ilTorinese

Fassoneria riapre e riparte da dove tutto è cominciato

È stato un anno difficile per la ristorazione, a tutti i livelli. Un anno di sfide, di difficoltà, di incertezze. Ora però è arrivato il momento di ripartire, e di farlo con tutto l’entusiasmo di cui siamo capaci.

 

Fassoneria riparte dalle origini, riaprendo il suo storico punto vendita, quello da cui tutto è cominciato.

 

Riapre la Fassoneria di piazza Emanuele Filiberto 4 a Torino, e lo fa con un bel progetto di rinnovamento, affidato nelle mani dei due nuovi giovani gestori, Daniele e Serena.

 

Trent’anni e la voglia di fare tipica di quell’età, nonostante le difficoltà del periodo. Daniele e Serena hanno preso in mano lo storico punto vendita del Quadrilatero, là dove nacque la Fassoneria nel 2013, e lo hanno reso loro. Hanno dato un “revamping” al locale – come amano dire loro, in linea con il linguaggio fresco dei loro trent’anni – e hanno costruito una proposta fresca, giovane e d’eccellenza.

 

“L’idea era quella di seguire il percorso che la Fassoneria ha intrapreso negli ultimi anni, trasformandosi da semplice hamburgeria gourmet in ristorantino monoprodotto, con piatti di carne 100% di Fassone di Razza Piemontese”, spiegano i due nuovi giovani gestori della Fassoneria di piazza Emanuele Filiberto.

 

Il menu dunque è stato ancora ampliato per andare incontro a quest’esigenza, ed è stata aggiunta una proposta a scaffale con prodotti del territorio: “vogliamo che la nostra Fassoneria diventi una vetrina di piemontesità”, spiegano Daniele e Serena.

Ad esempio, per la riapertura, hanno immaginato un piatto fortemente simbolico: “Si tratta di  una battuta condita con una spuma di mozzarella di bufala, pomodorini secchi e foglie di basilico fritte”, racconta Serena. “Un piatto che con i suoi colori potrebbe stare a simboleggiare la “rinascita” dell’Italia dopo questo periodo buio”.

 

La riapertura della Fassoneria di piazza Emanuele Filiberto è fissata per sabato 8 maggio

Ripensare la sanità, un cambio culturale

 SALUTE DIREZIONE NORD, l’evento tematico della rassegna Dn- A True Event, anno dopo anno si conferma come il palcoscenico sul quale approfondire un cambio di paradigma nelle logiche sanitarie, nel quale istituzioni, clinici, esperti e società civile creano un tessuto ricettivo per elaborare ed accogliere nuove soluzioni, evitando il rischio di sovrapposizioni e contrapposizioni.

 “Dalla telemedicina alla presa in carico. I nuovi strumenti per uno sviluppo competitivo dell’Ecosistema Salute” è il tema sul quale si sono confrontati Alessandro Stecco, Presidente Commissione IV Salute, Regione Piemonte; Brunello Brunetto, Presidente Commissione II Salute e Sicurezza sociale, Regione Liguria; Simona Tironi, Vicepresidente Commissione III Sanità e Politiche sociali, Regione Lombardia; Battistina Castiglioni, Consigliere Nazionale GISE, Direttore Dipartimento Cardiovascolare, ASST Sette Laghi – Direttore SC Cardiologia, Ospedale Galmarini, Tradate; Luigi Mazzei, Country Manager Edwards Lifesciences; Valentino Confalone, Vicepresidente e Direttore Generale Gilead Sciences Italia.

Il tema della telemedicina si è fatto spazio nelle agende istituzionali in seguito alle nuove necessità che il Covid ha portato con sé. L’impatto della pandemia sui pazienti affetti da altre patologie  ha avuto effetti diversi durante le varie ondate del virus. La gestione delle urgenze, in generale, è stata funzionale alle esigenze dei pazienti per i quali si temeva il rischio di contagio. Tuttavia l’impatto si è manifestato sul tasso di mortalità perché non ha favorito i casi in cui si rendeva necessario l’intervento chirurgico.

