“Ancora una volta per salvare la Tav è stato necessario il voto del centrodestra. Ieri in Commissione Trasporti è andato in scena l’ennesimo teatrino del melodramma giallorosso.
Divisi su tutti tirano a campare, incollati alle poltrone, sperando come in questo caso che la responsabilità del centrodestra eviti la resa dei conti interna. L’uscita del M5s dalla Commissione Trasporti per il contratto di programma tra Mit, Ferrovie e Telt è un fatto gravissimo. In qualsiasi democrazia occidentale, di fronte ad un partito di maggioranza che smentisce il proprio Governo, il presidente del Consiglio ne trarrebbe le dovute conseguenze e rassegnerebbe le dimissioni. Il richiamo della poltrona peró é purtroppo più forte di quello della dignità e del rispetto degli italiani. E quindi si preferisce continuare con queste sceneggiate che dimostrano come Torino e tutto il territorio provinciale sia considerato da questa maggioranza nazionale come un terreno di scontro e non invece come un’area sulla quale investire per il futuro del Paese. La Tav a Torino significa logistica, sviluppo, centralitá geopolitica ed economica. Questioni del tutto sconosciute al M5s. Confidiamo che le amministrative di Torino siano l’occasione per dare finalmente in mano al centrodestra la guida del capoluogo e della Cittá Metropolitana. Solo così si potrà strappare finalmente Torino dal declino in cui l’hanno atta precipitare prima le Amministrazioni delle sinistre e ora il monocolore grillino”. Ad affermarlo in una nota il deputato di Forza Italia Paolo Zangrillo, i suoi vice Roberto Pella, Roberto Rosso e Diego Sozzani e il commissario degli azzurri per la Città di Torino Marco Fontana.
(Foto archivio)
Un nome che non passa inosservato e che soprattutto rende in qualche modo omaggio al bellissimo palazzo dell’800 in cui è nato. Il Garamond (luogotenente dei dragoni di Napoleone) infatti, nasce all’interno di quello che una volta era la scuderia del reggimento dei dragoni Piemontesi ed è in questa perfetta ambientazione storica che lo Chef Santino, siciliano di nascita (e nel cuore), mette a nostra disposizione le sue qualità in un perfetto mix di tradizione sicula e sabauda.
Le piccole entrée riescono già a confermare le previsioni, tartine finger food prendono spazio sul tavolo, un misto di mare e terra con un insolito prosciutto d’anatra che ha stuzzicato il palato e incuriosito lo stomaco! Il pane di lievito madre accompagnato dall’olio d’oliva artigianale ha rubato il cuore nella semplice genuinità.
spolverata in piccola quantità a bordo piatto, una chicca, a mio avviso, per nulla scontata!
Un ristorante questo di cui non ci si dimentica facilmente, attuale e moderno, che anche in tempi non facili come questi, riesce a mettersi in gioco grazie alle mille risorse dello chef e dei suoi collaboratori, riuscendo a portare anche dentro le nostre case tutto il suo sapere e la sua passione!