ilTorinese

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Brigitte Riebe “Giorni felici” -Fazi Editore- euro 18,50

E’ il secondo volume della trilogia al femminile “Le sorelle del Ku’damm” in cui la scrittrice tedesca narra la storia della famiglia Thalheim, proprietaria degli omonimi grandi magazzini.
E lo fa attraverso le sue componenti femminili, che saranno determinanti per la ripresa dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti che hanno raso al suolo anche il lussuoso negozio di famiglia sul viale centrale di Berlino.
Nel primo capitolo “Una vita da ricostruire” avevamo letto di come le sorelle Thalheim avevano ricostruito dalle macerie il loro futuro. Più di tutte era stata trainante la maggiore Rike: pragmatica, lungimirante, organizzata e lavoratrice instancabile.

Ora siamo nella Berlino del 1952, il boom economico ha favorito anche la ripresa dei magazzini di famiglia e gli affari stanno andando a gonfie vele.
In questo capitolo della saga l’autrice si concentra su Silvie, altra sorella Thalheim; passionale, assetata di vita che intende godersi al massimo. E’ una delle voci radiofoniche più seguite e amate, è dinamica, emancipata, se ne infischia delle convenzioni sociali e il suo motto è “vivi la vita come una danza”.
Sfreccia per la città a bordo di una vespa e all’inizio del romanzo ha una storia tormentata con un giovane attore sfuggente, Wanja, dedito più alla sua carriera che alla fanciulla. Ma è la stabilità affettiva quella che lei va cercando….

Abiti e tessuti dei magazzini Thalheim sono di gran moda, molto ambiti dalle berlinesi e vanno a ruba. Però con il rientro dalla guerra dell’unico figlio maschio, Oskar (gemello di Silvie) le dinamiche di potere all’interno dell’azienda cambiano. Per il padre Friedrich, patron dell’impresa, spetta al rampollo la tolda del comando.
Così Rike – che tanto aveva fatto per risollevare l’attività- viene esautorata; mentre Oskar si rivela incline più ai bagordi che agli affari. Non ha esperienza, ferito nel corpo e nell’anima dall’esperienza della guerra, si piange addosso; viene facilmente raggirato da concorrenti, banche e affari fasulli. E finisce per combinare un enorme pasticcio che rischia di rovinare tutta la famiglia.
E’ allora che Silvie si lancia al salvataggio dei magazzini e dei beni dei Thalheim.
Magari non conosce a fondo le stoffe come sua sorella Rike, né ha il talento per i modelli della collaboratrice Miriam, e neppure disegna abilmente come la sorellastra Flori; ma ha una dote unica e strategica. Osserva, ascolta ed è avanti agli altri nell’individuare desideri e aspettative delle clienti. Riesce pure a risolvere il problema dei debiti e a frenare i ricatti di un odioso concorrente.
Poi c’è la sua vita affettiva, che sembra volgere al meglio quando alla Fiera del libro di Francoforte conosce l’editore Peter van Ackern, vedovo e padre della giovanissima Greta.
I due si innamorano e finalmente Silvie trova in Peter un compagno solido, affidabile, con cui progettare la vita insieme.
Ma la magia e la gioia del “Si nuziale” -pronunciato nella favolosa cornice di Anacapri- si offusca presto perché il destino ancora una volta si mette di traverso.
La figlia 16enne di Peter combatte contro una leucemia acuta, dapprima cure pesanti, poi il trapianto di midollo osseo,…..poi……

Il romanzo è ricco di colpi di scena, sviluppi imprevisti e imprevedibili, e scoprirete anche cosa accade ad altri membri della famiglia; da Rike che aspetta due gemelli alla sorellastra Flori che cerca a modo suo la felicità……

Ann Patchett “La casa olandese” -Ponte alle grazie- euro 18,00

E’ magnifico e potente l’ultimo romanzo –lodatissimo- della scrittrice americana che entra nella storia di una casa e della famiglia che vi abita, racconta gli alti e bassi del destino, soprattutto narra un legame tra fratelli indissolubile.
La casa è una sfarzosa dimora costruita dalla coppia di ricchi olandesi van Hoebeek in quella che nel 1922 era la campagna intorno a Philadelphia; un’opera d’arte finita male per le disgrazie che avevano colpito la famiglia (i loro ritratti sono ancora appesi sui muri di casa).
Nel 1946 viene acquistata da Cyril Conroy che ha creato dal nulla un impero immobiliare e pensando di coronare il sogno di una vita la compra per fare una sorpresa alla moglie.
Ed ecco l’inizio dello sgretolarsi degli equilibri familiari in un romanzo struggente e profondo. La casa da luogo che protegge diventa covo di serpi…dal quale però è difficile staccarsi perché ormai fa parte dei personaggi.

