ilTorinese

Val di Susa, SIAP: “Le misure adottate confermano la bontà delle nostre richieste”

“Complimenti al Prefetto, al Questore e a tutti gli operatori impegnati sul territorio”

Il Segretario Generale Provinciale Pietro Di Lorenzo “Esprimiamo vivo apprezzamento per l’efficacia delle misure di prevenzione e di ordine pubblico adottate dal Prefetto e dal Questore di Torino in occasione delle annunciate manifestazioni lo scorso fine settimana in Val di Susa. I provvedimenti assunti confermano la validità delle richieste avanzate dal SIAP già nei giorni scorsi, quando avevamo evidenziato la necessità di adottare strumenti straordinari per garantire la sicurezza del territorio, dei cittadini e, soprattutto, delle donne e degli uomini delle Forze di polizia chiamati ad operare in un contesto caratterizzato da elevati livelli di rischio. Allo stesso modo, desideriamo rivolgere un sentito plauso al Questore di Torino e a tutta la struttura della Questura per la pianificazione dei servizi e l’organizzazione del dispositivo di ordine pubblico, che ha consentito di gestire una situazione estremamente complessa con professionalità, equilibrio ed efficacia. Ancora una volta emerge con chiarezza come una puntuale attività di programmazione, unita ad un’adeguata disponibilità di uomini e mezzi, rappresenti la migliore risposta a chi tenta di trasformare il dissenso in violenza, garantendo al contempo la tutela dell’incolumità degli operatori e il rispetto della legalità. Il nostro ringraziamento più sincero va, infine, a tutte le colleghe e a tutti i colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle altre componenti delle Forze di polizia che, senza sosta, hanno operato ventiquattro ore su ventiquattro in questi giorni, affrontando con grande senso del dovere, professionalità e spirito di sacrificio un servizio particolarmente gravoso. Continueremo a sostenere ogni iniziativa volta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e a garantire adeguate condizioni operative agli appartenenti alle Forze di polizia, nella consapevolezza che la sicurezza si costruisce attraverso organizzazione, professionalità e decisioni tempestive.”

