Cruijff Il Pelé bianco
Esattamente 57 anni fa, era il 15 novembre 1964.
Questo giorno rappresenta una data storica non solo per il calcio olandese ma anche europeo e mondiale.Infatti debuttava Johann Cruijff, all’epoca diciassettenne e destinato a lasciare un solco profondo nella storia del calcio. Scese in campo con la maglia dell’Ajax nella partita persa 3-1 contro il Groningen, tuttavia arrivò il primo gol di Cruijff che iniziava così la sua carriera che lo avrebbe portato a conquistare titoli a ripetizione prima con l’Ajax e poi con il Barcellona, di cui diventò in seguito anche allenatore, dal 1988 al 1996.Come Platini e Van Basten ha vinto tre palloni d’oro in carriera.Il fuoriclasse olandese è nella classifica(stilata dalla FIFA) dei 5 migliori calciatori di tutta la storia del calcio mondiale.Ci ha lasciato nel marzo del 2016 all’età di 68 anni.
È stato soprannominato il Pelé bianco.
Enzo Grassano
Dalla Regione
Sostenere gli asili nido, consentendo di ampliare gli orari di apertura e contingentare o diminuire le tariffe, per supportare l’occupazione femminile e ridurre la partecipazione economica delle famiglie alle spese di funzionamento. È una delle misure contenute nel Defr 2022-24 in materia di Istruzione, illustrate in sesta Commissione dall’assessore Elena Chiorino, che ha annunciato uno stanziamento di 37,4 milioni di euro nel 2022 per il diritto allo studio.
Nel post pandemia, centralità sarà data alla qualità dell’istruzione e all’ampliamento dell’offerta formativa per le scuole secondarie di secondo grado attraverso bandi dedicati, all’adeguamento del patrimonio edilizio scolastico (8,4 milioni di euro) anche nell’ottica di una nuova concezione di fruizione degli spazi, al mantenimento delle scuole nelle aree marginali e montane.
Ai servizi per il diritto allo studio universitario saranno invece destinati 26,8 milioni di euro, che dovranno servire a coprire le borse di studio per gli studenti idonei, aumentare la disponibilità di posti letto, modernizzare le residenze universitarie e implementare gli spazi di studio e di aggregazione.
Maggior collaborazione tra imprese con progetti di filiera, aumento delle tecnologie e delle innovazioni introdotte sul mercato e avanzamento dei percorsi in termini di trasformazione digitale sono invece alcuni degli obiettivi previsti dal Defr in materia di ricerca e innovazione, su cui ha svolto la sua relazione l’assessore Matteo Marnati.
Dei 20 milioni di euro previsti per il 2022, 7 milioni sono destinati al raddoppio del Centro di biotecnologie molecolari di Torino, e una parte agli accordi di innovazione per sostenere le imprese nella realizzazione di progetti d’investimento in ricerca industriale cofinanziati dal Ministero per lo sviluppo economico.
Nell’ambito del supporto alle start up innovative, tra i progetti più significativi Esa Bic, incubatore di imprese nel settore aerospaziale, assegnato dall’Agenzia spaziale europea all’incubatore I3P del Politecnico di Torino, a seguito della partecipazione a un bando europeo che prevede l’assegnazione di 625mila euro da parte dell’Unione e il cofinanziamento della stessa somma da parte della Regione.
2,2 milioni andranno infine al completamento del cofinanziamento regionale per la banda ultralarga. Tra gli obiettivi anche l’ammodernamento della rete Wi-pie per le strutture pubbliche servite dalla Rupar regionale.
Fin dalle prime ore del mattino si sono formate lunghe code davanti al Pala Alpitour, sede degli incontri delle Atp Finals di tennis iniziate oggi. Tanti sono riusciti a entrare solo a gara già avviata. Sono le procedure di controllo dei biglietti d’ingresso e green pass a creare problemi. Sui social sono apparse alcune polemiche nei confronti dell’organizzazione, già presa di mira per il caos legato ai biglietti da rimborsare oltre alla capienza di pubblico consentita dal Cts.
(foto G. Speranza Facebook)
Era l’uomo più anziano d’Italia, record conquistato il 21 settembre, quando era deceduto il detentore del titolo, più anziano di lui. E’ morto questa mattina Gaudenzio Nobili, 109 anni, il 25 gennaio ne avrebbe compiuti 110. E’ nato e vissuto a Fontaneto d’Agogna, nel Novarese. Svolgeva la professione di falegname. Ha guidato l’auto fino a 100 anni e ha superato due guerre mondiali e tre epidemie: spagnola, sars e Covid.