La moglie Elna, nata e cresciuta in povertà, dedita a continue opere di bene, non sopporta il lusso della nuova dimora che stride con le corde più profonde del suo animo. Così abbandona il marito e i due figli ancora piccoli Maeve e Danny (all’epoca ha solo 3 anni e nessun ricordo della madre) e vola in India dove può dedicarsi agli ultimi della terra.
Maeve è quella che soffrirà di più l’abbandono materno e si lega in modo assoluto al fratellino per il quale è madre, sorella, amica, compagna…

Poi irrompe la classica matrigna, che più carogna, odiosa e subdola non potrebbe essere. Si chiama Andrea, è una giovane vedova con due figlie …e quasi di soppiatto entra nella famiglia Conroy. Riesce a farsi sposare da Cyril e ad impossessarsi non solo di Casa Olanda che desidera quasi in modo ossessivo.

Le cose precipitano quando improvvisamente Cyril muore e Andrea gioca tutte le sue carte.
Di più non vi anticipo perché questo è un libro che va assaporato passo per passo, sorpresa per sorpresa, giravolte del destino e colpi di scena magistrali.
A raccontare la vicenda che ha cambiato la sua vita e consolidato ancor più il legame con la sorella, senza mai staccarsi completamente dal passato, è 50 anni dopo Danny. E scoprirete come due fratelli possano fare famiglia, ma anche come sia difficile staccarsi dai ricordi e dalle mura dell’infanzia, e quanto sia possibile perdonare chi ci ha fatto del male.

Miguel Bonnefoy “Eredità” – euro 16,00

Ha i toni affascinanti e coinvolgenti del realismo magico questo romanzo breve -ma intensissimo- di Miguel Bonnefoy. Il 35enne scrittore francese -di padre cileno e madre venezuelana, cresciuto cittadino del mondo tra Francia, Venezuela e Portogallo- in “Eredità” riannoda i fili della storia della sua famiglia tra Francia e Cile. E lo fa con delicatezza, sensibilità e bravura evocativa, tracciando anche pagine di Storia che hanno finito per incidere sui destini dei personaggi.

Due continenti, due guerre mondiali, 4 generazioni di uomini e donne incredibili, fino agli anni della dittatura di Pinochet. Una magia di racconto condensata in 178 indimenticabili pagine, intrise di destini, misteri, un fantasma che arriva dal passato, sciamani mapuche, passioni profonde, amori, lutti e ribellioni.

Tutto ha avuto inizio con il patriarca Lonsonier che nel 1873, quando i suoi vigneti vengono distrutti dalla filossera, decide di emigrare. Dalla Francia parte alla volta della California con in tasca l’unico ceppo di vite sopravvissuto, una manciata di franchi e il grande sogno di un futuro. Ma la rotta subisce un cambiamento per il tifo e Lonsonier viene sbarcato a Santiago del Cile.
E’ lì nella casa di calle Santo Domingo che creerà il suo nuovo mondo e che si snoderanno le vite di tre generazioni.
Il suo primogenito, Lazare, nel 1914 decide di andare a combattere in Europa durante la Prima Guerra Mondiale. Viene ferito gravemente e poi imbarcato su una nave diretta al porto di Valparaiso dove ad attenderlo sul molo c’è la madre Delphine. A 52 anni è una donna distrutta perché di 3 figli partiti per la guerra l’unico a tornare sarà Lazare.

Lazare ignora tutto delle donne, ma quando un’aquila blu delle Ande lo scambia per una preda e vola in picchiata su di lui, ecco che nella sua vita irrompe l’affascinante padrona del rapace. E’ Thérèse Lamarthe, esile e delicata, ha 18 anni, lentiggini, capelli rosso scuro, occhi neri, e la sua famiglia è francese. E’ uno dei personaggi forse più indimenticabili della storia. E’ un’addestratrice di rapaci ed ha un’intesa assolutamente unica con il mondo degli uccelli.
Lazare la sposa e le costruisce il sogno di una voliera alta 4 metri che diventerà il mondo magico di Thérèse, il fulcro e il nido protettivo della sua vita. In una settimana vi trasferisce quasi 50 uccelli di 25 specie diverse. Ed è lì circondata dai suoi pennuti che viene colta dalle doglie e partorisce la sua Margot, i cui occhi videro per prima cosa al mondo svolazzare uccelli coloratissimi.

