ilTorinese

La rassegna dei libri del mese

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Il Libro del Mese – La Scelta dei Lettori

 

Il più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB è, senza dubbio, I Convitati Di Pietra di Michele Mari, fresco vincitore del Premio Strega!

 

È arrivato il mese delle sospirate ferie e se volete partire portando con voi un buon libro, prendete nota delle ultime uscite in libreria! È da poco uscito Gli Anni In Bianco E Nero (Nord), nuovo romanzo di Francesca Giannone che, dopo La Portalettere, racconta una storia familiare al femminile, ambientata negli anni Settanta.

 

Segnaliamo un altro gradito ritorno: Andrea Vitali che ha appena pubblicato Il Piede Nella Fossa (Garzanti), una nuova storia ambientata nella sua Bellano.

 

Infine, segnaliamo un romanzo ambientato a Cuba durante la Rivoluzione, con una trama che si snoda tra veri amori e partite a scacchi: La Sera In Cui Bobby Non Scese A Giocare, di Mayra Montero (Guanda).

Buone vacanze e buone letture!

 

Consigli per gli acquisti

 

 Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.

 

Il Medico (Il Libri Di Icaro, 2026) è il nuovo romanzo di Pasquale Pellegrini, una storia intensa di scelte difficili, rinunce silenziose e desideri mai del tutto sopiti che appassionerà chi ama la narrativa introspettiva.

Metropolitan Gigolò, (Milano Meravigliosa Editrice, 2026)  di Sergio Barletta,

una storia che attraversa le contraddizioni della Milano contemporanea, offrendo uno sguardo originale sulle dinamiche del successo e dell’apparenza.

Sogni D’Oro – Le Piccole Storie Della Buonanotte è la nuova raccolta di racconti per l’infanzia di Daniela Argiolas, (Edizioni del Faro, 2026) un libro da leggere insieme, sera dopo sera, per trasformare ogni nanna in un viaggio lieve tra sogni, emozioni e amore.

 

Incontri con gli autori

 

Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Simona Lo IaconoEmanuela Fontana e Stefano Vicario.

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

Esplosione e incendio in un appartamento di Torino: padre e figlio gravi

Momenti di paura nella giornata di domenica in via Mercadante, a Torino, dove un incendio divampato in un appartamento al quinto piano di uno stabile ha richiesto l’intervento dei soccorritori. L’edificio, composto da sette piani e situato all’interno di un cortile, è stato completamente evacuato per consentire le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza.

Le fiamme sarebbero state innescate dall’esplosione di una bombola di gas presente nella cucina dell’alloggio. L’esatta dinamica dell’accaduto è comunque al vaglio delle autorità.

Il bilancio più grave riguarda due occupanti dell’appartamento: un ragazzo di 19 anni e il padre di 45, entrambi rimasti ustionati. I sanitari del 118 li hanno trasportati in codice rosso rispettivamente all’ospedale CTO e all’ospedale Giovanni Bosco.

Altri quattro residenti hanno riportato lievi intossicazioni dovute al fumo e sono stati assistiti in codice verde. Complessivamente il personale del 118 di Azienda Zero ha prestato soccorso a otto persone.

Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e verificare la sicurezza dell’edificio, insieme ai carabinieri e a diverse ambulanze del servizio di emergenza. Sono in corso gli accertamenti per stabilire con precisione le cause dell’incendio.

Il fantasma di Tom Joad si aggira ancora per l’America

Tom Joad è il protagonista del romanzo più famoso di John Steinbeck, The Grapes of Wrath ( i grappoli d’ira) uscito negli Stati Uniti nel 1939 e conosciuto in Italia con il titolo Furore. Un capolavoro senza età dal quale John Ford trasse uno storico film (con Henry Fonda nel ruolo di Tom Joad). Il libro racconta un’epopea ambientata negli anni Trenta  del Novecento, durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, narrando la storia di una famiglia costretta a lasciare la propria casa e la propria terra a causa della crisi economica, per trovare un nuovo futuro in un altro stato della grande nazione a stelle e strisce. Il capolavoro di Steinbeck giunse in Italia in epoca fascista e il regime immaginò di utilizzarne la storia in versione antiamericana, allo scopo di diffondere una immagine violenta e piuttosto primitiva dell’America di quegli anni.

