ilTorinese

Anziani malati non autosufficienti: “La Regione li dimentica”

Riceviamo e pubblichiamo / Sono passati due mesi dal sit-in dei parenti delle vittime nelle Rsa nel periodo di massima diffusione del Coronavirus il 18 giugno scorso. Finora, dalla Giunta regionale e dal Presidente Alberto Cirio, nessun atto concreto rispetto alle richieste avanzate dai tanti che hanno perso uno o più cari nella drammatica strage delle Residenze sanitarie assistenziali e dalle associazioni di tutela dei loro diritti.

– Non è stata revocata la controversa e contestata delibera 14-1150 del 20 marzo
2020 che permetteva (e permette ancora!) il trasferimento di malati contagiosi
dagli ospedali alle Rsa e che ha determinato una diffusione della patologia nelle
Rsa, con conseguenze letali su molti degenti. In caso di nuova pandemia, con
l’attuale delibera sarà possibile operare nuovi trasferimenti, infettando i
degenti ricoverati. Tanti morti non hanno insegnato niente?

– L’Assessore alla Sanità, Luigi Icardi, ha incontrato i Sindacati e i Gestori privati
delle Rsa, ma non ha trovato il tempo di incontrare i famigliari dei malati morti
nelle Rsa e le associazioni che difendono i diritti dei malati non autosufficienti.
– Gli anziani malati non autosufficienti non sono scomparsi! Restano 30 mila
malati in lista d’attesa che hanno diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie in
convenzione con l’Asl (dati 2016-2019). Nessuna azione della Sanità
piemontese è stata messa in atto per dare priorità alle cure domiciliari ed
erogare gli «assegni di cura» previsti dalla legge regionale 10/2010 con parte
sanitaria.

Devono seguire subito ai decessi 4.000 nuove convenzioni per sostituire i posti
liberatisi nel periodo Covid e almeno altre 6.000 per coprire le quote sanitarie
di chi sta pagando da anni la degenza privatamente in Rsa. Spesa stimata: 60
milioni da erogare subito (sui circa 250 all’anno di spesa storica per i ricoveri in
Rsa). La Regione non ha attivato ingressi in Rsa per molti mesi, risparmiando le
risorse che ora deve rimettere in blocco. Quei soldi non devono sparire, ma
servire per un abbattimento secco delle liste di attesa.

– Non ci sono atti della Giunta regionale verso il Governo per rendere più umane
le visite ai propri parenti in Rsa. Si tratta di una mancanza aggravata dal fatto
che l’assessore alla sanità Icardi è il coordinatore nazionale degli assessori alla
sanità nella Conferenza Stato-Regioni e quindi avrebbe tutti gli strumenti per
porre la questione a livello nazionale.

La mobilitazione della Fondazione promozione sociale, delle associazioni del
Csa – Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base, del Comitato
vittime nelle Rsa hanno ottenuto la delibera 2-1821 del 5 agosto in cui vengono
definite le “Linee di indirizzo per la gestione, nella fase di emergenza Covid-19,
delle attività sul territorio della Regione Piemonte, delle strutture residenziali e
semi-residenziali” che comprendono il tema delle visite, delle uscite, dei rientri
a casa per brevi periodi e affermano finalmente le responsabilità della Regione
e delle Asl. Si tratta di un passo avanti, che fissa criteri generali, ma non è ancora
abbastanza. C’è bisogno di una presa di posizione nazionale, che la Regione
Piemonte deve sollecitare in rappresentanza dei suoi cittadini più deboli.

Al Presidente Cirio e alla Giunta della Regione Piemonte chiediamo di confrontarsi
sulle proposte (allegate, già inviate il 22 giugno scorso al Presidente Cirio) e di
prevedere un confronto istituzionale urgente. Le associazioni scriventi hanno
contribuito a scrivere le delibere e le leggi (compresa la legge 10/2010) che hanno
consentito a migliaia di malati non autosufficienti di ricevere le cure, la continuità
terapeutica, la presa in carico definitiva dei servizi. Non ci stiamo ad essere ignorati.
Come ha scritto recentemente Francesco Pallante, docente di diritto Costituzionale
all’Università di Torino: «Di fronte a ogni questione tecnico-scientifica permane un
margine, più o meno ampio, di apprezzamento discrezionale che il governo,
nell’esercizio delle proprie prerogative, ha tutto il diritto di utilizzare. Ciò comporta,
però, l’assunzione di una responsabilità e, in un ordinamento democratico, il dovere
di motivare politicamente le ragioni delle decisioni adottate».