A volte riappaiono. Riappaiono, non ritornano, perché in realtà non se n’erano mai andati.
Così i combattenti e reduci di quello che fu il Sistema Torino si ritrovano a pranzo al ristorante interno dell’hotel Sitea, nel centro della città, per vedere cosa si può fare per salvare la capitale subalpina dai politici che l’amministrano. Hanno anche inventato un nome per il loro gruppo: Dumsedafe, ossia diamoci da fare.
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Dumsedafe: il nuovo corso del Sistema Torino si ritrova al ristorante del Sitea
14 Novembre 1973: Inghilterra Vs Italia 0-1
14 novembre 1973
Prima storica vittoria dell’Italia in Inghilterra!
Inghilterra-Italia 0-1
Capello 86′
Storico successo della Nazionale italiana il 14 novembre 1973: gli azzurri per la prima volta espugnano Wembley. Contro l’Inghilterra non c’è nessun trofeo in palio se non l’appuntamento con la storia ed è quella che ci regala Fabio Capello a quattro minuti dalla fine. Una partita combattuta, davanti a 90mila tifosi e sotto una pioggia incessante. Dino Zoff fra i migliori in campo in una partita per lunghi tratti dominata dagli inglesi, come recita il 19-2 nel computo dei calci d’angolo, e risolta da un contropiede, in pieno stile italiano.
Gran gol del regista dai piedi buoni e tanta intelligenza tattica che risponde al nome di Fabio Capello che diventerà poi uno dei più grandi allenatori del mondo.
INGHILTERRA: Shilton, Madeley, Hughes, Bell, McFarland, Moore (cap.), Currie, Channon, Osgood, Clarke (74′ Hector), Peters. A disp. Clemence, Storey, Brooking, Dobson, Worthington, Keegan. C.T. A. Ramsey.
ITALIA: Zoff, Spinosi, Facchetti (cap.), Benetti, Bellugi, Burgnich, Causio, Capello, Chinaglia [7], Rivera, Riva. A disp. Castellini, Sabadini, Zecchini, Furino, Re Cecconi, Bigon, Boninsegna, P.Pulici. C.T. Valcareggi.
Arbitro: Marques Lobo (Portogallo).
Marcatore: 86′ Capello.
Enzo Grassano
Dal 26 novembre al 4 dicembre
“Uno strappo, un rapido movimento, una scossa, un’emozione, uno squarcio su un futuro tutto da ripensare e da re-immaginare”. La spianata di piazza Vittorio in una vecchia immagine (credits Maicol Casale e Davide Oberto), il tram d’un tempo che sferraglia lungo il fiume, macchine da presa microfoni e piccoli set, King Kong sulla cupola della Gran Madre, Anna Magnani che nell’ultimo istante urla dietro la camionetta che le sta portando via Francesco, un omaggio al godardiano Jean Paul
Belmondo; ma anche una platea di spettatori, Buster Keaton con il suo cappellino schiacciato e il bicchiere di popcorn in mano, Orson Welles con l’eterno sigaro, il robot di “Metropolis”, forse il coltellaccio di “Psyco”, forse Marylin. È l’immagine che accompagnerà dal 26 novembre al 4 dicembre la 39ma edizione del Torino Film Festival, un panorama quantomai colorato del cinema mondiali, un concorso ufficiale con premiazione di rito, una giuria capitanata dalla regista ungherese Ildikò Enyedi, Caméra d’or a Cannes, Orso d’oro a Berlino e nomination agli Oscar (“per molto tempo ho guardato da lontano e desiderato incontrare questa ‘persona’ intrigante, audace e nobile nelle proprie scelte, orgogliosa dei suoi valori e umile nei confronti dei registi – il Torino Film Festival”), una madrina che ha la simpatia di Emanuela Fanelli (la vedremo a breve in “Siccità”, l’ultimo film di Paolo Virzì), la presenza del giurato Alessandro Gassmann, la masterclass della diva Monica Bellucci insignita quest’anno del Premio Stella della Mole per l’Innovazione Artistica, a riconoscimento “per la sua versatilità artistica, per la disponibilità a promuovere l’opera di autori emergenti permettendo così la realizzazione di progetti poliedrici con contenuti e linguaggi nuovi, per la sua capacità di padroneggiare magnificamente una potenzialità creativa che può arricchire enormemente l’arte cinematografica”. In ultimo, ma non ultimo, un budget provvidenziale di un milione e 750mila euro che non sarà quello della pre-pandemia ma che non è nemmeno da buttar via.