Pubblicato da Bompiani venne comunque censurato perché, in fondo, quella ricerca ostinata di una speranza assumeva quei caratteri universali che al Duce e al suo entourage non piacevano per niente. Pagina dopo pagina John Steinbeck ci accompagna nella biblica trasmigrazione della famiglia Joad, assieme ad altre centinaia di poveri, dall´Oklahoma attraverso il Texas, il New Mexico e l´Arizona, lungo le famosa Route 66 ( che conoscerà altre storie letterarie, da Kerouac a tanti altri), fino alla California, “il paese del latte e del miele”, in cerca di una vita nuova e un poco di fortuna. Una speranza che viene ben presto delusa perché vi troveranno amarezze e stenti, al limite della sopravvivenza: paghe da fame, padroni duri e cinici, lavori da schiavi. Erano gli anni della grande crisi dopo il crollo di Wall Street nel 1929, dell’America dura e disperata, della lotta di classe più aspra, dei sogni che s’infrangevano a contatto con la  realtà. Woody Guthrie, il “menestrello della Grande Depressione”, padre putativo del folk revival degli anni ’60, scrisse una grande ballata su Tom Joad nel 1940, quasi dieci anni prima che Bruce Springsteen, il “boss” del rock, venisse al mondo. Influenzato da Guthrie e dalla storia, molti decenni dopo Springsteen trasformò Tom Joad in uno spirito, capace aggirarsi ovunque come un fantasma alla ricerca di una giustizia e una rivalsa in un mondo nel quale il destino degli emarginati è inevitabilmente un destino segnato da una cruda realtà che non smette di riproporre la propria attualità. The Ghost of Tom Joad è una canzone che parla di diseredati, di povertà e di un sistema economico spietato e ingiusto.

Un testo che non lascia spazio ai dubbi: “L’autostrada è viva questa notte e dove va a finire tutti lo sanno, io sono seduto qui accanto alla luce del fuoco ad aspettare il fantasma di Tom Joad. Ora, Tom diceva: – Mamma, ovunque ci sia un poliziotto che picchia un ragazzo, ovunque un neonato pianga per la fame, ovunque ci sia una battaglia contro il sangue e l’odio nell’aria, cercami mamma, io sarò là. Ovunque ci siano uomini che lottano per un posto dove stare o per un lavoro decente, o per una mano che li aiuti, ovunque ci sia gente che sta lottando per essere libera, guarda nei loro occhi, Mamma, e tu vedrai me –“. Il fantasma di Tom Joad è ancora ben presente nell’America di oggi, e anche se sono passati quasi ottant’anni l’impressione è che per gli ultimi ben poco sia cambiato. The Ghost of Tom Joad  è stato l’undicesimo album in studio di Springsteen, pubblicato nel 1995 dalla CBS Records. Presidente degli “states” era il democratico Bill Clinton che, di lì a poco, sarebbe stato rieletto alla guida della nazione. Un anno dopo, nel 1996, Springsteen, ne parlava così: “La maggior parte delle cose che ho scritto riguardano l’America di oggi, anche se trovano le loro origini nel passato. Anche la canzone di Tom Joad non è storica, ma è sull’America degli anni ’90“.

E, possiamo aggiungere, anche su quella odierna al tempo del secondo mandato di Donald Trump. Nella canzone si parla dell’autostrada, luogo simbolo del sogno americano, esaltato dalla generazione beat. Un immaginario ancora ben vivo ma popolato da gente senza speranza, il cui destino è un fuoco acceso sotto un ponte per scaldarsi. I Tom Joad di oggi sono i nuovi poveri, le vittime della grande recessione e della crisi economica che prese avvio negli Stati Uniti d’America nel 2007 in seguito allo scoppio della bolla immobiliare dei subprime, i disgraziati messi in ginocchio dalla pandemia del Covid, gli afroamericani e i latinos, gli homeless e in migranti, le principali vittime del nuovo ordine mondiale che piace al 47° Presidente degli Stati Uniti e al suo amico Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, sempre più affollato di gente senza lavoro e disperata, con poche libertà e scarso futuro.

