ilTorinese

Dal Monferrato alla Slovacchia per aiutare il popolo ucraino

VIAGGIO IN SLOVACCHIA, FRONTIERA POCO CONOSCIUTA DRAMMA DELL’UCRAINA. UNA DELEGAZIONE MONFERRINA HA PORTATO AIUTI PER I PROFUGHI

 

Nell’ambito del  dramma della guerra che ormai da un mese insanguina l’Ucraina, invasa dai russi,  c’è quello, particolarmente tragico della fiumana dei profughi e profugati che abbandonano il loro Paese per cercare scampo all’estero. In questi giorni i riflettori dei media si sono soffermati spesso sulla Polonia e sulla Romania che costituiscono la prima tappa di accoglienza per le migliaia e migliaia di donne, bambini, anziani che cercano scampo dai bombardamenti e dai combattimenti, lasciando alle spalle tutto quello che avevano. Ma niente o pochissimo si è parlato della Slovacchia che attraverso il suo confine orientale confina con un angolo di Ucraina incastonato tra Ungheria e Polonia. Qui, nella provincia che ha come capoluogo Kosice, è arrivata da subito una massa di profughi che hanno la città di Uzhorod, di circa 150mila abitanti, l’ultimo centro ucraino vicinissimo al confine slovacco e quindi all’Unione Europea. E al di là del confine, appunto in Slovacchia, sono adesso circa 250mla le persone che stanno cercando di fuggire dagli orrori della guerra. Senza clamori anche qui la macchina della solidarietà si è messa in moto e adesso, sono arrivati la Croce Rossa internazionale, l’Ordine di Malta. Ed è qui e da qui, visto il legame che esiste tra il Piemonte, e nello specifico il Monferrato Casalese e la Slovacchia, che sono arrivati nei giorni scorsi gli aiuti da Casale Monferrato, dalla Diocesi di Casale e dal volontariato monferrino. I legami sono molteplici: Casale Monferrato è gemellata con Trnava, tra la Diocesi di Sant’Evasio e quella di Bratislava – Trnava esistono legami che hanno portato negli anni diversi sacerdoti slovacchi a Casale, dal giugno scorso c’è un gemellaggio tra il Santuario di Crea e quello di Klokociov, appartenente alla Diocesi  di Kosice (anche se sarebbe meglio parlare di Eparchia che segue il rito greco-cattolico), siglato dal vescovo Gianni Sacchi con l’arcivescovo monsignor Cyril Vasil, nativo di Kosice e per 11 anni a Roma come segretario della Congregazione delle Chiese Orientali.

La delegazione, guidata dal sindaco di Casale Monferrato, Federico Riboldi e dal rettore del Santuario di Crea, monsignor Francesco Mancinelli, che parla correntemente la lingua slovacca, con l’architetto Filippo Maria Doria, Stefano Granziero degli Amici del Po e alcuni volontari ha portato un tir di aiuti di vario genere, varcando il confine ucraino in una angolo che, al momento, non è ancora stato toccato direttamente dal conflitto, mentre quelli in denaro sono pervenuti all’Eparchia di Kosice impegnata sul campo nell’accoglienza. “Alla frontiere – dice monsignor Mancinelli – c’è un flusso continuo di auto, ma anche di tante donne e bambini che varcano il confine a piedi. Sono scene che non ti fanno rimanere indifferente, che fanno venire le lacrime agli occhi. Sul fronte slovacco sono ben organizzati, ci sono sempre due/tre pullman pronti per accoglierli”. Un particolare che è stato molto apprezzato della spedizione italiana è che tutti i pacchi consegnati (ed erano gli unici in questo senso) avevano il contenuto scritto all’esterno in italiano, slovacco e ucraino in modo da facilitarne le operazioni di smistamento. Nel corso della missione è avvento anche l’incontro con il cardinale Michael Czerny, canadese nato nella Repubblica Ceca, inviato speciale di papa Francesco. Il sindaco di Casale, Federico Riboldi ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno operato per raggiungere l’obiettivo: Diocesi di Casale, Croce Rossa, Scout, Misericordia, Amici del Po,  i volontari, i Comuni di Oviglio e Stroppiana e le scuole di Madonnina e del Sacro Cuore.