Ufficio Stampa Siap Torino

Bardineto (SV) e il legame con i Del Carretto

Il Comune è entrato nei Siti Storici dei Grimaldi

Domenica 2 agosto 2026 il Comune di Bardineto (SV), in collaborazione con lo scrivente e con il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ha organizzato una commemorazione volta a ricordare il suo storico legame con i Marchesi Del Carretto e i Grimaldi di Monaco.
La cerimonia è stata patrocinata dal Consiglio Regionale della Liguria, dalla Provincia di Savona e dal Comune di Bardineto.
I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10 davanti alla settecentesca Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata in stile barocco piemontese, dove alle ore 10,30 Don Edivan ha celebrato la S. Messa.
Successivamente i presenti e i gruppi storici hanno raggiunto in corteo il castello, il cui primo nucleo venne fatto edificare tra il 972 e il 973 d.C. dall’Imperatore dei Romani Ottone I. Il maniero fu abitato dai Del Carretto fino ai primi decenni del XV secolo, per poi venire definitivamente distrutto nel novembre 1795 durante la Battaglia di Loano.
Qui si è tenuta una solenne cerimonia aperta dal discorso di Mario Basso, Sindaco di Bardineto, il quale ha portato i saluti di Fulvio Gazzola, Presidente dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia e Sindaco di Dolceacqua (IM) ed ha annunciato che prossimamente il castello verrà ufficialmente inaugurato dopo gli importanti lavori di restauro.
Ha preso quindi la parola il Consigliere Regionale Sara Foscolo, che insieme al suo collega Rocco Invernizzi ha portato i saluti di Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria ed ha affermato che
queste giornate ci aiutano a conoscere la nostra storia, la nostra cultura e la nostra identità”.
La Dott. Foscolo ha concluso portando i saluti delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, in modo particolare dell’Ispettore Regionale Marco Ghisolfo e della Delegata Provinciale Marina Truffo.
Il Consigliere Rocco Invernizzi nel suo intervento ha sottolineato che i Del Carretto erano riusciti ad unire un feudo che dalla costa andava fino alle montagne piemontesi e Bardineto ne era il crocevia.
Ha quindi preso la parola Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona e Sindaco di Calizzano (SV), il quale, ringraziando lo scrivente per il lavoro storico che sta svolgendo, ha annunciato che “
i nostri Comuni, come lo dimostrano i tanti colleghi oggi presenti, che sono solo una parte di quelli che fanno già parte del sistema carrettesco, possono diventare una provincia carrettesca a tutti gli effetti e proprio per questo abbiamo già discusso dell’opportunità e della volontà di confrontarci direttamente”.
Lo scrivente nel suo intervento ha ripercorso la storia di Bardineto e il suo legame con i Grimaldi di Monaco.
Bardineto venne fondato dopo il 1250 dal Marchese Giacomo Del Carretto, la cui figlia Aurelia sposò in seconde nozze Francesco Grimaldi, il quale la notte dell’8 gennaio 1297, travestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, fatta costruire dai genovesi nel 1215, diventandone il suo primo Signore. Francesco regnò insieme al figliastro Ranieri I, nato dalla prima unione di Aurelia con Lanfranco Grimaldi, Vicario Imperiale in Provenza, fino al 10 aprile 1301, quando Monaco tornò temporaneamente genovese. Sarà Carlo I, figlio di Ranieri I, a riconquistare la Rocca il 12 settembre 1331, diventandone il suo primo Signore sovrano.
Giacomo Del Carretto si spense nel 1268 ed i suoi tre figli maschi il 21 ottobre dello stesso anno nel Monastero di Santo Stefano di Millesimo si divisero i possedimenti paterni: a Enrico III andò il Terziere di Novello, a Corrado quello di Millesimo, mentre quello di Finale Ligure, che comprendeva anche Bardineto, andò ad Antonio. Il Marchese Giorgio, figlio di quest’ultimo, visse per molto tempo nel maniero bardinetese e sua figlia Ilaria Maria andò in sposa a Ranieri II Grimaldi, co-Signore di Monaco dal 1352 al 1357. Giorgio il 25 aprile 1359 redasse nel Castello di Bardineto il suo testamento e vi si spense poco tempo dopo. A succedergli fu il figlio Lazzarino I, mentre l’altro figlio Carlo I nel 1397 divenne il primo Marchese di Zuccarello, feudo che Giorgio aveva ottenuto nel 1337 dal fratello Enrico, il quale a sua volta l’aveva ricevuto in dote insieme ad altre località nel savonese dalla consorte Caterina di Clavesana. Bardineto divenne per un terzo del Marchesato di Finale e per due terzi di quello di Zuccarello. Nel 1479 i Marchesi di Zuccarello Carlo II e Giorgio, nipoti di Carlo I, emanarono i suoi primi statuti, i quali tutelavano la proprietà privata e l’esercizio delle attività economiche. A Carlo II succedette il figlio Antonio, il quale fu padre di Gian Bartolomeo e Pirro II. Con atto di divisione del giugno 1545 il primo portò avanti la linea di Zuccarello, mentre il secondo divenne il primo Marchese di Balestrino e Bardineto entrò a far parte di questo nuovo marchesato, che nel 1735 divenne parte del Regno di Sardegna.
Il 13 ottobre 1714 nel territorio comunale transitò una Regina di Spagna: Elisabetta Farnese. La nobildonna, nipote di Ranuccio II, Duca di Parma e Piacenza, il 16 settembre precedente aveva sposato per procura nel Duomo di Parma Re Filippo V di Spagna. Impossibilitata a raggiungere il consorte via mare a causa di una grave naupatia, lo fece via terra, sostando in diverse località: l’11 ottobre trascorse la notte nel Palazzo del Governatore a Finale Ligure, il 12 dormì a Palazzo Franchelli di Calizzano e il 13, dopo aver attraversato Bardineto, Castelvecchio e Zuccarello, sostò ad Albenga a Palazzo d’Aste, per poi giungere a Madrid nel mese di dicembre.
Il Sindaco Mario Basso ha quindi annunciato ufficialmente che il Comune di Bardineto, grazie alla consulenza gratuita dello scrivente, è entrato a far parte dell’Associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia.
Alla cerimonia erano presenti anche Daniele Galliano, Sindaco di Bormida (SV); Roberto De Andreis, Sindaco di Nasino (SV); Alessandro Oddo, Sindaco di Tovo San Giacomo (SV); Claudio Paliotto, Sindaco di Zuccarello (SV); Renata Mazzi, Vice Sindaco di Giustenice (SV) e Christian Rocco, Consigliere Comunale di Novello (CN).
Erano presenti la Croce Verde, il Gruppo Alpini, le Guardie Particolari Giurate ed un folto gruppo di scout provenienti da Celle Ligure (SV).
Ad ogni autorità e associazione partecipante il Comune ha donato un attestato commemorativo.
L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale e dalla Dott. Silvia Molino, Fiduciario per la Provincia di Savona, i quali hanno ricevuto dal Comune il libro “Bardineto. Le sue vicende storiche e la sua storia segreta” scritto dal Prof. Giannino Balbis.
La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici: “I Signori del Medioevo da Torino” e “I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco”.
Sono seguiti un rinfresco ed un pranzo conviviale.

