“Il problema degli ungulati è ormai noto alle cronache nazionali.
Le notizie della loro indisturbata presenza, anche nelle città, fanno clamore, ma rappresentano solo parte di una cronaca quotidiana che coinvolge tutta la popolazione. Il settore agricolo, infatti, è in estrema difficoltà a causa dei danni provocati e gli incidenti stradali causati dall’attraversamento dei selvatici sono diventati ormai, purtroppo, una consuetudine” spiega il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti.
“La tutela economica e la sicurezza dei cittadini sono i piani su cui vanno poste le soluzioni al problema – prosegue Ravetti – e l’esito del recente confronto tra Governo e Regioni, durante il quale sono stati proposti interventi per arginare la proliferazione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, mi sembra un punto di partenza anche se parziale e, in alcuni versanti, non del tutto convincente”.
“Se le soluzioni – conclude il Consigliere regionale Pd – vengono ricercate principalmente, ponendo attenzione all’uccisione degli animali e al ristoro assicurativo, senza concentrarsi abbastanza sulla rimozione delle cause che hanno determinato e determinano la proliferazione degli ungulati, il rischio che si corre è quello di non cambiare nulla”.
Doppia inaugurazione nei giorni scorsi alla “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea” di Torino. Con la prima si é inteso presentare il nuovo allestimento delle Collezioni permanenti del “Contemporaneo” alla luce di un rafforzato percorso che mette in mostra 56 opere (molte delle quali mai esposte negli ultimi anni, se non per brevi periodi) a firma di 33 grandi artisti di diverse generazioni, appartenenti alla più blasonata scena artistica dell’avanguardia internazionale: dalla serba naturalizzata statunitense Marina Abramovic, la “nonna della performance art” (sua autodefinizione), al sudafricano William Kentridge, al cubano Kcho, fino al britannico Liam Gillick, solo per citarne alcuni. La seconda, dal titolo “Luigi Ontani. Alam Jiwa & Vanitas”, ha invece focalizzato l’attenzione su oltre 130 opere su carta alle quali l’artista settantottenne di Vergato ha rimesso mano negli ultimi due anni. La personale di Ontani, visitabile fino al 30 gennaio del prossimo anno, a cura di Elena Volpato, è un “meraviglioso” gioiello di istrionica fantasia che non poteva che trovare spazio nella “Wunderkammer” del Museo di via Magegenta.
coerentemente nei decenni successivi, come già dimostrato con la mostra “Strangers. Tra informale e pop dalle collezioni GAM”, realizzata nel 2012. Non solo. Se infatti, fino a pochi decenni fa, era normale, in certo senso, aprirsi in primis all’arte parigina e a quella americana, negli ultimi 25-30 anni nella collezione GAM sono altresì entrate, accanto ad opere di provenienza europea, altre arrivate da culture e linguaggi espressivi estremamente diversi – dalla Cina, da Cuba e dall’Africa ad esempio – ormai itineranti e ampiamente accolte nel più sofisticato circuito artistico globale.
Con “Alam Jiwa & Vanitas” Luigi Ontani porta in mostra 130 opere su carta, che sono una rivisitazione pittorica di disegni a china realizzati fra gli anni Ottanta e Novanta: un affascinate “microcosmo intriso del suo immaginario”, cui già ci aveva abituato con i celebri “tableaux vivants” e con la “Stanza delle Similitudini”. Qui si aggiungono estranianti elementi di “sacro” e “profano”, cui non poco deve avere influito il suo ritiro a Bali durante il periodo del lockdown. “Anche questa mostra – scrive Elena Volpato – è un ambiente-mondo attraversato da un’unica ghirlanda allegorica di innumerevoli figure e significati, sacri e profani, della cultura d’Oriente e d’Occidente”. Il tutto sotto il segno della “Natura dell’anima” (come recita il titolo dal balinese) e della “Vanità”. Segni da scoprire “come una cifra nascosta, tra le sinuose linee dell’opera di Ontani”.