Massimo Iaretti

Scontro tra moto, scooter e trattore: muore il terzo motociclista in tre giorni

Ieri un motociclista è morto a Villar Dora sull’ex statale. Nello scontro sono stati  coinvolti  un trattore, la  moto  e uno scooter, il cui conducente ha riportato ferite. Sul posto sono accorsi i sanitari del 118, ma per il motociclista non c’era più nulla  da fare. Intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri. Si tratta del terzo motociclista morto in tre giorni sulle strade del Piemonte.

Addio all’ostetrica che dopo la pensione si dedicò al volontariato

DAL PIEMONTE

In pensione da pochi mesi aveva scelto  di prestare servizio come volontaria nei centri vaccinali anti covid per i bambini di Borgomanero. Antonella Cerutti, ostetrica, aveva compiuto  65 anni. Era molto apprezzata nell’ambiente ospedaliero. La sua morte è stata annunciata dall’Asl Novarese. Grande cordoglio tra i colleghi di lavoro.

La polizia trova 8 chili di hashish e una carabina rubata

Arrestato un uomo dagli agenti del Commissariato San Paolo

Lunedì mattina, gli agenti del Commissariato San Paolo, nel corso di controlli sulle occupazioni abusive nel plesso delle case popolari di corso Racconigi, condotti con personale della Polizia Municipale, hanno tratto in arresto un quarantaseienne italiano.

Nell’alloggio occupato abusivamente dall’uomo, nel quale si è potuto fare accesso unicamente attraverso una finestra, i poliziotti hanno trovato quasi 8 chili e 200 grammi di hashish e una settantina di grammi di marijuana. Parte dello stupefacente era confezionato in dosi pronto per essere venduto al dettaglio. Al quarantaseienne è stata anche sequestrata la somma di 585 euro, oltre a una pistola giocattolo priva del tappo rosso.

Durante le fasi di messa in sicurezza dell’immobile, grazie alla presenza di un foro nella controsoffittatura del bagno, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una carabina, con caricatore e 4 cartucce calibro ventidue, risultata provento di furto nel 2014. Sull’arma verranno condotti accertamenti per appurare la presenza di variazioni nella meccanica che possano trasformarne il funzionamento.

La Mezza di Torino, modifiche alla viabilità e ai mezzi pubblici

nella parte Est del centro Città, avrà luogo la gara podistica   LA MEZZA DI TORINO.

La manifestazione sportiva si svolgerà interamente all’interno del territorio comunale e interesserà l’area individuata sulla sponda ovest del fiume PO che va da Piazza Castello, lungo l’asse di Via Po, corso Cairoli e corso Massimo d’Azeglio, fino al  Ponte Balbis.

La gara avrà inizio alle ore 9.30 con partenza e arrivo  nel tratto pedonale di via Roma. La durata prevista della manifestazione è di circa 3 ore e il percorso sarà chiuso completamente a partire dalle ore 9.00 fino alle 12.30 circa e non sarà in alcun modo possibile attraversare l’area.

A partire da tale ora, la suddetta area sarà quindi soggetta a modifiche viabili. L’intero percorso sarà interdetto alla circolazione veicolare per tutta la durata della manifestazione e in particolare saranno chiusi i seguenti principali assi viabili: ponte di Piazza Vittorio Veneto in direzione centro (aperto in direzione Gran Madre), Ponte Isabella  in direzione corso Dante (aperto nel senso opposto),  Ponte di Corso Vittorio Emanuele II (chiuso in entrambe le direzioni). Il Ponte Balbis, invece, sarà aperto in entrambe le direzioni. Corso Galileo Galilei sarà percorribile in contromano (lato fiume) verso ponte Isabella, tramite una parzializzazione viabile.