Proprio il volo è ciò che determinerà la vita di Margot, attratta dagli aerei (cercherà anche di costruirsene uno insieme all’amico Ilario Danowsky)), diventerà una pilota della Raf durante la Seconda Guerra Mondiale e scamperà per un soffio alla morte. Concepirà un figlio “dal sangue mistico” che crescerà da sola, chiamandolo come l’amico che si è sacrificato per lei, Ilario, a cui aggiunge Da: e fin dalla sua nascita appare chiaro che non si inginocchierà davanti a nessuno. Sarà lui il rivoluzionario arrestato, detenuto e torturato a Villa Grimaldi, pozzo profondo della dittatura cilena.

 

Chistopher Bollen “Il gioco della distruzione” -Bollati Boringhieri- euro 20,00

E’ il terzo romanzo del 45enne Christopher Bollen, scrittore, editore e giornalista che non sbaglia un colpo e ancora una volta imbastisce una sorta di thriller letterario.
Ian Bledsoe e Charlie Konstantinou sono i giovani rampolli di due famiglie ricchissime e potenti, si conoscono fin da piccoli quando si dilettavano nel gioco della distruzione; ovvero una fantasia in cui inventavano situazioni limite e si sfidavano a chi riusciva a districarsi.

Il più bravo era Charlie, fascinosi tratti mediorientali, di famiglia greco-cipriota ricchissima, amante della bella vita e con uno stuolo di fanciulle disponibili. Ha incrementato la sua fortuna fondando una compagnia di noleggio di yatch sull’isola di Patmos in Grecia, e lì conduce una vita piacevole, leggera e divertente, mentre amministra abilmente il suo impero.
Ian, capelli pel di carota, si è sempre sentito un po’ inferiore rispetto all’amico, ma anche lui è nato nel lusso e negli agi. Solo che ora a 30 anni si ritrova in un mare di guai. Ha fatto di tutto per togliersi di dosso il cliché del rampollo milionario viziato e perdi giorno. Ha vestito i panni del nobile idealista e fatto fuoco e fiamme contro l’imprinting capitalista. Ha denunciato e contestato le disumane condizioni dei dipendenti della fabbrica di omogenizzati di famiglia, tanto da essere sospettato di fiancheggiamento di narcos e terroristi.
Risultato: è stato diseredato dalla famiglia, bandito dalla matrigna e grazie alla sua nomea nessuno gli offre più un lavoro.

E’ così che distrutto, senza un soldo e zero prospettive, Ian si rivolge al vecchio amico Charles che sembra aver gestito più saggiamente le sue risorse e il suo futuro. A Patmos vive alla grande, manda avanti la sua società, ed è circondato da una nutrita e fascinosa corte di donne, a partire dalla sua attuale fidanzata, l’ex attrice Sonny, per arrivare alla vecchia fiamma Louise che sembra indirizzare tra le braccia di Ian.
Charlie accoglie l’amico in disgrazia e lo aiuta dandogli un tetto sulla testa e un lavoro.

Poi Charlie scompare e l’isola – dove poco prima dell’arrivo di Ian qualcuno aveva fatto esplodere una bomba e ucciso 8 persone- non è il paradiso terrestre in cui condurre una vita agevole, o almeno rivela una seconda natura più insidiosa.
Patmos diventa teatro di un noir tra natura, amori, trafficanti internazionali, emigranti sui barconi, in un gioco mefistofelico e spietato, in cui la perdizione è più che mai vicina e ci si salva solo a spese del prossimo.

Oggi il generale Figliuolo in Piemonte

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, generale Francesco Paolo Figliuolo, sarà in Piemonte lunedì 27 dicembre.

Alle ore 9.45 visiterà l’hub vaccinale della Caserma Vian di Cuneo presso il 2° Reggimento Alpini (via Curreno 10), dove sarà accompagnato dal presidente della Regione Alberto Cirio e dalle Autorità locali.

Il generale Figliuolo si trasferirà poi a Torino per essere alle ore 12 all’hub vaccinale per bambini della Fondazione Compagnia di San Paolo (via Gorizia 112/A) e alle ore 13 all’hub vaccinale del Sermig Arsenale della Pace (in piazza Borgo Dora). Ai due appuntamenti saranno presenti il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi ed i vertici dell’Assessorato alla Sanità e dell’Unità di crisi della Regione e dell’Asl Città di Torino.