ANDREA CARNINO

Pompeo (Pd): “Il Piemonte non è una regione che investe in cultura”

“Bocciati tutti i miei emendamenti per cultura e turismo. Ma la battaglia continuerà”

3 agosto 2026 – “Ancora una volta – dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo – la maggioranza ha scelto di non investire sulla cultura, sulla lettura, sulle biblioteche, sugli ecomusei, sulle Pro Loco e sulla promozione turistica. Tutti gli emendamenti che ho presentato all’Assestamento di Bilancio sono stati bocciati, nonostante fossero interventi mirati, sostenibili e fondamentali per il Piemonte e per i piemontesi”.

Gli emendamenti riguardavano incrementi puntuali su capitoli strategici: dai contributi per attività culturali e di spettacolo (si proponeva un incremento di 250.000 euro per ciascuna annualità»), ai finanziamenti agli enti culturali convenzionati (si proponeva di richiedere un incremento di 2.000.000 euro per ciascuna annualità), passando per biblioteche, archivi, editoria piemontese, librerie indipendenti, ecomusei, Sacri Monti, Pro Loco e promozione turistica locale.

“Parliamo di realtà che tengono viva la nostra identità, che generano comunità, lavoro, attrattività. La Giunta ha scelto di non ascoltare né noi né i territori. Ma la battaglia non finisce qui: ripresenterò tutti questi emendamenti nel prossimo Bilancio. Il Piemonte merita una politica culturale e turistica all’altezza delle sue potenzialità” conclude la Consigliera regionale Pd.

Campionati Italiani di Categoria: conclusa la sessione Ragazzi

Campionati Italiani di Categoria: conclusa la sessione dedicata ai Ragazzi con buoni riscontri di Surico e Rosso Al giro di boa dei Campionati Italiani di Categoria Estivi, va in archivio la stagione della categoria Ragazzi. Dallo Stadio del Nuoto di Roma, arrivano buoni riscontri da parte dei due portacolori del Team Dimensione Nuoto impegnati nelle gare (a serie) che assegnavano i titoli nazionali, dal 31 luglio al 2 agosto. Molto fitto il programma di Leonardo Surico, che ha affrontato cinque impegni individuali. Il portacolori del TDN, che si allena con il gruppo di lavoro del Sociale Sport con il tecnico Valter Cavallaro, ha siglato i personali nelle prove a stile libero, 15° nei 100 stile libero in 53”00 e 21° negli 800 stile libero in 8’37”36, ha ottenuto ottimi piazzamenti nei 100 farfalla, 12° in 57”10, e nei 200 misti, stessa posizione in 2’10”84, e ha nuotato un ottimo 200 farfalla, ottenendo un crono da 2’10”82 che vale il 26° posto. Bene Arianna Rosso, che ha gareggiato in due eventi individuali nel dorso. La nuotatrice del 2012, che svolge l’attività quotidiana con il gruppo di lavoro della Wild Sport Saluzzo con il tecnico Mirko Soave, ha ottenuto un bel piazzamento nei 50 dorso, 17a in 31”58, e nei 100 dorso, 30a in 1’09”43. Dal 4 all’8 agosto, toccherà a Juniores, Cadetti e Seniores impegnati nella seconda parte dei Campionati Italiani di Categoria.