Il percorso di gara sarà il seguente: PARTENZA – via Roma – piazza Castello – viale I Maggio – Rondò Rivella – corso San Maurizio (carr. laterale) – via Rossini – via Po – piazza Vittorio Veneto – Murazzi del Po – viale Virgilio (Arco dell’Artigliere) – Mattioli – viale Crivelli – viale Turr – Marinai d’Italia – salita Tiepolo – corso Galileo Galilei (contromano verso Ponte Balbis, tratto parzializzato) – corso Massimo D’Azeglio (carreggiata laterale fino a corso Dante) – D’Azeglio (dopo corso Dante carreggiata centrale nel senso di marcia) – corso Vittorio Emanuele II (carreggiata centrale verso corso Fiume) – corso Cairoli – lungo Po Diaz – Piazza Vittorio Veneto (perimetrale sud) – corso Pr. Amedeo – piazza Carlo Alberto – via Carlo Alberto – via Po – piazza Castello (fino a via Roma con ritorno verso Regio) – viale I Maggio – Rondò Rivella – corso San Maurizio (carr. laterale) – via Rossini – via Po – Piazza Vittorio Veneto – Murazzi del Po – viale Virgilio (Arco dell’Artigliere) – Mattioli – viale Crivelli – viale Turr – Marinai d’Italia – salita Tiepolo – corso Galileo Galilei (contromano verso Ponte Balbis, tratto parzializzato) – corso Massimo D’Azeglio (carreggiata laterale fino a corso Dante) – corso Dante (fino alla rotonda Dante e ritorno) – D’Azeglio (carreggiata centrale dir. Centro) – corso Vittorio Emanuele (carreggiata centrale verso Fiume) – corso Cairoli – lungo Po Diaz – Piazza Vittorio Veneto (perimetrale sud) – corso Pr. Amedeo – piazza Carlo Alberto – via Carlo Alberto – via Po – piazza Castello – via Roma – ARRIVO.

 

Lungo tutto il percorso di gara sarà in vigore il divieto di sosta permanente e continuo, dalle ore 08.00 del giorno 27 marzo, fino al termine della manifestazione.

 

La Centrale Operativa della Polizia Municipale metterà a disposizione una linea telefonica (011.011 1) per rispondere alle richieste dei cittadini sui percorsi consigliati.

 

 

Anche i percorsi dei mezzi di trasporto pubblico transitanti nell’area interessata dalla manifestazione subiranno alcune deviazioni dalle ore 9.00 alle ore 12.45.

 

Nello specifico  saranno deviate le linee 4 – 6 – 9 – 13 – 16 – 8 – 30 – 33 – 42 – 55 – 56 – 61 – 67 – 68 – 70. Anche il collegamento Torino – Reggia di Venaria subirà modifiche.

 

Per maggiori dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT https://www.gtt.to.it/cms/

Rifondazione e lo sciopero globale per il clima

In vista dello sciopero globale per il clima lanciato da Fridays For Future, i segretari regionale del Piemonte-VdA e provinciale di Torino di Rifondazione Comunista, Alberto Deambrogio e Fausto Cristofari dichiarano: «Sindemia e guerra hanno brutalmente rivelato quanto sia aberrante la “normalità” in cui ci siamo cullati. La crisi attuale va vissuta come prefigurazione della possibile fine del pianeta – uno scenario non più da film di fantascienza, ma reale, a cui concorrono, oltre agli effetti dell’emergenza sanitaria e delle guerre devastanti indotte dal nazionalismo dilagante, i dati sul surriscaldamento climatico, mai così allarmanti negli ultimi anni.»