È quindi fondamentale che ogni provvedimento di riforma del sistema di presa in
carico sanitaria e socio-sanitaria non sia assunto come una scelta calata dall’alto,
senza confronto con i cittadini, ma passi dal Consiglio regionale e dall’ascolto delle
associazioni che difendono i diritti dei malati non autosufficienti.

CSA – Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base

 

Master in Giornalismo “Giorgio Bocca”, proseguono le iscrizioni

Digital first, economia e finanza, giornalismo scientifico, internazionalizzazione, sostenibilità editoriale

È aperto il bando di partecipazione al 9° biennio del Master in giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Il Master è oggi la principale porta di accesso alla professione giornalistica: la frequenza equivale al praticantato e permette, terminato il percorso, di sostenere l’esame di Stato e di essere iscritti all’Albo dei professionisti.  

Fino al 3 settembre p.v. è possibile presentare la domanda di ammissione al biennio 2020/2022 che inizierà a novembre. Tutte le informazioni sulla procedura di iscrizione sono disponibili qui: www.mastergiornalismotorino.it

Le parole chiave di questa nuova edizione del Master sono: digital first, economia e finanza, giornalismo scientifico, internazionalizzazione, sostenibilità editoriale.

Il Master sarà diretto da Marco Ferrando, caporedattore  responsabile della sezione Finanza e Mercati de “Il Sole 24 Ore“, selezionato da apposito bando ora in attesa del parere dell’Ordine necessario alla nomina formale.

Come di consuetudine, oltre a docenti e tutor competenti ed esperti, le studentesse e gli studenti potranno incontrare e interagire con giornalisti e professori nazionali e internazionali.

Il programma di formazione integra studio e pratica professionale nelle modalità previste dalla convenzione con l’Ordine. Prevede 300 ore di lezioni accademiche per la cultura del giornalismo contemporaneo (88 Crediti Formativi Universitari); 1700 ore di laboratori giornalistici per apprendere l’utilizzo dei tools e dei metodi di lavoro; attività redazionale quotidiana su portale web e social network, carta stampata, tv e radio grazie a tutor professionisti esperti; 5 mesi di stage (2 nel primo anno, 3 nel secondo) presso le più prestigiose testate nazionali; una prova finale per conseguire il titolo.

Come candidarsi?

Possono candidarsi tutte le studentesse e gli studenti in possesso di titolo di laurea triennale appartenente a tutte le classi di laurea o i laureandi e le laureande se in condizione di conseguire il titolo entro la scadenza prevista per il perfezionamento dell’immatricolazione. I posti disponibili sono 20.

Una prima selezione avverrà sulla base del curriculum vitae e dei titoli delle candidate e dei candidati. Seguiranno prove scritte e orali.

Il costo del Master è di 13.000,00 Euro per i due anni. Si tratta di una riduzione di circa il 30% rispetto ai bienni precedenti. L’obiettivo è di contenere quanto più possibile eventuali diseguaglianze all’ingresso, una necessità urgente tanto più in tempi di crisi per pandemia. In questa prospettiva sono garantite dal Master borse di studio o in alternativa, esenzioni dei costi, pari al 20 per cento delle somme totali versate dagli studenti.

Le lezioni, il praticantato e il Covid-19 

In caso di ritorno della pandemia da Covid-19 e di rinnovate misure per il distanziamento interpersonale, le attività saranno comunque assicurate. Le lezioni potranno svolgersi, se necessario, in modalità blended, ovvero integrando momenti di formazione in presenza con altri da remoto mediante streaming in simultanea, con disponibilità di registrazione della videolezione. Anche le attività redazionali e gli stage si svolgeranno regolarmente, sempre nel rispetto delle misure vigenti in ogni momento.

Le testate del Master

Il Master è pienamente inserito nella realtà culturale e informativa locale. Le sue testate sono “Futura Magazine”, quindicinale in formato pdf; il portale d’informazione quotidiana “Futura News” www.futura.news.

laboratori radiotelevisivi realizzano notiziari tradizionali (registrati negli studi di Cinedumedia) e format sperimentali come i podcast tematici “I viaggi di Futura”. Il laboratorio televisivo dispone di un proprio canale YouTube mentre il notiziario e le trasmissioni speciali radiofoniche sono realizzate anche in collaborazione con l’emittente di Ateneo Radio 110.