Marco Travaglini

Riasfaltato corso Moncalieri, al via un nuovo intervento in corso Unità d’Italia

 

Si concluderanno nella mattinata di lunedì 3 agosto i lavori di riasfaltatura in corso Moncalieri, mentre già dal pomeriggio della stessa giornata prenderà il via il nuovo intervento di rifacimento della pavimentazione stradale in corso Unità d’Italia, nell’ambito del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”.

Quello di corso Unità d’Italia è uno dei cantieri previsti per il mese di agosto, periodo in cui saranno realizzati una decina di interventi distribuiti in diverse aree della città. Il periodo estivo, caratterizzato generalmente da una riduzione dei flussi di traffico, rappresenta una fase favorevole per la programmazione delle lavorazioni, con l’obiettivo di limitare per quanto possibile l’impatto sulla mobilità cittadina.

Così, al termine delle lavorazioni in corso Moncalieri, la stessa impresa esecutrice trasferirà mezzi e attrezzature nel cantiere di corso Unità d’Italia, dove le attività prenderanno avvio nel pomeriggio di lunedì 3 agosto.

La prima fase interesserà la carreggiata lato est di corso Unità d’Italia, a partire dalla rotatoria Maroncelli in direzione centro città, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia in corrispondenza di viale Maestri del Lavoro.

Successivamente gli interventi si sposteranno sulla carreggiata lato ovest, nel tratto compreso tra Casa UGI e la direttrice verso Moncalieri, con un progressivo restringimento della carreggiata fino a una sola corsia oltre la confluenza del sottopasso.

L’avvio e lo svolgimento delle lavorazioni saranno segnalati sul posto con apposita segnaletica di preavviso, predisposta per informare gli utenti della strada e consentire loro di programmare i propri spostamenti. Salvo imprevisti, il completamento degli interventi su corso Unità d’Italia è previsto entro il 14 agosto.

Il piano straordinario “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, prevede oltre 140 cantieri distribuiti sull’intero territorio cittadino. Gli interventi puntano a migliorare la sicurezza, la qualità e la durabilità della rete stradale, programmando le lavorazioni nei periodi dell’anno in cui l’impatto sulla mobilità può essere ridotto.

Tra gli altri interventi già in corso, proseguiranno anche nella prossima settimana quelli che interessano l’asse di corso Racconigi e l’area della rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, nel quartiere Cenisia.

Dopo l’avvio delle lavorazioni sulla rotatoria questa settimana, nel pomeriggio di lunedì 3 agosto inizierà la riasfaltatura della carreggiata est di corso Racconigi, nel tratto compreso tra via Vigone e corso Vittorio Emanuele II. Le operazioni saranno effettuate nelle sole ore pomeridiane per contenere l’impatto sulla viabilità.

Per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, oltre al tratto interessato dalla riasfaltatura resteranno chiusi la rotatoria tra corso Racconigi e via Frejus, il tratto di corso Racconigi in carreggiata ovest tra via Bardonecchia e via Prali e il tratto di via Frejus compreso tra via Revello e via Prali. Agli automobilisti si raccomanda di prestare attenzione alla segnaletica di cantiere e, ove possibile, di scegliere percorsi alternativi, soprattutto nelle ore di maggiore traffico.