«Eppure – continua la dichiarazione – a uscire stritolata dalla  “tempesta perfetta” di sindemia e guerra è proprio l’emergenza climatica: sembra meno urgente, meno grave, si dice comporti costi che con la pandemia e la guerra non ci possiamo permettere. Questo sarebbe il ‘”realismo”. La realtà è che queste tre crisi sono inestricabilmente intrecciate tra loro: appropriazione distruttiva della natura, specismo, patriarcato, neocolonialismo, crescente precarizzazione e marginalizzazione del lavoro si saldano nel modo di produzione capitalistico, cioè nel sistema economico dominante.»

«Con le sue spaventose disuguaglianze – continuano ancora Deambrogio e Cristofari – il capitalismo è socialmente, ecologicamente e anche economicamente insostenibile – questo è realismo. La lotta per il clima deve saldarsi, in un momento in cui a essere in pericolo è la sopravvivenza stessa del pianeta, alla mobilitazione per la pace e alla lotta per un nuovo sistema economico.  Il punto di convergenza fra diversi movimenti oggi è “imposto” dalle circostanze, ma può trasformarsi in un nuovo inizio a partire dalla lotta al nucleare in ogni sua forma. Le enormi risorse sarebbero destinate alla sua produzione vanno convertite in fondi per una riconversione ecologica che non lasci indietro nessuno, né nei rapporti fra diverse regioni del mondo né all’interno dei singoli Stati.»

«La guerra – affermano infine i segretari regionale e torinese di Rifondazione Comunista –  non ha “sconfitto Greta”, come ha scritto qualche idiota; ma rischia di sconfiggerci tutte e tutti, annientandoci o, nel breve termine, per lo scoppio della terza guerra mondiale o, nel giro di pochi anni, per lo sfruttamento e l’uso sempre più devastante dei carburanti fossili. Siamo nelle strade e nelle piazze con tutte e tutti quelle e quelli che, ad iniziare da Fridays for Future, non si arrendono al necrorealismo, alla violenza, al dominio cieco: Pace con la terra!»

Venerdì 25 marzo 2022 le federazioni di Rifondazione Comunista Piemonte e Valle d’Aosta parteciperanno allo Sciopero globale per il clima convocato da Fridays For Future a Torino in piazza XVIII Dicembre dalle ore 10.

 

Un giardino incantato nel mondo di AIEF

potrebbe intitolarsi così la fiaba preziosa volta a grandi e piccini, quella davvero in grado di donarci la percezione di ciò che più occorre per riuscire a divenire davvero consapevoli di quanto importante sia cominciare a costruire e a ricostruire bellezzatramite la stessa.

Larte, i suoi colori e le sue interpretazioni, lo spettacolo, la musica, la poesia, la realizzazione  di progetti unici capaci di edificare solidali verità, sono sempre stati tramiti assolutamente propositivi, perché davvero in grado di stuzzicare le emozioni e il valore di un sacrificio capace di non rendersi indifferente ma al contrario sensibile e operativo ai bisogni dellumanità.

Larte per esempio ci permette di attivare una rivoluzione gentile nei confronti di chi purtroppo non riesce a divenire leggero, obiettivo e pratico dinanzi alle problematiche della vita, facendo una netta distinzione tra piacere e dovere. Questo significa che per migliorare la propria vita e quella degli altri, dobbiamo a volte renderci consapevoli di avere tutti la capacità di avere anche una mente creativa in ciò che facciamo.

Praticare arte o trovare il modo di sostenerla, non serve solo a guadagnare, anzi, quando ci si allontana dallobiettivo dei soldi, ecco che i risultati più proficui giungono, perché abbiamo uno scopo più alto che mette in secondo piano dubbi e problematiche.

Larte trasforma il piombo in oro alchemico, permette alle gioie  e ai dolori di emergere e di farci crescere attraverso di essi.