Nello sconquasso generale, nelle incertezze e nelle precauzioni necessariamente prese, appare come una importante novità il ritorno in sala, la normalità delle proiezioni in sale (quest’anno Greenwich Village, Massimo e Lux) dove il pubblico può essere accolto al 100%, dove si torna a chiacchierare e a scambiarci giudizi. Persino le code all’entrata, nel loro sciogliersi a passi lenti, vanno benedette. La riconferma sono le opere prime e seconde di autori che lo sguardo del TFF si spinge a “proteggere e promuovere”, come sottolinea il direttore Stefano Francia di Colle, “fortemente convinti che dare risalto a questo lavoro possa essere un utile contributo all’industria dello spettacolo e alla produzione culturale italiana e internazionale”.
Inaugurazione e chiusura sull’onda della musica. La prima è affidata a “Sing 2 – Sempre più forte” diretto da Garth Jennings (uscita natalizia il 23 dicembre), coloratissima commedia musicale d’animazione, sequel del “Sing” di cinque anni fa, storia di successo di un gruppo di animali pronti a organizzare una gara canora per riportare il Moon Theatre al suo vecchio splendore e salvarlo così dalla chiusura. “Mi rendo conto – ha affermato di recente il regista – che le nostre ambizioni per il film sono sempre state allineate con quelle del nostro amato Buster Moon: raggiungere le stelle e dare al pubblico la più meravigliosa, la più strabiliante e più sentita celebrazione del cinema e della musica possibile. Non potremmo essere più orgogliosi del nostro film e siamo tutti felici di portare “Sing 2” al Torino Film Festival”. Anche un’occasione per ascoltare le voci originali di Matthew McConaughey (il koala Buster), Reese Witherspoon (la maialina Rosita), Scarlett Johansson (la porcospina rocker Ash) e Bono (il leone Clay Calloway). La serata finale vedrà sullo schermo Valerie Lemercier, interprete e regista di “Aline”, dedicato alla voce e alla vita di Céline Dion, il pubblico e il privato, l’incontro con il produttore Guy-Claude Kamar e il successo planetario.
181 i film presentati al festival (18 lungometraggi, 68 anteprime mondiali, 14 anteprime internazionali, 4 anteprime europee e 53 anteprime italiane, su un totale di 4500 opere visionate), 12 le proposte nel concorso ufficiale, ospiti tra gli altri Corea del Sud, Canada, Argentina, Svezia, Germania, Cina, Francia, Austria, Germania, Usa. Unico titolo italiano “Il muto di Gallura” di Matteo Fresi, quasi un western ambientato tra i monti e i boschi della Gallura, dove, tra il 1849 e il 1856, si consumò una feroce faida tra le famiglie Mamia, Pileri e Vasa, che causò decine di morti: tra gli artefici c’era Bastiano Tansu, detto il Muto, divenuto protagonista di una leggenda ancora, in parte, avvolta nel mistero. Dalla Turchia (coproduzione Romania/Francia/Spagna) arriva “Between two dawns”, storia del giovane Kadir che conduce felicemente con il resto della famiglia una fabbrica tessile; quando un operaio si ustionerà, per lui le cose cambieranno decisamente. Il tema purtroppo attualissimo della sicurezza sul lavoro, gli incidenti sempre più numerosi e le loro conseguenze, l’annullarsi di ogni certezza nello spirito e nella vita del protagonista. “Clara sola” di Nathalie Alvarez (Svezia/Costa Rica/Belgio/Germania) narra di una ragazza, sofferente per dolori a ossa e muscoli, usata dalla madre superstiziosa come guaritrice in raduni religiosi; di “Feathers” di Omar El Zohairy (Francia/Egitto/Olanda/Grecia) è protagonista una donna, totalmente asservita ai suoi doveri di moglie e madre, decisa ad affrontare un cambiamento radicale dopo che ad una festa un prestigiatore ha trasformato suo marito in un pollo: il gusto della nuova libertà, con conseguenze davvero eclatanti. L’austriaco Sebastian Meise porta “Great freedom”, la storia di Hans, dall’immediato secondo dopoguerra alla fine degli anni Sessanta condannato per omosessualità: anche qui una ricerca continua di libertà, ma altresì anni che trascorrono tra silenzi e sguardi, tra dolore e speranza. Da sottolineare ancora due film di produzione francese: “Une jeune fille qui va bien” di Sandrine Kimberlain, Irène nella
Parigi del 1942, giovane ebrea francese con il desiderio di studiare recitazione, un futuro sognato sulle tavole del palcoscenico, la persecuzione che cambierà ogni cosa; e “La traversée” di Florence Miailhe, due fratellini, nella dura realtà dell’Europa dell’Est, allontanati dai genitori e pronti ad affrontare un drammatico viaggio per scappare dalle persecuzioni perpetrate nel loro paese d’origine.
