Paese c’è ancora chi si sente in dovere di dare sempre lezione agli altri e soprattutto ritiene di essere in grado, più di altri, di fare meglio il loro lavoro. Questo è quello che succede da un po’ di tempo e di cui sono vittime gli operatori delle forze dell’ordine sempre alla ribalta, ma non per le importanti attività investigative che portano all’arresto di eccellenti criminali e non per la loro persistente capacità di prevenire e reprimere i reati in generale, ma perché alcuni opinionisti ritengono che il lavoro del poliziotto debba essere svolto secondo metodologie operative che solo loro conoscono.

Adesso basta!!! Un poliziotto quando arresta, continua Eugenio Bravo, si basa su presupposti previsti dalla legge penale e comunque l’arresto è sempre avvallato dal PM di turno. Se poi qualcuno si sente all’altezza di istruire le forze dell’ordine su tecniche operative o di difesa personale più efficaci di quelle adottate dagli operatori di polizia (appositamente addestrati) ed è in grado di fermare con più semplicità chi, senza remore reagisce, resiste ed aggredisce i poliziotti, si faccia pure avanti; se dall’alto della sua saggezza teorica è dotato anche di risvolti di praticità fisica ben venga. Diversamente, con tutto il rispetto, faccia la cortesia di lasciarci lavorare; la professionalità delle forze dell’ordine del nostro Paese è da esempio nel mondo. Le persone pericolose devono essere assicurate alla giustizia e tutti questi riflettori critici puntati sulle forze dell’ordine, di sicuro non giovano al benessere dei cittadini e non giovano alla sicurezza del Paese. Questi Signori che tutto sanno del lavoro degli altri, mettano pure a disposizione di chi vogliono le loro argomentazioni teoriche, ma all’atto pratico sappiano che, fortunatamente, esistono uomini e donne in divisa che, mettendo a repentaglio la loro incolumità fisica, fermano, arrestano e difendono i cittadini dai malintenzionati. Quando i poliziotti sbagliano possono starne certi, non esistono scorciatoie istituzionali; la legge è uguale per tutti e per i poliziotti che hanno come motto “Sub lege libertas” ancora di più. Invece di vedere sempre come vittima chi maltratta ed aggredisce le forze dell’ordine, questi commentatori critici e sempre dubbiosi devono sapere che con la semplice gentilezza o con la cortesia ben difficilmente un soggetto “allergico” alle forze dell’ordine e al rispetto delle leggi seguirà pacificamente la volontà della legge, messa in atto dai poliziotti.

Il Siulp ringrazia ed è solidale con i colleghi per l’importante lavoro che svolgono quotidianamente con coraggio ed abnegazione al servizio dei cittadini e dello Stato democratico.

Qualcuno per qualche pretestuosa sconosciuta ragione vuole incrinare l’onorabilità delle forze dell’ordine; noi non ci presteremo a queste provocazioni e continueremo a fare il nostro lavoro nel rispetto delle leggi.

Covid, Cirio: “L’impegno di tutti per non vanificare gli sforzi fatti”

Ecco cosa scrive su Facebook il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

“D’intesa con il Ministero della Salute, ho dato indicazione alla sanità piemontese di sottoporre a tampone obbligatorio le persone che rientrano o provengono da Spagna, Grecia, Malta e Croazia”.

Dunque chiunque entri in Piemonte da questi  quattro Paesi dovrà fare un test molecolare nelle ore prima della partenza da mostrare al proprio arrivo oppure “segnalarsi subito all’Asl del territorio per sottoporsi a un tampone”, aggiunge il governatore.   “Il dipartimento regionale di prevenzione – osserva Cirio – lavora costantemente e con efficacia per tracciare ogni contatto. Impegniamoci tutti per non vanificare gli sforzi fatti finora e continuare sulla via della ripresa”.