Riqualificazione fiumi e laghi, al via il bando 2022

Quasi tre milioni di euro dalla Regione per ridurre i rischi idraulici e preservare lo stato ecologico di fiumi e laghi piemontesi. Il presidente Cirio e l’assessore all’Ambiente Marnati: “Interventi fondamentali per affrontare le criticità e prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici”

Per il quinto anno consecutivo la Regione stanzia fondi per riqualificare fiumi e laghi del Piemonte: dal 2018 ad oggi sono stati erogati circa 9 milioni di euro per realizzare 46 interventi tra i quali figurano, ad esempio, l’adeguamento di opere idrauliche con dispositivi per la risalita della fauna ittica, la gestione conservativa della vegetazione perifluviale, il recupero di aree umide come risorgive, rami laterali e lanche, che hanno interessato 3 laghi, 30 corsi d’acqua e un canale di particolare valore naturalistico. Un’attenzione sempre più crescente quella della Regione che di anno in anno ha destinato a questo specifico capitolo somme via via più cospicue passando da poco più di 1 milione e 300mila euro, messi a bando nel 2018, ai 2 milioni e 900mila euro stanziati per il bando 2022. Solo con il bando del 2021 sono stati finanziati 13 progetti, per un totale di 2 milioni 871mila euro, che hanno coinvolto 30 Comuni, una Provincia (quella di Asti) e 3 Parchi.

“Le azioni di riqualificazione fluviale e lacuale – commentano il presidente della Regione, Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati – si inseriscono tra gli strumenti di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici e sono uno strumento di attuazione del Piano di Tutela delle Acque recentemente approvato dal Consiglio regionale in revisione e in aggiornamento alla precedente versione datata 2007. Si tratta di interventi fondamentali per affrontare le criticità di fiumi e laghi e per prevenire quanto sta accadendo, anche nella nostra regione, per effetto dei cambiamenti climatici”.

Obiettivi degli interventi sono quelli di ridurre l’inquinamento dei nutrienti di origine agricola, migliorare la continuità longitudinale, come ad esempio con la realizzazione di passaggi per pesci o la demolizione di dighe; migliorare le condizioni idromorfologiche e adottare misure per aumentare l’efficienza idrica.

Beneficiari dei finanziamenti Comuni, in forma singola o associata, Province, Città Metropolitana, gli Enti gestori delle aree naturali protette e dei siti della rete Natura 2000.

Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 del 5 maggio 2022.

Gli uffici regionali sono a disposizione per ogni informazione e per orientare le amministrazioni che intendono proporre la candidatura.

Cassinelli e Gonin al Quirinale: le parole dei piemontesi convocati alle Olimpiadi

Quaranta giorni alla cerimonia d’apertura di Pechino 2022.

Il conto alla rovescia verso i Giochi Olimpici si fa sempre più pressante e, in questo contesto, giovedì il presidente Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale la delegazione azzurra che volerà in Cina per la consegna ufficiale del tricolore. Tra i tanti atleti coinvolti nella giornata capitolina, anche i due alfieri piemontesi che parteciperanno alle ormai imminenti Olimpiadi nelle discipline del ghiaccio.

«Ho lavorato duramente nell’ultimo quadriennio per evitare una situazione come quella vissuta nel 2018, quando ero stato selezionato per i Giochi soltanto in qualità di riserva, e ora che la convocazione è diventata realtà posso dire che è assolutamente valsa la pena tanta fatica – la gioia di Andrea Cassinelli, torinese classe 1993 dello short track, cresciuto nella Velocisti Ghiaccio Torino e ora tesserato per le Fiamme Gialle –. La scorsa stagione è stata molto particolare perché si è gareggiato poco, ma l’ho sfruttata per porre le basi in vista dell’anno olimpico e infatti questo è il miglior momento della mia carriera, nonostante non sia più un ragazzino. Sono entusiasta dell’opportunità che ho davanti e la giornata a Roma, gomito a gomito con campioni come Goggia o Pellegrino, non ha fatto altro che caricarmi ulteriormente. Voglio godermi l’esperienza e soprattutto divertirmi, perché se ti diverti poi insieme arriva anche qualche bel risultato. L’avvicinamento a Pechino? Con la cancellazione degli Europei non affronteremo più gare, quindi avremo tempo per rifinire al meglio la condizione e concentrarci sull’obiettivo olimpico».

«La soddisfazione per la qualificazione alle Olimpiadi è sempre la stessa ed è enorme, ma per noi questo è stato il quadriennio della consapevolezza: il pass staccato nel 2018 era stato quasi una sorpresa, mentre questa volta era decisamente atteso – l’analisi del pinerolese Simone Gonin, perno della Nazionale di curling e in forza all’Aeronautica Militare, alla sua seconda partecipazione a cinque cerchi –. Ma questo non ha reso meno dolce il traguardo raggiunto, anche perché le pressione sulle nostre spalle al Pre-Olimpico era forte: abbiamo chiuso la manifestazione al secondo posto e, sinceramente, il piazzamento ci è stato anche un po’ stretto. Ora ci attende una trasferta in Canada a gennaio, per il torneo di Camrose del Grand Slam cui nessuna squadra italiana era mai stata invitata: sarà l’ultima tappa nel percorso di avvicinamento alle Olimpiadi. L’obiettivo in Cina? Siamo consapevoli di potercela giocare contro qualsiasi avversario e, al tempo stesso, sappiamo bene che questo discorso vale anche per tutte le altre partecipanti. Decolleremo dall’Italia, innanzitutto, con l’ambizione di migliorare il nono posto di Pyeongchang».