Dopo 157 anni di vita la Biblioteca Civica Centrale oggi chiude in attesa della nuova sede

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Da lunedì  3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni.

Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino.

LA STORIA
Venne inaugurata  il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43. I libri superstiti, prima ricoverati in casse nelle cantine dell’edificio, furono poi messi a disposizione nelle sezione ottocentesca di Palazzo Carignano, nel Salone del Parlamento italiano.

L’assessora comunale alla Cultura Rosanna Purchia in Commissione, mesi fa, aveva dichiarato che “i lavori procedevano nei tempi previsti, considerato l’arrivo per l’occasione del presidente della Repubblica Mattarella. Sarà una grande biblioteca che si candida a diventare il centro culturale più importante d’Italia” (CittAgorà).

IL FUTURO

La nuova Biblioteca Civica avrà due accessi, uno su corso Massimo d’Azeglio e l’altro dal Parco del Valentino. Si svilupperà su una superficie di circa 24 mila metri quadrati, destinata a ospitare ampie sale per la lettura, lo studio e la consultazione, con mille posti a sedere e altri cinquecento spazi informali pensati per la permanenza e il lavoro individuale o di gruppo.

Il patrimonio consultabile a scaffale aperto comprenderà circa 150 mila volumi e documenti. Il progetto prevede inoltre aree dedicate ai bambini e agli studenti, sezioni riservate alla cultura digitale, laboratori, spazi per attività culturali e luoghi di aggregazione. A completare l’offerta saranno una sala conferenze e una caffetteria con bookshop, rafforzando il ruolo della biblioteca come punto di riferimento culturale e civico per la città.

La scelta di insediare la nuova struttura all’interno di Torino Esposizioni, storico complesso progettato negli anni Trenta da Pier Luigi Nervi ed Ettore Sottsass senior, risponde alla volontà di restituire nuova vita a uno degli edifici simbolo della Torino del Novecento, trasformandolo in un moderno polo culturale aperto e facilmente accessibile. L’intervento nasce anche dalla necessità di sostituire l’attuale sede di via della Cittadella, ormai non più adeguata alle esigenze di una grande biblioteca pubblica metropolitana.

Mara Martellotta

Paesaggi e oltre, prosegue l’estate nelle terre Unesco

Teatro, narrazione, performance e musica incontrano i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità,  in una rassegna diffusa tra borghi, cascine e spazi all’aperto.

Gli spettacoli di questa 25° edizione della rassegna dialogano con la natura, la memoria e l’identità dei luoghi, offrendo esperienze immersive nelle colline tra Langhe e Monferrato.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paesaggi-e-oltre-teatro-e-musica-nelle-terre-dellunesco-1

Addio Haiku, il primo panda rosso di Zoom

 PIÙ VECCHIO DI LUI SOLO UN ALTRO ESEMPLARE IN ITALIA
È stato il primo panda rosso ospitato a Zoom Torino nel 2015, padre dell’ultimo piccolo nato al bioparco. Più vecchio di lui in Italia solo un altro esemplare, che lo precedeva di appena un mese: Haiku se n’è andato la scorsa settimana all’età di 12 anni per complicanze dovute all’anzianità e ha lasciato la sua compagna Suki. È stato un esemplare prezioso non solo per la conservazione di una specie che ha perso la metà della sua popolazione selvatica nel giro di 20 anni, classificata “in pericolo” di estinzione dalla Lista Rossa IUCN. Ma anche indimenticabile per il team del Bioparco Zoom, che lo ricorda come un animale molto paziente, dal carattere mite. Tranne con i muntjak, suoi coinquilini, ai quali non ha mai consentito di avvicinarsi troppo.