Il tema della telemedicina è discusso da diversi decenni ma non aveva trovato spazio e applicazione- ha detto Stecco-. Il Covid ha eliminato il gap permettendo la prenotazione di televisite e teleconsulti in base alle necessità del paziente. In Piemonte Stiamo creando un dipartimento di cure primarie che dovrà sovraintendere al recepimento dei piani di attuazione per adottare le strategie previste”.

L’innovazione tecnologica facilita la presa in carico e con la modalità della telemedicina si semplifica la gestione del paziente. “In merito alla presa in carico di pazienti cronici– ha spiegato Brunetto– in Liguria è già partita la sperimentazione delle cure domiciliari integrate a Savona che pensiamo di allargare a tutta la regione”.

La Lombardia– ha aggiunto Tironi– ha subito per prima gli effetti della pandemia e anche se la telemedicina non è stata attivata da subito, abbiamo sempre saputo che era uno dei punti cardine sui quali ci saremmo concentrati. La telemedicina ci ha aiutati in questo periodo perché quando la pressione sugli ospedali era crescente e abbiamo dovuto chiudere diversi percorsi sanitari e ci ha aiutato molto per l’assistenza dei pazienti che necessitavano delle cure. L’innovazione tecnologica però deve andare di paro passo con la formazione”.

“Il tema è cruciale sul contributo che l’industria fornisce all’innovazione- ha concluso Mazzei-. Il giusto investimento nel pensare alla medicina sul territorio deve includere un nuovo modo di vedere l’ospedale, nel quale il paziente resta solo il tempo strettamente necessario e poi viene accompagnato nel suo percorso sanitario sul territorio. La pandemia ha accelerato il ricorso alla telemedicina, adesso bisogna impegnare delle risorse per approfittare di questa imperdibile occasione. Le tecnologie innovative oggi lo consentono.

 La kermesse degli Amici delle Stelline – fondata da Fabio Massa – è organizzata da Inrete Srl e Fondazione The Bridge, con il patrocinio di Regione Lombardia

Università, il bilancio guarda all’ambiente e alla società

BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ NELLE UNIVERSITÀ:  CONDIVISO IL PRIMO STANDARD DI RENDICONTAZIONE  PER I REPORT SOSTENIBILI

Disponibile online il documento elaborato da RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e GBS – Gruppo di studio per il Bilancio Sociale per aiutare le Università nella redazione dei loro bilanci di sostenibilità

Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati da un crescente interesse verso le tematiche riconducibili allo sviluppo sostenibile. Ciò ha comportato la diffusione, da parte delle organizzazioni, di comportamenti e azioni improntati su logiche di responsabilità socio-ambientale e l’utilizzo di strumenti di accountability che consentano di rendere conto agli stakeholder del proprio impegno nel perseguimento di obiettivi di sostenibilità. Non fanno eccezione le università, per le quali, tuttavia, tenuto conto delle funzioni svolte e del ruolo esercitato nel contesto economico-sociale in cui operano, si tratta di adottare un approccio verso la sostenibilità diverso da quello di altre organizzazioni.

Ad aiutare gli Atenei nella redazione di questa particolare tipologia di report arriva un nuovo strumento: “Il bilancio di sostenibilità nelle Università”, il primo standard per la reportistica di settore, curato dalla RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e dal GBS – Gruppo di studio per il Bilancio Sociale, unendo l’esperienza della RUS nel diffondere la cultura della sostenibilità nelle Università italiane alle competenze tecnico-scientifiche del GBS sui temi della reportistica.

Il nuovo standard si propone di guidare le Università pubbliche e private nella redazione della reportistica di sostenibilità, fornendo un’analisi equilibrata e ragionata dei riflessi socio-ambientali ed economici dell’operatività degli Atenei ed evidenziando il contributo, attuale e in prospettiva, di questi ultimi al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU.

Lo standard intende guidare e rafforzare l’impegno delle Università verso le sfide nazionali e internazionali che il contesto istituzionale e sociale richiederà loro, consentendo agli stakeholder di conoscere le finalità istituzionali degli Atenei e, in particolare, il complesso delle attività, dei risultati e dell’impatto sulla comunità di riferimento, oltre a fornire informazioni chiare, attendibili e immediatamente comprensibili a chiunque sia interessato, predisponendo altresì un utile modello per il confronto dei dati a livello spaziale e temporale.