Inoltre gli studenti frequentano un laboratorio dedicato al lavoro del giornalista negli uffici stampa e nella comunicazione istituzionale, che poi viene messo in pratica sul campo grazie ad accordi di sponsorizzazione o di partnership. Negli anni il Master ha collaborato con Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Eni, Città Metropolitana di Torino, Salone del Libro, Circolo dei Lettori, Biennale Democrazia, Festival della Tecnologia, Festival del Giornalismo Alimentare, Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, Festival della Tv e dei Nuovi Media di Dogliani.

PER INFORMAZIONI

Segreteria Master in Giornalismo di Torino ‘Giorgio Bocca’

Via Roero di Cortanze 5, 10124 Torino

Phone: (+ 39) 011 6704888

Info-mail: giornalismo@corep.it | formazione@corep.it

TransAlp Experience. Una “’passeggiata” di 95 km

Una grande randonnée per ripartire in Mtb

Stante le grandi difficoltà nel poter allestire eventi agonistici, il team organizzatore de La Via del Sale rilancia e prepara un grande evento cicloturistico per sabato 29 agosto: la TransAlp Experience, con partenza da Limone Piemonte e arrivo sul lungomare di Sanremo.

Una “’passeggiata” di 95 km per un dislivello positivo di 1.250 metri, l’ideale per rimettere in moto le proprie gambe affrontando un tracciato che attraversa un territorio dalla storia millenaria. Si potrà godere senza gli affanni agonistici della bellezza incommensurabile della Via del Sale, il percorso carovaniero su strade bianche che dagli oltre 2.000 metri delle Alpi proiettava verso il blu intenso delle acque liguri, ma questa volta la TransAlp Experience regalerà agli occhi dei partecipanti anche un altro spettacolo: i Forti Sabaudi, per la prima volta attraversati direttamente in Mtb respirando la storia che trasmettono le loro mura.
L’appuntamento è per il 29 agosto con ritrovo alle 7:30 dal Piazzale Nord di Limone Piemonte e partenza alle ore 8:00 con bus navetta che porteranno partecipanti e bici allo Chalet le Marmotte, a quota 1.800 metri da dove inizierà il lungo viaggio su due ruote. Tre saranno i ristori previsti: il primo sarà l’Aperitivo Don Barbera con possibilità di ricarica per le E-bike, il secondo al Rifugio La Terza e il terzo a Triora, tutti provvisti di prodotti tipici, infine grande ristoro finale dopo lo scenografico arrivo a Villa Nobel proprio di fronte alla pista ciclabile sul mare di Sanremo. Una conclusione più che degna per una vera avventura.
La quota di partecipazione ammonta a 70 euro, comprensivi di assistenza tecnica e sanitaria e trasporto bagagli da Limone Piemonte a Sanremo. Chiaramente l’iniziativa sarà svolta nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie di prevenzione virologica in vigore in Italia per le manifestazioni su due ruote. Per tutti gli iscritti ci sarà l’opportunità di far seguire all’evento un weekend di piacevole turismo a Sanremo.
Per informazioni: Limone-On, www.limone-on.com, info@limone-on.com

In arresto due corrieri della droga

Numerosi servizi coordinati di controllo del territorio in tutta l’area metropolitana torinese sono stati disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Torino per il ponte di Ferragosto e per i giorni successivi, allo scopo di svolgere un’adeguata azione di prevenzione e di contrasto nei confronti dei principali fenomeni di illegalità diffusa e di criminalità.

Nell’ambito dell’attività, i Carabinieri di Chieri hanno arrestato in flagranza un 40enne, residente a Ladispoli (RM) ma domiciliato a Chieri, che – a bordo della propria autovettura – non si è fermato all’ALT dei militari di un posto di controllo ad Arignano, ed è stato bloccato dopo un breve inseguimento. I Carabinieri hanno recuperato un involucro con 110 grammi di cocaina che il fuggitivo ha gettato dal finestrino durante la fuga. Nel garage dell’uomo, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato ulteriori 360 grammi di cocaina e un bilancino elettronico.. L’uomo è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Nella rete dei carabinieri è finito anche un altri corriere della droga, un operaio di 41 anni di Chieri che è stato fermato a bordo della sua macchina a Pecetto. Nascondeva 22 grammi di cocaina in macchina e altri14 grammi di cocaina a casa.

Entrambi i soggetti arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale “Lorusso – Cotugno” di Torino, a disposizione della Autorità Giudiziaria. L’attività dei carabinieri ha evitato l’immissione di oltre 1500 dosi di cocaina sul mercato della droga della movida torinese.