E la tangibile soddisfazione dei due azzurri è la medesima del Comitato Regionale della FISG. «Andrea Cassinelli e Simone Gonin rappresentano un vanto per il nostro intero movimento – ha tenuto a sottolineare il presidente regionale Renato Viglianisi –. Sono orgoglioso del percorso che hanno compiuto e del fatto che siano arrivati fino a rappresentare l’Italia in occasione di un evento senza pari come i Giochi Olimpici».

Tutti i dati dell’Annuario Statistico Regionale

Tronzano: uno strumento di lavoro utile per decisori pubblici e privati

La pubblicazione, giunta alla quinta edizione, raccoglie le principali statistiche ambientali e socio-economiche a livello regionale e provinciale ed è disponibile sul sito della Regione Piemonte.L’obiettivo è quello di restituire un quadro sintetico, aggiornato e facilmente fruibile tramite centinaia di elaborazioni (tabelle e cartografie) organizzate in 17 sezioni tematiche. I temi analizzati spaziano dal territorio, all’ambiente, alla demografia, alla salute e stili di vita, fino alla sicurezza, istruzione e cultura, dallo sport, al turismo, al lavoro ed economia, per arrivare alla ricerca e innovazione, al mercato immobiliare e a trasporti e telecomunicazioni.

La sezione dedicata agli indicatori di misura del Benessere Equo e Sostenibile (BES) e agli indicatori Istat per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite per il 2030 rappresenta una realtà consolidata dell’Annuario. L’utilizzo congiunto di indicatori BES e SDGs permette di valutare il progresso della società non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale. Il sistema di questi indicatori è multidimensionale e dinamico per tener conto dell’evoluzione del contesto sociale ed economico e della disponibilità di nuove informazioni statistiche.

 

Pur non affrontando sistematicamente il tema della pandemia, quest’anno vengono pubblicate alcune tavole dedicate all’incidenza della mortalità connessa alla malattia. Il dato è fornito da Istat grazie alle sinergie con il Ministero dell’Interno per l’acquisizione dei dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e con il Ministero dell’economia e delle finanze. L’Annuario è una realizzazione dell’Ufficio di Statistica della Direzione Risorse finanziarie e patrimonio della Regione Piemonte e della Sede di Torino dell’Istat, Ufficio Territoriale Area Nord-Ovest: Piemonte e Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia (REC).

Il link per l’Annuario è: www.regione.piemonte.it/stat/annuariostatisticoregionale.

 

“I Numeri del Piemonte sono un utile strumento di lavoro per decisori pubblici e privati, università ed enti di ricerca scientifica, cittadini e studenti con finalità sia divulgative che scientifiche – afferma l’Assessore al Bilancio e alla Programmazione Finanziaria Andrea Tronzano – e possono essere di supporto alla programmazione delle politiche e degli interventi regionali”.

Per facilitare la lettura delle tavole e dei grafici, ogni sezione include un glossario dei termini utilizzati che sono liberamente scaricabili. In una logica di economicità e sostenibilità ambientale non è prevista una versione cartacea dell’Annuario.

Non profit, 246 progetti al via con Fondazione Crt

Verranno realizzati in Piemonte e Valle d’Aosta con 3,8 milioni di euro di contributi 

 

Le risorse sono assegnate alle istituzioni e agli enti non profit vincitori della seconda sessione di richieste “ordinarie”, ossia non rientranti in specifici bandi tematici.

 

Contribuire alla costruzione di reti, progetti e azioni sostenibili sul territorio, in linea con gli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: lungo questa traiettoria la Fondazione CRT promuove la realizzazione di iniziative capillarmente diffuse, che rafforzano la capacità di resilienza delle organizzazioni del Terzo Settore e la tenuta stessa della comunità”, affermano il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia e il Segretario Generale Massimo Lapucci.