TorinoClick

Merlo, Tav: sì alla piazza popolare e no alla violenza politica

“Sono due gli elementi di fondo della prossima manifestazione popolare a favore della Tav. Un
poderoso Sì alla realizzazione dell’opera accelerando gli interventi necessari per evitare ulteriori
ed ingenti incrementi di risorse da un lato e, dall’altro, un altrettanto forte e massiccio No alla
violenza politica. Senza riproporre ridicole, grottesche, burocratiche o protocollari prese di
distanza. Perchè attorno al ritorno della violenza politica – anche di natura terroristica – occorre un
preciso e fermo pronunciamento. Chi non si dissocia con forza e convinzione ne è semplicemente
complice. Da qualunque parte provenga.
Queste sono le due motivazioni di fondo che adesso quasi impongono una forte, convinta e
coraggiosa mobilitazione politica di pazza e popolare a favore di una infrastruttura indispensabile
non solo per Torino e il Piemonte ma per tutto il nostro paese”.

On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale Scelta Cristiano Popolare

Le case più antiche di Torino, il fascino del Medioevo e la storia della città

Torino, conosciuta per la sua eleganza sobria, la sua architettura barocca, ma anche Liberty e neo-classica conserva nel suo cuore tracce di un passato molto lontano: le sue case medievali. Questi edifici sono pregiati e inestimabili testimoni di un’epoca in cui la città si stava trasformando in un centro di cultura, ma anche in un luogo autorevole in fatto di geopolitica. La sua posizione strategica ai piedi delle Alpi e al centro di un crocevia di culture, infatti, l’ha convertita in un modello unico di civilta’. I suoi palazzi contribuiscono a rendere questa citta’ un luogo elegante e fascinoso ed e’ impossibile passeggiando per le vie di Torino non voltare lo sguardo verso l’alto per esplorare visivamente queste opere d’arte costituite da particolari architettonici e artistici, da disegni, da balconi decorati e di finestre dai vetri colorati. Tra le piu’ antiche palazzine della citta, memorie di un passato che arriva fino ai giorni, ne abbiamo tre di sicuro interesse artistico e storico.

Casa del Pingone, posizionata tra piazza delle Erbe e il Duomo, e’ una delle abitazioni più antiche della città, risalente ai secoli XV – XVI e prende il nome da Emanuele Filiberto Pingone, storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia che la abito’ dopo il trasferimento da Padova . L’edificio conserva elementi architettonici di grande pregio, come i soffitti in legno, affreschi decorati con motivi a grottesche (pitture di radice romana), e una torre merlata medievale ancora visibile sebbene sia stata coperta in alcune sue parti. Questa casa rappresenta un raro esempio di architettura civile medievale ancora intatta nel cuore di Torino. Nel 2000 e’ stata ridipinta per donarle i colori originari.

Casa del Senato e’ un altro esempio di edilizia medievale che si distingue per la sua base in pietra e per tracce di finestre ogivali, poi sostituite nel XVI secolo da ampie finestre a crociera in cotto. Con i suoi quattro piani fuori terra, la Casa del Senato era sorprendentemente alta per l’epoca, sottolineando il suo ruolo istituzionale e la sua importanza all’interno della città medievale. Costruita come casa nobiliare e poi divenuta luogo di incontro del Senato Subalpino dove furono discusse e approvate alcune delle decisioni più significative per l’unificazione dell’Italia e ha avuto un’importanza particolare durante il Risorgimento italiano. Si trova nel cuore del centro di Torino e rappresenta uno dei simboli capitale del Regno di Sardegna.

Casa Romagnano, sita in via dei Mercanti 9, conosciuta anche come “Casa Armissoglio”, è un’altra testimonianza dell’edilizia civile della Torino medievale costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XVI secolo. Dimora dell’omonima famiglia, nonostante i numerosi interventi di restauro nel corso del tempo, la casa conserva il suo aspetto nobile con dettagli architettonici dell’epoca come le quattro eleganti finestre in cotto e marcapiani che le danno equilibrio e sobrieta’ e che rispecchiano la maestria artigianale di quel periodo. Afine del 1800 fu riqualificata e vennero riportati alla luce diversi elementi come le parti in cotto e le finestre.

Altre Testimonianze Storiche

Oltre a queste dimore, Torino conserva altri edifici medievali sparsi per il centro storico. Le mura romane, le torri e alcune chiese completano un quadro ricco di fascino, che permette di immaginare com’era la città secoli fa.

