CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60
Continua in questo articolo l’ampia discografia “minore” del garage rock statunitense dell’“annus mirabilis” 1966, allorquando nascevano dal nulla bands di liceali in qualsiasi luogo degli States, dalla metropoli atlantica al centro medio del Midwest, dalla cittadina della “rust belt” a quella della costa californiana, dalle terre dei tornados fino al confine canadese dai rigidi inverni. Ovunque era un pullulare di formazioni musicali rock spinte da entusiasmo e incoscienza giovanile, ma sempre attive nonostante i budget ridotti e i “mezzi di fortuna” a volte poco ortodossi…
– Our Gang “Heartbeat / Careless Love” (Warrior W-166);
– The Jaguars “It’s Gonna Be Alright / I Never Dream Of You” (Skoop 1067);
– The Glory Rhodes “I’m Gonna Change The World / Stay Ou Of My Way” (U-Doe 101);
– The JuJus “Do You Understand Me / I’m Really Sorry” (United);
– The Shaynes “From My Window / I’ll Always Be” (Pee Vee Records 142);
– The Reasons Why “Melinda / Don’t Be That Way” (Sound Track ST-2000);
– The Village Outcast “The Girl I Used To Love / Under The Thumb” (Echo 711-2);
– The Five Bucks “Now You’re Gone / No Use In Trying’” (Afton Records 1701);
– The Omens “Searching / Girl Get Away” (Cody Records C007);
– The Tikis “Show You Love / Careful What You Say” (Fujimo Records 917F-6139);
– Shepherd’s Heard “But That’s Life / I Know” (Starlite Records 869S-6052);
– The Palace Guards “Sorry / Better Things To Do” (U-Doe 104);
– The Rogues “Put You Down / Stormy Monday Blues” (MBM MBM-2002);
– The Eye Zooms “She’s Gone / On The Line” (Atila Records A 213 / MT-239);
– The Premiers “Get On This Plane / Come On And Dream” (Faro 624);
– The Torres “Play Your Games / Don’t You Know” (IGL Records 45-114);
– The Saxons “Things Have Been Bad / The Way Of The Down” (Yorkshire Records YO-127);
– The Briks “Can You See Me / Foolish Baby” (Bismark BK-1013);
– Rolling Ramsaxs “You’ve Hurt Me So / Many Nights Go By” (Boot 330-3J);
– The Invaders [of Burdine’s Combo Castle] “She’s A Tiger / Honda Come Back” (Suncrest 3344);
– The Gnomes “The Sky Is Falling / Something’s Going Wrong” (Afton Records 1702);
– The Bentleys “Now It’s Gone/ Night Time In The City” (Devlet Records UB 443-444);
– The Night Crawlers “You Say / Night Crawlin’” (MAAD Records IMP-51166);
– The Monuments “I Need You / African Diamonds” (Alvera 677A-5216 / M-65).
(… to be continued…)
Gian Marchisio
Tre parole e il disegno di un triangolo simbolico al cui interno un grande occhio scruta e avverte minaccioso i passanti. Tre parole che danno anche il titolo all’ultimo libro (224 pagine, pubblicate da “Neos edizioni”) del torinese Riccardo Marchina, giornalista e scrittore, che già per “Neos” aveva scritto nel 2011 “L’agenzia dei segreti precari” e nel 2018 “Lo squalo delle rotaie”. E proprio quelle parole affiorano alla mente di Pietro, il protagonista del romanzo, allorché pensa o si trova davanti all’imbarazzante bellezza di Mascia che “aveva grandi cosce, appiccicate a un corpo magro” e sulla schiena “aveva tatuato un sole stilizzato, all’interno del quale c’era un triangolo” e ancora “al suo interno c’era un occhio. Era una sorta di ‘Zeus ti vede’”. Siamo a Torino all’interno del vecchio Borgo Campidoglio, quartiere operaio sorto a fine ‘800, caratteristica isola di case basse (oggi museo a cielo aperto d’arte urbana – il MAU – per le circa 200 opere pittoriche di street – art dipinte sui muri esterni), di botteghe che sono memoria fascinosa di antichi mestieri artigianali, enoteche e caratteristiche piole dai prodotti tipici e dai semplici ma robusti e sinceri vini locali: “periferia ovest della città, dove corso Regina Margherita si perdeva nel parco della Pellerina, prima di diventare una cosa unica con la tangenziale”. E proprio qui si snoda gran parte della storia di Pietro. Quattro figli avuti da due (ex) compagne diverse, quindi due famiglie da mantenere, l’uomo lavora in un’impresa di torrefazione di Torino, fino a quando una multinazionale olandese acquisisce l’azienda e la sua vita comincia a rotolare all’ingiù. Licenziato e addirittura sospettato dell’omicidio della responsabile del personale, con la quale aveva una relazione, Pietro è condannato a giornate scandite da frustranti colloqui di lavoro e convocazioni in commissariato. Sullo sfondo la Torino ch’era un tempo città dell’auto, del caffè, della cioccolata, della birra, della penna a sfera, dell’informatica… e ora é “città sempre più fluida, inafferrabile e infida”. A sostenerlo nei vorticosi tentativi di riprendere in mano la propria vita, c’è però Mascia, giovane e provocante cameriera di una scalcinata ma accogliente trattoria di Borgo Campidoglio. “Giallo” urbano, si diceva. Ma non solo. Con questo romanzo, infatti, Riccardo Marchina intende superare la quotidiana, intricata e avvincente realtà degli eventi, sfruttati a base solida da cui partire per proporci una “riflessione sul mondo del lavoro fatto di acquisizioni aziendali e società di outplacement, di globalizzazione spinta e difesa del made in Italy, di esuberi e bandiere sindacali affisse ai cancelli delle fabbrichette, di responsabili del personale imbevuti di tecniche e filosofie aziendali e start-up come rimedio estremo all’impossibilità di ricollocarsi”. In tal senso, le parole dello scrittore (che per “Neos” cura anche la serie antologica “Spirito d’estate”) ci portano dentro, e fino al fondo di una realtà contemporanea assurda, frenetica e imprendibile, dalla quale non resta che fuggire. “Verso un posto dove Zeus non possa più vederci”.