 

Welfare e Territorio
Per l’area Welfare e Territorio Fondazione CRT ha deliberato 118 contributi per complessivi 1,28 milioni di euro.
In particolare, in ambito di volontariato, la Fondazione CRT sostiene il progetto “Lanaterapia a supporto di pazienti oncologici” dell’Associazione Gomitolo Rosa di Biella, che unisce lo strumento terapeutico alla salvaguardia ambientale e alla solidarietà sociale: l’iniziativa prevede infatti di avvicinare al lavoro a maglia i pazienti oncologici e i malati di Alzheimer in sei ospedali piemontesi, recuperando lana italiana in esubero; i manufatti prodotti saranno destinati alle persone fragili, anziane o con disabilità.
Diverse iniziative messe in campo per gli adolescenti in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria: il progetto “Facciamo salotto” dell’Associazione di promozione sociale Teatrulla di Moncalieri che, con attività di doposcuola ed esperienze di residenzialità fuori casa, contrasta l’isolamento cresciuto tra i giovani con il lockdown; il progetto “Tangram” della Cooperativa sociale Frassati di Torino, che propone un servizio sperimentale professionale per il trattamento domiciliare/territoriale di minori con problemi psichiatrici, un corso di formazione sui disturbi mentali per operatori, insegnanti e genitori e la presa in carico di 20 ragazzi delle Valli Susa e Sangone.
In ambito sviluppo del territorio, Fondazione CRT ha assegnato contributi al progetto “Université d’été – Valorizzazione dei beni culturali del territorio per un turismo responsabile” dell’Associazione culturale Antonella Salvatico a La Morra e alla candidatura della Città di Valenza nella rete delle Città Creative Unesco.
E ancora, in ambito Protezione Civile sono stati selezionati progetti quali “Diffusione della Cultura della Sicurezza – la Casa degli Errori” dell’Associazione nazionale Vigili del Fuoco del Corpo nazionale – sezione di Torino – e l’iniziativa “Beni Culturali in area di crisi: Recupero e Protezione” del Coordinamento Protezione Civile ANC Regione Piemonte-Odv Torino.

 

Ricerca e Istruzione
Per l’area Ricerca e Istruzione sono stati approvati 93 contributi per 2,2 milioni di euro: circa 1 milione di euro agli enti del territorio e 1,2 milioni di euro a sostegno degli Atenei.
In particolare, sul fronte educazione, la Fondazione CRT sostiene iniziative per innovare e integrare la didattica, recuperando le lacune nell’apprendimento e nella socialità dei ragazzi a causa della lunga emergenza sanitaria. Di rilievo è il sostegno a una realtà di divulgazione scientifica per gli studenti, come Centroscienza.
Sul lato ricerca, la Fondazione CRT continua a sostenere il sistema degli Atenei del Piemonte e della Valle d’Aosta: i contributi allo sviluppo di progetti di eccellenza dell’Università degli Studi di Torino – dall’oncologia all’informatica, dalla neurologia all’ambiente, dalla veterinaria alla fisica, dall’economia alla psicologia – permettono a giovani scienziati di portare avanti la propria attività e, allo stesso tempo, contribuiscono all’avanzamento della conoscenza in numerosi campi del sapere. Da segnalare, tra le numerose attività di ricerca, la proposta dell’Istituto Zooprofilattico per studiare gli effetti inquinanti nelle acque causati dalla dispersione dei medicinali utilizzati in maniera massiccia nella cura del Covid-19. Confermato il supporto alla Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta, importante riferimento nell’attività clinica e di ricerca sul territorio biellese.

 

Arte e Cultura
Nel campo dell’Arte e della Cultura la Fondazione CRT ha assegnato 35 contributi per oltre 300 mila euro destinati a festival cinematografici e culturali, premi, iniziative di audience engagement.
Dalla XXIV edizione del Premio letterario Esperienze in Giallo di Fossano, dedicato a racconti inediti di trama gialla o noir al Festival dell’Illustrazione, nell’ambito del “Progetto DI-SE disegnare il territorio”, a Domodossola: un’occasione per vedere all’opera alcuni professionisti dell’immagine. E ancora, il progetto di “rinascita” di Villa Caccia, a Romagnano Sesia, una delle location dell’innovativo progetto “CIAK! Piemonte che Spettacolo”, ideato e messo in campo da Fondazione CRT, Film Commission Torino Piemonte e Fondazione Piemonte dal Vivo, per promuovere le eccellenze del patrimonio storico, architettonico, paesaggistico e i talenti delle performing arts, attraverso la realizzazione di dieci clip e cortometraggi d’autore; il progetto “Pietre d’inciampo” del Museo Diffuso della Resistenza di Torino: piccole targhe d’ottone – creazione dell’artista tedesco Gunter Demnig – per non dimenticare le deportazioni nei campi di sterminio nazisti; il “ProgettoItalia” dell’Associazione torinese “Liberamenteunico”, un percorso di studio e ricerca, un viaggio trasversale e multigenerazionale lungo la penisola, con tappe in diverse regioni; MOM – Multimedia Outdoor Museum a Santo Stefano Belbo: un vero e proprio museo all’aperto, tra reale e digitale, in onore di Cesare Pavese e del territorio di Langhe-Roero e Monferrato. Fondazione CRT ha inoltre assegnato contributi al progetto “Riprendo la storia – José Domingo Molas, le guerre e la Resistenza nell’Astigiano” ad Albugnano, dedicato al missionario noto come «l’eroe del Chaco», e a “Donne forti – Racconto per immagini: le allevatrici ricordano Agitu Ideo Gudeta”: l’iniziativa, realizzata nell’ambito del Valsusa Filmfest di Condove, ripercorre la storia di 20 allevatrici valsusine e ricorda Agitu Ideo Gudeta, l’imprenditrice agricola e allevatrice etiope, fondatrice dell’azienda “La capra felice”, vittima di femminicidio.