Maria La Barbera

Alpi sempre più calde, Legambiente lancia l’allarme: ghiacciai a rischio

Temperature in quota fino a 4 gradi oltre la media, zero termico spesso oltre i 4.800 metri e ghiacciai che arretrano sempre più rapidamente. È il quadro tracciato da Legambiente in occasione dell’anteprima della Carovana dei Ghiacciai 2026, la campagna che dal 17 agosto al 3 settembre attraverserà cinque aree glaciali di Francia, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.

Sull’Adamello, durante un flash mob organizzato insieme a CAI, CIPRA Italia, Fondazione Glaciologica Italiana e oltre 90 realtà firmatarie del Manifesto europeo per la governance dei ghiacciai, è stata presentata anche la piattaforma “Governare le Alpi che cambiano”, che chiede una gestione europea delle aree glaciali e il riconoscimento dei ghiacciai come bene comune.

Secondo Legambiente, la crisi climatica sta accelerando la fusione dei ghiacciai alpini. Tra i casi più critici figurano Monte Bianco, Marmolada e Adamello. Quest’ultimo ha visto arretrare la propria fronte di 265 metri tra il 2023 e il 2025 e di circa 760 metri dal 1997.

«Dal crollo di una parte del ghiacciaio dell’Ortles avvenuto in questi giorni alla cascata di acqua dalla vetta del Cervino (4478 m s.l.m) all’Adamello (3.539 m s.l.m) in forte ritirata, anche in alta quota la crisi climatica lascia sempre di più il segno con effetti che si ripercuotono a valle – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – In particolare le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute. Per questo anche dall’Adamello torniamo a chiedere al Governo di stanziare al più presto le risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Allo stesso tempo serve una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere, e un costante monitoraggio dell’alta quota sempre più fragile a causa della crisi climatica».

Sulla stessa linea Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia: «Riconoscere i ghiacciai come beni comuni – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia – significa considerarli patrimoni collettivi essenziali per l’equilibrio ecologico, la sicurezza delle comunità, la regolazione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, del paesaggio e dei diritti delle generazioni future. Significa anche riconoscere che le aree glaciali e proglaciali non possono essere governate esclusivamente secondo logiche proprietarie o di mercato, ma richiedono forme di responsabilità condivisa e di gestione orientate all’interesse generale. Per questo oggi con l’anteprima di Carovana dei ghiacciai 2026 oltre a chiedere una governance europea per i ghiacciai, chiediamo anche che i ghiacciai vengano riconosciuti come beni comuni da tutelare e difendere».

Tra i partner della campagna figura anche FRoSTA Italia, che sostiene l’iniziativa per il settimo anno consecutivo e ha contribuito alla ricerca scientifica con la donazione di un pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa.

«Sostenere Legambiente e la Carovana dei Ghiacciai per il settimo anno consecutivo conferma un percorso di collaborazione fondato su azioni concrete – dichiara Gianluca Mastrocola, Amministratore Delegato di FRoSTA Italia – In questi anni al fianco di Legambiente abbiamo sostenuto la ricerca scientifica, con la donazione del pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa, e promosso iniziative di sensibilizzazione come la Festa dell’Albero. Un impegno che riflette la visione di FRoSTA, orientata a ridurre l’impatto ambientale lungo l’intera filiera attraverso investimenti nelle energie rinnovabili e nella riduzione delle emissioni di CO₂».