Altri appuntamenti da segnalare, “Jane par Charlotte”, ovvero Jane Birkin vista da Charlotte Gainsbourg, una madre vista dalla figlia, un confronto che serve anche a ristabilire anni fatti di incomprensioni e di deboli riavvicinamenti, un momento per rimettersi in gioco, l’una e l’altra parte; ancora la Gainsbourg in “Suzanna Andler” di Benoît Jacquot dal testo omonimo di Marguerite Duras, un’unica giornata all’insegna di sentimenti, menzogne e tradimenti, l’attesa di un amante, una villa affacciata sul mare della Costa Azzurra. “Bangla – La serie” di Phaim Bhuiyan e Emanuele Scaringi, gli stessi autori del film rivelazione del 2019, la storia del ragazzo di origini bengalesi che vive nel quartiere romano di Torpigrattara, che ha formato con gli amici un gruppo musicale e che ama Asia, una ragazza che è il suo esatto contrario, ribelle e scapestrata; “Cry Macho” di e con Clint Eastwood, un anziano cowboy allevatore di cavalli ed ex star del rodeo, incaricato dal suo capo di riportare in Texas dal Messico il figlio allontanato dalla madre alcolizzata: sarà l’occasione perché s’instauri tra il ragazzo e il vecchio (Eastwood è arrivato ai 91 anni!) un’insolita amicizia; Monica Bellucci rivede tra documentario e finzione il mito di Anita Eckberg in “The girl in the fountain”, quattro storie che s’intrecciano in “La notte più lunga dell’anno”, esordio di cui si dice un gran bene di Simone Aleandri, interpreti tra gli altri Ambra Angiolini, Massimo Popolizio e Alessandro Haber. Un omaggio a Giovanna Marini con “Giovanna, storie di una voce” firmato da Chiara Ronchini, l’immagine di una indimenticata icona della musica folk italiana, una coppia in “Bergman island” di Mia Hansen-Løve che si trasferisce per sei settimane sull’isola di Faro per scrivere ciascuno la sceneggiatura di un nuovo film, immersa nel paesaggio caro al grande regista svedese (il film esce sugli schermi il 7 dicembre).
Per gli appassionati, una felicissimo improvvisata del festival, la sezione “Tracce di teatro/Il respiro della scena”, immagini e tavole del palcoscenico dove si allineano il pucciniano “Gianni Schicchi” con la regia di Damiano Michieletto, “Strehler, com’è la notte?” di Alessandro Turci, suggestioni e riflessioni da non perdere, Gabriele Lavia con il pirandelliano “Uomo dal fiore in bocca” e i due titoli di Eduardo, di prossima programmazione televisiva, “Non ti pago” e “Sabato, domenica e lunedì”, interprete Sergio Castellitto e Edoardo De Angelis regista. Un programma nutritissimo, dentro cui, per molti, per i tanti appassionati, spiccheranno “Le stanze di Rol” (media partner Rai 4), ovvero una sezione “magica” nella certezza che “un mondo parallelo e un altrove al cinema tradizionale esistano”, una sezione che “vuole costruire ponti, non barriere protettive; cerca il dialogo tra realtà diverse, non il conflitto”.
