COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 903 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 66 dopo test antigenico), pari al 4,1% di 22.010 tamponi eseguiti, di cui 11.641 antigenici. Dei 903 nuovi casi, gli asintomatici sono 337 (37,3%).
I casi sono così ripartiti: 88 screening, 547 contatti di caso, 268 con indagine in corso: per ambito: 10 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 143 scolastico, 750 popolazione generale.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 353.835 così suddivisi su base provinciale: 28.524 Alessandria, 16.954 Asti, 10.946 Biella, 50.932 Cuneo, 27.208 Novara, 189.657 Torino, 13.117 Vercelli, 12.536 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.464 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.497 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 162 (- 13 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 1820 (– 76 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 12.075
I tamponi diagnostici finora processati sono 4.488.031 (+22.010 rispetto a ieri), di cui 1.526.358 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.370
Sono 18 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 11.370 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.539 Alessandria, 695 Asti, 422 Biella, 1.408 Cuneo, 930 Novara, 5.413 Torino, 505 Vercelli, 365 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 93 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
328.408 GUARITI
I pazienti guariti sono complessivamente 328.408 (+1194 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 26.139 Alessandria, 15.837 Asti, 9.955 Biella, 47.163 Cuneo, 25.397 Novara, 176.332 Torino, 12.185 Vercelli, 11.717 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.360 extraregione e 2.323 in fase di definizione.

La scelta dell’Amministrazione comunale va, al solito, a vantaggio di una parte della realtà sociale della città. Aiutiamo pure con questa forma di Recovery Food, ma i residenti possono solamente assistere, subendo. Nessun coinvolgimento. Questa è la democrazia?
Lo scorso anno, bicentenario della nascita del Padre della Patria e primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II nessuna alta carica dello Stato italiano ha fatto anche solo un gesto
Fino al 26 settembre In tutto sono quattro. Ma la loro bellezza, trasmessa immutata nei secoli, giustifica il ridotto numero dei pezzi esposti e val bene (eccome!) una visita: quattro dipinti religiosi incentrati sulla figura del dio Krishna, di cui tre di notevoli dimensioni. Il più prezioso è certamente quello a tempera e foglia d’oro su cotone, raffigurante Krishna che suona il flauto omaggiato da due “gopi” o pastorelle o “giovani mandriane”. Il dipinto (India – Rajasthan, XVII secolo d. C.) ha come quinta un albero di mango al centro, con alberi di “kadabamba” ai lati e piante di banano in primo piano. Curata da Claudia Ramasso e Thomas Dahnhardt, l’esposizione, allestita al “MAO – Museo d’Arte Orientale” di Torino, si propone di mostrare al pubblico quelle particolari opere pittoriche delle scuole del Rajasthan, denominate “picchavai” che sono grandi dipinti devozionali su tela libera consacrati al dio Krishna, fra le divinità indiane più note in Occidente, manifestazione terrena del dio Vishnu e fulcro della corrente devozionale cosiddetta della “bhakti”. Di grande espressività artistica e tradizionalmente esposti nella sala interna del tempio, dove è venerata l’immagine di Krishna, sono dipinti che raccontano la vita terrena del dio attraverso una serie di contesti diversi, che variano nel corso dell’anno, in base al calendario delle festività relative alla divinità. Particolarmente suggestive ed interessanti sono le raffigurazioni denominate “Raslila”, che ci rappresentano Krishna mentre intesse giochi amorosi con le “giovani mandriane” (“gopi”) nei boschi di Vrindavan, luogo dove la tradizione religiosa colloca la sua giovinezza. Sempre alla corrente della “bhakti” si rifanno anche i componimenti poetici che accompagnano i dipinti. Il più antico risale alla “Bhagavad-gita”, uno dei testi sacri per eccellenza della tradizione hindu e di fondamentale importanza nel contesto delle correnti devozionali krishnaite, che risale al II secolo a.C. e che celebra la maestosità universale del Beato, epiteto attribuito a Krishna. Compiendo un salto temporale dall’antica tradizione brahmanica alle forme più recenti dell’induismo, tre dei quattro componimenti poetici sono invece traduzioni inedite da testi “hindi” ascritti a grandi poeti devozionali del XV – XVI secolo, epoca in cui l’India settentrionale si trovava sotto la dominazione islamica. “I testi letterari della corrente della ‘bhakti’ di questo periodo – spiegano i curatori – evidenziano un ambiente culturale particolarmente fecondo, dove la fede devozionale per il dio amato apre le porte a nuove forme espressive che descrivono compiutamente una società multiculturale in cui musulmani e indù, uomini e donne, attraverso l’espressione artistica, diventano veicoli della simbiosi culturale in atto nella società indiana di quel periodo”. Un bell’esempio, in fondo, per tutte le civiltà asiatiche, e non solo, di allora. E di oggi.
Gli anni Settanta sono stati fondamentali per il settore tributario, con l’introduzione dell’Iva in particolare, in merito alla quale il ragionier Morabito ha cominciato la propria professione, dapprima con particolare attenzione al settore agricolo e vitivinicolo, poi anche commerciale e per il enti no profit.