“Vallette e Continassa sommerse dalle discariche abusive”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere Magliano / “Le mie richieste alla Giunta con un’interpellanza che si discuterà a settembre: bonifica immediata e fototrappole per contrastare il fenomeno”

Il fenomeno dell’abbandono abusivo di rifiuti esplode in strada delle Vallette e in via Traves. Gravissima la situazione soprattutto lungo la pista ciclopedonale che conduce alla Venaria Reale, tra zona Continassa e zona Bergera, e presso l’ex area della Continassa. Chiedo alla Giunta, con un’interpellanza da poco depositata, un immediato intervento di bonifica e misure deterrenti efficaci, come la collocazione di fototrappole per identificare i responsabili. Chiedo inoltre l’inserimento di questi siti nella cartografia aggiornata delle discariche abusive nella sezione InformAmbiente del sito internet della Città. Chissà se i Cinque Stelle vorranno, in questi ultimi mesi di mandato, garantire alle periferie almeno un po’ di quell’attenzione con tanta enfasi promessa quattro anni fa in campagna elettorale.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Alessandro Miressi oro nei 50 stile libero

Trofeo Settecolli Frecciarossa, Campionato Italiano Assoluto Open 2020

Riparte con una medaglia d’oro la stagione agonistica nazionale e internazionale di Alessandro Miressi. Nella prima giornata del Trofeo Settecolli Frecciarossa, allo Stadio del Nuoto di Roma e valido come Campionato Italiano Assoluto Open 2020, l’atleta classe 1998 tesserato per Fiamme Oro e Centro Nuoto Torino ha vinto i 50 stile libero con il record personale di 21’’93.
Un tempo di un centesimo inferiore rispetto a quello nuotato nello stesso impianto ai Campionati Italiani di Categoria 2018, nell’edizione tricolore in cui l’atleta torinese – allora fresco campione europeo dei 100 stile libero – stabilì il primato italiano proprio nella gara regina. Sul podio, l’allievo di Antonio Satta ha preceduto Leonardo Deplano (CC Aniene, 22’’10) e il primatista italiano di specialità Andrea Vergani (Nuotatori Milanesi, 22’’26). Intervistato al termine della prova, si è detto soddisfatto per la prestazione; un crono che lo lancia verso i “suoi” 100 stile libero, in programma domani, nei quali difende il titolo italiano assoluto. Da ricordare che Alessandro Miressi partecipa al Trofeo Settecolli con la selezione della nazionale azzurra.
È d’oro anche la medaglia messa al collo da Lisa Mamie, classe 1998, atleta della nazionale svizzera tesserata per la Rari Nantes Torino, prima nei 100 rana con il personale di 1’06’’60. Originaria di Zurigo e trasferitasi a Torino, dove è seguita ormai da qualche anno da Andrea Grassini, Lisa ha preceduto le azzurre Arianna Castiglioni (Fiamme Gialle/Team Insubrika, 1’06’’86), Martina Carraro (Fiamme Azzurre/Azzurra 91, 1’07’’08) e Benedetta Pilato (CC Aniene, 1’07’’38). Quest’ultime tre hanno composto il podio del campionato italiano. Lisa Mamie, già qualificata ai Giochi Olimpici di Tokyo, tornerà in vasca domani per i 50 rana e giovedì per i 200 rana.
Da segnalare, nei 400 stile libero, l’argento di Giorgia Romei, portacolori di Marina Militare e In Sport Rane Rosse ma di casa all’Aquatica Torino, dove si allena con Maurizio Divano. 4’11’’15 il suo crono, quarto assoluto e secondo del campionato italiano alle spalle di Giulia Salin (Fiamme Oro/Nuoto Venezia, 4’07’’70). Bronzo tricolore, invece, per l’alessandrino Federico Poggio (Imolanuoto), terzo nei 100 rana in 1’00’’41 alle spalle di Nicolò Martinenghi (Fiamme Oro/Nuoto Club Brebbia, 59’’43) e Fabio Scozzoli (CS Esercito/Imolanuoto, 1’00’’31).
Sempre nei 100 rana, è nono (ottavo italiano) Gabriele Mancini (Centro Nuoto Torino), con il personale di 1’01’’91, oltre sette decimi migliore rispetto all’1’02’’64 nuotato agli Assoluti dello scorso dicembre. Sesta nei 50 dorso, invece, Francesca Pasquino (Nuotatori Canavesani), con il tempo di 29’’07.