Nel corso del medesimo servizio i Carabinieri di Chieri in collaborazione con il N.A.S. CC di Torino hanno sanzionato (2.000 euro) il titolare di un supermercato per non aver “ottemperato alle procedura previste dal manuale di autocontrollo (haccp) avendo posto in vendita prodotti con termine minimo di conservazione superato di validita’ ”.

Altri migranti in Piemonte. Cirio: “Il governo ci prende in giro”

“Il governo ci ha preso in giro”, dice apertamente il governatore Alberto Cirio

Il presidente del Piemonte aggiunge: “l’ impegno con il Viminale era che in Piemonte non sarebbero stati mandati altri migranti, ma è stato disatteso.

E inoltre  abbiamo appreso da una notizia di agenzia di stampa”. Cirio  ha fatto un sopralluogo nell’hub di Castello d’Annone (Asti), dove per iniziativa del Ministero dell’Interno sono destinati 76 migranti sbarcati a Lampedusa. “Il Piemonte non ce la fa, soprattutto in questo momento. Il Governo fa ordinanze a ogni sole che sorge”, ha aggiunto il governatore. L’arrivo dei nuovi migranti impegnerà 14 persone della Croce Rossa, che e  in aiuto alle forze dell’ordine arriveranno altre 30 persone, anche della Guardia di Finanza.

Un arresto e due denunce. Una donna trovata con 20 mila euro in tasca

Personale del commissariato Barriera Milano, coadiuvato da pattuglie del  Reparto Prevenzione Crimine e da una Squadra del Reparto Mobile di Torino,  ha effettuato un controllo straordinario che ha interessato in particolar modo Largo Giulio Cesare e la zona sita fra corso Palermo e le vie Montanaro, Baltea e Scarlatti.

Un cittadino straniero è stato denunciato in quanto aveva con sè 8 grammi di marijuana; una cittadina nigeriana di 25 anni, invece, è stata trovata in possesso di una somma di oltre 20000 € in contanti, senza essere in grado di giustificarne il motivo. Pertanto, è stata denunciata per ricettazione.

Attorno alle 22.30, in Largo Giulio Cesare i poliziotti sono stati avvicinati da una passante che ha segnalato loro di aver appena assistito ad un litigio animato fra una coppia alla fermata del tram, al  termine del quale la donna era stata percossa con violenza.

I poliziotti si sono recati immediatamente sul posto ed hanno trovato effettivamente la vittima, seduta sulla pensilina, in lacrime, mentre un uomo si allontanava a passo svelto. Gli agenti hanno fermato il soggetto, un cittadino egiziano sulla sessantina, e soccorso la sua ex compagna. Nel contesto della denuncia presentata negli uffici del Comm.to, sono emersi maltrattamenti e comportamenti persecutori da parte del cittadino egiziano nei confronti della signora, soprattutto nell’ultimo periodo, da quando si erano lasciati in seguito al suo arresto nel marzo 2019, e  mai denunciati per timore di ritorsioni. L’uomo è stato arrestato per stalking.

Cesare Romiti. La morale e i profitti

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Cesare Romiti  è stato un unicum del mondo economico e industriale italiano. Sia per la sua lunga vita sia per il fatto che da semplice manager è riuscito a diventare imprenditore in proprio. Il suo motto era che la morale di un imprenditore consisteva nel produrre profitti.

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La frase venne criticata anche aspramente come dozzinale perché la morale non poteva consistere nel produrre utili .Una cosa che avrebbe fatto inorridire Benedetto Croce che teneva dialetticamente distinte le categorie dell’etica e dell’utilità. In effetti, nella sostanza, Romiti metteva il dito nella piaga perché il punto era quello di produrre profitti senza i quali un’azienda chiude.

