Si è insediato nell’Aula consiliare di Palazzo Lascaris il Comitato regionale per i diritti umani e civili, organismo di consultazione e partecipazione

La scelta di istituire il Comitato attraverso una legge regionale, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale e del Comitato, Stefano Allasia, in apertura, è “un riconoscimento di quanto fatto dal Comitato negli anni successivi alla sua istituzione, avvenuta il 9 dicembre 2014 con deliberazione del Consiglio regionale e un mezzo per fornirgli maggior forza e stabilità”. E ha aggiunto che anche la data d’insediamento non è stata casuale ma dovuta all’imminenza della Giornata regionale della pace, prevista dalla medesima legge, che si celebra sabato 2 ottobre.Il Comitato è composto dall’assessore regionale ai Rapporti con l’Assemblea, dai vicepresidenti dell’Assemblea regionale, da due consiglieri regionali di cui uno è espressione della minoranza, da due consiglieri regionali cessati dal mandato e da venti esperti in materia di diritti umani e civili nominati dal Consiglio. Tra i suoi compiti spiccano la promozione del rispetto e della tutela dei diritti umani e civili, la possibilità di formulare al Consiglio regionale proposte in materia e di collaborare con enti, associazioni e organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano della salvaguardia dei diritti umani e civili. Rinnovato dal presidente del Consiglio regionale all’inizio di ogni legislatura, il Comitato resta in carica fino al termine della legislatura e continua a esercitare i propri compiti fino all’insediamento del nuovo Comitato. Primo atto del Comitato è stata l’elezione dei due vicepresidenti: Giampiero Leo e la consigliera Sara Zambaia, eletti per acclamazione grazie all’unanimità conclamata dei 27 membri ( 7 politici e 20 esperti) del Comitato. Commenta Leo: “l’insediamento del Comitato per diritti umani e civili del Consiglio Regionale del Piemonte è davvero avvenuto sotto i migliori auspici! le prospettive tracciate dal Presidente del Consiglio Regionale – e automaticamente anche del Comitato – Stefano Allasia aprono nuovi spazi d’azione e accrescono l’autorevolezza e la funzione del Comitato stesso. Nel contempo l’elezione per acclamazione dei due vice presidenti (fatto davvero rarissimo in un organismo politico istituzionale così delicato) segnala la volontà di tutti i componenti di lavorare sinceramente e appassionatamente insieme su questioni e su diritti assolutamente vitali. Tali diritti, se in Italia vanno rafforzati, in molte altre parti del mondo – come insegna la tragica vicenda dell’Afghanistan – vanno difesi strenuamente e infaticabilmente, perchè sono troppi coloro che vorrebbero stravolgerli e cancellarli! Un particolare ringraziamento, infine al Presidente della Regione Alberto Cirio, per avere già aperto questa strada negli organi di governo del Piemonte e al Senatore Mauro Laus che da Presidente del Consiglio Regionale – fece nascere il primo Comitato per i diritti umani istituzionale effettivamente operativo in Italia”. Alla cerimonia è intervenuto il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio
La kermesse segna l’inizio di un nuovo corso per l’Associazione dedicata al gallerista torinese Alessandro Marena prematuramente scomparso nell’estate del 2013. Se infatti nel periodo dell’art week torinese, rimane invariato lo svolgimento della biennale collettiva “The Upcoming Art – da un’idea di Alessandro Marena”, con l’assegnazione del Premio Alessandro Marena a uno degli studenti dell’Accademia Albertina, da quest’anno l’Associazione promuove anche una personale dedicata ad un maestro del territorio.
simbolo della nuova stagione artistica ed umana annunciata dalla “valle dei pollini”. Proseguendo, altri steli nascono da parallelepipedi di terracotta posti sopra cumuli di macerie e mattoni, reliquie di un tempo passato da cui si cerca di risorgere. L’incipit del racconto comprende un grande nido nero avvolto da fili aggrovigliati. Forma apparentemente fuligginosa e plumbea, questo riparo essenziale rimanda al focolare caldo e protettivo, di pascoliana memoria, in cui si generano legami e relazioni.Una “morbida” giara di mattoni, segnata in superficie dal pluriball, fa da contenitore a tre soffioni. Il recipiente incompiuto è una suggestiva scultura che si plasma attraverso il contatto emotivo con l’osservatore.