“Haiku – spiega Irene Carnovale, curatrice del Bioparco Zoom Torino – ha avuto tre compagne nella sua vita. Dall’unione con Suki, che ha condiviso con lui gli ultimi 4 anni, è nato Tashi. Haiku è stato un ottimo padre, ha lasciato che mamma e cucciolo mantenessero il loro rapporto esclusivo all’interno del nido per i primi mesi di vita. Poi, quando Suki ha iniziato ad accompagnare Tashi nelle prime esplorazioni, lui ha mostrato interesse e curiosità verso il piccolo, avvicinandosi tanto quanto gli permetteva Suki. E comunque, tra i tre, era sempre Haiku a svegliarsi prima per esplorare e pattugliare l’habitat, tenendo sempre il controllo del territorio”. Haiku è stato anche protagonista di diversi studi scientifici sull’osservazione comportamentale, tra i quali quello sulla preferenza manuale – o meglio, di zampa – in questa specie. Svolto da Openature Foundation in collaborazione con l’Università di Torino, la ricerca ha dimostrato che Haiku – contrariamente alla femmina – impiegava la zampa sinistra solo per discendere dagli alberi. Una preferenza controllata dall’emisfero destro del cervello e probabilmente associata all’esplorazione visuo-spaziale, che gli permetteva una valutazione migliore dell’ambiente circostante mentre scendeva dagli alberi.

Si tratta infatti di una specie prevalentemente arboricola, che sopravvive nelle foreste temperate dell’Himalaya, tra Nepal e Cina. Anche grazie alla presenza di Haiku, il Bioparco Zoom Torino e la sua Openature Foundation hanno contribuito ai traguardi in natura del Red Panda Network, che è riuscita nel ripristino di 717 ettari di habitat forestale attraverso l’acquisto e la rinaturalizzazione di terreni privati, nei distretti di Panchthar, Ilam e Taplejung nel Nepal orientale. Una speranza di sopravvivenza per il panda rosso, per la quale Haiku ha fatto davvero la differenza.

Stagione lirica e di Balletto del teatro Regio: inaugurazione il 15 ottobre

 

Con il Festival Verismo e le opere ‘Cavalleria rusticana’ e ‘Pagliacci’

Giovedì 15 ottobre prossimo, alle ore 19, si alzerà il sipario sull’opera lirica “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, primo appuntamento nell’ambito del Festival del Verismo dedicato a Mascagni e Leoncavallo, con Andrea Battistoni sul podio e la duplice regia di Daniele Menghini e Francesco Micheli.
Una tetralogia inedita per riscoprire le radici del melodramma italiano moderno, con quattro opere di due compositori e due registi e un unico direttore d’orchestra , che daranno forma all’apertura ambiziosa della Stagione d’opera e di Balletto 2026-2027 del teatro Regio di Torino.
Giovedì 15 ottobre la stagione si inaugurerà con il festival Verismo, proprio a partire dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.
Il ciclo proseguirà fino al 22 novembre con la Bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per un totale di 22 recite. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del teatro Regio salirà il direttore musicale Andrea Battistoni. Le regie sono affidate a Daniele Menghini per le opere di Mascagni e a Francesco Micheli, al sul debutto al Regio  per quelle di Leoncavallo.

Il Festival, sostenuto nel dittico della Cavalleria Rusticana e Pagliacci da Intesa Sanpaolo, nasce da un paradosso. Il successo straordinario delle due opere prime “Cavalleria rusticana” e  “Pagliacci” ha finito per oscurare il resto della produzione dei loro autori.
Il Teatro Regio, legato storicamente ai grandi successi di Puccini di quegli anni, si ripropone ora di riscoprire la “Bohème” di Leoncavallo, nata dal confronto creativo con quella del Maestro, e “Iris”, vertice di raffinatezza orchestrale che anticipa atmosfere e suggestioni destinate a ricomparire in “Madama Butterfly”.
Si tratta di un’operazione culturale che, come accaduto nelle ultime inaugurazioni dalla Juive alla Manon alla Francesca da Rimini, si propone di contribuire a riabilitare opere ingiustamente trascurate, fornendo così  un’occasione preziosa per il pubblico nazionale e internazionale.
Una scelta, questa, sostenuta e rafforzata dall’affidamento a due sguardi registici di autore che convergono in una visione scenica organica e, sul fronte musicale, alla fronte impronta iinterpretativa di uno specialista del repertorio quale è  il direttore musicale.