Tutte le forme darte, se pur viste dagli occhi di chi la crea, da quelli dello spettatore, da quelli dellinvestitore o del sostenitore, ci danno un ruolo, ci permettono di sentirci utili. Larte ci dona la serenità, il benessere mentale, la trasformazione interiore. Essa è un mezzo gigantesco davvero capace di far riemergere le attitudini del cuore di ognuno di noi. Risveglia impulsi con i suoi colori, divenendo un faro nella burrasca o un fiore spettacolare capace di fiorire in un giardino incantato nel mondo di chi davvero sa coglierlo

La Fondazione AIEF per linfanzia e ladolescenza è la prima in Italia che è stata davvero capace di evidenziare con larte, lo spettacolo e i progetti più proficui, limportanza  atta ad esaltare il valore sociale di un mondo spesso indifferente alle problematiche di altrui, innanzitutto quelle dei bambini, dei giovani, i più fragili e indifesi, creature il più delle volte davvero innocenti, incapaci di progettare recinti protettivi per se stessi, ma attivi portatori di emozioni e di pensieri profondi e propositivi, da parte di coloro che davvero dovrebbero avere la sensibilità di comprendere e di attivarsi per sostenerli.

 

La Fondazione torinese AIEF, punta innanzitutto a prevenire e azzerare ogni violazione dei diritti dellinfanzia e delladolescenza sanciti dalla Convenzione ONU.

La Fondazione sboccia ufficialmente nel novembre 2021 in occasione della giornata internazionale per i diritti dellinfanzia e delladolescenza.

Lideatore e il Presidente di questa bellissima iniziativa porta il nome di Tommaso Varaldo, un giovane laureato in scienze  giuridiche e un giornalista pubblicista. Munito di uneducazione artistica che mastica fin da piccolo tra le sale dorate di gallerie darte, dove, con sua mamma, direttrice della Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino, ha la possibilità di acquisire grande  sensibilità volta al valore dellarte che gli viene trasmesso con infinita dedizione.

La sua attività politica nasce a soli 16 anni allinterno delle istituzioni scolastiche come dirigente di Studenti per le Libertà” di Torino, il braccio operativo nelle scuole e nelle Università del Popolo della Libertà.

Una giovane anima nobile e dotta quella di Tommaso Varaldo, che fa della sua grande preparazione artistica, politica e giuridica, un tramite davvero efficace, capace di stupire non solo le istituzioni, ma anche tutti coloro che gravitano in un territorio fragile e molto spesso persino disastroso. Coloro che combattono giornalmente dinnanzi allindifferenza, alle sorde orecchie, alla mente e al cuore di coloro che invece potrebbero davvero apportare miglioria e non lo fanno.

La sua innovativa capacità imprenditoriale e non da meno la sua sensibilità davvero fuori dal comune, lo dipingono come un vero e proprio Peter Pan, in grado di smuovere e migliorare una situazione sociale assai precaria, molto spesso dormiente dinnanzi a problematiche impossibili da non considerare e risanare.

In questo suo pellegrinaggio incontra la creatività eclettica e generosa del Maestro darte contemporanea Eugenio Bolley. Tra loro nasce una socializzazione e una solidarietà molto speciali, tali da generare lunione delle loro forze e delle loro iniziative più idonee al miglioramento di uno stato di fatto davvero bisognoso di essere supportato.

Il connubio tra arte, cuore e imprenditoria crea così linizio di unavventura molto inattesa e sbalorditiva.  Eda qui, nel 2018, che Tommaso Varaldo fonda lAssociazione Infanzia e Famiglia AIEF.

Oggi la Fondazione AIEF è unassociazione molto attiva che si avvale di decine di volontari davvero intenzionati a sostenere questa iniziativa. Ognuno di loro ha una preparazione specifica nel mondo del lavoro e ognuno di loro mette a disposizione la propria esperienza e professionalità a favore della collettività, con una disponibilità e un cuore davvero inusuali. Pronti sempre a intervenire per ogni situazione allarmante, quella magari volgarmente deturpata da violazioni di diritti umani e non solo.

Lassociazione è particolarmente dedita a sostenere nuclei familiari in difficoltà ed è volta al sostenimento globale per la tutela dei diritti dei minori e lattuazione della Convenzione ONU sui diritti dellinfanzia e delladolescenza.

Lingegno e la dedizione del giovane Tommaso Varaldo  e quello dellassociazione si focalizzano  quindi nellattivare un impegno politico volto al territorio, con una particolare attenzione per i bambini, per i giovani e per lambiente, con programmi di grande rilievo, quali promuovere il patrimonio artistico e culturale della Fondazione, sviluppare il ruolo sociale dellarte contemporanea, sostenere lo sviluppo dei progetti sociali e solidali dellAssociazione AIEF, supportare iniziative volte alla tutela dellinfanzia e delladolescenza, promuovere analisi e proposte sulle politiche familiari, dellinfanzia, delladolescenza e della genitorialità.

Ovviamente, come in tutte le Associazioni serie e competenti, esistono anche i grandi Sostenitori, come piccole e grandi aziende e quantaltro.

Nasce così il Comitato dei Sostenitori della Fondazione AIEF, rappresentato da personalità che si distinguono per competenza, impegno e sensibilità. Tale consiglio è composto da un minimo di 15 membri oltre al Presidente della Fondazione, ai membri del Consiglio Direttivo, al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico ed a un delegato dellAssociazione Infanzia e Famiglia AIEF.

Potremmo dire : tutti insieme appassionatamente?SI!

Il profondo credo dei valori, i più autentici e costruttivi, lappartenenza a quella responsabilità capace di vedere oltre il proprio giardino, la preziosità di quella bellissima volontà che non chiede necessariamente un ritorno ma semplicemente quellamabile consapevolezza di osare senza  pretendere troppo sognando un futuro migliore ecc.bè, chiedono la condivisione e il supporto di questa sorprendente iniziativa.

Ulteriori famigliarità e complicità  con  nuovi sostenitori quindi, le entrate di  attendibili e rigogliose risorse,  la capacità di costruire tramite le belle cose in grado di sostenere anima, cuore e intelletto,  quali larte, la musica, lo spettacolo e gli eventi più eclatanti per una condivisione gioiosa e proficua, saranno lanima più potente capace di sostenere uniniziativa così importante come AIEF.

Confucio diceva : Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.

Partiamo da qui, da questa massima così saggia e delicata, cominciando a fare qualcosa di concreto, noi tutti.

Sviluppiamo linfinito della nostra curiosità come infanti già cresciuti ma che , forse, ancora non conoscono la formula magica per diventare veri giganti buoni.

Non scordiamo il valore di quellecarezze e doniamole alle piccole anime che forse ancora non le riconoscono perché violate dallinettitudine, dal cinismo volgare , dalla violenza malata, dallo squallido opportunismo e dallignoranza di qualcunoche non vuole vedere ne’ sentire.

Non scordiamo tutti i bambini del mondo, perché solo tramite loro potremo sperare nel nostro futuro più spettacolare e costruttivo!

Monica Chiusano

Accoglienza profughi ucraini, il piano della Regione Piemonte

“Il numero dei profughi è destinato a crescere con il passare dei giorni”

Come il presidente Cirio, in qualità di Commissario delegato alla gestione dell’emergenza, intende organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini ospitati in strutture private? Questa l’interrogazione che il vice presidente Daniele Valle (Pd) ha rivolto all’assessore alla gestione profughi ucraini Marco Gabusi nell’ambito dei question time a Palazzo Lascaris.

“Sono circa 5.200 i rifugiati ucraini accolti al momento in Piemonte – ha esordito l’assessore Marco Gabusi – Per affrontarne tempestivamente gli sviluppi abbiamo costituito il Comitato regionale per l’emergenza profughi, tramite il quale abbiamo attivate tutte le possibilità di accoglienza: i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), il  SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), strutture della Protezione Civile e privati. Per questi ultimi la Regione Piemonte ha aperto una manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di persone e famiglie disposte a fornire ospitalità temporanea a chi ha abbandonato le zone di guerra. Al 16 marzo avevano già risposto più di 4.000 persone.

I minori provenienti dall’Ucraina che giungono sul territorio piemontese senza essere accompagnati da uno dei genitori – ha poi aggiunto Gabusi –  sono da considerarsi a tutti gli effetti minori stranieri non accompagnati  e dovranno essere immediatamente accolti in un luogo sicuro (una struttura residenziale, casa famiglia o altra collocazione adeguata, possibilmente, avendo particolare attenzione nel non separarli e segnalati alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, che avvierà il regolare percorso presso per la nomina tempestiva di un tutore volontario o per la nomina a tutore di un familiare”.

“Il numero dei profughi è destinato a crescere con il passare dei giorni – ha replicato il vice presidente del Daniele Valle (Pd) – A oggi non esistono linee guida regionali, pertanto consorzi socio assistenziali e sindaci devono arrangiarsi nel gestire situazioni complicate senza coordinamento alcuno. Né è chiaro se e da chi verranno coperti gli extra-costi che Comuni ed enti socio assistenziali stanno già affrontando per prendersi carico dei rifugiati. Le modalità organizzative fin qui messe in campo non sono sufficienti. I nostri amministratori locali ancora una volta stanno dando prova di grande generosità, ma non possono certo affidarsi all’abituale arte di arrangiarsi”.

 

A Chieri le pergamene di Federico II

Per vederli ci vogliono i guanti bianchi. Come avviene per tanti altri tesori abbandonati o nascosti nei depositi di musei, gallerie e biblioteche. Sono due fogli di pergamena, due piccoli documenti, intatti, risalenti alla prima metà del Duecento, che dimostrano l’interesse dell’imperatore Federico II di Svevia nei confronti di Chieri.

Non sono mai stati srotolati prima d’ora né sono stati esposti in mostre o convegni di studi. Da otto secoli sono conservati e protetti in una sorta di forziere. I documenti non si sono mai visti alla luce del giorno, sono un po’ polverosi ma intatti, perfettamente conservati e protetti. Si trovano nell’archivio storico della biblioteca comunale di Chieri. “Il Torinese” li ha fatti uscire allo scoperto per la prima volta e chissà, magari un giorno, verranno esposti in una grande mostra sulla presenza dello svevo nelle terre piemontesi. Cosa spinse Federico II, lo Stupor Mundi, ad avvicinarsi al territorio chierese? Amore sfrenato per la cittadina alle porte di Torino? Lui che conosceva bene il Piemonte, che aveva alleati in queste terre ribelli manteneva un’attenzione particolare per Chieri, quasi ossessiva. Si nascondeva forse una delle tante amanti del sovrano, reduce dall’avventura con la contessa astigiana Bianca Lancia, la sua ultima moglie? No, era solo volontà di dominio, di potenza, aveva bisogno che Chieri finisse sotto la sua autorità per controllare meglio il territorio alle porte di Torino.
L’imperatore infatti non si accontentò solo di governare il meridione d’Italia ma cercò anche di sottomettere una parte delle regioni del nord. Il Piemonte a quell’epoca era diviso e spezzettato tra signorie e feudi, marchesati e comuni, c’era il Marchesato di Saluzzo e il Marchesato di Monferrato, entrambi sotto la dinastia degli Aleramici, il Principato del Piemonte sotto i Savoia-Acaia e diversi comuni tra cui Asti e Chieri. E come se avesse confessato ai suoi consiglieri più fidati che Chieri, che contava allora poche migliaia di abitanti, gli serviva, gli apparteneva e quindi doveva sottostare alla sua autorità. Lo scopriamo leggendo due documenti di un’antica pergamena scritti con un’elegante calligrafia dal suo cancelliere personale, mai restaurati, mai esposti in pubblico. Manca solo il sigillo pendente, andato purtroppo perduto. “Federico II, per grazia di Dio, imperatore dei romani, re di Gerusalemme e di Sicilia” dichiara Chieri, nell’aprile 1238, sua “camera specialis”, unendo così strettamente alla sua persona la cittadina di Chieri, diventato comune nel 1168.
In un secondo documento, del 1245, l’imperatore la sottrae a tutti i vincoli stabiliti in precedenza con qualunque signore liberando la comunità chierese da patti e convenzioni stretti con località o con privati cittadini. Lo Stupor Mundi cercava amici e alleati anche in una terra ribelle che osteggiava la dinastia germanica degli Hohenstaufen. Cent’anni prima l’esercito di Federico I Barbarossa, nonno di Federico II, passò da queste parti, distrusse Chieri e devastò il chierese. Non è una novità che i depositi degli archivi storici conservino preziosi tesori. Un gioiello appartenuto allo stesso imperatore svevo, rimasto per decenni chiuso in una cassaforte, è ora in mostra all’Istituto italiano di cultura di New York. Si tratta del quarzo che adornava la fibula del mantello con cui Federico II venne deposto in un sarcofago nella Cattedrale di Palermo. La pietra non era mai stata esposta e ora è tra i tesori della rassegna dedicata alle donne che furono fondamentali per l’imperatore. Quattro donne di potere, legatissime a Federico II e tutte battezzate con il nome Costanza: la madre, Costanza d’Altavilla, la prima moglie Costanza d’Aragona, l’imperatrice Costanza, figlia di Federico II e Bianca Lancia e infine la regina Costanza, figlia di Manfredi, altro figlio di Federico II. Filippo Re