Pandoro avanzato? Recuperatelo con questi tartufini

Piccoli dolcetti deliziosi per presentare gli avanzi di pandoro o panettone in modo originale

Una ricetta sfiziosa che si prepara in pochi minuti e sempre gradita.

Ingredienti

250gr. di pandoro/panettone
100gr. di mascarpone
1 bicchierino di rum
50gr. di cioccolato bianco
50gr. di cioccolato cacao
Mandorle per decorare

Sbriciolare il pandoro nel mixer, aggiungere il mascarpone ed il rum, mescolare bene. Formare con l’impasto delle palline da immergere nel cioccolato precedentemente fuso. Sistemare i tartufini su carta forno, lasciar indurire in frigorifero, decorare a piacere e servire.

Paperita Patty

Il Circolo Marchesi del Monferrato chiude l’anno in musica

La splendida cornice di Palazzo Tornielli a Mombello Monferrato, in Valcerrina, è stata teatro del ‘Concerto di Natale’ del Circolo culturale Marchesi del Monferrato a chiusura di una stagione ricca di impegni.

A fare gli onori di casa, e ringraziare la famiglia Morone, in particolare Federica,
proprietaria dell’immobile è stata la presidente Emiliana Conti che ha
ricordato le molteplici attività del sodalizio nel corso dell’annata 2021. “Il
concerto di Natale nasce sulla scia del primo Festival di Musica Classica di
Acqui Terme e vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno
seguito nel 2021. Abbiamo anche avuto forza e coraggio di uscire dalla
divulgazione classica abbracciando anche altre espressioni come la musica,
il teatro, le pubblicazioni storiche anche a fumetti nella convinzione che
sono tutte espressioni che aiutano a fare conoscere e a divulgare le
peculiarità del nostro territorio” ha detto Emiliano Conti.
“La collaborazione tra il pubblico ed il privato è importante per valorizzare
quello splendido territorio che si chiama Valcerrina – ha detto il consigliere
delegato alla cultura dell’Unione Valcerrina, Massimo Iaretti – e questo
evento ne è una dimostrazione”. Nel ricordare l’attività compiuta
dall’Unione nel 2021 con LibrInValle, il consigliere Iaretti ha anticipato
che nel prossimo anno verranno poste in essere delle collaborazioni con i
Marchesi del Monferrato e ricordato che Corrado, discendente di Aleramo
viene citato in un libro del professor Gabotto nel quale si parla anche della
Valle. Poi la parola è passata alla musica con il violino di Alex Leon,
giovane virtuoso in origine romena ed il pianoforte di Stefano Nozzoli che
hanno eseguito, molto graditi all’auditorio, brani ci Bach, Handel, Mozart e
Brahms. In chiusura è intervenuto il sindaco di Mombello Monferrato,
Augusto Cavallo

Il bollettino Covid di lunedì 27 dicembre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 4.611 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 3.877 dopo test antigenico), pari al 9,1% di 50.868 tamponi eseguiti, di cui 44.693 antigenici. Dei 4.611 nuovi casi gli asintomatici sono 3.344 (72,5 %).

I casi sono così ripartiti: 3.640 screening, 766 contatti di caso, 205 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 458.177, così suddivisi su base provinciale: 37.215 Alessandria, 22.068 Asti, 14.875 Biella, 64.887 Cuneo, 35.407 Novara, 243.014 Torino, 16.175 Vercelli, 16.834 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.952 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 5.750 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1058 (+63 rispetto a ieri).