Questo nuovo strumento è il primo del suo genere nel nostro Paese e rappresenta una nuova via per creare report non-finanziari delle Università, che seguano delle linee-guida dedicate invece di criteri generali adottati finora, facendo riferimento a quelli utilizzati da altre tipologie di aziende pubbliche oppure da imprese private.

“RUS e GBS sono concordi nel ritenere rilevante il ruolo che le università possono svolgere quali agenti del cambiamento per promuovere e supportare il raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs), che si pongono come pilastri della costruzione di modelli di università responsabili. Pertanto la rendicontazione della sostenibilità delle università diventa un elemento primario delle politiche di comunicazione agli stakeholders, dell’impegno profuso e della visione pro-attiva per il raggiungimento di un futuro più sostenibile, che costituisce l’obiettivo centrale dell’azione della RUS”, commentano in maniera congiunta la professoressa Chiara Mio, Presidente di GBS e la professoressa Patrizia Lombardi, Presidente della RUS e Prorettrice del Politecnico di Torino.

 

Consultazioni in Regione per la Giornata degli Alpini

Sono aperte fino al 19 maggio le consultazioni on line dei soggetti interessati alla Proposta di legge 120, “Istituzione della Giornata regionale del valore alpino”, presentata dal primo firmatario Davide Nicco (Fdi), le cui prime determinazioni si sono svolte questo pomeriggio in Commissione Cultura, presieduta da Paolo Bongioanni.

A tal proposito si prevede lo stanziamento di 100mila euro annui per il biennio 2021 e 2022 per la stipula di accordi e intese con sezioni territoriali dell’Ana per attività contro il bullismo e il cyberbullismo nelle scuole; la promozione, sempre nelle scuole, di corsi di formazione di soccorso civile e di soccorso alpino; l’istituzione di borse di studio e il finanziamento di viaggi d’istruzione e di eventi per incentivare lo studio della cultura letteraria, storica e musicale legata al Corpo degli Alpini e la conservazione e valorizzazione dei numerosi rifugi e bivacchi alpini presenti in Piemonte”.

Il provvedimento, ha sottolineato Nicco (Fdi) nell’illustrazione, “intende promuovere lo spirito di solidarietà e di volontariato che anima l’Associazione nazionale Alpini (Ana) e trasmetterne i valori storici, sociali e culturali soprattutto alle giovani generazioni”. “L’abrogazione del servizio militare – ha osservato – fa sì che gli Alpini e i loro valori siano sempre meno presenti nella società civile. Per questo si chiede alla Regione di farsi parte attiva nel portarne avanti lo spirito”.

Nel dibattito sono intervenuti Carlo Riva Vercellotti (Fi), che si è dichiarato favorevole al provvedimento e pronto a sottoscriverlo.

Diego Sarno (Pd) ha dichiarato qualche perplessità sull’”opportunità di coinvolgere l’Associazione nazionale Alpini sui temi del bullismo e del cyberbullismo e ha proposto di audire, in proposito, le associazioni sentite a suo tempo per la legge regionale 2/18 in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”.

Più stalli per le bici, la proposta in Comune

Il Consiglio comunale ha approvato due diverse mozioni riguardanti la realizzazione di nuovi stalli per il parcheggio delle biciclette e di stazioni per la loro manutenzione.

Il primo documentofirmato dal capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo e approvato con 25 voti favorevoli, 4 contrari e 7 astenuti, impegna Sindaca e Giunta comunale a prevedere l’installazione di stazioni pubbliche per la piccola manutenzione delle biciclette, in punti strategici, lungo le piste ciclabili maggiormente frequentate.

Obiettivo simile per la mozione presentata dalla consigliera Chiara Foglietta (PD), approvata con 19 voti favorevoli, 6 contrari e 10 astenuti, che sollecita l’Amministrazione a predisporre 1.300 nuovi stalli per il parcheggio delle biciclette, dando corso a quanto già annunciato nel giugno del 2018.

L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo di questo mezzo ecologico ed economico e migliorare la mobilità sostenibile attraverso la realizzazione di spazi idonei per la sosta sicura delle biciclette.