Elio Rabbione
Nelle immagini: il manifesto del 39mo TFF; scene da “Il muto di Gallura”, unico film italiano, e “Une jeune fille qui va bien” di Sandrine Kimberlain (Francia); Clint Eastwood in una scena di “Cry Macho” e Monica Bellucci in “The girl in the fountain”
Oggi domenica 14 novembre, giornata fittissima di appuntamenti a Torino:
? al Pala Alpitour iniziano le gare delle Nitto ATP Finals; ordine di gioco e tutte le informazioni sul sito https://www.nittoatpfinals.com/it/#
??♀️ si correrà la T-FAST 42K, ovvero la Maratona di Torino; le modifiche alla viabilità le potete trovare sul sito del Corpo di Polizia Municipale al link http://www.comune.torino.it/vigiliurbani/
? in piazza San Carlo si svolgeranno le attività in calendario di Torino_SO MUCH OF EVERYTHING_ con il dettaglio sulle pagine di Turismo Torino e Provincia;
? a Borgo Dora, il Gran Balon, consueto mercato dell’antiquariato, del vintage e del collezionismo nato nel 1985 e che si svolge la seconda domenica di ogni mese. Cosa si può trovare e molto altro a questo indirizzo: https://www.balon.it/gran-balon-torino/
Emozione e orgoglio grandissimo nel vedere i magnifici 8 tennisti a spasso per la nostra città (Foto ufficiale © Clive Brunskill/Getty Images for ATP)
Continua il recupero dell’economia piemontese dopo la forte caduta causata dai condizionamenti del Covid-19.
Nel III trimestre di quest’anno il Pil piemontese è salito del 4,1% rispetto all’analogo periodo del 2020, una crescita superiore sia a quella italiana (+3.8%) sia a quella europea (+3,9%). Migliore anche di quelle dei due più importanti mercati di esportazione: Francia (+3,3%) e Germania (+2,5%).
Il dato è stato rilevato dal Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, che valuta l’andamento dell’economia della regione quasi in tempo reale attraverso un modello statistico-economico innovativo denominato Nowcasting. Tramite questo strumento si possono avere indicazioni estremamente affidabili in tempi molto rapidi, al contrario delle statistiche ufficiali che calcolano le variazioni regionali del Pil solo annualmente e “oltre un anno dopo”.
Nei primi tre trimestri del 2021 la variazione del Pil in Piemonte ha fatto registrare i valori di -0,2%, +15,6% e +4,1%, sempre rispetto al trimestre di riferimento dell’anno precedente. La pari variazione del Pil italiano nei primi tre trimestri è stata nell’ordine -0,8%, +17,3%, +3,8%. L’andamento del Pil piemontese è dunque lievemente superiore a quello italiano nell’ultimo trimestre, dopo essere stato nel trimestre precedente lievemente inferiore. Pesa nell’industria, in particolare in quella dell’auto, il rallentamento indotto dalla difficoltà di approvvigionamento di prodotti e materie intermedie critiche, quali sono i chip.
Gli indicatori di interesse che entrano nel calcolo del PILNOW evidenziano che 5 dei 7 ambiti scelti sono in ripresa. Aumenta molto l’interesse per la cultura e lo shopping, mentre appare ancora incerta la dinamica del turismo.
L’indice annualizzato del Pil piemontese vale 132 miliardi (a prezzi 2015). Grazie allo sprint del III trimestre, il Pil annualizzato ha superato il minimo della crisi del 2015 (130 miliardi), nonché il minimo della crisi del 2009 (129 miliardi). Mancano ancora 12 miliardi, ossia l’8%, perché il livello dell’attività economica ritorni almeno a quello di prima della prima crisi del 2008-9.
Con il modello di previsione PILNOW, il Comitato Torino Finanza è in grado di stimare anche la variazione tendenziale mensile del Pil del Piemonte. Nel primo mese del IV trimestre (ottobre 2021) c’è stata una crescita dell’1,4%. Se si confermasse per gli ultimi due mesi dell’anno, il IV trimestre potrebbe chiudere in crescita rispetto al III. Il rimbalzo quindi sta continuando.
“La crisi del 2020 – sottolinea Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – è stata la più grave dalla degli ultimi settant’anni, ma potrebbe essere più breve di durata e migliore per capacità di reazione del sistema economico. Per il futuro, inoltre, ci attendono sfide epocali, come quella di contemperare gli obiettivi di profitto e reddito con gli obiettivi di crescita sostenibile sia dal punto finanziario, ossia senza debiti eccessivi, sia dal punto di vista sociale, senza troppe diseguaglianze, sia sotto il profilo ambientale”.
ll Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, commenta: siamo sulla strada giusta: quella della ripresa, visti anche i buoni risultati per i settori della cultura e dello shopping. Il nostro impegno però deve essere costante con l’obiettivo di impostare una crescita economica strutturata per la nostra regione, in grado di guardare oltre le emergenze contingenti. Dobbiamo lavorare ancora molto, come istituzioni, nei comparti del turismo e in alcuni settori tradizionali della nostra economia: credere con fiducia nei processi di digitalizzazione e internazionalizzazione delle nostre imprese ci permetterà di avere leve straordinarie su cui puntare per un Pil in crescita”.