I ricoverati in terapia intensiva sono 89 (+3 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 41.004

I tamponi diagnostici finora processati sono 11.425.546 (+ 50.868 rispetto a ieri), di cui 2.677.716risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 12.010

Tredici decessi di persone positive al test del Covid-19, due di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 12.010 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.598 Alessandria, 731Asti, 445 Biella, 1.484 Cuneo, 962 Novara, 5.740 Torino, 554 Vercelli, 380 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 116 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

404.016 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 404.016 (+ 1367 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 32.412 Alessandria, 19.648 Asti, 12.923 Biella, 57.683 Cuneo, 31.747 Novara, 215.192 Torino, 14.646 Vercelli, 15.002 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.589 extraregione e 2.994 in fase di definizione.

La politica torinese ricorda Angelo Burzi

/

Il Natale del mondo politico torinese è stato turbato dal suicidio dell’ex assessore e consigliere regionale Angelo Burzi

Fu tra i fondatori di Forza Italia in Piemonte e assessore al Bilancio ai tempi del Governatore Enzo Ghigo. Ecco alcuni commenti di esponenti politici torinesi.

Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte dal 1995 al 2000: “Provo un profondo dolore per la scomparsa di Angelo. Politico di razza, autentico liberale, persona dalle grandi intuizioni. Il suo contributo nella fondazione di Forza Italia, così come nei miei anni di Presidente del Piemonte è stato determinante nel creare un modello di governo regionale virtuoso che, ancora oggi, ci viene riconosciuto anche dagli avversari politici. Rapportarsi con lui, come con tutte le persone di viva intelligenza è stato, a volte, sì impegnativo, ma sempre costruttivo e stimolante: molte delle sue idee e proposte poi da me accolte e realizzate hanno lasciato un segno positivo per la comunità piemontese. Da uomo orgoglioso qual era, è stata sicuramente per lui dolorosa la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto in un periodo storico in cui, con indubbie storture commesse da alcuni, anche molti politici retti e onesti sono stati travolti, convinti in buona fede, secondo le regole allora vigenti, di non aver mai commesso illeciti. Sono vicino ai suoi cari e lo ricordo con grande stima e affetto”.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Ho appreso con grande dispiacere della tragica scomparsa di Angelo Burzi. È stata una persona con la quale era sempre intenso il dialogo ed il confronto politico. Era un punto di riferimento per l’area liberale, come assessore, consigliere regionale e promotore del dibattito politico cittadino”.

 “Angelo era intelligente e soprattutto di grande onestà e rettitudine. Ha vissuto con profonda ingiustizia Rimborsopoli, sulla quale credo sia ora necessario un approfondimento. In questi anni ho cercato di stargli accanto, ma ciascuno reagisce a modo proprio. Angelo non si dava pace della ingiustizia con cui è stata gestita quella vicenda, una delle pagine più incredibili della recente storia giudiziaria”. Così l’ex governatore del Piemonte Roberto Cota.

Franco Maria Botta, già assessore regionale all’Urbanistica, collega di Burzi in Giunta regionale: “Caro Angelo, un uomo intelligente e colto come te ha vissuto le vicende giudiziarie di questi ultimi anni come una profonda ingiustizia. Nel giorno di Natale hai compiuto un atto estremo di protesta per affermare la tua innocenza e smuovere le coscienze. Mi inchino e prego per te”.

«Ho saputo della tragica scomparsa di Angelo Burzi. Sono vicina ai familiari, ed a chi gli è stato vicino in questi anni. A loro esprimo sentite condoglianze ed i sentimenti del più profondo cordoglio», commenta la vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

“Siamo uniti nel dolore per la tragica scomparsa di Angelo Burzi. È stato e resterà per sempre un punto di riferimento per l’area liberale che compone il nostro partito. Non è solo stato solo uno dei fondatori di Forza Italia a livello locale ma anche il primo e l’unico a creare al suo interno una scuola di formazione politica degna di questo nome. Con lui non sprecavi mai tempo e avevi sempre  qualche cosa da imparare. In un’epoca di mediocrazia e superficialitá, con Angelo ogni tua certezza era sempre messa in discussione, perchè ti insegnava che ogni scelta, azione, dichiarazione deve essere il frutto di serio studio e approfondimento. Era un uomo d’altri tempi, una persona perbene, un coraggioso testone idealista. E proprio per il profondo rispetto delle sue idee e convinzioni non c’è più, starà a noi difenderle e tramutarle in azione politica”. Ad affermarlo in una nota Marco Fontana, coordinatore cittadino di Forza Italia a Torino.

“La terribile morte di Angelo Burzi avvenuta la notte di Natale ci lascia sgomenti. Con lui scompare uno dei protagonisti della storia politica piemontese degli ultimi decenni. Vorrei esprimere pubblicamente ai suoi familiari le mie condoglianze e la mia vicinanza in un momento così tragico”, dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva.