Il Consiglio comunale ha approvato ieri all’unanimità (ventitré voti favorevoli) una mozione di invito alla Giunta per individuare una sala del teatro Regio o del teatro Carignano – in accordo con la relativa Fondazione – da intitolare a Carla Fracci. Prima firmataria la consigliera Marina Pollicino del gruppo misto di minoranza – Con.Ci.
L’atto del Consiglio comunale ricorda il legame della ballerina con Torino: “nel 2016, in occasione della presentazione del balletto ‘Sheherazade e le mille e una notte’, Fracci dichiarò il suo amore per la nostra città, definendola “una città di cultura e di grandi donne della danza come Loredana Furno e Susanna Egri”.
L’étoile – precisa il documento della Sala Rossa – si esibì più volte a Torino: al Regio nella ‘Giselle’ di Adolphe-Charles Adam nel 1975; al Carignano in ‘L’Heure exquise’ di Maurice Béjart nel 1998 e, sempre al Carignano, in ‘Excelsior’ di Romualdo Marenco nel 2000 e nuovamente al Regio nel 2006 in ‘E le stelle stanno a… danzare’, in occasione del Gran Gala di danza internazionale.
Se mai, e per buona sorte, vi capitasse di passare per Monforte d’Alba (fra i borghi medievali più suggestivi di Langa e fra gli undici Comuni di produzione del nobil Barolo) o, ancor meglio, di andarci a proposito (ne vale per davvero la pena!), non mancate – nel muovervi fra bellezze naturali e storiche del paesaggio – di fare una sosta in piazza Fratelli Viola, proprio di fronte al locale edificio scolastico, e in via Roddino, la via d’ingresso al paese. Sostate e osservate con attenzione. Sui muri della piazza e della via (di cui sopra) potrete godervi e ammirare due poster di grandi dimensioni, dal titolo complessivo e chiarificatore di “Wine in Progress”, realizzati e di recente completati dallo street artist (torinese d’adozione e cuneese di nascita) Gec Art, al secolo Giacomo Bisotto, selezionato nei mesi scorsi attraverso una call promossa dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte nell’ambito del Progetto europeo “Eti”, teso a promuovere il territorio di Langhe e Roero, Patrimonio dell’Umanità Unesco, fra memoria ed innovazione e con la partecipazione attiva dei cittadini, chiamati a raccolta dall’artista, attraverso i social, affinché aprissero gli album fotografici di famiglia alla ricerca delle immagini dei nonni ambientate nelle vigne e nelle cantine di quelle magiche colline. Dal materiale ricevuto Gec Art ha, in un primo momento, selezionato diverse fotografie per poi passare a realizzarne, per l’appunto, due poster di grandi dimensioni, interamente dipinti a mano e applicati con materiali a basso impatto ambientale sui muri di Monforte. Spetterà ora al pubblico continuare l’opera dell’artista e dirottarla sul mondo digitale attraverso Facebook e Instagram, per farla vivere nel tempo e continuare tutti insieme la riflessione sulle nostre radici e sul nostro legame con la terra e le tradizioni. Il tutto per non perdere la memoria collettiva del territorio. Allo stesso tempo “Wine in Progress” intende essere anche documento storico, “per tracciare una linea temporale immaginaria che parte dalla fotografia di fine ‘800 in bianco e nero e arriva al digitale usa e getta postato sui social di oggi”.
Frutto del loro sudore. Il poster di via Roddino, invece, è tratto da una immagine proveniente da un collezionista di fotografie antiche del territorio ed è datata tra fine Ottocento e inizi Novecento. Mostra come il lavoro in campagna fosse una questione di famiglie e di comunità. Quattordici lavoratori si aiutano accanto a una grossa trebbia in legno durante il periodo della mietitura.