Il documento chiede inoltre che vengano individuati all’interno di ogni circoscrizione luoghi idonei e particolarmente frequentati dove realizzare questi nuovi stallilungo le piste ciclabili, all’interno dei centri commerciali naturali e nelle vie commerciali, davanti a luoghi di aggregazione come piazze, case di quartiere, scuole, uffici pubblici, istituzioni culturali e in prossimità delle stazioni della metropolitana e delle linee Gtt.

Pnrr: Ruffino (Cambiamo!) errori del passato siano monito per sanità del futuro

“In questo momento storico la sanità ha bisogno di ogni sostegno possibile”. Dichiara in una nota la deputata di Cambiamo! Daniela Ruffino.

“Nel Pnrr vengono tagliati oltre 4 miliardi di euro che devono essere recuperati per potenziare le strutture ospedaliere già esistenti sul territorio, ad oggi inattive per i troppi tagli. L’auspicio è che vi sia ancora un margine di correzione per poter finalmente sviluppare la sanità territoriale”, conclude.

L’“affaire madamina”, Giachino: “Sulla decisione delle manifestazioni SITAV la TELT non c’entra nulla”

A cura di  lineaitaliapiemonte.it

Dopo la pubblicazione dell’incarico di Telt da 90mila euro a Simonetta Carbone, una delle madamine che ha presieduto la manifestazione del 10 novembre 2018 a favore del supertreno, per un lavoro di rassegna stampa, il mondo notav è in subbuglio: “Che le “madamine” della collina fossero più o meno eterodirette era evidente (…) Ma chi avrebbe immaginato che a tirare i fili delle marionette in arancione ci fosse niente di meno che la società promotrice del TAV?” scrive il sito notav.info. Ma spunta Bartolomeo Giachino: “L’idea della monifestazione fu mia. Le madamine dopo il successo della manifestazione si presero i meriti ma l’idea fu mia, sulla decisione della manifestazione Simonetta Carbone non ha assolutamente influito , tantomeno la TELT”. Ecco, per filo e per segno , cosa accadde in quei giorni…

… continua a leggere: L’ “affaire madamina”

A Rivoli la Pellegrina Bike Marathon

È una grande sfida per noi. Un progetto ambizioso che permetterà di portare i nostri concittadini alla scoperta del mondo del cicloturismo e i cicloturisti alla conoscenza di Rivoli, del suo Castello e del nostro polmone verde, la Collina Morenica, che condividiamo con Rosta, Buttigliera Alta, Reano e Avigliana.

Uno spazio ideale per praticare questo sport in un ambiente ancora molto naturale. L’anello Susa-Avigliana-Rivoli individuato dalle GuideDiscoveryValsusa potrà diventare un tracciato permanente da curare e segnalare adeguatamente.  Questo evento che vedrà per la prima volta coinvolta la nostra Città, Rivoli, insieme ai comuni della Valle di Susa, darà l’opportunità a tutti di riscoprire un senso di appartenenza al nostro bellissimo territorio, alla sua storia ed al suo patrimonio. Una iniziativa che unisce, insomma una bella novità per la città.

Laura Adduce

Vicesindaco di Rivoli

Covid, il bollettino di sabato 1 maggio

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 882 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 66 dopo test antigenico), pari al 3,3% di 27.057 tamponi eseguiti, di cui 17.983 antigenici. Degli 882 nuovi casi, gli asintomatici sono 368 (41,7%).

I casi sono così ripartiti: 115 screening, 553 contatti di caso, 214 con indagine in corso: per ambito: 6 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 105 scolastico, 771 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi350.303 così suddivisi su base provinciale: 28.240 Alessandria, 16.798 Asti, 10.798 Biella, 50.343 Cuneo, 26.984 Novara, 187.811 Torino, 12.988 Vercelli, 12.397 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.455 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.489 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 200 (-10 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono2.084 (27 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono13.187

I tamponi diagnostici finora processati sono 4.404.202 (+27.057 rispetto a ieri), di cui 1.503.759 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 11.273

Sono 18 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui2 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 11.273 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.531 Alessandria, 694 Asti, 419 Biella, 1.380 Cuneo, 927 Novara, 5.367 Torino, 500 Vercelli, 363 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 92 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

323.559 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 323.559 (+1.092 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 25.763 Alessandria, 15.621 Asti, 9.816 Biella, 46.345 Cuneo, 25.046 Novara, 173.647 Torino, 12.042 Vercelli, 11.626 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.354 extraregione e 2.299 in fase di definizione.