Ma la logica da cui Romiti proveniva era quella delle aziende statali che non necessariamente producevano utili e spesso i loro debiti erano ripianati dallo Stato. Una logica perversa che finì di sfociare nella svendita da parte di Prodi dei gioielli dell’Iri che non vennero privatizzati ,ma vennero dati per pochi soldi a compagnie straniere. A fianco di Romiti ci sono le figure di Gianni e Umberto Agnelli che insieme a lui si giocarono la partita della Fiat, vinta dei confronti dei sindacati (pensiamo alla famosa marcia dei 40 mila) ,ma persa nei confronti del mercato dell’auto. Dopo essere stato presidente succedendo ad Agnelli, Romiti andò in pensione con una buonuscita eccezionale che gli consentì di di diventare imprenditore in proprio con Impregilo ed editore con Gemina. Nella sua vicenda giocò un ruolo fondamentale l’ “eminenza grigia” Enrico Cuccia. Si può discutere su cosa abbia rappresentato per la Fiat e per sé stesso Romiti ma oggi ci appare, all’atto della sua morte, un grande protagonista che aveva saputo in primis amministrare, con indubbie capacità, la sua fortuna. Ebbe la saggezza di non lasciarsi sedurre dalla politica: diceva di non averne le capacità, mentre sicuramente era stato un attento lettore e allievo di Nicolò Machiavelli. Al di là della ruvidezza del tratto, appariva un gran signore con cui ebbi modo di scambiare qualche discorso. Era nel comitato scientifico del Centro Pannunzio, senza mai aver contribuito economicamente a suo favore. Mi mandava spesso libri per la biblioteca e ricordo in particolare una rara edizione di Tocqueville che mi disse che amava molto. Io resto convinto che prediligesse Il ”Principe” e addirittura sono sicuro che sarebbe anche stato un ottimo sindaco di Roma, se avesse accettato l’invito a candidarsi.

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Scrivere a quaglieni@gmail.com

Bollettino Covid, una vittima e 27 contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

26.533 PAZIENTI GUARITI E 556 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26. 533 (+8 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3301 (+1) Alessandria, 1597 (+0) Asti, 848 (+0) Biella, 2505 (+2) Cuneo, 2379 (+0) Novara, 13.639 (+5) Torino, 1117 (+0) Vercelli, 971 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 176 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 556 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4141

1 decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione, di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4141 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1831 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 32.127 (+27 rispetto a ieri, di cui 19 asintomatici. Dei 27 casi, 15 screening, 9 contatti di caso, 3 con indagine in corso. I casi importati sono 13 su 27), i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4140 Alessandria, 1902 Asti, 1057 Biella, 3018 Cuneo, 2883 Novara, 16.099 Torino, 1444 Vercelli, 1158 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 276 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 150 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3 (+1 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 80 (+5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 814

I tamponi diagnostici finora processati sono 540.445, di cui 296.626 risultati negativi.

La sindaca: “In mezz’ora un decimo di pioggia di un anno intero”

“Ieri in 30 minuti è caduto circa il 10% di pioggia di quanto, dal 2000 ad oggi, cade in un intero anno

Un fenomeno violento e di portata straordinaria, anche maggiore di quelli che purtroppo vediamo sempre più frequentemente, sia qui che altrove. Per questo la Città di Torino sta dando una risposta strutturale che vada da un lato a ridurre il più possibile il suo impatto sui cambiamenti climatici, dall’altro a mitigare gli effetti di questi ultimi”.

Sono le parole, su Facebook, della sindaca Chiara Appendino a proposito del nubifragio che ha colpito la città.

La prima cittadina ha aggiunto che “grandine e foglie intasano i tombini (la cui manutenzione viene regolarmente effettuata da Smat) e l’acqua non riesca a defluire. Ma non è questo il motivo principale degli allagamenti”,
Appendino parla di manutenzione e ricorda i “circa 160 milioni per una condotta di 14 Km che potenzia la rete idrica andando ad agire su quello che è tra i problemi principali in questi casi, ovvero il drenaggio delle acque che non viene rallentato (solo) a livello dei tombini e delle caditoie – precisa – , ma soprattutto dalla capacità stessa della rete idrica, progettata quando la portata delle piogge era sensibilmente inferiore”. La sindaca fa poi riferimento al “Piano di resilienza climatica” e alla “mobilità ed energia sostenibile: questi fenomeni sono la prova che gli interventi per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente non sono più rinviabili. “L’importante è avere iniziato un percorso virtuoso che dovrà essere portato avanti nei prossimi decenni”dice ancora.

Troppi 115 bus in fiamme in dieci anni. Indagati vertici Gtt

In dieci anni, come accertato dalle indagini della magistratura, si sono verificati 115 casi di bus pubblici andati a fuoco a  Torino e nella città metropolitana.

E da un paio di anni, a causa dell’invecchiamento dei mezzi, i casi sono aumentati. Sono sei gli incendi presi in esame dai magistrati, verificatisi tra il 2018 e il  2019

Secondo la procura non si trattò di  eventi accidentali: quei fatti avevano  responsabilità alla base, non era stata forse fatta una adeguata manutenzione?

Per tale ragione la procura ha  iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di incendio colposo  il responsabile della manutenzione di Gtt, l’attuale amministratore delegato e il precedente ad.