Golf Sestiere, due giornate sul green più alto d’Europa

 TRA NATURA, SPORT E AMICI A QUATTRO ZAMPE

4 agosto: iAiAOH! DOG CUP – Louisiana 2 Giocatori 18 buche Stableford “with Dog Friends” 12 agosto: Coppa WITT Italia & Torneo Conad – 18 buche Stableford hcp 3 categorie Golf Club Sestieres – Piazza Agnelli, 4 – Sestriere (TO) Sestriere, il comune più alto d’Italia, ospita nel cuore dell’estate 2026 due tappe di grande fascino del calendario gare del Circolo Golf Sestrieres: il 4 agosto con la iAiAOH! DOG CUP – Louisiana 2 Giocatori 18 buche Stableford “with Dog Friends” e il 12 agosto con la Coppa WITT Italia & Torneo Conad – 18 buche Stableford hcp 3 categorie. Due eventi promossi da WITT Italia Group, che scelgono come cornice un campo unico nel suo genere: a 2.035 metri di altitudine, il percorso di Sestriere è il golf club più alto d’Europa, disegnato nel 1932 sulle stesse piste che d’inverno ospitano le gare di Coppa del Mondo di sci. 4 agosto: iAiAOH! DOG CUP – Louisiana 2 Giocatori 18 buche Stableford “with Dog Friends”, quando il campo si gioca in due (a quattro e a due zampe)

La gara è dedicata ai golfisti con i loro amici animali. Sul green più alto d’Europa, tra prati verdissimi e aria di montagna, i cani potranno stare accanto ai propri padroni per l’intera giornata di gioco, in un contesto che più di ogni altro rappresenta la filosofia del brand, quella di far vivere gli animali il più possibile in sintonia con la natura. A tutti i partecipanti verrà distribuito un pacco gara con prodotti della linea iAiAOH!, dedicati alla cura naturale dei propri amici a quattro zampe, e alcuni prodotti della linea saranno anche tra i premi riservati ai vincitori delle diverse categorie. 12 agosto: Coppa WITT Italia & Torneo Conad – 18 buche Stableford hcp 3 categorie L’appuntamento di mercoledì 12 agosto, è dedicato alla Coppa WITT Italia & Torneo Conad (18 buche stableford hcp, 3 categorie). Un torneo che porta in dote i valori dello stesso Gruppo Witt Italia, azienda che dal 1970 formula a Poirino prodotti di cosmesi naturale e detergenza ecologica per la cura della persona e della famiglia, fondati su naturalità, trasparenza e rispetto dell’ambiente. Sono principi che trovano nel Circolo Golf Sestrieres una sponda ideale: un campo che dal 2023 è gestito con criteri ecosostenibili, senza glifosato, fungicidi, insetticidi né diserbanti, grazie a protocolli di nutrizione di precisione che rafforzano la naturale resistenza del prato a parassiti e malattie. Anche in questa giornata il legame con la naturalità si ritroverà nel pacco gara, che includerà prodotti delle linee cosmetiche naturali ed ecologiche del Gruppo Witt Italia, presenti anche tra i premi per i vincitori delle diverse categorie. https://www.witt.it/ Foto credits: sestriere.it e Golf Sestriere

Incidente mortale: vittima una 22enne

Il conducente dell’auto ha perso il controllo del mezzo per cause da accertare. Ha perso la vita una giovane di 22 anni residente a Nichelino, a seguito dell’incidente stradale avvenuto a Bagnolo Piemonte, in provincia di Cuneo. La ragazza viaggiava su una Renault Clio, assieme ad altri tre giovani. Sono intervenuti i soccorsi e i carabinieri.

Scontro tra auto e moto: morto il centauro, grave una donna

Tragedia nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 2 agosto, a San Giorio di Susa, dove un grave incidente stradale è costato la vita a un motociclista di 52 anni. Lo schianto è avvenuto lungo la strada provinciale 24, in prossimità del confine con il comune di Bussoleno.

Per cause in corso di accertamento, una moto e un’autovettura si sono scontrate all’altezza di un incrocio. L’uomo alla guida del mezzo a due ruote ha riportato ferite gravissime ed è deceduto nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.

Ferita anche la passeggera della moto, una donna di 51 anni, che ha riportato diversi traumi. Dopo essere stata stabilizzata dal personale sanitario sul posto, è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale CTO di Torino in codice rosso.

Nell’incidente è rimasta coinvolta anche la conducente dell’automobile, un’anziana, le cui condizioni sono al vaglio dei sanitari.