Irpef, l’addizionale regionale non cambia

Il Consiglio regionale ha approvato, con 26 sì e 17 non votanti, l’adeguamento dell’addizionale Irpef alla nuova normativa nazionale. Con la legge di bilancio 2022 gli scaglioni passano da 5 a 4. Il provvedimento approvato mantiene la stessa addizionale regionale Irpef precedente e preserva anche alcune detrazioni, non più obbligatorie per la norma nazionale: riguardano le famiglie con più di tre figli, che godranno di una detrazione di 100 euro a figlio, e quelle con figli portatori di handicap fisici o psichici. Per loro la detrazione sarà di 250 euro a figlio. Le detrazioni si sommeranno all’assegno unico.
L’assessore al bilancio Andrea Tronzano ha sottolineato la volontà di non modificare le aliquote dell’addizionale e di mantenere alcune detrazioni: “Rappresentano un costo per la Regione di 11,241 milioni, ma pensiamo che sia un investimento in questo momento di difficoltà per le famiglie”, ha spiegato.
Per il relatore di maggioranza Matteo Gagliasso (Lega) il provvedimento è dovuto, ma non il mantenimento delle detrazioni: “In questo adeguamento alla legge nazionale le detrazioni all’addizionale Irpef sono mantenute come misure di sostegno economico-sociale”, ha detto.
Sulle detrazioni il relatore di minoranza Silvio Magliano (Moderati) ha parlato di “un segnale politico che va in una direzione giusta, perché sostiene sia le famiglie numerose, sia chi vive una condizione di particolare difficoltà”.
Per l’altro relatore di minoranza, Maurizio Marello (Pd), “l’adeguamento alla normativa nazionale non dovrebbe comportare un significativo scostamento rispetto al gettito complessivo Irpef”.
Marco Grimaldi (Luv), relatore di minoranza, ha chiesto una riforma nazionale dell’Irpef “nel segno della discontinuità. Oggi la riforma Draghi assicura vantaggi consistenti ai redditi medio alti, mentre non tutela i redditi più bassi”.