Lascia il cane in auto sotto il sole, denunciata

Torino: Sessantaquattrenne denunciata per abbandono di animali

Aveva lasciato per oltre un’ora il cane chiuso in macchina

 

Martedì mattina gli agenti del commissariato San Secondo intervengono in corso Turati, fronte Ospedale Mauriziano, in seguito alla segnalazione di un cittadino che aveva notato poco prima la presenza di un cane chiuso all’interno di un furgone. Il mezzo aveva tutti i finestrini serrati ed era completamente esposto al sole. Giunti sul posto, i poliziotti vedono l’animale visibilmente spaventato ed in grave sofferenza. Durante la fase degli accertamenti, sopraggiunge la proprietaria del cane. La donna, una cittadina ucraina di 64 anni, dichiara agli agenti di aver lasciato solo per pochi minuti il cane in auto. Sarà il ticket dell’attesa per il ritiro referti dell’ospedale a smentirla: tra la stampa del ticket e l’intervento degli agenti era ormai passata oltre un’ora. La sessantaquattrenne è stata denunciata per abbandono di animali.

L’ultimo saluto ai ragazzi morti nell’incidente

Centinaia di persone erano presenti nella sala del Comune di Cuneo, dove è stata allestita la camera ardente di quattro dei cinque ragazzi  morti nell’incidente stradale avvenuto a Castelmagno.

La cittadinanza ha reso omaggio alle quattro bare bianche di Elia e Nicolò Martini, i due fratelli di 14 e 17 anni, di Camilla Bessone, di 16 anni, e di Samuele Gribaudo, 14 anni.

In attesa che gli accertamenti chiariscano la dinamica dell’incidente è emerso che i ragazzi che viaggiavano con le vittime, ora ricoverati in ospedale, non avevano assunto alcolici o stupefacenti.

Bollettino Covid: una vittima e 26 nuovi contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

26.389 PAZIENTI GUARITI E 590 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.389 (+21 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3265 (+7 ) Alessandria, 1591 (+2) Asti, 848 (+0) Biella, 2492 (+2) Cuneo, 2375 (+2) Novara, 13.565 (+7) Torino, 1113 (+0) Vercelli, 966 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 174(+0) provenienti da altre regioni.

Altri 590 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4139

1 decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 4139 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1829 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.982(+26rispetto a ieri, di cui 22 asintomatici. Dei 21 casi, 8 screening, 17 contatti di caso, 1 con indagine in corso. I casi importati sono 4 su 26 ) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisisu base provinciale: 4132 Alessandria, 1899 Asti, 1056 Biella, 2984 Cuneo, 2856 Novara, 16.057 Torino, 1426 Vercelli, 1157 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 274 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 141 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3 (come ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 77 ( +1 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 784.

I tamponi diagnostici finora processati sono 530.384, di cui 290.974risultati negativi.

PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

26.389 PAZIENTI GUARITI E 590 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.389 (+21 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3265 (+7 ) Alessandria, 1591 (+2) Asti, 848 (+0) Biella, 2492 (+2) Cuneo, 2375 (+2) Novara, 13.565 (+7) Torino, 1113 (+0) Vercelli, 966 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 174(+0) provenienti da altre regioni.

Altri 590 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4139

1 decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 4139 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1829 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.982(+26rispetto a ieri, di cui 22 asintomatici. Dei 21 casi, 8 screening, 17 contatti di caso, 1 con indagine in corso. I casi importati sono 4 su 26 ) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisisu base provinciale: 4132 Alessandria, 1899 Asti, 1056 Biella, 2984 Cuneo, 2856 Novara, 16.057 Torino, 1426 Vercelli, 1157 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 274 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 141 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3 (come ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 77 ( +1 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 784.

I tamponi diagnostici finora processati sono 530.384, di cui 290.974risultati negativi.