Per oltre cinque settimane il Regio si trasformerà in un grande laboratorio produttivo e creativo, coinvolgendo orchestra, coro, coro di voci bianche, tecnici, laboratori e maestranze in un’impresa di particolare complessità. Si tratterà di una lettura che, nel suo complesso, liberarà il Verismo  dai luoghi comuni che a lungo lo hanno confinato tra il repertorio immediata presa, ma di presunto minor valore artistico. Un atto d’amore verso una stagione fondamentale della nostra storia musicale.
La programmazione offre al pubblico diverse modalità di fruizione lungo l’intero periodo oppure nell’arco di tre giorni consecutivi.

Festival Verismo 15 ottobre – 22 novembre

Teatro Regio di Torino  piazza Castello 215

Mara Martellotta

Le Serate del Cai a Sauze d’Oulx

Dai monasteri del Tibet alle montagne sacre, dai paesaggi della California ai culti celtici e pagani in Valle di Susa tra archeologia, leggende e tradizioni locali e ancora, dai canti della Grande Guerra con diapositive, al trekking invernale a Creta, la bella isola greca, veneziana per quattro secoli, oggi preda di furiosi incendi. Insomma, anche quest’estate allo “Scacco Matto”, il noto bar di Sauze d’Oulx sul piazzale Miramonti, vanno in scena “Le Serate estive del Cai” con conferenze, presentazioni di libri, proiezioni fotografiche e racconti di viaggio dedicate alla montagna, alla natura, alla storia, ai viaggi e al benessere. Non solo, si parlerà anche di animali utili e animali scomodi come zecche e api, di pastori e pascoli, dell’importanza del vento e della meditazione. Interverranno fotografi, alpinisti, scrittori, studiosi ed esperti. Fino al 29 agosto. Prossimo appuntamento venerdì 7 agosto con una conferenza sul Tibet Himalayano, relatore Bruno Dotti. Le conferenze iniziano alle ore 21.00, ingresso gratuito.                          fr

Ruba valigie dal negozio in pieno centro: inseguito e arrestato

Ha forzato la serratura di una nota valigeria di piazza Carlo Felice durante la pausa pomeridiana di chiusura, ha afferrato una valigia e tre borselli ed è fuggito a piedi. La sua corsa, però, è durata pochi minuti: un passante, richiamato dalle grida d’aiuto, lo ha inseguito fino a via Sacchi, dove è intervenuta la Polizia di Stato.

Protagonista della vicenda un italiano di 58 anni, arrestato dagli agenti del Commissariato San Secondo con l’accusa di tentata rapina impropria. L’uomo è stato inoltre denunciato per il possesso ingiustificato di una chiave alterata.

L’allarme è scattato con una chiamata al Numero unico di emergenza 112, che segnalava un inseguimento in corso nei pressi della stazione di Torino Porta Nuova. Secondo quanto ricostruito, il cittadino che aveva rincorso il ladro è riuscito a raggiungerlo all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e via Sacchi. Per sottrarsi alla cattura e tenere con sé la refurtiva, il 58enne lo avrebbe colpito con uno schiaffo e un pugno al volto, spingendolo poi a terra.

Poco dopo avrebbe tentato di salire su un autobus di linea per far perdere le proprie tracce, ma è stato bloccato dagli agenti, arrivati nel frattempo sul posto.

Durante la perquisizione i poliziotti hanno recuperato la merce appena rubata: una valigia e tre borselli ancora muniti delle etichette di vendita, per un valore complessivo di circa 418 euro. Gli accertamenti hanno confermato che gli articoli erano stati sottratti poco prima dall’esercizio commerciale di piazza Carlo Felice, dopo che era stata forzata la serratura del negozio.

La refurtiva è stata restituita al titolare dell’attività. L’uomo è stato invece accompagnato nel carcere “Lorusso e Cutugno” su disposizione dell’Autorità giudiziaria.