Primo maggio, tensione per gli antagonisti in piazza Castello

Momenti di tensione alla festa dei lavoratori

Un corteo dell’area antagonista e del movimento No Tav ha tentato  di sfondare il cordone della polizia per raggiungere il Municipio dove era in corso  la cerimonia  dei sindacati con la sindaca e l’arcivescovo in occasione della festa dei lavoratori. La polizia ha respinto  i manifestanti con una carica di alleggerimento.

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La testimonianza del fotoreporter Marco Boscato

Sono le ore 9:30 in Piazza Castello dove, sotto l’acqua, si sono riuniti i manifestanti per celebrare la festa di un primo maggio decisamente diverso rispetto a quelli degli anni precedenti. Il gruppo dell’Unione dei sindacati, gli studenti di Noi Restiamo Torino, i No Tav e i militanti del centro sociale di Askatasuna.

Sotto l’acqua, a far sentire le loro voci, il grido strozzato di chi cerca e pretende diritti e tutele che lo Stato sembra non voler ascoltare. Dopo circa un’ora dove i manifestanti si sono passati a turno il microfono per esprimere la loro opinione con fermezza, per dire “io ci sono”, “caro Stato io esisto”. Polizia antisommossa rigorosamente schierata per evitare che la situazione sfuggisse di mano e, ad un certo punto, il disastro sembrava inevitabile. Un duro faccia faccia tra alcuni manifestanti e la polizia sembrava potesse scatenare una rissa in pieno centro, davanti al Palazzo della Regione. Tutto però fortunatamente si è risolto con un nulla di fatto. E i manifestanti, carichi di striscioni, iniziano un corteo guidati da un furgoncino tappezzato da uno striscione anti TAV. Bene, fin qui tutto ok. I manifestanti attraversano tutta via Po, passano davanti a Palazzo Nuovo e proseguono la loro marcia a suon di musica. Ed è proprio dietro all’università che, i ragazzi (presumibilmente appartenenti al Centro Sociale Askatasuna e del Movimento No Tav) che tanto parlano di libertà e di diritti per i più deboli, iniziano a lanciare delle uova contro un vigile, il quale inizia ad inseguire uno di questi ragazzi. Viene però ostacolato da altre uova lanciate da altri militanti. Non ho avuto modo di vedere l’epilogo della vicenda, perché un diversi manifestanti, con in testa un cappuccio, mi hanno circondato. Avevo filmato tutta la vicenda dell’inseguimento che ha visto come protagonista il vigile e i manifestanti e a loro non andava bene. Mi hanno preso con forza la macchina fotografica e mi hanno cancellato il video. Volevano cancellarmi anche tutte le altre clip e le foto che avevo fatto durante la mattinata. “Non ti cancelliamo le altre foto, ma se domani esce un articolo sui giornali o se parli con la polizia di quanto hai visto ti veniamo a prendere sotto casa e ti ammazziamo”. Queste le parole di un giovane militante incappucciato, che ad occhio e croce avrà avuto la mia età, e che poco prima in Piazza Castello insieme ai suoi compagni parlava di diritti, dignità, uguaglianza. Bene, inutile soffermarsi sulla stupidità e poca coerenza di queste persone. “Fai il tuo lavoro e non rompere le palle”. Altra affermazione che mi è stata rivolta da uno dei militanti. Bene, allora mi chiedo, fino a che punto la libertà si può considerare come diritto inalienabile e fin dove invece si dovrebbe iniziare a parlare di soppressione, violenza, brutalità? È ora che, anziché scendere in piazza, si inizi a parlare di rispetto, anche verso i giornalisti che  più volte sono stati  apostrofati durante la manifestazione come terroristi. Io documento la realtà dei fatti attraverso la fotografia e i video, essere circondato e minacciato brutalmente da degli individui che predicano dei diritti universali, ma che di fatto lo fanno solo a parole perché in pratica ti impediscono con la forza di fare il tuo mestiere, ecco questo per me è un attentato contro ogni forma di democrazia